Connettiti con Renovato 21

Geopolitica

Erdogan dice che la Russia ha il diritto a difendersi

Pubblicato

il

L’Occidente dovrebbe prestare attenzione alla dottrina nucleare aggiornata della Russia, che riflette il diritto e la capacità di Mosca di difendersi dalle minacce, ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

 

Mosca ha svelato le modifiche proposte al suo deterrente strategico a settembre, mentre l’Ucraina stava ancora chiedendo a gran voce il permesso di usare armi occidentali per attacchi a lungo raggio nel territorio russo. La nuova dottrina è stata ufficialmente adottata martedì, ore dopo che i missili forniti dagli Stati Uniti all’Ucraina erano stati usati per colpire la regione di Brjansk.

 

«Penso che questa dichiarazione della Russia sia, prima di tutto, una misura presa in risposta alla posizione assunta nei suoi confronti, riguardo all’uso di armi convenzionali», ha detto martedì Erdogan in una conferenza stampa dopo il vertice del G20 a Rio de Janeiro, in Brasile.

 

«Penso che questa questione debba essere presa in considerazione dai funzionari della NATO. La Russia ha il diritto e la capacità di proteggersi e di prendere misure per la propria difesa. Ed è stata costretta a prendere queste misure», ha aggiunto Erdogan.

 

I Paesi della NATO hanno lo stesso diritto all’autodifesa, ha affermato il leader turco, ma devono tenere a mente che «non ci sono aspetti positivi in ​​una guerra che coinvolga armi nucleari».

 

Diversi organi di stampa statunitensi hanno riferito nel weekend che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva revocato le restrizioni all’uso da parte di Kiev di razzi forniti dagli Stati Uniti. La Casa Bianca non ha né confermato né smentito le notizie, ma l’ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha affermato martedì che erano vere.

Acquista la t-shirt DONALD KRAKEN

Il presidente russo Vladimir Putin ha avvertito l’Occidente che l’uso di missili a lungo raggio da parte di Kiev cambierebbe la natura del conflitto tra Russia e Ucraina e renderebbe la NATO un partecipante diretto alle ostilità.

 

Gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno convogliato quasi 200 miliardi di dollari di aiuti all’Ucraina dal 2022, pur insistendo sul fatto che ciò non li rendeva parte del conflitto. Sebbene sia uno stato membro della NATO, la Turchia non ha implementato sanzioni contro la Russia e ha mantenuto relazioni sia con Mosca che con Kiev.

 

Sia la Russia che l’Ucraina sono vicine alla Turchia, ha detto Erdogan ai giornalisti in Brasile, sottolineando che Ankara deve proteggere i suoi legami bilaterali con entrambi. I tre paesi confinano tutti con il Mar Nero.

 

«Spero che raggiungeremo un cessate il fuoco definitivo tra Ucraina e Russia il prima possibile e garantiremo la pace che il pianeta attendeva con ansia», ha aggiunto.

 

La Turchia ha ospitato i negoziati iniziali tra Russia e Ucraina a marzo 2022. Il promettente processo è crollato dopo che l’Occidente ha segnalato un sostegno incondizionato a Kiev e una riluttanza a fare la pace con Mosca.

 

Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa Erdogan aveva per la prima volta parlato degli accordi di pace russo-ucraini ottenuti a marzo 2022 in Turchia, ma poi falliti a causa dell’intervento occidentale tramite l’allora premier birtannico Boris Johnson.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Palácio do Planalto via Flickr pubblicata su licenza CC BY-ND 2.0

Continua a leggere

Geopolitica

Trump: non date per spacciato Netanyahu

Pubblicato

il

Da

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che le notizie secondo cui il primo ministro israeliano Benjamino Netanyahu avrebbe ignorato gli avvertimenti di Egitto ed Emirati Arabi Uniti poco prima dell’attentato del 7 ottobre 2023 non vanno lette come una condanna politica nei suoi confronti.   Il leader israeliano, il cui partito Likud affronta elezioni difficili a fine ottobre, è stato accusato di non aver valutato in modo adeguato la minaccia dei militanti di Gaza, o di aver lasciato deliberatamente avvenire l’attacco per giustificare una vasta campagna militare contro l’enclave palestinese.   In un’intervista a TIME pubblicata giovedì, Trump ha commentato le accuse e la capacità di Netanyahu di reggere politicamente. «Molte persone hanno dato per spacciata Bibi, proprio come hanno dato per spacciata me. Io non sottovaluterei Bibi», ha detto. Ha aggiunto che la sua preoccupazione principale è «aiutarli a difendere Israele» e ha suggerito che, se Netanyahu avesse saputo di un attacco imminente, «avrebbe fatto qualcosa al riguardo».   L’ultima ondata di accuse è partita da un articolo di Haaretz di inizio settembre, secondo cui il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed, lo avrebbe avvertito che Hamas preparava un attacco di vasta portata. Il giornale scrive che Netanyahu avrebbe minimizzato l’avvertimento e non lo avrebbe trasmesso ai capi della sicurezza. Le prime notizie su un altro avvertimento egiziano risalgono al periodo subito dopo l’incursione di tre anni fa.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

L’ufficio di Netanyahu ha respinto le affermazioni. L’agenzia Associated Press ha riferito questa settimana che il primo ministro avrebbe cercato di convincere il leader emiratino a smentire pubblicamente la notizia, durante una visita a sorpresa nel Paese arabo lo scorso fine settimana.   Ad agosto Netanyahu si era attribuito il merito personale di aver inciso sulla politica americana, affermando che le sue quasi 1.000 ore di apparizioni sulla televisione statunitense lo avevano aiutato a orientare l’opinione pubblica a Washington e, alla fine, a convincere l’amministrazione Trump ad attaccare l’Iran.   Il rapporto tra Trump e Netanyahu è di difficile comprensione. Il disprezzo dell’americano per il premier dello Stato Ebraico era risaputo, e confermato recentemente da Tucker Carlson, che ha testimoniato di conversazioni private e di un disgusto per il personaggio condiviso con i suoi collaboratori. Il Carlson ha alluso ad un possibile ricatto come motivo per cui Trump si sia fatto trascinare nella guerra iraniana che beneficia solamente Israele.  
Come riportato da Renovatio 21, in passato Trump aveva attaccato Netanyahu arrivando a chiederne la sostituzione e ad ipotizzare tagli agli aiuti ad Israele. Nel contesto di questi commenti aveva rivelato anche dettagli sull’assassinio del generale dei servizi iraniani Qassem Soleimani, suggerendo che fu indotto ad ordinarne la morte dagli israeliani, che poi però si tirarono indietro.
  Come riportato da Renovatio 21, un livello grottesco del rapporto tra Netanyahu e Trump è stato raggiunto a febbraio 2025 quando il primo ha fatto dono a quest’ultimo di un cercapersone come quelli fatti esplodere in Libano. Più che un dono diplomatico, a qualcuno può essere sembrata una minaccia vera e propria.   Come riportato da Renovatio 21, a gennaio 2025 Netanyahu aveva annullato il viaggio per la cerimonia di insediamento di Trump. Prima dell’insediamento l’inviato di Trump Steve Witkoff, in Israele per chiedere la tregua, aveva avuto con Netanyahu un incontro riportato come «molto teso».  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr  
Continua a leggere

Geopolitica

Putin: «la vittoria sarà nostra»

Pubblicato

il

Da

Le elezioni parlamentari russe hanno mostrato che il popolo non può essere intimidito o sconfitto, ha detto il presidente della Federazione Russa Vladimiro Putin.

 

Lunedì, parlando al Cremlino con i leader dei partiti politici, Putin ha sostenuto che i tentativi di sabotare la campagna elettorale e di interferire negli affari interni del Paese sono falliti, aggiungendo che sono stati usati «metodi terroristici e strumenti di servizi segreti stranieri».

 

Le elezioni del 18-20 settembre sono state accompagnate da un massiccio raid di droni ucraini contro Mosca e altre regioni russe nell’ultimo giorno. Funzionari russi hanno detto di aver respinto oltre 1.600 droni, di cui 450 vicino alla capitale. Il sindaco di Mosca, Sergej Sobjanin, ha definito l’attacco «senza precedenti» e ha affermato che era stato pensato per interrompere le elezioni. Almeno due civili sarebbero rimasti uccisi nella regione di Mosca.

 

Putin ha ringraziato decine di milioni di russi per aver votato, sostenendo che l’affluenza aveva garantito la «legittimità indiscutibile e inoppugnabile» delle elezioni.

Sostieni Renovatio 21

«La gente qui è forte, coraggiosa e istruita; tutti capiscono perfettamente cosa sta succedendo in Russia», ha detto Putin. «È ormai chiaro che non ci si può lasciare intimidire da queste persone. Ed è impossibile sconfiggere un popolo del genere, un Paese del genere. Pertanto, la vittoria sarà senza dubbio nostra».

 

Il presidente ha inoltre detto che il voto ha mostrato il sostegno pubblico alle truppe russe, sottolineando che candidati che avevano partecipato al conflitto in Ucraina avevano ottenuto seggi in parlamento.

 

Il partito al governo, Russia Unita, si è assicurato 355 dei 450 seggi della Duma di Stato.

 

Sempre lunedì, Putin ha firmato un decreto che alza l’organico autorizzato delle Forze Armate russe a 2.441.630 unità, di cui 1.550.500 militari. Il provvedimento aggiunge 15.500 posizioni rispetto al decreto precedente.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0);

 

Continua a leggere

Geopolitica

La Corea del Sud domanda le scuse di Zelens’kyj

Pubblicato

il

Da

La Corea del Sud ha richiesto spiegazioni ufficiali e scuse all’Ucraina dopo che Volodymyr Zelens’kyj ha reso noto il trasferimento riservato di due prigionieri di guerra nordcoreani catturati in Russia. Seul accusa Kiev di aver infranto un patto di riservatezza e di aver poi smentito falsamente l’esistenza di quell’intesa.   L’ufficio presidenziale sudcoreano ha aggravato la tensione diplomatica con una nota diffusa domenica, in cui ha espresso «profondo rammarico» per il tentativo ucraino di sminuire l’uscita di Zelens’kyj all’Assemblea generale dell’ONU della scorsa settimana.   «Esprimiamo il nostro profondo rammarico per la divulgazione unilaterale da parte del governo ucraino, in violazione dell’accordo di riservatezza, e per la successiva falsa dichiarazione pubblica che nega l’esistenza di un accordo, e chiediamo spiegazioni e scuse ufficiali», ha detto Seong Ghi-hong, segretario presidenziale senior per le pubbliche relazioni. Seul sta inoltre valutando «ulteriori misure necessarie» non meglio precisate, ha aggiunto.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Secondo il Seong, i due esecutivi avevano trattato il trasferimento attraverso più canali e l’Ucraina stessa aveva chiesto che l’intesa restasse riservata. Kiev temeva che la pubblicazione potesse provocare polemiche interne per aver consegnato due soldati nordcoreani che avrebbero potuto essere scambiati con prigionieri ucraini.   Il 23 settembre, nel discorso all’ONU, Zelensky ha rivendicato l’invio recente dei due uomini in Corea del Sud, sostenendo che «non era stato facile catturarli vivi». Pyongyang aveva inviato truppe in appoggio alla Russia per respingere un’incursione ucraina nella regione di Kursk, in Russia, tra il 2024 e il 2025.   La rivelazione ha provocato una reazione dura del presidente sudcoreano Lee Jae-myung, secondo cui il trasferimento è una questione di straordinaria delicatezza che riguarda la sicurezza della penisola coreana. Lee ha accusato Zelens’kyj di mettere gli interessi politici immediati davanti a quelli nazionali e ha definito la violazione del patto di riservatezza «profondamente deplorevole».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Lee ha anche avvertito che chi mette a rischio vite umane, sicurezza nazionale e interesse nazionale per ottenere vantaggi politici può essere definito «assassino o traditore», difendendo al tempo stesso la scelta di Seul di tenere segreto il trasferimento.   Kiev ha poi negato l’esistenza di un accordo di segretezza. Il consigliere di Zelens’kyj, Dmitry Litvin, ha sostenuto che «non c’era alcun accordo per rimanere in silenzio». Una fonte dell’ufficio presidenziale ucraino ha detto alla stampa locale che gli ucraini hanno il diritto di sapere cosa accade ai prigionieri catturati dalle loro forze.   Oksana Torop, consulente per i media dell’ex comandante supremo ucraino e oggi ambasciatore a Londra, Valery Zaluzhny, ha invece affermato che un accordo di riservatezza esisteva e ha criticato l’annuncio di Zelens’kyj definendolo una «messinscena» e una «pubblicità esagerata».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di 이재명 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported   
Continua a leggere

Più popolari