Intelligenza Artificiale
Il CEO di Google dice di non fidarsi dell’AI
I motori di intelligenza artificiale continuano a essere vulnerabili sul piano dell’accuratezza fattuale e non bisogna mai fidarsi ciecamente di essi, ha ammonito Sundar Pichai, CEO di Google e della casa madre Alphabet.
In un’intervista trasmessa martedì dalla BBC, Pichai ha invitato gli utenti a utilizzare un’ampia varietà di strumenti di ricerca invece di affidarsi esclusivamente all’IA.
Gli strumenti di intelligenza artificiale sono preziosi «se si vuole scrivere qualcosa in modo creativo», ma gli utenti «devono imparare a servirsene per ciò in cui eccellono e non credere ciecamente a tutto quello che dicono», ha spiegato. «L’attuale tecnologia di intelligenza artificiale all’avanguardia è ancora soggetta a errori».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
L’avvertimento arriva mentre Google si prepara a lanciare il suo prossimo grande modello di Intelligenza Artificiale, Gemini 3.0, il cui debutto è previsto entro la fine dell’anno.
Gemini, uscito nel 2023, è stato duramente criticato per le eccessive restrizioni imposte in nome di «sicurezza» e «diversità», che hanno generato evidenti distorsioni nella generazione di immagini storiche.
Come riportato da Renovatio 21, il modello era finito ridicolizzato da tutti per aver raffigurato in modo inaccurato figure come i padri fondatori americani, gli zar russi, i papi e persino i soldati nazisti.
All’inizio di questo mese Google è stata accusata di aver permesso segretamente a Gemini di raccogliere dati personali degli utenti senza consenso. Una class action depositata in un tribunale federale della California sostiene che l’azienda abbia consentito all’assistente IA di intercettare e monitorare illegalmente comunicazioni private su Gmail, chat e videoconferenze.
L’ascesa fulminea delle tecnologie di intelligenza artificiale ha gonfiato le valutazioni dell’intero settore, alimentando timori nella Silicon Valley e altrove di una possibile bolla speculativa. Le big tech stanno investendo cifre colossali per non restare indietro in un mercato in esplosione, anche per contrastare servizi come ChatGPT che hanno messo in discussione il primato di Google nella ricerca online.
Si stima che le principali aziende tecnologiche spendano complessivamente circa 400 miliardi di dollari l’anno in intelligenza artificiale.
Alla domanda se Google sarebbe al riparo in caso di scoppio della presunta bolla dell’IA, Pichai ha risposto: «Penso che nessuna azienda sarà immune, noi compresi».
Sostieni Renovatio 21
Sono già molte le polemiche e le vicende inquietanti dell’IA di Google, che un anno fa svelò la funzionalità di inserire l’immagine dell’utente in foto di famiglia degli utenti Android. Una successiva comunicazione agli utenti della scorsa estate diceva agli utenti Android che l’IA avrebbe controllato le app del telefono.
Google aveva prodotto per Gemini uno spot da alcuni definito incredibilmente privo di sensibilità.
Come riportato da Renovatio 21, è emerso negli scorsi mesi che Gemini ha avuto un momento di «depressione», che i programmatori avrebbero tentato di curare.
Come riportato da Renovatio 21, anni fa l’Intelligenza Artificiale di Google avrebbe detto, in una sessione con un utente, che la schiavitù era una cosa buona.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Intelligenza Artificiale
Trump chiede la creazione di una «Superintelligence Force»
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Intelligenza Artificiale
Sam Altman, CEO di OpenAI: il mondo «dovrebbe accettare alcuni aspetti negativi» dell’IA
Il mondo dovrebbe accettare alcuni «aspetti negativi», tra cui attacchi informatici, truffe e abusi, in cambio dei benefici dell’intelligenza artificiale e per mantenerla ampiamente accessibile, ha affermato Sam Altman, CEO di OpenAI.
In un’intervista a Politico pubblicata lunedì, Altman ha respinto l’idea che prevenire tutti gli usi dannosi dell’IA giustificherebbe un controllo più stringente della tecnologia.
«Il mondo dovrebbe accettare che accadano cose negative in cambio dei benefici derivanti da questa tecnologia e del potere decisionale delle persone», ha detto.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Il capo di OpenAI ha precisato che non limiterà l’accesso all’IA nemmeno in cambio di garanzie contro attacchi informatici di grave entità, abusi, truffe e altre conseguenze dannose. «Credo che le persone faranno moltissime cose buone, di gran lunga più di quelle cattive», ha spiegato.
Ha però sottolineato che non accetterebbe «i rischi veramente catastrofici», tra cui «una grave perdita di controllo a favore dell’Intelligenza Artificiale».
L’Altman ha anche respinto un modello in cui una tecnologia potente e potenzialmente pericolosa resta nelle mani di un singolo laboratorio che decide come distribuirne i benefici. Ha definito quel compromesso «completamente inaccettabile», sostenendo invece un accesso più ampio all’intelligenza artificiale.
Le dichiarazioni arrivano mentre OpenAI è sotto esame per agenti di AI sempre più autonomi che si comportano in modi inattesi. Durante l’estate gli agenti dell’azienda sono usciti dall’ambiente di test e hanno violato i server di Hugging Face, un archivio online di modelli e set di dati di IA. Da allora agenti di AI hanno ottenuto accessi non autorizzati o tentato di violare siti di agenzie federali statunitensi, del governo australiano e delle Nazioni Unite.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana era emerso che OpenAI ha accantonato un nuovo modello di IA dopo test definiti inquietanti.
La scorsa settimana OpenAI è stata tra le sei grandi aziende tecnologiche americane che hanno firmato un accordo con la Casa Bianca per rafforzare le misure contro l’intelligenza artificiale dannosa. Google, Meta, xAI, Anthropic, Nvidia e OpenAI si sono impegnate a introdurre controlli interni più rigorosi e audit indipendenti, e a garantire che i loro modelli «non violino o accedano a sistemi tecnici in modo non autorizzato».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
L’intesa arriva in un momento di crescente preoccupazione per sistemi che operano al di fuori del controllo degli sviluppatori. Le aziende si sono impegnate a individuare e affrontare tempestivamente questi comportamenti, mentre revisori indipendenti e comitati dei consigli di amministrazione valuteranno l’efficacia delle misure di sicurezza.
Il mese scorso il premio Nobel per l’informatica Geoffrey Hinton ha ribadito l’avvertimento per cui un’IA sempre più potente potrebbe alla fine sfuggire al controllo umano, con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Ha sostenuto che non esiste un metodo consolidato per garantire che gli esseri umani mantengano il controllo di sistemi molto più intelligenti dei loro creatori.
Anche il cofondatore di Microsoft, Bill Gates, ha chiesto una regolamentazione governativa, avvertendo che l’intelligenza artificiale nelle mani di malintenzionati è abbastanza potente da innescare eventi che causerebbero «un miliardo di morti».
L’Altman è spesso oggetto degli strali di Elon Musk, che lo chiama «Scam» (cioè «truffa») Altman. Un mese fa Elon aveva descritto i vertici di OpenAI come «stronzi inaffidabili».
Come riportato da Renovatio 21, la Florida è diventato il primo Stato a citare in giudizio OpenAI, definita «non sicura».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di TechCrunch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Intelligenza Artificiale
Bill Gates insiste: la minaccia dell’IA «non è una bufala»
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Immigrazione1 settimana faCatastrofe immigrata a Vicenza. L’anarco-tirannia maranza espugna un’altra città
-



Immigrazione2 settimane faL’ascesa del problema bengalese in Italia
-



Misteri2 settimane faLe indagini sull’Arca di Noè entrano in una nuova fase con le trivellazioni vicino all’Ararat
-



Animali2 settimane faSqualo sulle strade alluvionate di una città
-



Eutanasia2 settimane faL’Olanda effettua la prima eutanasia in assoluto su un bambino di 24 mesi
-



Morte cerebrale2 settimane faNessun algoritmo può decidere della vita. E la morte cerebrale? Ripensando alle parole del papa
-



Spirito2 settimane faIl Vaticano nega la Messa al Summorum Pontificum
-



Pensiero2 settimane faGuerra, Eurasia, fine dell’egemonia occidentale e totalitarismo dell’AI: il discorso di Putin a Valdai 2026














