Immigrazione
La minaccia crescente del terrorismo immigrato in Francia
Un attacco terroristico è stato sventato all’inizio di questa settimana nel Nord della Francia, che ha coinvolto un diciannovenne che sosteneva di agire per conto dell’ISIS. Lo ha riportato The European Conservative.
Negli ultimi mesi sono stati sventati non meno di sei attacchi. Per il ministro dell’Interno, il vero pericolo oggi non è più un attacco esterno, ma le azioni di una frangia di giovani francesi radicalizzati.
Morad M. è stato arrestato dalla polizia in un centro sociale di Dunkerque la mattina di mercoledì 2 aprile, in seguito a una soffiata. Il giovane, cittadino francese e disoccupato, era noto per il traffico di droga.
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Gli investigatori hanno trovato una lettera di fedeltà allo Stato Islamico a casa sua, dove ammetteva di voler commettere un attentato con una cintura esplosiva nella città di Dunkerque, prendendo di mira le terrazze dei caffè e i luoghi frequentati dalla comunità ebraica, per fare «come il Bataclan». Ha affermato di essere motivato «dalla situazione della Francia». I responsabili del centro dove viveva da tre anni erano stati allertati dalla sua progressiva radicalizzazione. Altri due uomini che conosceva sono stati arrestati con lui; uno di loro è stato incarcerato per «associazione a delinquere con terroristi».
Parlando ai media in seguito a questo caso, il ministro dell’Interno Bruno Retailleau ha espresso la sua preoccupazione per la portata della minaccia terroristica che la Francia si trova ad affrontare oggi. L’80% delle indagini condotte dalla Procura Nazionale Antiterrorismo riguarda attacchi jihadisti.
La minaccia è duplice: «c’è sempre la minaccia esogena, che viene dall’esterno, in particolare dallo Stato Islamico. La minaccia più reale, più pressante, è quella interna, con un numero sempre maggiore di giovani».
L’estrema giovane età di questi aspiranti terroristi è motivo di preoccupazione ai piani alti. Nel 70% dei casi sventati, i presunti autori avevano meno di 21 anni. L’età dei coinvolti è una dimostrazione lampante dell’incapacità del sistema educativo nazionale di prevenire la radicalizzazione degli adolescenti. Questi giovani, spesso senza futuro e provenienti da famiglie disgregate, si radicalizzano online, sulla base di contenuti generati dall’intelligenza artificiale da agenti dello Stato Islamico.
Un mese fa, un minorenne di 17 anni è stato arrestato e incarcerato per un progetto simile nella regione di Vesoul, nella Francia orientale. Avrebbe pianificato di usare un coltello per attaccare una chiesa, una sinagoga o un’ambasciata o un consolato americano o israeliano. Ha anche affermato di essere un membro dell’ISIS.
Dagli attentati di Tolosa del 2012, i servizi segreti francesi hanno sventato 86 attentati.
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Immigrazione
La violenza studentesca contagia anche il Belgio
Le proteste studentesche si sono estese dalla Francia al Belgio. Lunedì, nella regione di Liegi, le sedicenti manifestazioni sulle condizioni dell’istruzione sono state funestate da vandalismo, incendi e arresti.
È chiaro agli osservatori che si tratta in realtà di una rivolta creata da giovani immigrati di seconda generazione.
I disordini seguono settimane di violenze in Francia. Esattamente come accaduto con la rivolta delle banlieue tre anni fa, il contagio si estende ai Paesi francofoni limitrofi come il Belgio – a riprova che si tratta non di critica delle istituzioni, che sono diverse nei due Paesi, ma del medesimo sostrato sociale dei due Paesi invasi da decenni immigrazione.
Centinaia di persone si sono radunate davanti alle scuole di Liegi, bloccando gli ingressi e sfilando per la città. I negozi del centro sono stati chiusi per precauzione, mentre i manifestanti hanno tentato di danneggiare le serrande dell’Istituto Saint-Michel. I vigili del fuoco hanno segnalato anche incendi di scooter nelle vicine Herstal e Chenee.
Secondo i media locali, lunedì la polizia ha effettuato 16 arresti. Gli agenti hanno trovato bottiglie di vetro e pezzi di stoffa nelle borse di alcuni manifestanti, materiale che a loro avviso avrebbe potuto servire a fabbricare bombe molotov, anche se non sono state rinvenute sostanze infiammabili.
Belçika’nın Liege kentinde öğrenciler, hükümet karşıtı protesto gösterileri düzenliyor. pic.twitter.com/peDq12gwOL
— gdh (@gdhdijital) October 5, 2026
Manifestation des étudiants de plusieurs écoles liégeoises ce vendredi place Saint-Léonard pour dénoncer la réforme de l’enseignement et l’augmentation du coût de la vie dont notamment les tarifs du bus. @DESQUESNESF @valerieglatigny @WBE_officiel @Fil_law pic.twitter.com/HniBxkoPgd
— L-Post (@lpost10) October 2, 2026
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In Francia, giovedì scorso, sono state arrestate quasi 2.000 persone e oltre 300 agenti sono rimasti feriti. Anche personale scolastico e studenti hanno riportato ferite, e gli organi di controllo della polizia hanno avviato indagini. Le proteste sono proseguite lunedì: il Ministero dell’Istruzione ha segnalato manifestazioni in 413 scuole secondarie.
I disordini hanno aperto anche una polemica politica in Francia. Il governo accusa il partito di sinistra France Insoumise di aver orchestrato le proteste dopo che alcuni parlamentari hanno visitato i blocchi scolastici. Il partito respinge l’accusa e attribuisce la rabbia degli studenti alla negligenza del governo. Il leader Jean-Luc Mélenchon ha lanciato un appello alla nonviolenza.
Le violenze si sovrappongono a proteste più ampie nel settore pubblico contro i tagli alla spesa, che coinvolgono insegnanti, operatori sanitari, vigili del fuoco e personale dei trasporti. I movimenti hanno aumentato la pressione sul presidente Emmanuel Macron, il cui indice di gradimento è sceso al 16-18% negli ultimi sondaggi.
Come riportato da Renovatio 21, i giovani immigrati avevano dato vita ad una «jihad stradale» a Brusselle, città dove sono presenti quartieri definiti come no-go zone.
Non pare dissimile la situazione vista a Vicenza la scorsa settimana, invasa da vandali maranza per un raduno indetto da un TikToker maghrebino.
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Immagine screenshot da Twitter
Gender
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