Militaria
Israele neutralizza i missili di Hezbollah con il laser
Hezbollah ha aperto nella notte un nuovo fronte nella guerra sempre più ampia tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, lanciando una raffica di missili e sciami di droni kamikaze contro una base militare israeliana nel nord di Israele.
Il filmato di uno di questi lanci di missili, pubblicato su X dall’Israeli Public Broadcasting Corporation (IPBC), mostra quello che sembra essere uno di quei missili di Hezbollah che esplodono prematuramente pochi istanti dopo il lancio.
L’IPBC ha spiegato che gli apparenti errori di lancio erano dovuti all’«intercettazione del razzo proveniente dal Libano effettuata utilizzando il sistema laser “Iron Beam”».
⚡HISTORIC: For the first time ever, Israel used the Iron Beam to intercept rockets fired by Hezbollah. pic.twitter.com/DU63REU22k
— Israel War Room (@IsraelWarRoom) March 2, 2026
11 Patriots cost $44M.
They downed a $250K Iranian missile.
The math is brutal.
Video shows intercepts over Haifa as Israel counters more waves. pic.twitter.com/QO43UiWYu0
— Brandon Straka #WalkAway (@BrandonStraka) March 2, 2026
Aiuta Renovatio 21
Come riportato da Renovatio 21, da diverso tempo le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dato pubblicità al loro nuovo sistema di difesa laser ad alta potenza, noto come «Iron Beam».
Il sistema di difesa aerea laser è stato sviluppato da Rafael e costruito per integrare lo scudo missilistico Iron Dome. Invece di lanciare costosi missili intercettori, utilizza un laser ad alta energia per distruggere minacce a corto raggio come razzi, colpi di mortaio e droni.
Il filmato mostra probabilmente in azione l’Iron Beam da 100 kW, in grado di neutralizzare i proiettili in arrivo per pochi dollari a colpo, rispetto ai circa 100.000 dollari di un razzo intercettore tradizionale.
Uno dei maggiori problemi per le forze armate statunitensi e israeliane è che il costo per ogni contromissile e drone è estremamente elevato e antieconomico se la guerra si protrae per un periodo di tempo prolungato. Ma c’è una grande avvertenza, secondo il Times of Israel: «Lo svantaggio principale di un sistema laser è che non funziona bene in condizioni di scarsa visibilità, come ad esempio in caso di nuvolosità intensa o altre condizioni meteorologiche avverse».
Come riportato da Renovatio 21, le armi laser sono ora realtà in vari Paesi.
Armi laser stanno venendo testate oggi dalla Russia, che oltre alla difesa antiaerea starebbe elaborando anche laser ASAT, cioè impiegati come armi antisatelliti. L’anno passato India ha sviluppato un laserro antidrone. Tre anni fa scienziati militari cinesi avevano riferito di una svolta nella ricerca che potrebbe consentire a Pechino di sviluppare non cinetica ad alta energia – cioè armi laserre – in grado di sparare senza interruzioni e senza alcun degrado delle prestazioni.
I laser sono stati testati anche in esperimenti di «guida» dei fulmini, considerabili come prodromi dello sviluppo di armi metereologiche basate sui laser.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Militaria
La Francia sta pianificando un terzo attacco al Niger: parla il generale nigerino
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Militaria
Trump respinge le notizie sulla carenza di missili negli Stati Uniti
Il presidente statunitense Donaldo Trump ha smentito che l’esercito americano stia incontrando difficoltà a causa della diminuzione delle munizioni, mentre prosegue la guerra con l’Iran. Le dichiarazioni arrivano mentre una rara tregua nei combattimenti entra nel terzo giorno, dopo le notizie secondo cui la scarsità di missili intercettori starebbe spingendo la Casa Bianca a prendere provvedimenti nel conflitto.
Domenica il New York Times e il Wall Street Journal avevano riportato che Trump avrebbe rinunziato a un nuovo attacco di vasta portata contro l’Iran per timore che il Pentagono stesse esaurendo le scorte di missili antiaerei.
In una dichiarazione al Wall Street Journal, Trump ha respinto l’affermazione, affermando: «Abbiamo molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e molte più di quelle di cui abbiamo bisogno». Non ha fornito ulteriori dettagli.
Anche l’ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha respinto le preoccupazioni, dichiarando all’emittente NBC: «Voglio essere assolutamente chiaro: l’esercito americano – e l’ho verificato in ogni modo – ha tutto il necessario per condurre questa campagna con la massima efficacia». Ha poi aggiunto che «chi sta diffondendo queste sciocchezze merita di finire in prigione».
Sostieni Renovatio 21
Secondo il Wall Street Journal, una campagna di attacchi intensificati contro l’Iran, pianificata per due settimane, è stata accantonata per lasciare spazio alla diplomazia, e Trump potrebbe in definitiva ordinare la ripresa degli attacchi. Il giornale ha riferito che il generale Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto, ha informato la Casa Bianca del calo delle scorte e che, sebbene Caine ritenga che le scorte ridotte non precludano la ripresa di importanti operazioni di combattimento, ne aumenterebbero il rischio.
Il New York Times, citando alcune fonti, ha riferito che Trump era stato dissuaso dall’intensificare le ostilità dai suoi collaboratori, i quali avrebbero addotto come motivazione la diminuzione delle scorte e il timore che i nuovi attacchi e le ritorsioni iraniane potessero irritare gli alleati regionali degli Stati Uniti. «Pochi, se non nessuno, nella cerchia ristretta del signor Trump ritenevano saggio il piano di intensificazione», ha scritto il giornale.
Un alto funzionario avrebbe affermato che i continui attacchi stavano producendo l’effetto opposto a quello desiderato, mantenendo l’Iran unito e concentrato su una minaccia esterna anziché spingerlo a tornare al tavolo dei negoziati.
Il Wall Street Journal ha riferito che la Casa Bianca ha avvertito che avrebbe considerato un rischio per la sicurezza nazionale la pubblicazione da parte delle testate giornalistiche di dati governativi aggiornati sul numero di intercettori Patriot e THAAD effettivamente utilizzati dall’inizio della guerra.
Stime indipendenti suggeriscono il motivo per cui queste cifre potrebbero risultare delicate. Una recente analisi del CSIS indica che le forze statunitensi e alleate hanno impiegato tra i 1.060 e i 1.430 intercettori Patriot solo nella fase iniziale della guerra, a fronte di una linea di produzione statunitense a Camden, in Arkansas, che ne produce circa 600-620 all’anno. Gli Stati Uniti hanno anche consumato centinaia di missili Tomahawk, con il Pentagono che ne riceve circa 15 nuovi al mese.
Nel frattempo, l’esercito iraniano ha dichiarato di aver sospeso gli attacchi contro obiettivi militari statunitensi nella regione, spiegando che la strategia di Teheran nel conflitto «è stata interamente di rappresaglia».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Militaria
II 70% dei tedeschi non crede che l’esercito possa proteggere il Paese
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Pensiero2 settimane faEcône e il vero ordine mondiale
-



Bioetica1 settimana faLa bambina risucchiata dal bocchettone della piscina e la morte cerebrale
-



Sport e Marzialistica1 settimana faIl disonore nella sconfitta: il comportamento indegno ed infantile dell’Argentina dopo la finale persa
-



Salute2 settimane faI malori della 29° settimana 2026
-



Salute2 settimane faMorto in Thailandia l’influencer bodybuilder Connor Murphy
-



Spirito2 settimane faIl cardinale Sarah dichiara all’UE che l’ideologia di genere e il fondamentalismo islamico sono «bestie apocalittiche»
-



Geopolitica1 settimana faPerché Israele tifa Argentina?
-



Predazione degli organi2 settimane faI medici cominciano a sostenere la tesi a favore della «morte tramite donazione di organi»












