Geopolitica
Halloween, immagini dal massacro di Seoul
Almeno 120 persone sono state uccise e 100 ferite dalla calca nella capitale sudcoreana di Seoul sabato notte durante le celebrazioni di Halloween.
L’incidente è avvenuto nello stretto vicolo vicino all’Hamilton Hotel nel distretto di Itaewon, il centro dello shopping e della vita notturna della capitale sudcoreana.
I media locali hanno citato un testimone oculare che ha affermato che il vicolo era diventato così affollato che i soccorritori non potevano raggiungere immediatamente le vittime e tentare la rianimazione.
Secondo il Korea Herald, circa 100.000 persone si sono riversate nell’area durante il giorno per celebrare il primo fine settimana di Halloween senza obbligo di mascherina e misure di distanziamento sociale.
Non è chiaro esattamente cosa abbia causato la calca. Alcune delle immagini dell’evento paiono essere uscite dall’Inferno, senza passare per Halloween.
praying for everyone's safety????#韓国の事故 #ソウルの事故 #死者120人 #韓国のハロウィン #ハロウィン #心臓マッサージ #心肺停止 #梨泰院の事故 #ショッキング #将棋倒し #韓国 #ソウル #ハロウィーン #Korea #Seoul #梨泰院 #Itaewon #SeoulStampede #韓国ソウル #Halloween pic.twitter.com/sTCFHayyyf
— dippie (딥피)堀翔平 (@dippienyc) October 29, 2022
????????_||~ ????〰️???? BREAKING truly the scariest halloween 120 fatality several injured 400 #rescue workers deployed.. #itaewon #Halloween #Seoul #이태원 #이태원사고 #압사사고. #Korea.#이태원사고
pic.twitter.com/In9AK70lbf— A Deniz Ekşioğlu (@cover_up8d) October 29, 2022
Pushing and stressing hysterically, a man tries to escape..during the celebrations at the Halloween party..in South Korea..#SouthKorea #Halloween #Seoul #Itaewon #이태원 #이태원사고 #압사사고. pic.twitter.com/qqmgvLOXVf
— Siraj Noorani (@sirajnoorani) October 29, 2022
#SouthKorea: About 81 people have been receiving CPR after suffering from cardiac arrest in #Seoul's #Itaewon area due to overcrowding during the #Halloween festivities in Itaewon, a popular nightlife district in Seoul. pic.twitter.com/dgyGmFYaNb
— Wᵒˡᵛᵉʳᶤᶰᵉ Uᵖᵈᵃᵗᵉˢ???? (@W0lverineupdate) October 29, 2022
#BREAKING: #SouthKorea's fire department said 81 people have breathing problems after the #stampede at Itaewon in #Seoul, South Korea Saturday night when over 100 thousand revellers crammed into the place for #Halloween celebrations.#SeoulStampede pic.twitter.com/QwyWcYTj43
— Media Warrior (@MediaWarriorY) October 29, 2022
???????? SOUTH KOREA — Horror in the streets of Seoul after hundreds were trapped in a narrow street and a stampede led to dozens of cardiac arrests.
Medical teams were recorded performing CPR on many people. At least 59 dead. pic.twitter.com/uTTHK4j1CX
— Citizen Free Press (@CitizenFreePres) October 29, 2022
Graphic content warning.
Dozens have died in a Halloween street party crush in Seoul, South Korea. Media is reporting the number deceased to be in excess of 100. pic.twitter.com/FjfTCpmJ6D
— Andy Ngô ????️???? (@MrAndyNgo) October 29, 2022
Another video of a Halloween party in the #Itaewon area of #Seoul, South Korea. pic.twitter.com/0vyOUbAEzE
— Newsistaan (@newsistaan) October 29, 2022
Breaking News: About 50 people reported hurt in stampede in South Korea
Emergency officials received at least 81 calls from people in the Itaewon area saying they were having difficulty breathing.#stampede ????#Itaewon #SouthKorea #Halloween pic.twitter.com/FnoD7z9ot4
— Prateek Pratap Singh (@PrateekPratap5) October 29, 2022
How insensitive the organisers are? Music wasn't stopped .#Seoul #SouthKorea#SeoulStampede #Halloween pic.twitter.com/Qip9NeT4Io
— Aman Sayyad (@journo_aman) October 29, 2022
Immagini screenshot da YouTube
Geopolitica
«Basta con gli ordini di Washington»: parla il presidente ad interim del Venezuela
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha affermato di aver raggiunto il limite della pazienza nei confronti delle imposizioni provenienti da Washington, lanciando la prima sfida aperta alla Casa Bianca dopo il rapimento del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti avvenuto all’inizio di questo mese.
La Rodriguez ha assunto la guida del Paese in seguito al raid e al sequestro di Maduro da parte statunitense, datato 3 gennaio. In un primo momento, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato che Washington avrebbe «governato» il Venezuela, per poi esprimere in seguito il proprio sostegno a Rodríguez durante la fase transitoria.
«Basta con gli ordini di Washington sui politici in Venezuela», ha dichiarato la Rodriguez rivolgendosi a un gruppo di lavoratori del settore petrolifero a Puerto La Cruz, in un evento trasmesso domenica dall’emittente statale Venezolana de Televisión.
«Lasciamo che la politica venezuelana risolva le nostre divergenze e i nostri conflitti interni», ha aggiunto la presidente in carica, precisando che la Repubblica ha già pagato un prezzo altissimo per le conseguenze del fascismo e dell’estremismo nel Paese.
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Subito dopo aver giurato come presidente ad interim, Rodriguez aveva affermato che nessun «agente straniero» avrebbe controllato il Venezuela né lo avrebbe ridotto a una «colonia». Successivamente, il direttore della CIA John Ratcliffe si è recato a Caracas per un incontro con lei, apparentemente per trasmetterle le condizioni poste da Trump per un miglioramento delle relazioni bilaterali, che comprendevano cambiamenti sia nella politica interna sia in quella estera.
Da quel momento, la Rodriguez ha intrapreso passi per conformarsi alle richieste statunitensi, tra cui l’apertura del settore petrolifero venezuelano alle compagnie americane e una maggiore cooperazione in ambito di sicurezza.
Trump ha lodato la Rodriguezza definendola una «persona straordinaria» al termine di una loro conversazione telefonica della scorsa settimana, evidenziando gli «enormi progressi» registrati dopo l’accettazione delle richieste americane e annunciando una partnership «spettacolare» nei settori del petrolio e della sicurezza nazionale. Anche il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha lasciato intendere che la revoca delle sanzioni potrebbe essere ormai prossima.
La scorsa settimana, la Casa Bianca ha reso noto l’intenzione di invitare la Rodriguez a Washington, a seguito del colloquio telefonico avvenuto con Trump.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Gli Stati Uniti stanno valutando attacchi di precisione contro funzionari iraniani di «alto valore»
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Geopolitica
Orban: la Russia non permetterà a NATO e UE di entrare nei suoi confini, Zelens’kyj è «un uomo in una posizione disperata»
La NATO e l’Unione Europea farebbero bene a rassegnarsi al fatto che la Russia non tollererà mai la loro presenza diretta ai propri confini, ha dichiarato il primo ministro ungherese Viktor Orban. Secondo il premier magiaro, l’Ucraina dovrebbe fungere da «zona cuscinetto» tra l’Occidente e la Russia al fine di scongiurare il rischio di una guerra su scala europea.
Da quando il conflitto in Ucraina si è intensificato nel febbraio 2022, Budapest ha espresso apertamente la propria contrarietà alle politiche anti-russe promosse da NATO e UE, incluse le sanzioni imposte a Mosca. L’Ungheria ha inoltre criticato in modo costante e ripetuto le forniture di armi occidentali a Kiev.
Intervenendo sabato a una manifestazione pacifista nella città di Kaposvar, Orban ha affermato: «dobbiamo prendere atto che né la NATO né l’Unione Europea possono posizionarsi direttamente al confine con la Russia, perché i russi reagirebbero sempre con la guerra».
Per il premier ungherese, «deve esistere una zona cuscinetto tra i confini orientali della Russia e quelli occidentali». A suo avviso, per prevenire un confronto militare diretto, è proprio l’Ucraina a dover svolgere questo ruolo di separazione.
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Orban ha inoltre messo in guardia che, qualora l’Ucraina entrasse a far parte dell’Unione Europea, il blocco – Ungheria inclusa – si troverebbe inevitabilmente in uno scontro frontale con la Russia.
In un altro passaggio, il primo ministro ha definito il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj «un uomo in una posizione disperata».
Orban ha poi lanciato un monito sulle prossime elezioni politiche ungheresi di aprile: se il partito di opposizione pro-UE Tisza dovesse vincere, «finirebbe per mandare i nostri figli in guerra come soldati».
Come riportato da Renovatio 21, Orban ha accusato l’Unione Europea di essere attualmente «controllata da una troika di guerra tedesca», composta dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal leader del Partito Popolare Europeo (PPE) al Parlamento europeo, Manfred Weber. Secondo il premier ungherese, «sono queste tre persone a dettare la politica di guerra dell’Europa odierna».
Ha citato a sostegno della sua tesi il pacchetto di prestiti da 90 miliardi di euro concesso a Kiev alla fine dello scorso anno, sostenendo che l’UE stia di fatto finanziando il conflitto ucraino per altri due anni ricorrendo a denaro preso in prestito.
L’Orban ha infine espresso forte preoccupazione per le recenti dichiarazioni di diversi leader europei riguardo all’ipotesi di inviare «forze di pace» in Ucraina. «L’esperienza storica dimostra che le cosiddette forze di pace europee finiscono regolarmente per trasformarsi in forze di guerra», ha concluso.
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Immagine di Elekes Andor via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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