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Contraccezione

Coaguli, «la pillola anticoncezionale è centinaia di volte più pericolosa del vaccino»

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Riguardo alle trombosi, la pillola contraccettiva mette a rischio la salute delle donne più del vaccino Johnson&Johnson, che ora le autorità di vari Paesi stanno per (ri)mettere fuori gioco, forse definitamente,.

 

La storia è apparsa sul New York Times, che arriva a produrre un cortocircuito del politicamente corretto farmacologico non da poco: si tratta nientemeno dell’ammissione che la pillola anticoncezionale fa male.

 

«Il mese scorso, quando la Food and Drug Administration [FDA: l’ente regolatore dei farmaci in USA, ndr] ha sospeso l’uso del vaccino di Johnson & Johnson per valutare il rischio di coaguli di sangue nelle donne sotto i 50 anni, molti scienziati hanno notato che i coaguli associati alle pillole anticoncezionali erano molto più comuni» scrive il giornale di Nuova York.

«La maggior parte dei contraccettivi disponibili per le donne sono centinaia di volte più rischiosi, eppure non sono in vista alternative più sicure»

 

«Il confronto aveva lo scopo di rassicurare le donne sulla sicurezza del vaccino. Invece, ha alimentato la rabbia in alcuni ambienti, non per la pausa, ma per il fatto che la maggior parte dei contraccettivi disponibili per le donne sono centinaia di volte più rischiosi, eppure non sono in vista alternative più sicure».

 

I coaguli legati al vaccino erano un tipo pericoloso nel cervello, mentre le pillole anticoncezionali aumentano le possibilità di un coagulo di sangue nella gamba o nei polmoni, un punto rapidamente notato da molti esperti. Ciò  faceva poca differenza per alcune donne, che hanno reagito sui social in modo infuriato.

Il problema, dice il giornale che cerca di sorvolare sui danni della pillola (perché, ovvio, i  benefici superano i rischi: meglio rischiare di morire che fare un bambino) sembra essere il consenso informato.

 

«Dov’era la preoccupazione di tutti per i coaguli di sangue quando abbiamo iniziato a prendere la pillola quando eravamo ragazze di 14 anni?»

«Dov’era la preoccupazione di tutti per i coaguli di sangue quando abbiamo iniziato a prendere la pillola quando eravamo ragazze di 14 anni?», ha scritto una donna su Twitter.

 

La dottoressa Eve Feinberg, endocrinologa riproduttiva e specialista in infertilità presso la Northwestern Universityha afferma che arebbe fondamentale per gli operatori sanitari discutere dei rischi con i loro pazienti e istruirli sui sintomi preoccupanti, una conversazione che molte donne hanno affermato di non aver mai avuto.

 

Segue qualche caso umano interessante: «Kelly Tyrrell, una professionista delle comunicazioni a Madison, Wisconsin, aveva 37 anni quando i medici scoprirono coaguli di sangue potenzialmente fatali nei suoi polmoni».

 

«Parte della mia rabbia era che un farmaco che ho preso per controllare la mia fertilità ha finito per minacciare la mia mortalità. Sono arrabbiata per non essere stato consigliata meglio su quel rischio».

La Tyrrell è un’atleta di resistenza: nerboruta, forte e non incline all’ansia. All’inizio del 2019, ha iniziato a svegliarsi con un dolore al polpaccio sinistro. Dopo una mattinata particolarmente brutta, una visita urgente ha rivelato che aveva alti livelli ematici di «D dimero», un frammento proteico che indica la presenza di coaguli.

 

Prendeva pillole anticoncezionali da 25 anni, ma nessuno dei medici ha fatto un collegamento. Invece, hanno detto che data la sua età, forma fisica e la mancanza di altri fattori di rischio, era improbabile che i suoi sintomi provenissero da un coagulo di sangue. L’hanno mandata a casa con le istruzioni per fare stretching al muscolo del polpaccio.

 

Quando ha sentito un senso di oppressione al petto mentre correva alle Hawaii dopo il funerale di sua nonna, i medici hanno detto che la causa era probabilmente stress e ansia. A luglio 2019, ha terminato una gara di 100 km in Colorado e ha pensato che i suoi polmoni doloranti e le labbra viola fossero il risultato di una corsa di 19 ore ad alta quota.

Care donne democratiche e progressiste: vi hanno mentito. La pillola fa male. Addirittura, più del vaccino che stanno ritirando dal commercio

 

Ma sapeva che c’era qualcosa di gravemente sbagliato la mattina del 24 ottobre 2019, quando le è mancato il respiro dopo aver salito una breve rampa di scale.

 

Questa volta, dopo aver escluso problemi cardiaci, i medici le hanno scansionato i polmoni e hanno scoperto più coaguli. Uno aveva interrotto il flusso sanguigno a una porzione del polmone destro.

 

I medici la hanno sottoposta ad un ciclo di anticoagulanti e le hanno detto di non toccare mai più gli estrogeni. «Nel corso del tempo  l’incidente si è intensificato in una rabbia acuta che è stata rinnovata dalle notizie di Johnson & Johnson».

 

Gli steroidi che vi vendono in farmacia per sterilizzarvi sono troppo importanti per il disegno della Necrocultura per essere messi in discussione e ritirati: essi assolvono ad una funzione primare della società della Cultura della Morte, quello di ridurre la popolazione, e di umiliare il seme dell’uomo, di uccidere la madre che è in ogni donna

«Parte della mia rabbia era che un farmaco che ho preso per controllare la mia fertilità ha finito per minacciare la mia mortalità. Sono arrabbiata per non essere stato consigliata meglio su quel rischio».

 

Ebbene sì, care donne democratiche e progressiste: vi hanno mentito. La pillola fa male. Addirittura, più del vaccino che stanno ritirando dal commercio. Ma gli steroidi che vi vendono in farmacia per sterilizzarvi sono troppo importanti per il disegno della Necrocultura per essere messi in discussione e ritirati: essi assolvono ad una funzione primare della società della Cultura della Morte, quello di ridurre la popolazione, e di umiliare il seme dell’uomo, di uccidere la madre che è in ogni donna.

Altre spiegazioni, per questa ulteriore spirale del silenzio farmacologica contro i danni dei contraccettivi ormonali, non ce ne sono.

 

Non essendoci nessuna proposta per levare dal commercio la pillola e i suoi pericoli mentre invece i vaccini vengono ritirati rapidamente dal mercato, dobbiamo pensare che i bambini sono considerati come una malattia ben peggiore del COVID.

 

Il mondo moderno getta la maschera: non combatte il virus, combatte l’uomo – sin da quando è embrione. Perché esso è considerato il vero virus del pianeta.

 

 

 

 

 

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Contraccezione

L’India esclude il Molnupiravir dal protocollo di trattamento nazionale, adducendo problemi di sicurezza

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Il principale ente di ricerca sanitaria indiano ha annunciato mercoledì che non aggiungerà la pillola antivirale COVID-19 di Merck Molnupiravir al suo protocollo di trattamento nazionale, citando preoccupazioni sulla sua sicurezza.

 

L’Indian Council of Medical Research (ICMR), gestito dallo Stato, ha affermato di essere venuto a conoscenza dei «principali problemi di sicurezza» che hanno portato alla decisione, nonostante l’autorità di regolamentazione indiana dei farmaci a dicembre avesse approvato il farmaco per l’uso di emergenza.

 

«Molnupiravir presenta importanti problemi di sicurezza tra cui teratogenicità, mutagenicità, danni muscolari e ossei. Se viene somministrato questo farmaco, la contraccezione deve essere praticata per tre mesi poiché il bambino potrebbe avere problemi», ha detto mercoledì ai media locali il direttore generale dell’ICMR Balram Bhargava.

 

«Molnupiravir presenta importanti problemi di sicurezza tra cui teratogenicità, mutagenicità, danni muscolari e ossei. Se viene somministrato questo farmaco, la contraccezione deve essere praticata per tre mesi poiché il bambino potrebbe avere problemi»

«Dobbiamo ricordare che questo farmaco ha importanti problemi di sicurezza», ha detto il direttore Bhargava, aggiungendo che il farmaco provoca teratogenicità ossia possibili difetti del feto in via di sviluppo, mutagenicità o cambiamenti trasmissibili permanenti nella struttura del materiale genetico delle cellule, danni alla cartilagine e può anche essere dannoso per i muscoli.

 

Inoltre, Bhargava ha affermato che la contraccezione dovrebbe essere somministrata anche alle persone che assumono il farmaco, indipendentemente dal fatto che siano maschi o femmine, perché «il bambino nato potrebbe avere problemi di influenze teratogene».

 

«L’OMS non lo ha incluso, il Regno Unito non lo ha incluso per ora. A partire da ora, l’attuale raccomandazione afferma che non fa parte del trattamento della task force nazionale», ha affermato Bhargava.

 

Bhargava ha osservato che la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha rilasciato un’autorizzazione all’uso di emergenza per la pillola COVID-19 di Merck basata su 1.433 pazienti con una riduzione del 3% della malattia moderata quando somministrata in casi lievi.

 

I membri del comitato consultivo sui farmaci antimicrobici della FDA a novembre avevano votato 13 a favore e 10 contro l’autorizzazione all’uso di emergenza per Molnupiravir, concordando con l’idea che i benefici del farmaco superino i suoi potenziali rischi, comprese le preoccupazioni sui potenziali difetti alla nascita.

 

Sia gli scienziati FDA che la Merck hanno suggerito che il farmaco non dovrebbe essere raccomandato durante la gravidanza. Gli studi dell’azienda sui ratti hanno mostrato che il farmaco ha causato difetti alla nascita se somministrato a dosi molto elevate. Lo staff della FDA ha concluso che i dati «suggeriscono che Molnupiravir può causare danni al feto se somministrato a persone in gravidanza».

 

Merck afferma che «non sono disponibili dati umani sull’uso di Molnupiravir in soggetti in gravidanza per valutare il rischio di gravi difetti alla nascita, aborto spontaneo o esiti avversi materni o fetali», riporta Epoch Times.

 

Circa 13 aziende indiane, tra cui Cipla, Sun Pharma e BDR, producono Molnupiravir.

 

La Francia a dicembre ha annullato un  ordine per il farmaco, a seguito di dati di prova deludenti che suggerivano che il suo farmaco fosse nettamente meno efficace di quanto si pensasse in precedenza.

 

 

 

 

 

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Contraccezione

l’Iran spinge per favorire le nascite con leggi pro-famiglia

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

La nuova «Legge sul sostegno alla famiglia e ai giovani» dell’Iran è un chiaro esempio di come le diverse prospettive possono variare la copertura delle notizie.

 

Il regime teocratico dell’Iran ha pochi amici a livello internazionale. Quindi i titoli globali riflettono una visione debole della nuova legislazione, che limita fortemente l’accesso all’aborto, alla contraccezione e alla sterilizzazione volontaria.

 

«Il governo iraniano sta adottando ulteriori misure per utilizzare il diritto penale per limitare i diritti delle donne, al fine di aumentare il numero di nascite, il che costringerà effettivamente molte donne e ragazze a portare a termine gravidanze indesiderate che sarebbero intrinsecamente discriminatorie», hanno dichiarato gli esperti delle Nazioni Unite.

 

Un titolo sul sito web curdo RUDAW diceva che si trattava di una «chiara violazione del diritto internazionale»; sul Times of Israel, scrivono che«esperti delle Nazioni Unite avvertono che limiterà i diritti delle donne»; in Radio Free Europe (un sito web del governo americano) «”È la mia scelta: la nuova legge sulla popolazione dell’Iran è stata fatta saltare per limitare l’accesso a contraccettivi e aborti».

 

I media ufficiali iraniani hanno esposto il motivo alla base della decisione del loro governo: un allarmante calo del tasso di natalità

Tuttavia, i media ufficiali iraniani hanno esposto il motivo alla base della decisione del loro governo: un allarmante calo del tasso di natalità.

 

In effetti, il Teheran Times non ha nemmeno menzionato l’aborto. Ecco alcuni degli incentivi previsti dalla normativa per avere più figli:

 

  • Assicurazione sanitaria per coppie infertili

 

  • Servizi per le donne che lavorano

 

  • Pacchetti di supporto per la salute e la nutrizione

 

  • Opportunità educative per le studentesse madri

 

  • Sostegno al sostentamento delle famiglie

 

  • Servizi medici per le donne incinte

 

  • Sconti per famiglie con tre o più bambini

 

  • Promozioni per dipendenti da tre a cinque figli

 

  • Congedo di maternità di 9 mesi a piena retribuzione

 

  • Trattamento gratuito dell’infertilità

 

  • Prestiti speciali per la casa per le giovani coppie per incoraggiare i giovani a sposarsi

 

Il governo iraniano è chiaramente spaventato da un calo di 550.000 nel numero di nascite annuali tra il 2016 e il 2021.

  • Uno sconto del 20% per il tutoraggio per le scolaresche

 

  • Parto naturale gratuito di qualità negli ospedali statali

 

  • Ci si aspetta che tutte le agenzie governative promuovano gli «aspetti positivi e preziosi del matrimonio»

 

  • Le pubblicità devono presentare famiglie con 3 o più bambini

 

  • Un «Premio Nazionale Giovani per la Popolazione» per le istituzioni che aiutano ad aumentare la natalità

 

  • I media governativi devono promuovere la gravidanza e denunciare il celibato, la contraccezione e l’aborto. Il dieci per cento della programmazione deve essere dedicato alla promozione dell’aumento della popolazione.

 

Il governo iraniano è chiaramente spaventato da un calo di 550.000 nel numero di nascite annuali tra il 2016 e il 2021.

 

Altri Paesi hanno tentato di aumentare la natalità con incentivi finanziari e sociali. Ma probabilmente nessuno di essi è arrivato ai livelli dell’Iran.

L’implosione demografica è iniziata dopo la guerra Iran-Iraq, negli anni ’90. Il governo ha incoraggiato le piccole famiglie perché gli esperti avevano avvertito di un’esplosione demografica. È riuscito fin troppo bene. Oggi il tasso di fertilità dell’Iran è di 1,6 figli per donna; nel 1986 era 6.5. Ha uno dei tassi di invecchiamento più rapidi al mondo.

 

Mohammad Esmaeil Akbari, consigliere anziano del ministro della salute, ha dichiarato al The Teheran Times che ttualmente, gli anziani costituiscono meno del 10% della popolazione e siamo considerati un paese giovane, ma invecchiamo ogni anno così che in nei prossimi 20 anni saremo uno dei paesi più antichi del mondo e il più antico entro i prossimi 30 anni».

 

Altri Paesi hanno tentato di aumentare la natalità con incentivi finanziari e sociali. Ma probabilmente nessuno di essi è arrivato ai livelli dell’Iran.

 

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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Contraccezione

Non aspettiamoci nessuna pietà dai signori del neototalitarismo. Non sono più uomini

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Dopo secoli di pressapochismo, trasformismo, inaffidabilità, maramaldismo & affini, improvvisamente gli italiani sono divenuti un modello planetario di efficienza, disciplina e ossequio a leggi, codici e codicilli.

 

Il vecchio paese di impostori abituato a cominciare piccole scaramucce e conflitti mondiali a fianco dell’alleato e a finirle sotto braccio del nemico, pare trasformato in custode di lealtà, ordine, disciplina ed efficienza.

 

Tutto merito della chiamata alle armi contro quel terribile nemico che sarebbe il COVID . Nel Bel Paese non si è mai sentito parlare tanto seriamente di guerra come ora che la guerra non c’è.

 

Ognuno sta al suo posto con il suo bravo elmetto in testa. Il capo del governo legifera in proprio e senza intralci come neanche poteva fare il povero Mussolini, l’esecutivo ratifica senza por tempo in mezzo e senza alzare un sopracciglio, il parlamento approva e conferma con maggiore solerzia della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, la cosiddetta opposizione si oppone agli oppositori, gli apparati di sicurezza pubblica e occulta vigilano e reprimono con rara efficacia, scuola e informazione sono compatte nel formare i cittadini di ogni censo ed età e nell’additare al pubblico ludibrio i mostri dissenzienti, la sanità inocula dosi e dosi di pozione dell’immortalità ed espelle i renitenti alla leva vaccinale, il sindacato tutela i lavoratori arrivando a chiedere l’obbligo di farsi iniettare un farmaco sperimentale così più nessuno sarà discriminato.

 

L’Italia è divenuta una nazione perfetta in cui non c’è spazio per la pietà

A corredo, dal coro si elevano gli acuti di chi invoca le cannonate del prode Bava Beccaris contro i cosiddetti «no-vax», di chi spiega che il green pass è un giusto strumento di ansia e terrore, di chi ammonisce che l’invito a non vaccinarsi è un invito a morire, di chi gongola all’idea di intubare un «no-vax» per farlo soffrire come merita, di chi propone che i maledetti recalcitranti al vaccino paghino di tasca propria le cure…

 

In sottofondo, tra i felici sostenitori del nuovo totalitarismo, cresce in perfetta progressione geometrica l’odio nei confronti di quegli esseri inferiori che osano chiedere libertà quando ci si trova in una guerra tremenda, drammatica, epocale.

 

Insomma, l’Italia è divenuta una nazione perfetta in cui non c’è spazio per la pietà.

 

E così un’onorata e secolare storia di cialtroneria è stata buttata nel cesso senza neanche un moto d’orgoglio.

 

Ma c’è una spiegazione: questi mostri di efficienza divenuti perfetti ideatori ed esecutori di ordini palesemente privi di ragione non sono più italiani perché, a ben vedere, non sono più uomini.

 

Non sono io a scoprirlo, mi faccio solo portavoce di quanto C.S, Lewis aveva scritto già negli Anni Quaranta del secolo scorso in un breve scritto che si intitola L’abolizione dell’uomo. Per parte mia, mi limito a osservare che se un vaccinato teme di essere contagiato da un non vaccinato anche dopo lunghe assunzioni di elisir di lunga vita, evidentemente qualcosa non funziona più nella sua testa. E non solo: difetta in umanità.

 

Prima o poi ci si doveva arrivare perché era tutto già scritto da quando l’Uomo ha lanciato la sua empia sfida alla Natura per conquistarla e assoggettarla. Le maiuscole sono di Lewis e volentieri, come quelle che seguiranno, le rispetto poiché rendono con più precisione l’idea di quanto è accaduto una volta innescato l’infernale processo. E, soprattutto, aiutano a smascherare il grande inganno di cui, da secoli, è preda la gran fetta di umanità dedita al alle magnifiche sorti.

 

Contrariamente a quando suggerisce la narrazione dei conquistatori progressivi, ogni loro singolo successo non ha esteso il potere sulla natura a un numero sempre maggiore di uomini, ma lo ha concentrato nelle mani bramose si un’élite sempre più piccola.

 

Risulta evidente, a questo punto, che il potere dell’Uomo sulla Natura si rivela come il potere di alcuni uomini su altri uomini esercitato attraverso la Natura intesa come strumento

Utilizzando l’esempio dell’aeroplano, della radio e dei contraccettivi, Lewis spiega:

 

«Tutte o una sola delle tre cose che ho citato possono essere sottratte ad alcuni uomini da altri uomini: da coloro che vendono, o da coloro che permettono la vendita, o da coloro che dispongono delle fonti di produzione. O da coloro che fabbricano le merci. Ciò che chiamiamo potere dell’Uomo è, in realtà, un potere che alcuni uomini hanno e di cui possono servirsi. (…) per quanto riguarda i contraccettivi, esiste un paradosso negativo per cui tutte le possibili generazioni future sono dipendenti o soggetti di un potere detenuto da chi al presente è già vivo. Per mezzo della semplice contraccezione, viene loro negata l’esistenza; per mezzo della contraccezione intesa come strumento di riproduzione selettiva, sono costrette a essere, senza che vengano chiamate a pronunciarsi, ciò che un’altra generazione, per ragioni sue proprie, può scegliere di essere».

 

Risulta evidente, a questo punto, che il potere dell’Uomo sulla Natura si rivela come il potere di alcuni uomini su altri uomini esercitato attraverso la Natura intesa come strumento.

 

Ne consegue che la chimera dei progressivi di ogni ordine e grado secondo cui i mezzi tecnologici sarebbero buoni in sé mentre gli effetti del loro impiego dipenderebbero dalle intenzioni di chi li maneggia cade miseramente. Lewis dedica al tramonto di tale luogo comune, sposato anche dai cristiani più imbecilli che io abbia mai conosciuto, solo tre inesorabili righe.

 

Archiviato questo aspetto della sua analisi, lo studioso inglese inserisce nell’argomentazione il concetto di Tempo come dimensione fondamentale per conoscere la Natura. Rappresenta così il progressivo potere dell’Uomo sul mondo naturale considerando la specie umana nell’arco di tempo che va dalla sua comparsa alla sua estinzione.

 

«Ogni generazione – dice – esercita potere sui propri successori: e ognuna, in quanto modifica l’ambiente trasmessole e si ribella contro la tradizione, resiste e pone limiti al potere dei propri predecessori. Ciò altera il quadro che a volte ci si raffigura di un progressivo controllo dei processi naturali come corrispondenti a un continuo aumento del potere umano. (…) La conquista della Natura da parte dell’Uomo, se i sogni di alcuni pianificatori scientifici dovessero realizzarsi, corrisponderebbe al dominio di poche centinaia di uomini su miliardi altri uomini».

 

«La conquista della Natura da parte dell’Uomo, se i sogni di alcuni pianificatori scientifici dovessero realizzarsi, corrisponderebbe al dominio di poche centinaia di uomini su miliardi altri uomini»

Così, nonostante la celebrazione retorica del crescente potere ereditato sulla Natura di generazione in generazione, l’Uomo sarà invece sempre più soggetto all’ipoteca di quelli che Lewis chiama i grandi Pianificatori e Condizionatori:

 

«In ogni vittoria, oltre a essere il generale in trionfo, l’Uomo è anche il prigioniero che segue il carro trionfale».

 

E con il progredire dei mezzi di conquista progredirà anche la pervasività totalitaria delle élite che pianificano e condizionano le vite degli altri:

 

«Ma i plasmatori d’uomini della nuova epoca saranno armati dei poteri di uno stato omnicompetente e di una irresistibile tecnica scientifica: avremo infine una razza di Condizionatori che potranno davvero modellare la posterità nelle forme che vogliono».

 

Qui sta il cardine della questione. Fino a quando l’Uomo non si invaghì del sogno di conquistare la Natura, modellava se stesso e le generazioni future secondo gli eterni valori e princìpi, che Lewis per comodità chiama Tao, di una visione comune a una umanità ancora umana.

 

«Ma i plasmatori d’uomini della nuova epoca saranno armati dei poteri di uno stato omnicompetente e di una irresistibile tecnica scientifica: avremo infine una razza di Condizionatori che potranno davvero modellare la posterità nelle forme che vogliono»

Ma ormai non è più così: i valori sono oggi puri fenomeni artificiali e il Tao è un artefatto che nulla ha più a che fare con gli insegnamenti tradizionali.

 

I Condizionatori si sono emancipati da tutto ciò e il Tao è ormai solo solo una parte della Natura, il suo cuore, finalmente sotto il potere dell’Uomo.

 

«Essi sanno come produrre coscienza e che genere di coscienza produrre. (…) I Condizionatori devono scegliere che genere di Tao artificiale produrre, per ragioni loro proprie, nella specie umana»

 

Ma, e qui sta lo scacco dei padroni della Natura, non potranno farlo dichiarando di utilizzare i concetti di Bene di Male, anche svuotati dai loro naturali e perenni contenuti. Se lo facessero, dichiarerebbero contemporaneamente che la Natura, portatrice di tali concetti, avrebbe vinto. Eppure i Condizionatori agiranno e lo faranno attraverso il solo criterio che si trova al di là del Bene e del Male, l’emotività:

 

«Quando tutto ciò che mi spinge a dire “è buono” è stato ridimensionato non rimane altro che ciò che mi spinge a dire “voglio”. (…) I Condizionatori, quindi dovranno essere motivati dal loro stesso piacere. (…) Il mio punto di vista è che coloro che si pongono al di fuori di ogni giudizio di valore non hanno basi su cui preferire uno dei loro impulsi a un altro, tranne la forza emotiva di quello stesso impulso».

 

Così, con l’eliminazione dell’ultimo baluardo insito nella Natura, si giunge all’epilogo: «La conquista finale dell’Uomo si è rivelata come l’abolizione dell’Uomo»

Così, con l’eliminazione dell’ultimo baluardo insito nella Natura, si giunge all’epilogo: «La conquista finale dell’Uomo si è rivelata come l’abolizione dell’Uomo».

 

Esito ultimo dell’opera di esseri che Lewis non intende neppure giudicare buoni o cattivi: «(…) io non sto supponendo che siano cattivi. Piuttosto, non sono affatto uomini (nel vecchio senso). Sono, se volete, uomini che hanno sacrificato la loro parte di umanità tradizionale per dedicarsi al compito di decidere quale senso attribuire per il futuro alla parola “Umanità”. (…) Non è che essi siano cattivi uomini. Non sono affatto uomini».

 

Non sono uomini e dunque non hanno alcuna pietà, non ne possono provare, per chi invece continua a esserlo. Secondo Lewis, possiamo solo sperare «che tra gli impulsi sorti in menti così svuotate di ogni motivo razionale o spirituale, alcuni saranno benevoli. Dal canto mio, dubito fortemente che gli impulsi benevoli, spogli di ogni preferenza o incoraggiamento che il Tao c’insegna a dar loro, e lasciati alla loro forza e frequenza puramente naturali come fenomeni psicologici, abbiano molta influenza».

 

Ma c’è di più secondo lo scrittore inglese: Sono incline a pensare che i Condizionatori odieranno i condizionati. Per quanto considerino un’illusione la coscienza artificiale che producono in noi loro soggetti, si renderanno tuttavia conto di come essa crei in noi un illusorio senso della vita che si scontra favorevolmente con la futilità della loro: e ci invidieranno come gli eunuchi invidiano gli uomini».

 

Ottant’anni dopo l’analisi di Lewis, penso che quest’ultima osservazione debba essere indotta germogliare.

 

Chiunque sappia custodire l’ordine innato nella natura umana ha tutte le chiavi per scoprire che, al fondo dell’aggressiva epifania di un ordinamento artificiale, c’è sempre il disordine

Chiunque sappia custodire l’ordine innato nella natura umana ha tutte le chiavi per scoprire che, al fondo dell’aggressiva epifania di un ordinamento artificiale, c’è sempre il disordine.

 

E una tale scoperta, presto o tardi, provoca una salubre e santa reazione, uno stimolo spirituale alla venerazione dell’ordine capace di suscitare qualcosa più di «un illusorio senso della vita».

 

Lo dimostrano i racconti esemplari di chi ha saputo resistere al totalitarismo comunista e ora resiste a quello finanziario e tecnocapitalista, una sorta di detti dei padri del deserto sul perpetuarsi di un «concreto senso della vita» là dove sembrava tutto bruciato.

 

Per alimentare questa pianticella, oggi come sempre, bisogna praticare le virtù, la via su cui gli esseri umani finiscono fatalmente per riscoprirsi immagine di Dio e rifiutare il baratto di tale somiglianza con l’orribile calco di un uomo non più umano.

 

In questi mesi, durante le manifestazioni contro il green pass, nelle discussioni ossessive e ossessionanti sul neototalitarismo, nella lettura e nell’ascolto di sfoghi e testimonianze, mi ha colpito il fatto che le persone più diverse dicessero di voler salvare la fiamma divina che c’è nell’uomo. In qualche modo parlavano e parlano tutte di quello che Lewis ha chiamato il Tao e hanno compreso che questa fiamma, per quanto soffocata dal potere dei Condizionatori, è la colonna e il fondamento per chiunque non voglia abdicare alla propria umanità.

 

Per questo siamo chiamati a essere virtuosi e a far lega con altri che intendano esserlo: per sostenerci in un compito non facile, ma sicuramente non impossibile anche se passerà attraverso cadute, cedimenti e riprese di quota.

 

Tra le molte definizioni di virtù, mi pare che qui sia particolarmente pertinente una molto breve di Isacco di Ninive:

 

«La virtù non consiste nelle molte e varie azioni manifeste del corpo, ma in un cuore reso sapiente dalla propria speranza, che unisce alle opere un retto fine».

 

Per resistere all’inedito attacco all’Uomo attualmente in corso, a noi tocca dunque di essere virtuosi. Ma non aspettiamoci alcuna pietà da chi tenta di condizionarci: non sono più uomini.

 

 

Alessandro Gnocchi

 

 

Articolo previamente apparso su Ricognizioni

 

 

 

Immagine di Jakeukalane via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons  Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 License

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