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Gender

La Bioetica a favore delle gravidanze trans

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

Le donne transgender (cioè gli individui nati maschi) hanno il diritto di vivere una gravidanza? Due medici italiani dell’Università di Roma Sapienza sostengono in Acta Biomedica che la tecnologia sta avanzando così velocemente che dobbiamo affrontare questa domanda.

 

Al momento i trapianti uterini (UTx) sono rari e spesso senza successo. Ma man mano che i chirurghi migliorano le loro tecniche, potrebbe essere possibile che un nato maschio partorisca.

 

«Una tale opzione segnerà un punto in cui l’insieme dei precetti morali ed etici che adottiamo potrebbe presto diventare obsoleto» scrivono.

Il ragionamento è semplice: se la chirurgia è eticamente necessaria per alleviare la disforia di genere, anche il trapianto di utero x deve essere etico

 

I sondaggi mostrano, affermano, che le donne trans credono che «avere un utero e una vagina trapiantati e funzionanti andrebbe a beneficio della loro vita sessuale e del senso percepito di femminilità, migliorando la qualità della vita in generale».

 

Il ragionamento è semplice: se la chirurgia è eticamente necessaria per alleviare la disforia di genere, anche l’UTx deve essere etico:

 

«Non è irragionevole presumere che nelle donne transgender, UTx possa fare molto per il raggiungimento delle aspirazioni riproduttive, beneficiare della qualità della vita in generale ed essere efficace nell’alleviare i sintomi disforici… Se UTx diventa mainstream, sicuro ed efficace per le donne biologiche con [infertilità assoluta del fattore uterino], ci sarebbero motivi moralmente sostenibili per cui alle donne transgender dovrebbe essere negata una tale opportunità di gestazione?»

 

«Immaginate i potenziali problemi di avere una gestazione maschile biologica, con i requisiti degli ormoni necessari e altri contributi essenziali della madre per una gestazione sana forniti per lo più artificialmente»

Lo scrittore di bioetica Wesley J. Smith ha notato nella National Review che gli autori non menzionano nulla sul benessere del bambino.

 

«Immaginate i potenziali problemi di avere una gestazione maschile biologica, con i requisiti degli ormoni necessari e altri contributi essenziali della madre per una gestazione sana forniti per lo più artificialmente. Perché, è come se il problema non esistesse».

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

Immagine di North Dakota National Guard via Flickr pubblicato su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)

 

 

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Gender

Reddito di cittadinanza per i trans. Di 97 «generi» diversi

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La comunità transgender di San Francisco riceverà i soldi dei contribuenti dal nuovo programma di reddito garantito della città, ha annunciato lo scorso mercoledì il sindaco democratico London Breed.

 

Il programma si chiama GIFT, che in inglese significa «dono», ma è anche acronimo per Guaranteed Income for Trans People, cioè programma di reddito garantito per le persone trans.

 

Il programma utilizza i dollari dei contribuenti per fornire ai cittadino transgender a basso reddito uno stipendio mensile di 1.200 dollari per un massimo di 18 mesi in modo da «aiutare ad affrontare l’insicurezza finanziaria all’interno delle comunità trans», riferisce il Washington Free Beacon.

 

«Sappiamo che le nostre comunità trans subiscono tassi di povertà e discriminazione molto più elevati», ha affermato Breed in una dichiarazione, «quindi questo programma mirerà al sostegno per supportare le persone in questa comunità».

 

San Francisco ha un notorio problema con i senzatetto, che sono ovunque  e si rendono protagonisti di azioni oscene o aggressive. Non è difficile incontrare, specie nella zona del quartiere Castro – epicentro LGBT globale – homeless transessuali.

 

Gli altri programmi di reddito garantito di San Francisco includono l’Abundant Birth Project, che sovvenziona durante la gravidanza le madri afroamericane e delle isole del Pacifico, e un programma di aiuti in denaro nell’era della pandemia per gli artisti locali. La cittadina di Palm Springs, in California, a marzo aveva annunciato un programma simile per i residenti transgender.

 

Tuttavia, a differenza di altri programmi di aiuto, il GIFT non pone limiti al denaro ricevuto.

 

«Il programma pilota è la prima iniziativa di reddito garantito a concentrarsi esclusivamente sulle persone trans e fornirà trasferimenti di denaro regolari e incondizionati a individui o famiglie che si qualificano, secondo l’ufficio del sindaco» riporta il notiziario locale KTLA. «Ciò differisce da altre pratiche di rete di sicurezza sociale fornendo un flusso costante e prevedibile di denaro ai destinatari da spendere come ritengono opportuno senza limitazioni».

 

«Il programma GIFT fornirà alle persone trans ammissibili un reddito temporaneo e una gamma di servizi diretti di contorno, come l’assistenza medica e mentale che afferma il genere [cioè che incoraggia la propria condizione e identificazione sessuale, ndt], nonché coaching finanziario, secondo l’ufficio del sindaco».

 

Coloro che fanno domanda per il programma possono scegliere tra 97 generi diversi e 18 pronomi a scelta sulla documentazione della domanda, che deve essere presentata entro il 15 dicembre.

 

Il questionario chiede di compilare, a crocetta multipla, le casella con i pronomi She/her/hers, He/him/his, They/them/theirs, It/its/its, Co/co/cos, Zie/zim/zis, Ze/hir/hirs, Xe/xem/xyrs, Ey/em/eirs, E/em/eirs, Per/per/pers, Fae/faer/faers, Ae/aer/aers, Tey/ter. Oltre alla casella di rifiuto («decline»), che non capiamo cosa significhi, c’è comunque la casella «non in lista», che dà lo spazio per scrivere i propri pronomi anche inventati.

 

Alla voce «Trans Status», anche qui con possibile crocetta multipla, è possibile segnalarsi come Transgender, Non-Binary, Gender Non-Conforming, Intersex. Si aggiunge la casella «nessuno dei precedenti», perché chissà.

 

Tuttavia sono altre le categorie del modulo che regalano soddisfazioni. per esempio «orientamento Sessuale», sempre, ovvio a risposta multipla: aromantico (nuovissima questa), asessuale, BDSM/Kink (che significa sadomaso, perverso), bisessuale, demisessuale (?), Dyke (parolaccia che significa «lesbica» nell’inglese americano), Faggot (parolaccia che significa omosessuale maschio in inglese americano), Gay, lesbica (queste devono essere per nostalgici, tradizionalisti), non-monogamo, pansessuale, poliamoroso, queer (parola indefinibile e intraducibile, anche quella mutuata dal gergo offensivo), Same-Gender Loving (che immaginiamo si possa tradurre con «omofilo», ma che razza di pleonasmo è rispetto alle altre voci?), Skoliosexual (che non sappiamo cosa voglia dire, ma immaginiamo abbia a che fare con problemi ortopedici alla colonna vertebrale) e infine, rullo di tamburi, eterosessuale (straight), perché vi sono i trans eterosessuali, che però quindi sono lesbiche o omosessuali, però no, perché in realtà… Insomma abbiamo capito il quadretto – che è, ribadiamo, costituzionale.

 

Questo è niente rispetto alla lista dei 97 generi della voce «Gender Identity» («identità di genere»), molti di quali ci tolgono totalmente impreparati, e chiediamo aiuto ai lettori versati nella materia, sempre che tali lettori di Renovatio 21 esistano:

 

Cis-gender woman

Woman

Transgender Woman

Woman of Trans experience

Woman with a history of gender transition

Trans feminine

Feminine-of-center

MTF (male-to-female)

Demigirl

T-girl

Transgirl

Sistergirl

Man of Trans experience

Man with a history of gender transition

Trans masculine

Masculine-of-center FTM (female-to-male)

Demiboy

T-boy

Transguy

Brotherboy

Trans

Transgender

Transsexual

Non-binary

Genderqueer

Agender

Xenogender

Fem

Femme

Butch

Boi

Stud

Aggressive (AG)

Androgyne

Tomboy

Gender outlaw

Gender non-conforming

Gender variant

Gender fluid

Genderfuck

Bi-gender

Multi-gender

Pangender

Gender creative

Gender expansive

Third gender

Neutrois

Intergender

Maverique

Novigender

Two-spirit

Hijra Kathoey

Muxe

Khanith/Xanith

X-gender

MTX

FTX

Bakla

Mahu

Fa’afafine

Waria

Palao’ana

Ashtime

Mashoga

Mangaiko

Chibados

Tida wena

Bixa’ah

Alyha

Hwame

Lhamana

Nadleehi

Dilbaa

Winkte

Ninauposkitzipxpe

Machi-embra

Quariwarmi

Chuckchi

Whakawahine

Fakaleiti

Calaba

Questioning

 

Se tuttavia l’applicante non dovesse trovare il suo genere nel protocollo, ci sono anche qui le caselle di rifiuto, di «non in lista» (con apposito spazio) e, quella più bella di tutte posta lì, a fine elenco, «io non uso etichette».

 

Tutto questo in un atto pubblico: significa che vi sono amministrazioni che riconoscono almeno 97 generi, qualsiasi cosa questo significo.

 

Del resto parliamo di San Francisco, e del suo sindaco London Breed, sindaco che involontariamente ha il nome più cool mai sentito in un’amministrazione comunale («Razza Londra»), la quale governa su una città in bancarotta morale (per il problema della sperequazione sociale di cui è l’affresco più evidente al mondo) e non solo morale (pensiamo ai disastri civili e finanziari di Big Tech e investitori Venture Capital che vivono tra la città e i dintorni, in quella che chiaman Silicon Valley).

 

Ricordiamo il sondaggio fatto ad aprile da Elon Musk sui suoi circa 100 milioni di follower: usare la sede di Twitter (che hai suoi uffici principali nel vialone principale Market Street, non lontano dalla malfamatissima Turk Street, un intera area dominata dalla presenza di homeless e dall’odore acre della loro orina) come rifugio per i senzatetto.

 

Ora Musk ha comprato Twitter, ma è certo che certe questioni, a San Francisco rimarranno, come le tende dei barboni e il 97 generi del protocollo per il reddito di cittadinanza trans.

 

 

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L’ambasciata degli Stati Uniti in Vaticano ha celebrato il «Il giorno del ricordo Transgender»

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L’Ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede ha celebrato la scorsa domenica il «Transgender Day of Remembrance», il «giorno del ricordo transgender che offre un omaggio «a quelli della comunità transgender che sono stati assassinati a causa dell’odio».

 

Ad annunciarlo la stessa ambasciata USA presso la Santa Sede su Twitter.

 

I commenti lasciati dagli utenti non sono lusinghieri. Si sprecano gli inviti alla diplomazia americana a fare lo stesso in Paesi di fede islamica.

 

 

Secondo la Gay & Lesbian Alliance Against Defamation (GLAAD), il Transgender Day of Remembrance (TDOR) è un’osservanza annuale del 20 novembre che onora la memoria di transessuali le cui vite sono state perse in atti di violenza anti-transgender.

 

L’attivista transgender Gwendolyn Ann Smith ha fondato TDOR nel 1999 come veglia per onorare la memoria di Rita Hester, un transessuale nera che è stata uccisa ad Allston nel Massachusetts nel 1998.

 

Non si tratta della prima volta che l’ambasciata di Washington presso la Santa Sede celebra attività in aperto contrasto con la dottrina cattolica, e la stessa dovrebbe informare l’intero Stato che la ospita.

 

Come riportato da Renovatio 21, a giugno l’ambasciata degli Stati Uniti d’America presso la Santa Sede ha esposto la bandiera arcobalenata LGBT fuori dalle proprie finestre in onore del «Pride Month», il mese – giugno – in cui il mondo moderno celebra l’orgoglio dell’omosessualità.

 

 

A parte i Paesi islamici, dove certo la bandierona omofila non è stata esposta dai diplomatici statunitensi, vi è stato un caso gustoso invece in Russia.

 

Come riportato da Renovatio 21il fenomeno del drappo arcobaleno fuori dall’ambasciatasi era ripetuto due anni fa a Mosca, e fu causa di derisione da parte di Vladimir Putin.

 

Quando al presidente russo fu comunicato durante una videoconferenza televisiva che l’ambasciata degli Stati Uniti aveva una bandiera dell’orgoglio appesa davanti al suo edificio per celebrare il mese del Gay Pride di giugno, egli domandò: «Chi lavora in questo edificio?».

 

«Americani», gli fu risposto.  «Lasciateli festeggiare» replicò infine Putin. «Hanno mostrato qualcosa sulle persone che lavorano lì».

 

Seguendo il suggerimento di Vladimir Vladimirovic, ci chiediamo quanti transessuali la diplomazia USA abbia mandato a lavorare nella rappresentazione in Vaticano. Omosessuali, certo, immaginiamo che potrebbero essercene: del resto sono inviati nel centro della chiesa del concilio, dove la sodomia è piaga epidemica, e quindi una conoscenza della questione può aiutare.

 

Per i transessuali il discorso è più difficile. Anche se il Bergoglio non si è fatto mancare nemmeno quello: due settimane fa il pontefice ha incontrato dei trans in pellegrinaggio (!?!) in Vaticano. «Gli ho baciato la mano, lui ha baciato la mia» avrebbe detto il trans paraguagio Laura.

 

Nel 2020 invece aveva devoluto un obolo una tantum a dei trans sudamericani del litorale romano che a causa del lockdown si erano dovuto rivolgere in parrocchia. Arrivò l’elemosiniere, il polacco cardinale Krajewski, già noto per aver ridato la corrente ad un centro sociale, per saldare bollette e affitti e procurare generi di prima necessità.

 

Nel 2015 papa Francesco aveva invece ricevuto in Vaticano un transessuale spagnuolo.

 

Insomma: non è che i diplomatici americani abbiano fatto una cosa così fuori luogo per la chiesa moderna e i suoi attuali occupanti.

 

 

 

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Avvocati si buttano nei casi di malsanità transgender

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Al di fuori degli Stati Uniti, poche persone probabilmente hanno sentito che sostanze cancerogene sono state trovate nell’acqua di Camp Lejeune, una grande base del Corpo dei Marines nella Carolina del Nord. Ma all’interno degli Stati Uniti, probabilmente tutti lo hanno fatto, grazie agli annunci televisivi da parete a parete di studi legali di azioni collettive che promettono un risarcimento alle vittime del cancro.

 

Gli squali sentono l’odore del sangue nell’acqua.

 

Le persone danneggiate dai trattamenti medici transgender alla fine formeranno una loro class action?

 

Come riportato su BioEdge all’inizio di quest’anno, nel Regno Unito, Tom Goodhead, amministratore delegato dello studio legale internazionale Pogust Goodhead, ha dichiarato al London Times che il suo studio sta preparando un caso. 

 

«I bambini e i giovani adolescenti sono stati portati in terapia senza la terapia appropriata e il coinvolgimento dei medici giusti, il che significa che hanno ricevuto una diagnosi errata e hanno iniziato un percorso terapeutico che non era adatto a loro. Questi bambini hanno subito effetti che cambiano la vita e, in alcuni casi, irreversibili del trattamento che hanno ricevuto… Prevediamo che almeno 1.000 clienti si uniranno a questa azione».

 

Negli Stati Uniti, una giovane donna di nome Chloe Cole ha citato in giudizio i medici e il gruppo sanitario Kaiser Permanente in California per danni civili non specificati e danni punitivi basati su dolo, oppressione e frode.

 

Dicono i suoi avvocati:

 

«È devastata dal fatto che non sarà mai in grado di allattare un bambino. Ora ha un rischio sostanzialmente maggiore di avere problemi di fertilità a lungo termine e non è noto se la sua fertilità sia permanentemente influenzata negativamente. La sua voce ora ha un tono più basso e non è così femminile, il che la turba molto. Molti dei suoi attributi fisici femminili sono stati influenzati negativamente, causando il suo estremo disagio emotivo. Ciò include la perdita dei suoi seni altrimenti sani e lo sviluppo stentato della curvatura femminile del suo corpo e del viso. Ha anche un sostanziale aumento del rischio di futuri problemi di salute a causa del mal concepito blocco della pubertà e del trattamento ormonale che ha ricevuto».

 

La questione resta da discutere in tribunale. Ma deve far venire i brividi all’industria medica transgender. Come scrive lo scrittore di bioetica Wesley J. Smith sulla National Review:

 

«Sì, so che la maggior parte degli avvocati del processo sono liberali e molti saranno riluttanti ad affrontare le accuse dei loro compagni di viaggio di “transfobia”. Ma nella mia esperienza – come avvocato che ha esercitato una volta e che ha scritto spesso su tali praticanti – quando l’odore del denaro è nell’acqua, l’ideologia generalmente non è la prima priorità».

 

«Il tempo lo dirà. Ma nel frattempo, vai Chloe! E per favore, non accettare un accordo confidenziale. Se colpisci lo stipendio, il Paese deve saperlo, perché ciò scoraggerà ulteriori interventi “medici”».

 

 

Michael Cook

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

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