Protesta
Enorme manifestazione contro la guerra a Budapest
Centinaia di migliaia di persone hanno partecipato sabato alla «marcia della pace» nella capitale ungherese Budapest, denunciando la politica dell’UE di intensificare le tensioni con la Russia.
L’evento è culminato con un discorso del primo ministro Vittorio Orban, che ha accusato Bruxelles di avvicinare l’Europa a un conflitto globale.
I manifestanti hanno marciato dall’iconico Ponte delle Catene all’Isola Margherita sul fiume Danubio.
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Molti portavano bandiere nazionali e cantavano slogan pacifisti, mentre alcuni portavano cartelli con la scritta «No alla guerra» e «Dacci la pace, Signore», scrive RT.
«Mai prima d’ora così tante persone si sono schierate per la pace. Siamo il più grande corpo di pace, la più grande forza di mantenimento della pace in Europa», ha detto il primo ministro, citato da Reuters. «Bisogna impedire all’Europa di precipitarsi nella guerra, nella propria distruzione».
???????? 01. Juni Budapest – Grosser Friedensmarsch mit Viktor Orbán!
Wir schreiben Geschichte!#Orbán #Ungarn pic.twitter.com/PAsasXVqKS
— Ignaz Bearth (@IgnazBearth) June 1, 2024
Anti war protests in Budapest.
Russia is not our enemy.
NATO is.pic.twitter.com/7DKoeis85O— DD Denslow ???????? (@wolsned) June 1, 2024
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Il primo ministro magiaro ha affermato che il suo Paese deve trarre lezioni dalla devastazione che ha attraversato i periodi più bui del XX secolo.
«Nelle due guerre mondiali, gli ungheresi hanno perso 1,5 milioni di vite e con loro – i loro futuri figli e nipoti», ha detto l’Orban alla folla. «Lo dico lentamente affinché Bruxelles capisca: non faremo la guerra. Non andremo in Oriente per la terza volta, non andremo di nuovo sul fronte russo».
BUDAPEST-HEUTE????????????PRO FRIEDEN ???????? PRO ORBÁN ???????? GEGEN WAFFENLIEFERUNGEN an die UKRAS???? pic.twitter.com/bMmTdnTykm
— SILBER-FRAU (@SILVERF26971227) June 1, 2024
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Orban ha esortato tutti a sostenere l’agenda «pro-pace e pro-sovranità» del partito al potere Fidesz nelle elezioni del Parlamento europeo della prossima settimana. «Vogliamo versare il sangue ungherese per l’Ucraina? No, non lo facciamo», ha detto.
«Le forze favorevoli alla guerra sono andate oltre il buon senso volendo sconfiggere la Russia come hanno tentato di fare durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale».
Dall’inizio dell’operazione militare russa in Ucraina nel febbraio 2022, Orban ha ripetutamente accusato la leadership dell’UE a Bruxelles di pericolosa politica del rischio calcolato con Mosca e ha avvertito che il blocco europeo non deve lasciarsi trascinare in una guerra in piena regola.
Budapest ha rifiutato di fornire qualsiasi aiuto militare all’Ucraina e ha minacciato di porre il veto sull’assistenza finanziaria a Kiev. Orban ha criticato pesantemente le sanzioni economiche imposte a Mosca dall’UE, sostenendo che il blocco UE si era «sparato sul piede» minando il commercio e il proprio approvvigionamento energetico e votandosi ad una «economia di guerra».
Renovatio 21 ha perso il conto di quante volte ha scritto articoli sulle parole di Orban contro la guerra alla Russia. Solo la settimana scorsa ha fatto dichiarazioni sul fatto che la NATO si sta effettivamente preparando alla guerra con la Russia. Pochi mesi fa ha detto chiaro e tondo che l’egemonia occidentale è finita, e la guerra per procura condotta in Ucraina è definitivamente persa.
Orban, ricordiamo, è un leader NATO. Un altro è il premier di un Paese limitrofo, Robert Fico. Come noto, è stato oggetto di un tentativo di omicidio politico pochi giorni fa. Il premier ungherese ha collegato l’attentato al collega con i preparativi di guerra da parte dell’Occidente.
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Protesta
Francia, vigili del fuoco contro polizia
Les pompiers ont envahi des locaux du SDIS Nord à Lille.
Un important incendie est allumé devant le bâtiment.#pompiers #Lille pic.twitter.com/LgCCBt4bim — Luc Auffret (@LucAuffret) January 29, 2026
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You’re watching striking firefighters giving the cops a taste of their own medicine in Lille today. Fighting the rich. Hosing their attack dogs. This is what resistance looks like. pic.twitter.com/xHdSKOPgGm
— GhostofDurruti (@DurrutiRiot) January 29, 2026
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Economia
Gli ambasciatori dell’UE approvano l’accordo con il Mercosur in mezzo alla rivolta degli agricoltori
Gli ambasciatori dei 27 Paesi membri presso l’Unione Europea hanno approvato a maggioranza, nella mattina del 9 gennaio, l’accordo commerciale tra l’UE e il Mercosur. Dopo il voto, i governi europei si sono divisi tra chi difende gli interessi dei propri agricoltori e chi appare più indifferente a tali preoccupazioni: tra i primi figurano Francia, Polonia, Irlanda, Ungheria e Austria; tra i secondi tutti gli altri.
Il Parlamento Europeo dovrà ora procedere alla ratifica dell’intesa.
Con Parigi sotto assedio da parte dei trattori, il presidente francese Emmanuel Macron aveva annunciato in mattinata che la Francia avrebbe votato contro l’accordo Mercosur, forse consapevole che il voto sarebbe stato perso comunque, ma deciso a guadagnare punti di immagine. Quella stessa mattina del 9 gennaio, circa 20 trattori (secondo le autorità) sono riusciti a forzare i blocchi della polizia e a raggiungere punti simbolici della capitale come la Torre Eiffel e l’Arco di Trionfo, bloccando strade e creando disagi nel centro città.
🚜 La Coordination rurale annonce le lancement d’actions étalées sur plusieurs jours pour protester contre les normes agricoles et le traité UE-Mercosur. Des agriculteurs ont pris la route de Paris et Lyon ce lundi matin. #Agriculture #Mercosurpic.twitter.com/c1YQPdPIA2
— TVL (@tvlofficiel) January 6, 2025
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L’Italia ha votato a favore, dopo che la Commissione Europea ha accolto la richiesta di Roma di abbassare da 8% a 5% la soglia per attivare meccanismi di salvaguardia sulle importazioni (vale a dire, indagini automatiche in caso di calo dei prezzi agricoli superiore al 5% rispetto alla media triennale). Gli agricoltori, tuttavia, ritengono insufficiente tale misura, poiché stanno già operando in perdita: aggiungere un ulteriore margine del 5% non rappresenta una vera soluzione.
Le mobilitazioni agricole continuano a intensificarsi in tutta Europa. A Milano, la mattina del 9 gennaio, oltre un centinaio di trattori (oltre 300 secondo gli organizzatori) hanno marciato verso il palazzo della Regione Lombardia in piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione Centrale. La protesta è stata promossa dal COAPI (Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani) insieme al Movimento Riscatto Agricolo Lombardia.
LE PROTESTE CONTRO MERCOSUR:
LA GIORNATAMILANO ITALIA 🇮🇹🚜
Nelle ore dell’annuncio di un accordo traditore e a svantaggio dell’intero mondo agricolo italiano, centinaia di cittadini e agricoltori INSIEME manifestavano a Milano la propria contrarietà all’accordo ‘Mercosur’… pic.twitter.com/ueSHLzCbXg
— @dessere88fenice (@dessere88fenice) January 10, 2026
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Il COAPI ha invitato tutti i cittadini a unirsi alla manifestazione, che avanza quattro principali richieste: no all’accordo Mercosur; no alla deregolamentazione della Politica Agricola Comune (PAC); sì alla sicurezza alimentare; sì a prezzi equi per i prodotti agricoli. Durante l’azione, gli agricoltori hanno versato tonnellate di latte sulla piazza, come documentato sulla pagina Facebook del COAPI.
In Germania, proteste decentrate hanno interessato diversi Länder: nel Brandeburgo, gli agricoltori hanno bloccato con i trattori varie strade di accesso alle autostrade a Nord-Ovest di Berlino e nel nord-ovest del land; azioni isolate sono state segnalate anche in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Sassonia-Anhalt, Turingia e Bassa Sassonia.
Lunedì 12 gennaio prenderà il via a Berlino la Grüne Woche (Settimana Verde), la principale fiera internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione. In quel contesto, sabato 17 gennaio si terrà una grande manifestazione organizzata dall’iniziativa «Wir haben es satt!» («ne abbiamo abbastanza») davanti alla Porta di Brandeburgo, con la partecipazione di circa 60 organizzazioni agricole e della società civile.
In Grecia, gli agricoltori proseguono nell’opposizione alle misure restrittive e hanno in programma per la prossima settimana un incontro con il primo ministro Kyriakos Mitsotakis. Nel fine settimana si terrà una riunione nazionale di coordinamento: le richieste principali riguardano interventi contro l’aumento dei costi di produzione, i ritardi nei pagamenti dei sussidi e altre criticità del settore.
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Protesta
Scontri tra agricoltori e polizia a Bruxelles durante i colloqui sull’Ucraina
Tractors have SMASHED through police barricades, farmers are wearing gas masks in preparation for tear gas, and buildings are being smashed pic.twitter.com/pOTPizTuU0
— Celestial Gaze (@Mytruthsbetold1) December 18, 2025
War breaks out outside EU headquarters in Brussels. European farmers want Ursula von der Leyen and EU politicians. European farmers are no joke. pic.twitter.com/M6alrrnLLn
— RadioGenoa (@RadioGenoa) December 18, 2025
Farmers vs. Police in Brussels, Belgium. Farmers used their tractors to break through the police barriers outside the EU headquarters in Brussels, spraying feed at police officers, who respond with water cannons. pic.twitter.com/uskh5UW2fJ
— Clash Report (@clashreport) February 26, 2024
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