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Imponenti manifestazioni notturne in tutto l’Iran
Nel fine settimana, decine di migliaia di persone sono scese in piazza in tutto l’Iran per esprimere il proprio sostegno alla leadership del Paese, mentre la campagna contro la Repubblica islamica entrava domenica nel suo 36° giorno.
Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, considerata vicina ai pasdaran folle si sono radunate nei principali centri urbani, tra cui Teheran, Nazarabad, Qaemshahr e Dehdasht, rimanendo in strada fino all’alba, portando ritratti dell’aiatollà Ali Khamenei e scandendo il suo nome.
Le manifestazioni, che si protraggono ormai da oltre cinque settimane, sono continuate nonostante gli scioperi in corso che finora hanno causato 3.540 morti, tra cui 1.616 civili e almeno 244 bambini, secondo quanto riportato dall’organizzazione per i diritti umani HRANA, con sede negli Stati Uniti.
Secondo gli osservatori, le manifestazioni sono diventate sempre più una regolare espressione di sfida e unità nazionale, a dimostrazione della resilienza della Repubblica islamica nonostante un mese di intensi raid aerei statunitensi e israeliani.
Nei video trasmessi dai canali in lingua persiana, i manifestanti hanno promesso di continuare a scendere in piazza nonostante le minacce, scandendo al contempo slogan di condanna degli attacchi militari.
🚨 Breaking: Massive crowds swarm Iranian streets…chanting wildly, horns blaring, flags flying high.
It’s like Liberation Day as the regime crumbles under Trump’s pressure!
#IranProtests pic.twitter.com/4V4Iv7boBY
— The Sentinel (@Duc_Autumn) April 5, 2026
People across Iran are on the streets again tonight. This is the city of Kermanshah, where Iranians are exposing the lies of morally bankrupt Western journalists, pundits, and so-called intellectuals who lie and claim that the Islamic Republic does not have popular support. pic.twitter.com/Hc7pTVwYtE
— Seyed Mohammad Marandi (@s_m_marandi) April 6, 2026
🇮🇷⚡️– Massive demonstrations in Tehran for the 31st consecutive night in support of the Iranian armed forces and the Islamic Republic. pic.twitter.com/hQscAScGsF
— MonitorX (@MonitorX99800) April 2, 2026
BT is on the ground in Iran as people from all walks of life show up every night in the thousands to oppose the U.S.-Israeli war on their country and support the state’s defensive efforts.
The rallies include speakers, battle songs infused with Shia liberation theology, and… pic.twitter.com/aabfoubQ3B
— BreakThrough News (@BTnewsroom) March 31, 2026
📹 32 days in the war — Tehran still rallies
Iranians gathered at Revolution Square for another pro-government mass rally at night.
Foreign Minister Abbas Araghchi appeared:
“I came to draw strength from the people and boost morale,” he said. pic.twitter.com/bq4Bwr706M
— Viral Video News (@viralvideonews3) April 1, 2026
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Nella capitale, la folla ha invaso il centro città, scandendo «Heydar Heydar» e denunciando «ipocriti e traditori», secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim. A Nazarabad, a Ovest di Teheran, un gran numero di persone ha riempito le strade, e i media locali hanno salutato la partecipazione come una dimostrazione di forza. Nella città settentrionale di Qaemshahr, i residenti si sono riuniti per esprimere il loro sostegno alla leadership, e secondo alcune fonti le scene avvenute facevano parte di una mobilitazione pubblica prolungata.
L’aggressione non provocata da parte di Stati Uniti e Israele contro l’Iran è iniziata alla fine di febbraio. La guerra ha bloccato i flussi attraverso lo Stretto di Ormuzzo, un canale che trasporta circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio, dopo che l’Iran ha chiuso il passaggio alle «navi nemiche» e ha dichiarato che sarebbe rimasto chiuso agli Stati Uniti e a Israele, facendo schizzare il prezzo del petrolio Brent ben oltre i 100 dollari.
Lunedì Washington e Teheran hanno ricevuto una proposta, mediata dal Pakistan, per un cessate il fuoco immediato, ma l’Iran ha respinto la riapertura del canale navigabile in base a un accordo temporaneo e ha minimizzato le pressioni statunitensi, affermando che esaminerà la proposta secondo le proprie condizioni, come riportato da Reuters.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di bombardare le infrastrutture iraniane se non si raggiungerà un accordo. «Aprite il fottuto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno – VEDRETE», ha scritto il presidente USA domenica su Truth Social.
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Immagine screenshot di YT
Militaria
Coscrizione militare, ai giovani tedeschi vietato lasciare la Germania
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Pezeshkian rivela: un attacco israelo-americano ha ucciso la moglie del principale consigliere di politica estera
Un tentativo di assassinio contro Kamal Kharazi, capo del Consiglio strategico iraniano per la politica estera, ha causato la morte della moglie, in quanto l’uomo è stato preso di mira da un attacco aereo congiunto tra Stati Uniti e Israele, come confermato dal presidente iraniano.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha confermato l’attacco del 1° aprile contro X: «Proprio mentre mi rivolgevo al popolo americano, il capo del nostro Consiglio strategico per la politica estera è stato preso di mira in un attentato», ha scritto su X.
درست همزمان با گفتگوی من با مردم آمریکا، رئیس شورای راهبردی سیاست خارجی کشور هدف ترور قرار میگیرد و به شهادت مظلومانه همسرش منجر میشود. افکار عمومی بینالمللی قضاوت کند؛ کدام طرف اهل گفتگو و مذاکره است و کدام طرف تروریست؟! https://t.co/9wvBcYiH1d
— Masoud Pezeshkian (@drpezeshkian) April 3, 2026
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L’attacco ha ucciso la moglie di Kharazi, ha aggiunto. Kharazi aveva ricoperto la carica di ministro degli Esteri iraniano dal 1997 al 2005 e rimane una figura chiave nel processo decisionale strategico di Teheran.
«Lasciamo che sia il mondo a giudicare: quale parte si impegna nel dialogo e nel negoziato e quale nel terrorismo?», ha aggiunto Pezeshkian.
Israele e USA sono impegnati nell’eliminazione di alte figure della Repubblica Islamica. Dopo aver ucciso la Guida Suprema della Rivoluzioen Islamica aiatollà Khamenei, negli scorsi giorni hanno assassinato anche quello che era ritenuto uno degli uomini più potenti dell’Iran, Ali Larijani.
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Immagine di Khamenei.ir via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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Due università iraniane bombardate: i pasdaran minacciano una risposta simmetrica
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