Geopolitica
Militari americani feriti e agenti venezuelani uccisi nel raid contro Maduro
Secondo quanto riportato dai media, sette militari statunitensi sono rimasti feriti durante il raid del fine settimana a Caracas, citando un funzionario del Pentagono. Durante l’assalto, commando americani hanno rapito il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sua moglie, mentre decine di altre persone sono state uccise, secondo le autorità locali.
Martedì, diversi organi di stampa statunitensi, tra cui Associated Press e Fox News, hanno citato fonti del Pentagono secondo cui i sette militari hanno riportato ferite da arma da fuoco e ferite da schegge. Cinque di loro sarebbero già tornati in servizio, mentre gli altri due sono ancora in fase di recupero.
Secondo quanto riferito, il funzionario, rimasto anonimo, ha anche affermato che l’Intelligence statunitense sta ancora raccogliendo informazioni sul numero delle vittime venezuelane.
Lunedì, l’esercito venezuelano ha annunciato che almeno 24 agenti di sicurezza sono stati uccisi durante il raid statunitense su Caracas di sabato scorso, portando il bilancio totale delle vittime a 56.
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In una dichiarazione televisiva di domenica, il ministro della Difesa venezuelano, il generale Vladimir Padrino, ha affermato che le forze statunitensi hanno ucciso «a sangue freddo gran parte della squadra di sicurezza [di Maduro], soldati e civili innocenti».
Il New York Times, citando un alto funzionario venezuelano, ha affermato che almeno 80 persone, tra cui personale di sicurezza e civili, sono state uccise dalle forze statunitensi.
Lunedì le autorità cubane hanno dichiarato che «32 cubani hanno perso la vita in combattimento» nel tentativo di respingere «l’attacco criminale perpetrato dal governo degli Stati Uniti» contro il Venezuela.
Secondo la dichiarazione, «stavano svolgendo missioni in rappresentanza delle Forze Armate Rivoluzionarie e del Ministero degli Interni, su richiesta delle loro controparti nel paese sudamericano».
Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono stati successivamente trasferiti a Nuova York, dove lunedì sono comparsi in tribunale con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Entrambi si sono dichiarati non colpevoli.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Trump: l’Iran è una «piccola guerra» rispetto alla spesa USA per l’Ucraina
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Geopolitica
Trump pubblica video AI che mostrano l’isola di Kharg «ridotta in macerie»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato filmati generati dall’intelligenza artificiale che mostrano un attacco missilistico contro l’isola iraniana di Kharg, importante centro petrolifero, nel contesto di una nuova escalation tra Washington e Teheran.
Le forze statunitensi e iraniane si sono scambiate attacchi per la prima volta dalla fine di luglio. Domenica, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato di aver preso di mira due rampe di lancio iraniane sull’isola di Larak, vicino al punto più stretto dello Stretto di Ormuzzo, che a suo dire si stavano preparando a lanciare razzi con mine marine nello stretto, che rappresenta circa il 20% del commercio mondiale di petrolio greggio.
Secondo Teheran, il bombardamento ha ucciso diversi soldati e civili iraniani.
🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information.
But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag
— Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
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L’Iran ha risposto lunedì mattina: il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (i pasdaran) ha dichiarato che i propri droni e missili avevano provocato «danni significativi» alle basi aeree statunitensi di King Hussein e Al-Azraq in Giordania.
Dopo gli attacchi, i prezzi del petrolio sono saliti nelle prime contrattazioni asiatiche, con i future WTI in rialzo del 2,47% a 85,46 dollari al barile e i future Brent in aumento del 2,71% a 90,49 dollari al barile.
Trump non ha emesso comunicati immediati sull’escalation sulla sua piattaforma Truth Social, limitandosi a pubblicare due brevi video generati dall’intelligenza artificiale che mostrano diversi missili che colpiscono impianti petroliferi su un’isola, generando immense esplosioni.
«L’isola di Kharg viene fatta saltare in aria e ridotta in frantumi!!!» recitava la didascalia di uno dei video.
Situata a circa 25 km dalla costa iraniana del Golfo Persico, l’isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio del Paese, costituendo il principale sbocco per le entrate petrolifere. L’arcipelago corallino, spesso definito «isola proibita» a causa delle severe misure di sicurezza, ospita anche un importante deposito di petrolio.
Gli Stati Uniti hanno colpito ripetutamente obiettivi militari sull’isola di Kharg dopo l’inizio del conflitto alla fine di febbraio, ma si sono astenuti dal prendere di mira le infrastrutture energetiche. Trump ha inoltre valutato un’operazione terrestre per impadronirsi del centro petrolifero, sostenendo che avrebbe potuto essere condotta dalle forze statunitensi o da «altre persone». Tuttavia, tali piani non si sono mai concretizzati.
Teheran ha più volte avvertito che incendierà l’intera infrastruttura petrolifera e del gas degli alleati degli Stati Uniti negli Stati del Golfo qualora gli impianti energetici sull’isola di Kharg venissero colpiti o si tentasse di conquistarla.
In rete in molti si chiedono come il candidato presidente della pace, pure assicurata durante il suo primo mandato, sia divenuto quello che minaccia la «distruzione totale di una civiltà», con tanto di videini IA.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
I servizi israeliani evacuano il figlio di Netanyahu da Miami: «grave minaccia»
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