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Ormoni

Il problema degli USA col doping: parla il capo dell’agenzia antidoping mondiale WADA

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Gli Stati Uniti dovrebbero assicurarsi che le proprie organizzazioni sportive rispettino i codici internazionali sul doping prima di accusare altri paesi di potenziare illegalmente i propri atleti, ha affermato il presidente dell’Agenzia mondiale antidoping (WADA), Witold Banka.

 

Intervenendo mercoledì a una riunione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) a Parigi, Banka ha difeso la decisione della sua agenzia di autorizzare 23 nuotatori cinesi a competere alle Olimpiadi di Tokyo del 2021, mesi dopo essere risultati positivi a tracce di sostanze dopanti.

 

Con 11 di questi nuotatori pronti a gareggiare ai giochi di Parigi questo mese, l’Agenzia antidoping statunitense (USADA) ha accusato la WADA di aver nascosto lo scandalo «sotto il tappeto», mentre il Dipartimento di Giustizia statunitense ha avviato un’indagine penale sulla gestione del caso da parte dell’agenzia.

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Le accuse dell’USADA sono «politicamente motivate» e fondate su un pregiudizio anti-Cina, ha detto Witold al CIO.

 

«Se le autorità statunitensi affermano la giurisdizione su casi che non hanno nulla a che fare con loro, allora rischiano di mettere gli Stati Uniti fuori dal sistema antidoping globale», ha aggiunto, sottolineando che gli Stati Uniti hanno già tentato di darsi questa giurisdizione con l’approvazione del Rodchenkov Act nel 2020.

 

Questa legislazione consente agli Stati Uniti di perseguire i cittadini di altri paesi sospettati di doping, a condizione che competano insieme agli americani o in eventi sportivi con legami finanziari con gli Stati Uniti.

 

«L’USADA cerca di porsi al di sopra del resto del mondo, forse persino di sostituire la WADA», ha dichiarato Banka, aggiungendo che «questo non può essere permesso».

 

«La scomoda verità per l’USADA è che non riesce ad affrontare un problema significativo, ovvero che il 90% degli atleti americani gareggia al di fuori della protezione del codice» della WADA, ha continuato il Banka.

 

Le organizzazioni sportive professionistiche e universitarie negli Stati Uniti stabiliscono i propri standard antidoping, con i sindacati degli atleti autorizzati a negoziare protocolli di test e sanzioni per l’uso di droghe. Ciò ha portato a regole antidoping molto diverse tra le organizzazioni, con la National Football League (NFL) che distribuisce sospensioni di sei partite per l’uso di steroidi anabolizzanti e la Major League Baseball (MLB) che sospende per 25 partite i trasgressori delle regole per la prima volta.

 

USADA in genere non sottopone a test gli atleti delle leghe professionistiche o universitarie, ma sottopone a test gli atleti amatoriali statunitensi che sperano di competere alle Olimpiadi. Secondo Banka, tre quarti di questi atleti iniziano la loro carriera nel sistema universitario, il che significa che «la maggior parte degli atleti d’élite statunitensi proviene inizialmente da un sistema che opera al di fuori dello standard sportivo pulito riconosciuto a livello mondiale. USADA non sta facendo nulla per affrontare questo grave problema».

 

Banka non ha accusato apertamente gli atleti statunitensi di doping. Tuttavia, ha affermato che le agenzie di polizia di tutto il mondo hanno detto alla WADA che «gli Stati Uniti sono un enorme mercato per la vendita e la distribuzione di farmaci per migliorare le prestazioni».

 

«Se gli USA continuano a minacciare» l’armonizzazione delle regole antidoping, «si isoleranno dalla comunità sportiva globale e avranno conseguenze significative per lo sport americano», ha avvertito il Banka.

 

L’ex capo della WADA Dick Pound ha già avvertito che il Rodchenkov Act potrebbe essere ritenuto incompatibile con il codice WADA, uno sviluppo che potrebbe vedere Los Angeles perdere il diritto di ospitare le Olimpiadi estive del 2028.

 

La guerra sul doping va avanti da più di un decennio. Gli USA avevano accusato la Russia di aver dopato gli atleti e truccato gli esami dell’antidoping alle Olimpiadi mondiali di Sochi, come esposto nel documentario Netflix Icarus. Si trattava, con ogni evidenza, di un’arma geopolitica lanciata contro Putin, che negli ultimi anni dell’era Obama lo aveva surclassato in ogni modo, Crimea e Siria in primis. Ricordiamo che la rivolta di Maidan arriva proprio quando le Olimpiadi russe sembravano concludersi con grande successo.

 

Intorno al 2016, la WADA fu hackerata, e si pensò subito ai famigerati «hacker russi». Tuttavia, saltarono fuori fuori elenchi di atleti olimpici statunitensi possibilmente dopati.

 

La questione, tuttavia è che tutti gli atleti USA avrebbero assunto sostanze proibite grazie allo scudo dell’uso terapeutico: se prendi quel farmaco perché hai una malattia, non è esattamente doping. La chiamano TUE, «Therapeutic Use exemption». Basta dire che hai quella malattia.

 

Nella lista si trovava la campionessa americana di ginnastica artistica Simon Biles, che avrebbe fatto uso di anfetamine e psicofarmaci – in una disciplina dove la concentrazione è tutto, ci si chiede se sia possibile considerarlo doping. «Simone Biles potrebbe passare alla storia dello sport come la prima atleta narcolettica a vincere quattro medaglie d’oro in una sola olimpiade», scherzavano alcuni dei massimi esperti di antidoping italiani. A riportarlo era Repubblica del 14 ottobre 2016.

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Come riportato da Renovatio 21, la Biles alle Olimpiadi di Tokyo si ritirò parlando di «demoni nella mente», poi le accuse vennero dirette verso le storie di abusi subiti dalle atlete americane ad opera di un allenatore poi arrestato nell’ignominia.

 

Il doping è un fenomeno ineniminabile nello sport, al punto che sono state proposte le «Olimpiadi dei dopati», pare pure con il finanziamento del miliardario tecnologico americano Peter Thiel, fiancheggiatore della carriera del candidato vicepresidente di Trump JD Vance.

 

Possiamo dire che il doping ha raggiunto anche il mondo degli scacchi: a inizio anno uno scacchista cinese è stato accusato di barare tramite vibratore anale wireless connesso al computer, che gli suggeriva le mosse da fare tramite vibrazioni indotte nel suo retto.

 

Renovatio 21 ha parlato anche del caso dell’ultramaratoneta usa a prendere passaggi in auto.

 

Fuori dal grottesco, Renovatio 21 ha parlato anche di recente del fenomeno più inquietante nello sport, quello dell’aborto-doping, con atlete che si prendono incinte solo per il beneficio fisico per poi sbarazzarsi del bambino.

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Ormoni

Il segretario della Guerra USA contro il basso livello di testosterone: nuovo capitolo nel rapporto tra Stato e ormoni

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Il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha annunciato che le forze armate statunitensi sottoporranno ogni anno a screening i militari di età pari o superiore a 30 anni per verificare l’eventuale presenza di bassi livelli di testosterone, offrendo la terapia ormonale sostitutiva a chi risulterà carente.   Il capo del Pentagono ha illustrato il piano in un video di quasi tre minuti diffuso su X, intitolato «Il dipartimento della Guerra ad Alto Livello di T». Ha precisato che l’iniziativa «non riguarda il potenziamento artificiale», bensì «il ripristino e l’ottimizzazione delle capacità naturali [dei militari], la protezione della loro longevità e la garanzia che abbiano le basi biologiche necessarie per sostenere il combattimento».   Lo Hegseth ha specificato che la terapia sarebbe facoltativa e basata sulle indicazioni dei professionisti sanitari. «La diversità è la nostra forza» è la «frase più stupida» della storia militare – capo del Pentagono

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Interpellato dai giornalisti sugli studi alla base della nuova politica, il Pentagono ha rinviato al video in cui Hegseth sostiene che il «campo di battaglia moderno» richiede «la massima prontezza psicologica e mentale». Non ha risposto alla domanda se anche le soldatesse sarebbero state sottoposte a screening per verificare un eventuale calo dei livelli di estrogeni.   La carenza di testosterone negli uomini aumenta di norma con l’età ed è spesso associata a disfunzione erettile, riduzione della libido, sbalzi d’umore e aumento di peso. L’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, e in particolare il segretario alla Salute Robert F. Kennedy jr., ha promosso una maggiore diffusione della terapia sostitutiva con testosterone, tanto che la Food and Drug Administration ha recentemente proposto di allentare i limiti di prescrizione dei farmaci a base di testosterone.   Le dichiarazioni di Hegseth hanno comunque provocato ironia e critiche, con alcuni commentatori che hanno collegato la misura alla sua dura campagna contro il «wokeismo», la diversità, l’equità e l’inclusione (DEI) e alla decisione di vietare l’arruolamento ai militari transgender.   La senatrice democratica Tammy Duckworth ha osservato che il piano le sembrava «un’assistenza sanitaria di affermazione di genere», mentre Chrissy Houlahan, democratica della Pennsylvania, ha suggerito che dimostrava come Hegseth «prende ordini dagli angoli più remoti della manosfera».   Qui in verità sta esattamente il punto: la sinistra mondiale, oramai occupata solo da questioni omotransessuali invece che dal benessere e il lavoro dei cittadini, ammette il testosterone sintetico solo per l’operazione, fallace e contronaturale, del cambio di sesso – ed è pure disposta a far pagare lo Stato.   Mentre la direzione naturale del testosterone – cioè per un maschio che voglia svolgere attività da maschio, e sembrare un maschio, etc. – la sostanza diviene proibita, al punto che i bodybuilder (la cui disciplina è intimamente, e sempre meno tacitamente, connessa all’uso di steroidi anabolizzanti) possono finire il galera per le stesse fialette che invece lo Stato passa gratuitamente a ragazzine che sono state convinte di essere dei maschi.

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Chi vuole un fisico massiccio, scolpito («definito», in gergo), come quello degli attori dei film ma anche della scultura classica (pensate al discobolo di Mirone), in genere vive a suo modo una «disforia», ma essa non è contemplata dalla biomedicina dello Stato moderno, per la quale l’unica disforia possibile, da trattare con ormoni sintetici e chirurgia amputante.   Chi dà la triptorelina a un bambino fermandogli la crescita (con praticamente nessuno studio sugli effetti a lungo termine!) viene rimborsato dallo Stato. Invece il palestrato vuole usare la triptorelina per tornare alla produzione naturale dell’ormone maschile, potrebbe finire al gabbio. Non solo: se sei una donna, e vuoi rinunciare alla capacità più femminile del tuo corpo – la riproduzione umana – la farmacia nazionale ti offre lo steroide giusto: la pillola, che è a sua volta un ormone steroideo sintetico.   Si tratta di quello che su Renovatio 21 abbiamo chiamato «lo Stato etico ormonale». Lo Stato moderno infatti, guidato dalla Necrocultura che è il suo sistema operativo, lavora per la distruzione della legge naturale, e con essa della natura umana.   Diventa chiaro che l’ormone steroideo per lo Stato moderno, è legale solo se distrugge il rapporto fra i sessi, o ancora meglio, se annienta la fertilità.  

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Gender

Tutti pazzi per il vecchio spot dei rasoi: quando i maschi avevano un mento non rovinato dalla pillola

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La rete è travolta da un nuovo video virale. Si tratta, tuttavia, non un reperto storico: uno spot televisivo della Gillette, il produttore di rasoi, di decenni fa.

 

La pubblicità è recentemente riemersa sui social media, lasciando i commentatori sgomenti per quanto celebri, senza fronzolo alcuno, la mascolinità. Ciò in un netto, oramai quasi impensabile contrasto con i messaggi androfobi delle comunicazioni di massa moderna – e, osserva qualcuno, con quanto fatto dalla stessa azienda negli ultimi anni.

 

In meno di 48 ore, in tantissimi hanno postato lo spot pubblicitario del rasoio usa e getta totalizzando milionate di milioni di visualizzazioni, destinate giocoforza ad aumentare.

 

Lo spot utilizzava il celebre slogan dell’azienda «Gillette, il meglio di un uomo», che era il refrain della sua regionalizzazione italiana, che ancora in tanti ricordano con affetto, in ben due versioni che circolavano nelle TV italiane di fini anni Ottanta, una a tema familiare ed una a tema sportivo.

 

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Lo spot, realizzato con l’abbondanza di mezzi e finanze di cui godeva all’epoca la pubblicità catodica, presenta un montaggio di immagini di un uomo che raggiunge un successo straordinario nella vita: nel lavoro, nello sport e conquistando la mano di una bellissima sposa.

 

Il film mostra anche padri che condividono momenti preziosi con i loro figli, sia giovani che anziani, e celebra l’importanza delle relazioni maschili e dei successi raggiunti dai maschi. Si tratta di immagini per le quali non è difficile, oggi, trovare qualcuno che parli di «mascolinità tossica» e «patriarcato».

 

 

Ecco l’uomo che lavora, l’uomo che corteggia, l’uomo che si sposa, l’uomo che vive con i suoi compagni, l’uomo che si sforza, l’uomo che figlia, l’uomo che insegna al bambino, cioè l’uomo che consegna alla generazione successiva qualcosa.

 

«Di padre in figlio / la nostra tradizione» sottolinea giustamente la canzone dell’edizione italiana.

 

Insomma: pochi anni fa, parlare di maschi e di tradizioni non era tabù: anzi, era la normalità, era ciò che serviva al marketing delle grandi aziende, che sembrava appellarsi alla legge naturale e non ai costrutti del politicamente corretto, della UE o del Forum di Davos.

 

Renovatio 21 nota anche un dettaglio più sottile, ma molto indicativo: il mento. Di fatto, tutti i personaggi che si vedono in questa gloriosa cavalcata hanno incontrovertibilmente la mascella squadrata, un tratto spesso associato a virilità, forza e simmetria nel volto maschile. Ciò è particolarmente evidente guardando i fumetti o i film nell’era pre-genderista.

 

Il mento definito è uno dei segni più evidenti del fatto che si è in presenza di una persona passata per una naturale impennata del testosterone, l’ormone maschio pax excellence, durante la crescita 0 tenendo a mente che ora si parla invece di «bloccanti della pubertà per bambini» che impediscano il fluire naturale della molecole nel giovane organismo.

 

Il testosterone stimola la crescita laterale e longitudinale dell’osso mandibolare, rendendolo più robusto, ampio e angolato rispetto a quello femminile. Promuove l’ipertrofia del muscolo massetere (il muscolo principale della masticazione), che aumenta il volume ai lati del viso, accentuando la forma squadrata.

 

La sparizione dai mass media di uomini con un mento maschile può quindi ascriversi ad un cambio culturale inflitto dai vertici politici, occulti o meno che siano, alla nostra società, che va de-maschilizzata e femminilizzata, così da essere resa sprotetta e più malleabile.

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Tuttavia, Renovatio 21 crede vi possa essere anche un motivo di carattere biochimico e farmaceutico, oltre che sessuale e culturale, per la fine delle mascelle squadrate: la pillola anticoncenzionale.

 

Esiste infatti un’ipotesi scientifica secondo cui la pillola anticoncezionale può orientare la preferenza delle donne verso uomini con tratti facciali meno mascolini, come un mento meno prominente e una mascella meno squadrata.

 

Di fatto i picchi ormonali stimolano un’attrazione inconscia verso indicatori di alto testosterone. Tratti come la mascella squadrata, il mento prominente e la voce profonda vengono percepiti come segnali di «buona qualità genetica» ed efficienza del sistema immunitario. La preferenza vira naturalmente verso tratti più morbidi e «femminei», associati a comportamenti di accudimento, fedeltà e supporto a lungo termine. Poiché la pillola anticoncezionale simula una costante fase non fertile (bloccando l’ovulazione), l’ipotesi evoluzionistica suggerisce che le donne che la assumono tendano a mantenere una preferenza costante per volti meno mascolini.

 

Non si tratta solo di voci. Uno studio dell’Università di Stirling del 2013 ha rilevato che le donne che hanno iniziato ad assumere la pillola hanno mostrato un calo nella preferenza per i volti marcatamente mascolini, scegliendo partner reali con tratti più dolci. I partner scelti da donne che assumevano la pillola sono stati valutati, in media, come esteticamente meno «maschili», ma associati a relazioni più stabili e durature.

 

Secondo alcuni, la pillola renderebbe le donne pure più attratte dai famigliari, portando alcuni a gridare ad una deviazione della sessualità femminile verso l’incesto.

 

Possiamo comprendere così l’ascesa di personaggi androgini – inediti in precedenza: anche i divi di Hollywood omosessuali (lo erano, segretamente, Montgomery Clift, Rock Hudson, Cary Grant) sullo schermo apparivano come maschi – nella cultura di massa, dall’introduzione della pillola in poi: ecco quindi, con l’arrivo della pillola sterilizzante Pincus, David Bowie, Leonardo Di Caprio, Timoteo Chalamet. Il successo di tali figure è correlato direttamente alla sterilizzazione chimica (offerta come una liberazione) di intere generazioni di donne.

 

Vi sono tanti altri effetti collaterali della pillola, come la depressione e l’ideazione di pensieri suicidiari – e non è che togliendo alla donna la sua funzione più sacra potrebbe essere diversamente. Vi è inoltre il tema dell’inquinamento, con i casi di pesci transessuali a causa dell’orina delle donne sotto pillola scaricata in mare.

 

Per questo, pare che le nuove generazioni stiano rifiutando la pillola.

 

La donna merita il meglio di una donna, così come l’uomo, dice giustamente lo storico spot, merita «il meglio di un ùomo».

 

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Contraccezione

Elon Musk: le pillole anticoncezionali stanno distorcendo le emozioni delle donne e cambiando il comportamento

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Elon Musk ha nuovamente messo in guardia contro i pericolosi effetti collaterali che le pillole anticoncezionali possono avere sulle emozioni e sul comportamento delle donne.   Il miliardario della tecnologia ha risposto a un post su un nuovo studio che mostra gravi effetti collaterali dei contraccettivi ormonali.   «L’uso di contraccettivi ormonali da parte di decine di milioni di donne potrebbe plausibilmente avere effetti sul comportamento a livello di popolazione, incluso quello politico», si legge nel post. «Un nuovo studio dimostra che le donne che usano contraccettivi ormonali mostrano risposte emotive significativamente più forti rispetto alle donne con ciclo mestruale naturale e, cosa interessante, ricordano anche meno dettagli di eventi negativi».

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Proseguendo, il post ha osservato che «uno studio condotto lo scorso anno ha dimostrato che i contraccettivi ormonali riducono la corteccia prefrontale ventromediale, una regione del cervello coinvolta nell’elaborazione della paura e nel controllo emotivo».   «Leggi le avvertenze sulla confezione di qualsiasi prodotto tu stia assumendo», ha risposto Musk.   L’eccentrico magnate della tecnologia ha già evidenziato in passato i gravi effetti collaterali dei contraccettivi ormonali. L’anno scorso ha affermato che «la contraccezione ormonale fa ingrassare, raddoppia il rischio di depressione e triplica il rischio di suicidio».   «Questo è il chiaro consenso scientifico, ma sembrano esserne a conoscenza solo pochissime persone», ha concluso.   La pillola anticoncezionale è stata collegata a mali sociali e a molti problemi medici, come il cancro al seno, la perdita dei capelli, un aumento del rischio di diabete gestazionale, glaucoma e coaguli di sangue mortali, ictus, indurimento delle arterie e cancro cervicale.   Nel 2005, una divisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva dichiarato che i contraccettivi chimici sono cancerogeni di gruppo 1, la classificazione più elevata di cancerogenicità, e vengono utilizzati solo quando vi sono prove sufficienti di effetti cancerogeni sugli esseri umani.   Ironicamente, questi agenti chimici sono stati anche associati a disfunzioni sessuali nelle donne che li assumono e nel 2015 si è scoperto che riducono o assottigliano due delle principali aree del cervello femminile che controllano rispettivamente le emozioni e il processo decisionale, aumentando le probabilità di sviluppare il morbo di Crohn.   Inoltre, se assunti durante la pubertà, questi agenti chimici sono associati anche a cambiamenti strutturali in queste aree del cervello.   È significativo che uno studio del 2014 abbia scoperto che la pillola influiva negativamente sull’attrazione delle donne verso gli uomini, mentre uno studio del 2011 ha collegato la pillola a una riduzione della memoria nelle donne.   Un tipo specifico di pillola ormonale, studiata per trattare l’acne e la crescita eccessiva di peli nelle donne, spesso utilizzata off-label come contraccettivo, è stata implicata nella morte di 27 donne nei Paesi Bassi nel 2013.

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E per quanto riguarda l’ambiente, i contraccettivi chimici che finiscono nei sistemi idrici hanno avuto effetti negativi anche sulla fauna selvatica, mutando il sesso di alcune specie di pesci e rischiando di causare l’estinzione di altre.   Nel 2005, i ricercatori dell’Università del Missouri hanno scoperto che i ragazzi esposti a determinati ormoni sintetici contenuti nella pillola presentavano un rischio maggiore di cancro alla prostata e di altri problemi alle vie urinarie in età adulta.   Vi è inoltre il fenomeno chiamato «microabortività»: le sostanze chimiche della pillola non hanno solo la funzione di impedire la fecondazione dell’ovulo da parte degli spermatozoi, ma possono anche causare l’aborto di questi piccoli esseri umani dopo il concepimento e sono quindi considerate anche farmaci abortivi.   Come è stato dimostrato in molti luoghi, l’uso di contraccettivi nella cultura incoraggia la richiesta di aborto quando queste pratiche non riescono a impedire il naturale sviluppo di un bambino appena concepito, scrive LifeSite.   Come riportato da Renovatio 21, le generazioni più recenti paiono aver capito il problema medico indotto dalla pillola e se ne tengono alla larga. Lo stesso, purtroppo, non crediamo possa dirsi per l’aborto.

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Come riportato da Renovatio 21, il Musk aveva avanzato accuse contro la pillola in un’intervista a Tucker Carlson circa un anno fa.   «Terrorizziamo le ragazze (…) dicendo che se rimani incinta la tua vita è finita, questo è ciò che insegnano le scuole», si è lamentato l’ultra miliardario padre di 12 figli, aggiungendo che, sebbene concordi sul fatto che le gravidanze adolescenziali non siano l’ideale, «avere un figlio è una delle cose più deliziose e felici che tu possa fare».   «Alle donne occidentali è stato insegnato che una gravidanza accidentale è la cosa peggiore che possa capitare loro», ha risposto Musk. «Pertanto, si oppongono fermamente al divieto di aborto, in quanto minaccia esistenziale (…) Molte donne potrebbero non sapere che la contraccezione ormonale può causare un rischio significativo di depressione, un rischio aumentato di suicidio e può farti cambiare le preferenze riguardo a chi vuoi sposare o con chi vuoi avere figli. Cambia la personalità» aveva detto Elon.  

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«In realtà è scritto sul bugiardino» aveva continuato. «Il mio messaggio alle donne là fuori è di leggere le etichette sulla scatola».   Sulle confezioni di pillola anticoncezionale, continua Musk, c’è scritto che il farmaco può provocare «un significativo rischio di depressione, un incremento significativo di suicidio e che ti può far uscire con persone che in realtà non ti piacciono».   «Leggete il bugiardino. E considerate altre opzioni per gli anticoncezionali. E tutto quello che sto dicendo» ripete ancora una volta il magnate spaziale. «Gli anticoncezionali ormonali stanno cambiando sta fondamentalmente cambiando gli ormoni nel tuo corpo in modi che probabilmente non sono buoni per te».   «Conosco donne che hanno smesso di prendere la pillola e la loro depressione è subito scomparsa. Quindi forse vale la pena di provare».   Musk si era scagliato altre volte contro la pillola.   Nel febbraio 2024 aveva scritto su X che «la contraccezione ormonale fa ingrassare, raddoppia il rischio di depressione e triplica il rischio di suicidio. Questo è un chiaro consenso scientifico, ma pochissime persone sembrano saperlo».  

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Nel marzo dello stesso anno aveva scritto che «è importante che le donne conoscano gli effetti della contraccezione ormonale, poiché è una causa significativa di depressione e aumenta il rischio di suicidio. Questa non è una dichiarazione di valore, ma solo un messaggio di pubblica utilità. Altre forme di contraccezione non hanno questi effetti».   Il post era in risposta ad una confessione riguardo ai problemi della pillola scritta sul social da Ashley St.Clair, che più tardi ha dichiarato di aver avuto un figlio da Musk.     «Il controllo delle nascite ormonale e la mancanza di figli di cui prendersi cura renderebbero triste qualsiasi mammifero» aveva ulteriormente chiosato il magnate di origine sudafricana, spiegando ancora che «usare la contraccezione ormonale, che amplifica notevolmente la depressione, e non avere figli renderebbe triste qualsiasi mammifero, e noi siamo mammiferi. In mancanza di figli, si cerca un altro sfogo per la loro compassione, ma purtroppo a volte questo è una causa distruttiva per la civiltà».

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