Militaria
Gli Stati Uniti sottovalutano enormemente il costo della guerra con l’Iran
Il costo finanziario della guerra contro l’Iran per i contribuenti americani viene sottovalutato dalle autorità e potrebbe lievitare fino a raggiungere migliaia di miliardi di dollari nel lungo periodo. Lo riporta The Intercept.
Il bilancio militare statunitense, il più alto al mondo, ha superato gli 830 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2026. Il presidente Donald Trump si è vantato che la campagna per il cambio di regime a Teheran potrebbe essere condotta «per sempre» utilizzando le attuali scorte di munizioni del Pentagono, sebbene gli scettici affermino che l’esaurimento delle armi rappresenti un problema serio.
Mercoledì, The Intercept ha messo a confronto le stime sull’Operazione Epic Fury fornite dai funzionari dell’amministrazione Trump con le cifre di esperti, legislatori e due funzionari governativi intervistati a condizione di anonimato.
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La stima di 12 miliardi di dollari fornita domenica dal consigliere economico di Trump, Kevin Hassett, non tiene conto del costo del rafforzamento militare in Medio Oriente che ha preceduto l’attacco israeliano-americano di fine febbraio, ha affermato la testata. Una guerra di tre settimane costerebbe direttamente tra i 60 e i 130 miliardi di dollari, cifra che salirebbe a 250 miliardi se si protraesse per otto settimane, secondo quanto riferito da fonti governative alla stessa testata.
I legislatori prevedono che l’amministrazione aggiungerà almeno 50 miliardi di dollari alla richiesta di bilancio di 1.500 miliardi di dollari per il dipartimento della Guerra per l’anno fiscale 2027.
Le spese a lungo termine, inclusi i benefici per i veterani e gli interessi su ulteriori debiti, potrebbero far lievitare il totale a migliaia di miliardi, in modo simile alla guerra in Iraq, sottolinea il rapporto. L’amministrazione di Giorgio W. Bush aveva inizialmente stimato il costo per rovesciare Saddam Hussein a 40 miliardi di dollari, ma valutazioni indipendenti hanno indicato una cifra intorno agli 8 trilioni di dollari entro il 2021.
Secondo i dati del Tesoro, il debito pubblico statunitense si sta avvicinando ai 39 trilioni di dollari, in aumento rispetto ai 38 trilioni dello scorso ottobre. Trump, durante la campagna elettorale, aveva promesso di non intraprendere nuove guerre costose e di ridurre il debito tagliando le spese pubbliche superflue.
Questa settimana, Joe Kent, capo del Centro nazionale antiterrorismo statunitense, si è dimesso per protesta contro la guerra all’Iran affermando che, contrariamente a quanto sostenuto da Trump, l’Iran «non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione» e che l’attacco è stato lanciato «a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Militaria
L’India ricomincia a produrre i caccia russi Sukhoi
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Militaria
Epidemia di suicidi colpisce gli hacker militari USA
Il Comando cibernetico degli Stati Uniti sta analizzando un numero anomalo di suicidi tra i propri membri, concentrati in un arco di circa un mese durante l’estate.
La testata, citando messaggi interni delle forze armate, documenti ufficiali e colloqui con persone informate, ha riferito giovedì che almeno cinque individui impiegati nel comando o in stretto contatto con esso si sono tolti la vita tra l’inizio di giugno e i primi di luglio.
Questa sequenza di decessi ha spinto il Cyber Command a qualificare gli eventi come un cosiddetto «cluster di suicidi», espressione utilizzata dal Pentagono per indicare una serie di suicidi verificatisi a intervalli più stretti del consueto e tali da richiedere misure specifiche.
Gli operatori del comando hanno il compito di difendere le reti informatiche militari americane e, al tempo stesso, di penetrare nei sistemi digitali delle forze armate straniere per compromettere comunicazioni, difese aeree e altre capacità operative. Gran parte di queste attività si svolge all’interno di strutture ad altissima sicurezza e resta classificata.
Il costo psicologico di questo lavoro rappresenta da tempo una fonte di preoccupazione per i responsabili militari. Uno studio finanziato dall’esercito e richiamato da Bloomberg ha evidenziato che gli specialisti informatici soffrono spesso di insonnia, deficit di memoria, ruminazioni ossessive e patologie fisiche.
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Le criticità relative alla salute mentale degli hacker delle forze armate erano già emerse in sede congressuale. Una norma della legge sulla difesa del 2025 ha imposto al Cyber Command di mettere a disposizione esperti di salute mentale dedicati, compresi consulenti autorizzati a operare con personale che tratta materiali secretati.
I recenti decessi hanno riportato il tema all’attenzione del Congresso. Secondo Bloomberg, la Commissione per le Forze Armate del Senato sta valutando con il comando la possibilità di destinare risorse aggiuntive al supporto psicologico, mentre l’omologa commissione della Camera ha definito l’aumento dei suicidi una «questione critica».
Fonti di Bloomberg riferiscono che il carico di lavoro degli operatori è cresciuto in modo drastico a causa dei conflitti in corso all’estero, in particolare della guerra in Iran. I suicidi sono coincisi con una delle fasi più intense dello scontro.
È noto come il suicidio sia contagioso, tanto più che si può parlare di vere epidemie, che si propagano per imitazione o trasmissione sociale dei comportamenti suicidari (noto come effetto Werther o contagio suicidario).
L’effetto Werther è il fenomeno per cui la notizia del suicidio di una persona, diffusa dai media, provoca un aumento di suicidi emulativi nella popolazione.Il termine è stato coniato dal sociologo David Phillips nel 1974. Prende il nome dal romanzo di Giovanni Wolfgango Goethe del 1774, I dolori del giovane Werther, dopo la cui pubblicazione si registrò una catena di suicidi tra i giovani lettori che usavano lo stesso metodo del protagonista.
I giornalisti vengono quindi formati alla delicatezza totale nel parlare del tema del suicidio, perché un articolo pubblicato potrebbe di fatto far scattare a catena altri suicidi.
Tuttavia, la stampa sembra infischiarsene ampiamente, magari glorificando pure il suicida, in ispecie nel caso che questo scelga la morte eutanatica.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
La «gamification» ucraina dell’uccisione di russi è «macabra»: parla il più alto militare britannico
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