Militaria
I presunti stupratori militari israeliani annunciano che «vinceranno»
I militari israeliani imputati per aver torturato e abusato sessualmente di un detenuto palestinese nel centro di detenzione di Sde Teiman hanno difeso apertamente le proprie azioni, denunciando una persecuzione ingiusta e promettendo di «lottare per la giustizia».
Il caso risale a un episodio del luglio 2024 nella base militare di Sde Teiman, nel sud di Israele, dove cinque riservisti furono inizialmente accusati di stupro e poi incriminati per «abuso aggravato» in seguito a un video che riprendeva soldati mentre malmenavano un prigioniero palestinese bendato. La vittima avrebbe subito ferite gravi, tra cui perforazione intestinale e trauma rettale severo.
Accused IDF rapists says they will ‘WIN’
Members of ‘Force 100’ don’t outright deny gang-raping a Palestinian prisoner
They just complain that they never got to ‘explain’ the sodomy
Video from Israel’s Channel 14 pic.twitter.com/hwuILHSiMS
— MOCez🇷🇺🇮🇶🇾🇪🇨🇳🇵🇰🇵🇸🇱🇧🇮🇷🇰🇵☀️ (@Mousacisse1) November 3, 2025
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Indossando maschere nere per celare l’identità, gli imputati si sono presentati lunedì alla Corte Suprema israeliana a Gerusalemme Ovest, leggendo ai giornalisti una dichiarazione di sfida. «Invece di riconoscimenti, abbiamo ricevuto accuse; invece di gratitudine, silenzio», ha dichiarato uno dei soldati mascherati. «Non ci avete permesso di replicare, di spiegarci. Ci avete giudicati davanti alle telecamere come se il verdetto fosse già scritto».
«Non staremo zitti. Continueremo a batterci per la giustizia», ha proseguito. «Vinceremo, perché la verità è una sola».
La vicenda è riesplosa la settimana scorsa dopo le dimissioni dell’ex procuratrice militare capo delle IDF, la maggiore generale Yifat Tomer-Yerushalmi, che ha ammesso di aver autorizzato la diffusione del video. Nella lettera di dimissioni, Tomer-Yerushalmi ha spiegato di aver reso pubblico il filmato per contrastare la «falsa propaganda» e ha ribadito che, pur trattandosi di «operativi terroristici», ogni sospetto credibile di violenza da parte del personale IDF doveva essere indagato.
Israeli soldiers accused of gang raping a Palestinian detainee at the Sde Teiman camp claim injustice, after a leaked video exposed the abuse.
Israel’s top military lawyer was arrested for leaking the footage herself, while PM Netanyahu called it “one of the most serious… pic.twitter.com/Sqn2kQGgYa
— TRT World (@trtworld) November 4, 2025
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Lo scandalo si è aggravato lunedì, quando un tribunale di Tel Aviv ha disposto l’arresto e la detenzione per tre giorni della Tomer-Yerushalmi. Il premier Beniamino Netanyahu ha definito la fuga di notizie «forse il più grave colpo d’immagine subito da Israele dalla sua fondazione». Il ministro della Difesa Israel Katz ha accusato i detrattori dei soldati di diffondere «accuse del sangue».
L’episodio ha attirato condanne internazionali, inclusa quella di una commissione ONU che l’anno scorso ha affermato di aver rivelato solo la «punta dell’iceberg» sugli abusi ai detenuti nelle strutture militari israeliane.
Come riportato da Renovatio 21, alcuni politici israeliani si sono sentiti di difendere lo stupro anale del prigioniero palestinese, con conseguente scandalo generale anche presso la stessa opinione pubblica dello Stato Ebraico.
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa lo stesso esercito israeliano ha iniziato delle indagini riguardante il video che ritrae soldati dello Stato Ebraico che gettano cadaveri di palestinesi dai tetti.
Come riportato da Renovatio 21, abusi da parte dei militari israeliani sono diffusi sui social, come ad esempio il canale Telegram «72 vergini – senza censura», dove vengono caricati dagli stessi militari video ed immagini di quella che si può definire «pornografia bellica». Vantando «contenuti esclusivi dalla Striscia di Gaza», il canale 72 Virgins – Uncensored ha più di 5.000 follower e pubblica video e foto che mostrano le uccisioni e le catture di militanti di Hamas, nonché immagini dei morti.
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Immagine screenshot da Twitter
Militaria
L’esercito russo presenta un’arma laser portatile
Russia reveals new backpack-powered lazer rifles that can burn through objects remotely
The future is now old man. pic.twitter.com/n8mHXwEvbU — Chay Bowes (@BowesChay) August 24, 2026
🇷🇺The Russians are showing off backpack-powered laser weapons that can be operated manually or remotelym,can also be installed on drones. This is already a production-ready model.pic.twitter.com/L2V2kq7Uw1
— Real News (@DrNeculai) August 24, 2026
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Militaria
Il Giappone respinge la richiesta di missili da parte di Kiev
Il Giappone non intende fornire armi all’Ucraina, ha dichiarato il capo di gabinetto Minoru Kihara. In una conferenza stampa di lunedì ha affermato ai giornalisti che Tokyo «non sta prendendo in considerazione alcuna fornitura» di armi difensive o offensive «al momento».
Kihara ha risposto al primo ministro ucraino Sergey Koretsky, che domenica aveva chiesto al Giappone missili antibalistici in un’intervista all’agenzia di stampa Kyodo News.
«Vorrei gentilmente chiedere una sola cosa… missili antibalistici», avrebbe detto. «È la cosa più importante di cui abbiamo bisogno… Ripongo grande speranza e conto sul vostro Paese.»
Koretsky si è insediato a luglio e, secondo alcune fonti, era vicino all’imprenditore caduto in disgrazia Timur Mindich, stretto collaboratore di Vladimir Zelensky, fuggito in Israele a seguito di uno scandalo di corruzione.
«Al momento, il governo non prende in considerazione il trasferimento di armi all’Ucraina ai sensi della legge sulle forze di autodifesa», ha affermato Kihara, riferendosi alla revisione, avvenuta ad aprile, della politica giapponese in materia di esportazione di armi, che ha eliminato le restrizioni che limitavano i trasferimenti alle categorie non letali e ha aperto la strada all’esportazione di armi letali.
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Il capod i gabinetto del governo Sanaichi ha osservato che Tokyo ha già fornito a Kiev attrezzature non letali e si è impegnata a versare circa 20 miliardi di dollari in aiuti per la ripresa, la ricostruzione e gli aiuti umanitari, segnalando l’intenzione di mantenere l’assistenza entro questi limiti.
La posizione del Giappone sul conflitto in Ucraina è stata caratterizzata da contraddizioni. Tokyo si è schierata pubblicamente con Kiev, condannando l’operazione militare russa e aderendo alle sanzioni occidentali. Tuttavia, si è astenuta dal fornire armi letali all’Ucraina e, a differenza di alcune nazioni occidentali, ha mantenuto partecipazioni in importanti progetti energetici russi, citandone l’importanza per la sicurezza energetica nazionale.
Kiev ha intensificato gli attacchi con droni a lungo raggio in profondità nel territorio russo, colpendo sempre più spesso infrastrutture energetiche e civili, spingendo Mosca a denunciare i raid come attacchi terroristici contro i civili.
La Russia accusa da tempo i fornitori di armi occidentali di aver agevolato la campagna di attacchi in profondità dell’Ucraina. Un articolo del Sunday Times della scorsa settimana ha affermato che l’Ucraina ha utilizzato droni di fabbricazione britannica per attacchi a lungo raggio all’interno del territorio russo negli ultimi sei mesi. Mosca sostiene che questo aiuto renda i sostenitori stranieri di Kiev partecipanti diretti alle ostilità e serva solo a prolungare il conflitto.
All’inizio di questo mese, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha avvertito che la Russia adotterà «metodi molto più duri per distruggere tutto ciò che consente all’Occidente di alimentare la macchina da guerra di Kiev».
La «coalizione dei volenterosi», un gruppo di Stati occidentali che preme per la continuazione degli aiuti all’Ucraina e che comprende Gran Bretagna, Francia e Germania, si riunirà lunedì a Kiev per discutere delle future forniture di armi. Si prevede che Kiev richiederà ulteriori missili intercettori. Londra dovrebbe annunciare che fornirà all’Ucraina informazioni tecniche classificate necessarie per assemblare sul territorio nazionale missili da crociera a lungo raggio.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana la Marina russa ha effettuato con successo un test missilistico nei pressi delle isole Curili, isole oggetto di contesa tra Mosca e Tokyo. Il test segue la visita di Putin a Iturup, la più grande delle isole Curili, il 13 agosto, che il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha definito «assolutamente inaccettabile».
Come riportato da Renovatio 21, prove di missili ipersonici russi erano state effettuate nel Mar del Giappone ancora tre anni fa. Tokyo negli ultimi anni ha fatto sapere di preparare un intercettore per i lanciatori Patriot PAC-3 in grado di neutralizzare possibilmente le armi ipersoniche, che sono a disposizione delle limitrofe Russia e Cina.
Il Giappone vive nell’allerta per un possibile scontro con il vicino gigante cinese, con possibile escalation che riguarda anche Taiwan. USA e nipponici avrebbero quindi accumulato missili in funzione anticinese nelle isole meridionali.
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Immagine di 内閣広報室 / Cabinet Public Affairs Office via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Militaria
Progetto missilistico tedesco da 12 miliardi di euro
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