Militaria
Gli Stati Uniti inviano bombardieri con capacità nucleare in Medio Oriente
Il Pentagono ha annunciato che l’esercito statunitense è pronto a schierare ulteriori truppe in Medio Oriente, tra cui un certo numero di bombardieri strategici B-52H con capacità nucleare.
Secondo quanto riferito, l’ordine di dispiegamento è stato dato dal Segretario alla Difesa Lloyd Austin per compensare la partenza programmata dell’USS Abraham Lincoln Carrier Strike Group dalla regione, ha affermato in una nota il portavoce del Pentagono, il Maggiore Generale Pat Ryder.
Oltre a «diversi» bombardieri B-52H, le risorse includono «ulteriori cacciatorpediniere di difesa missilistica balistica, squadroni di caccia e aerei cisterna», ha detto venerdì. Le forze dovrebbero arrivare «nei prossimi mesi», ha aggiunto il Ryder senza fornire alcuna tempistica esatta.
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Il prossimo spiegamento dovrebbe dimostrare l’impegno di Washington per «la difesa di Israele», così come per la «de-escalation attraverso la deterrenza e la diplomazia». Il Pentagono ha dichiarato esplicitamente che la mossa, così come la sua «recente decisione di schierare il sistema di difesa missilistica Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) in Israele», era rivolta a Teheran.
«Il segretario Austin continua a chiarire che se l’Iran, i suoi partner o i suoi delegati dovessero usare questo momento per colpire il personale o gli interessi americani nella regione, gli Stati Uniti adotteranno tutte le misure necessarie per difendere il nostro popolo», ha sottolineato il portavoce.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa bombardieri B-2 sono arrivati nella base USA nell’Oceano Indiano Diego Garcia. I B-2, cacciabombardieri stealth con capacità nucleare, hanno in seguito colpito obiettivi in Yemen.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Macron pronto a reintrodurre il servizio militare volontario
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Militaria
Generale francese: il popolo deve essere pronto a «perdere i propri figli»
Il generale francese Fabien Mandon, capo di stato maggiore nominato a settembre, ha scatenato un’ondata di polemiche dichiarando che la Francia deve prepararsi «ad accettare di perdere i propri figli» in caso di conflitto con la Russia e a sopportare sacrifici economici per dare priorità alla difesa.
Parlando all’annuale incontro dei sindaci a Parigi, Mandon ha esortato i funzionari locali a educare i cittadini «ad accettare la sofferenza per proteggere ciò che siamo». «Se non siamo disposti a perdere i nostri figli e a soffrire economicamente», ha aggiunto, «allora siamo a rischio». Il generale – che in passato aveva previsto una possibile guerra Francia-Russia entro il 2028 – ha sostenuto che Parigi dispone della forza economica e demografica per «scoraggiare» Mosca, ma manca di «forza d’animo».
Le sue parole hanno immediatamente suscitato reazioni trasversali. Il segretario del Partito Comunista Fabien Roussel ha denunciato «un’insopportabile retorica guerrafondaia», mentre Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise) ha scritto su X che «non spetta al generale anticipare i sacrifici derivanti dai nostri fallimenti diplomatici».
Marine Le Pen, principale leader dell’opposizione della destra francese, ha dichiarato che qualora le parole del generale riflettessero il pensiero del presidente Macron, ciò sarebbe «grave».
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Intanto la Francia, nonostante un debito pubblico di 3,35 trilioni di euro (113% del PIL, tra i più alti dell’UE), prevede di portare la spesa per la difesa a 64 miliardi nel 2027 – quasi il doppio del 2017. Diverse forze di sinistra accusano il governo di privilegiare gli armamenti a scapito del welfare.
Affermazioni di grande gravità da parte dei vertici della Difesa di Parigi non sono nuove.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa il capo di stato maggiore dell’esercito, generale Pierre Schill, disse che la Francia è pronta ad affrontare qualunque sviluppo si svolga a livello internazionale ed è preparata per gli «impegni più duri» per proteggersi. In altre occasioni militari francesi avevano parlato dell’assenza di un vero controllo sull’opinione pubblica.
Un anno fa il ministro per la Difesa francese Sèbastien Lecornu aveva definito la Russia come «la minaccia più grande».
Ancora tre mesi fa Macron insisteva sul fatto che l’esercito ucraino non dovrebbe avere limiti di dimensione.
Parigi e Mosca sono da anni in una relazione fatta da tensioni altissime, che riguardano anche la geopolitica africana, dove Mosca ha di fatto scalzato l’ex colonizzatore francese nella regione del Sahel e oltre, con varie nazioni dell’Africa coloniale francese oramai passate in larga parte sotto la diretta influenza di Mosca – a causa anche dell’antipatia ingeneratasi contro Parigi e le sue missioni militari, accusate di addestrare e manovrare i terroristi islamici che sostenevano di voler combattere.
In settimana anche il capo di stato maggiore polacco Wiesław Kukuła ha avvertito che il Paese potrebbe subire un’aggressione da parte di un «avversario».
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Militaria
Generale polacco invita la popolazione a prepararsi ad un attacco
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