Spazio
Il piano tedesco per i satelliti militari allarma l’UE
La spinta della Germania verso una rete satellitare militare autonoma, indipendente da un programma parallelo dell’UE, ha allarmato alcuni parlamentari a Bruxelles, i quali avvertono che tale mossa rischia di indebolire il blocco. Lo riporta l’agenzia Reuters.
Il piano si inserisce in un più ampio processo di militarizzazione da parte di Germania e UE, presentato dai funzionari occidentali come una risposta a una presunta minaccia proveniente dalla Russia, un’affermazione che Mosca ha respinto come «assurdità».
A settembre, il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato che Berlino investirà 35 miliardi di euro in tecnologie spaziali militari nei prossimi cinque anni, citando diversi rischi, tra cui quelli legati all’orbita terrestre.
Secondo una proposta riportata per la prima volta a gennaio, il produttore di armi Rheinmetall, il costruttore di satelliti OHB e Airbus stanno collaborando alla realizzazione di una costellazione di circa 100 satelliti in orbita terrestre bassa dedicati esclusivamente alle comunicazioni militari. Il sistema utilizzerà una tecnologia simile a quella di Starshield di SpaceX, una rete governativa integrata con Starlink.
Nel frattempo, l’UE sta sviluppando IRIS2, una costellazione di circa 290 satelliti a livello comunitario, progettata per fornire connettività a governi, forze armate e utenti commerciali. L’iniziativa è stata presentata come un’alternativa europea a Starlink e Starshield, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da fornitori extraeuropei.
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«Se la Germania dovesse ora costruire un’architettura puramente nazionale non integrata in IRIS2, si rischierebbe di indebolire le strutture europee», ha dichiarato Marie-Agnes Strack-Zimmermann, presidente della commissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento Europeo, secondo quanto riportato da Reuters.
Un portavoce del governo tedesco ha tuttavia dichiarato a Reuters che Berlino considera IRIS2 potenzialmente «complementare» alle iniziative nazionali, aggiungendo che il sistema proposto è studiato su misura per le esigenze specifiche delle forze armate del Paese.
Questo sviluppo si verifica in un contesto di persistenti divisioni all’interno dell’UE su difesa, commercio e relazioni con Washington. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, inizialmente considerato una figura filo-europea, ha posto sempre maggiore enfasi sugli interessi nazionali a seguito dei cambiamenti nella politica statunitense sotto la presidenza di Donald Trump.
Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha esortato gli Stati membri ad adottare una «mentalità da tempo di guerra» e ad aumentare la spesa militare. Mosca ha ripetutamente avvertito che la militarizzazione dello spazio rischia di trasformarlo in una nuova arena di confronto.
La Germania sembra aver capito che la vita di una nazione moderna passa anche attraverso la sovranità spaziale, specialmente riguardo alle cose militari. Tale impulso alo spazio potrebbe essere riconosciuto fondamentale al punto da spaccare l’Unione Europea?
Spazio
Starship, grande missile di Elon Musk, esplode dopo aver portato a termine la sua missione orbitale
Starship achieved orbit on its first attempt and successfully delivered Starlink V3 satellites to space for the first time → https://t.co/LwJ4g6dNZ3 pic.twitter.com/pnd3k8x6E0
— SpaceX (@SpaceX) September 28, 2026
Starship has begun deploying its payload of 26 @Starlink V3 satellites. This deployment sequence will take ~30 minutes pic.twitter.com/ycIdAx5Lbe
— SpaceX (@SpaceX) September 28, 2026
Starship is preparing for its deorbit burn pic.twitter.com/431iz2S60G
— SpaceX (@SpaceX) September 28, 2026
Splashdown confirmed. Congratulations to the entire SpaceX team on the first orbital flight of Starship! pic.twitter.com/urjmiwnvNl
— SpaceX (@SpaceX) September 28, 2026
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Spazio
La Russia lancia in orbita un nuovo mezzo militare
La Russia ha messo in orbita un carico utile militare riservato, completando così la seconda missione spaziale della settimana.
Il decollo è avvenuto tre giorni fa di notte dal cosmodromo di Plesetsk, nella regione di Arkhangelsk, a opera delle Forze aerospaziali russe.
Non è stata resa nota la natura precisa del carico, anche se apparentemente si tratta di un satellite. Le autorità hanno dichiarato che, una volta in orbita, il veicolo spaziale ha stabilito con successo il contatto con il centro di controllo a terra.
Secondo il Ministero della Difesa e l’agenzia spaziale russa Roscosmos, per questa missione è stato impiegato un lanciatore medio Soyuz-2.1b.
Russian Soyuz-2.1b rocket blasts off from Plesetsk Cosmodrome with Defense Ministry payload pic.twitter.com/0ujZfDQ0ie
— RTRussia (@RT_Russia_) September 18, 2026
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Il lancio si inserisce nel contesto dell’espansione delle capacità satellitari russe, tra cui la costellazione a banda larga in orbita bassa Rassvet («Alba») sviluppata dalla società aerospaziale privata Bureau 1440. Mosca punta a collocare in orbita 156 satelliti Rassvet entro la fine del 2026 e circa 900 entro il 2035.
Il presidente Vladimir Putin ha dichiarato che la rete «non è da meno» rispetto a Starlink di Elon Musk e «potrebbe persino superarla per certi aspetti». La Russia sta inoltre sviluppando droni d’attacco pesanti guidati via satellite, che potrebbero risultare più resistenti alla guerra elettronica e alle interferenze.
Mercoledì Roscosmos ha effettuato un altro lancio con un razzo Soyuz-2.1b dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, mettendo in orbita la navicella cargo Progress MS-35 con 2,4 tonnellate di rifornimenti destinati alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Il lancio si inserisce nel contesto di queste ore di tensione per la dimensione dello spazio: all’annuncio del Pentagono secondo cui gli Stati Uniti hanno messo in orbita un sistema d’arma il Cremlino ha risposto accusando la militarizzazione americana dello spazio esterno
Come riportato da Renovatio 21, ad inizio 2022, a poche settimane dallo scoppio della guerra ucraina, la NATO aveva pubblicato un documento ufficiale – NATO’s overarching Space Policy («Politica spaziale globale NATO») che introduce la dottrina spaziale del Patto Atlantico: le minacce spaziali devono essere incluse nell’articolo 5, la celeberrima clausola di mutua difesa della NATO che impegna a dare una risposta collettiva nel caso un singolo Paese venga attaccato. In precedenza, la NATO aveva già avviato un centro spaziale, parte del comando aereo di Ramstein, in Germania.
La Russia aveva risposto duramente definendo il documento «unilaterale ed incendiario». «Possiamo vedere dove si sta effettivamente dirigendo il mondo spaziale occidentale. Si sta dirigendo verso la guerra», aveva detto al canale televisivo Rossiya 24 in un’intervista l’allora direttore dell’agenzia russa spaziale Roskosmos Dmitrij Rogozin la scorsa estate.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa le forze armate della Repubblica Popolare Cinese hanno dichiarato che il Pentagono rappresenta la più grande minaccia alla pace e alla sicurezza dello spazio.
Pare che gli eserciti delle superpotenze atomiche si stiano davvero preparando alla guerra orbitale.
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Immagine screenshot da Twitter
Spazio
Lo spazio come frontiera geopolitica. Intervista a Emilio Cozzi
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