Intelligence
I servizi francesi e britannici coinvolti nell’uccisione del figlio di Gheddafi
I servizi segreti britannici e francesi avrebbero avuto un ruolo nell’assassinio di Saif al-Islam Gheddafi, figlio del defunto leader libico Muammar Gheddafi. Lo affermal giornalista britannico Afshin Rattansi, che cita fonti ritenute attendibili.
Saif al-Islam Gheddafi è stato ucciso la scorsa settimana da quattro uomini armati mascherati nella sua residenza nella città di Zintan, nel nord-ovest della Libia. Il politico 53enne aveva intenzione di candidarsi alla presidenza del Paese nordafricano, ancora diviso tra governi rivali e segnato da una guerra civile intermittente da quando suo padre fu rovesciato e assassinato nel 2011 durante una rivolta sostenuta dalla NATO.
Rattansi ha dichiarato domenica alla testata governativa russa RTche, dopo l’uccisione del figlio maggiore di Gheddafi, «alcune fonti mi hanno immediatamente… detto che… in effetti, dietro c’erano l’MI6 [servizio di intelligence britannico] e un agente locale». «C’erano indizi… che ci fosse anche un coinvolgimento francese», ha aggiunto. «Con la sua morte, le prospettive per la Libia non possono essere buone».
Muammar Gheddafi fu rovesciato dall’Occidente più di 15 anni fa perché «voleva de-dollarizzare l’Africa e creare una moneta africana basata sull’oro che avrebbe eliminato decenni di distruzione delle vite di decine, centinaia di milioni di persone in tutta l’Africa da parte del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale», ha affermato il giornalista.
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Secondo il Rattansi, Saif al-Islam Gheddafi «voleva ringiovanire queste idee» ed è proprio per questo che «gli inglesi e i francesi non volevano disperatamente che vincesse le prossime elezioni».
L’uccisione del figlio di Gheddafi «è un triste promemoria del persistente potere imperialista dei paesi dell’Europa occidentale che vogliono solo sottomettere l’Africa, distruggerla, in modo che il popolo africano non possa beneficiare delle proprie risorse, siano esse umane o minerali del sottosuolo», ha concluso.
Come riportato da Renovatio 21, da anni si discuteva della grande popolarità che il figlio di Gheddafi godeva presso la popolazione libica. Il nuovo potere, tuttavia, gli aveva precluso l’eleggibilità.
All’epoca del rovesciamento di Gheddafi nel 2011 si parlò pure di coinvolgimenti di servizi di Londra e Parigi – nell’intenzione pure di allontanare l’Italia dalla Libia dopo l’avvicinamento guadagnato con Gheddafi da Silvio Berlusconi, che di lì a poco sarebbe stato rimosso dal potere, sia pure in modo pacifico.
Come riportato da Renovatio 21, uno scandalo sui fondi di Gheddafi all’allora presidente francese Nicolas Sarkozy ha portato ad un processo ed al suo incarceramento. In prigione alcuni detenuti avrebbero minacciato l’ex presidente giurando vendetta vera per Gheddafi.
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Immagine screenshot da YouTube
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L’FBI arresta una presunta spia cinese all’aeroporto di Los Angeles
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Intelligence
La Germania rischia un potenziale «conflitto violento» con la Russia: parla il capo dei servizi tedeschi
Il capo dell’Intelligence estera tedesca ha avvertito che la Germania potrebbe essere «coinvolta in un violento conflitto con la Russia», indicando il misterioso incidente del drone all’aeroporto di Lipsia come esempio della minaccia «reale e imminente» rappresentata da Mosca.
Lunedì, in audizione davanti ai parlamentari, il capo del Bundesnachrichtendienst (BND), Martin Jaeger, ha dichiarato che «lo scontro che stiamo affrontando con la Russia ha assunto una dimensione nuova e più pericolosa».
«La Germania rischia di essere coinvolta in un violento conflitto con la Russia: il tentato attentato di Lipsia ne è solo un esempio», ha proseguito, riferendosi al ritrovamento, in agosto, di un drone carico di esplosivo accanto a un aereo da trasporto ucraino all’aeroporto della città.
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Le autorità tedesche non hanno prodotto alcuna prova che colleghi l’episodio alla Russia. Mosca lo ha definito una «provocazione improvvisata» che serve «esclusivamente agli obiettivi di Kiev e dell’ala militarista della classe politica europea». «È ovvio che la Germania stia perseguendo un’ulteriore escalation», ha dichiarato il mese scorso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Lo Jaeger ha comunque sostenuto che la Russia sta conducendo una «guerra occulta» e che esiste una minaccia «reale e imminente» di attacchi contro obiettivi in Germania. «Nessun altro Paese rappresenta attualmente una minaccia così diretta, completa e concreta per la Germania», ha aggiunto.
Lo Jaegerro è una delle decine di figure politiche, militari e mediatiche occidentali che nelle ultime settimane hanno accusato la Russia di condurre una «guerra ibrida» o «guerra ombra» contro l’Europa. Accuse di questo tipo, per loro natura, sono impossibili da verificare. Mosca le ha respinte come pretesti per intensificare il coinvolgimento occidentale nel conflitto russo-ucraino, giustificare l’aumento delle spese militari ed estendere la sorveglianza e la persecuzione degli oppositori interni.
Il cancelliere Friedrich Merz ha descritto in modo esplicito e senza prove il partito più popolare del Paese, l’AfD di destra, come «sostenuto dalla Russia». Martina Rosenberg, capo del Servizio di controspionaggio militare tedesco (Militärischer Abschirmdienst, o MAD), ha ripreso quell’affermazione nel briefing di lunedì, dicendo ai parlamentari che il Paese è «minacciato da diversi pericoli sia esterni che interni».
Jaeger, Rosenberg e il capo dell’Intelligence interna (BfV), Sinan Selen, hanno elogiato i recenti sforzi di Merz per attribuire al BND maggiori poteri offensivi e hanno chiesto un ulteriore rafforzamento delle capacità del MAD e del BfV. I critici accusano invece di un ritorno della Gestapo o della Stasi.
Nonostante le accuse di «guerra ibrida», i leader europei hanno più volte precisato di non credere che la Russia stia pianificando attacchi concreti contro il territorio della NATO. Il BND non ha riscontrato «alcun segnale di un imminente attacco russo su larga scala contro il territorio della NATO», ha aggiunto lo Jaeger.
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Come riportato da Renovatio 21, di recente è emersa una bozza di legge del governo tedesco introdurrebbe una norma che impedirebbe alle persone con opinioni «estremiste» di acquistare una casa. Quattro mesi fa un cittadino tedesco è stato multato per aver definito il Merz «Fritz il bugiardo».
Nel corso dell’anno è pure emerso che Google ha incontrato più volte il governo tedesco per discutere di «incitamento all’odio» e «disinformazione». Tre anni fa la Germania aveva mandato in carcere un uomo per aver sostenuto la Russia in messaggi su Telegram.
La follia orwelliana in atto in Germania era stata condannata l’anno scorso dal segretario di Stato USA Marco Rubio e dal vicepresidente statunitense JD Vance.
La persecuzione civile e politica del partito è multidimensionale: nel giugno 2025 l capo della polizia del Bundestag tedesco, Uli Grötsch, ha chiesto che tutti i membri del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) vengano rimossi dal servizio di polizia.
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Immagine © Olaf Kosinsky via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 3.0-de
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«Stasi 2.0»: Merz vuole una polizia segreta
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