Spazio
Immagini dei poli terrestri visti dallo spazio: è la prima volta che esseri umani li sorvolano in orbita
Il team della missione Fram2 ha pubblicato i video del viaggio sopra i poli artico e antartico della Terra. Si tratta della prima volta che esseri umani a compiono questo viaggio.
A bordo di un razzo SpaceX Falcon 9, il gruppo di quattro astronauti amatoriali è partito lunedì dal Kennedy Space Center della NASA in Florida.
It sounds weird, but humans have never been in space by orbiting the Earth’s polar regions.
Polar orbits have always been exclusively used by uncrewed missions/satellites.
These are the first astronauts to orbit the poles in the ongoing Fram2 mission.https://t.co/ZVnQYubrrE
— Massimo (@Rainmaker1973) April 2, 2025
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Uno dei membri dell’equipaggio, uno dei primi investitori in Bitcoin di nome Chun Wang, ha fornito una descrizione del viaggio verso l’orbita, delle prime ore in microgravità, della prima notte trascorsa a dormire nella navicella e della prima colazione.
«Le prime ore in microgravità non sono state esattamente confortevoli. La cinetosi spaziale ha colpito tutti noi: ci siamo sentiti nauseati e abbiamo finito per vomitare un paio di volte. Era diversa dalla cinetosi in macchina o in mare. Si poteva ancora leggere sul proprio iPad senza peggiorare la situazione. Ma anche un piccolo sorso d’acqua poteva sconvolgere lo stomaco e scatenare il vomito», ha scritto il Wang su X.
The ride to orbit was much smoother than I had anticipated. Apart from the final minute before SECO, I barely felt any G-forces—it honestly felt like just another flight.
I had imagined it would feel like being in an elevator that suddenly drops, but that sensation never came.… pic.twitter.com/h7YMyPY9ld
— Chun (@satofishi) April 2, 2025
«La seconda mattina, mi sentivo completamente riposato. La traccia di cinetosi era completamente scomparsa. Abbiamo fatto colazione, scattato qualche radiografia e aperto la cupola tre minuti dopo mezzanotte UTC, proprio sopra il Polo Sud».
Il Wango ha pubblicato il filmato dell’apertura della cupola della navicella, da dove l’equipaggio ha potuto filmare la vista dell’Antartide da 460 km di altezza, offrendo uno sguardo mozzafiato sulla regione mai visto prima dall’occhio umano.
Hello, Antarctica.
Unlike previously anticipated, from 460 km above, it is only pure white, no human activity is visible. pic.twitter.com/i7JawFYzW2
— Chun (@satofishi) April 2, 2025
Elon Musk ha commentato le spettacolari immagini dallo spazio dicendo di sentirsi triste per «la setta della Terra piatta».
Per concludere il viaggio, il primo stadio del Falcon 9 tornerà sulla Terra nei prossimi giorni atterrando sulla nave senza pilota di SpaceX chiamata A Shortfall of Gravitas, che galleggerà nell’Oceano Atlantico.
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Immagine screenshot da Twitter
Spazio
Gli scienziati individuano una struttura a spirale ai margini del sistema solare
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Spazio
Hubble individua una galassia bizzarra che sembra essere composta al 99,9% da materia oscura
L’universo è dominato dalla materia oscura, che supera di cinque volte la materia ordinaria di cui sono fatti stelle e pianeti. Tuttavia, alcuni settori del cosmo risultano più ricchi di questa sostanza invisibile rispetto ad altri.
Grazie alle osservazioni del potente telescopio spaziale Hubble, un gruppo di astronomi ha individuato una galassia situata a 300 milioni di anni luce di distanza che appare composta per almeno il 99,9 percento da materia oscura, al punto da risultare a malapena visibile, come descritto in un recente studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters.
Questa struttura oscura, battezzata CDG-2, potrebbe essere una delle galassie più dominate dalla materia oscura mai identificate e rappresenta un candidato promettente per le tanto cercate e ancora ipotetiche «galassie oscure», oggetti che gli astronomi inseguono da decenni e che si presume contengano pochissime stelle, se non nessuna.
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«Per essere tecnicamente corretti, CDG-2 è una galassia quasi oscura», ha chiarito l’autore principale dello studio Dayi Li, astrofisico dell’Università di Toronto, in un’intervista alla CNN; essa rientra in una categoria più ampia nota come galassie a bassa luminosità superficiale. «Ma l’importanza di CDG-2 sta nel fatto che ci avvicina molto di più al raggiungimento di quel regime veramente oscuro, mentre in precedenza non ritenevamo possibile l’esistenza di una galassia così debole».
Come si può rilevare un oggetto composto quasi interamente da materia invisibile? Impiegando Hubble, il telescopio spaziale dell’Agenzia Spaziale Europea Euclid e il telescopio Subaru alle Hawaii, gli astronomi hanno cercato ammassi globulari: raggruppamenti sferici e compatti di stelle antiche che rappresentano «fondamentalmente i resti della prima generazione di formazione stellare», come li ha definiti Li. In un ambiente praticamente privo di materia visibile, è la materia oscura a mantenere uniti questi ammassi luminosi, secondo le teorie attuali.
Utilizzando i tre telescopi, il team ha individuato quattro ammassi globulari all’interno di uno degli oggetti più grandi e luminosi dell’universo, l’Ammasso di Perseo, un fitto insieme di migliaia di galassie immerse in una nube di gas ad altissima temperatura. In un contesto così denso, una galassia oscura potrebbe nascere quando galassie più antiche sottraggono il materiale necessario alla formazione stellare a una galassia più giovane, impedendone di fatto lo sviluppo. Questa ipotesi ha trovato conferma quando gli scienziati hanno constatato che, pur trovandosi in una vasta zona vuota di Perseo, gli ammassi globulari erano avvolti da un alone di materia luminosa, indizio inequivocabile della presenza di una galassia.
«Il materiale necessario a questa galassia per continuare a formare stelle non c’era più, quindi è rimasta sostanzialmente solo un alone di materia oscura e i quattro ammassi globulari», ha spiegato Li alla CNN.
Altri ricercatori hanno accolto con entusiasmo i risultati. Le galassie oscure o quasi oscure potrebbero offrire una visione privilegiata e priva di interferenze del comportamento della materia oscura, fornendo una «sonda più pulita della fisica della materia oscura», ha dichiarato alla CNN Neal Dalal, ricercatore presso il Perimeter Institute for Theoretical Physics di Waterloo. Nelle galassie ordinarie come la Via Lattea, «le stelle e il gas possono influenzare in modo significativo la distribuzione della materia oscura, rendendo complicato separare gli effetti della materia ordinaria da quelli della materia oscura».
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Spazio
Gli scienziati scoprono che i microbi possono sopravvivere tra un pianeta e l’altro aggrappati agli asteroidi
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