Intelligence
Il capo della CIA consegna un messaggio di Trump a Cuba
Il direttore della CIA John Ratcliffe ha compiuto una rara visita all’Avana per consegnare un messaggio del presidente statunitense Donald Trump alla leadership cubana, nel quadro del blocco dei rifornimenti di carburante imposto dagli Stati Uniti all’isola.
Secondo l’agenzia Reuters, si è trattato della prima visita a Cuba di un capo della CIA dalla Rivoluzione comunista degli anni Cinquanta.
Il ministero degli Interni cubano ha reso noto giovedì il viaggio, in precedenza non annunciato. La CIA ha successivamente confermato la visita pubblicando su X delle foto che mostrano Ratcliffe mentre incontra alcuni funzionari all’Avana.
Ratcliffe ha trasmesso «il messaggio di Trump, secondo cui gli Stati Uniti sono pronti a impegnarsi seriamente su questioni economiche e di sicurezza, ma solo se Cuba apporterà cambiamenti fondamentali», ha dichiarato alla Reuters un funzionario della CIA rimasto anonimo.
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Il funzionario ha aggiunto che le parti hanno discusso di «cooperazione in materia di intelligence, stabilità economica e questioni di sicurezza, il tutto nel contesto del fatto che Cuba non può più essere un rifugio sicuro per gli avversari nell’emissero occidentale».
A gennaio gli Stati Uniti hanno imposto un blocco alle spedizioni di petrolio verso Cuba, provocando diffuse carenze di carburante e blackout. Da allora, solo una petroliera russa ha consegnato petrolio all’isola, giunta a marzo. Giovedì il ministro dell’Energia cubano Vicente de la O Levy ha avvertito che le riserve di carburante del Paese sono esaurite.
Gli Stati Uniti hanno chiesto a Cuba di interrompere i legami con Russia, Cina, Iran e gruppi armati filo-palestinesi. Il mese scorso, una delegazione statunitense in visita all’Avana avrebbe esortato Cuba a passare dal socialismo a un’economia di mercato e ad aprire il Paese agli investimenti stranieri.
Cuba ha sostenuto che, nonostante le difficoltà economiche, l’esercito è pronto a resistere a una potenziale invasione. Il presidente Miguel Díaz-Canel ha dichiarato giovedì che Cuba è disposta a valutare una proposta del Dipartimento di Stato americano per 100 milioni di dollari in aiuti umanitari.
Il presidente cubano ha definito l’offerta «incoerente e paradossale», aggiungendo che il blocco equivale a una «punizione collettiva imposta sistematicamente e spietatamente» al popolo cubano.
Come riportato da Renovatio 21, sollecitata dai funzionari USA a passare ex abrupto ad un’economia di mercato, Cuba si starebbe preparando ad una possibile invasione.
Da tempo si parla di un programma di regime change all’Avana, un piano che, prima del disastro in Iran, era stato galvanizzato dal successo dell’operazione venezuelana con il rapimento del presidente Nicola Maduro. Quattro mesi fa Trump, dopo vari ultimatum, aveva assicurato che CUba «crollerà presto».
Da un secolo e più la storia tra i due Paesi si intreccia in trame oscure fatte di droga, mafia, e operazioni segrete.
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Immagine di RG72 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Cina
L’FBI arresta una presunta spia cinese all’aeroporto di Los Angeles
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Intelligence
La Germania rischia un potenziale «conflitto violento» con la Russia: parla il capo dei servizi tedeschi
Il capo dell’Intelligence estera tedesca ha avvertito che la Germania potrebbe essere «coinvolta in un violento conflitto con la Russia», indicando il misterioso incidente del drone all’aeroporto di Lipsia come esempio della minaccia «reale e imminente» rappresentata da Mosca.
Lunedì, in audizione davanti ai parlamentari, il capo del Bundesnachrichtendienst (BND), Martin Jaeger, ha dichiarato che «lo scontro che stiamo affrontando con la Russia ha assunto una dimensione nuova e più pericolosa».
«La Germania rischia di essere coinvolta in un violento conflitto con la Russia: il tentato attentato di Lipsia ne è solo un esempio», ha proseguito, riferendosi al ritrovamento, in agosto, di un drone carico di esplosivo accanto a un aereo da trasporto ucraino all’aeroporto della città.
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Le autorità tedesche non hanno prodotto alcuna prova che colleghi l’episodio alla Russia. Mosca lo ha definito una «provocazione improvvisata» che serve «esclusivamente agli obiettivi di Kiev e dell’ala militarista della classe politica europea». «È ovvio che la Germania stia perseguendo un’ulteriore escalation», ha dichiarato il mese scorso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Lo Jaeger ha comunque sostenuto che la Russia sta conducendo una «guerra occulta» e che esiste una minaccia «reale e imminente» di attacchi contro obiettivi in Germania. «Nessun altro Paese rappresenta attualmente una minaccia così diretta, completa e concreta per la Germania», ha aggiunto.
Lo Jaegerro è una delle decine di figure politiche, militari e mediatiche occidentali che nelle ultime settimane hanno accusato la Russia di condurre una «guerra ibrida» o «guerra ombra» contro l’Europa. Accuse di questo tipo, per loro natura, sono impossibili da verificare. Mosca le ha respinte come pretesti per intensificare il coinvolgimento occidentale nel conflitto russo-ucraino, giustificare l’aumento delle spese militari ed estendere la sorveglianza e la persecuzione degli oppositori interni.
Il cancelliere Friedrich Merz ha descritto in modo esplicito e senza prove il partito più popolare del Paese, l’AfD di destra, come «sostenuto dalla Russia». Martina Rosenberg, capo del Servizio di controspionaggio militare tedesco (Militärischer Abschirmdienst, o MAD), ha ripreso quell’affermazione nel briefing di lunedì, dicendo ai parlamentari che il Paese è «minacciato da diversi pericoli sia esterni che interni».
Jaeger, Rosenberg e il capo dell’Intelligence interna (BfV), Sinan Selen, hanno elogiato i recenti sforzi di Merz per attribuire al BND maggiori poteri offensivi e hanno chiesto un ulteriore rafforzamento delle capacità del MAD e del BfV. I critici accusano invece di un ritorno della Gestapo o della Stasi.
Nonostante le accuse di «guerra ibrida», i leader europei hanno più volte precisato di non credere che la Russia stia pianificando attacchi concreti contro il territorio della NATO. Il BND non ha riscontrato «alcun segnale di un imminente attacco russo su larga scala contro il territorio della NATO», ha aggiunto lo Jaeger.
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Come riportato da Renovatio 21, di recente è emersa una bozza di legge del governo tedesco introdurrebbe una norma che impedirebbe alle persone con opinioni «estremiste» di acquistare una casa. Quattro mesi fa un cittadino tedesco è stato multato per aver definito il Merz «Fritz il bugiardo».
Nel corso dell’anno è pure emerso che Google ha incontrato più volte il governo tedesco per discutere di «incitamento all’odio» e «disinformazione». Tre anni fa la Germania aveva mandato in carcere un uomo per aver sostenuto la Russia in messaggi su Telegram.
La follia orwelliana in atto in Germania era stata condannata l’anno scorso dal segretario di Stato USA Marco Rubio e dal vicepresidente statunitense JD Vance.
La persecuzione civile e politica del partito è multidimensionale: nel giugno 2025 l capo della polizia del Bundestag tedesco, Uli Grötsch, ha chiesto che tutti i membri del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) vengano rimossi dal servizio di polizia.
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Immagine © Olaf Kosinsky via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 3.0-de
Intelligence
«Stasi 2.0»: Merz vuole una polizia segreta
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