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Famiglia

Il Natale degli orfani della Signora Blu

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Natale: nell’immaginario che ciascuno si porta dietro dall’età infantile, c’è una buona dose di storie a base di bambini senza casa abbandonati al freddo e alla crudeltà della società sino alla redenzione fiabesca: la piccola fiammiferaia, i bambini di Dickens, l’orfanella e le stelle d’oro, la stessa leggenda di San Nicola poi trasformatosi nella persistenza della cultura popolare nel tizio chiamato «Babbo Natale».

 

Mi sono talvolta chiesto, specie durante il Santo Natale quale idea del Creatore e del creato possa avere un bambino orfano, cioè un piccolo essere umano al picco della sua immaginazione – e quindi della sua devozione potenziale. Come l’innocenza può spiegarsi l’ammasso di dolore ed irrazionalità di un mondo tremendo, se non è neanche minimamente schermata dalla presenza dei genitori?

 

Una risposta mi arrivò, tempo addietro, dalla lettura di un articolo di un giornale statunitense.

Una mitologia, una religione segreta sorprendentemente coerente era stata elaborata con grande dettaglio dal mondo degli orfani

 

Nel giugno 1997 la giornalista Linda Edwards pubblicò una storia nel Miami New Times con il titolo Myths Over Miami («Le leggende sopra Miami») in cui elencava una serie di racconti vividi uditi da bambini senzatetto della grande città della Florida.

 

La Edwards intervistò i piccoli vagabondi nei rifugi dei barboni e lungo le strade, facendo una scoperta sensazionale: una mitologia, una religione segreta sorprendentemente coerente era stata elaborata con grande dettaglio dal mondo degli orfani. Secondo la giornalista, questa sorta di canone teologico era condiviso da tutti i bambini senzatetto di età inferiore ai 10 anni, e probabilmente – scriveva – non solo a Miami, ma in tutti gli Stati Uniti, con esempi da Chicago e Oakland, in California.

Una sorta di canone teologico condiviso da tutti i bambini senzatetto di età inferiore ai 10 anni

 

Queste storie rappresentavano, e rappresentano tuttora, «un esempio eclatante di “poligenesi”, termine usato dagli studiosi di folclore per designare l’apparizione simultanea di storie vivide e simili in luoghi lontani fra loro».  Un caso che conferma idee come quella dell’inconscio collettivo proposto da Carl Gustav Jung.

 

 

Un bambino disegna l’assalto dei demoni al palazzo di Dio avvenuto qualche Natale fa

Trasmessa per via orale da bambini nei rifugi per homeless, tale religione – a cui talvolta ci si riferisce come secret stories, «storie segrete» – era un miscuglio ricco e bizzarro, carico di orrore e pericolo imminente. Agli occhi dello studioso delle religioni essa appare come uno strano, struggente, disperato culto gnostico. Le leggende si accompagnavano a rituali e credenze per evocare o contenere le forze demoniache, che erano tremende e quotidianamente attive nella vita di strada.

 

11 settembre in Paradiso

 Secondo l’articolo, questi bambini credevano che la notte di Natale di qualche anno prima i demoni avessero assaltato il cielo, mandando in frantumi il palazzo di marmo di Dio e facendolo fuggire; da allora Dio non era mai più tornato, di lui non si hanno notizie, forse è esiliato da qualche parte. Di conseguenza, sono rimasti solo gli angeli a difendere ciò che era rimasto del Cielo e della Terra dopo questo repentino golpe demoniaco.

 

Il disastro – una sorta di 11 settembre in Paradiso – fu stato tenuto segreto dal resto del mondo, ma i bambini senzatetto furon stati allertati dai parenti morti che, come spiriti, avevan il compito di trasmettere la notizia. In particolare i genitori o i fratelli morti, per il credo degli street children, appaiono in alcuni momenti per guidare i vivi: non vengono dall’aldilà. Tali spiriti (i bimbi evitano la parola ghost, che secondo loro richiama baggianate della cultura popolare come il fantasmino Casper, preferendo sempre il termine spirit) nel quale la religione degli scugnizzi americani non crede, al massimo risiedono in una sorta di campo di base degli angeli da qualche parte nelle foreste paludose delle Everglades, un luogo magico custodito da alligatori giganti che divorano gli intrusi e dove scorre un fiume di acqua limpida, fredda e potabile. Per assicurarsi che i cari defunti arrivassero lì, una foglia di palma fresca doveva essere posta sulle loro tombe per fungere da pass per l’ingresso nell’accampamento angelico.

L’orfano Andre disegna la base degli angeli nelle Everglades, con un fiume gelido di acqua potabile e immensi alligatori a fare da guardiani

 

I parenti morti agiscono quindi come intermediari tra gli angeli e i bambini, portano notizie dalla battaglia contro i demoni. Questi spiriti hanno le esatte fattezze di quando erano vivi, persino indossano i medesimi vestiti, ma possiedono intorno a loro lievi aureole colorate. All’inizio, uno spirito non può che muovere le labbra senza produrre suoni, ma alla fine, mentre imparano a comunicare dal mondo degli spiriti, possono essere ascoltati, avvertendo e consigliando i bambini. Un bambino ha raccontato di suo cugino morto manifestandosi per congratularsi con lui per aver vinto una gara di spelling in un rifugio, per poi mostrargli una scorciatoia per la sua scuola elementare che evitava i branchi di ubriachi e avvertendolo della fuga di Satana dalla sua prigione.

 

Un altro caso straziante è quello di Miguel, un bimbetto di otto anni. Suo padre, un immigrato nicaraguense,faceva il turno di notte in una stazione di servizio di Miami. Miguel camminava sempre per strada da solo per portare a suo padre una bibita proprio prima di andare a letto, così da fare due chiacchiere con il papà. Poi una notte il padre fu assassinato: «la polizia dice che i ladri hanno lasciato dei fiammiferi accesi sopra di lui prima di ucciderlo», ricorda Miguel.

Miguel disegna lo spirito di suo padre assassinato mentre gli trasmette delle rivelazioni

 

La madre di Miguel non parlava inglese ed era analfabeta. Spesso veniva pagata meno di due dollari l’ora per i lavori temporanei che poteva trovare a Little Havana (lavare i pavimenti dei negozi, lavare i piatti nei ristoranti). Dopo la morte del marito, perse il suo appartamento. A prescindere da dove dormissero Miguel e la sua famiglia orfana (i bancali di una chiesa, un letto di rifugio, un marciapiede), lo spirito di suo padre appariva, insanguinato e bruciato in ogni parte del corpo da minuscole fiammelle.

 

Gli insegnanti di Miguel lo acchiappavano spesso mentre scappava dalla sua scuola nel centro di Miami, con i suoi piccoli pugni pieni di verdi foglie di palma, determinato a trovare la tomba di suo padre. Quando alla fine un assistente sociale lo portò al cimitero, Miguel si rifiutò di offrirle spiegazioni. «Ho bisogno di mio padre per trovare gli angeli» disse Miguel a alla Edwards in una struttura caritatevole dell’Esercito della Salvezza situata vicino al quartiere di Liberty City. «Andrò lì quando verrò ucciso».

 

Satana e le porte dell’Inferno

Come risultato della scomparsa di Dio, i demoni trovarono delle «porte d’accesso» al mondo umano. I bambini credono che questi portali si nascondano in frigoriferi abbandonati, Jeep Cherokees con finestre oscurate, specchi e «la città fantasma», cioè come essi chiamano un cimitero nella contea di Dade. Attraverso le «porte», i demoni (chiamati proprio in questo modo: ogni wicked spirit, «spirito cattivo», è definito «demone») vengono a sfamarsi: essi si cibano delle emozioni disforiche degli umani. Gelosia, odio e paura.

Attraverso dei «portali», i demoni vengono sulla Terra a sfamarsi: essi si cibano delle emozioni disforiche degli umani. Gelosia, odio e paura

 

Satana aveva un odio speciale per Miami a causa di un’umiliazione che aveva sofferto lì mentre era in perlustrazione alla cerca di porte di accesso per i suoi demoni. Satana non ebbe problemi ad infiltrarsi tra la gente benestante di South Beach, nonostante fosse coperto di scaglie d’oro e d’argento; i bimbi ritengono che «la gente ricca talvolta può essere davvero stupida e venire fregata». Il demonio trovò una delle sue possibili bocche dell’Inferno sotto un edificio sul lungo di Ocean Drive, l’Hotel Colony.

 

Tuttavia, mentre era intento a corrompere il proprietario con 10 Mercedes, Satana fu catturato dagli angeli e intrappolato sotto il fiume che scorre attraverso Miami. A causa di questo, la sua pelle diventò di colore bordeaux, le corna crebbero dalla sua testa e il fiume bollì e si trasformò in sangue, mentre le urla spettrali dei bambini che aveva assassinato risalirono dalle sue profondità.

 

Ma, dicono le storie segrete, Satana non rimase intrappolato a lungo. Scappò dalla sua prigione fluviale per tornare alla sua opera di devastazione. Allineati contro l’esercito di demoni erano gli angeli, che amano i neon abbondanti di Miami perché ne mordicchiano la luce per permettere loro di volare.

 

Le pallottole della Signora Blu

 La principale figura di questo esercito di creature del bene è la Blue Lady, che ha la pelle pallida e vive nell’oceano; non può usare il suo potere per contrattaccare i maligni liberamente, però, perché a causa di un incantesimo demoniaco bisogna conoscere il suo nome segreto per riuscire ad evocarla – e purtroppo in pochi conoscono quel nome.

Phat, 9 anni, disegna la Blue Lady mentre difende i bambini da demoni armati

 

«Se tu e i tuoi amici siete su un angolo di una strada quando una macchina viene sparando proiettili e un bambino urla il suo vero nome, tutti saranno al sicuro – racconta una delle fonti di Linda Edwards, un bimbetto di nome Andre – anche se le pallottole ti strappano la pelle, la Blue Lady le fa cadere a terra. Lei può parlare con noi, anche senza che venga pronunciato il suo nome. Lei dice “tieni duro”».

 

Un’altra ragazza ha descritto di aver visto la Signora Blu, con fiori che scendono dalle sue braccia, e i disegni dei bambini spesso la mostrano mentre protegge i bambini sparando con la rivoltella a demoni e gangster.

 

Una volta che hanno visto la faccia di un bambino, sia la Blue Lady che i demoni possono sempre trovarli di nuovo. Lo stesso vale per gli spiriti. I bambini vivevano nella paura della più terrificante figura in questa orda di demoni. Essa era chiamata con una espressione spagnuola: La Llorona, cioè «colei che piange». È conosciuta anche come Bloody Mary, un demone di tale potenza da essere temuta dagli angeli e persino dallo stesso Satana.

Un bambino disegna Bloody Mary e le sue lacrime di sangue

 

La madre sanguinaria

La Llorona, o Bloody Mary, piange sangue o lacrime nere da orbite vuote e si nutre del terrore dei bambini. Credevano che se si svegliassero di notte e la vedessero, sarebbero stati segnati a morte. Una bambina di 10 anni di nome Otius, descrisse come Bloody Mary predava i bambini: «Alcune ragazze senzatetto sentono le unghie graffiare sulla pelle delle loro braccia. La loro mano sembra un fuoco rosso. È Bloody Mary che le trascina in schiavitù – facendole entrare nelle gang, facendole divenire pazze».

 

Bloody Mary può essere evocata in una stanza buia cantando il suo nome davanti a uno specchio cosparso di acqua dell’oceano; e quando arriva, fa esplodere i vetri mutilando le sue vittime prima di ucciderle. I bambini credevano che portasse un rosario rosso che usava come arma, colpendo i bambini in faccia per ucciderli. I bambini credevano anche che lei fosse la grande alleata di Satana. Secondo le storie segrete, aveva ucciso il suo stesso bambino e aveva quindi giurato di uccidere tutti i bambini umani.

Secondo le storie segrete, Bloody Mary aveva ucciso il suo stesso bambino e aveva quindi giurato di uccidere tutti i bambini umani

 

C’era tuttavia una solida speranza: su 1.000 ragazze senzatetto, una era definita la Special One, una bambina intelligente, coraggiosa, pura, una bambina che poteva fungere da esempio per le altre. Bloody Mary non poteva toccarla, e in sua presenza fuggiva, lasciando intravedere un volto grazioso e luminoso nella sua scia, cioè l’immagine di come era prima che fosse consumata dal male.

 

In una allucinante, rivoltante distorsione blasfema, i bimbi credevano che Dio, negli ultimi giorni prima di fuggire dal Cielo, fosse stato quasi sopraffatto da tutte le crisi sulla Terra create da Bloody Mary, e questa distrazione le permise di prendere d’assalto le mura con il suo esercito di demoni e cacciare fuori Dio; ma che non era solo questo che fece fuggire Dio – lo fece, impazzito dal dolore, quando realizzò la vera identità di Bloody Mary: la Madre di Cristo. Era così sconvolto, che era fuggito per non farsi più trovare.

La bambina Otius disegna il suo futuro, la sua tomba

 

Metafora per il lettore

 Questa storia è disturbante quanto spettacolare, tanto che dopo una decade l’articolo è riemerso in piena era social media con migliaia di condivisioni, forum in rete che fanno le pulci all’articolo (molti lo ritengono un falso). Ci sono echi di altre credenze nella religione degli orfani – il nome Bloody Mary e la sua evocazione sono storielle di paura familiari ai bambini in tutto il mondo occidentale, mentre Blue Lady assomiglia a Yemaya, una dea Santeria cubana, ed Erzulie, uno dei Loa del Vudù; nulla di simile a una mitologia coerente a livello nazionale tra i bambini tuttavia era stata rivelata prima.

 

Gli scrittori di romanzi immediatamente vi si ispirarono. Stephen King usò alcuni aspetti della storia in uno dei suoi libri. L’autrice fantasy Mercedes Lackey vi basò sopra un libro, Mad Maudlin. La (quella sì demoniaca) Disney acquistò i diritti dell’articolo della Edwards nel 2000, al fine di realizzare un film (che ancora non si è visto) tramite la mano del «maestro dell’horror» (ah, Topolino!) Clive Barker, un omosessuale capace di fantasie particolarmente cruente come visibile in Hellraiser.

Questa religione degli orfani è, per l’appunto, la religione di un popolo innocente e abbandonato. Un popolo tradito, sotto costante attacco del male

 

Tuttavia, non è fiction quello che questa storia ispira a me.

 

Questa religione degli orfani è, per l’appunto, la religione di un popolo innocente e abbandonato. Un popolo tradito, sotto costante attacco del male, un popolo i cui difensori vivono in riserve indiane; un popolo che in qualche modo resiste alla lusinga del male che appare il vincitore materiale della storia della creazione.

 

È un credo disperato sino alla perversione, perché divenuto cieco, privo di riferimenti, dove il vertice ha misteriosamente abdicato alle sue sacre responsabilità, e la figura della madre diventa orrenda assassina prima del suo stesso figlio e poi dei figli dell’uomo tutti…

 

Il vertice ha misteriosamente abdicato alle sue sacre responsabilità, e la figura della madre diventa orrenda assassina prima del suo stesso figlio e poi dei figli dell’uomo tutti

Caro lettore, cosa ti ricorda tutto questo? Davvero non riesci a vederlo?

 

Viviamo un incredibile momento, taciuto da tutti, dove le forze del male hanno preso il Sacro Palazzo, dove il capo umano è fuggito, dove la Madre (l’istituzione era chiamata anche così, Madre Chiesa, prima che accettasse il gender con l’Amoris Laetitia) è diventata massacratrice di Cristo in riti in cui oltraggia il Suo corpo nel modo più osceno, e assassina materiale dei bambini, quando, come con l’avallo della legge 194/1978 e della 40/2004 tollera e financo stimola de facto la strage dei bimbi innocenti.

 

Una chiesa infestata dai demoni, sotto cui qualcuno pure è riuscito a mantener la Fede, nell’attesa di una santa persona (una Vergine?) che faccia sfuggire il mostro di iniquità che la neochiesa è divenuta.

 

I bambini di Miami, nella loro disperazione, lo hanno in qualche modo capito.

Siamo stati abbandonati, ma non per sempre

 

Siamo stati abbandonati, ma non per sempre.

 

Buon natale, lettore, che sei anche tu orfano come me della nostra madre.

 

Buon Natale, dal profondo di quel poco di cuore innocente che ci è ancora rimasto.

 

 

Roberto Dal Bosco

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Famiglia

La pandemia come distruzione della legge naturale

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Riceviamo una lettera da un lettore, che ci racconta l’esperienza sua e della sua famiglia con il COVID.

 

«Mia mamma ha cominciato a star male poco oltre la metà dicembre. Ho comperato i test domestici, di diversa marca. Negativi. Al terzo giorno, vedendo che la situazione peggiorava e che l’andamento della malattia non assomigliava all’influenza, l’ho portata a fare il tampone. Positiva».

 

Il lettore, ci fa sapere, non vive con la madre. Sta in un altro comune con moglie e figli piccoli.

Vogliamo andare più a fondo, e dire quello che rappresenta quindi la pandemia: essa è il più potente attacco mai visto alla legge naturale

 

«Pur sapendo come stanno le cose, abbiamo fatto le cose come credevamo andassero fatte per avere meno problemi possibili. Abbiamo chiamato il medico».

 

Non è stata una decisione priva di conseguenze.

 

«Il medico della mutua non ci ha praticamente mai visti, anche se da mesi ha preso il posto di quello che avevamo prima. Mia mamma lo ha visto una volta mesi fa, ovviamente la prima domanda era se fosse vaccinata, perché se non lo era avrebbe dovuto correre a casa a prenotare immediatamente la dose».

 

Questo dottore, ci dice, non concepiva nemmeno l’idea che le scelte mediche potessero essere discutibili. La cosa, tuttavia, si è estesa ben oltre la questione della salute.

 

«Mi resi conto che fino a quel momento non avevo mai capito veramente cosa significasse l’espressione “tirannia sanitaria”. Vuol dire che i medici hanno il potere. Hanno un potere autocratico, dispotico, che, come la tirannide, come ogni sistema non-democratico, non ammette repliche, non ammette partecipazione, o anche solo interlocuzione»

«Mia madre stava molto male. Stava a letto, incapace di alzarsi, incapace di parlare, perfino di aprire gli occhi. Sembrava gonfia, disperata. Il medico si fece dire al telefono – perché mai gli è saltato in mente di venire a visitare a domicilio – temperatura e ossigenazione. Non prescrisse nulla, subito. Però ad un certo punto chiese a mia madre chi c’era in stanza con lei. Lei, raccogliendo le forze, rispose con sincerità: c’è mio figlio che mi aiuta».

 

«Bene – disse il medico – da questo momento è in quarantena anche lui. Deve isolarsi. Non dovete vedervi per nessuna ragione. Se lui le prepara da mangiare, deve lasciarle il cibo fuori dalla porta della camera, lo stesso con i farmaci. Dovete vivere in stanze differenti. Non dovete avere contatti. Non dovete vedervi».

 

Il dottore si era fatto dare il nome e il cognome del lettore, presumibilmente segnandolo poi segnandolo poi su un database.

 

«La prima sensazione, messa giù la telefonata, è stata di rabbia: ma come è possibile? Non mi ha nemmeno parlato. Cosa ne sapeva lui se, pur in casa con lei, ero stato in contatto con mia madre? Come poteva prendere una simile decisione senza sapere chi ero, cosa facevo? Come poteva cancellare con un click giorni e giorni di lavoro che avevo davanti? Come poteva mettermi, di fatto, agli arresti domiciliari? Come poteva privarmi della libertà? Con quali poteri? Con quale diritto? E i miei diritti?»

 

«Poi arrivò l’amarezza. Dieci giorni di quarantena significavano la cancellazione delle feste. Non avrei fatto il Natale come i miei figli. Non sarei stato con loro nemmeno a Santo Stefano, forse nemmeno a capodanno. Nel cuore cominciai a sentire un peso tremendo. Avrei passato il periodo più santo e più intimo dell’anno lontano dalla mia famiglia, per la decisione di un medico».

 

«Quando sono tornato a casa, ho trovato la cosa tremenda che mi aspettavo: i miei figli erano cresciuti. Nel mese in cui sono stato consegnato agli arresti domiciliari pandemici erano ovviamente diventati più grandi, con il ritmo con cui lo fanno i bambini piccoli: vertiginoso. Ho provato ancora rabbia, e vergogna. Come è possibile che ci si possa infliggere una cosa così?»

«Poi ancora, subentrò la razionalità: pensai, questo medico, che non mi ha mai visto, che non mi ha mai parlato, mi ha chiuso in casa con una persona positiva. Dal suo punto di vista, potrebbe avermi condannato a prendere il virus. Anche se ha deciso perfino in quale stanza della casa devo stare, la sua decisione, presa con automatica leggerezza, potrebbe aver sortito l’effetto opposto di quello desiderato: il contagio. Forse mi sbaglio, ma non perché egli desiderasse che mi contagiassi: sbaglio perché immagino che gli importi qualcosa di me, che possa dare la precedenza al suo paziente invece che alle “linee guida” emanate dal ministero».

 

Di fatto, ci racconta il lettore, il virus ha colpito anche lui. I giorni senza famiglia sono diventati praticamente 20. È «uscito» con tampone negativo dopo la Befana: un’altra festa fatta senza i figli.

 

«Quando sono tornato a casa, ho trovato la cosa tremenda che mi aspettavo: i miei figli erano cresciuti. Nel mese in cui sono stato consegnato agli arresti domiciliari pandemici erano ovviamente diventati più grandi, con il ritmo con cui lo fanno i bambini piccoli: vertiginoso. Ho provato ancora rabbia, e vergogna. Come è possibile che ci si possa infliggere una cosa così?»

 

La madre, ci racconta, fortunatamente, grazie alle cure giuste, è uscita prima di lui dalla malattia.

 

«Il giorno del suo tampone negativo chiamai  il medico della mutua per dirle che era guarita. Se voleva, dissi, gliela avrei passato. Lui urlò: no! Dovete stare in stanze separate! Io non capivo, mia madre era guarita, aveva quindi gli anticorpi, certamente dello stesso virus che avevo, in forma sempre più calante, io. Eppure, dava ancora ordini, ancora aveva il potere di dirci come vivere, addirittura in quale stanza stare. È pazzesco».

 

«Mi resi conto che fino a quel momento non avevo mai capito veramente cosa significasse l’espressione “tirannia sanitaria”. Vuol dire che i medici hanno il potere. Hanno un potere autocratico, dispotico, che, come la tirannide, come ogni sistema non-democratico, non ammette repliche, non ammette partecipazione, o anche solo interlocuzione: il medico ci chiamava sempre da un «numero sconosciuto», così che non avessimo modo di telefonargli. Ci aveva detto che se proprio volevano parlargli, dovevamo chiamare negli orari dell’ambulatorio, che sono qualche mattina e qualche pomeriggio della settimana, no festivi e no prefestivi».

 

«No, l’espressione “dittatura sanitaria” la usano un po’ tutti, un po’ ovunque, ma non so quanti l’abbiano capita: in questo momento un medico può davvero privarti la libertà, senza processo, senza guardarti in faccia, senza che tu abbia nemmeno il diritto di replicare»

«No, l’espressione “dittatura sanitaria” la usano un po’ tutti, un po’ ovunque, ma non so quanti l’abbiano capita: in questo momento un medico può davvero privarti la libertà, senza processo, senza guardarti in faccia, senza che tu abbia nemmeno il diritto di replicare. La tirannia medica è qualcosa di reale, che investe le nostre vite nel concreto. Qualcosa che ha distrutto il mio Natale. Qualcosa che ha fatto crescere i miei figli lontano da me».

 

«Tuttavia, ora che stiamo tutti meglio, mi pongo questa domanda, che mi ha spinto a scrivervi: se non avessi curato io mia madre, con il mio corpo e la mia presenza, disobbedendo ovviamente al protocollo tachipirina e vigile attesa, chi lo avrebbe fatto? Quando non riusciva ad alzarsi, chi l’avrebbe portata in bagno? Quando non riusciva nemmeno a respirare, chi avrebbe  fatto da mangiare? Quando non riusciva nemmeno a parlare, chi l’avrebbe imboccata? Quando non riusciva nemmeno a rimanere sveglia, le avrebbe fatto le punture di eparina? Quando non sapeva nemmeno tenere in mano la cornetta del telefono, chi avrebbe organizzato le cure? Chi le avrebbe misurato la febbre? Chi le avrebbe infilato sul dito il saturimetro?  Chi le sarebbe stato vicino in quello che potenzialmente era il momento più fatale della sua vita?»

 

«La risposta è: suo figlio. Il parente più stretto che le è rimasto, carne della sua carne. Io non ho nemmeno dovuto pensarci, ed è stato tremendo capire che per molte persone non è così: mia mamma ha il coronavirus, io sto con lei a curarla fino alla fine, ma scherziamo, quali alternative ho? Per questo penso ogni giorno agli ordini del medico ministeriale: come poteva ordinarmi di stare lontano da mia madre? Come poteva impedirmi di curarla? Come poteva impedire l’amore filiale?».

Nel diritto positivo pandemico, e nei suoi servi sentimentali, noterete come non ci via più uno straccio di umanità. La trattoria appende un cartello che sa di nazismo. I chirurghi lasciano i malati senza cure. Il reparto cure palliative non consente a chi muore di farlo stringendo la mano alla prole

 

La lunga lettera di questo lettore apre una questione immensa.

 

Di fatto, le domande che si pone se le stanno facendo a tutte le latitudini, L’altro giorno la giornalista della testata americana The Hill, la bella Kim Iversen, ha confessato in diretta che era in quarantena a curare un parente. Si è sentita come tantissimi: abbandonata. Nemmeno in USA ci sono linee guida su farmaci e terapie, e anche laggiù la raccomandazione – anche per chi ha già avuto il COVID – è di stare lontani dai contagiati, quindi i famigliari devono stare in stanze diverse. La Iversen schiuma di rabbia, e comincia a parlare di «crimine contro l’umanità» di Fauci e compagni.

 

Il termine «crimine contro l’umanità» è piuttosto adatto: perché quello che vediamo trasformata qui è l’umanità stessa delle persone, l’essenza dell’essere umani. È disumano che un figlio non possa, a costo della sua salute, curare la madre. È disumana la separazione introdotta da persone – madri e figli, padri e figli, mariti e mogli, fratelli e sorelle – che esistono per servirsi a vicenda, per sacrificarsi l’uno per l’altro.

 

L’umanità, la maternità, la paternità, l’essere figli, è deformata, è divenuta irriconoscibile – per legge.

E invece, come scritto in un articolo di qualche giorno fa, abbiamo madri che, per paura del contagio, richiudono i figli nel capanno degli attrezzi o nel bagagliaio dell’auto: stanno seguendo anche loro, come i medici, le «linee guida». E non è uno scherzo: la signora texana che aveva chiuso il figlio positivo nel vano posteriore è stata infatti prosciolta dal giudice.

 

L’umanità, la maternità, la paternità, l’essere figli, è deformata, è divenuta irriconoscibile – per legge.

 

Vogliamo andare più a fondo, e dire quello che rappresenta quindi la pandemia: essa è il più potente attacco mai visto alla legge naturale.

 

L’idea per cui nella natura, e nel cuore degli uomini, siano scritte le leggi morali dell’universo è stata devastata dal potere pandemico. Ciò che è giusto non è più ciò che sembra sensato, ciò che ci è stato tramandato come giusto, naturalmente giusto: ciò che giusto è ciò che decide il CTS

L’idea per cui nella natura, e nel cuore degli uomini, siano scritte le leggi morali dell’universo è stata devastata dal potere pandemico. Ciò che è giusto non è più ciò che sembra sensato, ciò che ci è stato tramandato come giusto, naturalmente giusto: ciò che giusto è ciò che decide il CTS.

 

Il diritto naturale viene spazzato via dal diritto positivo pandemico, che è una sorta di «diritto sentimentale»: facciamo così perché è giusto fare così, perché la pandemia è così, ci sentiamo di fare così, e non ci importa delle leggi.

 

Così, senza badare a Costituzioni e leggi – nemmeno quelle illiberali ed anticostituzionali sfornate ogni settimana dal governo pandemico, ognuno agisce secondo il «sentimento pandemico»: il ristorante piazza fuori il cartello «Ingresso riservato ai soli vaccinati», l’ospedale rifiuta di operare i non vaccinati, l’hospice pretende che chi vuole andare a dire addio al genitore morente debba essere tassativamente vaccinato con tre dosi.

 

Nel diritto positivo pandemico, e nei suoi servi sentimentali, noterete come non ci via più uno straccio di umanità. La trattoria appende un cartello che sa di nazismo. I chirurghi lasciano i malati senza cure. Il reparto cure palliative non consente a chi muore di farlo stringendo la mano alla prole.

 

È crudele, è spietato, è incredibile. È immotivato, viene da dire. È impensabile. Come si può essere arrivati a tanta violenza? Antigone è morta e sepolta. Creonte, con la FFP2, regna incontrastato – su pile di cadaveri e masse di emarginati sempre più disperati.

 

Distruggere la famiglia è sempre stato il desiderio delle forze oscure. Perché senza famiglia  c’è perdizione, e disperazione – quante persone sole lo sanno. Senza famiglia, soprattutto, non c’è riproduzione umana – non c’è continuazione sulla terra dell’Imago Dei.

La legge naturale è infranta. E quindi, non stupiamoci se viene meno la famiglia, uno dei veri obbiettivi di questa guerra.

 

La famiglia è così connessa alla legge naturale che la principale religione mondiale – e con essa tantissime altre religioni minori – basa la divinità su di essa. Da una famiglia procede il sacro. Millenni di tentativi, ma nessuno, nonostante tutto, era riuscito a scalfire la forma primaria di associazione umana.

 

Il potere pandemico, invece, ci è riuscito. L’integrità famigliare è stata disintegrata: dalle leggi australiane per togliere i bambini ai genitori che non seguono le linee guida sanitarie del governo ai recenti  sondaggi USA dove «il 29% degli elettori democratici sosterrebbe la rimozione temporanea della custodia dei figli da parte dei genitori se i genitori si rifiutano di fare il vaccino contro il COVID-19», è chiarissimo che tra il COVID e la famiglia, per lo Stato, e per lo strato di volonterosi carnefici che lo sostengono, il COVID vincerà sempre.

 

Distruggere la famiglia è sempre stato il desiderio delle forze oscure. Perché senza famiglia  c’è perdizione, e disperazione – quante persone sole lo sanno. Senza famiglia, soprattutto, non c’è riproduzione umana – non c’è continuazione sulla terra dell’Imago Dei.

 

Senza famiglia, i (pochi) bambini sono in balia di qualsiasi cosa: senza un padre, senza una madre a proteggerli, possono essere vittima di qualsiasi predatore.

 

La famiglia è stata abolita dal virus e dalle sue leggi. Non è un’iperbole: è la realtà delle storie che ci raccontano ogni giorno, delle storie che stanno avvenendo in tutto il mondo in questo stesso momento

Senza famiglia, ciascuno diventa manipolabile: perché alla famiglia si sostituisce, come volevano fare Sparta e l’Unione Sovietica (entrambe, fallendo) un’altra istituzione, il Partito, l’Esercito, l’azienda, la squadra di calcio, la marca del telefonino, qualsiasi cosa pur di dare all’uomo un senso di appartenenza.

 

Senza famiglia, la civiltà collassa. Alla catastrofe di Roma antica, degradata da decadenza libertina e invasa dai barbari, sopravvisse solo quella società di uomini che onoravano il senso della famiglia: i cristiani.

 

Quindi, se siete di quelli che pensavano che il matrimonio gay fosse il definitivo attacco al concetto di famiglia, se pensavate che il gender e l’aborto fossero bombe atomiche in grado di provocare una mutazione antropologica disperante, ripetendo il mantra «ma-dove-andremo-a-finire» strappandovi i capelli cattolici rimastivi, beh, non avevate visto niente, avevate capito ancora meno.

 

La famiglia è stata abolita dal virus e dalle sue leggi. Non è un’iperbole: è la realtà delle storie che ci raccontano ogni giorno, delle storie che stanno avvenendo in tutto il mondo in questo stesso momento.

 

Madri separate dai figli. Quante sono morte perché i figli hanno obbedito al tiranno, e le hanno chiuse in stanza, o lasciate in un’altra casa?

 

Quanti anziani hanno visto la loro malattia accelerata fino alla morte, oltre che da questo virus che aderisce così bene alle cellule umane, anche dal crepacuore?

 

La legge naturale è stata distrutta dal COVID: e sappiamo bene cosa stanno mettendo al suo posto – la Cultura della Morte. Cioè la legge della degradazione dell’essere umano, dell’annichilimento della sua dignità

Quante famiglie sono ferite, spazzate via? Il pensiero non può che andare a Bergamo 2020, dove, ci è stato detto, tanti morti sono stati cremati per direttissima. Persone che vengono bruciate, disintegrate, rese cenere, senza che i loro famigliari possano dire qualcosa. Senza, soprattutto, che abbiano potuto stringere quelle mani prima che si spegnessero – e venissero date alle fiamme.

 

La legge naturale è, secondo il pensiero giusnaturalista, quella che ci è stata consegnata da Dio stesso. È ovvio che chi odia Dio, odia il creato – e odia la famiglia, che vuole mettere al rogo.

 

La legge naturale è stata distrutta dal COVID: e sappiamo bene cosa stanno mettendo al suo posto – la Cultura della Morte. Cioè la legge della degradazione dell’essere umano, dell’annichilimento della sua dignità.

 

La legge per cui l’uomo va umiliato e ucciso, preferibilmente in grandi numeri, la legge per cui l’uomo va privato della sua umanità.

 

Questa è la battaglia primaria da fare: quella contro la Necrocultura. Perché, se perderemo, dovremo dire addio non solo alla libertà. Dovremo dire addio ai nostri figli. Dovremo dire addio ai nostri genitori. Dovremo dire addio all’amore e al sacrificio, al collante fondamentale delle comunità umane.

Questa è la battaglia primaria da fare: quella contro la Necrocultura.

 

Perché, se perderemo, dovremo dire addio non solo alla libertà. Dovremo dire addio ai nostri figli. Dovremo dire addio ai nostri genitori. Dovremo dire addio all’amore e al sacrificio, al collante fondamentale delle comunità umane.

 

Dovremo dire addio all’umanità.

 

Perché la pandemia questo è: la distruzione delle cose umane, la disumanizzazione dell’universo.

 

La distruzione della legge naturale.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

 

 

 

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Epidemie

Bambini come cavie: l’eredità di Fauci nei crudeli esperimenti sui bimbi

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

Le recenti rivelazioni sul dottor Anthony Fauci hanno gettato nuova luce su un documentario della BBC del 2004, «Guinea Pig Kids». Il film ha esposto i crudeli esperimenti – approvati da Fauci e finanziati dai contribuenti statunitensi – sui bambini poveri delle minoranze come parte della ricerca di Fauci su una cura per l’AIDS.

 

 

 

Il recente scandalo #BeagleGate ha realizzato ciò che la pandemia globale di COVID, lo scandalo sulla ricerca sul «guadagno di funzione», gli obblighi vaccinali globali e una carriera fondata sullo sperpero di dollari dei contribuenti americani non hanno potuto: ha fatto sì che il mondo si fermasse e mettesse in discussione l’integrità del Dott. Anthony Fauci.

 

Nelle ultime settimane, i media mainstream e i social media sono stati riempiti con resoconti dei crudeli esperimenti sugli animali finanziati dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) utilizzando i dollari dei contribuenti americani.

 

Il NIAID, una divisione del National Institute of Health, opera sotto la direzione di Fauci.

 

Sulla base delle scoperte del giornalista investigativo Liam Scheff, lo sconvolgente documentario ha esposto gli strazianti esperimenti medici clandestini di Fauci sui bambini con infezione da HIV

Post virali sui social media hanno descritto come, dopo essere stati ridotti alla fame e aver rimosso le loro corde vocali in modo che non potessero ululare o abbaiare, la testa dei beagle veniva intrappolata in gabbie con mosche della sabbia affamate che mangiavano vivi i loro ospiti.

 

Ad altri cuccioli sono state iniettate varianti «mutanti» prodotte in laboratorio di batteri trasmessi dalle zecche prima di essere esposti a centinaia di zecche che hanno poi succhiato il loro sangue per circa una settimana. Il loro sangue è stato prelevato due volte a settimana per otto settimane e sono poi stati sacrificati.

 

In un altro esperimento, ai beagle sono state iniettate larve di filaria e successivamente soppressi in modo che le larve potessero essere utilizzate in altri esperimenti. 

 

L’indagine del White Coat Waste Project (WCW) che ha divulgato queste storie ha innescato una protesta pubblica e uno sforzo bipartisan per ritenere Fauci responsabile degli esperimenti inutili e violenti che ha autorizzato usando milioni di dollari dei contribuenti.

 

I successivi articoli dei media mainstream su WCW sono la prova dell’impatto che il #BeagleGate ha avuto sulla percezione pubblica.

 

Il dipartimento per il benessere dei bambini di New York, l’Amministrazione per i servizi per l’infanzia, aveva il compito di offrire i bambini vulnerabili e svantaggiati sotto la sua cura come topi da laboratorio per testare farmaci tossici per l’AIDS come AZT, Nevirapina e vari inibitori della proteasi, nonché vaccini sperimentali contro l’AIDS

«L’ironia è che sono questi piccoli cuccioli a provocare l’indignazione», ha affermato Vera Sharav, attivista per i diritti umani e fondatrice dell’ Alliance for Human Research Protection (AHRP).

 

Non che a Sharav non importi dei cuccioli. È frustrata, tuttavia, dal fatto di non essere in grado di generare la stessa protesta pubblica quando si tratta della sua missione di vita, porre fine alla crudele sperimentazione medica sui bambini.

 

«Gli animali hanno potenti sostenitori, come People for the Ethical Treatment of Animals, che combattono per proteggerli da questo tipo di abuso», ha detto Sharav. «Ma questi bambini sono usa e getta. È assurdo».

 

Come bambina sopravvissuto all’Olocausto, Sharav ha assistito in prima persona a come un sistema corrotto può cancellare sistematicamente le norme morali e l’empatia umana in nome della salute pubblica.

 

Ha lavorato per decenni per porre fine a pratiche mediche non etiche e abusive, comprese quelle sovvenzionate e agevolate da agenzie governative e Big Pharma.

 

La maggior parte di questi farmaci, approvati per gli adulti affetti da AIDS, contenevano avvertenze speciali e causavano effetti collaterali potenzialmente letali, tra cui morte del midollo osseo, insufficienza degli organi, deformità e danni cerebrali.

La sua battaglia per rompere il silenzio cospiratorio e ottenere l’attenzione dei media e delle autorità di regolamentazione è stata una battaglia in salita, durata decenni.

 

Ma nel 2004 c’era un barlume di speranza. La BBC contattò Sharav nell’ambito di una ricerca per un film documentario, «Guinea Pig Kids».

 

Sulla base delle scoperte del giornalista investigativo Liam Scheff, lo sconvolgente documentario ha esposto gli strazianti esperimenti medici clandestini di Fauci sui bambini con infezione da HIV in cura presso l’Incarnation Children’s Center (ICC).

 

Sharav ha collaborato con Scheff, la giornalista investigativa Celia Farber e il regista del film, Jamie Doran. Per un breve periodo, i tre avevano creduto che la verità potesse finalmente venire alla luce.

 

Ma, come hanno scoperto tutti, fare luce non è per i deboli di cuore.

 

 

Chi erano i «bambini-cavia»? 

L’ICC, che si è pubblicizzato come «l’unica struttura infermieristica qualificata di New York City per fornire assistenza specializzata a bambini e adolescenti affetti da HIV/AIDS», è stato lo scenario di questi crimini contro l’umanità.

 

Nel 1992, il NIAID ha fornito finanziamenti per riproporre l’ICC come «un ambulatorio per bambini sieropositivi» e la clinica è diventata parte della Pediatric AIDS Clinical Trials Unit della Columbia University.

 

La maggior parte dei bambini erano neri, ispanici e poveri, spesso nati da madri tossicodipendenti.

Il dipartimento per il benessere dei bambini di New York, l’Amministrazione per i servizi per l’infanzia, aveva il compito di offrire i bambini vulnerabili e svantaggiati sotto la sua cura come topi da laboratorio per testare farmaci tossici per l’AIDS come AZT, Nevirapina e vari inibitori della proteasi, nonché vaccini sperimentali contro l’AIDS.

 

La maggior parte di questi farmaci, approvati per gli adulti affetti da AIDS, contenevano avvertenze speciali e causavano effetti collaterali potenzialmente letali, tra cui morte del midollo osseo, insufficienza degli organi, deformità e danni cerebrali.

 

La maggior parte dei bambini erano neri, ispanici e poveri, spesso nati da madri tossicodipendenti.

 

Il NIAID, sfruttando l’ortodossia prevalente dell’AIDS, ha giustificato gli esperimenti non etici eseguiti su questi ragazzi come l’unica possibilità che avevano per sopravvivere.

 

Jacklyn Hoerger, il cui compito era somministrare i farmaci ai bambini, ha dichiarato:

 

«Ci è stato detto che se vomitavano, se perdevano la capacità di camminare, se avevano la diarrea, se stavano morendo, tutto questo era dovuto alla loro infezione da HIV. L’ho preso fedelmente come mi era stato detto dai medici»

«Ci è stato detto che se vomitavano, se perdevano la capacità di camminare, se avevano la diarrea, se stavano morendo, tutto questo era dovuto alla loro infezione da HIV. L’ho preso fedelmente come mi era stato detto dai medici».

 

La condiscendenza, come principio unidirezionale, è stato un tema ricorrente nella carriera di Fauci. Secondo il direttore medico dell’ICC, la dott.ssa Katherine Painter, il «problema più grande che devono affrontare le famiglie con bambini sieropositivi è l’osservanza delle regole».

 

Hoerger ha imparato questa lezione nel modo più duro, quando ha iniziato il processo di adozione di due sorellastre dal programma. Applicando un metodo scientifico molto più compassionevole a casa, Hoerger ha dedotto che erano i farmaci a causare i disturbi dei bambini. Quindi li ha tolti dai regimi farmacologici.

 

Ha descritto i miglioramenti come «quasi istantanei» e ha notato che le ragazze hanno iniziato a mangiare correttamente per la prima volta nella loro vita. Ma la sua inadempienza l’ha fatta apparire come un genitore negligente e ha perso la custodia delle ragazze. Non le fu mai più permesso di vederle.

 

All’ICC, la cooperazione dei soggetti sperimentali ha sempre avuto la precedenza sul loro benessere. Ai bambini era richiesto di assumere questi farmaci indipendentemente dai loro effetti negativi e gli effetti avversi sono stati attribuiti alla loro presunta malattia (AHRP ha scoperto che il NIAID ha permesso ai suoi partner farmaceutici di sperimentare su bambini senza infezioni da HIV confermate in laboratorio).

Quando alcuni genitori rifiutavano di acconsentire ai test, i funzionari dei servizi per l’infanzia li sottraevano prontamente e li collocavano presso famiglie affidatarie, o in case per bambini dove sarebbe stata autorizzata la loro partecipazione

 

Quando alcuni genitori rifiutavano di acconsentire ai test, i funzionari dei servizi per l’infanzia li sottraevano prontamente e li collocavano presso famiglie affidatarie, o in case per bambini dove sarebbe stata autorizzata la loro partecipazione.

 

Quando i bambini hanno resistito o rifiutato i farmaci sono stati trasportati al Columbia Presbyterian Hospital, dove sono stati inseriti chirurgicamente tubi di plastica nei loro stomaci per la somministrazione dei farmaci.

 

Secondo Sharav, almeno 80 bambini sono morti nel corso di questi studi clinici.

 

«Fauci ha solo nascosto tutti quei bambini morti sotto il tappeto», ha detto Sharav. «Erano danni collaterali alle sue ambizioni di carriera. Erano bambini usa e getta».

Secondo Sharav, almeno 80 bambini sono morti nel corso di questi studi clinici

 

Una visita alla fossa comune dell’ICC al cimitero di Gate of Heaven a Hawthorne, New York, ha chiarito la faccenda una volta per tutte per Celia Farber, giornalista investigativa che ha condotto ricerche per il film.

 

«Non potevo credere ai miei occhi», ha detto Farber.

 

«Era una fossa molto grande con erba sintetica gettata sopra, che si poteva sollevare. Sotto di essa, si potevano vedere dozzine di semplici bare di legno, impilate alla rinfusa. Potrebbero essere stati 100. Ho scoperto che in ognuno c’era più di un corpo di bambino».

 

La condiscendenza è stata un problema anche quando si è trattato di aderire al Codice di Norimberga o di seguire i regolamenti federali relativi alla partecipazione alla sperimentazione clinica.

«Fauci ha solo nascosto tutti quei bambini morti sotto il tappeto. Erano danni collaterali alle sue ambizioni di carriera. Erano bambini usa e getta».

 

Invece di aderire ai requisiti messi in atto per proteggere i bambini in affido, New York ha creato un comitato di revisione istituzionale, un comitato etico composto da rappresentanti degli stessi ospedali che stavano conducendo la ricerca per concedere le approvazioni.

 

In altre parole, l’approvazione è stata messa nelle mani degli azionisti.

 

Nel marzo 2004, l’organizzazione di Sharav ha presentato una denuncia sia alla Food and Drug Administration statunitense sia all’ufficio federale per la protezione della ricerca umana.

 

La denuncia si è concentrata sull’iscrizione illegale di bambini in affido in questi processi e sull’incapacità istituzionale a livello di sistema di proteggerli in conformità con i regolamenti federali che impongono un avvocato indipendente per ogni bambino.

 

«Era una fossa molto grande con erba sintetica gettata sopra, che si poteva sollevare. Sotto di essa, si potevano vedere dozzine di semplici bare di legno, impilate alla rinfusa. Potrebbero essere stati 100. Ho scoperto che in ognuno c’era più di un corpo di bambino»

Questi bambini, alcuni di appena 3 mesi, non avevano una voce indipendente. L’ACS, la stessa organizzazione che essenzialmente li ha messi su un nastro trasportatore per le sperimentazioni cliniche, era anche il loro tutore legale.

 

«È una completa abdicazione del primum non nocere e della dignità degli esseri umani», ha detto Sharav.

 

«Dal punto di vista della ricerca medica, gli animali da laboratorio sono costosi e questi bambini sono economici. Il governo li ha consegnati come una mandria di animali».

 

 

La campagna contro i «negazionisti dell’AIDS»

Guinea Pig Kids ha debuttato sulla BBC il 30 novembre 2004, ma è stato improvvisamente tolto dal palinsesto.

 

Una denuncia presentata da potenti attivisti dell’AIDS ha portato la BBC a ritirare il documentario e cancellare le indagini. E dietro le quinte è stato molto peggio.

 

Celia Farber ha raccontato che lei e altri sono stati «implacabilmente maltrattati a tutti i livelli» per essere i cosiddetti «negazionisti dell’AIDS».

 

«Dal punto di vista della ricerca medica, gli animali da laboratorio sono costosi e questi bambini sono economici. Il governo li ha consegnati come una mandria di animali»

«Ci hanno attaccati professionalmente, economicamente, spiritualmente, socialmente», ha ricordato Farber. «Nessuno voleva essere un negazionista dell’AIDS. Ha suscitato un odio così immediato. Quel termine ha lanciato un incantesimo davvero profondo e la gente non riusciva a sentire oltre. Ha immediatamente bloccato le persone».

 

Una riunione del sottocomitato del 2005 ospitata dal Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS) degli Stati Uniti ha concluso che i diritti fondamentali dei bambini adottivi erano stati violati in alcuni dei test sui farmaci per l’AIDS, ma nulla è cambiato all’ICC e i bambini hanno continuato a morire.

 

Al VERA Institute of Justice, che aveva il compito di indagare sulla morte dei bambini coinvolti in questi esperimenti, è stato proibito esaminare le cartelle cliniche e ha rifiutato di accettare i dati dell’indagine di Scheff.

 

Gli sforzi di Scheff, Sharav e Farber ripiombarono nell’oscurità. Finora.

 

«Fauci è a capo di questa agenzia (NIAID) dal 1984 e non ha mai inventato un farmaco o un vaccino. Non ci sono state guarigioni. È riuscito solo a terrorizzare le persone».

«Fauci è a capo di questa agenzia (NIAID) dal 1984 e non ha mai inventato un farmaco o un vaccino», ha detto Sharav. «Non ci sono state guarigioni. È riuscito solo a terrorizzare le persone».

 

Sharav è pronta per la fine del regno del terrore di Fauci.

 

Ma forse possiamo imparare di più su Fauci e sui suoi compari, non guardando i suoi fallimenti, ma rivolgendo la nostra attenzione al suo successo. Lui e i suoi colleghi del NIH e dei Centers for Disease Control and Prevention hanno perfezionato un paradigma pandemico utilizzando paradigmi diagnostici mutevoli e definizioni cliniche che incorporano metodi di test imperfetti.

 

Lui e i suoi colleghi del NIH e dei Centers for Disease Control and Prevention hanno perfezionato un paradigma pandemico utilizzando paradigmi diagnostici mutevoli e definizioni cliniche che incorporano metodi di test imperfetti. Questo metodo è stato utilizzato per lanciare alcune delle campagne di terrore di maggior successo nella storia globale

Questo metodo è stato utilizzato per lanciare alcune delle campagne di terrore di maggior successo nella storia globale. Quella paura è stata usata per generare un modello di guerra sanitaria che è stato usato per giustificare migliaia di esperimenti crudeli, inutili e costosi.

 

E mentre quegli esperimenti non hanno prodotto trattamenti o cure efficaci, hanno desensibilizzato con successo ricercatori e operatori sanitari e li hanno addestrati a «seguire semplicemente gli ordini» indipendentemente dai risultati sulla salute.

 

Tutto questo è stato realizzato con enormi spese per i contribuenti americani – e l’ortodossia risultante ha danneggiato la salute di milioni di persone.

 

I trattamenti vanno e vengono, ma la conformità medica e la creazione di una cultura del «come osi» per far vergognare e mettere a tacere le voci del dissenso è probabilmente rimasto l’esperimento scientifico di maggior successo e più redditizio nella storia globale.

 

Mentre quegli esperimenti non hanno prodotto trattamenti o cure efficaci, hanno desensibilizzato con successo ricercatori e operatori sanitari e li hanno addestrati a «seguire semplicemente gli ordini» indipendentemente dai risultati sulla salute

Ma ci sono due variabili di cui Fauci non ha tenuto conto con precisione: la resilienza dello spirito umano e la forza dell’amore di un genitore.

 

Assistere al dipanarsi della narrazione è surreale per Farber.

 

«Provo ancora rabbia e disgusto per il fatto che questa matrice terroristica degli attivisti dell’AIDS sia riuscita a convincere il pubblico a distogliere lo sguardo, che non dovrebbero preoccuparsi di questi bambini», ha dichiarato Farber.

 

Ma, nonostante tutto quello che ha passato, c’è una scintilla di ottimismo.

 

«La scintilla di luce è che così tante persone stanno comprendendo, che ci sono menti preparate per questo ora», ha detto Farber.

 

 

 

Traduzione di Alessandra Boni

 

© 15 novembre 2021, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

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Contraccezione

l’Iran spinge per favorire le nascite con leggi pro-famiglia

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

La nuova «Legge sul sostegno alla famiglia e ai giovani» dell’Iran è un chiaro esempio di come le diverse prospettive possono variare la copertura delle notizie.

 

Il regime teocratico dell’Iran ha pochi amici a livello internazionale. Quindi i titoli globali riflettono una visione debole della nuova legislazione, che limita fortemente l’accesso all’aborto, alla contraccezione e alla sterilizzazione volontaria.

 

«Il governo iraniano sta adottando ulteriori misure per utilizzare il diritto penale per limitare i diritti delle donne, al fine di aumentare il numero di nascite, il che costringerà effettivamente molte donne e ragazze a portare a termine gravidanze indesiderate che sarebbero intrinsecamente discriminatorie», hanno dichiarato gli esperti delle Nazioni Unite.

 

Un titolo sul sito web curdo RUDAW diceva che si trattava di una «chiara violazione del diritto internazionale»; sul Times of Israel, scrivono che«esperti delle Nazioni Unite avvertono che limiterà i diritti delle donne»; in Radio Free Europe (un sito web del governo americano) «”È la mia scelta: la nuova legge sulla popolazione dell’Iran è stata fatta saltare per limitare l’accesso a contraccettivi e aborti».

 

I media ufficiali iraniani hanno esposto il motivo alla base della decisione del loro governo: un allarmante calo del tasso di natalità

Tuttavia, i media ufficiali iraniani hanno esposto il motivo alla base della decisione del loro governo: un allarmante calo del tasso di natalità.

 

In effetti, il Teheran Times non ha nemmeno menzionato l’aborto. Ecco alcuni degli incentivi previsti dalla normativa per avere più figli:

 

  • Assicurazione sanitaria per coppie infertili

 

  • Servizi per le donne che lavorano

 

  • Pacchetti di supporto per la salute e la nutrizione

 

  • Opportunità educative per le studentesse madri

 

  • Sostegno al sostentamento delle famiglie

 

  • Servizi medici per le donne incinte

 

  • Sconti per famiglie con tre o più bambini

 

  • Promozioni per dipendenti da tre a cinque figli

 

  • Congedo di maternità di 9 mesi a piena retribuzione

 

  • Trattamento gratuito dell’infertilità

 

  • Prestiti speciali per la casa per le giovani coppie per incoraggiare i giovani a sposarsi

 

Il governo iraniano è chiaramente spaventato da un calo di 550.000 nel numero di nascite annuali tra il 2016 e il 2021.

  • Uno sconto del 20% per il tutoraggio per le scolaresche

 

  • Parto naturale gratuito di qualità negli ospedali statali

 

  • Ci si aspetta che tutte le agenzie governative promuovano gli «aspetti positivi e preziosi del matrimonio»

 

  • Le pubblicità devono presentare famiglie con 3 o più bambini

 

  • Un «Premio Nazionale Giovani per la Popolazione» per le istituzioni che aiutano ad aumentare la natalità

 

  • I media governativi devono promuovere la gravidanza e denunciare il celibato, la contraccezione e l’aborto. Il dieci per cento della programmazione deve essere dedicato alla promozione dell’aumento della popolazione.

 

Il governo iraniano è chiaramente spaventato da un calo di 550.000 nel numero di nascite annuali tra il 2016 e il 2021.

 

Altri Paesi hanno tentato di aumentare la natalità con incentivi finanziari e sociali. Ma probabilmente nessuno di essi è arrivato ai livelli dell’Iran.

L’implosione demografica è iniziata dopo la guerra Iran-Iraq, negli anni ’90. Il governo ha incoraggiato le piccole famiglie perché gli esperti avevano avvertito di un’esplosione demografica. È riuscito fin troppo bene. Oggi il tasso di fertilità dell’Iran è di 1,6 figli per donna; nel 1986 era 6.5. Ha uno dei tassi di invecchiamento più rapidi al mondo.

 

Mohammad Esmaeil Akbari, consigliere anziano del ministro della salute, ha dichiarato al The Teheran Times che ttualmente, gli anziani costituiscono meno del 10% della popolazione e siamo considerati un paese giovane, ma invecchiamo ogni anno così che in nei prossimi 20 anni saremo uno dei paesi più antichi del mondo e il più antico entro i prossimi 30 anni».

 

Altri Paesi hanno tentato di aumentare la natalità con incentivi finanziari e sociali. Ma probabilmente nessuno di essi è arrivato ai livelli dell’Iran.

 

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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