Politica
Il Giappone rielegge Shigeru Ishiba
Lunedì il parlamento giapponese ha rieletto il primo ministro Shigeru Ishiba, dopo che la sua coalizione di governo ha subito la peggiore sconfitta in oltre un decennio, avendo perso la maggioranza parlamentare nelle elezioni anticipate della Camera bassa il mese scorso.
Ishiba, 67 anni, ha assunto la carica di primo ministro a partire da Fumio Kishida, che si è dimesso a settembre a causa di una serie di scandali che hanno minato la fiducia del pubblico nel Partito Liberal Democratico (LDP).
Pochi giorni dopo l’insediamento in ottobre, Ishida ha indetto elezioni anticipate per la camera bassa del parlamento nel tentativo di confermare il suo mandato. Invece di una posizione rafforzata, tuttavia, Ishiba ha dovuto affrontare una battuta d’arresto significativa poiché gli elettori, indignati per l’inflazione alle stelle e per uno scandalo sui fondi neri, hanno consegnato al blocco al potere la sua peggiore performance dal 2009.
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Il partito LDP di Ishiba e il suo partner di coalizione Komeito hanno perso la maggioranza che detenevano da tempo nella Camera bassa, composta da 465 seggi: il partito LDP è sceso da 247 a 191 seggi, mentre il Komeito ne ha persi otto, scendendo a 24.
Lunedì, in quello che è stato il primo ballottaggio parlamentare in 30 anni, Ishiba ha battuto il leader del Partito Democratico Yoshihiko Noda con 221 voti a 160.
Ishiba guiderà ora un governo di minoranza con un’opposizione incoraggiata. Ha già riconfermato la maggior parte dei suoi precedenti membri del gabinetto e ha sottolineato che l’obiettivo più importante è «assicurarsi che il Giappone sia una nazione pacifica e che i mezzi di sussistenza delle persone migliorino».
Negli ultimi anni, il partito LDP è stato al centro dell’attenzione a causa di scandali politici, tra cui i suoi legami con la controversa Chiesa dell’Unificazione del reverendo Moon e le accuse secondo cui i funzionari del partito avrebbero intascato milioni di dollari in donazioni.
Sotto la guida di Ishiba, il LDP aveva preso le distanze dai candidati macchiati dallo scandalo rifiutandosi di sostenerli. Tuttavia, è stato sottoposto a un esame più approfondito dopo le accuse secondo cui avrebbe comunque finanziato le sue sezioni regionali.
Ishiba è stato descritto dai media giapponesi come un politico «lupo solitario» con una «ventata testardaggine», cosa che gli è valsa sia nemici di alto livello che alleati di base.
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Il primo ministro anche chiesto al Giappone, un alleato chiave degli Stati Uniti nella regione, di guidare la creazione di una versione asiatica della NATO per contrastare le potenziali minacce provenienti da Cina e Corea del Nord.
Ishiba pare aver aperto a riforme economiche per il dialogo con le opposizioni.
Come riportato da Renovatio 21, l’Ishiba è un sostenitore del progetto per la cosiddetta «NATO asiatica» e un occasionale cosplayer, travestitosi in un momento drammatico da personaggio di Dragon Ball Z.
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Immagine di 首相官邸ホームページ via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Politica
L’Islanda vota contro la ripresa dei negoziati di adesione all’UE
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Politica
Re Aroldo di Norvegia muore a 89 anni
Il palazzo reale ha comunicato venerdì la scomparsa di Aroldo V, re di Norvegia, all’età di 89 anni. Il sovrano, sul trono dal 1991, si è spento serenamente in un ospedale di Oslo, secondo quanto reso noto dalla corte.
Al suo posto salirà l’unico figlio, Acone VIII, 53 anni; la moglie Mette-Marit diventerà la nuova regina di Norvegia.
Il passaggio di corona arriva dopo anni in cui la famiglia reale è stata segnata da diversi scandali. Mette-Marit è finita al centro delle polemiche per i suoi contatti passati con il criminale sessuale Jeffrey Epstein dopo che documenti pubblicati negli Stati Uniti a gennaio 2026 hanno rivelato una corrispondenza con il misterioso pedomiliardario tra il 2011 e il 2014, ben dopo la sua condanna per reati sessuali, con quasi mille menzioni della principessa nei documenti, inclusi scambi definiti «intimi».
La vicenda ha suscitato aspre critiche, al punto che il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store ha accusato pubblicamente la principessa di scarso giudizio. Mette-Marit si è scusata parlando di «profondo rammarico». Come riportato da Renovatio 21, negli Epstein files è emerso anche il nome dell’ex premier di Oslo Thorbjørn Jagland, il cui rammarico lo avrebbe portato a tentare il suicidio. L’ex ministro degli esteri norvegese Borge Brende pure è stato trovato nei documenti epsteinici, ed ha dovuto dimettersi dal ruolo di CEO del World Economic Forum di Davos.
Ancora più problematica è la vicenda il figlio avuto da una precedente relazione con un uomo condannato per reati di droga e abusi, Marius Borg Hoiby, è stato condannato per violenza sessuale, violenza domestica e altri reati minori, dopo una condanna in primo grado a giugno per due casi di stupro.
Anche la figlia maggiore di Aroldo, la principessa Martha Louise, è stata oggetto di critiche dopo aver lasciato gli incarichi ufficiali per occuparsi di medicine alternative e aver sposato Durek Verrett, un americano negro che si è autodefinito «sciamano delle celebrità».
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Aroldo (ma si può tradurre anche «Araldo»), era stato ricoverato il 17 agosto per una malattia del sangue. Durante le cure le condizioni sono peggiorate e giovedì il palazzo le ha definite «estremamente gravi».
Secondo la stampa locale, i membri della famiglia reale hanno cancellato gli impegni pubblici e si sono raccolti al capezzale del re nei suoi ultimi giorni, mentre i cittadini deponevano fiori davanti al palazzo.
Nonostante le polemiche che hanno riguardato i suoi familiari, Aroldo è rimasto una figura amata in Norvegia e gli è stato riconosciuto il ruolo avuto nella modernizzazione della monarchia, anche grazie al matrimonio con una donna di origini non nobili e a una maggiore trasparenza sulle spese della casa reale.
La monarchia norvegese affonda le radici nell’epoca vichinga, quando Aroldo I Bellachioma unificò il paese nell’872, dando avvio alla prima dinastia. Per secoli i re norvegesi governarono un regno indipendente, ma nel 1380 la Norvegia entrò in unione con la Danimarca, perdendo di fatto la propria corona autonoma per oltre quattro secoli.
Nel 1814, dopo le guerre napoleoniche, la Norvegia passò sotto la Svezia, pur ottenendo una propria Costituzione (17 maggio 1814, ancora oggi festa nazionale). L’unione con la Svezia durò fino al 1905, quando un referendum sancì la piena indipendenza norvegese. Il Paese scelse allora la forma monarchica invece che repubblicana, chiamando sul trono il principe danese Carlo, che prese il nome di Acone VII.
Da allora si sono succeduti Olavo V (1957-1991) e Aroldo V (1991-2026), appena scomparso. La monarchia norvegese è oggi costituzionale e parlamentare: il sovrano ha funzioni prevalentemente rappresentative e simboliche, mentre il potere esecutivo spetta al governo.
Va notato che nel 2012 una modifica costituzionale ha posto fine al ruolo del re come capo della Chiesa di Norvegia.
Ora ascende al trono di Norvegia il principe Acone, con la moglie problematica, già al centro di un incidente diplomatico quando tentò di esfiltrare dall’India una bambina prodotta da una surrogata locale per dei suoi amici collaboratori omosessuali.
Il matrimonio di Haakon con Mette-Marit nel 2001 fu contestato soprattutto negli ambienti della Chiesa luterana norvegese, poiché lei non era nobile, era separata e aveva già un figlio piccolo.
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Immagine di Sámediggi Sametinget via Wikimedia pubblicata su licenza; immagine tagliata
Politica
Parlamentare israeliano distrugge un monumento palestinese sotto scorta delle Forze di Difesa Israeliane
🔴 ‘MK Zvi Sukkot is not the sovereign in the territories,’ FM Sa’ar tacitly condemns far-right MK over Palestinian memorial demolition https://t.co/S6ne6FYq7Z pic.twitter.com/DWvaNeSXb0
— i24NEWS English (@i24NEWS_EN) August 25, 2026
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