Terrorismo
La diapositiva trapelata dall’esercito americano definisce le organizzazioni pro-life «gruppi terroristici»
Secondo un articolo su una presentazione sul terrorismo tenuta dai membri dell’esercito americano a Fort Liberty (rinominato Fort Bragg), i funzionari militari dell’amministrazione Biden continuano a insegnare che i loro pacifici oppositori politici sono estremisti violenti.
Sam Shoemate, giornalista indipendente e autoproclamatosi «sostenitore dei militari che cercano giustizia», ha pubblicato la settimana passata sera su X una fotografia di una diapositiva che, a suo dire, è stata mostrata durante un briefing antiterrorismo a Fort Bragg, subito dopo uno sul gruppo terroristico islamista ISIS.
La diapositiva cita i gruppi pro-life National Right to Life Committee (NRLC) e Operation Rescue (OR) come «gruppi terroristici», caratterizzati dalla loro opposizione all’aborto e alla sentenza Roe v. Wade (qui scritto erroneamente «Row»), cioè il giudizio della Corte Suprema USA che nel 1972 sancì l’aborto come diritto federale del Paese.
An anti-terrorism brief was held on Fort Liberty (Bragg) today where they listed several Pro-Life organizations as “terrorist organizations.”
The slide you see here followed right after a slide about ISIS, a terror group in the Middle East.
The organizations labeled by the… pic.twitter.com/vlO6XjyGzE
— Shoe (@samosaur) July 11, 2024
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Gli ultimi due punti elenco sono parzialmente oscurati, ma è possibile leggere le parole «bombardamento di cliniche» e «tentativi di omicidio» possono essere letti.
Gli attivisti di sinistra hanno a lungo tentato di screditare i pro-life nel loro insieme con i rari atti violenti di pochi, che gli attivisti e le organizzazioni pro-life tradizionali hanno sempre condannato in modo schiacciante. Soprattutto negli ultimi anni, negli USA la violenza pro-aborto è stata molto più diffusa della violenza anti-aborto, come ammesso dal direttore dell’FBI Christopher Wray nel novembre 2022.
La diapositiva mostra anche un esempio di targa «Scegli la vita», disponibile in molti stati e il cui ricavato viene solitamente devoluto a sostegno delle organizzazioni pro-life locali.
«L’esercito e il Dipartimento della Difesa sono follemente fuori controllo», ha detto lo Shoemate. «I militari vengono indottrinati a vedere i gruppi pro-life come nemici». In un post a seguire, il giornalista indipendente ha osservato che i partecipanti gli hanno detto che il violento gruppo di sinistra Antifa non è stato menzionato come esempio di «terroristi» operanti nel Paese.
Il giornalista investigativo di Blaze Steve Baker ha contattato Shoemate per discutere privatamente della storia e in seguito ha pubblicato che l’autenticità della storia era stata confermata in modo soddisfacente.
Questa presentazione non è certo il primo caso in cui funzionari militari tentano di stigmatizzare le opinioni politiche di centro-destra o, più in generale, di rivolgere la propria attenzione alle priorità politiche e culturali interne dei liberali a scapito della missione storica delle Forze Armate di difendere la nazione, scrive LifeSite.
La costante ascesa dell’ideologia «woke» all’interno dell’esercito , che è persistita e cresciuta dagli anni di Clinton nonostante le presidenze dei repubblicani George W. Bush e Donald Trump, è stata intensificata dall’attuale presidente Joe Biden, che dopo aver assunto l’incarico si è mosso rapidamente per aprire l’esercito alle reclute che soffrono di disforia di genere in un’inversione della politica dell’amministrazione Trump, quindi ha fatto sì che il suo segretario alla Difesa Lloyd Austin lanciasse una revisione del presunto «estremismo interno» all’interno dell’esercito che molti hanno visto come un pretesto per epurare le opinioni conservatrici dai ranghi.
A marzo 2023, il Center for Military Readiness (CMR) ha pubblicato un aggiornamento sul lavoro dell’amministrazione per infondere nelle forze armate un’ideologia di genere di sinistra, che spazia dall’applicazione di pronomi preferenziali, al consentire il travestitismo e l’uso di docce e bagni per persone del sesso opposto nelle basi militari, fino a rendere più difficile l’accesso alle informazioni sulle conseguenze negative di tali politiche.
Lo scorso novembre, il Pentagono ha richiesto altri 114,7 milioni di dollari per programmi sulla diversità nel prossimo anno fiscale, che rappresentano un totale di 269,2 milioni di dollari dei contribuenti solo sulla diversità militare da quando Biden è entrato in carica.
Fino a dicembre 2022 , i leader del Pentagono di Biden hanno anche imposto l’obbligo di vaccinazione anti-COVID-19 ai militari americani, provocando cause legali e minacciando una carenza di soldati e piloti nell’ordine di decine di migliaia, il che non ha fatto che aggravare i problemi più ampi di consistenza delle forze armate, morale delle truppe e fiducia del pubblico.
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Tali priorità hanno avuto il loro prezzo. Durante una conferenza stampa del Pentagono nell’aprile 2022 sul bilancio dell’esercito per l’anno fiscale 2023, il sottosegretario dell’esercito Gabe Camarillo ha annunciato che l’esercito aveva «preso proattivamente la decisione di ridurre temporaneamente la nostra forza finale da 485.000 soldati a 476.000 nell’anno fiscale ’22 e 473.000 nell’anno fiscale ’23».
Il Military Times ha riferito all’epoca che questo «potrebbe lasciare il servizio alle sue dimensioni più piccole dal 1940, quando aveva poco più di 269.000 soldati».
I sondaggi Gallup e del Ronald Reagan Institute hanno entrambi dimostrato che l’opinione pubblica ha perso fiducia nei leader militari, il che presumibilmente ha avuto un effetto significativo anche sulla volontà dei potenziali soldati di arruolarsi.
Come riportato da Renovatio 21, appena installatosi Biden cominciò l’avvio della trasformazione dei dissidenti (attivisti pro-life o anche solo genitori contrari a teoria del gender, obbligo vaccinale, lockdown e mascherine) come «domestic terrorist», cioè «terroristi interni». Tale shift è comune ad altri Paesi anglofoni, come la Nuova Zelanda.
È noto che la questione è tracimata anche nella sfera religiosa, con i cattolici che seguono la messa in latino finiti nei programmi di infiltrazione e spionaggio dell’FBI.
L’odio di Biden per la parte di popolazione che non vota per lui e critica le sue politiche divenne drammaticamente chiaro, anche da un punto di vista visivo, con il discorso passato alla storia come «Dark Brandon», dove, circondato da due marine e con una scenografie di architetture di luci stile Albert Speer, dichiarò in sostanza che i sostenitori del MAGA erano nemici del Paese.
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Immagine da Twitter
Terrorismo
Nuova misteriosa esplosione ad Aleppo: l’ultima di una serie
A massive explosion at an ammo depot in Aleppo, Syria occurred earlier, with the Syrian government saying the explosion was due to an accident. At the time of writing, all reports that the Israelis conducted a strike on the depot are false. pic.twitter.com/QW7wIT61Zu
— OSINTdefender (@sentdefender) September 20, 2026
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Terrorismo
Alleanza di gruppi armati vuole rovesciare il premier dell’Etiopia
Sette gruppi armati etiopi, tra cui ex avversari sul campo, hanno dato vita a un’alleanza per rovesciare il governo del primo ministro Abiy Ahmed e insediare un’amministrazione di transizione.
L’Alleanza delle Forze Popolari Etiopi per la Sopravvivenza, presentata domenica, comprende il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigrè (TPLF), il Movimento Nazionale Amhara Fano e l’Esercito di Liberazione Oromo, insieme a quattro formazioni minori.
In una dichiarazione congiunta i gruppi hanno accusato il Partito della Prosperità di Abiy di aver imposto un regime «dittatoriale» e di spingere il Paese dell’Africa orientale verso la disintegrazione. «Noi, le forze popolari che si preoccupano della sopravvivenza del popolo etiope, abbiamo la responsabilità storica di rovesciare questo regime», hanno dichiarato, promettendo un governo di transizione inclusivo incaricato di porre fine a «tutte le guerre» e di organizzare un dialogo nazionale e costituzionale.
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L’alleanza ha invitato le truppe governative e i loro comandanti «a unirsi e a diventare partner nella lotta per salvare il Paese». Ha inoltre chiesto il sostegno delle organizzazioni civiche e della comunità internazionale.
La portavoce di Abiy, Billene Seyoum, ha detto lunedì ll’agenziaa Reuters che i gruppi collaborano da tempo con il sostegno finanziario della vicina Eritrea. Asmara ha più volte smentito le accuse di aiuto a quelle formazioni.
Il governo etiope sostiene che il suo dialogo nazionale serve ad affrontare le divisioni politiche e i conflitti interni.
L’Etiopia ha faticato a trovare una stabilità duratura da quando l’accordo di pace del novembre 2022 ha chiuso la guerra del Tigrè, durata due anni e costata centinaia di migliaia di morti. Fano ha combattuto accanto alle truppe federali contro le forze del Tigrè prima di voltarsi contro il governo nel 2023. L’Esercito di Liberazione Oromo lotta contro le forze federali dal 2018. I nuovi scontri e i presunti attacchi con droni nel Tigrè hanno indebolito ulteriormente l’accordo di pace.
I membri dell’alleanza si sono impegnati a risolvere le loro divergenze «pacificamente». I gruppi Amhara e Tigrè rivendicano in modo opposto il Tigrè occidentale, passato al Tigrè dopo la ridefinizione dei confini regionali all’inizio degli anni Novanta. I nazionalisti Amhara contestano quella ripartizione e le loro forze hanno preso il controllo dell’area durante la guerra del Tigrè.
Lunedì le Nazioni Unite si sono dette «profondamente preoccupate» per il peggioramento della sicurezza in Etiopia, compresa la nascita della nuova coalizione armata e le notizie di insicurezza persistente e attacchi con droni. Il portavoce dell’ONU Stephane Dujarric ha invitato tutte le parti a evitare azioni o parole che possano inasprire ulteriormente le tensioni e a tornare al dialogo, affermando che «l’azione militare non risolverà le divergenze politiche né affronterà le rimostranze di fondo».
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa un’operazione delle forze etiopi avevano arrestato diecine di presunti miliziani ISIS.
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Come riportato da Renovatio 21, il caos dilagato in Etiopia potrebbe aver avuto determinati padrini geopolitici stranieri e soggetti internazionali che vi hanno lucrato non poco: tutto va considerato nell’ottica dell’enantiodromia su suolo africano tra il vecchio potere USA e quello rampante della Repubblica Popolare Cinese, più interessata che mai a continuare il recente dominio stabilito sul Continente Nero.
Il contrasto tra il TPLF e lo Stato etiope aveva portato anche a speciose accuse contro l’attuale direttore dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, già ministro della Salute etiope ed ex dirigente del TPLF, che il capo di Stato maggiore generale Berhanu è arrivato ad accusare addirittura di traffico d’armi.
L’Etiopia è altresì interessata da un conflitto strisciante con il vicino Egitto a causa di una diga che Addis Abbeba vuole porre sul Nilo. Secondo alcuni analisti, tale frizione potrebbe sfociare in una vera e propria guerra, la prima che può chiamarsi apertamente come guerra per l’acqua.
Come riportato da Renovatio 21, la guerra civile ha avuto come effetto collaterale la quasi cancellazione del cristianesimo dal Tigrè.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Terrorismo
Israele cancella la fedina penale del soldato che sparò a un palestinese ferito
Israeli president wipes Elor Azaria’s criminal record, filmed executing wounded Palestinian Abdel Fattah al-Sharif as he lay on the ground pic.twitter.com/k7ojopaXde
— Sarah Wilkinson (@swilkinsonbc) September 20, 2026
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