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Pensiero

Il manifesto di Tucker Carlson per la Rinascita degli USA. È in arrivo un terzo partito americano?

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Sta generando molto interesse, negli Stati Uniti e oltre, un lungo monologo di Tucker Carlson uscito in queste ore, dove sembra voler redigere una sorta di manifesto per l’America post-trumpiana, ritenendo che il popolo è stato, ancora una volta, tradito dall’élite.

 

Il monologo-manifesto esce in concomitanza con le voci sulla creazione di un terzo partito che spezzerebbe il duopolio del Partito Repubblicano e Democratico, considerati oramai come intercambiabili, un partito unico (Unaparty, secondo il gergo di Washington) che fa sempre le stesse cose per gli stessi padroni.

 

I rumors sulla creazione del terzo partito si erano impennate in settimana quando era apparsa su X una foto che mostrava i più vocali dissidenti repubblicani dell’amministrazione Trump Marjorie Taylor Greene, Thomas Massie e Joe Kent seduti al tavolo di casa Carlson.

 

 

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Non è più possibile parlare di fronda, in quanto tutti costoro sono stati di fatto liquidati dal Partito Repubblicano, che ha accettato la guerra trumpiana pro-Israele a Ormuzzo e pure, per rimanere nel macroscopico, ulteriori coperture dello scandalo Epstein, per dire solo alcune delle cose che fanno gridare alla vera base MAGA al tradimento. Si aggiunge l’incredibile legge che fonderà eserciti e Intelligence militari di USA e Israele, una follia che fa comprendere come oramai la sudditanza della politica americana allo Stato Ebraico sia slatentizzata sino alla tracotanza più grottesca (chuzpah, in yiddish).

 

Di fatto, molta parte della nuova piattaforma partutuca in via di costruzione sembra essere il rifiuto dell’influenza israeliana nella politica e nella società USA. 

 

Sotto riportiamo la traduzione integrale del discorso di Carlson.

 

Per riassumenre Carlson sostiene che ogni sistema esiste per proteggere gli interessi di chi governa e serve: un predicatore cura le anime, un presidente difende i cittadini. Oggi invece le élite («la classe Epstein») agiscono soprattutto per sé stesse, si esentano dalle regole che impongono agli altri e generano frustrazione e risentimento.

 

Peggio ancora, il sistema è ormai paralizzato e incapace di reagire alle due minacce più gravi della storia: la guerra nucleare (conflitti in Ucraina e Medio Oriente che si stanno fondendo, con minacce aperte all’uso di armi di distruzione di massa) e l’Intelligenza Artificiale (che i suoi stessi sviluppatori ammettono potrebbe eliminare posti di lavoro o, nel peggiore dei casi, l’umanità). Un sistema che non riesce nemmeno ad affrontare queste realtà è destinato a finire.

 

Non basterà un terzo partito o soluzioni tecnocratiche, dice il Carlson. Serve un consenso popolare su obiettivi chiari, basato sul dire sempre la verità ad alta voce. Le parole, più delle strutture materiali, sono l’eredità duratura delle civiltà.

 

Tucker propone quindi dieci principi di ciò che l’America dovrebbe essere (e in parte è stata):

 

1. Equa: trattamento uguale secondo standard oggettivi e immutabili, perché ogni persona ha uguale valore e diritti. Privilegi di classe, etnia o connessioni (come nel caso Epstein o nelle ammissioni universitarie) distruggono la coesione.

 

2. Sovrana – Libera da influenze estere (lobby, potenze straniere) e dal debito, che è una forma di schiavitù sia a livello nazionale sia personale. L’usura e la cultura del credito scoraggiano l’indipendenza.

 

3. Produttiva – Deve produrre cose utili, belle e durature, non solo armi, sorveglianza, finanza e speculazione immobiliare. Valorizzare la terra e l’agricoltura (le «fruited plains») come patrimonio fondamentale, non come risorsa da sfruttare o dare in garanzia del debito.

 

4. Bella – Bellezza e pulizia ennobliscono; bruttezza, sporcizia, graffiti e disordine demoralizzano. È possibile e necessario eliminare criminalità, degrado e architettura brutale; non è fascismo, è rispetto per sé stessi e per gli altri.

 

5. Sana – Fisicamente vigorosa e spiritualmente sobria. Rifiutare cibo-veleno e la medicalizzazione di massa (psicofarmaci, amphetamine, benzodiazepine) che rende le persone meno umane e meno lucide. La sofferenza fa parte della crescita.

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6. Onesta – Mentire è sempre sbagliato. Se è reato mentire al governo, deve esserlo anche per il governo mentire ai cittadini. Abolire l’abuso della secretazione dei documenti, che serve soprattutto a coprire corruzione.

 

7. Ottimista – L’ottimismo nasce dal pensare al futuro, cioè dall’avere e mettere al centro i figli. Una società senza figli e senza orizzonte generazionale diventa predatoria e cinica.

 

8. Saggia – Educare alla natura umana immutabile e alla realtà fisica (come funzionano cibo, energia, acqua), non a mode tecnologiche o ideologie blank-slate. La saggezza, non i titoli di studio, prepara le persone alla vita.

 

9. Decente – Pro-umana, attenta agli individui più che a sistemi o macchine. Rifiutare guerre non difensive, uccisioni di civili, doppi standard fiscali che privilegiano la finanza sul lavoro. La decenza è la base del rispetto di sé e del Paese.

 

10. Unita – Una nazione con un’identità condivisa. Fermare l’immigrazione di massa (non giustificata economicamente e incompatibile con l’impatto dell’AI) e affermare l’inglese come lingua comune. Senza coesione culturale il Paese si frammenta.

 

In sintesi: il sistema attuale è corrotto, paralizzato e suicida. Per sostituirlo con qualcosa di vivo e pro-umano occorre innanzitutto dire la verità e ricostruire un consenso intorno a questi dieci principi fondamentali.

 

Di seguito, riportiamo il monologo, intitolato «It’s Time to Save America» («È ora di salvare l’America») in versione integrale. 

 

 

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Lo scopo di qualsiasi sistema è proteggere gli interessi delle persone che serve e governa. È nella sua natura. Quindi qual è il lavoro di un predicatore? È quello di prendersi cura delle anime dei suoi fedeli. Qual è il lavoro di un presidente? È quello di tutelare e proteggere gli interessi dei suoi cittadini. Davvero molto semplice. È insito nella definizione stessa.

 

Quindi è ovvio da un po’ di tempo che il nostro sistema non funziona come dovrebbe perché le persone che lo gestiscono sembrano preoccuparsi soprattutto, non esclusivamente, ma soprattutto… dei propri interessi e lo si vede ovunque. I dipendenti pubblici guadagnano più del cittadino americano medio e questo lo dice chiaramente, ma lo si vede dappertutto, in ogni istituzione della vita americana. Molte di esse sembrano essere gestite principalmente a beneficio di chi le gestisce e questo è un male. E lo nascondono meno che mai.

 

Voglio dire, se ne vanno a comprare isole private e si esentano dalle regole che valgono per tutti. Questo ha causato enorme frustrazione e risentimento tra la gente comune. È come dire: «Aspetta un attimo, non stai rispettando le tue stesse regole. Io devo stare a casa durante il COVID e tu vai alla French Laundry [prestigioso ristorante nei pressi di San Francisco dove era stato sorpreso, in pieno lockdown, il governatore democratico della California Gavino Newsome, ndr]. Perché sei diventato un re?». E la risposta è: «Sì, più o meno».

 

Quindi si tratta di un degrado del sistema molto riconoscibile. Col tempo diventa sempre più corrotto e le persone al potere lo usano a proprio vantaggio, per il bene delle loro famiglie e dei loro amici. Dopo un po’, lo si definisce la classe Epstein, perché è esattamente ciò che è. È un gruppo di persone egoiste che agiscono per il proprio interesse contro il tuo. Bene. E questo, di nuovo, è sbagliato. Ma può andare avanti a fatica per molto tempo, perché questa è la natura dei sistemi. L’Impero Ottomano è passato dal conquistare mezzo mondo a essere piuttosto patetico e sostanzialmente concentrato solo sull’harem. E alla fine, beh, si è dissolto.

 

Tuttavia qualcosa di diverso è successo al nostro sistema ed è diventato evidente di recente. Una cosa è avere un sistema gestito da persone che pensano solo ai propri interessi e non ai vostri, un’altra è avere un sistema totalmente incapace di reagire alla realtà, un sistema praticamente paralizzato. E purtroppo, questo è il sistema che abbiamo ora, e lo sappiamo. Perché le due più grandi minacce, probabilmente di tutta la storia, ovvero la guerra nucleare e l’Intelligenza Artificiale, incombono proprio davanti a noi e nessuno nella nostra società, in una posizione di autorità, sembra in grado di reagire o persino di riconoscere che questo sta accadendo. È come se fossero congelati, a fissare gli alberi che si avvicinano al parabrezza a 110 chilometri all’ora. È proprio questa la sensazione. E se ascoltate attentamente, è proprio lì che ci troviamo.

 

 

Quindi, se questa traiettoria si mantiene, ci stiamo muovendo verso uno scambio nucleare. Perché abbiamo due conflitti, uno in Medio Oriente e uno nel Vicino Oriente, nell’Europa orientale, Ucraina e Iran, che improvvisamente si stanno fondendo. E cosa significa? Significa una guerra mondiale. E abbiamo due fazioni con posizioni sostanzialmente inflessibili, senza entrare nei dettagli. Se state seguendo la vicenda, se fate parte di quella piccola percentuale di americani che la seguono, lo sapete già.

 

Non c’è una soluzione ovvia a nessuno dei due conflitti a breve termine, eppure la posta in gioco non potrebbe essere più alta e, naturalmente, i principali partecipanti a entrambe le guerre, che ora si stanno unendo, sono dotati di armi nucleari e ritengono che questo, per usare un termine ormai abusato, sia esistenziale per loro e quindi, a meno che l’angolo d’attacco, la traiettoria, non cambi molto presto, finiremo inevitabilmente con l’uso di armi di distruzione di massa.

 

E abbiamo uno dei partecipanti, il presidente degli Stati Uniti, che minaccia apertamente, già sui social media, su internet, affinché tutti lo vedano, che elimineremo la vostra civiltà. Beh, ovviamente non si può fare con i missili Tomahawk, ma si può fare con le armi nucleari. Quindi abbiamo il presidente degli Stati Uniti, qualunque cosa vi dicano, che minaccia apertamente l’uso di armi nucleari in un conflitto che non ha una soluzione immediata o ovvia. Dove ci porterà tutto questo? Beh, verso un attacco nucleare.

 

E cosa succederà poi? Dio solo lo sa. Ma se riuscite anche solo a convivere con questo fatto, se riuscite anche solo a dire o a riconoscere senza parole che sì, questo potrebbe finire con qualcuno che scatena armi nucleari contro popolazioni civili, siete già fuori di testa. Avete già dimostrato di essere incapaci di leadership perché è una follia. È più che sconsiderato.

 

È, beh, ​​letteralmente suicida e omicida. E come minimo, siete paralizzati. Non potete agire in difesa, non solo del vostro Paese o della vostra civiltà, ma nemmeno di voi stessi. Ma questa è la situazione in cui ci troviamo. E lo stesso vale per l’Intelligenza Artificiale. Ora, ovviamente, non si sa, come con le guerre in Ucraina e in Iran, dove finirà l’IA e forse è solo una grande bolla. Sapete, era la bolla tecnologica del 2000. È Pets.com [sito di fine anni Novanta, diventato simbolo della bolla finanziaria delle aziende internet che scoppiò ad inizio milennio, ndr], 100 volte più grande, forse.

 

O forse le previsioni di chi sta sviluppando questa tecnologia si riveleranno vere, ovvero che sarà la fine del mondo. Nella migliore delle ipotesi, cederemo alle macchine la nostra capacità di prendere decisioni importanti per la nostra vita. Metteremo le macchine al comando delle nostre vite. Questa è la migliore delle ipotesi. E nella peggiore, le macchine decideranno di ucciderci tutti e lo faranno, e non potremo farci niente. Questo è quello che dicono. Non, sai, i profitti apocalittici di Twitter. Ma le persone che stanno sviluppando questa tecnologia dicono: «A proposito, questa cosa che stiamo creando potrebbe uccidere tutti e, come minimo, farà sì che i vostri figli, nipoti e probabilmente anche voi non avrete un lavoro».

 

E, immagino, faremo qualcosa al riguardo, ma non è chiaro cosa. E questo accadrà tra circa un anno.Eh? La cosa notevole non è solo che le persone che lo fanno lo ammettono, che cercano davvero di attirare la nostra attenzione dicendoci che stiamo facendo questo, ma che nessuno sta facendo niente. Sono semplicemente ipnotizzati, con lo sguardo fisso su questa cosa che potrebbe essere la fine di tutto. Chi si comporta così? Beh, le persone normali non si comportano così, e certamente ai sistemi funzionanti non piace.

 

Quindi, senza dilungarmi troppo, cosa ci dice questo? Ci dice che il sistema ha raggiunto la fine. Non è un sistema che lavora per conto di nessuno. È un sistema destinato a una distruzione probabilmente imminente. Quindi sta per scomparire. E sappiamo bene che qualsiasi sistema che preferisce che a gestirlo siano degli ottantenni, degli ottantenni cinici, non durerà a lungo. Non si riproduce nello stesso modo in cui non si riproducono gli ottantenni. È la fine. Ed è così. Ed è triste. E di certo abbiamo passato molto tempo a lamentarci. Ma a questo punto, è semplicemente vero.

 

E quindi vale la pena pensare a cosa succederà dopo. Beh, qualcosa, ammesso che siamo tutti qui, e bisogna darlo per scontato, è certamente auspicabile. E anche se non fosse vero, bisogna comunque prepararsi, perché non lo sappiamo. Quindi qualcosa arriverà, qualcosa sostituirà il sistema. E la speranza più grande è che questa sostituzione, qualunque cosa accada, sia il risultato di un processo graduale che le persone abbiano il tempo di assimilare e accettare. Che non ci sia un cambiamento brusco, perché un cambiamento brusco è una leadership politica, o, beh, si chiamano rivoluzioni, e in genere non sono un miglioramento rispetto a ciò che sostituiscono, e hanno comunque i loro lati negativi.

 

Quindi si spera che questo si evolva in qualche modo in qualcosa di meno folle, meno distaccato dalla sua missione principale, che è quella di servire le persone che vivono qui, e più umano e più pro-umano, eccetera, che sia semplicemente migliore. In ogni modo lo si spera, ma in ogni caso stiamo ottenendo qualcosa di diverso. E la domanda è cosa sarà e, di nuovo, non lo sappiamo.

 

Sappiamo che i cambiamenti tecnologici o gli spostamenti di potere a livello globale, tutti questi fatti sul campo, sono accompagnati da cambiamenti politici. I cambiamenti politici seguono questi cambiamenti. Non comprendono appieno questi cambiamenti, le loro risposte a questi cambiamenti e quindi stiamo assistendo a cambiamenti politici che troveranno espressione politica.

 

E sarà un terzo partito? Probabilmente. Il fatto più radicalizzante della politica americana nell’ultimo, non so, secolo è la conferma che abbiamo avuto intorno al 28 febbraio che i partiti sulle grandi questioni sono identici. Trump avvia l’unica cosa che aveva detto che non avrebbe mai fatto, una guerra per il cambio di regime in Medio Oriente contro l’Iran, un Paese molto più grande e potente dell’ultimo cambio di regime che abbiamo tentato, che non ha funzionato. E non ci furono proteste contro di esso,Perché, ovviamente, i leader dell’altro partito, i suoi presunti nemici, erano completamente d’accordo con lui, così come lo erano fondamentalmente con il suo bilancio, e certamente con il codice fiscale che aveva approvato.

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E questo cosa ci dice? Almeno una cosa: sulle questioni che contano davvero, le espressioni più ovvie e storicamente significative dell’esercizio del potere, ovvero la politica estera e il bilancio e il codice fiscale, i partiti sono allineati. Sono uguali, hanno la stessa agenda. Esattamente la stessa agenda e si mettono in scena tutta questa sceneggiata per convincerci.

 

No, siamo davvero nemici giurati, ma lo sono davvero? No, non lo sono. E ancora una volta, giusto per ribadire l’ovvio perché non si ripete mai abbastanza, se gli oppositori di Trump si opponessero davvero a ciò che sta facendo, beh, allora avremmo gente in piazza, come è noto, e il partito la cui intera identità si basa sul fatto che la gente scenda in piazza e manifesti per questo, quello o quell’altro, soprattutto per la pace, manifesterebbe per la pace e contro questa guerra, ma non lo fa.

 

E perché non lo fa? Perché sono contrari, ecco perché. Non per lamentarsi, ma solo per preparare il terreno. Per la prossima fase della nostra vita come cittadini americani, sappiamo che i partiti sono allineati sulle questioni che contano contro la popolazione.

 

Ora, come facciamo a sapere che è contro la popolazione? Perché abbiamo i sondaggi d’opinione pubblica e potrebbero non essere precisissimi, ma col tempo otteniamo un quadro abbastanza chiaro delle priorità delle persone. E le grandi cose che il governo degli Stati Uniti, appoggiato da entrambi i partiti, sta facendo, ovvero spiarvi di più, spostare una quota sempre crescente del prodotto interno lordo a una percentuale sempre più piccola della popolazione, invadere paesi, spendere 1.500 miliardi di dollari all’anno per un esercito, non essere in grado di vincere una guerra, eccetera, eccetera, eccetera.

 

Tutte le cose che stanno facendo, le cose importanti. La popolazione non le vuole. E sono davvero preoccupati, nonostante le continue lamentele dei loro leader sul prezzo dei burritos [pietanza messicana divenuta, negli ultimi anni, sinonimo di pasto economico, come un tempo era l’hamburgherro, ndr]. E potresti dire: «Beh, sei terribilmente ottuso e non dovresti mangiare burrito da 20 dollari», ma sai, forse la gente vuole scegliere cosa mangiare e non vuole pagare il 30% in più in un anno o qualunque sia la cifra, ma è comunque un aumento notevole.

 

Quindi, se ti importasse davvero di ciò che la gente vuole, lo prenderesti sul serio. Ma come già detto, non solo chi è al comando non si preoccupa di ciò che vuoi, ma è attivamente ostile a ciò che desideri e il fatto che tu lo voglia è per loro la prova che è illegittimo. Beh, non dovresti volerlo. Piccolo viziato. Cosa sei, uno studente universitario? Quelli che non avranno lavoro a causa dell’IA? Ci hanno investito tutti? Voglio dire, vedi, è tutto troppo scollegato per poter continuare. Quindi. Probabilmente ci sarà una terza parte o più parti. È questo il sistema migliore? Non lo so.

 

È meglio di quello che abbiamo. Sarà sufficiente? Questa è la domanda e la risposta, la risposta difficile, è no. Perché quando senti la gente dire «beh, non c’è una soluzione politica a questo», beh, certo che tifi per una soluzione politica perché l’alternativa è qualcosa, sai, cinetica come si dice, e non la vuoi. Non vuoi la violenza di nessun tipo. Ma sai anche che non ci sono soluzioni politiche a niente, davvero in nessun sistema, perché la società si comporta in modo coerente nel tempo con i valori e le preoccupazioni delle persone che ci vivono. Il che significa che, se vuoi cambiare il comportamento umano, approvare leggi contro di esso non ti porta a questo risultato.

 

Ciò che ti porta a questo risultato è convincere le persone che è la cosa giusta da fare. Ovviamente, non c’è una legge contro l’urlare parolacce al tuo bambino al Walmart, probabilmente, o certamente nel parcheggio, non puoi essere arrestato per questo. Non c’è una legge che dice che non puoi usare un linguaggio volgare con i tuoi figli, ma chi lo fa? Beh, pochissime persone. Perché se provi a fare una cosa del genere, a mostrare il dito medio a una vecchietta sulle strisce pedonali, probabilmente non è illegale. Nessuno lo fa, perché? Perché se ci provi, ovviamente la gente ti dice: «Cosa stai facendo? È disgustoso». E quindi non lo fai.

 

In altre parole, se vuoi cambiare una società, sì, hai sicuramente bisogno di più opzioni sulla scheda elettorale. Hai sicuramente bisogno di leader che vogliano servire i cittadini del Paese, perché si preoccupano dei cittadini del Paese. Ovviamente il servizio viene dalla cura, se ami qualcuno vuoi servire quella persona, ovviamente. Ma più di ogni altra cosa hai bisogno di una popolazione che abbia obiettivi chiari, che sappia quale dovrebbe essere il programma, non mostrare il dito medio alle vecchiette sulle strisce pedonali, semplicemente non farlo, siamo tutti d’accordo. Hai bisogno di un consenso su ciò che stiamo facendo qui. Qual è il senso di tutto questo? È da lì che devi iniziare. E si scopre che se c’è quel consenso, molti problemi si risolvono nel tempo, non immediatamente.

 

Alcuni problemi sono, se non irrisolvibili, molto complessi. Ma se si azzeccano i principi fondamentali, le cose tendono a migliorare col tempo. E se non si fa così, peggiorano inesorabilmente. Questo lo sappiamo. E quindi qualsiasi tentativo di risolvere i problemi sistemici dell’America con soluzioni tecnocratiche è per definizione destinato al fallimento, perché non affronta le cause che ci hanno portato a questa situazione.

 

Come siamo finiti con un debito di mille miliardi di dollari? Migliaia e trilioni di dollari, un debito insostenibile. Beh, perché abbiamo continuato a eleggere persone che lo hanno aumentato, incluso l’attuale inquilino della Casa Bianca. Ora, perché l’abbiamo fatto? Beh, perché abbiamo una comprensione piuttosto distorta di cosa sia il debito e di cosa faccia alle persone e alle nazioni. Semplicemente, non ci poniamo gli obiettivi giusti. Non pensiamo che sia importante evitare il debito. E se lo pensassimo, probabilmente nel corso di tanti decenni non avremmo accumulato un debito insostenibile che, di fatto, ci controlla.

 

Tutto questo ci riporta a una delle cose che nessuno in politica ammette mai ad alta voce, ma che è semplicemente vera. Ovvero, la cosa più importante che si possa fare se si vuole cambiare un mondo, una regione, una civiltà, una nazione, un quartiere, una persona. La cosa più importante è dire la verità ad alta voce, sempre. Le parole sono la cosa più importante. Non sono la soluzione completa, ma sono l’inizio del cambiamento. Dite la verità, ad alta voce. Dite ciò che è vero. E ci sono molti modi per dimostrarlo, ma… Gli unici resti significativi che abbiamo di qualsiasi civiltà passata sono le idee che promuoveva, le parole che pronunciava. E nella misura in cui queste sono sopravvissute, hanno influenzato le generazioni successive.

 

L’eredità più importante dell’Impero Romano non è il suo acquedotto, alcuni dei quali sono ancora in piedi perché erano architetti straordinari e grandi costruttori che usavano la pietra, non il cemento armato. E tutto ciò è impressionante. Ma l’eredità più duratura di Roma, naturalmente, è il Cristianesimo. Con Costantino era la religione di stato ed è ancora la religione più diffusa al mondo.

 

Quindi sono le parole che contano. Soprattutto, ed è per questo che i tiranni, e in realtà tutti i governi, cercano di limitare ciò che puoi dire. È la prima cosa che fanno. Prima ancora di cercare di disarmarti, cercano di dirti cosa devi dire. E quindi abbiamo pensato che sarebbe stato utile definire gli obiettivi di ciò che verrà dopo. E troverà ogni sorta di espressione. E speriamo che sia meglio di quello che abbiamo, ma sappiamo che sarà diverso da quello che abbiamo avuto perché quello che abbiamo letteralmente non funziona. Non è in grado di proteggersi dalle più grandi minacce della storia umana.

 

Quindi ecco le 10 cose che, alla fine dei conti, l’America dovrebbe essere, e probabilmente è stata in passato, ma certamente dovrebbe essere. E se le adotti, se le condividi, e non dovrebbe essere difficile perché quasi tutti sono d’accordo, allora puoi davvero sperare che il sistema sarà più reattivo, certamente non sarà suicida, che il Paese stesso sarà vibrante. Vivo e non morente. Non vivrà più del suo patrimonio culturale, che ancora utilizziamo, e che sta diventando un po’ scarso. Quando le cose migliori della tua società, dai documenti fondativi all’architettura, sono tutte cose create prima che i tuoi nonni nascessero, è un problema. Anzi, è la fine.

 

Quindi cos’è la rinascita? Beh, la rinascita inizia con l’affermare ciò che vuoi essere. Cosa dovrebbe essere l’America? E la prima cosa che l’America dovrebbe essere è giusta. L’America dovrebbe essere giusta, ora. Non solo l’America dovrebbe essere giusta, ma l’America è stata creata per essere giusta. Questo è il senso stesso dell’America. Beh, non è mai stata giusta. Sì, ma questo non cambia il fatto che quello è sempre stato l’obiettivo e quando smetti di cercare di trovare l’obiettivo non hai alcuna speranza di raggiungerlo. Quindi questo Paese ha bisogno prima di tutto di un rinnovato impegno per l’equità, che, te lo ricordo, è un tuo diritto di nascita.

 

L’equità ti è promessa da Dio. E come lo sappiamo? Perché sappiamo che Dio ha creato ogni persona. I padri fondatori lo sapevano. Che fossero cristiani ortodossi o meno, nessuno di loro dubitava che lo scopo di questo progetto fosse garantire l’equità intrinseca, che deriva dall’uguaglianza intrinseca di tutti i popoli perché condividono un’origine comune, che è Dio.

 

Cosa significa? Significa che hai il diritto di essere trattato secondo principi e standard oggettivi immutabili, standard che non cambiano a seconda di chi viene giudicato. Questa è la chiave di tutto. Questa è la chiave, naturalmente, del nostro sistema giudiziario ed è stata anche, a un certo punto, un principio guida nei nostri accordi economici.

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Alcune persone saranno pagate di più, altre di meno, in base alle loro capacità o al loro lavoro: questo è sempre stato l’obiettivo. Ma in definitiva, tutti erano esseri umani e meritavano dignità. C’era un principio di equità in questo. Ed era considerato totalmente inaccettabile vivere in un sistema in cui i risultati erano determinati da accordi sottobanco, conoscenze o luogo di nascita. Certo, un po’ di questo c’è sempre stato, le persone sono fatte così, ma non può mai essere accettabile. L’equità deve essere l’obiettivo. L’equità, e l’equità deriva ancora una volta dalla consapevolezza che ogni persona è, a un livello fondamentale, uguale, e questo significa che possiamo giudicare le azioni di chiunque con gli stessi identici standard. Nessuno è esentato.

 

E poiché nessuno ha un passato, possiamo essere uniti nonostante le nostre differenze. E lo sappiamo perché sappiamo che il modo più rapido per dividere le persone, intenzionalmente o meno, è trattarle in modo diseguale. Se vuoi che i tuoi figli si odino, fai preferenze, e lo faranno. Se vuoi che i tuoi figli vadano d’accordo e ti amino dopo la tua morte, trattali allo stesso modo. Li tratti allo stesso modo con la stessa quantità di amore.

 

Questa è la chiave per assicurarsi che i tuoi figli si amino. Amarli allo stesso modo, trattarli secondo gli stessi standard. E se ci pensi, il non riuscire a farlo o anche solo a riconoscere che questo è l’obiettivo dell’intera società, l’equità, è la radice di quasi tutte le nostre frustrazioni.

 

Perché Jeffrey Epstein è così irritante? Perché quella storia è in grado di far infuriare un’intera popolazione? Beh, certo, ci sono i crimini o i presunti crimini, molestatore sessuale, forse un pedofilo, chiaramente coinvolto con il Mossad e chissà se un’agenzia di intelligence straniera era coinvolta nel traffico d’armi. C’era molto di un tipo che era ovviamente criminale. Ma ciò che irrita così tanto le persone nella storia di Epstein non è che fosse cattivo,Il problema è che lui ha avuto un trattamento di favore per via di chi era. Le regole non si applicavano a lui. La gente non lo tollera. Li fa impazzire, ed è giusto che sia così, perché smentisce l’intera pretesa che questa sia in qualche modo una società equa

 

E le persone, quando vivono in società ingiuste, iniziano a comportarsi in modi molto diversi. Anzi, se si vuole ispirare la gente, non solo a odiarsi a vicenda, ma a diventare criminali, a cercare i propri privilegi. A commettere atti di corruzione. Non punite Jeffrey Epstein, e tutti apprezzavano Jeffrey Epstein, o affidate il sistema di ammissione all’università o il sistema di assunzione ai dipartimenti delle risorse umane americani. È molto, molto simile alla storia di Epstein. Alcune persone ottengono un trattamento migliore per come sono nate o per chi conoscono.

 

Questo fa impazzire tutti e smentisce il sistema giudiziario, ma non solo il sistema giudiziario, bensì l’intera istituzione. E quindi un promemoria quotidiano per l’intera popolazione: siamo tutti uguali al livello più fondamentale, non per capacità, né per reddito, né per aspetto, né per provenienza, ma per valore e per diritti umani fondamentali. Ecco perché si chiamano diritti umani, perché si legano a te in quanto essere umano. Un promemoria del fatto che sei uguale a un senatore degli Stati Uniti, per esempio. O quando l’FBI si presenta alla tua porta, hai esattamente gli stessi diritti di quegli agenti. Rappresentano l’equità e la giustizia. Hanno quell’autorità, ma non hanno più diritti di te. Hai gli stessi diritti. Non devi inchinarti all’autorità perché sai che alla fine sei uguale a essa.

 

Questa è la promessa del sistema. E quando questa viene a mancare, cosa succede? Beh, succede Epstein. Succedono truffe legate alle criptovalute che non vengono mai punite. Succede una corruzione endemica totale. Succede il crollo della società. Ed è quello a cui stiamo assistendo. Quindi, ripristinare tutto ciò non è sufficiente, non basta approvare leggi contro la corruzione. Ok, come funzionano? L’Ucraina ha leggi contro la correzione. Bisogna avere un consenso sul fatto che nessuno abbia mai diritti speciali. E questo includerebbe il presidente degli Stati Uniti fino, tra l’altro, a Jeffrey Epstein. Equità. Questa è l’eredità dell’America dal mondo anglosassone. Questo è ciò che rende l’Occidente diverso dall’Oriente. Ecco perché l’Oriente è solidamente gerarchico e non c’è speranza che una persona povera possa mai ricevere lo stesso trattamento o la stessa giustizia di una persona ricca, ma in Occidente è stato così, ed è per questo che le persone si sono trasferite qui. Dobbiamo prima ripristinare l’equità.

 

La seconda cosa di cui l’America ha bisogno è la sovranità. Cosa significa sovranità? Sovrano significa libero da influenze esterne, il diritto di prendere decisioni per conto della propria nazione o per conto proprio senza che nessuno dica cosa fare. Sovranità è sinonimo di libertà. L’opposto della sovranità è la schiavitù, dove non si ha scelta. Quindi, quando una nazione non è sovrana, ovviamente si arriva a cose come la guerra con l’Iran,che si fa sotto la corruzione o la minaccia, o entrambe, da parte di Israele, che è esattamente ciò che è successo. E tutti lo sanno, quindi lì non si è sovrani. Ma, ancor più, le persone perdono fiducia nel proprio Paese. Quanto vale il mio Paese se non possiamo nemmeno prendere le nostre decisioni? Ovviamente, questo smentisce l’idea di democrazia rappresentativa. Non rappresentano me, rappresentano i lobbisti, e non solo quelli israeliani, tra l’altro, ma quelli di ogni grande industria degli Stati Uniti, dalla tecnologia al settore farmaceutico, alle telecomunicazioni e così via. Ma certamente in Israele, voglio dire, questo sta accadendo in tempo reale e urlarti che sei un nazista o una persona cattiva per averlo notato non è sufficiente.

 

Non risponde alla domanda: perché questo è accettabile? Perché non lo è. E tutti sanno che lo è. Bene. Quindi. La sovranità è essenziale, altrimenti perché avere un Paese? Anche una monarchia, forse soprattutto un monarca, è sovrana. Infatti, il monarca si chiama sovrano. E questo significa che può prendere decisioni in autonomia, auspicabilmente tenendo a mente gli interessi del suo popolo. Ma certamente, in una democrazia, è un elemento centrale dell’intero progetto. Non riguarda solo lo Stato, ma anche la persona. Noi, in quanto individui, abbiamo la sovranità. Non ci siamo creati le nostre vite. Ma ne siamo responsabili finché siamo qui, nonostante i nostri numerosi legami con altre persone.

 

In definitiva, la promessa è che un uomo libero può prendere decisioni libere. Non si può essere costretti, che so, ad assumere una medicina sperimentale che non si desidera. Nessuno può obbligarti a farlo. Come potrebbero? Significa che non hai il controllo. Non sei padrone di te stesso. E se non sei padrone di te stesso, chi lo è? Quindi la sovranità è al centro di ogni Paese, ma in particolare del nostro. E non si tratta solo del rapporto tra la persona e il governo, ma anche del rapporto tra la persona e le banche.

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Come può una persona sovrana essere sommersa dai debiti? Beh, certo che non puoi, perché quando devi più di quanto puoi ripagare immediatamente, di fatto diventi proprietà di chi ti deve i soldi. Quindi il debito è un attacco alla sovranità. Ed è importante dirlo perché nessuno lo fa mai. E così, muovendosi nella società, si sente parlare di punteggi di credito come di un indicatore significativo di qualcosa, di come sia necessario avere un buon punteggio di credito. Cosa si sta dicendo in realtà? Che bisogna essere degni di perdere la propria sovranità a favore di una banca, di un prestatore di denaro?

 

Quindi il debito, e questo è stato notato nelle società precedenti, fin dall’inizio dei tempi, è una forma di schiavitù. Non si ha il controllo della propria vita quando si devono soldi a qualcuno. Beh, certo, in America è inevitabile, a meno che non si sia molto ricchi o estremamente disciplinati, ben oltre ciò che ci si può aspettare da una persona media, si finirà per essere indebitati.

 

È difficile fare qualsiasi cosa senza debiti. Ma è un bene? Perché partecipiamo a tutto questo? Perché lo accettiamo come ordine naturale? È la cosa più innaturale mai concepita. Ed è un male. Ed è per questo che ogni grande religione riconosce che non è solo inutile, ma peccaminoso. Quindi, un buon punto di partenza potrebbe essere affermare che una società organizzata attorno al debito, a livello sovrano, nazionale, ma anche personale, non è una società sana perché rende le persone schiave. Ed è interessante notare che quando si dice questo, e se mai si dovesse usare la parola «usura», ovvero il prestito di denaro a interesse, che è vietato, è stato vietato in molti paesi nel corso della storia perché è un male, anche solo menzionarlo, ti mette in una sorta di lista nera, almeno nella mente delle persone con cui parli, come se fossi un pazzo, se non una persona pericolosa. Forse il vero argomento tabù è il debito.

 

Lamentarsi del debito, far notare che un tasso di interesse del 25% è totalmente immorale. A proposito, per generazioni i membri della mafia sono stati incarcerati per aver prestato denaro a quel tasso. Si chiama usura. Ed era illegale, ma improvvisamente è diventato comune. Si avvicina al tasso di interesse medio delle carte di credito. La tua carta di credito è nel tuo portafoglio. Se non paghi ogni mese, ti addebitiamo quella cifra. E non solo è legale, è più che legale, è addirittura incoraggiato perché… influisce sul tuo punteggio di credito. E a proposito, il nostro sistema è talmente distorto che vieni penalizzato dal nostro codice tributario per non avere debiti. Come funziona? Beh, pensa al tuo mutuo. Diciamo che lo estinguessi, dovresti pagare più tasse ogni anno, il che significa che saresti penalizzato dal governo degli Stati Uniti per il privilegio di non essere indebitato con una banca. Chi ha inventato questo sistema? È reale? Beh, è ​​reale. E non solo è reale… Ancora una volta, quasi nessuno lo nota, ma è una forma di schiavitù. E col tempo, dà alle persone la percezione, che purtroppo è radicata nella realtà, di non avere davvero il controllo della propria vita. E se lo fai a un’intera popolazione, può essere utile perché vuoi controllare ciò che fanno, ma è totalmente degradante per loro. E non c’è motivo per cui questo debba continuare.

 

Non significa che tu sia contro il capitalismo. A proposito, che ruolo gioca il prestito ad alto interesse nel capitalismo di libero mercato? Sei comunista se sei contro di esso? No. La minaccia del comunismo, ovviamente, non è che sia un sistema economico inefficace. La minaccia del comunismo è il controllo totalitario. Bene, se l’intero Paese e ogni persona al suo interno sono così indebitati da non poter prendere decisioni libere, come può non essere un controllo totalitario? Beh, certo che lo è. Quindi smettila con queste stronzate comuniste. Il debito è una forma di schiavitù. E i nostri leader ci sono così coinvolti che ti attaccheranno se lo fai notare,Ma è vero e tutti sanno che è vero. Quindi è importante dire che l’obiettivo è la sovranità. Niente più lobbisti stranieri, nessuno. Niente più controllo delle agenzie da parte dell’industria, nessuno, e niente più promozione del debito da parte del governo verso prestatori di denaro ad alto interesse. È tutto collegato.

 

Terzo, produttivo. Un Paese decente è produttivo. Produttivo significa che si creano cose che valga la pena avere, da cui si trae gioia, che migliorano la vita degli altri, o che sono semplicemente intrinsecamente belle. C’era una cosa chiamata arte che un tempo era apprezzata perché era bella, e questo era l’unico motivo per cui era apprezzata. Non faceva nulla, ma sollevava lo spirito delle persone, e questo era considerato un fine degno in sé.

 

Tutti questi presupposti sono stati in qualche modo cancellati. Nel corso dell’ultimo secolo, a tappe, e certamente negli ultimi 20 anni, l’idea che sia un dovere e un piacere produrre qualcosa che valga la pena di possedere è andata perduta, sostituita dall’idea che lo scopo del lavoro sia guadagnare denaro per pagare tutte queste cose, soprattutto per pagare gli interessi su tutte queste cose, fa parte del ciclo del debito, e che sia un dovere farlo, e che si debba rinunciare, non so, al matrimonio e ai figli per farlo, fondamentalmente per ripagare il debito. E si può discutere su quanto sia malato questo. Ovviamente, è molto malato.

 

Ma non si può ignorare il presupposto fondamentale, ovvero che non importi quanto si produce. E questa è una bugia. Conta eccome ciò che si produce. E se ne dubitate, pensate a come giudichiamo le civiltà del passato. Le giudichiamo in base a ciò che producevano. In realtà, ci sono molte civiltà di cui non sappiamo nulla, nemmeno il nome, né la lingua, niente di niente. Tutto ciò che abbiamo è la testimonianza, la documentazione fisica delle cose che hanno creato, e diamo un nome alla civiltà in base a questo, in base alle punte di coltello in pietra o alle ciotole che hanno realizzato.

 

Per gli archeologi, l’intera civiltà si riassume nei suoi prodotti, nei frutti del suo lavoro, nell’opera delle sue mani. Ma questo vale per tutte le civiltà, e noi le giudichiamo, ed è giusto giudicarle in base alla qualità, all’ingegnosità e, sì, alla bellezza delle cose che hanno creato! Quindi, se ti svegli una mattina e il tuo Paese produce solo sistemi d’arma e tecnologie di sorveglianza, entrambi probabilmente impiegati al servizio del male, quindi c’è anche questo aspetto, ma entrambi non hanno una lunga durata. La tecnologia bellica, per definizione, si esaurisce. La tecnologia di sorveglianza è fatta solo di uno e zero. Sei in una brutta situazione.

 

Se i principali motori della tua economia sono queste due cose, più il settore immobiliare, la rivendita continua degli stessi terreni, e la finanza, il prestito di denaro a interesse, il totale cosa è? Niente di cui vantarsi. E la gente se ne accorge. C’è stato, ovviamente, questo lungo dibattito sul settore manifatturiero. Beh, ovviamente, non è stato un dibattito. C’erano un paio di pazzi, come Ross Perot e Pat Buchanan. Loro dicevano: «Aspetta, dobbiamo produrre cose». Oh, zitto. Non capisci il capitalismo, dissero i genitori di Ben Shapiro, o chiunque stesse discutendo in quel momento. No, non capisci il capitalismo. Si tratta davvero di efficienza ed è più economico produrlo lì e poi ne raccogliamo i frutti e Buchanan e gente come lui direbbero: «na non perdiamo qualcosa? Non produciamo niente?». Oh, zitto. Non capisci l’economia.

 

Tuttavia non devi capire l’economia per sapere che avevano assolutamente ragione. Che sei giudicato dalle cose che produci, ma giudichi anche te stesso dalle cose che produci. Il che significa che la dignità e il rispetto di sé derivano dal fare qualcosa di utile e/o bello, qualcosa che vale la pena avere. Al culmine della Guerra Fredda, diciamo negli anni Settanta, per cosa era famosa l’Unione Sovietica? Ora, ovviamente, avevano un arsenale nucleare più grande del nostro. Controllavano un territorio più vasto del nostro, era immenso. Ma l’unica cosa che non facevano, a differenza nostra, era produrre oggetti belli, utili e ben fatti.

 

L’artigianato americano era probabilmente vicino al suo apice. Di certo la sua reputazione in fatto di artigianato era al suo massimo, mentre l’Unione Sovietica sfornava spazzatura. Non avresti voluto un’auto sovietica. Sapete, andava come il cherosene e si rompeva ai semafori. Era una barzelletta, perché il sistema era una barzelletta. E sapevamo che il sistema era una barzelletta per via di ciò che producevano. Quindi cosa si può dire di un sistema che produce prestiti, speculazioni immobiliari, telecamere di sorveglianza e missili Tomahawk? Come se fosse tutto qui?

 

Questo è ciò che produce una grande nazione? È vergognoso e, tra l’altro, molto difficile da sistemare. Ci sono stati, tentativi benintenzionati, per rimediare. E, di nuovo, questo è il problema di partire dalla soluzione tecnocratica piuttosto che dal principio fondamentale. Il principio fondamentale è che devi creare cose belle, durevoli e ben fatte per avere rispetto per te stesso e una nazione degna di essere difesa.

 

Questo è il fatto. Partiamo da qui. Cosa si può fare al riguardo? Beh, la reindustrializzazione è difficile. Un punto di partenza potrebbe essere rappresentato dalle nostre risorse naturali, la più grande delle quali è costituita dai terreni agricoli. L’America possiede i terreni agricoli più grandi e produttivi del mondo. Cosa produce? Beh, cibo. Perché abbiamo bisogno di cibo? Beh, per sopravvivere. Non è una cosa da poco. È un fatto secondario sull’America. È il fatto centrale sull’America.

 

L’America, la bella [«America The Beautiful», titolo di un inno patriottico statunitense, ndr], menziona le nostre pianure fruttifere. Cosa significa? Terra che produce frutta. Questo era considerato davvero significativo. Era qualcosa di cui vantarsi. Infatti, cantavano una canzone che quasi sostituì l’inno nazionale. Avere una pianura fruttifera era qualcosa che entusiasmava davvero la gente. Ora? La pianura fruttifera è solo un posto dove mettere data center e pale eoliche e produrre etanolo.

 

In altre parole, è solo un, è una fattoria di risorse per il resto del mondo, ed è questo che sta diventando l’America. Le nostre risorse sono la garanzia del nostro debito. E a proposito, se mai dovessimo dichiarare default, scopriremo se saremo in grado di conservare i Grandi Laghi, la più grande riserva di acqua dolce del mondo. O forse anche quelli fanno parte della garanzia? È questa la direzione che stiamo prendendo. A meno che gli americani non si riorientino verso le cose che contano davvero, in base a ciò che ci è stato dato. E la cosa principale che ci è stata data è l’America come paesaggio, non l’America come idea astratta, la teoria, il capitalismo di libero mercato, la difesa della democrazia. No, le montagne, Big Sur, quelle pianure fertili e…

 

L’intero continente che abbiamo ottenuto, è il pezzo di terra più bello e produttivo del mondo. Quindi si potrebbe iniziare dalle fattorie. Si potrebbe iniziare coltivando il cibo migliore del mondo, cosa che non facciamo più in gran parte, almeno per il mercato di massa, ma si potrebbe fare, non sarebbe troppo difficile. Beh, sarebbe socialista se avessimo una politica agricola federale, ma in realtà ce l’abbiamo già, e da quasi cento anni. Su larga scala, quasi nessun grande agricoltore potrebbe esistere senza il Ministero dell’Agricoltura. Ma cosa fa questo Ministero? Li incoraggia a fare cose totalmente scollegate dalla missione principale, che è quella di coltivare cibo sano e di alta qualità. Non è una priorità assoluta per le mamme che fanno yoga nella contea di Marin [ricca zona californiana adiacente alla ricca Silicon Valley, ndr].

 

Non è una cosa esoterica per ricchi, è cibo. È la cosa fondamentale, che insieme all’acqua e all’energia è uno dei tre elementi necessari per costruire una società. Quindi, se riorientassimo la nostra mente verso la realtà, concluderemmo che le Grandi Pianure sono molto più importanti di Black Rock, e no, Black Rock non dovrebbe possedere le Grandi Pianure. A un livello basilare, sono più importanti. Non si può vivere senza di esse, e potrebbero essere fantastiche.

 

Perché è così difficile essere orgogliosi delle proprie aziende agricole? Perché questo dovrebbe essere considerato il lavoro degli immigrati? Potete meccanizzare le fattorie, potete renderle efficienti, ma perché non coltivarci del buon cibo? Perché non esserne orgogliosi? Perché non parlarne in modo non sentimentale? Non come l’orgoglioso agricoltore americano in fuga dal Dust Bowl per la California o come in un viaggio nostalgico alla John Steinbeck, ma in modo reale. È incredibile. Nessuno ha quello che abbiamo noi. E cosa ne facciamo? Produciamo etanolo? Installiamo pale eoliche che non funzionano? State scherzando? Vergognatevi.

 

State profanando la cosa più preziosa che abbiamo, ovvero la nostra terra. E perché lo facciamo? Perché chi lo fa non è legato alla terra, né tantomeno alla nazione. La vedono, ancora una volta, non come una fattoria, ma come una fattoria per lo sfruttamento delle risorse. E noi tutti lo assecondiamo, e non dovremmo. E tutto inizia dicendo a voce alta: no, non potete fare questo a una fattoria, a un ranch. Non puoi farlo alla cosa più bella che abbiamo,che è ciò che Dio ha creato, il nostro ambiente naturale, non ha permesso. E questo ci porta alla prossima cosa che l’America è, è sempre stata e dovrebbe continuare ad essere: è bella. Se foste partiti dagli Stati Uniti, non so, 40 anni fa, il 1986, e foste andati da qualche parte lontano, non so, l’Uzbekistan, e foste tornati, probabilmente la prima cosa che avreste notato, oltre al fatto che è molto più affollato di 40 anni fa, è che è meno attraente di 40 anni fa.

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E questo era, e se siete abbastanza grandi da ricordarlo, sempre uno dei grandi punti di forza di questo Paese. Qualunque fosse il sistema politico, chiunque lo governasse in quel momento, quasi non importava perché l’America era fondamentalmente un posto bellissimo con gente bella, gente attraente, tra l’altro. Ma era anche semplicemente piacevole. Piccoli paesi, graziosi edificini, tetti spioventi. La gente si impegnava, era pulito. Negli anni Ottanta andavamo in una città chiamata Delo, Mississippi, che non ho controllato perché Wikipedia non esisteva, ma doveva essere una delle città più povere pro capite degli Stati Uniti. DELO, Mississippi. Ho passato buona parte dell’estate lì e la prima cosa che ho notato è stata come fosse la povertà di Delo, Mississippi.

 

Non è un’affermazione paternalistica, è solo un dato di fatto. Facevano di tutto per tenere le loro casette ordinate e graziose, non avevano giardini davanti e usavano pneumatici dipinti di bianco per fare sentieri. Voglio dire, era davvero incredibile. Ed è stata la prima volta che ho capito che non ci vuole molto, a parte il rispetto di sé e un po’ di determinazione, per preservare il nostro diritto di nascita, ovvero la bellezza dell’ambiente che ci circonda. Perché è importante. Ora, perché è importante? È difficile da quantificare.

 

Non sono sicuro che il dipartimento del Tesoro possa darti una risposta diretta sul perché la bellezza sia importante, ma ti dirò quello che già sai, ovvero questo: la bellezza nobilita. Stare in mezzo a cose belle ti rende migliore. Stare in mezzo a cose brutte, essere bombardati da cose brutte, oggetti, un paesaggio, alberi insignificanti pieni di negozi a basso costo, cattiva architettura, cianfrusaglie usa e getta, in tutta la casa, nella vita e in ufficio, questo non ti rende migliore. Ti demoralizza. Ti allontana da ciò che è vero, perché la bellezza è verità. Ed è totalmente irrispettoso verso ciò che abbiamo ereditato. Verso le cose che ci sono state date. E non c’è motivo per questo.

 

E ovviamente, non c’è bisogno di essere complottisti per chiedersi perché alcuni degli edifici più belli d’America siano stati demoliti in tutto il Paese nell’arco di 10 anni negli anni Sessanta e poi sostituiti da alcuni degli edifici più brutti, cemento, architettura brutalista. Perché? La vecchia Penn Station, il Madison Square Garden. Cercali su internet.Vi sconvolgerà sapere che qualcuno ha deciso di demolire quegli edifici e sostituirli con quello che vedete ora. Ma è successo in ogni città americana. È stato chiamato rinnovamento urbano. Ma in realtà si è trattato di un deturpamento del Paese. E, ripeto, c’era chiaramente un progetto dietro tutto questo. C’era un motivo per cui è successo.

 

Non è che urbanisti e architetti si siano svegliati una mattina e abbiano detto: «Non so, l’edificio in cemento dell’FBI è semplicemente più bello di quello che ha sostituito». No, certo che sapevano che era brutto. Era proprio quello l’obiettivo, e qual era il senso di tutto ciò? Chi lo sa, probabilmente nemmeno noi lo sappiamo. Tutto ciò che vale la pena dire è che stare in mezzo a cose belle ti rende una persona migliore ed è in tuo potere. È certamente tra le tue priorità e dovrebbe essere in cima alla lista. E questo includerebbe, tra l’altro, la pulizia. C’è qualcosa nelle richieste di pulizia che mette a disagio certe persone, come se solo i nazisti si preoccupassero della pulizia. Davvero? Fate un giro del mondo.

 

Un tempo, quando si viaggiava in un Paese come il Pakistan, ad esempio, si diceva: «Voglio venire negli Stati Uniti». Perché? Perché è pulito. La gente capisce che la pulizia è meglio della sporcizia. E se permetti che la tua città si ricopra di graffiti, che la gente defeca sui marciapiedi o che non raccolga la spazzatura, è un male. Anzi, è un segno che le cose stanno andando a rotoli. E forse è proprio questo il lato che vuoi trasmettere. Non è chiaro perché dovresti volerlo trasmettere. Ma è un male per le persone che ci vivono, non solo per motivi di salute pubblica, non solo perché diffonde malattie, ma perché è una questione di anima. Ecco perché rifate il letto la mattina. E non solo non c’è niente di male in questo, ma è importante dirlo.

 

No, non sei Albert Speer perché ti interessano la bella architettura e le strade pulite. È perché perché non dovresti? Se ami il tuo Paese , il tuo prossimo e te stesso, la prima cosa che faresti è ripulirlo. È proprio quello che faresti, tra l’altro. E vale anche per la criminalità, che è facoltativa. Abbiamo un… Panopticon. Abbiamo uno stato di sorveglianza totalmente capillare. Non c’è niente che tu dica che rimanga nascosto. Se hai un telefono in camera, puoi essere monitorato e probabilmente lo sei. Non c’è nessun posto in cui tu possa andare che non venga tracciato. La tua faccia è ovunque nei database federali. La biometria è reale.

 

Se non hai preso un aereo di recente, lascia che ti rassicuri, non c’è niente che tu faccia che le autorità non possano scoprire, mai. Bene, questo solleva la domanda ovvia: perché ci sono ancora stupri? Perché le persone vengono aggredite per strada? Perché esiste ancora la criminalità? Voglio dire, finché vivrai in una Germania dell’Est molto più efficiente, perché non eliminare la criminalità? Si chiama sicurezza del gregge, sicurezza del gregge. Quindi perché non è sicura? Bella domanda. E ripeto, stiamo solo speculando,Ma certamente possiamo notarlo.

 

Il punto è che è tutto facoltativo. Non tutti i Paesi hanno città sporche. Non in tutte le contee ci sono persone che vivono sui marciapiedi o che si drogano nei parchi giochi. Non sei obbligato a vivere così. Potresti risolvere la situazione in un giorno. Ci sono molti problemi complessi. Come si rende solvibile la previdenza sociale? Non lo so, è una questione difficile. Probabilmente potremmo, se ci provassimo. Ma possiamo esserne assolutamente certi.

 

Non vogliamo che ci siano stupri, omicidi, rapine a mano armata, furti d’auto, sequestri d’auto o tossicodipendenti che vivono per strada. Non fa bene ai tossicodipendenti, non fa bene a nessun altro. E di certo non si può tollerare la presenza di graffiti sugli edifici. No, non è arte. È una profanazione dell’arte. Ed è fatta apposta. E chiunque la tolleri fa parte del problema. È un requisito fondamentale. Se andassi a casa di qualcuno e trovassi un mucchio di feci sul pavimento, te ne andresti. Non mangerò mai a casa di qualcuno, in quel modo. È disgustoso. Ma lo tolleriamo. Anzi, trattiamo chiunque si lamenti come se fosse un suprematista bianco. Non è chiaro il perché.

 

Perché è sbagliato pretendere ordine? Non fascismo, l’opposto del fascismo. Ordine e pulizia. Niente criminalità. Il resto del mondo osserva con totale confusione. Perché tolleriamo tutto questo? Perché i nostri leader lo tollerano? Non dovremmo, e dovremmo dirlo apertamente e senza vergogna. Questo non significa che si debba diventare fascisti nel modo in cui si tratta la popolazione. Anzi, permettere disordini, stupri, omicidi e furti d’auto è di per sé una forma di fascismo. È oppressione della popolazione. Permettere che i mezzi pubblici, le metropolitane, siano pieni di urina e graffiti. Cos’è questo? È un attacco alla vostra popolazione. Quindi è un appello a porvi rimedio.

 

È una liberazione da ciò che i nostri leader ci hanno fatto e dovrebbe essere un requisito minimo, una richiesta imprescindibile. Non costruite più un altro brutto edificio pubblico, punto e basta. Non usate più materiali usa e getta per riempire il nostro paesaggio di schifezze che distruggono l’anima. Perché siamo esseri umani che hanno bisogno di bellezza. Nutre la nostra anima. Non c’è bisogno di essere laureati in lettere liberali a Bennington per crederci. È vero per ogni essere umano in ogni momento.

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La bellezza è essenziale, e una società che non produce bellezza probabilmente non sopravviverà, e noi vogliamo che la nostra continui. La prossima cosa di cui l’America ha bisogno, e vale la pena dirlo ad alta voce, è la salute. E questo significa, ovviamente, salute fisica, ma anche salute spirituale, lucidità e brillantezza. Non c’è da vergognarsi di desiderarlo. C’è stato un tempo in cui la salute era data per scontata come obiettivo, in cui essere fisicamente robusti e mentalmente vigili era in qualche modo scontato. E ovviamente non tutti soddisfacevano questi standard, me compreso, ma quelli erano gli standard.

 

Ma a un certo punto, come parte del generale decadimento e della perversione della società, la salute è stata ridefinita. In qualcosa che non assomiglia più alla salute. E gli obiettivi sono cambiati.Quindi è importante ribadirli. Cosa significa salute? Significa essere fisicamente robusti, capaci per quanto possibile, attivi. E significa avere la mente lucida. Significa essere sobri, in realtà. E siamo molto lontani da entrambe queste cose perché nessuno sembra avere il coraggio di dirlo ad alta voce. Cos’è la salute? Beh, la salute è sobrietà, in realtà, e vigore fisico.

 

Quindi si può iniziare, e Bobby Kennedy ha molto da offrire, avendolo espresso bene, con un’alimentazione migliore. Non dovremmo mangiare veleno. Dovremmo sapere cosa c’è nel cibo. Il governo ha un ruolo nella regolamentazione del cibo, ovviamente, dal 1912, ma… E ha fatto un ottimo lavoro negli ultimi decenni, potremmo risolvere facilmente la questione e ovviamente tutti i produttori di cibo avvelenato combattono contro questo, ma perché dobbiamo ascoltarli e dovremmo denunciarlo ancora e ancora e ancora, ma è troppo limitato dire che questo è ciò che è la salute, la salute è molto di più, la salute trasmette la gioia di vivere, la felicità di essere qui e, soprattutto, una chiarezza come se fossi felice di essere perché sai cosa sta succedendo. C’è un’enorme pressione sociale per non notarlo. E per cedere al presupposto che, beh, ci sono alcune cose che sono davvero difficili, così difficili che hai bisogno di essere in qualche modo stordito da un prodotto agricolo.

 

La marijuana, sembra che ti rilassi con la marijuana o l’alcol o qualsiasi altra cosa, ma non solo quello. In realtà, questi non sono affatto i più insidiosi perché sono i più ovvi. Le persone ubriache sono facili da individuare, l’odore della marijuana. Le benzodiazepine sono totalmente nascoste e i loro effetti non sono evidenti. E vengono prescritte indiscriminatamente per qualsiasi cosa: per volare in aereo, per andare alle riunioni. Lo stesso vale per le anfetamine, per sostenere esami. Negli Stati Uniti non sembra esserci quasi nessuna attività umana naturale che non richieda un farmaco, che si tratti di fare sesso o di dormire, le funzioni più basilari di tutte. Tutte. Richiedono prodotti farmaceutici.

 

E naturalmente, il risultato è che la stragrande maggioranza degli americani assume qualcosa. È un vantaggio netto? Beh, ovviamente no. Questo si può misurare attraverso l’aspettativa di vita, i ricoveri ospedalieri, il riposo, il costo dell’assistenza sanitaria, tutti i modi normali per misurarlo, ma si può misurare anche nel modo in cui si interagisce con gli altri. Se qualcuno assume SSRI, benzodiazepine, Valium, Xanax, anfetamine, Adderall, quella persona è pienamente se stessa? È davvero quella persona? Beh, no, ovviamente.

 

Non più di quanto lo sia una persona che ha bevuto dieci bicchierini di vodka, la stessa persona che hai visto stamattina a colazione. No, è una persona diversa. Quindi, se hai un’intera società sotto l’effetto di qualcosa, se tutti sono sotto l’effetto di qualche sostanza, cosa rimane? Beh, non è più il Paese di prima, ed è un Paese meno umano. Perché la verità è che alcune cose sono spiacevoli e siamo destinati a sopportarle per imparare qualcosa, crescere, migliorare e, si spera, sopravvivere.

 

Tuttavia la sofferenza ne fa parte. Ne fa parte, e nessuno vuole dirlo, ma è un dato di fatto. E quindi, poiché le persone non sono disposte a dirlo, la sobrietà non è più l’obiettivo e dovrebbe esserlo, non è esoterico. Non è strano. Sembra un desiderio eccentrico di essere sobri. Tutti dovrebbero essere sobri sempre. Non c’è niente di male in questo.

 

Il problema è quello che abbiamo ora, dove tutti sono mezzi confusi e parli con il tuo capo al lavoro. Questo mi è successo e vedi quello sguardo vuoto, da squalo, che non suggerisce alcuna vera emozione umana. Cos’è? Oh, si chiama Xanax. Crea anche dipendenza fisica e si può morire se si smette di prenderlo. Ma i medici lo prescrivono da anni. Lo stesso vale per l’Adderall. Ti fa impazzire, ti causa malattie mentali se lo usi abbastanza a lungo, ma la gente lo fa. Perché va bene? E perché c’è la sanzione sociale per dirlo ad alta voce?

 

Di nuovo, puoi attribuirti le tue motivazioni. C’è chiaramente qualcosa che non va. Non riusciamo nemmeno a immaginare di cosa si tratti. Sembra quasi uno sforzo intenzionale per distruggere una popolazione, ma il punto è che ne siamo complici, e non dovremmo. Non ti rende strano essere un fanatico della salute che mangia semi di chia. Non assumere farmaci, compresi quelli prescritti per malattie gravi. Magari non sono tutti necessari. Non lo so, parliamone. Non va bene. E quindi come si può risolvere?

 

Ripeto, ancora una volta, non va bene. La salute è l’obiettivo. E più ci avviciniamo al design naturale, più ci avviciniamo alla salute. Non siamo fatti per queste cose. E solo perché qualcuno ti dice che hai questa nuova cosa che migliora la vita, non significa che la migliori davvero. Può essere nuova, ma di certo non significa che sia migliore. Quindi, mentre ci pensi e la valuti, voglio dire, sono tutte cose ovvie. Ma inizi a capire che siamo stati manipolati come cittadini, ma soprattutto come consumatori. E se ti svegli e il tuo ruolo principale nella società è quello di consumatore, è un problema. Perché sei sminuito per natura. I cittadini hanno dei diritti, li tratti con rispetto. I consumatori sono pedine da manipolare. Quindi è importante notare che siamo stati manipolati e che la salute è l’obiettivo. Una società sana è un obiettivo. Vai in un aeroporto o in un Walmart e vedi un sacco di persone grasse, tatuate e dall’aria un po’ depressa. E ti chiedi: beh, sai, cosa è venuto prima? Sei grasso e tatuato perché sei depresso? O sei depresso perché sei grasso e tatuato?

 

È possibile che sia la seconda. Vivere con rispetto per se stessi migliora te e chi ti sta intorno. Nessuno ci ama abbastanza da dirlo. Invece ci dicono: sii te stesso. Indossi il pigiama con tatuaggi in faccia al Walmart e va bene, ma non va bene. E tu sai che va bene. E nessuno pensa che questo sia davvero accettabile.E chiunque ti dica che va bene non ti ama. Anzi, probabilmente è proprio il contrario. Un’altra cosa che vorresti che l’America fosse è onesta. Onesta. Mentire, che fa parte della condizione umana, certo, mentiamo tutti, si spera. Meno di quanto vorremmo. Mentire è sbagliato ed è sempre sbagliato. È uno di quei principi universali a cui si faceva riferimento prima, che non cambia mai. Mentire è sempre sbagliato.

 

Puoi avere delle scuse, che possono essere valide o sembrare valide, ma non è mai una cosa buona e non puoi mai tollerarlo, almeno ufficialmente. Dobbiamo sempre dire che mentire è sbagliato e questo deve essere espresso nel codice legale. Quindi, se mentire al governo è un reato, come lo è, non puoi mentire a un agente federale, molte persone sono finite in prigione per questo, Martha Stewart è famosa, allora deve essere un reato per il governo federale mentirti. Ma è un reato per il governo federale mentirti? No, anzi, è incoraggiato. Ogni operazione sotto copertura, ogni elaborato piano dell’FBI si basa sulla menzogna.

 

È un Paese sicuro? Vi sentite al sicuro? Ci sono meno frodi? Certo che no. Non funziona. Non ha mai funzionato. Ma è la legge. La legge riflette la verità allo stato attuale, ovvero che per i vostri leader è perfettamente lecito mentirvi. Mentire ai vostri leader è un crimine. E questo deve essere corretto per tornare all’equilibrio, perché è folle e manda esattamente il messaggio sbagliato. Qual è la verità? È il loro Paese , non il vostro. Beh, certo, è di tutti noi. Mentire è sbagliato e, a meno che non continuiate a dire il contrario, è un peccato inaccettabile e invalidante per un leader.

 

Se scopriste che il vostro coniuge vi ha mentito, dov’eravate la settimana scorsa? Ero in viaggio d’affari, ma in realtà eravate alle Barbados, e questo influenzerà significativamente la vostra relazione. Ma per qualche ragione, quando i nostri leader ci raccontano bugie evidenti, si tratta del programma nucleare iraniano. No, davvero, si tratta del programma nucleare iraniano. Niente a che vedere con il programma nucleare iraniano, che ci avete detto di aver eliminato la scorsa estate. Quindi, chiaramente state mentendo. È in quel momento che dovremmo fermarci e dire: «Ah, non lo accettiamo. Non continueremo questa conversazione»

 

Finché non ammetterete di aver mentito e non mi spiegherete il perché. Allo stesso modo, se scopriste che il vostro coniuge ha mentito dicendo di essere a Scottsdale, quando in realtà si trovava alle Barbados, direste: «Non lascerò correre. Cosa ci faceva alle Barbados?». Non abbiamo questo atteggiamento con i nostri leader. Permettiamo loro di mentire e di punirci per aver mentito. E questa è la vera base dell’ingiustizia e della corruzione che subiamo e che ha minato la fiducia della maggior parte delle persone nel proprio governo e persino nella propria nazione. Il permesso di mentire, di nuovo, è realistico accettare che le persone mentono. Quando messe alle strette, tendono a mentire. Questo non cambierà mai. Ma è la nostra accettazione di questo che deve cambiare, e può cambiare.E l’aspetto principale del rapporto con il governo federale e statale che può cambiare è la secretazione.

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Quindi, cos’è la secretazione? La secretazioneè la menzogna secondo cui la maggior parte delle cose importanti che il governo fa sono troppo importanti per essere rese pubbliche. Non vi è permesso saperlo perché, se lo sapeste, in qualche modo saremmo tutti meno sicuri. Beh, questa è una menzogna. E ovviamente, il motivo principale per cui oltre un miliardo di documenti federali sono secretati è per dare a chi gestisce il governo la possibilità di fare quello che vuole, incluso arricchirsi, rubare, frodare, i vostri soldi. E privarvi del diritto di fare qualcosa al riguardo perché non sapete cosa sta succedendo. Quindi, questo è noto. Per tutte le persone normali, in ogni momento, il male prospera nell’oscurità.

 

E la luce del sole, notoriamente, cos’è? Il miglior disinfettante. Ma non c’è alcuno sforzo per disinfettare i nostri governanti. E invece, hanno costruito un sistema, senza esagerare, di regole di secretazione bizantino con un unico obiettivo in mente. Non per proteggerci, né per porre fine al programma nucleare iraniano, né per combattere Hamas, ma per permettere loro di comportarsi con una corruzione spudorata. Sotto la doppia morale che la segretezza garantisce loro. Questa è la verità, ed è per questo che 63 anni dopo l’assassinio del nostro presidente a Dallas, non possiamo conoscere tutti i fatti disponibili su quell’omicidio.

 

Ora, per quali motivi non possiamo conoscere quei fatti? Sicurezza nazionale, fonti e metodi. Tutta la faccenda è una menzogna, e non migliorerà finché le persone non smetteranno di mentire, e l’unico modo in cui smetteranno di mentire è rivelandoci la verità. E questa potrebbe essere una sorta di trappola in cui cadremo tutti. Quindi accadrà qualcosa, un evento che cambierà la storia, come l’11 settembre. E alcune parti sembreranno ovvie, come cosa è successo, gli aerei si sono schiantati contro gli edifici, ma altre, come l’edificio 7, crollato senza una ragione spiegabile, sono… totalmente sconcertanti. 25 anni dopo, tipo, cos’era quello? E quindi le persone si pongono queste domande, perché non dovrebbero? Chiunque sia sveglio guarda quello e dice, hmm, è strano.

 

E poi quella persona viene urlata come un complottista, un pazzo, sei un antisemita, devi essere un Vediamo se hai domande sull’edificio sette. Okay. Bene, c’è un modo molto veloce per risolvere quel dibattito, ed è desecretare i documenti che potrebbero far luce, una luce fattuale, su ciò che è realmente accaduto. Ma questo non passa mai per la mente di nessuna delle due parti. Le persone che fanno domande, diffamate come complottiste, si limitano a brontolare tra sé e sé, e le persone che continuano a nascondere la verità, supponendo che ci sia una verità diversa, semplicemente… Continuano a farlo.

 

E quindi se vuoi ripristinare l’onestà, e devi davvero farlo, perché molte delle cose che stiamo vedendo ora non potrebbero accadere in un sistema onesto, certamente la corruzione non potrebbe accadere, la prima cosa che devi fare è rivendicare la proprietà di qualcosa che già possiedi costituzionalmente,che è il prodotto del lavoro del governo. Le persone che nascondono queste cose non hanno alcun diritto legale di nasconderle se non diritti che si sono inventati, ma sono falsi. Non sono fondamentalmente veri.

 

Come fai, in quanto burocrate federale, ad avere il diritto di mentirmi? Su quali basi lo fai? Nessuno glielo ha mai chiesto, quindi continuano a farlo. E non solo. Deriva da questo. Ciò che fanno è nascosto con il pretesto della sicurezza nazionale. Ma chiedete a chiunque abbia vissuto a Washington o lavorato per il governo. È tutta una menzogna. Probabilmente c’è una piccolissima percentuale di attività governative, forse, che deve essere nascosta al pubblico perché ci sono fonti e metodi. C’è un’operazione in corso. Va bene, giusto. Ma questo è come un centesimo dell’uno per cento di ciò che il governo fa e ha fatto negli ultimi cento anni che è ancora secretato. Potremmo farlo domani stesso. Ma non lo faranno, ma dovremmo pretendere che lo facciano.

 

La prossima cosa che vorremmo che l’America fosse, e che dovremmo pretendere che l’America sia, è ottimista. Perché ottimisti? Le persone fraintendono il termine. L’ottimismo non è semplicemente il prodotto di un atto di volontà. Scelgo di essere ottimista oggi. Sarò di buon umore a prescindere. Scelgo di essere felice. Puoi farlo anche tu e dovresti farlo se puoi. Ma l’ottimismo è anche il prodotto dei sistemi. Il modo in cui le cose sono strutturate incoraggia l’ottimismo o garantisce il pessimismo. Perché le persone sono ottimiste? Beh, perché, naturalmente, sperano in un futuro migliore.

 

Ma perché pensano al futuro? Ora mettiamole in netto contrasto con i nostri leader che, data la loro età, non hanno un grande futuro, cronologicamente parlando. Le persone pensano al futuro, fanno progetti per il futuro. Si aspettano qualcosa di meglio in futuro, si proteggono dalla possibilità di qualcosa di peggio in seguito, ma vivono proiettate nel futuro. Pensano a un tempo in cui non ci saranno più.

 

Perché lo fanno? Perché hanno figli. È molto semplice, perché hanno figli. I Paesi che danno valore ai bambini non sono semplicemente come dei bambini piccoli che corrono e giocano, ma generazioni che pensano in termini di ciò che potrebbe esistere dopo la loro morte, che sono radicate in una sorta di continuità storica, «io vengo da qui, i miei discendenti saranno qui». Le persone che pensano in questi termini sono per definizione ottimiste. Ma la prima cosa che si nota nelle persone che governano il nostro Paese, e sempre più spesso in alcune delle persone che ricoprono posizioni di autorità in tutto il Paese, soprattutto in posizioni di autorità economica, è che non hanno un orizzonte temporale. Pensano solo al prossimo trimestre, sono praticamente dei day trader [agenti finanziari che comprano e vendono strumenti finanziari (come azioni, valute o criptovalute) all’interno della stessa giornata lavorativa, ndr].

 

E ci sono molti aspetti dell’economia finanziaria che incoraggiano questo tipo di pensiero. Pensare da un bilancio all’altro, perché si basa su ciò che riflette il prezzo delle azioni.Questo non significa che sia insignificante. È significativo in una certa misura, ma non è la base su cui costruire una società perché è troppo limitata. È troppo ancorata al presente. Se un numero sufficiente di persone in posizioni di autorità inizia a pensare in questo modo, cosa si ottiene? Beh, si ottiene quello che abbiamo ora. Si ottiene il saccheggio. Dove le persone non credono che tutto questo esisterà domani.

 

E quindi ottengono un passaporto neozelandese e cercano di accaparrarsi più cose possibili finché possono. E questo sta letteralmente accadendo proprio ora. Sfortunatamente, la promessa, la vera promessa delle criptovalute, è stata in qualche modo dirottata da persone proprio come queste. È uno schema pump and dump, ovviamente. Parlano bene, prendono i soldi e scappano. Quindi ci si comporta così non solo perché si è cattivi, ma perché il proprio orizzonte temporale è così breve che non importa cosa succederà domani. Non scherzeresti con una guerra nucleare se non avessi 80 anni.

 

Un quarantenne con quattro figli spingerebbe il suo Paese a un punto in cui esiste una possibilità plausibile di un attacco nucleare, in cui tutti verrebbero inceneriti in una palla di fuoco? Non prenderesti nemmeno in considerazione una cosa del genere se avessi dei bambini piccoli a casa, perché hai dei bambini piccoli a casa. E ti prendi cura di loro, il che significa che ti preoccupi di qualcosa che va oltre te stesso.

 

Quindi molti dibattiti sul tasso di natalità e sulla famiglia diventano o irrimediabilmente astratti, come se dovessimo raggiungere il tasso di sostituzione altrimenti non esisteremmo. È troppo difficile da concepire. Oppure sono troppo influenzati da un codice morale specifico. E io certamente la penso così come cristiano, ho tutte le opinioni sulla famiglia come cristiano che sono assolutamente sincere. Ma non si applicano necessariamente a tutti perché non tutti hanno le mie convinzioni religiose.

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Ciò che si applica a tutti è il modo in cui pensi a te stesso in relazione a ciò che è venuto prima e a ciò che verrà dopo di te. E l’unica cosa che ti lega a quel tipo di pensiero è avere figli. E questo non è mai stato veramente evidente finché molte delle persone al potere non hanno smesso di avere figli o sono diventate così vecchie che non importa cosa facciano i loro figli perché hanno cinquant’anni. È diventato evidente solo nella sua assenza.

 

Un Paese che non mette i bambini al centro delle sue preoccupazioni ignora il futuro. Un Paese che non si preoccupa dei bambini non si preoccupa del futuro. E in ogni modo possibile, questo Paese , per quanto sia doloroso dirlo, non si preoccupa dei bambini. E lo si può misurare in qualsiasi modo si voglia, il numero di bambini che vengono presumibilmente rapiti, violentati o abusati sessualmente, la storia di Epstein, solo per fare uno tra i tanti possibili esempi.

 

Lo stato del nostro sistema educativo, il fatto che l’IA eliminerà qualsiasi… possibilità di vita per un’intera generazione di giovani e i baby boomer stanno ancora pensando a come mettere un nuovo tetto alla loro casa a Sea Island. Come l’intera mentalità, senza voler essere cattivi,Ma di quella generazione, l’unica cosa che conta è l’io e i figli non contano. Questa mentalità non è solo brutta e probabilmente immorale, ma ti porta anche in un punto in cui tutto nella tua società è distorto perché le persone vivono per se stesse nel qui e ora e non per il domani.

 

Quindi non c’è da stupirsi che nessuno costruisca edifici belli. Non c’è da stupirsi che le persone non si prendano il tempo di pensare alla componente estetica di nulla. Perché importa davvero? Certo che no, a quel punto è tutto cibo spazzatura. Quindi. È importante sapere che non ci sono state molte società come la nostra in questo senso. E anche ora, viaggiando anche solo al di fuori dei nostri confini, una delle prime cose che si nota è che ci sono bambini piccoli ovunque.

 

Perché le persone in una società sana hanno figli, non per un obbligo religioso o un attaccamento sentimentale ai bambini, ma perché questo è l’imperativo biologico di ogni persona. È come se la cosa principale che fai mentre vivi fosse riprodurti. E solo negli Stati Uniti, nell’Europa occidentale, in Canada e in Australia è considerato osceno dirlo ad alta voce. È visto come strano o sporco, come se fossi un Amish o volessi privare le donne dei loro diritti o qualcosa del genere. Sei un mostro se pensi una cosa del genere. Scalzo e incinta in cucina. No, le persone normali in tutto il mondo tengono di più ai loro figli, ne hanno il più possibile, provano grande gioia per i loro figli perché sanno quello che tutti hanno sempre saputo. Ovvero che questa è la principale fonte di piacere, realizzazione e gioia in questa vita. E alla fine, questi sono i legami più forti che avrai come essere umano.

 

I tuoi figli probabilmente si prenderanno cura di te molto più del tuo datore di lavoro, del governo federale o del senatore Tom Cotton dell’Arkansas che cerca di salvarti dalla Jihad islamica. I tuoi figli sono probabilmente un po’ più importanti. Ed è quindi importante dirlo senza vergogna, senza sentirsi un fanatico religioso o un ebreo ortodosso. Una persona Amish o appartenente a qualche minoranza religiosa che ha troppi figli e piange molto sugli aerei. Come se non ci fosse niente di imbarazzante in tutto questo. Dovremmo essere tutti così. Perché non dovremmo esserlo? Qualsiasi sistema economico che renda più difficile farlo è malvagio per definizione. Se togli alle persone la loro principale fonte di gioia e soddisfazione, il loro patrimonio genetico, la loro capacità di trasmettere i loro geni a un’altra persona, sei loro amico? Sei il loro benefattore o sei il loro nemico giurato? Beh, ovviamente, sei l’ultima cosa. Sei il loro nemico giurato. È importante dirlo. E non devi essere mennonita per farlo.

 

Ora, se dovessi mettere i bambini al centro del tuo pensiero, vale a dire il futuro, al centro del tuo pensiero sul presente, cosa che dovresti sempre fare, consapevole del passato,Consapevoli del presente ma pensando al futuro, ovvero alle conseguenze. Una delle prime cose che vorresti fare è insegnare ai tuoi figli qualcosa di utile per partecipare in modo significativo al futuro, per aiutarli. E cosa vorresti fare per i tuoi figli? Educarli, ovviamente no. Vorresti renderli saggi. Quindi la saggezza è l’obiettivo, vivere in un Paese saggio è l’obiettivo.

 

Ora, in cosa si differenzia dall’istruzione? Beh, l’istruzione è ciò che abbiamo. L’istruzione è un sistema di credenziali. In base al quale un istituto esentasse ti rilascia un documento che dimostra che sei stato, cito, istruito. E in questo processo si perde qualsiasi vero controllo sul fatto che tu abbia un’istruzione, che tu sappia qualcosa o che tu capisca qualcosa di grande valore.

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E sempre più spesso, con alcune eccezioni, ma sempre più spesso è ovvio a tutti che questo sistema è completamente fallimentare. Si scopre che le persone senza competenze, senza una comprensione di come funzionano le cose e senza la capacità di prendere decisioni sensate, altrimenti nota come saggezza, semplicemente non funzionano. Ora, in una società normale questa sarebbe considerata un’emergenza, perché ovviamente l’unico modo per continuare così è insegnare alla prossima generazione, scusate la banalità, ma ormai si dice troppo raramente come funzionano le cose. E non solo come funzionano i sistemi, anche se è molto importante, ma insegnare ai ragazzi il senso della realtà fisica.

 

Bene, come otteniamo l’energia? Cos’è l’energia? Da dove viene? Accendiamo le luci, qual è il processo che fa accendere la lampadina? Come si accende un fuoco? Come si produce il cibo? Da dove viene l’acqua. Nessuno ha mai insegnato nessuna di queste cose e invece vengono delegate a classi specializzate, in realtà un cast a questo punto, un misto di operai bianchi e appaltatori centroamericani che rispondono a tutte queste domande in inglese o in altre lingue. Ma l’effetto è che per la maggior parte degli americani della classe media e alta, non c’è alcuna idea di come funzionino realmente le cose.

 

E questo ha delle implicazioni nel tempo, perché se vogliamo espandere la rete elettrica, chi se ne occuperà? Chi capisce di elettricità? La gente va alle scuole professionali? Beh, non basta. Le persone devono capire le cose che le circondano, la realtà fisica che non si manifesta sullo schermo ma è radicata in fatti immutabili come il bisogno di acqua, cibo ed elettricità. Quindi c’è anche questo.

 

Tuttavia la cosa principale che bisogna insegnare alla prossima generazione è ciò che non cambia. E lo sappiamo perché ogni tentativo di seguire qualche moda tecnologica si è rivelato un fallimento clamoroso e disastroso. Quindici anni fa, con l’uscita del tablet iPad, ci fu una spinta: ogni bambino doveva avere un iPad per imparare con l’iPad! E ovviamente i risultati arrivarono entro un decennio, ed erano totalmente prevedibili: i bambini che avevano speso troppo per gli iPad erano in realtà molto più stupidi e meno informati di quelli che leggevano libri.Ma nessuno degli educatori che hanno promosso quella cosa e preteso fondi per realizzarla si è mai scusato o ha ammesso che fosse sbagliata. Proprio come ogni moda educativa, la nuova matematica.

 

Voglio dire, questa storia risale a 60 anni fa. Lo faremo in un modo totalmente diverso e rivoluzionario e i vostri figli impareranno un sacco di cose senza nemmeno impegnarsi. E ovviamente, ogni generazione successiva è diventata sempre più ignorante e internet ha accelerato questo processo. Quindi qual è l’antidoto? Come si può risolvere? E se si tratta dei vostri figli, è davvero importante. Nonostante quasi nessuno al potere, ad esempio al Congresso o alla Casa Bianca, parli più di istruzione, se non in termini di finanziamenti e di chi li controllerà, il processo effettivo di prendere un bambino e farlo diventare adulto, guidarlo verso una vita produttiva e felice, è stato completamente abbandonato, perché si possono semplicemente importare persone per fare quei lavori, o perché non servono più quei lavori grazie all’Intelligenza Artificiale, o chissà cos’altro, o perché è semplicemente troppo complicato.

 

Le cose che abbiamo provato non hanno funzionato. Le nostre ipotesi erano sbagliate e non vogliono ammetterlo. Quindi, in pratica, non c’è alcuno sforzo per educare la prossima generazione, tranne forse nell’ingegneria o nella programmazione.

 

Oh, ma aspetta, queste cose sono ormai irrilevanti a causa dell’intelligenza artificiale. Questo dimostra i limiti del cercare di capire quale sarà la prossima grande novità. Si sbaglia quasi sempre. Anzi, è difficile pensare a un esempio di amministratori universitari americani che abbiano azzeccato la prossima tendenza importante. Quindi, forse varrebbe la pena tornare all’obiettivo eterno invece di acquisire saggezza e conoscenza effimere, o meglio, invece di cercare di imparare a programmare, potrebbe valere la pena insegnare ai nostri figli le cose che non cambiano, come la natura umana. La natura umana è immutabile. Il comportamento delle persone, ad esempio, nel libro delle Cronache scritto 3000 anni fa, è perfettamente riconoscibile. Per noi.

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Il Codice di Hammurabi, la prima legge scritta, affronta il modo in cui le persone si comportano sulla base del modo in cui si comportano ancora oggi, migliaia di anni dopo, il che equivale a dire che, nonostante quello che potrebbero avervi raccontato, questi sono fatti sulle persone che non sono cambiati in migliaia di anni e che, anche con Neuralink, difficilmente cambieranno in futuro. E quindi perché non spiegarli ai bambini? In modo che possano beneficiare della saggezza, in modo che possano comprendere il mondo che li circonda e prendere buone decisioni sulla base di ciò che vedono.

 

Non è questo il punto centrale dell’esercizio? Beh, perché esiste un’intera lobby, una lobby ben finanziata, che esiste da 60 anni, progettata per impedire a chiunque di noi di dire la verità ai bambini su come sono le persone. E non voglio essere polemico e nominarla, ma in pratica l’intero sistema educativo, ed è uno dei sistemi meglio finanziati in America, esiste per mentire ai bambini, ai vostri figli, ai loro studenti,Riguarda il modo in cui sono le persone. E parte dal presupposto che tutti nascano come una tabula rasa e che siamo tutti il ​​prodotto di qualsiasi input proveniente dalla nostra società o dai nostri sistemi entri nelle nostre teste.

 

E questa è una bugia spudorata. E se ci credete davvero, se credete, ad esempio, che uomini e donne siano identici, e che vengano chiamati uomini e donne solo perché i loro genitori hanno deciso di chiamarli così tre settimane dopo la nascita in base al loro umore di quel giorno, se ci credete davvero, non avrete un matrimonio felice. Non avrete successo sul lavoro. Non sarete persone felici perché non è vero. E se passate la vita in guerra con la realtà, in guerra con la natura, non vincerete perché non dipende da voi. Quindi potrebbe valere la pena riorientare l’intero progetto intorno alla realtà. E tra l’altro, è misurabile.

 

Nulla di tutto ciò è un mistero. Sappiamo come sono gli uomini, sappiamo come sono le donne. Sono stati condotti moltissimi studi su questo argomento e chiunque abbia vissuto in questo mondo per più di 10 minuti può confermarlo. Possiamo discutere se queste descrizioni siano giuste o sbagliate. Ma ciò su cui non dovremmo mai mentire e che dovremmo insegnare ai nostri figli fin dal primo giorno è che ci sono fatti che non possiamo controllare. Ci sono fatti preesistenti sulle persone e sul mondo che non possiamo influenzare, e o li accetti o li combatti, ma non puoi cambiarli.

 

Questa è la base della saggezza. E non c’è alcuno sforzo organizzato per farlo a livello di scuola primaria, secondaria o universitaria. E la saggezza dovrebbe esserci. Vogliamo che i leader saggi vengano sostituiti dalla prossima generazione di bambini saggi.

 

La penultima cosa che l’America dovrebbe essere è una nazione perbene. Perbene, a favore dell’umanità, a favore delle persone, che mette i bisogni degli altri prima dei bisogni, ad esempio, dei sistemi, delle macchine o dei concetti astratti. Perbene. Preoccuparsi degli individui: questo è sempre stato evidente nel fatto che gli Stati Uniti fossero un Paese perbene. Non esiste altro Paese al mondo dove puoi fermarti, chiedere indicazioni e riceverle più velocemente da un gruppo numeroso di sconosciuti desiderosi di aiutarti. C’è un Paese che ama i cani più di tutti. C’è un Paese che è più dolce sotto certi aspetti, gli Stati Uniti.

 

Tuttavia negli ultimi anni, la decenza è stata sotto attacco, non solo la decenza sessuale, la polizia della decenza. Ma la decenza umana, la gentilezza, il rispetto per gli altri. Quando vedi il tuo segretario alla guerra che si agita come una scimmia impazzita e assetata di sangue, incitando all’uccisione di innocenti, e nessuno dice niente, allora sai che abbiamo imboccato una strada di cui nessuno può essere orgoglioso. E a proposito, l’idea stessa che esista un dipartimento della guerra è un attacco alla decenza, perché qual è lo scopo della guerra? È difendersi.

 

Solo un Paese indecente fa la guerra se non è costretto. E l’unica ragione per fare la guerra, per uccidere persone, è difendersi.Ecco perché è sempre stato chiamato Dipartimento della Difesa, almeno negli ultimi 80 anni. Il Dipartimento della Difesa. Ci stiamo difendendo. E se non possiamo dire che ci stiamo difendendo, non lo stiamo facendo perché siamo persone perbene.

 

E nel corso della nostra difesa, se uccidiamo delle persone, e si tratta di omicidio di persone che non hanno commesso alcun crimine, che non rappresentavano una minaccia per noi, che non sono combattenti, donne, bambini, ci scuseremo. E lo chiameremo per quello che è, ovvero un crimine contro il diritto internazionale, ma soprattutto, è una questione di decenza.

 

E quando un altro Paese commette un genocidio contro una popolazione, uccidendo decine di migliaia di bambini, come ha fatto il nostro più stretto alleato, come tendono a fare i Paesi, tra l’altro, è un tema ricorrente nella storia. Israele non è l’unico Paese ad aver commesso un genocidio, e nemmeno la Germania nazista. È successo molte volte. Ma quando ciò accade, non pagheremo per questo perché è disgustoso. Non è difficile dirlo. Anzi, è un sollievo dirlo perché lo sanno tutti. E se fate saltare in aria una scuola femminile, direte: «Ci dispiace di averlo fatto». Anzi, vi risarciremo perché nessun bambino, nessuna studentessa merita di essere fatta saltare in aria da un missile Tomahawk o da un doppio colpo.

 

E che l’abbiamo fatto noi, gli iraniani, Israele o lo Sri Lanka, non importa, è sempre stato sbagliato. E noi manteniamo questo principio, non solo perché ci preoccupiamo delle alunne di una scuola femminile in Iran, ma perché siamo al di sopra di questo tipo di comportamento. Non tollereremo un segretario alla guerra. E se avremo un segretario alla guerra, di certo non lo tollereremo che si comporti come una iena, gridando e parlando di uccidere persone.

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Non perché non ci piaccia, non ci piace, ma perché questo è il nostro Paese e noi siamo migliori di così. Altre persone potrebbero comportarsi in quel modo, ma sono dei selvaggi, ed è per questo che non sono come noi. Il punto è che perdi il rispetto di te stesso, la capacità di rispettarti. Quando permetti quel tipo di comportamento. E, cosa del tutto possibile, potresti anche subire una sorta di punizione eterna se permetti quel tipo di comportamento. Forse alcune di queste cose metafisiche sono reali e forse esiste una punizione per chi fa saltare in aria le scuole femminili, sto solo ipotizzando. Ma se esistesse? Vuoi davvero rischiare? Anche se non credi in niente di tutto ciò, potresti avere una visione del mondo completamente materialista e sapere comunque, nel profondo del tuo cuore, che uccidere i bambini è sbagliato. Non hanno fatto niente di male.

 

E se è giusto uccidere persone che non hanno fatto niente di male, allora cos’è il nostro sistema giudiziario? Che si basa sull’idea che puniamo solo i colpevoli, e se puniamo gli innocenti, per definizione non è giustizia. Quindi, se partecipiamo a qualcosa del genere, rischiamo tutto. E col tempo, perché dovremmo lottare per questo? L’unica ragione, a parte la coscrizione sotto la minaccia delle armi in stile ucraino,Il fatto che le persone vadano in guerra, soprattutto in Occidente, in paesi senza leva obbligatoria, è perché credono nel progetto. Beh, chi potrebbe crederci? La decenza conta davvero e non si esprime solo in guerra, ma in ogni funzione del governo e in ogni aspetto della nostra vita.

 

Quindi, se si ha un codice fiscale, tanto per fare un esempio, se si tassano i lavoratori dipendenti con una percentuale più che doppia rispetto agli investitori, cosa si sta dicendo? Si sta dicendo che è due volte più virtuoso investire denaro o ereditare denaro e tenerlo sul mercato piuttosto che andare a lavorare la mattina. Davvero? Certo che è questo che si sta dicendo, perché qualsiasi codice fiscale penalizza gli atti empi, le cose cattive, i vizi. Le sigarette costano 18 dollari a pacchetto perché siamo contro il fumo.

 

Quindi, se un normale lavoratore salariato, che viene dalla periferia per guadagnare 80.000 sterline all’anno, viene tassato al doppio dell’aliquota di un magnate del private equity, cosa stiamo dicendo che è due volte più virtuoso essere un magnate del private equity, ereditare denaro o investire? Beh, questo non è solo distorto, è indecente.

 

È disgustoso. E perché è disgustoso? Perché non tiene conto del benessere dei propri cittadini. È letteralmente indecente, e se si continua così, anche se non ci sarà una rivoluzione, anche se non prenderanno d’assalto la Bastiglia per questo, cosa che probabilmente non accadrà perché la maggior parte delle persone non sa nemmeno che sta succedendo, pur avendo la sensazione che ci sia qualcosa che non va.

 

Ma se si continua così, col tempo nessuno crederà più nel progetto. Non si può credere in qualcosa per cui non si ha rispetto. Quindi non si tratta solo di non combattere le guerre. Se non farete nulla per migliorare il Paese, questo cesserà di essere tale. Pretendere che i nostri leader e noi stessi agiamo con decenza verso gli altri è assolutamente essenziale. Non è solo qualcosa a cui si dà un’adesione di facciata per arricchirsi. È il cuore di tutto ed è l’unica ragione, alla fine, per cui possiamo essere orgogliosi di dire di essere americani.

 

Siamo orgogliosi di essere americani perché abbiamo un’economia più efficiente e più fast food di qualsiasi altro Paese. Qual è il motivo per essere orgogliosi di essere americani? Beh, è ​​un Paese bellissimo ed è un Paese perbene. E questo è tutto, perché le economie salgono e scendono, i cicli economici sono reali, le guerre si perdono, succedono molte cose nel tragitto da qui a 500 anni. Ma le cose che possiamo controllare – bellezza e decenza – sono durature e contano più di ogni altra cosa. Quindi, se rinunciamo a questo, rinunciamo a tutto. E l’ultima cosa, e forse la più importante, di cui questo Paese ha bisogno è l’unità. Deve essere una nazione, e gli americani devono essere un popolo. Per definizione, non può continuare senza questo. È troppo grande.

 

Nessun Paese può sopravvivere senza un senso di identità nazionale, e i Paesi che sono crollati non ce l’hanno, ed è per questo che sono crollati. E non è facile, perché questa nazione non ha una maggioranza schiacciante in quasi nulla. Né in una razza, né in una religione, né in un’origine etnica, né in una storia, né in una cultura. E se continua su questa strada, ovviamente, si disintegrerà.

 

Scoprirete che parti del Paese non hanno nulla in comune con altre parti del Paese, quindi perché dovrebbe continuare a esistere il sistema autostradale interstatale? Perché si dovrebbe poter volare da una città all’altra senza visto? E potreste deridere l’idea che ciò possa accadere qui, ma è successo in molti altri posti. Perché non dovrebbe accadere anche qui? Ma non deve per forza accadere qui.

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Gran parte della disunione americana è già intrinseca, e quindi le discussioni sull’immigrazione, pur essendo pertinenti, non cambieranno la composizione dell’America, che è, ripeto, un Paese senza una maggioranza schiacciante in nessun ambito. Quindi, in assenza di un’identità organica e ovvia, se ne dovrà creare una per mantenere unito il Paese. E vale la pena farlo. E ci sono un paio di cose che si possono fare per influenzare la situazione. La prima è fermare l’immigrazione di massa negli Stati Uniti, perché a questo punto non c’è alcuna giustificazione. E no, non è una posizione razzista. È la posizione di molti elettori non bianchi negli Stati Uniti, ma è anche una posizione di buon senso per due motivi. Primo, ce n’è stata troppa.

 

Non è stata giustificata dalle nostre esigenze economiche, in realtà, non c’era un disperato bisogno di manodopera, ed è per questo che abbiamo accolto 50 milioni di persone da altri paesi. Non è vero. Moltissimi americani cercheranno presto lavoro. Quindi non è vero. E in secondo luogo, è stata troppo veloce. E anche se ogni persona arrivata negli Stati Uniti negli ultimi 60 anni fosse una persona straordinaria, e molte lo sono, si tratterebbe comunque di un cambiamento a un ritmo che le persone non sono in grado di metabolizzare. Le persone non riescono a gestire questo ritmo di cambiamento. Li fa impazzire e li sradica. Li priva di qualsiasi legame con i vicini o con la nazione, il che non è cosa da poco. Perché quando il Paese è sotto pressione, ad esempio se non riesce a onorare il proprio debito, e non c’è nulla che tenga unita la popolazione, questa si disgregherà.

 

Quindi è una questione di sicurezza nazionale, in realtà, avere una sorta di coesione nazionale, una sorta di cultura condivisa. E la cultura non è la razza. A volte può derivare dall’identità razziale, ma non necessariamente. La cultura è un insieme condiviso di presupposti che tiene unito un grande gruppo di persone. E il secondo motivo per cui non si può avere più immigrazione di qualsiasi tipo è l’intelligenza artificiale. Quindi non si può dire contemporaneamente: «elimineremo un terzo di tutti i posti di lavoro americani nei prossimi cinque anni, ma abbiamo bisogno di molte più persone che vengano in questo Paese per lavorare». Non ha alcun senso.

 

E quindi non è un attacco a nessun altro Paese o gruppo quando dici: «mi dispiace, non sappiamo cosa succederà in questo Paese . Avremo cento milioni di persone senza lavoro, probabilmente non è un buon momento per far arrivare nuove persone. Anzi, sarebbe una follia far arrivare nuove persone e non sarebbe un bene nemmeno per loro, ma non è questo il punto. Il punto di governare una nazione è proteggere quella nazione e le persone che ci vivono. Quindi non c’è alcuna giustificazione per l’immigrazione di alcun tipo negli Stati Uniti finché non comprenderemo gli effetti dell’IA.

 

Quindi, come si può risolvere il problema dell’immigrazione ora? Beh, una cosa che nessuno ha ancora provato è semplicemente prendere i soldi delle tasse e mandarli ai cittadini americani invece che a persone che non sono cittadini americani. È davvero molto semplice. So che non è razzista o cattivo».

 

Dire alla gente: «Se venite nel nostro Paese per una vita migliore, per maggiori opportunità, o per qualsiasi altro motivo, e magari siete qui per queste ragioni, non vi sovvenzioneremo finché sarete qui». Perché dovremmo? Gli Stati Uniti hanno forse l’obbligo di pagare sussidi assistenziali al resto del mondo? E se sì, da dove deriva questo obbligo? Ovviamente, la risposta è no. La situazione era un po’ più confusa 10 anni fa, quando la maggior parte degli americani credeva di vivere nel Paese più ricco della storia e che la prosperità non sarebbe mai finita. Ma ora che è evidente che gli Stati Uniti hanno raggiunto il limite massimo delle loro possibilità economiche, che hanno praticamente speso tutti i loro soldi per seminare il caos in giro per il mondo, non c’è alcuna giustificazione per spendere un solo dollaro per chiunque entri illegalmente in questo Paese, nemmeno uno.

 

Quindi, se si tagliassero semplicemente i sussidi e si controllassero i numeri di previdenza sociale, probabilmente non ci sarebbe bisogno di arrestare o sparare a nessuno, basterebbe dire: «non vi pagheremo per essere qui illegalmente». Non è difficile! Anzi, è la soluzione più semplice possibile, il che fa chiedere perché nessuno ci abbia pensato prima. E comunque, ci sarebbero persone che resterebbero e si farebbero strada da sole, e potrebbero persino rappresentare un valore aggiunto per il vostro Paese, non si sa mai. Ma non pazzereste mai, a meno che non siate folli o odiate voi stessi o la vostra nazione, di pagare qualcuno per venire qui illegalmente. Chiunque non sia d’accordo potrebbe spiegare perché lo fareste, e nessuno ci riesce, ovviamente, quindi vi danno del razzista, ma non è razzismo. È semplicemente ovvio. E la seconda cosa da fare, se si vuole davvero unire il Paese, è scegliere una lingua, e quella lingua è l’inglese.

 

Non c’è elemento culturale più importante della lingua parlata. In un certo senso, la lingua è cultura. È ciò che accomuna persone di diversa provenienza, religione e razza. Sono unite da una lingua. Leggono gli stessi libri.Il linguaggio plasma il modo di pensare, quindi le persone che pensano in un certo modo in base alla lingua parlano in un certo modo. Se non avete viaggiato molto, forse non lo sapete, ma quando andate in paesi come la Finlandia o l’Ungheria, paesi in cui, in tutto il mondo, si parlano complessivamente 15 milioni di lingue, noterete che le persone pensano in modo leggermente diverso.

 

Quindi il linguaggio unisce. Ma una cosa che sappiamo per certo è che le lingue diverse dividono in modo drammatico. È sempre stato vero. Era vero nell’Impero Romano, ed è vero ora. È vero in Canada. È vero in Belgio. È vero ovunque. Quindi, se si volesse davvero mantenere unito il proprio Paese – e tenete presente che se un Paese non rimane unito, si disgrega, e questo implica violenza, anche nota come guerra civile – la posta in gioco non potrebbe essere più alta. Se si volesse davvero mantenere unito il proprio Paese, si dovrebbe innanzitutto assicurarsi che tutti nel proprio Paese parlino la stessa lingua.

 

E perché non farlo? Perché ti sei fatto intimidire da qualcuno che ti ha dato del razzista? Davvero? Se questo ti spaventa, non sei adatto alla leadership. Non è chiaro per cosa tu sia adatto, ma di certo non sei adatto a guidare una nazione se ti lasci intimidire e ti impedisci di fare la cosa giusta da un’accusa falsa come quella di essere razzista perché ti piace l’inglese. Tra l’altro, in Nigeria si parla inglese più che a Miami. Quindi non è una questione razziale, ovviamente, ma è direttamente legata alla sopravvivenza di un Paese. Quindi non c’è motivo, anzi, ci sono molti motivi per vietare la stampa di qualsiasi documento federale o scheda elettorale in una lingua diversa dall’inglese.

 

E ci sono anche molti motivi per opporsi ad annunci multilingue, segnali stradali o aerei in altre lingue. E che dire di chi non parla inglese? Beh, questo potrebbe essere un valido progetto nazionale. A qualsiasi cittadino americano che non parla inglese potrebbero essere offerti corsi di inglese gratuiti dal governo federale, dai governi statali o da organizzazioni benefiche a cui la maggior parte delle persone perbene contribuirebbe. Se vuoi imparare l’inglese, ti aiuteremo a impararlo.

 

Nella maggior parte del mondo, nel mondo degli affari, dell’aviazione e della scienza, tutti parlano inglese. Quindi l’idea che ci siano persone negli Stati Uniti che non parlano inglese è difficile da credere, non è una scelta volontaria, ma qualunque sia la causa, possiamo risolvere il problema, proprio come possiamo far sì che tutti abbiano un documento d’identità. Il punto è che se non lo facciamo, la tendenza attuale continuerà. E se è chiaro qual è la tendenza attuale, che sia verso la sostituzione della guerra nucleare con le macchine e lo sviluppo dell’IA, o nel caso dell’America che si disgrega in componenti, la tendenza, se non affrontata, è davvero, davvero chiara. È lì che stiamo andando.

 

Quindi qualcuno deve iniziare a lavorare immediatamente su una questione,Cos’è che ci unisce tutti? Probabilmente non sarà così difficile. Perché la maggior parte delle divisioni che crediamo insanabili sono abissi, non c’è modo di superarle. Non ho niente in comune con quella persona. Se mia figlia lo sposasse, impazzirei. La maggior parte di queste divisioni sono artificiali. Ci sono state imposte dai nostri leader, la cui incompetenza e i cui difetti avevano bisogno di una copertura. Ci sono persone intelligenti che lo dicono da tempo.

 

Questo non significa che non ci siano differenze naturali tra le persone, ovviamente ci sono. Incluse quelle tra le razze, naturalmente, ma sono più grandi delle cose che abbiamo in comune? No, non lo sono.

 

Ma sono state esacerbate, alimentate e intenzionalmente messe in evidenza come parte di un progetto a lungo termine per distogliere la nostra attenzione da ciò che ora è palesemente vero, ovvero che entrambi i partiti hanno cospirato contro la popolazione per migliorare le loro vite e peggiorare le nostre. Ormai è innegabile. E purtroppo, hanno avuto un successo strepitoso.

 

Quindi, se vogliamo sistemare le cose, ricostruire questo Paese e trasformarlo in un luogo che i nostri nipoti, si spera, potranno ereditare e in cui potranno prosperare, dobbiamo affrontare la pressante questione dell’identità americana. Cosa significa essere americani?

 

È un problema risolvibile. Bisogna solo provarci. E noi ci proveremo. E vi terremo aggiornati sui progressi. Grazie per l’ascolto.

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 Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

 

 

 

Pensiero

L’attacco alla raffinerie è per ridurre la popolazione mondiale e distruggere America ed Europa

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Renovatio 21 pubblica la trascrizione del discorso di Tucker Carlson tenuto durante il suo recente podcast sulla situazione mondiale. La riflessione sull’identità di scopo tra l’agenda climatica e la guerra merita una grande riflessione, così come tanti altri punti toccati dal popolare giornalista.   Non vogliamo essere cinici, ma a volte capita che forse stiamo parlando delle cose sbagliate. Intendiamo dire che quando accade un evento di grande rilevanza e tutti i media parlano di un suo aspetto, e di solito anche noi facciamo parte di quel gruppo, con un certo imbarazzo, a un certo punto bisogna chiedersi: «Hmm, non è che la cosa di cui stiamo parlando non sia la più importante? Non è che ne stiamo parlando o che veniamo indotti a parlarne di proposito?».   Voglio dire, ripeto, non voglio sembrare un complottista, ma è possibile che succeda. Ed ecco un esempio concreto. Si tratta dello Stretto di Ormuzzo . Abbiamo realizzato diverse trasmissioni sullo Stretto di Ormuzzo. Lo Stretto di Ormuzzoè ovviamente di fondamentale importanza. È la via d’acqua, ormai famosa per essere all’estremità orientale del Golfo Persico, attraverso la quale transita gran parte dell’energia mondiale. L’Iran ha la costa più lunga lungo quello stretto. Ormai siamo tutti esperti di geografia.   E quindi ora sappiamo tutti che è essenziale mantenere aperta quella via navigabile, che poi curva sul Mar Rosso lungo la costa di un Paese chiamato Yemen, controllato quasi interamente da un gruppo chiamato Houthi. Le persone stanno ricevendo una formazione continua su questo argomento e perché è importante? È importante perché non si può estrarre petrolio dalla regione produttrice di petrolio più ricca del mondo se non si ha accesso attraverso quelle vie navigabili.   Direttamente da chi si affaccia sul Mar Rosso. Quindi, la discussione in corso… di nuovo, inclusa la discussione a cui abbiamo partecipato, riguarda come aprire lo Stretto di Ormuzzo, come far passare quel petrolio. Ma se ci pensiamo bene, è davvero questa la domanda più importante che emerge dalla guerra con l’Iran? Quindi una via navigabile, ovviamente, è intrinsecamente importante. D’altra parte, questo è un problema che si può risolvere molto rapidamente.   Se una via navigabile è bloccata, se un paese dice che non si può passare o che farà saltare in aria le petroliere, beh, si potrebbe raggiungere un accordo con quel Paese. E si potrebbe risolvere la questione in circa 10 minuti se tutte le parti fossero disposte a farlo. Ciò che è più difficile da risolvere è la distruzione delle infrastrutture energetiche, degli oleodotti, delle teste dei pozzi, ma soprattutto delle raffinerie.

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Una raffineria è l’impianto, la fabbrica, dove il petrolio greggio estratto dal sottosuolo viene trasformato in prodotti che si possono effettivamente utilizzare. E… la gente potrebbe non rendersi conto di quanto sia diverso il petrolio greggio dai prodotti raffinati che se ne ricavano. Dal petrolio greggio otteniamo, notoriamente, la benzina, il carburante per aerei, ovvero il cherosene. Arriviamo fino all’asfalto. Otteniamo il gasolio. E otteniamo anche molti degli elementi precursori per i fertilizzanti.   Quindi nessuna di queste cose proviene direttamente dal sottosuolo. Vengono prodotte. Da questa materia prima chiamata petrolio greggio. E vengono prodotte in impianti chiamati raffinerie. Quindi senza raffinerie, non si può davvero gestire una società. Non si può gestire un paese con il petrolio greggio,In realtà, con il petrolio greggio si può fare ben poco. Non si può nemmeno usarlo in un motore diesel. E questi funzionano con olio vegetale, ma non con il greggio, bisogna raffinarlo. Quindi le raffinerie sono l’anello più importante della catena che va dall’estrazione all’accensione delle luci in casa, al prendere un aereo o al mangiare cibo coltivato nella terra.   Il problema delle raffinerie è che non ce ne sono molte. Ci sono molti pozzi di petrolio e gas. In realtà, nessuno conosce il numero esatto. Ogni anno vengono perforati circa 70.000 nuovi pozzi di petrolio e gas in tutto il mondo. Solo negli Stati Uniti ci sono quasi un milione di pozzi di petrolio e gas attivi, ma le raffinerie, che sono assolutamente necessarie, sono un’altra questione. Quindi, quante raffinerie ci sono in tutto il mondo? Sulla Terra, in questo momento, conosciamo la risposta perché non è un numero molto elevato.   Ci sono in totale 825 raffinerie sul pianeta per una popolazione di 8,3 miliardi di persone. 825, quindi circa una raffineria ogni 10 milioni di persone. Una raffineria per ogni New York City, più due milioni. Quindi, quando si distrugge una raffineria, è un grosso problema perché una grande raffineria è incredibilmente costosa. 25 miliardi di dollari, per esempio, molto costosa da costruire e richiede molto tempo, potrebbero volerci più di 10 anni per costruire una grande raffineria.   Quindi, quando se ne distrugge una, si ha un effetto immediato e duraturo in un modo che la chiusura di uno stretto non può ottenere. Distruggere una raffineria è una cosa seria. E quindi, tenendo presente questo, viene da chiedersi cosa stia succedendo alle raffinerie. All’improvviso, vengono colpite dai nostri calcoli e potremmo sbagliarci, potremmo sottostimare, ma pensiamo che, ad oggi, sette raffinerie nel Golfo Persico siano state colpite, distrutte, danneggiate, chiuse.   Almeno per un po’, forse anche a lungo termine, finora in questa guerra, che non è nemmeno iniziata da un anno. Sette raffinerie. Quindi, se vi state chiedendo perché il diesel costa 650 dollari a livello nazionale e molto di più in altre parti del mondo, è per questo motivo. Colpisce le raffinerie, non solo nel Golfo Persico, ma anche in Russia, che produce circa il 7% del diesel mondiale.   E quindi, in che modo? Come aiuta esattamente? Anche in caso di guerra, si prenderebbe di mira una raffineria? Sarebbe la prima cosa da fare? Beh, è ​​stata la prima cosa da fare in entrambi i conflitti. Abbiamo delle immagini, senza audio, ma giusto per farvele vedere, risalgono ai primissimi giorni della guerra con l’Iran. Siamo all’inizio di marzo, e questo è il risultato di un attacco di droni israeliani a una raffineria in Iran. Incredibile. Quindi scoppia la guerra.   Ci viene detto che questa guerra è un tentativo di fermare il programma nucleare iraniano perché sono a pochi minuti dal lanciare una bomba atomica su Miami. Ed è questo il punto. Si tratta solo di quel programma nucleare, che non accetteremo. Ma se è vero, perché gli israeliani, invece di colpire un impianto nucleare o assassinare altri fisici nucleari, come hanno fatto in Iran, perché colpire una raffineria? Hmm. Nessuno ha risposto a questa domanda perché quasi nessuno se l’è posta.   Perché il governo ucraino dovrebbe colpire le raffinerie russe proprio ora? Cosa che sta facendo, in tutta la Russia. A quanto pare il 60% della capacità di raffinazione russa è stata colpita e non sappiamo esattamente quanta sia stata disattivata in modo permanente o a breve termine, ma il 60% della loro capacità è stata colpita dagli ucraini.   Perché le raffinerie? Questo è il primo mistero. Il secondo mistero è: perché nessuno ne parla? Perché il problema di colpire una raffineria è che rilascia enormi quantità di CO2 nell’atmosfera. Ora, negli ultimi due anni, nessuno ha parlato delle emissioni di CO2. Nei 20 anni precedenti, ogni bambino di ogni ordine e grado nelle scuole americane ha imparato che la CO2 è un veleno e che sta aumentando la temperatura della Terra. E che la Florida sarà presto sott’acqua e che stiamo distruggendo il pianeta ogni volta che emettiamo CO2. All’improvviso, nessuno ne parla più. E non c’è niente che emetta CO2 in quantità maggiore, a nostra conoscenza, della distruzione delle infrastrutture energetiche.

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La distruzione del gasdotto Nord Stream da parte dell’amministrazione Biden, il gasdotto che collegava l’est all’ovest, dalla Russia all’Europa, è stata, a nostro avviso, la più grande emissione di CO2 di origine antropica nella storia dell’umanità. Eppure, nessuno ha detto una parola. Ad esempio, il Sierra Club, che è il gruppo ambientalista e l’organizzazione per il cambiamento climatico più finanziata degli Stati Uniti, con un budget di circa cento milioni di dollari, non ha detto una parola sulla distruzione del Nord Stream da parte dell’amministrazione Biden. Beh, è ​​molto, molto curioso, se ci pensate.   Non hanno detto nulla nemmeno sulle bombe che gli Stati Uniti, sotto le amministrazioni Biden e Trump, hanno inviato a Israele, bombe da 2.000 libbre. Quanta CO2 emette una bomba da 2.000 libbre? Beh, lo sappiamo perché degli accademici di Londra l’hanno calcolato, hanno fatto i calcoli. Circa tre tonnellate metriche, quanto sono? Beh, sono tante. Infatti, sono più di tre volte le emissioni annuali di uno scaldabagno a gas medio in un’abitazione, se controlliamo.   Ora, perché il paragone tra una singola bomba da 2.000 libbre e Biden che ne ha inviate circa 14.000 a Israele, per eliminare Gaza, per commettere un genocidio a Gaza? Trump ne sta inviando 40.000 di questo tipo e molte altre, ma noi scegliamo solo la bomba da 2.000 libbre. Perché paragonarla a uno scaldabagno domestico?   Beh, perché il Sierra Club ha pubblicato innumerevoli comunicati stampa sugli scaldabagni domestici, sugli scaldabagni a gas, quelli che funzionano bene, che sono efficienti, e ha anche pagato un team di avvocati per assicurarsi che non possiate averne uno. E non solo scaldabagni a gas, ma cucine a gas, stufe a legna, praticamente qualsiasi elettrodomestico che vi piace e che sia efficace. Asciugatrici, lavatrici, secondo il Sierra Club, la nostra più grande organizzazione ambientalista, tutte queste attività rappresentano una minaccia per la Terra, perché emettono CO2.   Eppure, per qualche ragione, il Sierra Club, per quanto ne sappiamo, non ha mai menzionato le emissioni di CO2 derivanti da munizioni, bombardamenti o dalla distruzione di raffinerie. Non ne hanno mai parlato. Ora, perché? Viene da chiedersi se il movimento ambientalista, il movimento per il cambiamento climatico, che per due decenni è stato una sorta di ideologia dominante della classe dirigente, fosse davvero molto preoccupato. Se negli ultimi 20 anni vi è mai capitato di cenare con una signora benestante, magari con la moglie di un investitore di private equity, a un certo punto si sarebbe rivolta a voi con gli occhi languidi e avrebbe detto: «Sono molto preoccupata per il clima. Stiamo distruggendo questo pianeta con le nostre emissioni», e si sarebbe commossa. Lo pensavano davvero. Ma improvvisamente, non una parola sulle maggiori emissioni di CO2 della nostra vita, causate da questa guerra e dalla guerra in Ucraina.   Che strano. Possibile che non abbiano mai veramente considerato l’anidride carbonica un veleno? Perché, ovviamente, non è veleno. La respiriamo, la espiriamo tutto il giorno. Non è un veleno, e non l’hanno mai creduto veramente. Possibile che il vero fascino del movimento ambientalista risiedesse nei suoi effetti sul modo di vivere delle persone? Quindi, se ci pensate un attimo, cosa vi dicevano gli ambientalisti che avreste dovuto fare?   A cosa avreste dovuto rinunciare? Come avreste dovuto cambiare la vostra vita per salvare il pianeta che voi, da soli, avevate distrutto? Non la Cina, il più grande emettitore di carbonio al mondo. No, non l’hanno mai menzionata. Ma voi, come americani, come europei, come occidentali, a cosa dovrete rinunciare? Beh, innanzitutto, alla vostra mobilità. Dovrete vivere in una città da 15 minuti. Non potrete andare da nessuna parte. Sarete di fatto confinati. Ma per il bene del pianeta, ammesso che vi importi del pianeta. Dovrete aumentare il consumo di carne, ovviamente.   Potresti dover indossare un maglione in casa d’inverno perché riscaldare la casa a 21 gradi è uno spreco, ovviamente. Non fa bene all’ambiente. E non puoi avere elettrodomestici funzionanti, non puoi avere niente che ti dia comfort a basso costo, perché sarebbe un peccato. Quindi, invece, dovrai avere, non so, un termostato che può essere controllato dalla sede centrale del Sierra Club, o dalla capitale del tuo stato, o almeno dal consiglio comunale. Dovrai rinunciare alla tua autonomia e abbassare il tuo tenore di vita. Questo è ciò che dovrai fare per salvare la Terra.   È affascinante pensare a questi effetti, che, tra l’altro, sono estremamente impopolari. Nessuno vuole indossare un maglione in casa a febbraio. Nessuno vuole avere freddo e fame. In effetti, per tutta la storia dell’umanità, i due obiettivi principali nella mente di ogni persona sul pianeta sono stati: non avere freddo né fame.Quindi non è che qualcuno lo volesse. Non c’è un grande consenso per il freddo e la fame. Ma bisognava pur farlo. E ovviamente, chi è al comando, e lo ripete spesso, lo voleva. Lo volevano, ma la cosa interessante è che lo otterranno comunque.   Non stiamo parlando di cambiamento climatico perché, notoriamente, Larry Fink, l’uomo d’affari più potente del mondo, a capo di BlackRock, profondamente coinvolto nella guerra in Ucraina e che ovviamente ne trae profitto, ha abbandonato le sue richieste sul cambiamento climatico. In altre parole, l’idea era che BlackRock non avrebbe fatto affari con te a meno che tu non aderissi all’agenda climatica.   Beh, ha abbandonato anche questa posizione, perché? Forse perché stanno ottenendo la stessa cosa da queste guerre. Perché quando distruggi le raffinerie, cosa fai? Beh, fai salire il prezzo del diesel, della benzina e del carburante per aerei oltre ogni limite. E la traiettoria è ormai segnata. 650 dollari per un gallone di diesel? Qual è la fonte di energia che trasporta tutti i nostri beni dal produttore al magazzino fino a casa? Sì.

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Quindi, distruggendo la capacità di raffinazione mondiale, si otterrà lo stesso effetto che si otterrebbe attuando il Piano 2030, o come lo chiamavano, per scongiurare il cambiamento climatico. Esattamente la stessa cosa. E naturalmente, se si abbassa il tenore di vita delle persone, cosa si ottiene? Meno persone. Perché o muoiono di fame, e ci troviamo ad affrontare questa possibilità molto presto. In paesi di tutto il mondo, in particolare in Africa, e questo, inutile dirlo, innescherà migrazioni di massa verso l’Occidente, ci sono un miliardo di persone nell’Africa subsahariana, e se soffrono la fame, pensate che se ne staranno lì a morire di fame? No, saranno a Los Angeles, ovviamente, e a Francoforte, e a Lisbona.   Quindi c’è questa possibilità: muoiono di fame, oppure decidono di avere meno figli. Quindi uno degli obiettivi dell’agenda climatica era ridurre la popolazione mondiale. E l’hanno appena detto. Voglio dire, lo fanno continuamente. Bill Gates, odio dare la colpa di tutto a Bill Gates, quel povero anziano autistico. Bill Gates è unico tra i governanti dell’universo perché è abbastanza danneggiato da dire cose oscure ad alta voce perché chiaramente non conosce la differenza. Non sa cosa non dovrebbe dire, Bill Gates. Ma tutti loro hanno detto questo: abbiamo bisogno di meno persone.   Jeffrey Epstein, notoriamente, forse non così notoriamente. Ve lo leggeremo. Ecco una parte di uno scambio che Jeffrey Epstein ha avuto nei ormai famosi Epstein files, quelli che sono stati pubblicati e non sono stati nascosti dall’amministrazione Trump. E stiamo citando, questo risale al 2016. Ed è in uno scambio con Joske Bach, uno scienziato cognitivo. E dice questo sul cambiamento climatico: forse il cambiamento climatico è un buon modo per affrontare la sovrappopolazione. Gli incendi della Terra, potenzialmente una cosa positiva per la specie. Troppe persone.Il motivo per cui così tante esecuzioni di massa di anziani e infermi hanno un senso risiede nel fatto fondamentale che tutti, prima o poi, muoiono.   Ora, Jeffrey Epstein: se avete letto i documenti di Epstein, sapete che era praticamente analfabeta, quindi non è del tutto chiaro cosa intendesse. Ma sta applaudendo alla morte di massa, ovviamente. E sta inviando questa email a una persona normale, qualcuno che probabilmente, non abbiamo verificato, ma probabilmente ha ancora un lavoro e cammina tra noi. È uno scienziato cognitivo, un eminente scienziato cognitivo. E stanno parlando di un numero di persone.   E a proposito, a un certo livello, ben al di sopra del livello in cui viviamo io e voi, le persone che governano i paesi pensano in termini di popolazione. Se valutate la vostra vita, pensate ai vostri figli, al vostro lavoro, a vostra moglie, a come vanno le cose e se guadagnate abbastanza per pagare tutto. Se governate un paese, se siete a capo di una civiltà, se fate parte della classe di persone che prendono grandi decisioni su popolazioni enormi, in che termini pensate? Demografia.   Quante persone vivono qui? Di quante persone abbiamo bisogno qui? Questa è la prima domanda che chi governa un Paese si pone e pone ai propri consiglieri. Abbiamo il numero giusto di persone? Quindi, quando si verificano eventi importanti nel mondo, se scoppia una guerra completamente insensata nell’Europa orientale e ti dicono: «oh, è tutta colpa di queste tre oblast’ nell’Ucraina orientale di cui nessuno ha mai sentito parlare, e dobbiamo prendere posizione per principio perché Churchill è di nuovo in guerra con Hitler», puoi essere assolutamente certo che non sia questa la causa della guerra, e che sia questo il motivo per cui si protrae da quasi cinque anni.   C’è qualcos’altro in gioco, qualcosa di molto più importante di chi controlla tre oblast, qualunque cosa sia un’oblast’, perché in realtà a nessuno importa. E devi riflettere. Guardando questo, forse uno dei motivi di quella guerra è il suo effetto, e il suo effetto è quello di spopolare completamente il Paese più grande d’Europa, che è l’Ucraina, che ha meno della metà delle persone che aveva all’inizio della guerra e non sarà mai più ucraina.   Quindi anche un bambino avrebbe potuto saperlo prima di entrare in guerra. Se questa guerra continua, e se è di tipo Prima Guerra Mondiale… Stallo, tritacarne, il Paese con la popolazione più piccola perderà una parte considerevole della sua popolazione in età lavorativa. Dovrai cambiare la popolazione. Pensi che la gente non lo sapesse prima? Pensi che la NATO e l’amministrazione Biden, pensi che l’amministrazione Trump non lo sappiano? Pensi che la leadership dell’UE non lo sappia? Pensi che il primo ministro britannico non lo sappia, certo che lo sanno. Voglio dire, non sono dei geni, ma non sono del tutto stupidi e pensano in grande. Questo è il punto.   Quindi quando il proxy occidentale, l’esercito ucraino, cerca di eliminare il 60% di tutta la produzione di diesel della Russia,Probabilmente non si tratta solo della Russia, vero? Si tratta dell’aumento del prezzo del diesel a livello globale, cosa che è avvenuta immediatamente, ovviamente. E questo ha l’effetto di imporre le stesse restrizioni che avevano richiesto nell’agenda climatica. Ma che sono state ampiamente respinte dalla popolazione.   È come dire: sì, mi interessa la Terra, ma non posso controllare il mio termostato. Posso avere una stufa a legna. Non ho uno scaldabagno funzionante. Non credo. Cioè, non mi interessa poi così tanto. E lo stesso vale per la guerra con l’Iran. L’Iran può avere armi nucleari. Ok, sì. Non suona bene. L’Iran ha armi nucleari, sembrano cattivi. Di certo non parlano inglese. Sembrano piuttosto stranieri. Una religione strana. Non so, non dovrebbero avere armi nucleari. Ma a questo punto, a quanti americani importa se l’Iran ha armi nucleari? Voglio dire, probabilmente non vogliono che l’Iran abbia armi nucleari o che chiunque altro le abbia, ma davvero, come giustificazione per il diesel a 6,50 dollari al gallone, non gliene importa niente.   Quindi cosa significa? Il diesel a 6 dollari e 50 centesimi non è un effetto collaterale di questa guerra, è il suo scopo principale. Lo scopo di un sistema è ciò che produce. Ed è così che si capisce la verità. Perché non importa cosa ti dicono, la giustificazione, il fatto che lo facciano per questo motivo. No. Guarda cosa fanno. Considera il risultato che producono. Se continuano a farlo e il risultato è sempre lo stesso, quel risultato è lo scopo dell’operazione. Non serve essere un genio per capirlo.

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Quindi, quando la gente, gente stupida come me, si presenta davanti alle telecamere e dice: «oh mio Dio, se continua così, avremo la carestia in Africa e migrazioni di massa. Tutta l’Africa subsahariana si trasferirà in Europa, negli Stati Uniti e in Canada». Pensate che non ci abbiano pensato? Se continua così, il tenore di vita negli Stati Uniti crollerà. La gente non potrà permettersi i beni di prima necessità. Dovrà smettere di mangiare carne. Pensate che non ci abbiano mai pensato prima?   Voglio dire… A un certo punto, tutti noi dobbiamo svegliarci e fondare la nostra comprensione della realtà sulla realtà stessa. Siate come il vostro cane. Il vostro cane non capisce una parola di quello che dite, eppure ha una straordinaria capacità di anticipare le vostre mosse. Come funziona? Perché non sentendovi, il cane è costretto a osservare le vostre azioni. E osservare le azioni delle persone è, col tempo, un indicatore molto più affidabile del perché le compiono.   Cercate le motivazioni comprendendo le azioni delle persone, non le loro parole. Le parole ingannano, le azioni dicono la verità. E queste azioni, sia in Ucraina che in Iran, sia nell’Europa orientale che nel Golfo Persico, hanno lo stesso effetto, ovvero abbassare il tenore di vita in Occidente, non in Cina, ma in Occidente. La Cina ha costruito raffinerie a ritmi forsennati e nessuna di esse è stata fatta saltare in aria. La Cina sta producendo energia. liquefacendo il carbone come fecero i tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale perché non hanno riserve di petrolio sufficienti. Quindi hanno un massiccio programma di gassificazione del carbone. Hanno grandi riserve di carbone. Stanno prendendo il carbone e lo stanno trasformando in combustibile liquido, in pratica diesel.   Quindi la Cina in realtà sta bene, noi no. L’Europa è fregata. Era ovvio fin dall’inizio che sarebbe successo. L’hanno fatto comunque. Perché l’hanno fatto? Non ascoltare, come il tuo cane, quello che dicono, valuta quello che fanno. L’hanno fatto per distruggere il tenore di vita negli Stati Uniti e in Europa, per fare strada all’impero cinese.   Ovviamente, oh, è una follia. È una follia? Guarda cosa stanno facendo. Distruggendo le raffinerie, si stanno assicurando che l’Occidente sarà molto più povero di quanto non lo sia ora, e questo non è risolvibile rapidamente, e loro lo sanno. E con «loro», di chi stiamo parlando? Beh, di chiunque stia prendendo le decisioni nella guerra in Ucraina. E non è Putin. Putin!   A questo punto i russi stanno reagendo. Stanno rispondendo alla crescente aggressività dell’Ucraina. Beh, l’Ucraina è a corto di uomini. Non conosciamo i numeri perché sono ancora segreti, ma centinaia e centinaia, probabilmente oltre un milione di ucraini sono stati uccisi. E certamente ben oltre un miliardo sono stati uccisi o feriti. Quindi non c’è più una forza combattente ucraina. Ma stanno intensificando l’aggressione? Cos’è? E chi prende questa decisione? Beh, guardate il seguente video e lo scoprirete.   Questo è Donald Trump. È successo proprio l’altro giorno, quando i prezzi del diesel hanno iniziato a salire negli Stati Uniti e Trump, nonostante i suoi molti difetti, che abbiamo catalogato in modo piuttosto esaustivo, capisce i prezzi delle materie prime perché non sono difficili da capire. Una materia prima è davvero semplice.   Non c’è niente di complesso nel gasolio. Si deve raffinarlo. Il processo è complesso, ma il diesel come materia prima è facile da capire. È il liquido che entra nei camion e fa funzionare l’economia globale. E senza di esso, l’economia globale si ferma, letteralmente. Quindi Trump lo capisce. E potete controllare i prezzi del diesel sul vostro telefono e non c’è dubbio che lo capisca. Quindi la sua paura fin dall’inizio di questo conflitto era che i prezzi delle materie prime sarebbero aumentati e si è concentrato molto sul prezzo del petrolio Brent.   Il petrolio Brent è uno dei tanti indicatori dei prezzi globali del petrolio, che prende il nome da un giacimento petrolifero ormai esaurito nel Mare del Nord chiamato giacimento petrolifero Brent. Ma è una sorta di misura che le persone usano. È come l’S&P dei mercati energetici. Sapete, è solo un marchio e la gente lo controlla. E i prezzi del petrolio Brent sono rimasti, sapete, hanno superato i cento, ma non sono a 300.   Quindi i prezzi dei combustibili fossili, o del petrolio greggio, sono rimasti piuttosto, voglio dire, relativamente a livelli ragionevoli rispetto a quello che è successo. Ma sono i prodotti raffinati che le persone usano effettivamente, carburante per aerei, benzina, gasolio e fertilizzanti, quelli che dovrebbero iniziare a preoccupare seriamente, e il gasolio in particolare, perché a differenza del carburante per aerei e dei fertilizzanti, il prezzo del gasolio viene pubblicizzato al distributore di benzina locale, quindi sai quanto costa.   Quindi Trump sta osservando la situazione e ne è terrorizzato. Ovviamente. Perché verrà giudicato e sa che, non importa quanti archi costruisca o quanti Kennedy Center intitoli a suo nome o qualsiasi altra triste follia, cerca sempre di assicurarsi di essere ricordato con affetto. Se il prezzo del gasolio arriva a otto dollari, non c’è speranza. Sai, sarai sempre ricordato come un fallimento. Punto. E lui lo sa. Perché, nonostante le apparenze, non è stupido a questo livello. Quindi Trump ha chiaramente chiesto ai suoi consiglieri: «cosa sta succedendo con il gasolio?». E dicono: «beh, in realtà non è il Medio Oriente a causare l’impennata, ma gli ucraini che colpiscono tutte queste raffinerie di diesel russe». E si scopre che la Russia è uno dei maggiori produttori, credo il secondo al mondo per il diesel. E quindi Trump si agita così tanto che chiede a Zelens’kyj di smettere di colpire le raffinerie di diesel. Guardate un po’.  

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«Il signor Zelens’kyj deve fare una cosa. Deve smettere di colpire i depositi di gasolio in Russia. Lasciatelo colpire i suoi obiettivi, ma non il gasolio, perché sta causando una carenza di gasolio. Questo non è opera del Medio Oriente. È opera di ciò che sta accadendo in Russia, e voi lo pubblicate. Quindi ne abbiamo parlato con il signor Zelens’kyj. Ci sono molti altri obiettivi. Non colpite il gasolio perché sta danneggiando il mondo. Non vogliamo che colpisca i depositi di gasolio».   Quindi è abbastanza chiaro. Domenica scorsa Trump ha detto questo, ed è una cosa piuttosto buona da dire, una cosa piuttosto intelligente da vedere. Voglio dire, ha identificato una delle cause principali del problema, il motivo per cui il prezzo del nostro diesel sta aumentando. È perché gli ucraini stanno attaccando le raffinerie russe. E lui pensa, comprensibilmente, di essere al comando.   Come se non ci fosse l’Ucraina, beh, non ci sarebbe una nazione ucraina se non fosse per il supporto degli Stati Uniti. E certamente non ci sarebbe uno sforzo bellico ucraino. Non è che il popolo ucraino lo voglia. Sono tenuti in ostaggio da un presidente non eletto che ha eliminato le libertà civili nel paese, ha messo al bando la più grande denominazione cristiana, ha messo in prigione persone per averlo criticato. È un pazzo e un tiranno.   E perché continua? Beh, l’unica ragione per cui continua è perché l’amministrazione Trump, attraverso le sue agenzie di intelligence, sta fornendo agli ucraini informazioni sugli obiettivi. Quindi, quando hanno colpito un obiettivo in Russia, da dove provenivano quelle informazioni? Dalle loro agenzie di intelligence? No, dalle nostre. Quindi, qualunque cosa vi dicano, l’amministrazione Trump sta permettendo che questa guerra continui. È un dato di fatto, ok?   E quindi Trump ritiene, comprensibilmente, di poterla fermare perché sta accadendo solo perché lui lo permette e aiuta il governo di Zelens’kyj. Ora, Dio solo sa perché lo sta facendo. Questa è una domanda molto più profonda a cui qualcuno dovrebbe dare una risposta. Penso che lo sappiamo. In ogni caso, è logico che Trump abbia pensato: «ok, basta, fermate tutto. Mi state danneggiando, state danneggiando l’America». Questo è successo domenica scorsa. Ecco Trump venerdì, venerdì scorso, solo l’altro giorno, che dichiara missione compiuta. Guardate.     «Abbiamo il più alto tasso di occupazione che abbiamo mai avuto nella storia. Tutti questi indicatori sono ai minimi storici. Abbiamo il tasso di povertà più basso, il più basso nella storia del nostro Paese. E le persone oggi guadagnano più di quanto abbiano mai guadagnato. E abbiamo qualcosa di cui sono molto orgoglioso. L’Iran non avrà un’arma nucleare. Ora, per questo, le persone dovranno pagare un po’ di più per la benzina. Penso che la maggior parte delle persone, se potessero votare sulla riduzione dei prezzi della benzina o sul permettere all’Iran di avere una nuova arma nucleare, io sarei disposto a votare. Sarebbe una vittoria schiacciante. La gente non vuole che l’Iran abbia un’arma nucleare. E sapete una cosa? Non l’avrà. E la guerra finirà presto. E quando finirà, i prezzi della benzina scenderanno ai livelli di prima, forse anche più bassi».   Sì, ignorate pure queste cose sull’Iran che ha un’arma nucleare. Voglio dire, ovviamente sono solo delle tristi divagazioni, ma a questo punto a nessuno importa davvero. Israele ha una nuova arma nucleare, Israele ha minacciato più volte di usare armi nucleari contro vari paesi e in Israele non ci sono ispezioni nucleari. Gli ispettori non sono mai stati a Dimona.   Quindi, se c’è un Paese al mondo che viola il diritto internazionale in materia di armi nucleari, e questo è Israele, ovviamente, rappresenta una minaccia molto maggiore rispetto all’inesistente programma nucleare iraniano. E onestamente, a questo punto, a nessuno importa davvero e Trump deve saperlo, ecco perché continua a ripeterlo. Ma è la prima parte di questa affermazione che, a posteriori, suona quasi toccante.   Quindi ecco Trump, solo un paio di giorni dopo aver detto: «Dirò agli ucraini di smetterla di attaccare le raffinerie russe, faremo scendere i prezzi del diesel”. E dice: “Sì, l’economia va alla grande». Perché si sente come se avesse la situazione sotto controllo. Sta manovrando le leve dell’economia globale. E se i prezzi del diesel salgono alle stelle, beh, è ​​il presidente degli Stati Uniti. Può farli scendere. Beh, non è una magia. Basta tenere a freno il suo rappresentante e il gioco è fatto.   La vera pillola nera, il fatto radicalizzante, il momento in cui pensi «oh cavolo, non so come risolvere questa situazione», è quando ti rendi conto che non importa cosa dica Trump. Perché non ha il controllo. E certo che ce l’ha, non voleva entrare in questa guerra in primo luogo. Ed è stato spinto a farlo da Benjamin Netanyahu.

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Quindi il presidente non ha il potere di prendere decisioni indipendenti su certi argomenti. Sui grandi argomenti, non ha sovranità, così come gli Stati Uniti non ne hanno, è tutta un’illusione. Ma ci si aspetterebbe almeno che potesse tenere a freno l’Ucraina, che non è nemmeno un vero paese, il paese più corrotto del mondo. Potremmo almeno dire al dittatore nano a capo di quel paese cosa fare, visto che siamo l’unica ragione per cui è ancora vivo. Ma il fatto radicalizzante, e questo è un dato di fatto perché sappiamo cosa è successo dopo, è che Trump non può dirgli cosa fare. Lui gli fa il dito medio e fa quello che vuole perché non lavora per Trump. Non lavora per gli Stati Uniti, nonostante le apparenze.   E tra l’altro, a quanto pare Trump non ha alcun controllo sulle sue agenzie di Intelligence. Pensate che potrebbe convocare John Ratcliffe e i capi delle altre 16 agenzie di Intelligence e dire: «se fornite informazioni sugli obiettivi all’esercito ucraino, vi incriminerò». Come se lavoraste per me, non foste stati eletti, lo sono stato io.   Questo è il nostro sistema. Non avete alcuna legittimità intrinseca. Non siete voi il presidente, lo sono io. E vi incriminerò per reati gravi, per tradimento, se verrete sorpresi a disobbedire al comandante in capo in tempo di guerra.È una cosa semplicissima e legale, tra l’altro. Ma lui non l’ha fatto. E siccome non l’ha fatto e siccome in realtà non è responsabile di nulla di concreto, il che potrebbe spiegare perché è così concentrato sul cambio di nome del Kennedy Center, almeno questo è qualcosa che può fare. Costruire un arco insignificante alla fine del Memorial Bridge. Va bene, costruisce la sua sala da ballo. Ma sulle questioni di ripartizione del potere globale, non ha voce in capitolo. E sappiamo che non otterrà una sospensione perché è successo questo.   Ecco il servizio della BBC News di circa due giorni dopo. Guardate.     «Con un’ondata di centinaia di droni e alcuni missili, un messaggio consegnato a Mosca con il fuoco. Questa raffineria di petrolio, a soli 16 chilometri dal Cremlino, è la più grande della capitale e fornisce carburante alla città e, secondo l’Ucraina, anche all’esercito russo. I funzionari ucraini affermano che l’obiettivo è portare la guerra di Vladimir Putin a casa».   In altre parole, una settimana dopo che Trump dice pubblicamente a Zelens’kyj di non bombardare le raffinerie russe perché sta facendo impennare i prezzi del diesel qui negli Stati Uniti e nel mondo, Zelens’kyjbombarda una raffineria russa a 16 chilometri da Mosca.   E poi la BBC, che ci descrive tutti con dettagli pornografici e ansimanti, con una sola mano, come si diceva una volta, manda un messaggio a Vladimir Putin: la quantità di pornografia bellica, la quantità di adorazione della violenza nella copertura mediatica di questi conflitti è ripugnante e le persone che vi partecipano hanno bisogno di cure psichiatriche immediate perché è disgustoso, la gente muore e voi vi masturbate su questo, cosa che fanno, è disgustoso al di sotto del disprezzo, ma in ogni caso ci dicono che gli ucraini hanno fatto questo perché diranno ai russi che c’è un costo per quello che stanno facendo.

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Beh, ovviamente, nessuna persona sana di mente pensa che l’esercito ucraino spingerà l’esercito russo a una resa o addirittura a una soluzione negoziata. È praticamente impossibile. E lo sappiamo per molte ragioni, ma una è la popolazione. La Russia ha circa cento milioni di abitanti in più dell’Ucraina. È una follia. Ed è sempre stata una follia. Non funzionerà mai.   E quindi quello che otterremo sarà la distruzione totale della nazione ucraina e prezzi dell’energia così alti che si formeranno città da 15 minuti e la gente mangerà insetti. Quindi bisogna chiedersi: è questo l’obiettivo? È sempre stato questo l’obiettivo? Non lo so. Lo scopo di un sistema è ciò che fa e questo sistema lo sta facendo.   Quindi sì, questo è l’obiettivo. Non può essercene un altro. E se volete sapere quanto è totalmente impotente il presidente degli Stati Uniti, e non vogliamo prendercela con Trump, che almeno ha avuto il giusto istinto sul diesel, tipo «ci state uccidendo, fermatevi», se volete sapere quanto è totalmente impotente, guardate il panel della CNN mentre celebrano il governo ucraino che fa il dito medio al suo protettore, il suo presunto protettore, gli Stati Uniti, guardate.     «£L’Ucraina ha condotto il più grande attacco con droni mai visto contro Mosca, colpendo un’importante raffineria di petrolio dopo che il presidente Trump aveva chiesto all’Ucraina di smettere di colpire obiettivi petroliferi russi perché, ovviamente, ciò contribuisce all’aumento dei prezzi, in particolare del gasolio negli Stati Uniti. Cosa ne pensa di questa escalation? Cosa le dice sulle capacità e sul punto in cui ci troviamo in questa guerra?” “Ho una sola parola da dire agli ucraini: congratulazioni. Devono aumentare questi attacchi, e farlo è l’unico modo in cui possono fare pressione su Vladimir Putin”».   Okay, quindi conservate quella registrazione perché vi dirà tutto. Ora, chi è quell’uomo che parla? Beh, è ​​un ammiraglio americano a quattro stelle in pensione [James Stavridis, ndt]. Era il capo della NATO sotto Barack Obama. Quindi, per chi parla esattamente? Cos’altro fa? Chi è quell’uomo? Beh, quell’uomo è socio del Carlisle Group. Quell’uomo è stato il direttore della Fletcher School of Law and Diplomacy. Quell’uomo è l’attuale presidente del consiglio di amministrazione della Rockefeller Foundation.   Quell’uomo, in altre parole, è l’incarnazione fisica dei veri governanti degli Stati Uniti e del mondo. E non sono figure politiche. Non sono persone elette da nessuno, perché quella sarebbe democrazia e noi non ce l’abbiamo. Le decisioni concrete vengono prese da persone con interessi commerciali in qualsiasi conflitto in corso e con una visione molto più ampia di come andrà a finire. Alla fine.   Lo scopo di questa operazione è detronizzare gli Stati Uniti dal ruolo di dominatori del mondo, indebolire gli Stati Uniti, impoverire gli Stati Uniti e l’Europa, che qui è una sorta di spettatore innocente, ma che verrà completamente distrutta, e fare spazio a una nuova era in cui non saremo noi al comando, e ovviamente, probabilmente, lo sarà la Cina. Quindi queste sono le persone che prendono le decisioni. E lo sapete perché quel tizio, l’ex capo della NATO, l’ammiraglio a quattro stelle, il presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Rockefeller, il socio di Carlyle, sta prendendo le parti dell’Ucraina, le parti di Zelens’kyj , contro il presidente americano eletto.   Quindi Zelens’kyj fa un gesto di sfida al presidente degli Stati Uniti e l’ex capo della NATO, l’ammiraglio a quattro stelle, colui che ha dedicato la sua vita a salvare, aiutare e difendere gli Stati Uniti, dice: «no, no, io sto con Zelensky». E sa, perché ha guidato la NATO, che non c’è letteralmente alcuna possibilità. Non c’è alcuna possibilità che questa tattica o strategia funzioni. Potreste far saltare in aria ogni raffineria in Russia. Potreste uccidere Putin. Non c’è alcuna possibilità che la Russia si arrenda all’Ucraina o a chiunque altro.   Quindi, il meglio che potete fare è distruggere l’Ucraina e le nazioni che la sostengono, tra cui il resto dell’Occidente. E questo, signore e signori, è l’obiettivo dell’operazione. Sembra che molte persone lo sappiano. Sembra che molte persone molto più intelligenti di me, ad esempio, che ci abbiano pensato fin dall’inizio. E sanno che qui non c’è liberazione. Possono chiamare Zelens’kyj «Churchill» quanto vogliono, ma alla fine nessuno sarà liberato. Nessuno otterrà sovranità e libertà.   Anzi, l’effetto diretto di tutto questo è la morte. Per gli uomini e le donne in età militare in Occidente, la popolazione di origine occidentale, non le persone che si sono appena trasferite qui da qualche paese straniero. Loro non si arruolano, ovviamente. Ma le persone i cui antenati erano qui 100 anni fa, moriranno,E quelli che sopravvivranno saranno molto meno liberi di quanto lo fossero all’inizio di tutto questo. Ora, come lo sappiamo? Sembra una cosa cupa. Sembra uno sproloquio di Alex Jones. Nuovo Ordine Mondiale, c’è un piano.

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Beh, siamo arrivati ​​al punto in cui lo dicono semplicemente in televisione via cavo. Quindi l’unica domanda è: state ascoltando? Non c’è bisogno di alcuna interpretazione. Non serve la Stele di Rosetta per capire cosa stanno dicendo. Non dovete soffermarvi su ogni inflessione o sfumatura. Lo stanno solo dicendo. Quindi ecco un certo Sir Jacob Rees-Mogg, e dovremmo avvertirvi prima che inizi che l’effetto nella sua voce, che secondo noi è piuttosto finto, è così esagerato che sembra di guardare un cartone animato, ma a quanto pare è tutto vero.   Quest’uomo è una figura politica conservatrice nel Regno Unito ed è in televisione sulla rete conservatrice del Regno Unito, che è praticamente come la nostra rete conservatrice, per niente conservatrice. È uno strumento di adorazione della violenza per qualunque cosa stia per arrivare, qualunque cosa sarà questo nuovo assetto, quella stazione e questo tizio sono i portatori di lance di quel progetto. Ovviamente, non c’è niente di conservatore in questo. Non stanno cercando di conservare ciò che abbiamo, stanno cercando di introdurre la nuova cosa nuova e l’unica cosa che sappiamo della nuova cosa nuova, qualunque cosa sia, è che non ne trarrete beneficio e lo sappiamo perché ve lo stanno dicendo, quindi ecco il signor Rupert Jacob Rees-Mogg o come si chiama.   Guardate. Non stanno cercando di conservare ciò che abbiamo, stanno cercando di introdurre la nuova, nuova cosa e l’unica cosa che sappiamo della nuova, nuova cosa, qualunque essa sia, è che non ne trarrete beneficio e lo sappiamo perché ve lo stanno dicendo quindi ecco il signor Rupert Jacob Rees-Mogg o come si chiama.     «Potremmo trovarci ad affrontare una guerra, e se ci troveremo ad affrontare una guerra avremo bisogno di persone che si arruoleranno nelle forze armate e che andranno a fare il loro dovere. Potremmo persino trovarci in circostanze in cui le persone dovranno morire per salvare il proprio paese, come è successo nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale e in molte altre guerre prima e dopo. Questo è ciò che permette a un Paese di sopravvivere; se le persone non sono disposte a fare il loro dovere, allora il paese verrà conquistato da un altro paese, in un modo o nell’altro. Questo è uno dei motivi per cui l’antica Roma è caduta».   «Ricordate, questo è un britannico. Quindi pensereste che sappia che l’ultima volta che la Gran Bretagna è stata invasa è stato quasi esattamente mille anni fa. In realtà, è successo nel 1066 per mano di scandinavi che si spacciavano per francesi, provenienti dalla Normandia. Invasero il Paese e lo cambiarono completamente, facendo quello che fanno gli eserciti invasori: ridussero in schiavitù la popolazione, e poi col tempo la gente in qualche modo dimenticò tutto e si formò l’aristocrazia.   Conoscete la storia, se avete un minimo di familiarità con la storia europea. Ma il punto è… l’ultima invasione della Gran Bretagna risale a mille anni fa. Quindi le ultime due guerre, le grandi guerre a cui la Gran Bretagna ha partecipato, la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, non furono una risposta a un’invasione. Nessuno stava cercando di invadere la Gran Bretagna. Furono entrambe guerre di scelta. E qual è stato il loro effetto? Beh, il loro effetto è stato quello di distruggere completamente il Paese. Completamente.   Nel 1914, quando iniziò la Prima Guerra Mondiale, quando la Gran Bretagna entrò nella Prima Guerra Mondiale, la Gran Bretagna dominava il mondo. E nel 1945, quando la Seconda Guerra Mondiale finì… la Gran Bretagna era un guscio vuoto, con il razionamento che durò per i successivi 10 anni. E il primo ministro che guidò la Gran Bretagna attraverso quella guerra, il tanto amato negli Stati Uniti, Winston Churchill, fu respinto dagli elettori come un fallimento. Lo disprezzavano perché sapevano ciò che i nostri storici non ammetteranno mai, ovvero che distrusse l’impero e il loro Paese, che non si è mai più ripreso.   Quindi le guerre che quel buffone cita come necessarie erano in realtà l’opposto di necessario. Se avete domande, non esitate a porle nella sezione commenti qui sotto. Pensate che la guerra debba essere combattuta in difesa di una nazione a beneficio delle persone che ci vivono. E nel corso della storia, si è sempre dato per scontato che questa sia l’unica ragione per cui si fa la guerra: per aiutare le persone che vivono nel proprio paese, perché si agisce per loro conto e si chiede loro, come ci ha ricordato quel buffone, di morire per questo scopo.   Quindi, se non li aiuta, è chiedere troppo a chiunque. Vai a morire per qualcosa che mi aiuta, qualcosa per cui io personalmente non sono disposto a morire. E i miei figli non sono disposti a morire, ma vorremmo che tu andassi a morire per questa cosa che non aiuterà affatto i tuoi parenti sopravvissuti. Anzi, distruggeremo il nostro Paese. Ed è esattamente quello che ha fatto la Gran Bretagna in quelle due guerre. E non c’è una vera e propria controargomentazione.   Voglio dire, si arrabbieranno e ti insulteranno, e diranno che sei un odiatore se lo dici. Ma cosa c’è di non vero in questo? È vero. È vero. Ed è vergognoso. E le persone che lo difendono sono vergognose. Quindi, in realtà, se fai notare qualcosa di vero e prendi posizione contro l’uccisione inutile di persone, non sei tu il criminale. E ovviamente cercano subito di ribaltare la situazione. Beh, sei tu la persona cattiva, hai odio, sei l’odio.   No, sono contro la morte inutile delle persone. Sto di nuovo uccidendo degli innocenti. Il cattivo non sono io, lo eri tu.Quindi è molto importante mantenere la lucidità e non soccombere alle vertigini morali. E le vertigini morali, ovviamente, sono, sapete, un’arma davvero efficace. Dici: «Aspetta, stai commettendo un genocidio. Sei un odiatore, stai zitto», e vieni censurato. Ma le persone che commettono un genocidio, non so, oggi possono parlare all’ONU.   Quindi non funziona così. No, funziona così: se invochi la morte di innocenti, sei il cattivo. Io non sono il cattivo per averti criticato per questo. Quindi ricordatelo se state guardando da casa. Non siete i cattivi se vi opponete a mandare i giovani della vostra nazione a una morte inutile. Siete i buoni e vi state scontrando con i cattivi e dovreste metterli alle strette. Non è possibile che continuino a invocare la morte inutile del nostro popolo e a ergersi a paladini della moralità. È oltraggioso. Ciò che chiedono è criminale, vile, disgustoso e totalmente indifendibile, e dovrebbero vergognarsi. Non dovreste vergognarvi di opporvi.   In ogni caso… stanno cercando di far vergognare la popolazione del Regno Unito, la popolazione che ha ereditato il Regno Unito, le persone che guardano i telegiornali britannici, per farle morire in una guerra che non ha nulla a che fare con la Gran Bretagna. E ovviamente la Gran Bretagna non è nemmeno controllata da cittadini britannici. Non ha sovranità. Ci sono truppe americane sul suo territorio. Tutta questa storia è una farsa. Ma qual è il vero obiettivo?   Persino Jacob Rees-mog, o come si chiama, probabilmente non è entusiasta di una guerra totalmente inutile. C’è un motivo. C’è una ragione per cui vogliono farlo. Quindi vogliamo farvi ascoltare una clip, che fa parte di un colloquio tra lui e, presumibilmente, il suo interlocutore. Quindi, quello che avete appena visto, Rees-mog, è quello che nel Regno Unito viene definito un conservatore. Quindi sta da una parte. Ecco un certo Paul Richards, che sta dalla parte completamente opposta. Non hanno niente in comune. Non sono d’accordo su niente. Sono poli opposti, bloccati in questa battaglia di idee per il controllo di una grande nazione democratica. Oh, ma non è vero, perché, come negli Stati Uniti, entrambe le parti sono schierate contro la popolazione sulle questioni che contano davvero. E la questione che conta sopra tutte le altre, perché tocca ogni altra questione, è la questione di chi viene ucciso.   La guerra. Questo conta. Quindi non lasciatevi distrarre da tutte queste altre sciocchezze. Ciò che conta è chi vive nel vostro Paese e chi viene ucciso. Bene, iniziamo dalle cose che contano davvero. E questo conta. E quindi su queste questioni, chi vive nel vostro Paese e chi viene ucciso, nel Regno Unito come negli Stati Uniti, entrambe le parti sono in totale accordo contro la popolazione che non vuole niente di tutto questo. Non vogliono avere un Paese completamente diverso a ogni generazione a causa dell’immigrazione. E non vogliono andare a combattere guerre per altre nazioni o interessi commerciali o altro. Non vogliono morire senza motivo. Moriranno in difesa della loro nazione. Non vogliono morire per nessun altro motivo e non c’è niente di male. Non sei un antisemita per pensarlo e vaffanculo se suggerisci il contrario.   Comunque, ecco questo tizio, Paul Richards, il liberale, se questa fosse la televisione americana, che si scontra con il conservatore, guardatelo mentre spiega ad alta voce qual è il punto di tutto questo. Questa clip incredibile, guardatela.  

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«Penso che gli inglesi si ribellerebbero come se fossero costretti. Dovremmo rinchiudere alcune persone, tra l’altro. Alcune voci filo-russe dicono che non c’è una minaccia. Non combattete per il vostro paese. Non andate in guerra per Burnham. Dovremmo indagare su di loro. Beh, e anche in nome della difesa del regno, quindi sapete, dovremmo ricorrere a queste misure e dovremmo anche considerare cose come la coscrizione».   È un quadro piuttosto eloquente. Bene, la prima cosa che faremo, si capisce subito che questi sono strateghi militari molto informati, perché non iniziano dicendo: «Ok, il fronte di questa guerra è qui, dobbiamo attraversare il fiume Dnipah per farlo». No, no, no. La prima cosa da fare è imprigionare chiunque non sia d’accordo con noi. E poi dobbiamo mandare a morire i figli di tutti gli altri, perché, ovviamente, questi ragazzi non parteciperanno fisicamente a questa guerra. Non andranno a combattere. Pensate che Paul Richards andrà a combattere?   Ora, la prima cosa da fare, la primissima cosa da fare è rinchiudere le persone che si oppongono a questa guerra. E poi Jacob Reesmonger, o come si chiama, che si atteggia a esperto di storia inglese, chiaramente non ne sa nulla, dice: «sì, lo abbiamo fatto durante le guerre napoleoniche». No, amico, lo avete fatto nella Seconda guerra mondiale.   La prima cosa che fece il governo britannico fu imprigionare il partito di opposizione, definendoli nazisti, cosa che non erano, guidati da uno dei grandi eroi di guerra della Prima Guerra Mondiale, Oswald Mosley. Oh, era un nazista. No, non lo era. Se fosse stato un nazista, vivrebbe in Gran Bretagna, in Germania. Non voleva la guerra. E da allora è stato calunniato. È come… spaventoso persino difenderlo.   Non sto nemmeno difendendo quest’uomo, sto solo dicendo che in una società libera si possono avere le proprie opinioni. Non si possono imprigionare le persone per le loro opinioni e, quando lo si fa, come si può essere migliori di coloro contro cui si combatte? Quindi lo hanno fatto nella loro ultima grande guerra e ora imprigionano il partito di opposizione.   Hanno mandato in prigione anche le loro mogli. Perché cosa fanno le mogli? Oh, sono sposate con questi uomini. Non gli piaceva, si chiama colpa di sangue. Non è proprio quello che facciamo nella civiltà occidentale. In realtà, questo è l’opposto della civiltà occidentale: in Occidente giudichiamo le persone in base alle loro azioni. Puniamo i colpevoli, risparmiamo gli innocenti, facciamo ogni sforzo per risparmiare gli innocenti.   Ma in Gran Bretagna hanno smesso di farlo nel 1940. E hanno semplicemente imprigionato le mogli, comprese le donne incinte. La gente moriva in prigione. E sono rimaste lì per tutta la durata della guerra sotto Churchill, il signor combattente per la libertà. Quindi sì, l’avete fatto nella vostra ultima grande guerra e non vedete l’ora di rifarlo. Non vedete l’ora di diffamare chiunque si opponga a questa guerra definendolo filo-russo, proprio come avete diffamato chiunque fosse contro l’ultima grande guerra definendolo filo-nazista. Siete filo-nazisti! No, solo contro la guerra, che ne dite? Non credo che ci aiuterà. Questo è filo-nazista, filo-russo.   Ma questo è il loro primo piano d’azione: mettere in prigione le persone che non sono d’accordo con loro. Oh, okay, quindi tornando al nostro piano per comprendere la realtà, non è un sottoprodotto del piano. È lo scopo del piano. Lo scopo della guerra è cambiare, non l’Iran o la Russia o chiunque altro dicano, no, è cambiare noi. È cambiare le nostre vite.   È un cambiamento nel modo in cui il potere viene ripartito nella nostra società. Toglierlo alla popolazione, questo assetto che avevamo chiamato democrazia, e poi in democrazia, ovviamente, non andresti in guerra se la popolazione si opponesse in modo schiacciante perché… Come si potrebbe giustificare? Da dove verrebbe l’autorità per farlo? Ma lo facciamo, non è nemmeno in discussione.

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La gente non lo vuole, a chi importa se lo vuoi o no. Cosa c’entri tu? Stai zitto. Ma ora, chiaramente, il piano è di passare alla fase successiva in cui è tipo, beh, ti mandiamo semplicemente a morire. E a proposito, chiunque ti dica che la coscrizione negli Stati Uniti è totalmente fuori discussione sta mentendo perché è fuori discussione. Difficile credere che possa accadere. Onestamente, è difficile credere che possa accadere. E forse non accadrà, ma hanno già messo in atto i meccanismi per farlo accadere. Ma in Gran Bretagna, sono proprio andati avanti.   La Gran Bretagna è una società fallita, governata da persone senza autorità, credibilità e legittimità. E si trovano ad affrontare, di fatto, una rivolta della propria popolazione, del tutto giustificata. La loro risposta non è migliorare la vita delle persone che presumibilmente rappresentano. La risposta è iniziare una guerra che potrebbe concludersi con l’annientamento nucleare, perché non gliene importa niente, perché sono nichilisti, e usare quella guerra per porre fine a tutte le libertà civili nel loro Paese.   E se pensate che questo non possa accadere qui, se pensate che non faccia parte di ciò che state vedendo ora, con le raffinerie che saltano in aria in tutto il mondo, dovreste rifletterci più a fondo.   Tucker Carlson

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Pensiero

Preghiera dell’equinozio d’autunno

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È arrivato l’equinozio. Oggi il giorno e la notte saranno in equilibrio. Renovatio 21, come sempre, registra l’evento cosmico.

 

Oggi l’estate 2026 muore per sempre, l’autunno rinasce. Tra meno di un anno, l’estate rinascerà: è la forma ciclica dell’universo, tangibile ed incontrovertibile. Di come questo si rifletta sulle nostre esistenze, lo lasciamo meditare al lettore.

 

Non sappiamo quanta parte della popolazione – inurbata, immigrata, modernizzata – possa rimanere ancora insensibile a questa magia dell’universo, che sento offerta come un dono continuo. Vivere in una giungla di cemento, tra falsi idoli e la disperazione come rumore di fondo (come da programma della Necrocultura) forse distrugge la sensibilità all’incantesimo e alla meraviglia.

 

Molti sentono l’autunno come una privazione. È la stagione, ti insegnano da bambino a scuola, dove «cadono le foglie». In realtà, nel profondo, l’autunno pare essere legato all’abbondanza. Il participio latino auctus, da augere («accrescere», «aumentare») unito al suffisso -mnus indicherebbe originariamente la «stagione che accresce». L’autumnus porta a compimento e arricchisce i frutti della terra.

 

Risalendo ancora più nella profondità degli idiomi terrestri, si rintraccia una radice indoeuropea e più chiaramente sanscrita (av-, au-) legata all’idea del godere, del saziarsi e del favore della natura. Avati, forma base della radice verbale primaria coniugata (presente, terza persona singolare), nei Rig Veda assume anche il significato specifico di «compiacersi di», «gustare con gioia» o «saziare». Āvayati, forma causativa del verbo (derivata sempre da av), in contesti letterari classici sanscriti significa letteralmente «mangiare con gusto», «divorare» o «consumare godendone».

 

Il lettore può sentire come, dalle vertigini millenarie della storia umana, si può arrivare al latino habere, e all’italiano avere. L’estate, la forza del sole, produce i frutti che noi abbiamo.

 

Ora, in questo equinozio, riflettiamo su quanto l’ultima estate ci ha dato. Non solo la luce e il caldo, ma una situazione di caos globale che deve, se siamo rimasti esseri umani benevoli e responsabili (cioè, lettori di Renovatio 21), preoccuparci, deve spingerci alla reazione.

 

Quale sia una prima reazione alla catastrofe mondiale che progredisce inesorabile, lo abbiamo detto: pregare.

 

Preghiamo il Signore con una preghiera d’equinozio. Signore, riporta anche nel cuore degli uomini l’equilibrio tra la luce e il buio. Signore, permettici di godere dei frutti dell’autunno. Signore, lascia che godiamo ancora del ciclo delle stagioni, della natura stupenda che hai creato per noi, della vita. Signore, riporta la vita in equilibrio con la morte.

 

Un’ultima cosa. Dobbiamo chiedere al lettore un piccolo aiuto in un momento di difficoltà di Renovatio 21. Per fare in modo che anche questa testata veda il prossimo ciclo.

 

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Grazie, cari lettori. Buon equinozio.

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

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Pensiero

La superguerra è vicina. E non assomiglia a nulla di quello che abbiamo visto

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Un amico del giro del tabarro mi chiama. Lo fa due tre volte l’anno, per parlare delle faccende della scena tabarrista (che è stupendamente variegata, e incomprensibilmente complicata), ci raccontiamo inezie e sorridiamo, sghignazziamo. Poi però, come per un rito ciclico, mi chiede sempre la stessa domanda: «ci sarà la guerra?». Lo chiede in modo sommesso, come se – rara avis – si rendesse conto di quanto grave può essere una guerra, ieri e, sopratutto oggi.

 

«Ci sarà» gli ho risposto stavolta, quasi senza pensarci. Non so da dove mi venisse questa sicurezza, né da dove venisse la risposta stessa. Pur occupandomi, col giornale che state leggendo, di tutti gli elementi necessari per tentare di capire la scena mondiale, confesso che mai mi è venuto di fare una simile predizione. Fors’anche perché la mia mente, naturalmente, rifiuta l’idea. La rifiuta, essenzialmente, perché sono un padre di famiglia – credo che sia così.

 

La guerra è vicina: abbiamo tutti gli ingredienti sufficienti a farla scoppiare. Vi sono, sopra ogni cosa, precise motivazioni: ci sono quelle di superficie, e poi quelle profonde. Che sono metafisiche, soprannaturali, preternaturali, spirituali. Andiamo con ordine.

 

L’attacco di queste ore a Mosca, durante le elezioni politiche, non ha precedenti: 2.000 droni lanciati contro la Russia, a colpire non solo le raffinerie – cosa che Trump aveva chiesto a Zelens’kyj di non fare – ma, comme d’habitude, i civili.

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La prima domanda che dovete farvi è: quanto la Russia può tollerare di avere la propria popolazione sotto attacco costante? Quanto Putin può pazientare – lo sta di fatto facendo ora, aspettando la diplomazia, come lo ha fatto negli otto anni di massacri in Donbass da parte degli ucronazisti post-Maidan – prima di scatenare la potenza militare russa contro Kiev?

 

Ricordate, prima degli accordi ottenuti in Turchia ancora nel marzo 2022, a meno di una manciata di settimane dallo start del conflitto aperto, una colonna di decine di chilometri di carri armati russi stava fuori da Kiev. Furono ritirati su richiesta dell’Ucraina, come segno di buona fede per i negoziati. Mosca li accontentò. Boris Johnson, poco dopo, fece fallire l’accordo: ne sono seguiti i quattro anni di strage che conosciamo. Una durata che ha superato la Grande Guerra Patriottica, come i russi chiamano la Seconda Guerra Mondiale: Mosca dal 1941 al 1945 ha combattuto per 1.418 giorni; in Ucraina lo scontro ha superato i 1.670 giorni.

 

Malgrado il numero dei morti non si avvicini nemmeno lontanamente a quello della Seconda Guerra Mondiale, per la Russia moderna con evidenza si tratta del conflitto più rilevante – perché anche qui riguarda la questione esistenziale dell’intera civiltà russa (è il lungo discorso che Putin fece a Tucker Carlson nella celebre intervista tre anni fa), minacciata ai suoi confini – Ucraina, etimologicamente, significa «sul confine» – come ai tempi di Hitler, Napoleone, dei mongoli – e ora la NATO. Nella mente russa è facile far scattare un altro grilletto: la presenza di truppe con la svastica fa comprendere bene la dimensione del conflitto, con Putin a parlare di denazificazione sin dalla prima ora.

 

I tasselli militari e psicostorici perché Mosca reagisca con la sua potenza contro Kiev, insomma, ci sono tutti.

 

La seconda domanda che dovete farvi è: chi ha dato a Kiev tutti quei droni? Chi li ha puntati? Chi ne ha insegnato l’uso agli operatori ucraini?

 

Qui uno può rispondere: oramai gli ucraini se li producono da soli, la visita ad un fabbricone di droni è stata l’ultima cosa pubblica che ha fatto il senatore falco (e ambiguo, diciamo) Lindsey Graham prima di morire. Tuttavia è cosa nota, ed ad un certo punto pure rivendicata, l’assistenza totale che è stata data dall’Occidente, in particolare dai britannici, nelle armi lanciate contro l’entroterra russo. È la storia, oltre che dei droni, dei missili Storm Shadow: le coordinate di lancio e il puntamento satellitare, dicono i russi, gli ucraini non possono esserseli dati da soli.

 

Nel periodo della slatentizzazione più oscena, non è nemmeno definibile come una proxy war, una guerra per procura: tutto è sotto la luce del sole. Da qui gli avvertimenti delle ultime settimane dai consiglieri Putin e Lavrov, che parlano delle fabbriche dei droni in altri Paesi come «obiettivi legittimi»: un azzardo non da poco, visto che una simile situazione farebbe scattare contro Mosca l’articolo 5 NATO, e cioè ciò che il Cremlino sembrava aver voluto evitare sinora. La lista include Regno Unito, Germania, Spagna, Repubblica Ceca, Danimarca, Turchia e, certo, Italia.

 

E quindi, se avete risposto alle due semplici domande scaturite dai fatti di cronaca bellica delle ultime ore, potete capirlo da voi: un attacco totale della Russia sull’Ucraina – con invasione definitiva, oppure con diluvio di missili ipersonici e non su tutti i centri del potere: non sappiamo davvero – potrebbe essere sul serio dietro l’angolo.

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Non solo: anche un attacco ai Paesi che sostengono la guerra contro la Russia non è possibile escluderlo. Non solo perché i moscoviti vi hanno ammiccato, ma perché la situazione degenera ogni giorno di più: avete letto su Renovatio 21 che la Lituania, Paese ex sovietico, vota in Parlamento per poter ospitare armi atomiche occidentali sul suo territorio.

 

Non solo: va sottolineato l’entusiasmo – non può essere chiamato altrimenti – di alcuni Paesi europei per la guerra ventura. La Germania, che ha avviato, sia pur goffamente, una rimilitarizzazione ultramiliardaria (cioè, una delle cose che la creazione della NATO doveva prevenire…) pare non aspetti altro – non è escluso che la postura aggressiva terminale di Berlino scatti anche solo con un’operazione risolutiva russa nella sola Kiev.

 

La Francia pure, viste le idee di ministri della Difesa e di generali, e pure del presidente, non disdegnerebbe: così da sistemare i conti con Mosca per il Sahel, l’Africa francofona, soffiata dai russi a Parigi in questi ultimi anni.

 

La Polonia – «Cristo delle nazioni», secondo il poeta Adam Mickiewicz, il più importante esponente del romanticismo polacco – sembra avere una voglia matta di immolarsi, e glielo faranno fare: ai vertici hanno neocon (nel senso: il ministro degli Esteri Radoslav Sikorski è sposato con Anne Applebaum, da decadi inossidabile colonnella del neoconservatorismo che alligna a Washington qualsiasi sia il colore dell’amministrazione) che non vedono l’ora di spingere un altro Paese nella fornace della guerra, magari nucleare.

 

Della Gran Bretagna abbiamo detto: lì, lo sapete, c’è dietro un odium immortale che affonda nella storia, con il Grande Gioco in Asia meridionale e Centrale, come pure nella teoria geopolitica di Halford Mackinder, che appare come demonicamente impressa nei secoli nella matrice politica internazionale di Londra e pure di Washington.

 

C’è da capire cosa faranno altri Paesi, come la Spagna, o l’Italia. Dalla storia capiamo come Madrid potrebbe semplicemente togliersi, come con Franco durante la Seconda Guerra. Mentre confidiamo che l’Italia, as usual, faccia per la guerra la peggior scelta possibile.

 

Insomma, lo scacchiere per la guerra in Europa è pronto, prontissimo. Tuttavia, la catastrofe non riguarda solo l’Europa.

 

Il Medio Oriente è in fiamme. L’attacco all’oleodotto saudita Est-Ovest, quello che ha impedito l’ultima possibilità di aggirare lo Stretto di Ormuzzo, reca un segno precisissimo: provenendo il drone dall’Iraq è giocoforza una mossa dell’Iran, che controlla le bande sciite irachene, come guida gli Houthi in Yemen, i quali ora con la presa dello Stretto di Bab al-Mandeb possono di fatto chiudere l’accesso al Mar Rosso e quindi, al Canale di Suez, riportando il traffico marittimo mondiale indietro di secoli, con le navi a fare il periplo dell’Africa per il Capo di Buona Speranza.

 

Come a suo tempo abbiamo scritto, ad abundantiam, su Renovatio 21, Iran e Sauditi avevano fatto la pace, su mediazione cinese: il 10 marzo 2023 era stato stipulato l’Accordo di Pechino, con il ripristino delle relazioni diplomatiche tra Teheran e Riad, bruscamente interrotte nel 2016. I due Paesi si erano sempre odiati, e il motivo è presto detto: non c’è solo la questione confessionale, sciiti contro sunniti (wahabiti, per giunta), ma il tentativo attivo di esportare la rivoluzione teocratica in Arabia, dove regna, diceva l’aiatollà Ruhollah Khomeini, una monarchia «corrotta, illegittima e asservita agli Stati Uniti».

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Ai suoi albori, la Repubblica Islamica utilizzò massicciamente le trasmissioni radiofoniche per spingere la minoranza sciita dell’Arabia Saudita (concentrata nella Provincia Orientale, ricca di petrolio) a insorgere contro il governo centrale, provocando violente rivolte di piazza tra il 1979 e il 1980. Le tensioni hanno avuto ripercussioni in era recente: il 2 gennaio 2016 l’Arabia Saudita giustiziò tramite decapitazione Nimr al-Nimr, un influente religioso e leader sciita saudita, insieme ad altre 47 persone accusate di terrorismo – fu lì che le relazioni diplomatiche tra i due Paesi saltarono.

 

Se in Arabia Saudita non vi fu un vero golpe tentato dall’Iran, esso tuttavia sponsorizzò tentativi di colpo di Stato contro altre monarchie del Golfo alleate dei sauditi. Il caso più clamoroso avvenne nel dicembre 1981 in Bahrein, dove il Fronte Islamico per la Liberazione del Bahrein (un gruppo militante sciita addestrato e finanziato da Teheran) fu scoperto e fermato mentre pianificava un colpo di Stato orchestrato per rovesciare la famiglia reale Al Khalifa.

 

E quindi: la vera guerra, a Ormuzzo, potrebbe non essere tanto tra Iran e USA, e Israele, ma con l’Arabia Saudita, finita ora, con lo stop alle esportazioni petrolifere, in un cul del sac economico colossale – che, ovvio, coinvolge tutta l’economia di ogni Paese della Terra dipendente dal petrolio.

 

Riguardo allo Stato degli ebrei, è chiaro quanto la situazione di distruzione internazionale possa giovare al suo piano messianico sionista del «Grande Israele», dall’Eufrate al Nilo (secondo quanto interpretato dal libro della Genesi, 15,18, e, per alcuni, illustrato dalle due strisce azzurre che nella bandiera contengono il simbolo cabalista della stella a sei punte). Impegnato l’Iran in un conflitto distruttivo con i Saudi e con gli USA, lo Stato Giudaico potrebbe con relativa tranquillità travolgere tutti gli Stati limitrofi, come la Siria con il suo governo fantoccio di jihadisti, magari gettando qualcuna delle sue duecento presunte armi atomiche (o a neutrone) non dichiarate o semplicemente precipitando le bombe che ora Trump vuole fornire, bombe che hanno una capacità distruttiva superiore a quella vista a Dresda nel 1945.

 

Spostiamoci più a Est: India e Pakistan è difficile che restino con le mani a posto – mani che hanno dita nucleari. Le ultime schermaglie erano state sedate pochi mesi fa da Trump, all’epoca ancora visto come autoritario uomo della Pace mondiale. Con gli USA distratti (e, va detto, sempre più insofferenti con l’«alleato» di Islamabad) Nuova Delhi potrebbe gridare, come sempre, e con qualche ragione, al Pakistan «fabbrica del terrorismo», e cominciare le operazioni. Il Pakistan potrebbe fare la stessa cosa, inventandosi qualsiasi pretesto, il Kashmir, l’ennesimo incidente al confine.

 

Islamabad avrebbe da risolvere anche il problema dell’Afghanistan talebano, con cui ha vaste e sanguinarie divergenze: e sì che i talebani, si dice, erano stati creati dall’ISI, il servizio segreto pakistano, ancora ai tempi dell’invasione sovietica. La golemica, a quanto si vede, prospera anche laggiù. I nostri lettori sanno che i talebani ora sono apertamente fiancheggiati dagli indiani.

 

Più a Est ancora: era esploso, vi ricorderete, un conflitto tra Cambogia e Tailandia (due Paesi i cui popoli non si amano, come da tradizione umana di buon vicinato), anche quello messo a cuccia dal primo Trump. È inevitabile crediamo, che si riaccenda, magari coinvolgendo pure qualche Stato limitrofo, e perfino la Cina.

 

Già, la Cina: Paese chiave del XXI secolo, è impossibile che dinanzi all’accelerazione della crisi mondiale non colga l’occasione: riprendersi Taiwano è, da anni, nei discorsi ufficiali di Xi Jinping, che ad occhio non ci tiene a passare per quaraquaquà, e sa che la riunificazione sarebbe ciò per cui verrebbe ricordato a Pechino ad aeternum, come fosse un imperatore dell’era classica.

 

L’attacco ai Taiwan devasterebbe l’economia mondiale inserendo una dimensione ulteriore: Formosa gode dello scudo dei microchip, cioè gli attacchi sono prevenuti perché la maggior parte dei microprocessori, e in particolare quelli più avanzati che i cinesi non sono (ancora) in grado di replicare, vengono prodotti lì. È il motivo per cui gli Stati Uniti proteggono l’isola. Dopo il petrolio e i fertilizzanti, la sparizione di circuiti elettronici dal mercato globale renderebbe quantità di imprese, grandi e piccole, inservibili.

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Ecco perché nel vortice di Taiwano verrebbe risucchiato anche il Giappone, che, nonostante gli evidenti legami con la manifattura cinese, non si sottrarrebbe allo scontro, e forse non per le isole (praticamente, degli scogli) Senkaku. Poco più in là, altro mostro che spaventa da morire Tokyo, la potenza atomica della Corea del Nord. Inevitabile che pensi di attaccare Seul (che sta a pochi chilometri dal confine…) non più solo con palloni di spazzatura volante, e forse partecipare anche in altri teatri bellici dell’area, non escludendo nemmeno il Giappone. Pyongyang, rammentiamo, ha vantato in questi anni il possesso della catastrofica arma-tsunami, un sistema nucleare in grado di spazzare via un’intera costa, con le sue città, creando onde oceaniche alte 500 metri – un dispositivo invero apocalittico sviluppato dai russi col nome di Poseidon, di cui ripetutamente minacciato l’uso contro la Gran Bretagna, finita sommersa da un maremoto radioattivo.

 

Con la Cina sia le Filippine che il Vietnam (che con Pechino ha fatto una guerra vera di un mese nel marzo 1979) hanno dispute territoriali in sospeso. L’Australia, abbiamo visto, si prepara alla guerra con i cinesi da tempo – e ha pienamente accettato la build-up militare americana sul suo suolo. Insomma, il settore asiatico è una polveriera, come e più di quello europeo.

 

Ancora, l’Africa: abbiamo accennato alla disputa degli Stati del Sahel, ora usciti dai vincoli francesi ed alleatosi di fatto con i russi. Al tempo del golpe in Niger si parlò di un intervento militare invasivo, che Parigi avrebbe appoggiato, dell’ECOWAS (acronimo di Economic Community of West African States, la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale), dove, oltre a nazioni di medio peso come Senegal e Ghana, pesa la presenza della potenza egemone regionale della Nigeria. Arduo credere che un simile conflitto – con dietro le quinte le potenze che magari a quel punto si stanno combattendo direttamente anche in Europa – non riaffiori in caso di innesco della guerra mondiale.

 

Potremmo continuare con il quadro: Armenia ed Azerbaigian, Egitto e Etiopia, Marocco ed Algeria, Serbia ed Albania (cioè, Kosovo). La polvere da sparo è lì, la miccia pure.

 

Tuttavia vogliamo significare qui un altro elemento preciso: la guerra che verrà non sarà in nulla simile a quelle che abbiam già veduto.

 

In un caso, cioè con uno scambio di centinaia se non migliaia di testate termonucleari, sappiamo cosa può accadere: distruzione massiva di gran parte dell’umanità (sicuramente di quella occidentale…), inverno nucleare (una nuova «piccola era glaciale» artificiale), poi un periodo di fame, e di barbarie, che ucciderà almeno cinque miliardi di persone, ammesso che gli altri due siano sopravvissuti. Tale prospettiva non è speculazione: abbiamo seguito come sia la Russia che, nelle ultime settimane, gli Stati Uniti abbiano riscritto la loro dottrina nucleare, adattando il codice per l’uso delle armi fine-di-mondo alla situazione presente.

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Vi è, ad ogni modo, un altro scenario. Potrebbe non esservi, per qualche ragione, un uso di atomiche, o un uso limitato. Il resto diverrebbe una classica guerra territoriale che, però, non ci sentiamo di definire come una guerra tradizionale. Sì, come negli scorsi episodi, sarebbe una guerra che non coinvolge gli eserciti, ma anche la popolazione civile – anzi, sarebbe diretta essenzialmente alla popolazione civile, secondo il principio sterminatore visto benissimo a Gaza.

 

Tuttavia le forme di questa guerra sarebbero inedite per tutti noi.

 

Innanzitutto, quella che è la più grande rivoluzione bellica dalla Prima Guerra Mondiale: i droni. I nostri cieli, e l’aria appena sopra alle nostre teste, si riempiranno di queste micromacchine volanti di morte. Il loro impiego ha sconvolto il teatro ucraino: oggi, con probabilità, la Russia non potrebbe mandare più quella colonna di carrarmati che stazionava a poca distanza da Kiev nel marzo 2022. Ciò non vale solo per i militari e i loro mezzi: l’opzione sul tavolo, mostrata tante volte da Renovatio 21, è quella dei cosiddetti slaughterbots, microdroni programmati per essere rilasciati in grandi sciami, riconoscere e uccidere gli esseri umani perfino dentro i palazzi (scuole, uffici) o nelle loro abitazioni. Cose simili, hanno detto, in parte si sarebbero già viste a Gaza.

 

Non ci sono solo i droni: la guerra si fa robotica. Abbiamo visto di già soldati che si arrendono ad automi, il cui dispiegamento militare è in aumento esponenziale programmato. Robotti antropomorfi, robocani, rover autonomi armati: le creature artificiali da combattimento sono già qui e, aggiungiamo, sono pronte a darvi la caccia, con determinazione e furbizia fornite dall’Intelligenza Artificiale.

 

Dobbiamo poi parlare dei missili ipersonici: essendo impossibile intercettarli, possiamo dire che non vi è difesa possibile, perché la velocità è tale che nemmeno è detto che si possa rilevarli, o rilevarne la traiettoria. La differenza con le vecchie guerre è evidente: niente più allarmi aerei, il popolo che corre nei rifugi, o in cantina, o nelle grotte: un impatto che arriva prima del suo suono, e poi distruzione. Gli Oreshnik russi possono essere equipaggiati con testate atomiche, e un sistema MIRV, cioè di sgancio, a pioggia, di sei testate indipendenti. Il tempo per arrivare dal territorio russo a qualsiasi città europea (l’obiettivo strategico ideale per tornare all’equilibrio mondiale, secondo il politologo russo Sergej Karaganov) e di meno di un quarto d’ora. Chi di noi vive vicino ad una base militare, come me, ci dovrebbe pensare, almeno una volta al giorno.

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Non è improbabile che la prossima guerra vedrà l’utilizzo di armi ad impulso elettromagnetico (EMP), in grado di friggere tutti i circuiti elettronici e i sistemi elettrici, non colpendo direttamente gli esseri viventi, ma neutralizzando all’istante l’infrastruttura tecnologica del nemico, non solo mettendo l’esercito KO, ma ingenerando giocoforza il collasso sociale interno dell’avversario, con la popolazione in preda ad un blackout irreversibile. Le armi EMP rientrano non solo nell’uso del nucleare (l’impulso è ottenuto da una detonazione ad alta quota), ma anche in scenari limitati (NNEMP, Non Nuclear Electromagnetic Pulse) dove si immagina la disposizione tattica di generatori chimici o elettronici per disabilitare i sistemi di un singolo edificio, di un veicolo o di una flotta di droni, senza provocare esplosioni atomiche. Bombe elettromagnetiche, abbiamo riportato, sono state testate di recente da Kim Jong-un.

 

E ancora: potremmo parlare delle armi laser, delle armi a microonde, delle armi metereologiche ed ambientali (la militarizzazione della geoingegneria, già ben avviata). Chi ha seguito Renovatio 21 sa che tutto questo è realtà odierna. Per non parlare dei virus, ora progettati con l’Intelligenza Artificiale – o forse direttamente dall’Intelligenza Artificiale.

 

Aggiungiamo che abbiamo tutte le pedine al loro posto per vedere estesa la guerra nello spazio. Gli USA, che hanno creato un ramo delle forze armate specifico (la Space Force, le cui uniformi proposte sembrano quelle degli ufficiali dell’Impero di Guerre Stellari: bellissime) hanno appena detto di avere armi nello spazio. La Russia ha risposto prima accusando gli americani poi mettendo in orbita, di lì a poche ore, un mezzo militare. La Cina è già ben presente, anche con progetti di colonizzazione del suolo lunare. L’India dispone di armi antisatellite, la Germania dice di voler laser orbitanti. La prima guerra spaziale potrebbe generare tanti detriti da rendere impossibile l’uscita della stratosfera per sempre: è la sindrome di Kessler, alla quale nessuno, quando combatte, smette di credere.

 

Non parliamo allora di una guerra, ma di una superguerra. Un superguerra per una super-ecatombe, che conteremo in milioni morti (megadeath), forse in miliardi, un massacro assoluto, il sacrificio del mondo stesso al nulla, alla distruzione, a coloro che odiano l’uomo, e vogliono ucciderlo, sin dal principio.

 

Qui veniamo alla parte spirituale del problema, e alla domanda più importante: perché? Perché tutto questo?

 

Con buona pace dei marxisti e dei liberali, non è possibile trovare un motivo economico a questo disastro: se vi fosse, prova definitiva che potete esperire sulla vostra stessa pelle, paghereste meno la bolletta. Sono solo allora dispute ideologiche, territoriali? Non crediamo nemmeno questo.

 

Vi è una radice religiosa, metafisica nel quadro attuale. La risposta, quindi, va cercata nello spirito.

 

Possiamo pensare, ad esempio, che India e Pakistan si combattano per l’hindutva (l’«induità»: la supremazia delle religione autoctone, soprattutto l’induismo, su ogni altra, con conseguenti persecuzioni anche dei cristiani) e per la jihad, Shiva contro Allah.

 

Possiamo pensare che sauditi e iraniani stiano in realtà lottando per l’egemonia sul mondo musulmano, concretata nella custodia della Mecca, dove ogni singolo fedele islamico del pianeta deve ricarsi per fare l’haji, il pellegrinaggio che è uno dei cinque pilatri dell’Islam.

 

Possiamo pensare che la Cina contempli la possibilità di conflitto nel suo settore secondo il Tao Te Ching di Laozi, con la primazia del concetto di unità (Yi) espresso come «sotto il cielo» (Tian Xia). Le divisioni, le guerre e il caos «sotto il cielo» nascono quando gli esseri umani dimenticano questa unità originaria per inseguire leggi artificiali, ambizioni, morale rigida e desideri personali, lontani dal progetto etico. La Cina, anche moderna, vuole incentrarsi su una «società armoniosa» (hexie shehui), che era letteralmente il motto della presidenza di Hu Jintao dal 2003 al 2013. Esportare l’armonia, o prevenire che l’interno divenga disarmonico, sono effettivi obiettivi metafisici della politica cinese.

 

Possiamo pensare che Israele, con il suo governo ultrasionista (con la lieve sfumatura religiosa o secolare che sia), stia facendo tutto questo per ottenere, come da sua profezia fondante, l’arrivo del suo Messia – il quale, va detto en passant, rappresenta per la tradizione cristiana l’anticristo.

 

Possiamo pensare che l’Europa bruxellita «laica», cioè massonizzata come da programma attuato negli ultimi secoli (con tutti ’48, i Risorgimenti, le guerre di ogni tipo), sia ora in postura di attacco contro la Russia tornata potenza cristiana. Non sarebbe la prima guerra mondiale che i massoni innescano per distruggere la Cristianità e i Paesi soggiacenti: non è difficile interpretare la Grande Guerra, scoppiata poco dopo la morte del papa Pio X – l’uomo che aveva capito tutto il gioco, la cui elezione impedì, secondo i racconti, l’ascesa al soglio di un papa massone – servì a liquidare il Sacro Romano Impero, cioè l’Austria, ultimo bastione cristiano in un’Europa dove il cattolicesimo era stato eradicato da tutti gli Stati (dall’Italia sabauda alla Francia repubblicana, per non parlare dell’Inghilterra).

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E allora: sì, la lotta che ci aspetta è, soprattutto, una lotta spirituale. A questo bisogna prepararsi, considerando anche il sostentamento materiale che serve alle anime. Il caos che potrebbe seguire, ammesso di sopravvivere, potrebbe essere terrificante. Il crollo degli Stati, nella cui autorità gli europei non hanno più alcuna fiducia a meno che non gli si provveda qualcosa (lo abbiamo visto con il COVID e la sua «vacanza» forzata in clausura più «ristori»), potrebbe generare per sopravvissuti un periodo di barbarie totale, magari animata dalle milionate di immigrati importati a nostre spese nelle nostre città.

 

Possiamo dare qualche consiglio: state con la famiglia. Preparatevi a difenderla, usando tutti i mezzi che offre la legge (che, epperò, è pensata per il tempo di pace). Accumulate qualche scorta. Avere una fonte di energia che non dipende dalla rete, e una batteria per accumulare, potrebbe aiutare. Un’auto elettrica, ammesso che i suoi circuiti non siano bruciati da un attacco EMP o riprogrammata da un attacco hacker, potrebbe avere senso. Mappate le fonti di acqua: torrenti, falde. Alcuni appezzamenti in periferia hanno dei pozzi, antichi o moderni. Individuate i boschi con la popolazione animale più consistente, per esempio di cervi e cinghiali. Apprendere il tiro con l’arco a scopo caccia potrebbe diventare fondamentale.

 

Ma soprattutto, combattete nello spirito: pregate. Digiunate: imparate la privazione, offrite la fame e il dolore a Dio, alla lucidità superiore che ci serve per proteggere i nostri cari.

 

Estote parati. Preparatevi a cosa viene dopo – anche a cosa viene dopo di voi. Contemplate non solo la morte, ma la buona morte.

 

Comprendete le dimensioni del disegno, e, per quanto inspiegabile, la sua bellezza: voi, la vostra anima, ne siete protagonisti. Voi siete al centro di tutto questo, siete stati creati per questo, voi lo vogliate o no. Voi siete stati, siete, e sarete: la vostra esistenza è per sempre, è incancellabile.

 

La vostra vita è troppo preziosa perché vi facciate trovare impreparati.

 

Roberto Dal Bosco

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