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Epidemie

Il mondo senza amicizia

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Non amiamo in alcun modo citare Carl Sagan.

 

Una figura abbastanza nota: astronomo, astrobiologo, divulgatore, si è dedicato a lungo a parlarci della possibilità delle civiltà aliene, ma dalla prospettiva dell’establishment. Per chi lo ricorda, è suo il libro da cui trassero il film Contact con Jodie Foster. Lavorò per la NASA e fondò il progetto SETI, l’insieme di antenne per la ricerca di segnali intelligenti nel cosmo – insomma, davvero dalla parte del potere.

 

Egli era infatti uno scettico, di quelli che ci tengono a importi la loro religione, a cui hanno dato il nome altisonante di «umanesimo secolare». In Italia, lo scetticismo oltranzista è rappresentato dal CICAP di Piero Angela, e Sagan era una cosa così.

«Ho il presentimento di un’America ai tempi dei miei figli o nipoti – quando gli Stati Uniti saranno un’economia di servizi e di informazioni; quando quasi tutte le principali industrie manifatturiere saranno scivolate via verso altri paesi; quando incredibili poteri tecnologici saranno nelle mani di pochissimi e nessuno che rappresenta l’interesse pubblico potrà nemmeno afferrare i problemi; quando le persone avranno perso la capacità di stabilire i propri programmi o di mettere in discussione consapevolmente chi detiene l’autorità; quando le nostre facoltà critiche in declino, incapaci di distinguere tra ciò che è bello e ciò che è vero, scivoleremo, quasi senza accorgercene, nella superstizione e nell’oscurità

 

Nel 1995 scrisse un libro, Il mondo infestato dai demoni, dove malgrado il titolo eccitante non si parla proprio di demoni, ma della primazia dello scetticismo sulle pseudoscienze e su stupide superstizione come Dio, gli UFO, il paranormale, le terapie alternative.

 

Tuttavia, in quelle pagine ce ne pare una che sembra avere parole davvero profetiche per il momento presente.

 

«Ho il presentimento di un’America ai tempi dei miei figli o nipoti – quando gli Stati Uniti saranno un’economia di servizi e di informazioni; quando quasi tutte le principali industrie manifatturiere saranno scivolate via verso altri paesi; quando incredibili poteri tecnologici saranno nelle mani di pochissimi e nessuno che rappresenta l’interesse pubblico potrà nemmeno afferrare i problemi; quando le persone avranno perso la capacità di stabilire i propri programmi o di mettere in discussione consapevolmente chi detiene l’autorità; quando, stringendo i nostri cristalli e consultando nervosamente i nostri oroscopi, le nostre facoltà critiche in declino, incapaci di distinguere tra ciò che è bello e ciò che è vero, scivoleremo, quasi senza accorgercene, nella superstizione e nell’oscurità. L’ammutolimento dell’America è più evidente nel lento decadimento dei contenuti sostanziali nei media enormemente influenti, i brani sonori di 30 secondi (ora scesi a 10 secondi o meno), la programmazione del minimo comune denominatore, le presentazioni credule sulla pseudoscienza e la superstizione, ma soprattutto una sorta di celebrazione dell’ignoranza».

 

Il giovane editorialista americano Saagar Enjeti ha letto questo brano come una previsione di TikTok, dove l’attenzione si è ridotta a dieci secondi o meno, e come profezia dell’anno pandemico, passato in solitudine grazie alla tecnologia, e della tensione impercettibile che ha generato.

 

Ci sarebbe in realtà un modo di quantificare questo disastro:  una statistica uscita poco fa riguardante il numero dei «veri amici» che gli americani dichiarano di avere.

 

Nel 1990 il 33% dichiarava di avere dieci o più amici intimi, senza contare i parenti. La minoranza, il 11% sosteneva di avere 3 amici veri in tutto.

 

Tutti gli amici che ti rimangono vengono dal lavoro, o da situazioni legate al lavoro. «Questa è la vita dell’élite cosmopolita», e l’ha imposta a tutti quanti, pena l’emarginazione professionale e quindi sociale. «L’élite ha strutturato l’economia in modo tale che tutti oggi devono vivere come vivono loro»

Ora, nel 2021, il numero delle persone che dichiarano di avere 10 o più amici, è crollato al 13%. È comparsa quest’anno anche una categoria che prima era quasi inesistente: quelli che dichiarano zero amici. Nel 1990 erano il 3%, oggi sono il 12%. Impressionante.

 

Enjeti ritiene che il problema derivi dal troppo lavoro che affligge gli americani, con straordinari in ufficio e interminabili viaggi di lavoro. Oggi gli amici li fai tutto sul lavoro. Si tratta della vittoria della «classe manageriale» su tutte le altre: i principi di efficienza stakanovista della Corporate America hanno infettato ogni residuo senso di comunità rimasto. Le multinazionali, insomma, hanno imposto a tutti, anche ai ragazzi che venivano dalla vita rurale, la loro antropologica.

 

Tutti gli amici che ti rimangono vengono dal lavoro, o da situazioni legate al lavoro. «Questa è la vita dell’élite cosmopolita», e l’ha imposta a tutti quanti, pena l’emarginazione professionale e quindi sociale. «L’élite ha strutturato l’economia in modo tale che tutti oggi devono vivere come vivono loro».

 

In un’economia e una cultura top-down, l’élite è riuscita a trasmettere il suo senso del lavoro giù verso le persone che non necessariamente vogliono avercelo, e che preferiscono invece andare a vivere non in una metropoli ma in un paesino a dieci chilometri dalla mamma oppure appunto, la vita di comunità con gli amici…

Ammettiamo la nostra stupidità per non averci mai pensato: dopo aver distrutto la famiglia, era ovvio che sarebbero andati oltre. Era certo, quindi, che avrebbero cercato di distruggere anche l’amicizia, il sentimento più profondo che lega gli esseri umani senza relazioni di sangue

 

Il trasbordo ideologico si è compiuto anche a livello riproduttivo: la produttività della donna imposta dall’élite ha giocoforza imposto una sterilizzazione di tante persone che avrebbero voluto avere figli molto prima – per questo, peraltro, le grande aziende come Google offrono alle dipendenti giovani appena assunte la crioconservazione degli ovuli.

 

Ecco il punto davvero saliente delle preconizzazioni di Sagan: il potere è davvero in mano a pochissimi in grado di plasmare le nostre vite al di là della nostra consapevolezza. E nessuno, specie nella classe politica, sembra avere il coraggio o l’intelligenza per mettersi contro – Facebook in questo momento sta punendo con la censura davvero chiunque, ma Salvini, che alla sua «Bestia» di Facebook deve la sua ascesa, stranamente non dice nulla…

 

La popolazione non è in grado di mettere in discussione chi è al potere – anzi, è proibito. Anzi, ti zittiscono, e ti vengono magari anche a cercare, se hai dai ridire su un virologo.

 

Ma soprattutto, la cosa che ci colpisce, è la distruzione dell’amicizia. Ciò è cosa ancora più grata al potere, perché senza amicizia non hai nemmeno quel minimo collante sociale con cui le persone possono unirsi, e quindi rappresentare un problema per l’autorità costituita.

È quello che l’élite vuole: un mondo fatto di uomini liquidi, di uomini vuoti, di precari assoluti, che non sono certi nemmeno del proprio sesso – e appunto su questo ci stanno pure facendo una legge che punisce chi a questo quadro si vuole opporre.

 

Ammettiamo la nostra stupidità per non averci mai pensato: dopo aver distrutto la famiglia, era ovvio che sarebbero andati oltre. Era certo, quindi, che avrebbero cercato di distruggere anche l’amicizia, il sentimento più profondo che lega gli esseri umani senza relazioni di sangue.

 

È quello che l’élite vuole: un mondo fatto di uomini liquidi, di uomini vuoti, di precari assoluti, che non sono certi nemmeno del proprio sesso – e appunto su questo ci stanno pure facendo una legge che punisce chi a questo quadro si vuole opporre.

 

Un mondo di larve da spendere come meglio credono i padroni del vapore, magari facendoli lavorare – con stipendi da fame – o magari, semplicemente, terminandoli, perché sul pianeta siamo troppi.

 

Il lockdown a qualcuno ha consentito di lavorare: le amicizie professionali, come da desiderio dell’élite («non avrai altra vita che non la tua produttività») forse rimarranno. Tutto il resto no. Perché hanno chiuso tutti i canali dove le amicizie potevano sbocciare: i bar, i ristoranti, le piscine, le palestre, i cinema… e mettiamoci dentro anche le tanto vituperate discoteche, che erano i luoghi per antonomasia di incontro con persone nuove

Un mondo di larve da intrattenere con TikTok e altri spettacolini dementi, con la dipendenza dai social, dalla pornografia e dagli psicofarmaci, magari buttando lì ogni tanto come premio e monito il quarto d’ora di celebrità di Andy Warhol (esemplare il caso della vittima di lesbofobia che si prende 140 mila euro di donazioni in crowdfunding e si compra la Mercedes e il cagnolino di razza da 2.500 euro).

 

Ma venendo più al concreto, è impossibile non vedere come l’amicizia sia stata disintegrata dalla pandemia. In una società dove si ha paura a darsi la mano, o a parlarsi guardandosi in faccia, come sarà possibile crearsi degli amici?

 

Prima di perderla, non sapevamo quanto fosse preziosa questa cosa: la possibilità di uscire di casa, attaccare bottone per sbaglio con qualcuno, e quindi di tornare alla sera con un amico in più nel telefonino.

 

Il lockdown a qualcuno ha consentito di lavorare: le amicizie professionali, come da desiderio dell’élite («non avrai altra vita che non la tua produttività») forse rimarranno. Tutto il resto no. Perché hanno chiuso tutti i canali dove le amicizie potevano sbocciare: i bar, i ristoranti, le piscine, le palestre, i cinema… e mettiamoci dentro anche le tanto vituperate discoteche, che erano i luoghi per antonomasia di incontro con persone nuove.

 

Non solo: pensate ai treni. Ora, con un posto ogni due o ogni quattro, non si hanno più quei vicini di poltrona che il fato ci assegnava e con i quali potevano sbocciare discussioni frivole o abissali, e iniziare rapporti di ogni tipo.

Noi crediamo che la vera responsabile sia la Necrocultura, il sistema operativo caricato nella mente del mondo. Essa, deve distruggere ogni relazione umana: una volta eliminata la famiglia, ora sta facendo pulizia del resto, preparando così una società atomizzata e fluida, una non-società, abitata, del resto, da non-umani, da trans-umani modificati perfino a livello molecolare

 

Era già raro qualche anno fa la possibilità di incontrare persone «per strada»: una parola scambiata alla fermata dell’autobus, un complimento per il cappotto, una mano per sistemare il passeggino… Ora, con l’idea che chiunque può essere un untore (e, ancora peggio, l’idea che non sai se chi hai davanti è un covidiota che vede come offensivo ogni tuo gesto di vicinanza) vedere la collisione amicale di due sconosciuti all’aperto sarà impossibile.

 

A differenza del giornalista americano, noi non crediamo che tutto questo derivi il ultima analisi dall’élite e dalla sua dittatura stakanovista.

 

Noi crediamo che la vera responsabile sia la Necrocultura, il sistema operativo caricato nella mente del mondo. Essa, deve distruggere ogni relazione umana: una volta eliminata la famiglia, ora sta facendo pulizia del resto, preparando così una società atomizzata e fluida, una non-società, abitata, del resto, da non-umani, da trans-umani modificati perfino a livello molecolare.

 

La pandemia ha distrutto l’amicizia, vero. Ma la pandemia è solo una capitolo, sia pur acceso assai, del percorso della Cultura della Morte. Non abbiamo visto ancora niente. Le relazioni umane non solo andranno abbattute, andranno sostituite – e pervertite.

Qualcuno rammenterà l’anno scorso le grottesche uscite dei virologi lo scorso anni, che davano consigli agli amanti

 

Qualcuno rammenterà l’anno scorso le grottesche uscite dei virologi lo scorso anni, che davano consigli agli amanti: «amatevi solo per 15 minuti», amplessi con la mascherina addosso, poi seguivano dettagliate descrizioni per le posizioni sessuali anti-COVID.

 

Curioso, notavamo: ci hanno impedito di vedere gli amici – minacciando chi invitava troppa gente a casa a Pasqua, o proibendo le grigliate – e perfino di abbracciare i parenti (anche quando questi, magari, stavano morendo in ospedale…) ma non toccano nemmeno con un dito i dogmi della «liberazione sessuale».

 

Quel tipo di relazione, che pure necessariamente comporta lo scambio di molti fluidi, a loro stranamente va bene. Bisogna capire che non  è una novità. C’è un precedente importante, e rilevante i questo momento: l’AIDS e i gay.

Curioso: ci hanno impedito di vedere gli amici – minacciando chi invitava troppa gente a casa a Pasqua, o proibendo le grigliate – e perfino di abbracciare i parenti (anche quando questi, magari, stavano morendo in ospedale…) ma non toccano nemmeno con un dito i dogmi della «liberazione sessuale»

 

Allo scoppio dell’HIV (all’epoca chiamato GRID: Gay Related Immunodeficiency) divenne chiaro che il problema dell’epidemia era la promiscuità degli omosessuali: il famoso paziente zero, un assistente di volo canadese, in una manciata di settimane riusciva ad avere centinaia di partner diversi.

 

È curioso anche notare che le persone in circolazione per l’establishment sono le stesse: Anthony Fauci era già in pista, e si dedicò all’AIDS, in modo anche controverso (vi era di mezzo la rivalità con Montagnier per vincere il Nobel, che poteva andare a Gallo, sodale di Fauci). Fauci ora ricorda che a quei tempi cominciò a frequentare i luoghi di maggior diffusione del virus, le saune di San Francisco…

 

L’AIDS uccise quantità immani di persone. Dalla comunità gay tracimò poi in quella degli eroinomani, e da lì alle prostitute, quindi alle famiglie, e da lì alle persone in emotrasfusione… Una vera calamità.

 

Nessuno ha mai pensato di andare dai gay e dire loro di smetterla con la loro promiscuità totale, vero motore del disastro dell’AIDS

Eppure, nessuno ha mai pensato di andare dai gay e dire loro di smetterla con la loro promiscuità totale, vero motore del disastro dell’AIDS. Nessuno ha detto una parola: perché di fatto essi erano l’avanguardia di quella «liberazione sessuale» che non può essere discussa. E cioè: della sostituzione dell’amicizia con il cannibalismo sessuale.

 

Un ex gay un giorno mi disse: «i gay non hanno amici» (alla faccia di chi dice «ho tanti amici gay»). Mi parlava del senso di angoscia che sentiva quando vedeva un maschio,  una sensazione a cui doveva rispondere cercando di possederlo sessualmente. Avrei poi scoperto che questa idea è un caposaldo della teoria riparativa, la tecnica psicoterapica ora praticamente proibita ovunque, tanto che i libri del suo maggior esponente, Joseph Nicolosi, sono stati cancellati (vuol dire che proprio non ci sono, come se non fossero mai esistiti) da Amazon.

 

Nessun lockdown, nessun decreto, nessun ordine anticostituzionale per i gay e per il loro rischio, quello sì davvero presente, di diffondere il virus letale

Il ragazzo mi diceva che perfino le partite a pallone fra gay, che egli aveva provato ad organizzare, erano difficoltose, goffe. Mancava il senso di squadra, mancava lo stimolo… poi al momento della doccia però le cose cambiavano. Di fatto, si era reso conto, la gente accettava la serata al campo solo nella prospettiva della doccia. Erano, allora come oggi, gli anni dell’AIDS.

 

Nessun lockdown, nessun decreto, nessun ordine anticostituzionale per i gay e per il loro rischio, quello sì davvero presente, di diffondere il virus letale. Abbiamo visto, negli anni, altre cose: concerti di star del rock, fiocchetti rossi sul bavareo delle giacche, al massimo il famoso spot Pubblicità Progresso con l’alone viola – dove però i gay nemmeno erano raffigurati in mezza inquadratura.

La Necrocultura ha i suoi strumenti: l’omosessualizzazione è uno; un altro è l’epidemia, ma quella di COVID, non quella di AIDS, che è stata invece favorita – e ci sarebbe da considerare che i farmaci grazie a cui oggi di AIDS si muore poco, non sono business da niente per le farmaceutiche…

 

Il problema della diffusione dell’HIV nella comunità omosessuale è stato così volutamente ignorato che ad un certo  è perfino spuntata una sottocultura, fiorente anche in Italia, di persone chiamate bugchasers («cercatori del baco») e giftgivers («donatori del dono») che infettano e si infettano volontariamente. Anche di questo, al governo, alle autorità, all’OMS, a Bill Gates non frega nulla.

 

Perché, speriamo che sia chiaro, essi sono funzionali al disegno. E il disegno si chiama Necrocultura. Che ha i suoi strumenti: l’omosessualizzazione è uno; un altro è l’epidemia, ma quella di COVID, non quella di AIDS, che è stata invece favorita – e ci sarebbe da considerare che i farmaci grazie a cui oggi di AIDS si muore poco, non sono business da niente per le farmaceutiche…

 

È la sostituzione morale delle vostre vite: invece di un lavoro, vi daranno uno stage. Invece di un figlio, vi daranno una manciata di voli Ryanair. Invece di una famiglia, vi daranno un’orgia nella dark room di qualche club gay. Invece di amici, vi daranno botte di sesso con persone a caso, magari ad alto rischio di prendere un virus quello sì davvero mortale.

È la sostituzione morale delle vostre vite: invece di un lavoro, vi daranno uno stage. Invece di un figlio, vi daranno una manciata di voli Ryanair. Invece di una famiglia, vi daranno un’orgia nella dark room di qualche club gay. Invece di amici, vi daranno botte di sesso con persone a caso, magari ad alto rischio di prendere un virus quello sì davvero mortale

 

Sagan, senza saperlo, con quel libro aveva davvero ragione: il mondo è infestato di demoni. Non quelli che pensava lui. Ci sono demoni veri in circolazione. Ci è impedito anche solo nominarli, e di fatto non so nemmeno cosa scatenerà questo articolo.

 

So di certo però che Renovatio 21 la Cultura della Morte la vuole combattere, e tacere non è possibile. Per questo cerchiamo amici per proseguire questa pazzesca battaglia. Molti li abbiamo già trovati, e a loro, per l’amicizia che mostrano, siamo tanto grati.

 

 

 

 

 

 

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Epidemie

Due ricercatori NIH incriminati per aver introdotto campioni di DNA del vaiolo delle scimmie negli USA

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Vincent Munster e Claude Kwe Yinda sono stati incriminati con un atto d’accusa depositato il 20 agosto presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto orientale del Michigan. Entrambi sono accusati di cospirazione per aver contrabbandato materiale biologico, inclusi campioni inattivati ​​del virus mpoplo, dall’Africa agli Stati Uniti. Sono inoltre accusati di aver rilasciato false dichiarazioni agli agenti della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi.

 

Secondo quanto emerge dai documenti del tribunale, due ricercatori dei National Institutes of Health (NIH), accusati di aver trasportato negli Stati Uniti 113 campioni biologici, tra cui DNA di virus MPOS, dalla Repubblica del Congo, sono stati incriminati a livello federale.

 

Vincent Munster, dottore di ricerca, cittadino olandese e capo della sezione di ecologia virale presso i Rocky Mountain Laboratories del NIH a Hamilton, nel Montana, e Claude Kwe Yinda, dottore di ricerca, ricercatore camerunense, sono accusati di cospirazione per contrabbando di merci negli Stati Uniti in violazione di legge.

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Secondo l’atto d’accusa del 20 agosto, sono anche accusati di aver rilasciato false dichiarazioni agli agenti della dogana e della protezione delle frontiere degli Stati Uniti (CBP).

 

L’atto d’accusa, depositato presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto orientale del Michigan, afferma che i ricercatori si sono incontrati il ​​17 dicembre 2025 e hanno discusso del recupero di «100 campioni contenenti DNA di mpop (precedentemente vaiolo delle scimmie) e che avrebbero riportato i campioni negli Stati Uniti per i test di sequenziamento del DNA».

 

Si sono poi recati a Brazzaville a gennaio per prestare assistenza durante l’ epidemia di mpox prima di tornare negli Stati Uniti il ​​25 gennaio, atterrando al Terminal McNamara dell’aeroporto metropolitano di Detroit. Secondo l’accusa, trasportavano una grande valigetta di plastica nera contenente 113 provette da microcentrifuga con campioni biologici, tra cui gli isolati di DNA del virus mpox.

 

Quando gli agenti della CBP hanno chiesto informazioni sulla valigetta, Munster ha affermato che conteneva «kit di test», «analisi» e «reagenti per reazioni diagnostiche», secondo l’atto d’accusa. Kwe ha detto agli agenti che conteneva «materiale diagnostico».

 

Secondo i pubblici ministeri, tali dichiarazioni erano false. L’atto d’accusa afferma che gli uomini sapevano che i campioni richiedevano un’autorizzazione e una documentazione specifiche per essere trasportati su un volo commerciale e che dovevano essere dichiarati al loro ingresso negli Stati Uniti.

 

Secondo l’accusa, Munster avrebbe anche fornito agli agenti una descrizione scritta del contenuto, elencando i materiali di analisi anziché identificare i campioni biologici. Avrebbe inoltre dichiarato agli agenti che i numeri contrassegnati sui 113 tubi erano a scopo di «inventario».

 

Il caso ha avuto inizio con una denuncia penale presentata il 17 marzo. Diverse denunce e mandati di arresto sono stati depositati sotto sigillo prima che il governo decidesse di desecretare il caso a giugno.

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La disonestà è «diffusa in virologia»

Secondo i critici, il caso mette in luce le frodi endemiche nel campo scientifico.

 

Richard Ebright, Ph.D., biologo molecolare presso la Rutgers University di New Brunswick, nel New Jersey, ha affermato che il caso illustra uno schema di inganno protrattosi nel tempo.

 

«Munster e Kwe sono l’esempio perfetto della disonestà, del disprezzo per la biosicurezza, del disdegno per la legge e del disprezzo per l’interesse pubblico che, dopo quattro decenni in cui Anthony Fauci ha trattato la virologia come un suo feudo personale e una base di potere, sono diventati pervasivi in ​​questo campo», ha affermato.

 

Altri esperti hanno affermato che quest’ultimo sviluppo dimostra la premeditazione dei ricercatori, anziché essere un atto casuale.

 

«È difficile credere che Munster si sia comportato in questo modo», ha affermato il giornalista Paul D. Thacker di The Disinformation Chronicle. «Ora sappiamo che questo contrabbando illegale di virus è stato premeditato, non una cattiva decisione dell’ultimo minuto».

 

Contattato in merito, l’ Ufficio dell’Ispettore Generale del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha rimandato The Defender a un precedente comunicato stampa che faceva riferimento a un’indagine in corso.

 

«A quanto pare, questi esperti del NIH hanno violato le nostre leggi contrabbandando agenti patogeni virali su un aereo di linea affollato, provenienti da un focolaio nella Repubblica del Congo», ha dichiarato il procuratore statunitense Jerome F. Gorgon Jr. in quel comunicato. «Pensateci bene».

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Munster ha una storia di legami con Fauci e con la ricerca sul guadagno di funzione

Munster è da tempo impegnata nella ricerca sull’acquisizione di nuove funzioni, inclusa la ricerca che potrebbe aver contribuito alla creazione in laboratorio del SARS-CoV-2.

 

Nel 2018, Munster è stato indicato come partner in una proposta per il Progetto DEFUSE. La proposta, presentata alla Defense Advanced Research Projects Agency ( DARPA ) del governo federale, prevedeva la modifica dei virus dei pipistrelli mediante l’inserimento di una proteina spike con un sito di clivaggio per la furina, che avrebbe permesso al virus di infettare i polmoni umani.

 

Secondo Thacker, «la DARPA ha negato i finanziamenti per DEFUSE, ma l’anno successivo un nuovo virus dei pipistrelli con un sito di clivaggio della furina ha iniziato a infettare gli esseri umani a Wuhan. Nessun altro virus strettamente imparentato con il virus COVID possiede questo sito di clivaggio della furina».

 

Ralph Baric, Ph.D., è stato l’autore principale della proposta DEFUSE e in seguito ha svolto un «ruolo centrale» con Fauci e altri funzionari e ricercatori della sanità pubblica nel promuovere la teoria “zoonotica” sull’origine del COVID-19.

 

Secondo Justin Goodman, vicepresidente senior per la difesa dei diritti e le politiche pubbliche presso White Coat Waste, un gruppo di controllo che ha indagato su Munster, «le impronte digitali di Munster sono sicuramente presenti nel famigerato piano con EcoHealth e il laboratorio di sperimentazione animale di Wuhan per creare un coronavirus simile a quello che ha causato il COVID».

 

Baric e Fauci hanno inoltre collaborato strettamente con Peter Daszak, Ph.D., ex presidente di EcoHealth Alliance, che aveva legami finanziari con l’Istituto di Virologia di Wuhan e che ha svolto un ruolo chiave nella promozione della teoria zoonotica.

 

Nel corso degli anni, Munster ha mantenuto i contatti con Daszak e EcoHealth Alliance, collaborando anche a una ricerca del 2022 sulla rilevazione del virus Nipah nei rifugi dei pipistrelli. Gli scienziati di Munster e di EcoHealth sono stati entrambi citati in un articolo di Science del 2017 sulla «caccia» al virus Ebola tra le colonie di pipistrelli africani.

 

Un’indagine condotta da White Coat Waste ha suggerito che Munster abbia svolto un ruolo significativo nell’aiutare EcoHealth Alliance ad ottenere finanziamenti dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) per il cosiddetto laboratorio sui pipistrelli «Wuhan West» presso la Colorado State University.

 

Secondo quanto rivelato da White Coat Waste, Munster è stato coautore della proposta del 2016 per il progetto «Wuhan West». Nel 2020, Munster ha richiesto finanziamenti al NIAID per il progetto. All’epoca, il NIAID era guidato da Fauci.

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Quale sarà il futuro di Munster e Kwe?

Entrambi gli uomini sono stati rilasciati su cauzione non garantita di 10.000 dollari.

 

L’udienza preliminare era prevista per il 26 agosto, ma la giuria ha emesso l’atto d’accusa il 20 agosto.

 

Dai documenti del tribunale risulta che l’udienza preliminare di Munster è fissata per il 2 settembre davanti a un giudice istruttore. Gli avvocati di Munster non hanno risposto alle richieste di commento.

 

Kwe comparirà in tribunale il 26 agosto. «A nome del signor Kwe, in questa fase lo si presume innocente e attenderemo gli sviluppi futuri del procedimento prima di rilasciare ulteriori commenti», ha dichiarato il suo avvocato Benton Martin al quotidiano The Defender.

 

L’atto d’accusa contiene anche disposizioni relative alla confisca dei beni, il che significa che il governo potrebbe rivalersi sui beni coinvolti nei presunti reati o sui proventi derivanti da essi, qualora gli imputati venissero condannati.

 

Il NIH non ha commentato le accuse, ma l’agenzia ha affermato che fornirà assistenza alle autorità giudiziarie nel caso.

 

«La questione è attualmente oggetto di indagine e il NIH sta collaborando pienamente con le forze dell’ordine e le autorità competenti», ha dichiarato l’agenzia in un comunicato.

 

In caso di condanna, entrambi i ricercatori rischiano fino a cinque anni di carcere.

 

Henrick Karoliszyn, DSW

 

© 25 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Immagine di NIAID via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

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Epidemie

Collaboratore di alto livello di Fauci si dichiara colpevole di accuse federali. Tradirà il suo capo?

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere informazioni relative alle origini del COVID-19. Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».   Un ex consigliere chiave del dottor Anthony Fauci si è dichiarato colpevole di occultamento di documenti pubblici relativi alle origini del COVID-19, nell’ambito di un patteggiamento raggiunto con i procuratori federali: uno sviluppo che, secondo alcuni esponenti politici e analisti, potrebbe coinvolgere Fauci.   Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere di ricerche – e di una sovvenzione federale revocata – relative alle origini del COVID-19.   Morens, inizialmente incriminato ad aprile con cinque capi d’accusa federali, ha dichiarato al giudice di aver intenzionalmente reindirizzato le comunicazioni al suo account di posta elettronica personale per proteggere Fauci e perché le email avrebbero potuto essere fraintese in futuro, qualora fossero state rese pubbliche.   Dai documenti depositati in tribunale emerge che alcune delle email sono state inoltrate informalmente a un alto funzionario del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID). Secondo la CBS News, il funzionario in questione è probabilmente Fauci, che ha diretto il NIAID fino a dicembre 2022. Morens ha ricoperto il ruolo di consulente senior nell’ufficio di Fauci al NIAID tra il 2006 e il 2022.   Morens ha dirottato i messaggi sulla sua email personale mentre si moltiplicavano le speculazioni sul fatto che il COVID-19 fosse emerso in natura, come affermavano pubblicamente all’epoca Fauci e altri funzionari dell’amministrazione Biden e virologi chiave, oppure fosse stato sviluppato presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, in Cina, e si fosse poi diffuso da lì.   In base all’accordo raggiunto con la procura, Morens rischia fino a cinque anni di carcere e una multa massima di 250.000 dollari, sebbene la sua pena potrebbe essere inferiore. Secondo il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ), «le condanne effettive per i reati federali sono in genere inferiori alle pene massime previste». La sentenza è prevista per il 12 novembre, come riportato da Politico.   «Dichiarandosi colpevole oggi, il dottor Morens si è assunto la responsabilità delle sue azioni e continuerà a farlo», ha affermato Tim Belevetz, avvocato di Morens, in una dichiarazione riportata dal Post.   James Billot, direttore di UnHerd, ha dichiarato a News24 Digital, testata australiana, che la dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta la «prima grande vittoria» nell’indagine sulle origini del COVID-19. «Vedremo presto emergere molti altri dettagli su questo argomento».   Secondo Politico, Fauci non è stato «accusato né incriminato per illeciti nel caso contro Morens e il suo nome non viene menzionato negli atti processuali».   Ma in un post su X, il senatore Rand Paul (repubblicano del Kentucky), che sta guidando l’indagine del Congresso sulle origini del COVID-19, ha suggerito che Fauci potrebbe essere implicato: «Un alleato di lunga data di Fauci si dichiara colpevole. La sua dichiarazione di colpevolezza potrebbe implicare il coinvolgimento di Anthony Fauci?», ha scritto Paul.

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Morens si vantava di essere in grado di «far sparire le email»

Nel corso della sua testimonianza davanti alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti nel 2024, Fauci negò di avere avuto uno stretto rapporto di lavoro con Morens, suggerendo che Morens non gli forniva consulenza su «politiche dell’istituto o altre questioni sostanziali».   Tuttavia, l’accordo di patteggiamento di Morens include una dichiarazione in cui ammette di essersi spesso consultato con un ricercatore esterno, Peter Daszak, Ph.D., all’epoca presidente dell’EcoHealth Alliance, per preparare briefing per Fauci che suggerivano che il COVID-19 avesse origini naturali.   In un’email del 2021 resa pubblica dalla Camera e citata da The Hill, Morens scrisse a Daszak: «Posso inviare materiale a Tony [Fauci] tramite la sua Gmail privata, oppure consegnarglielo di persona al lavoro o a casa. È troppo intelligente per lasciare che i colleghi gli mandino cose che potrebbero causargli problemi».   In un’altra email del 2021, Morens affermò di sapere come «far sparire le email dopo una richiesta FOIA», riferendosi alle richieste di accesso agli atti federali previste dal Freedom of Information Act.   John Leake, vicepresidente della McCullough Foundation e autore di Mind Viruses: America’s Irrational Obsessions, ha scritto su Substack che la dichiarazione di colpevolezza di Morens per un singolo capo d’accusa di cospirazione è «simile alla condanna di Al Capone per evasione fiscale». Leake ha suggerito che la dichiarazione di colpevolezza avrà un impatto minimo sull’indagine sulle origini del COVID-19.   «Sebbene Morens probabilmente sconterà una pena detentiva, la sua dichiarazione di colpevolezza e la sua condanna per questo particolare atto di frode mi sembrano un diversivo rispetto al problema principale», ha scritto Leake, riferendosi alla «creazione illegale e al successivo occultamento illegale di un’arma biologica in un laboratorio di biosicurezza cinese».   Ma per altri analisti e commentatori, l’attenzione sta tornando a concentrarsi su Fauci in seguito alla dichiarazione di colpevolezza di Morens.   Jeffrey Tucker, presidente e fondatore del Brownstone Institute, ha ipotizzato che Morens abbia probabilmente accettato di testimoniare contro altre persone in cambio del patteggiamento e, forse, di una pena più mite.   «Ora è disposto a parlare in cambio di una pena più lieve. Sicuramente parlerà e sarà affascinante sapere tutto quello che sa», ha detto Tucker.   Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., si è detto d’accordo. Ebright è stato un acceso critico della ricerca sul guadagno di funzione, che secondo i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio avrebbe probabilmente portato alla creazione in laboratorio del SARS-CoV-2 e alla sua successiva fuoriuscita dal laboratorio di Wuhan.   Ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».   «La dichiarazione di colpevolezza di Morens è un primo passo importante per assicurare alla giustizia i funzionari statunitensi che hanno finanziato la sconsiderata ricerca sul guadagno di funzione a Wuhan, che ha causato il COVID-19» ha detto Ebright.   «Sembra possibile, persino probabile, che Morens sia stato ‘ingannato’ dai procuratori e che la sua dichiarazione di colpevolezza sia il risultato di un patteggiamento in cui Morens ha accettato di testimoniare contro Fauci, Daszak… e altri».   L’accordo di patteggiamento di Morens prevedeva un fascicolo sigillato, il che, secondo Ebright, indica che Morens ha accettato di testimoniare contro altri: un’opinione condivisa dal ricercatore e autore James Lyons-Weiler, Ph.D., che ha scritto su Substack:   «Infine, poiché l’accordo di patteggiamento include un supplemento sigillato e una separata dichiarazione di fatto, la documentazione attualmente pubblica è incompleta. Tale lacuna è particolarmente rilevante per le speculazioni secondo cui Morens starebbe collaborando contro altri. Tale collaborazione è possibile in teoria, ma non può essere ragionevolmente dedotta dalla sola esistenza del documento sigillato».   «… Avevamo previsto che a [Morens] sarebbe stato offerto un patteggiamento e che le accuse specifiche sarebbero state ritirate in cambio della sua testimonianza contro Fauci e altri.»

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Morens ha ricevuto regali per «marachelle dietro le quinte» L’atto d’accusa contro Morens faceva ampio riferimento a due complici, indicati come «Co-cospiratore 1» e «Co-cospiratore 2».   Secondo il Post, i documenti resi pubblici nell’ambito dell’indagine del Congresso indicano che le due persone in questione sono Daszak e il dottor Gerald Keusch, ex direttore del Fogarty International Center del NIH, che finanziava scienziati stranieri.   Secondo quanto riportato dal Post, Morens, Daszak e Keusch «hanno discusso ripetutamente della possibilità di limitare le loro conversazioni alle email private».   Sotto la guida di Daszak, l’EcoHealth Alliance ha ricevuto una sovvenzione dai National Institutes of Health (NIH), l’agenzia madre del NIAID, per uno studio intitolato «Comprendere il rischio di emergenza del coronavirus nei pipistrelli». Il laboratorio di Wuhan ha successivamente ricevuto un sub-finanziamento dall’EcoHealth Alliance, a sua volta finanziato dalla sovvenzione.   Nell’ambito del patteggiamento, Morens ha ammesso di aver ricevuto «gratificazioni illegali» da Daszak, tra cui pasti in ristoranti stellati Michelin e bottiglie di vino, come ringraziamento per i suoi «consigli, il suo supporto e i suoi intrighi dietro le quinte» nell’aiutare Daszak a «ripristinare la sospensione del finanziamento per la ricerca sul coronavirus dei pipistrelli e a contrastare la narrazione secondo cui il COVID-19 sarebbe fuoriuscito da un laboratorio».   Secondo il Dipartimento di Giustizia, «Morens avrebbe poi individuato un atto ufficiale che avrebbe potuto compiere per ‘meritarsi’ il regalo, ovvero scrivere un commento scientifico su un’importante rivista medica in cui sosteneva che il COVID-19 avesse origini naturali».   Ad aprile, il New York Post ha riportato che il commento è probabilmente un articolo di cui Morens è coautore, pubblicato nel luglio 2020 sull’American Journal of Tropical Medicine and Hygiene.   Tucker ha affermato che Morens era «un intellettuale promettente» che «si è convertito al lato oscuro» agendo su «ordine di Fauci», tra cui la pubblicazione di articoli su riviste scientifiche a sostegno della narrativa ufficiale sul COVID-19.   Tucker ha citato un articolo del settembre 2020, scritto da Morens in collaborazione con Fauci e pubblicato sulla rivista Cell, in cui si auspicava la «ricostruzione delle infrastrutture dell’esistenza umana».   «Era distopico all’estremo e lui lo sapeva», ha detto Tucker. «Rifletteva il suo stato d’animo: l’assurdità al servizio del potere».

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Altri collaboratori di Fauci faranno a gara per «denunciarsi a vicenda» in cambio di patteggiamenti?

La dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta l’ultimo sviluppo nell’indagine congressuale in corso sulle origini del COVID-19. Nel 2024, quando testimoniò davanti al Congresso nell’ambito dell’indagine  Morens negò di aver tentato di eludere la legge federale instradando le comunicazioni attraverso il suo account di posta elettronica personale.   All’inizio di questo mese, Paul ha segnalato Fauci al Dipartimento di Giustizia per oltraggio al Congresso, per essersi rifiutato di rispondere alle domande durante l’udienza del mese scorso. Secondo il Washington Post, il Dipartimento di Giustizia sta esaminando la richiesta. È la terza volta che Paul segnala Fauci al Dipartimento di Giustizia per possibili accuse penali.   La settimana scorsa, Fauci ha rifiutato la richiesta di comparire volontariamente davanti a un’altra commissione del Senato.   Negli ultimi istanti del suo mandato, lo scorso anno, l’allora presidente Joe Biden concesse preventivamente la grazia a Fauci per tutti i suoi atti ufficiali risalenti al 2014, anno in cui il NIH approvò un finanziamento per la ricerca di Daszak sul coronavirus nei pipistrelli.   Esperti legali avevano precedentemente dichiarato a The Defender che, sebbene la grazia protegga Fauci da procedimenti penali federali per i suoi atti ufficiali, non impedisce agli Stati di sporgere denuncia contro di lui. Inoltre, non lo protegge dalle accuse di oltraggio al Congresso o di falsa testimonianza in successive deposizioni.   Nel 2024, il dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha sospeso tutti i finanziamenti a EcoHealth Alliance dopo aver constatato che l’organizzazione non aveva monitorato adeguatamente gli esperimenti sul coronavirus.   Ad aprile, il NIH avrebbe revocato tutti i finanziamenti concessi al virologo Ralph Baric, Ph.D., che aveva collaborato con Fauci e i ricercatori del laboratorio di Wuhan prima e durante la pandemia di COVID-19.   A giugno, l’FBI ha incriminato due ricercatori del NIH, tra cui Vincent Munster, Ph.D., legato a Fauci, con l’accusa di aver introdotto clandestinamente negli Stati Uniti, all’inizio di quest’anno, il virus del mosaico del mais (mpox) e altri agenti patogeni pericolosi.   Documenti resi pubblici il mese scorso suggeriscono che nel 2021 l’FBI abbia fatto pressioni sugli agenti della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi affinché non interrogassero Daszak al suo rientro negli Stati Uniti dalla Cina, dove si era recato nell’ambito di un’indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle origini del COVID-19.   L’anno scorso, Daszak è diventato presidente di Nature.Health.Global, un’organizzazione no-profit che svolge ricerche sulla salute pubblica e sulla prevenzione delle pandemie. Morens lavora per questa organizzazione.   Ebright ha suggerito che «ora è iniziata la corsa ai topi» per gli ex stretti collaboratori e alleati di Fauci, che si «denunciano a vicenda».   «Morens, Daszak, Keusch e gli altri probabilmente stanno già facendo a gara per essere i primi a collaborare e quindi ad accaparrarsi i migliori accordi di patteggiamento».   Michael Nevradakis Ph.D.   © 19 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.    

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Epidemie

Fauci si rifiuta di comparire davanti alla commissione del Senato

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Il dottor Anthony Fauci si è rifiutato di presentarsi al Campidoglio di Washington per deporre a porte chiuse dopo la sua audizione del 29 luglio davanti alla Commissione per la Sicurezza Interna del Senato (SHSC), durante la quale non ha risposto alle domande sulla sua responsabilità nell’origine e nella cattiva gestione della crisi COVID-19, invocando il Quinto Emendamento oltre 100 volte nonostante avesse ricevuto la grazia generale dal presidente Joe Biden. Lo riporta LifeSite.

 

Una settimana dopo, i membri repubblicani della commissione hanno votato all’unanimità per deferire Fauci al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) con l’accusa di oltraggio al Congresso.

 

Nonostante il silenzio impassibile di Fauci durante l’udienza televisiva del 29 luglio, i senatori intendono ancora ottenere risposte, ma Fauci continua a ripararsi dietro i suoi costosi avvocati.

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«L’avvocato del dottor Fauci ci ha appena informato che Fauci si rifiuta di presentarsi per un’intervista privata trascritta», ha scritto il senatore repubblicano statunitense Ron Johnson del Wisconsin, che insieme al senatore repubblicano statunitense Rand Paul del Kentucky da tempo cerca di ritenere l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) responsabile del suo ruolo durante la pandemia.

 

«Il popolo americano merita risposte a domande legittime riguardo alla nostra disastrosa gestione della pandemia di COVID-19», ha dichiarato Johnson. «Ad alcune di queste domande può rispondere solo il dottor Fauci. Una volta ha affermato con arroganza di essere “molto felice di testimoniare davanti a qualsiasi commissione di controllo del Congresso. Non ho nulla da nascondere”».

 

«A quanto pare, ha molto da nascondere», ha aggiunto il Johnson.

 

«Dato che Fauci si rifiuta di parlare del suo ruolo e delle decisioni prese in relazione al COVID-19, la mia sottocommissione continuerà a richiedere i suoi documenti e a chiedere di parlare con le persone chiave con cui ha collaborato. Valuteremo le opzioni legali a nostra disposizione prima di decidere i prossimi passi», ha promesso il senatore del Wisconsin.

 

Il senatore Johnson, grande critico della follia pandemica e vaccinale che ricopre anche la carica di presidente della Sottocommissione permanente per le indagini del Senato, ha inviato lettere agli ex funzionari della Food and Drug Administration (FDA) dottor Peter Marks, dottor Narayan Nair, dottor Steven Anderson e dottor Manette Niu, nonché a Fauci, richiedendo la trascrizione delle interviste sul loro ruolo nella risposta alla pandemia di COVID-19, compresa la sicurezza e l’efficacia dei vaccini contro il COVID-19.

 

Il 29 aprile Johnson ha pubblicato un rapporto preliminare che descriveva in dettaglio come alti funzionari della FDA avessero ignorato gli avvertimenti secondo cui il loro sistema di monitoraggio della sicurezza dei vaccini nascondeva segnali di pericolo per i vaccini contro il COVID-19.

 

Nella sua lettera a Fauci, Johnson ha scritto: «Voglio darle un’altra opportunità per fornire la necessaria trasparenza sulla pandemia di COVID-19 e sulla risposta del governo ad essa, compresi i trattamenti precoci e lo sviluppo, la distribuzione, il monitoraggio della sicurezza e l’efficacia dei vaccini contro il COVID-19».

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Come riportato da Renovatio 21, in settimana Fauci sapeva del rischio di aborto spontaneo legato al vaccino anti-COVID.

 

Fauci, che dinanzi al Congresso si è avvalso del Quinto Emendamento (la facoltà di non rispondere per non incriminarsi) ben 111 volte, non rispondendo di fatto a nulla di quanto gli chiedevano i senatori, sarebbe ora oggetto di un’indagine annunciata dal procuratore generale della Florida.

 

Nei documenti desecretati dall’ex diretttrice dell’Intelligence nazionale americana Tulsi Gabbard è rivelato che Fauci finanziava la ricerca che diede origine al COVID, e condusse l’insabbiamento con lo spionaggio USA. Al contempo, dai documenti appare che Fauci sapesse dell’origine laboratoriale del coronavirus di Wuhano e pure della scarsa efficacia dei vaccini mRNA.

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 Immagine di Sdkb via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata

 

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