Persecuzioni
Il cardinale Zen è stato ricevuto in udienza privata dal Papa
In occasione del concistoro straordinario del 7 e 8 gennaio 2026, il cardinale Joseph Zen Ze-kiun è stato ricevuto da papa Leone XIV, mentre il precedente papa si era rifiutato di incontrarlo durante gli ultimi anni del suo pontificato, senza dubbio a causa delle sue forti critiche, peraltro motivate, all’accordo tra il Vaticano e la Repubblica Popolare Cinese.
In modo del tutto inaspettato, l’arcivescovo emerito di Hong Kong, 93 anni, ha ricevuto dalle autorità di Hong Kong il permesso di recarsi a Roma per il concistoro straordinario, nonostante sia attualmente in libertà su cauzione dopo essere stato condannato tre anni fa per non aver dichiarato un’associazione che aiutava i manifestanti pro-democrazia e per essersi visto confiscare il passaporto.
L’udienza per l’appello presentato dal cardinale cinese si è tenuta il 3 e 4 dicembre. Il suo amico Jimmy Lai, invece, è stato condannato per «sedizione» e «collusione con forze straniere» il 15 dicembre, due reati punibili con l’ergastolo ciascuno.
Nel 2025, al cardinale Zen fu concesso di recarsi a Roma per i funerali di papa Francesco e di partecipare al pre-conclave, durante il quale criticò duramente il Sinodo sulla sinodalità, che a suo dire era un tentativo di «smantellare la gerarchia ecclesiastica» e di introdurre una «struttura democratica nella Chiesa», un vero cambiamento nella costituzione divina della Chiesa.
Ha criticato duramente la Fiducia supplicans, un documento che autorizza la benedizione delle coppie omosessuali, e ha firmato i dubia, insieme ad altri quattro cardinali, chiedendo chiarimenti su questioni relative allo sviluppo dottrinale, alla benedizione delle unioni omosessuali, all’autorità del Sinodo sulla sinodalità, all’ordinazione delle donne e all’assoluzione sacramentale. Si è persino chiesto ad alta voce se il cardinale Fernández dovesse essere sostituito.
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Il rifiuto persistente di Francesco
Durante il precedente pontificato, il cardinale Zen ha ripetutamente chiesto, senza successo, un’udienza a papa Francesco. Ha persino pubblicato articoli sul suo blog a riguardo: «non sono sicuro che le mie lettere gli arrivino, quindi pubblico quello che ho da dire sul mio blog, nella speranza che un giorno avrà l’opportunità di leggerlo tramite qualcuno», ha affermato.
Il motivo principale di questo rifiuto è senza dubbio la persistente critica all’accordo firmato con le autorità cinesi, che ha dato al Partito comunista un controllo effettivo sulla nomina dei vescovi cattolici in Cina, dando di fatto credito alla Chiesa patriottica cinese, asservita al Partito, e togliendolo ai cattolici clandestini perseguitati per la loro fedeltà al papa.
Il cardinale Zen ha dichiarato in particolare che «il gregge veniva gettato in pasto ai lupi» e che si trattava di un «tradimento incredibile», arrivando persino a chiedere le dimissioni del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede.
Papa Francesco si è comportato in modo simile con diversi vescovi, che ha rifiutato di ricevere. È il caso di Mons. Rogelio Livieres, rimosso dal suo incarico di vescovo diocesano di Ciudad del Este, che il Papa non si è degnato di ricevere prima di rimuoverlo, nonostante Mons. Livieres si fosse recato a Roma proprio per quello scopo.
È innegabile che la prassi di Francesco in materia di accesso al Vicario di Cristo fosse tutt’altro che normale. Per questo l’incontro tra il Cardinale Zen e Papa Leone XIV testimonia un ritorno alla normalità nei rapporti tra il Sommo Pontefice e la gerarchia, cardinali e vescovi.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Stephen Wu via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
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Vandalizzata statua della Madonna delle vette
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Persecuzioni
Pastore protestante fa distruggere ai bambini le statue della Madonna e degli angeli
Un pastore di una congregazione protestante battista in Texas ha permesso ai bambini di distruggere statue di angeli e della Beata Vergine Maria sul palco come ricompensa durante un’esercitazione biblica. Lo riporta LifeSite.
Dopo una recente funzione religiosa presso la Stedfast Baptist Church di Cedar Hill, in Texas, il pastore Jonathan Shelley ha pubblicato, tra il 12 e il 13 ottobre, dei video dal suo account @bannedpastorX in cui si vedevano dei bambini distruggere «statue della Vergine Maria» e «idoli cattolici», giustificando le sue azioni anticattoliche come una difesa del Secondo Comandamento. Aveva predicato un sermone sul tema del Secondo Comandamento e del culto degli idoli.
“We got a Mary, for all the Catholics.”
At Steadfast Baptist Church, pastor Jonathan Shelley leads the kids into ‘bible drills,’ with the winner rewarded with smashing statues of Mary and various angelic figures. pic.twitter.com/GN6nGZCKL6
— Protestia (@Protestia) October 14, 2026
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Nel video si vede lo Shelley sorridere mentre una ragazzina abbatte con un martello una statua della Vergine Maria davanti al pulpito della chiesa. La clip, pubblicata sull’account Protestia X, ha totalizzato oltre 100.000 visualizzazioni e suscitato numerose polemiche sia tra i protestanti che tra i cattolici.
Il pastore Shelley è stato in passato al centro di numerose controversie, predicando che gli omosessuali sono «meritevoli di morte», il che ha portato allo sfratto della sua chiesa dall’edificio nel 2022 per violazione dei termini del contratto di locazione, a causa di minacce e incitamento alla violenza. Il predicatore ed evangelista fondamentalista ha difeso le sue affermazioni sulla comunità LGBT sostenendo di «credere in ciò che dice la Bibbia».
La furia contro le immagini sacre definite «idoli» è ciò che accomuna il protestantismo con l’islam radicale. Sia il wahhabismo (l’islam fondamentalista che regge l’Arabia Saudita) sia molte correnti del protestantesimo storico, soprattutto quelle riformate e calviniste, condividono la convinzione che il culto sia stato corrotto dall’aggiunta di pratiche umane e che vada riportato alla purezza originaria.
Il primo punto di contatto tra le due sette è l’idolatria. Entrambi leggono il divieto biblico e coranico di rappresentare il divino come una condanna di ogni mediazione materiale: i calvinisti svuotarono chiese e spogliarono altari nel Cinquecento, mentre i wahhabiti demolirono tombe, mausolei e luoghi di venerazione dei santi, a partire dal XVIII secolo e poi a Medina e alla Mecca nel XX.
Il secondo è il rifiuto dell’intercessione. I protestanti respingono il culto dei santi e della Madonna come intermediari, e i wahhabiti condannano come shirk (associazionismo) l’invocazione di santi e la visita devozionale alle tombe.
Il terzo è il ritorno alle sole fonti scritturali: sola Scriptura da una parte, Corano e Sunna dei «pii antenati» (salaf) dall’altra, con diffidenza verso tradizione, clero e scuole interpretative stratificate.
Il quarto è il rigorismo morale e una certa austerità comunitaria, visibile nel puritanesimo come nel salafismo.
L’iconoclastia protestante toccò l’apogeo nel XVII secolo, ma come evidente non si piò essere esaurita nei rivoli del fondamentalismo luteranoide americano.
Per l’islam il caso di estrema iconoclastia più documentato è il cimitero di Jannat al-Baqi a Medina, dove sono sepolti familiari e compagni di Maometto: le cupole e i mausolei furono demoliti dalle forze wahhabite nel 1806 e di nuovo nel 1925-26, dopo la conquista saudita del Hijaz. Nel Novecento e fino ai giorni nostri sono poi scomparsi, tra Mecca e Medina, numerosi edifici legati ai primi tempi dell’islam, spesso per far posto all’ampliamento delle moschee e a nuove strutture, con giustificazioni di ordine pratico oltre che dottrinale. Tra questi ci sono la casa di Khadija, prima moglie del Profeta, e quella di Abu Bakr. La casa natale di Maometto a Mecca fu invece trasformata in una biblioteca.
Si dice che nel 1800 e nel 1925 i wahhabiti avessero valutato di abbattere la casa di Maometto a Medina, ma non lo fecero, probabilmente per la reazione che avrebbe suscitato nel mondo musulmano.
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Immagine di Nheyob via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata
Persecuzioni
Il cardinale Pizzaballa piange la morte delle donne cattoliche uccise da un raid aereo israeliano
«El Señor me lo dio, el Señor me lo quitó: ¡bendito sea el nombre del Señor!» (Job 1,21)
Funeral de Maysa Khader Abu Daoud, y de su hija, Mari Hafez Abu Daoud. https://t.co/aCu9DntCsd — P. Gabriel Romanelli (@PGabRomanelli) October 5, 2026
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