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Ambiente

Falsificano i dati per adattarli alla finzione del Cambiamento Climatico

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Pubblichiamo la traduzione di questo coraggioso articolo di Mike Adams di Naturalnews.

 

Quando le compagnie farmaceutiche vengono sorprese a falsificare i dati degli studi clinici, nessuno è più sorpreso. Quando i produttori di vaccini sembrano ritoccare i campioni di sperimentazione umana con anticorpi animali per assicurarsi che i loro vaccini sembrino efficaci, tutti pensiamo che in fondo è così che si alcuni pensano di fare affari: mentendo, imbrogliando, ingannando e violando la legge.



Ora, in quella che potrebbe essere la più grande frode scientifica mai scoperta, la NASA e il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) sono stati colti in flagrante nell’alterare i dati storici sulla temperatura per produrre una «storia del cambiamento climatico» che sfida la realtà. Questa scoperta, originariamente documentata sul sito web di Real Science, è dettagliata qui.

In quella che potrebbe essere la più grande frode scientifica mai scoperta, la NASA e il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) sono stati colti in flagrante nell’alterare i dati storici sulla temperatura per produrre una «storia del cambiamento climatico» che sfida la realtà



Ora sappiamo che i dati storici sulla temperatura per gli Stati Uniti continentali sono stati deliberatamente modificati dagli scienziati della NASA e NOAA nel tentativo politico di riscrivere la storia e affermare che il riscaldamento globale stia facendo aumentare le temperature negli USA. I dati mostrano in realtà che siamo in una tendenza al raffreddamento, non in una tendenza al riscaldamento (vedere le tabelle seguenti).

Questa storia sta iniziando a spopolare in tutto il mondo in questo momento attraverso i media, con The Telegraph che riporta (1), «NOAA US Historical Climatology Network (USHCN) ha “alterato” il record sostituendo le temperature reali con dati “fabbricati” da modelli computerizzati».



Poiché l’attuale record storico di temperatura non si adatta alla narrativa frenetica e apocalittica del riscaldamento globale oggi affrontato sulla scena politica, i dati sono stati semplicemente modificati usando “modelli computerizzati” e poi spacciati come fatti.

I dati mostrano in realtà che siamo in una tendenza al raffreddamento, non in una tendenza al riscaldamento

 

Ecco la prova della frode sul cambiamento climatico

Questo è il grafico delle temperature statunitensi pubblicato dalla NASA nel 1999. Vengono mostrate le temperature più alte effettivamente registrate negli anni ’30, seguite da una tendenza al raffreddamento, con temperature in calo fino all’anno 2000: 

 

L’autenticità di questo grafico non è in discussione. È stato pubblicato da James Hansen sul sito web della NASA (2). In quella pagina, Hansen ha persino scritto: «Le prove empiriche non danno molto sostegno all’idea che il clima si stia dirigendo precipitosamente verso il caldo e la siccità più estremi».

La NASA ha persino scritto: «Le prove empiriche non danno molto sostegno all’idea che il clima si stia dirigendo precipitosamente verso il caldo e la siccità più estremi»

 


Tuttavia, dopo che l’amministrazione Obama è entrata in carica e ha iniziato a spingere la narrativa sul riscaldamento globale per scopi politici, la NASA è stata portata a modificare i dati storici al fine di invertire la tendenza al raffreddamento e mostrare invece una tendenza al riscaldamento. Ciò è stato realizzato utilizzando modelli climatico realizzati a computer che hanno semplicemente fabbricato i dati che i ricercatori desideravano vedere invece di ciò che stava realmente accadendo nel mondo.



Utilizzando gli stessi dati del grafico mostrato sopra (con alcuni anni di dati aggiuntivi dopo il 2000), la NASA è riuscita a distorcere in modo fuorviante il grafico per rappresentare il riscaldamento globale: 

 

Anche l’autenticità di questo grafico non è in discussione. È possibile trovarlo sui server della NASA (3). Questo grafico alterato mostra che i dati storici – specialmente il caldo intenso e la siccità degli anni ’30 – vengono ora sistematicamente manipolati per far apparire le temperature più basse di quanto non fossero in realtà. Allo stesso tempo, i dati sulle temperature dagli anni ’70 al 2010 sono stati gonfiati per rendere le temperature più alte di quanto non fossero in realtà.

Le persone che vi stanno dicendo che bruciare combustibili fossili stia causando l’aumento del riscaldamento globale sono le stesse persone che sostengono che anche il mercurio nei vaccini è sicuro da iniettare in quantità illimitate, che le tossine negli OGM sono sicure da mangiare, che la chemioterapia funziona benissimo per i malati di cancro e che non esiste cibo o nutriente che prevenga le malattie



Questo è un chiaro caso di frode scientifica condotta su larga scala al fine di ingannare il mondo intero sul riscaldamento globale. 

 

 

Anche i dati EPA confermano la bufala del riscaldamento globale

Ciò che è ancor più interessante è che persino i dati dell’EPA (l’agenzia per la protezione dell’ambiente americana) «Heat Wave Index» supportano ulteriormente l’idea che gli Stati Uniti erano molto più caldi negli anni ’30 di quanto lo siano oggi.



La seguente tabella, pubblicata sul sito web EPA.gov (4), mostra chiaramente che le ondate di calore dei nostri giorni sono molto più limitate e meno intense di quelle degli anni ’30. In effetti, le ondate di calore apparentemente “estreme” degli ultimi anni non sono peggiori di quelle dei primi del ‘900 o degli anni ’50. 

 


Le pratiche agricole poco lungimiranti causano più riscaldamento globale della CO2  

Vedendo questi grafici, verrebbe da chiedersi da dove sono emerse le temperature estremamente elevate degli anni ’30. Stavamo liberando troppa CO2 bruciando combustibili fossili?



No. L’elevato riscaldamento e la siccità sono stati causati dalle pratiche agricole convenzionali che hanno distrutto le foreste, avvelenato i suoli con sostanze chimiche e eliminato il suolo superficiale. Mancando alberi per trattenere l’umidità, le aree che un tempo erano rigogliose pianure, praterie e foreste si sono trasformate in deserti.

 

Improvvisamente, gli effetti di raffreddamento causati dalla traspirazione dell’umidità dagli ecosistemi vegetali sani sono andati perduti, provocando temperature estreme e siccità mortale.


Le pratiche agricole a breve termine, in altre parole, hanno davvero causato «riscaldamento», mentre il ripristino di un ecosistema più naturale ha invertito la tendenza e raffreddato la regione.

Le pratiche agricole a breve termine, in altre parole, hanno davvero causato «riscaldamento», mentre il ripristino di un ecosistema più naturale ha invertito la tendenza e raffreddato la regione.

 

 

La riforestazione è la risposta

Questo ci porta alla soluzione semplice ed ovvia di tutto il problema. Se si vuole raffreddare il pianeta, bisogna concentrarsi sugli sforzi di rimboschimento. Se si vuole trattenere l’umidità e mantenere in vita i terreni, si ha bisogno di diversi ecosistemi di origine vegetale, non di campi recintati destinati alla monocoltura.



Le foreste si comportano come spugne che assorbono l’acqua piovana, poi fanno il contrario e rilasciano lentamente l’acqua nell’aria, «idratando» l’atmosfera e mantenendo livelli di umidità abbastanza alti da sostenere altre erbe, arbusti e piante vicine. Quando si distruggono le foreste – come è stato fatto in tutto il mondo per fare spazio all’agricoltura meccanizzata – si aumentano effettivamente le temperature eliminando i sistemi di ritenzione idrica e di raffreddamento naturali delle piante.

Se si vuole raffreddare il pianeta, bisogna concentrarsi sugli sforzi di rimboschimento. Se si vuole trattenere l’umidità e mantenere in vita i terreni, si ha bisogno di diversi ecosistemi di origine vegetale, non di campi recintati destinati alla monocoltura



L’agricoltura meccanizzata, in altre parole, ha già dimostrato storicamente di aumentare radicalmente le temperature continentali e «riscaldare» la regione. Allora perché la Casa Bianca non sta avvertendo il mondo dei pericoli dell’agricoltura meccanizzata?



La risposta è: perché non realizza nulla di politicamente importante per questa amministrazione. È molto più importante usare il falso panico del riscaldamento globale per chiudere le centrali elettriche a carbone pulito (le centrali a carbone statunitensi sono molto più pulite di quelle cinesi) e portare la popolazione in uno stato di sottomessa obbedienza attraverso tattiche di paura apocalittiche.

 

 

Ora sappiamo definitivamente che il governo USA sta mentendo sul riscaldamento globale

Come ambientalista, sono sempre preoccupato per gli inquinanti e le emissioni, in particolare per i metalli pesanti che vengono scaricati nell’atmosfera. Ma ho anche imparato, nel corso degli anni, che quasi tutto ciò che il governo federale trasmette aggressivamente al pubblico è una palese menzogna. Raramente qualcosa di simile alla verità esce da Washington DC.

È molto più importante usare il falso panico del riscaldamento globale per chiudere le centrali elettriche a carbone pulito (le centrali a carbone statunitensi sono molto più pulite di quelle cinesi) e portare la popolazione in uno stato di sottomessa obbedienza attraverso tattiche di paura apocalittiche

 


Queste persone sono esperte nel mentire con la cattiva scienza, nascondendo i loro inganni dietro la copertura del «pensiero scientifico» e facendo affermazioni stravaganti come dire che chiunque non crede ai propri dati fabbricati devo anche credere che la Terra sia piatta.

 

Ricordate, le persone che vi stanno dicendo che bruciare combustibili fossili stia causando l’aumento del riscaldamento globale sono le stesse persone che sostengono che anche il mercurio nei vaccini è sicuro da iniettare in quantità illimitate, che le tossine negli OGM sono sicure da mangiare, che la chemioterapia funziona benissimo per i malati di cancro e che non esiste cibo o nutriente che prevenga le malattie.



Queste sono le stesse persone del governo che costruiscono enormi reti di bunker sotterranei e grotte in completa segretezza mentre affermano pubblicamente che i prepper sono teorici della cospirazione. È lo stesso governo che ha mentito sulla conduzione di disumani esperimenti medici sui prigionieri attraverso il National Institutes of Health, poi è stato catturato e ha dovuto scusarsi decenni dopo.

Queste persone sono esperte nel mentire con la cattiva scienza, nascondendo i loro inganni dietro la copertura del «pensiero scientifico» e facendo affermazioni stravaganti come dire che chiunque non crede ai propri dati fabbricati devo anche credere che la Terra sia piatta



Se pensate che questo stesso governo vi stia dicendo la verità sul riscaldamento globale, probabilmente dovreste far esaminare la vostra testa. Ma non da uno psichiatra autorizzato dal governo, o vi imbottirà di farmaci psichiatrici che vi faranno perdere così tanto della vostra funzionalità cognitiva che inizierete a credere alle trasmissioni della CNN.

 

 

 

Fonte: Naturalnews.com

Tra le fonti dell’articolo riportiamo:

(1) http://www.telegraph.co.uk/earth/environment…

(2) http://www.giss.nasa.gov/research/briefs/han…

(3) http://data.giss.nasa.gov/gistemp/graphs_v3/…

(4) http://www.epa.gov/climatechange/science/ind…

(5) http://stevengoddard.wordpress.com/2014/06/2…

 

 

 

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Documento sui «cambiamenti climatici»: «l’Eucarestia come scuola ecologica»

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Un ampio documento diffuso dalla Commissione Teologica Internazionale, dal titolo «Prendersi cura della nostra Casa comune – Una risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario», definisce il Santo Sacrificio della Messa una «scuola ecologica».

 

All’interno del testo, datato 2 settembre e incentrato sulle tematiche ambientali, sulla «conversione ecologica» e sul cosiddetto «cambiamenti climatici», la Commissione Teologica riserva un intero paragrafo — il numero 108 del Capitolo 2 — alla descrizione della Messa e della Santa Eucaristia come «scuola ecologica». Pur riconoscendo, in questo passaggio, che il fine ultimo della Messa resta la glorificazione di Dio, il documento sembra ridimensionarne il significato, presentando la Messa e il Santissimo Sacramento soprattutto come strumenti per «prendersi cura del creato».

 

Il documento scrive: «Dall’Eucaristia si sprigiona una spiritualità capace di sostenere e incoraggiare la conversione ecologica che abbiamo così urgentemente bisogno di intraprendere come famiglia umana (cf. LS 236). In essa riconosciamo nella natura i doni di Dio. L’intelligenza si apre alla diafanità di Dio nella creazione. La natura rivela la sua intrinseca dimensione epifanica».

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Il testo prosegue: «L’Eucaristia è banchetto di comunione, tavola comune da condividere. Per questo edifica la comunità. Non è possibile celebrare l’Eucaristia e non preoccuparsi dei poveri».

 

Al punto 99 del documento vi è un attacco preciso all’antropocentrismo, definito predatorio: «Senz’altro l’antropocentrismo predatorio, che considera l’umanità come padrona assoluta di tutto il creato, con ius utendi et abutendi, deve essere chiaramente rifiutato dai cristiani». Non è chiarissimo a cosa si stia riferendo il testo vaticano, che prova a spiegare: «seguendo la logica immanente che lo anima, l’antropocentrismo predatorio porta con sé una dinamica di violenza e sfruttamento, poiché non è regolato dal rispetto per l’altro (la natura) né per gli altri (il prossimo) né per l’Altro (Dio Creatore), finendo per sfigurare l’immagine di Dio impressa nell’essere umano ed espressa nelle relazioni in cui vive, imprigionandolo nella tristezza di una coscienza isolata (EG 2). Si saccheggiano e si sacrificano vite, e con esse il futuro di molte altre vite, a partire dalla soddisfazione indiscriminata del proprio egoismo autocentrato».

 

Viene proposta tuttavia una soluzione di sapore intellettualoide. Contro l’antropocentrismo predatorio, «Papa Francesco ha proposto la formula dell’«antropocentrismo situato» per descrivere il modo in cui l’umanità si relaziona con il resto del creato secondo il disegno di Dio (LD 67); aspetto ripreso da Papa Leone XIV».

 

Fin dai primi mesi del proprio pontificato, Papa Leone XIV ha più volte ribadito l’importanza delle questioni ambientali, arrivando ad autorizzare, a pochi mesi dall’elezione, la celebrazione della «Messa per la cura del creato». In occasione della prima Messa dedicata a questo tema, Leone XIV dichiarò che «il mondo sta bruciando», sottolineando quella che a suo giudizio rappresenta la necessità di una «conversione» per quanti non avvertono ancora «l’urgenza di prendersi cura della nostra casa comune».

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Non era poi mancato il momento ultra-cringe dove, dinanzi a funzionari transnazionali, Arnoldo Schwarzenegger e hawaiani cantanti a caso, il romano pontefice aveva benedetto un blocco di ghiaccio della Groenlandia, che immaginiamo sia arrivato in Italia, in bicicletta, o su un tappeto volante offerto dal dialogo interreligioso.

 

Il papato precedente si era distinto per l’ecologismo parossistico diffuso senza requie al pari dell’immigrazionismo più vile. Renovatio 21 aveva definito l’agenda bergogliana «eco-maoismo», con sessioni di indottrinamento ecofascista su bimbi piccoli da tutto il mondo condotte dallo stesso pontefice gesuita in Aula Paolo VI.

Si arrivò alla bizzarria di veder citata nella Laudate Deum pensatrice ecofemminista (e ciber-genderista) Donna Haraway, che parlava del futuro come dello Cthulhucene, un’era di morte devastata da veri mostri, dove dissolvere la famiglia e coltivare i rapporti con gli animali.

 

L’ecomania vaticana, con evidenza, non è morta col l’argentino. In questi giorni Leone ha inaugurato il secondo «Tempo del Creato» del proprio pontificato, celebrando una nuova Messa dedicata alla «Cura del Creato».

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

 

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Morti di caldo, morti di inciviltà

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Conosciamo tutti la lagna goscista, che da oltreoceano si spande anche da noi, limitando le libertà degli europei e degli italiani: la libera vendita delle armi, dice il grillo parlante progressista con tutti i suoi giornaloni e propalatori decerebrati salariati, genera stragi. Eccerto.   È ovvio, no? Se permetti al cittadino di comprarsi pistole e fucili, magari per difendersi dall’anarco-tirannia migratoria, magari per difendersi da lupi ed orsi reimmessi nel suo balcone di casa dallo Stato moderno, magari addirittura, sia mai, per impedire – come saggiamente prevedevano gli estensori della Costituzione USA – da un governo perverso e totalitario installatosi al potere (Tommaso Jefferson: «Quando il popolo ha paura del governo, c’è tirannia. Quando il governo ha paura del popolo, c’è libertà»), stai decisamente preparando la strada ad ecatombi indiscriminate, di quelle che si leggono nelle cronache.   Le quali cronache, il lettore di Renovatio 21 lo sa, sono ricche di tanti dettagli (beh, un po’ meno recentemente che gli assissinii di massa sono perpetrati spesso da ragazzini trans et similia), tranne che quelli che riguardano gli psicofarmaci che, gratta gratta, al fine si scopre che tutti gli stragisti armati ingollano ad abundantiam.

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Ecco che i partiti «democratici» con i loro Soloni intellettuali (cioè, indirettamente o direttamente impiegati statali, per lo più) ci snocciolano le cifre: vi sarebbero, dicono le statistiche degli enti anti-armi, ben 30.000 decessi per armi da fuoco, ma nel calderone ci buttano suicidi, omicidi e incidenti, cioè anomalie di sistema che non riguardano il cittadino medio, che però va privato dei suoi mezzi di difesa.   Insistono: vi sono ben 13 decessi ogni 100.000 abitanti, pensate, ma meglio non dire che la percentuale più alta dei decessi totali da arma da fuoco negli Stati Uniti è storicamente riconducibile ad atti di autolesionismo e suicidio, due fenomeni, guarda guarda, intimamente legati al consumo massivo di psicofarmaci di cui sopra.   Ebbene, sarebbe il caso di tirare fuori ora un’altra statistica, secondo noi assai significativa: quella dei morti di caldo in Europa.   Diamo i numeri: nel 2024 le morti stimate legate al caldo sarebbero state 62.800, nel 2023 50.800, nel 2022 ben 67.900. Le persone over 75 e le donne sono le più colpite. Due terzi circa dei decessi avvengono nell’Europa meridionale. L’Italia è costantemente il Paese con il numero assoluto più alto (oltre 19.000 nel 2024), seguita da Spagna e Germania.   Secondo dati Bloomberg, la situazione 2026, ovviamente in via di abissale aggiornamento in questi giorni di canicola estrema in tutto il Vecchio Continente, vedono oltre 25.000 morti legate al caldo dall’inizio dell’anno, 11.900 nella sola Germania da aprile). Le statistiche EuroMOMO (ve lo ricordate? L’ente statistico per le euromorti da cui piluccavano per le nostre analisi piccanti durante tempesta delle menzogne vaccinali COVID e relativi malori) dicono di diecine di migliai di morti in eccesso durante l’ondata di calore di fine giugno, con 10.000-14.000 decessi in più nella settimana di picco – e figuriamoci ora.   In sintesi numerica: negli ultimi anni si parla di 50.000–70.000 morti per caldo ogni estate in Europa, con l’Italia spesso in testa per numero assoluto.   In sintesi sociopolitica: il caldo uccide in Europa più di quanto uccidano le armi da fuoco in America. Parliamo, praticamente, di multipli: il calore da noi ammazza molta, molta più gente della supposta emergenza della libera circolazione di pistole e fucili negli Stati Uniti.

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A questo punto, chiediamoci, cercando di uscire dalla cappa mentale del «Cambiamento Climatico» (prima lo chiamavano «Riscaldamento globale», poi dopo eventi come la conferenza sul Clima COP15 di Copenhagen, dove la neve bloccò gli aeroporti, hanno fischiettosamente cambiato nome e natura del fenomeno): perché la gente muore di caldo?   Risposta semplicissima: gli anziani, i deboli, tutti quanti stanno morendo in questi giorni lo fanno perché privi dell’aria condizionata. Non è più complicato di così: più condizionatori, più vita.   Rendiamoci conto, quindi, di quanto facile dovrebbe essere salvare le esistenze di questi cittadini. Realizziamo: basta un apparecchio, che non costa tanto più che quelli che il sistema sanitario passa a certi pazienti anziani, per evitare stragi di migliaia di persone.   Basta una piccola tecnologia per far vivere gli esseri umani, e l’uso e la diffusione di tale tecnologia dovrebbero essere, in una civiltà, un fatto scontato. Una civiltà è fatti di esseri umani, per cui la loro preservazione dovrebbe essere l’obiettivo primigenio di tutti i suoi sistemi.   Nessuno, tuttavia ci pensa. Il motivo è semplicissimo: viviamo una fase di decomposizione della civiltà, di inciviltà. Non può essere altrimenti: la civiltà invasa dalla Necrocultura diviene anti-civiltà, sistema volto all’eliminazione programmatica degli esseri umani.   Lo Stato moderno, che ha fatto della Necrocultura il suo sistema operativo, dà una mano. Per cui, pensare che esso possa riconoscere la semplice causa di questa strage e fornire la soluzione – che è a scaffale – è errato.   Politici, giornali sembrano ignorare la questione se non per lanciare le solite geremiadi sul Cambiamento Climatico, la nuova religione copiata da quella cattolica – al posto di Dio abbiamo la dea Gaia, al posto del peccato abbiamo l’impronta carbonica, distribuita perfino come peccato originale, e al posto dell’espiazione abbiamo la riduzione delle attività degli uomini se non la loro eliminazione – , che nell’animo vacuo di qualche gonzo panciafichista con stipendio parastatale ha magari pure attecchito.

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I condizionatori sono maledetti: consumano tanto solo per dare benessere fisico agli esseri umani che, secondo il culto climatico globale, devono invece espiare, soffrire, morire.   Anche fuori dalla civiltà tecnologica del refrigerio le cose vanno male: se volete andare al fiume che solca la vostra provincia è facile che le forze dell’ordine vi multino, con la motivazione per cui l’acqua è inquinata o perché la balneazione lì è vietata punto e basta. Altri specchi d’acqua (laghetti, torrenti, idroscali) sono pieni di immigrati che anarcotirannicamente se ne fottono dei richiami e continuano a prodursi in grigliatine e talvolta in qualche atto di violenza.   Voi dite, le piscine pubbliche: come no, abbiamo visto come – fenomeno rilevabile in tutta Europa – esse siano oramai ostaggio di bande di giovinastri immigrati, con molestie di ragazzine che ciclicamente riempiono le pagine dei giornali e generano improbabili racconti della stampa locale su improbabili provvedimenti anti-bulli, cioè anti-maranza, che i gestori sono ora spinti, riluttantemente, ad adottare.   Tema importante quello delle piscine, perché interseca, con evidenza, quello del servizio pubblico vitale. Esse dovrebbero essere infatti potenziate ed espanse, ne andrebbero costruite di nuove, visto il benefizio fisico che ne trae la popolazione morente, senza contare come, per tutto l’anno, il nuoto («lo sport più completo», dice l’insopportabile luogo comune) garantisca salute a tantissimi.   E invece, assistiamo ad una contrazione nel settore: nella mia città c’era una piscina zonale che offriva, oltre alle vasche sportive, anche uno spazio spiaggesco estivo, con scivoli e acqua bassa, per la felicità dei bambini e dei genitori. Il luogo era divenuto famoso perché era lì che aveva cominciato a nuotare Thomas (cioè, Tommaso) Ceccon, loquace olimpionico medaglia d’oro alle drammatiche Olimpiadi di Parigi, della cui organizzazione egli giustamente si lamentò molto, arrivando a dormire in istrada perché, appunto, l’Olympiade macroniana ambientalmente corretta non considerava bene i condizionatori per gli atleti (ne abbiamo scritto su Renovatio 21: queste crudeltà, come quella di farli nuotare nelle acque fecali della Senna, costituiscono una bella riedizione delle angherie ai ragazzini delle 120 giornate di Sodoma dell’eroe rivoluzionario francese marchese De Sade).   Oggi questa piscina non esiste più: il bando del comune per la gestione è andato deserto. L’amministrazione potrebbe quindi scaricare la colpa ai privati che si tirano indietro. La realtà è che l’intero progetto, vista l’importanza letteralmente vitale, andrebbe preso in mano dallo Stato punto e basta – ma lo Stato moderno, lo sappiamo, non ha come fine il vostro benessere. Per cui, ecco che un danno non irrilevante, sociale e biologico, viene portato al tessuto umano locale, e l’anticiviltà dei morti di caldo nemmeno immagina che dovrebbe porvi rimedio.   Ripenso con rabbia alle illuminanti parole di Mario Draghi, che il 6 aprile 2022, a poche settimane dallo scoppio della guerra ucraina che ha privato l’Italia dell’energia russa a basso costo, ebbe il coraggio di chiedere oscenamente in conferenza stampa «Preferiamo la pace o il condizionatore acceso?»  

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Ma di cosa stava parlando l’eurodrago, forse il peggiore premier mai avuto dal Paese? Stava dicendo che rifiutando il gas russo – e quindi la capacità di alimentare i condizionatori che non fanno morire la gente – avremo avuto la pace? Chissà se ora capisce quanto vacue e avventate sono le sue parole: abbiamo rifiutato il gas russo, mandando in malora l’intera economia manifatturiera italiana ed europea, e uccidendo di conseguenza un po’ di deboli, e abbiamo avuto che cosa?   Abbiamo avuto la realizzazione di un scenario di conflitto ancora più estremo, dove si parla con sempre maggiore tranquillità di guerra atomica tra Mosca e l’Europa.   C’è quindi una cifra geopolitica, anzi metapolitica, nell’Europa morta di caldo. Essa respinge la Russia (che è considerabile, come detto anche da Putin, uno Stato-civiltà) in quanto civiltà che ancora ha interesse a difendere la prosperità dei suoi esseri umani, al punto di andare in guerra per difendere i russofoni del Donbass. L’Europa della Cultura della morte no, non può concepirlo, nemmeno se si tratta dell’aria condizionata.   La realtà è che probabilmente, dai partiti non solo di sinistra alle stanze degli eurobottoni, lo Stato moderno vuole che moriate anche di caldo.   E ogni goccia di sudore che vi riga il corpo è una lacrima della nostra Civiltà cristiana che muore.   Roberto Dal Bosco

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Navi da guerra naziste affondate riemergono nel Danubio per l’ondata di caldo

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Diverse navi da guerra tedesche affondate durante la Seconda Guerra Mondiale, sono riemerse nel Danubio a causa di una forte ondata di calore e di una prolungata siccità. Le imbarcazioni sono diventate visibili quando il livello dell’acqua del secondo fiume più lungo d’Europa ha raggiunto minimi storici.

 

Foto e video pubblicati sui social media mostravano enormi relitti di navi adagiati nell’acqua e su un banco di sabbia in mezzo al canale vicino al villaggio di Prahovo, in Serbia.

 

In un altro luogo, il relitto di una nave mercantile ungherese affondata nel 1937 è riemerso nei pressi del villaggio croato di Opatovac.

 

Secondo la Banca europea per gli investimenti, circa 200 imbarcazioni potrebbero giacere sul fondo del Danubio. Il trasporto fluviale è quasi completamente bloccato a causa del basso livello dell’acqua, secondo il Ministero dei Trasporti ungherese.

 

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Come riportato da Renovatio 21, anche il primo ministro ungherese Peter Magyar ha affermato che la centrale nucleare di Paks, che copre quasi la metà del fabbisogno elettrico dell’Ungheria, potrebbe rimanere chiusa per settimane a causa dell’insufficiente livello dell’acqua.

 

A Budapest, la scorsa settimana, è stato ritrovato un proiettile di artiglieria tedesco della Seconda Guerra Mondiale vicino al Ponte Margherita, una delle principali arterie stradali della città. Il ritrovamento ha comportato brevi chiusure di sicurezza per consentire l’intervento di una squadra di artificieri. L’autorità meteorologica nazionale ungherese ha inoltre segnalato un livello minimo record di 23 cm nel Danubio che attraversa la città. Il precedente minimo storico, registrato nel 2018, era di 33 cm.

 

Nella Bulgaria settentrionale, il prosciugamento di un fiume ha portato alla luce quelli che si ritiene essere i resti di un mammut. Le ossa sono state ritrovate da un abitante del villaggio di Ryahovo. Nikolay Nenov, direttore di un museo di storia regionale nella vicina città di Ruse, ha definito la scoperta «di grande importanza per la scienza».

 

Secondo l’agenzia Associated Press, nei prossimi giorni il livello del Danubio dovrebbe scendere ulteriormente, senza previsioni di piogge significative e con temperature che dovrebbero superare i 38 gradi Celsius nella regione.

 

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 Immagine screenshot da Twitter

 

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