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Contraccezione

Coaguli, «la pillola anticoncezionale è centinaia di volte più pericolosa del vaccino»

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Riguardo alle trombosi, la pillola contraccettiva mette a rischio la salute delle donne più del vaccino Johnson&Johnson, che ora le autorità di vari Paesi stanno per (ri)mettere fuori gioco, forse definitamente,.

 

La storia è apparsa sul New York Times, che arriva a produrre un cortocircuito del politicamente corretto farmacologico non da poco: si tratta nientemeno dell’ammissione che la pillola anticoncezionale fa male.

 

«Il mese scorso, quando la Food and Drug Administration [FDA: l’ente regolatore dei farmaci in USA, ndr] ha sospeso l’uso del vaccino di Johnson & Johnson per valutare il rischio di coaguli di sangue nelle donne sotto i 50 anni, molti scienziati hanno notato che i coaguli associati alle pillole anticoncezionali erano molto più comuni» scrive il giornale di Nuova York.

«La maggior parte dei contraccettivi disponibili per le donne sono centinaia di volte più rischiosi, eppure non sono in vista alternative più sicure»

 

«Il confronto aveva lo scopo di rassicurare le donne sulla sicurezza del vaccino. Invece, ha alimentato la rabbia in alcuni ambienti, non per la pausa, ma per il fatto che la maggior parte dei contraccettivi disponibili per le donne sono centinaia di volte più rischiosi, eppure non sono in vista alternative più sicure».

 

I coaguli legati al vaccino erano un tipo pericoloso nel cervello, mentre le pillole anticoncezionali aumentano le possibilità di un coagulo di sangue nella gamba o nei polmoni, un punto rapidamente notato da molti esperti. Ciò  faceva poca differenza per alcune donne, che hanno reagito sui social in modo infuriato.

Il problema, dice il giornale che cerca di sorvolare sui danni della pillola (perché, ovvio, i  benefici superano i rischi: meglio rischiare di morire che fare un bambino) sembra essere il consenso informato.

 

«Dov’era la preoccupazione di tutti per i coaguli di sangue quando abbiamo iniziato a prendere la pillola quando eravamo ragazze di 14 anni?»

«Dov’era la preoccupazione di tutti per i coaguli di sangue quando abbiamo iniziato a prendere la pillola quando eravamo ragazze di 14 anni?», ha scritto una donna su Twitter.

 

La dottoressa Eve Feinberg, endocrinologa riproduttiva e specialista in infertilità presso la Northwestern Universityha afferma che arebbe fondamentale per gli operatori sanitari discutere dei rischi con i loro pazienti e istruirli sui sintomi preoccupanti, una conversazione che molte donne hanno affermato di non aver mai avuto.

 

Segue qualche caso umano interessante: «Kelly Tyrrell, una professionista delle comunicazioni a Madison, Wisconsin, aveva 37 anni quando i medici scoprirono coaguli di sangue potenzialmente fatali nei suoi polmoni».

 

«Parte della mia rabbia era che un farmaco che ho preso per controllare la mia fertilità ha finito per minacciare la mia mortalità. Sono arrabbiata per non essere stato consigliata meglio su quel rischio».

La Tyrrell è un’atleta di resistenza: nerboruta, forte e non incline all’ansia. All’inizio del 2019, ha iniziato a svegliarsi con un dolore al polpaccio sinistro. Dopo una mattinata particolarmente brutta, una visita urgente ha rivelato che aveva alti livelli ematici di «D dimero», un frammento proteico che indica la presenza di coaguli.

 

Prendeva pillole anticoncezionali da 25 anni, ma nessuno dei medici ha fatto un collegamento. Invece, hanno detto che data la sua età, forma fisica e la mancanza di altri fattori di rischio, era improbabile che i suoi sintomi provenissero da un coagulo di sangue. L’hanno mandata a casa con le istruzioni per fare stretching al muscolo del polpaccio.

 

Quando ha sentito un senso di oppressione al petto mentre correva alle Hawaii dopo il funerale di sua nonna, i medici hanno detto che la causa era probabilmente stress e ansia. A luglio 2019, ha terminato una gara di 100 km in Colorado e ha pensato che i suoi polmoni doloranti e le labbra viola fossero il risultato di una corsa di 19 ore ad alta quota.

Care donne democratiche e progressiste: vi hanno mentito. La pillola fa male. Addirittura, più del vaccino che stanno ritirando dal commercio

 

Ma sapeva che c’era qualcosa di gravemente sbagliato la mattina del 24 ottobre 2019, quando le è mancato il respiro dopo aver salito una breve rampa di scale.

 

Questa volta, dopo aver escluso problemi cardiaci, i medici le hanno scansionato i polmoni e hanno scoperto più coaguli. Uno aveva interrotto il flusso sanguigno a una porzione del polmone destro.

 

I medici la hanno sottoposta ad un ciclo di anticoagulanti e le hanno detto di non toccare mai più gli estrogeni. «Nel corso del tempo  l’incidente si è intensificato in una rabbia acuta che è stata rinnovata dalle notizie di Johnson & Johnson».

 

Gli steroidi che vi vendono in farmacia per sterilizzarvi sono troppo importanti per il disegno della Necrocultura per essere messi in discussione e ritirati: essi assolvono ad una funzione primare della società della Cultura della Morte, quello di ridurre la popolazione, e di umiliare il seme dell’uomo, di uccidere la madre che è in ogni donna

«Parte della mia rabbia era che un farmaco che ho preso per controllare la mia fertilità ha finito per minacciare la mia mortalità. Sono arrabbiata per non essere stato consigliata meglio su quel rischio».

 

Ebbene sì, care donne democratiche e progressiste: vi hanno mentito. La pillola fa male. Addirittura, più del vaccino che stanno ritirando dal commercio. Ma gli steroidi che vi vendono in farmacia per sterilizzarvi sono troppo importanti per il disegno della Necrocultura per essere messi in discussione e ritirati: essi assolvono ad una funzione primare della società della Cultura della Morte, quello di ridurre la popolazione, e di umiliare il seme dell’uomo, di uccidere la madre che è in ogni donna.

Altre spiegazioni, per questa ulteriore spirale del silenzio farmacologica contro i danni dei contraccettivi ormonali, non ce ne sono.

 

Non essendoci nessuna proposta per levare dal commercio la pillola e i suoi pericoli mentre invece i vaccini vengono ritirati rapidamente dal mercato, dobbiamo pensare che i bambini sono considerati come una malattia ben peggiore del COVID.

 

Il mondo moderno getta la maschera: non combatte il virus, combatte l’uomo – sin da quando è embrione. Perché esso è considerato il vero virus del pianeta.

 

 

 

 

 

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Contraccezione

Ecco il Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria

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Il massimo quotidiano del pianeta, il New York Times, ha dedicato un lungo articolo alla figura di Les Knight, 75 anni, il fondatore del movimento Voluntary Human Extinction («Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria»), che è meno un movimento che un libero consorzio di persone che credono che la cosa migliore che gli esseri umani possano fare per aiutare la Terra sia smettere di avere figli.

 

Il Knight ha aggiunto la parola «volontaria» decenni fa per chiarire che gli aderenti non supportano l’omicidio di massa o il controllo delle nascite forzato, né incoraggiano il suicidio. Il loro ethos è ripreso nel loro motto, «Possiamo vivere a lungo e morire», e in un altro dei loro slogan, che Knight appende a vari convegni e fiere di strada: «Grazie per non aver fatto figli».

 

L’articolo è scattato quando lo scorso 15 novembre il pianeta avrebbe raggiunto, otto miliardi di esseri umani. Tuttavia, come riportato da Renovatio 21, il trend è comunque di implosione demografica, visto il rapporto numerico tra vecchiaia e gioventù.

 

Il tizio è ovviamente tra coloro che credono che la sovrappopolazione sia un fattore principale nella crisi climatica.

 

«L’idea che la popolazione debba essere controllata ha portato anche a sterilizzazioni forzate e misure che si sono dimostrate disumane o sono state collegate a teorie razziste come l’eugenetica» si ricorda improvvisamente il New York Times.

 

Il Knight a sterilizzarsi ci ha pensato da sé nel 1973, all’età di 25 anni. Non ha quindi avuto figli. Oltre a sostenere l’accesso universale al controllo delle nascite – che significa, nel gergo angloide, contraccezione e aborto – e opporsi a quello che chiama fascismo riproduttivo, «la mancanza di libertà di non procreare», il personaggi  afferma che, nonostante i nostri numerosi successi, gli esseri umani costituiscono nettamente un danno per la Terra.

 

«Guarda cosa abbiamo fatto a questo pianeta», ha detto il Knight durante una chiacchierata con l’inviato del NYT nel suo cortile. «Non siamo una buona specie».

 

Non è chiaro quanti aderenti ci siano nel gruppo del signor Knight, o quale sia l’estensione della sua portata. Dopo essere stato in gran parte clandestino, il gruppo è diventato popolare quando Mr. Knight ha creato un sito web nel 1996. Ricco di testi ma disinvolto, il sito include citazioni del filosofo pessimista Schopenhauer e vignette varie, nonché argomenti contro la procreazione e per adozione. È stato tradotto in circa 30 lingue, tra cui spicca la presenza, che sa di utopismo stantio ed impenitente quasi commovente, di lingue artificiali come l’Esperanto, l’Interlingua, l’Ido e perfino la «lingua franca».

 

Insegnante in pensione, arruolato durante la Guerra del Vietnam ma non andato al fronte, al College il Knight ha trovato un gruppo chiamato Zero Population Growth, il quale «ha cementato la sua determinazione a non avere figli». «È sempre stato a causa dell’ecologia, a causa del danno che gli umani fanno all’ambiente», racconta ora il vecchio.

 

È l’idea, oramai mainstream, dell’uomo come cancro del pianeta. «Le sue convinzioni sarebbero radicate nell’ecologia profonda, che sfida i presupposti del dominio umano e sostiene che altre specie sono altrettanto significative. Il signor Knight è arrivato a vedere gli umani come la più distruttiva delle specie invasive e come super predatori».

 

L’articolo scrive che «gli Stati Uniti hanno registrato un aumento delle nascite durante la pandemia di coronavirus , invertendo il calo del tasso di natalità del Paese, un sondaggio del 2020 ha rilevato che un americano su quattro che non aveva avuto figli ha citato il cambiamento climatico come motivo», una questione di cui tempo fa ha dato conto Renovatio 21.

 

Il New York Times tuttavia ci tiene a sottolineare  che «la ricerca ha dimostrato che avere un figlio in meno è forse il modo più significativo per ridurre la propria impronta di carbonio». Questa puntualizzazione, in linea con gli ESG ONU e lo stakeholder capitalism promosso dal Grande Reset del World Economic Forum (che, come riportato da Renovatio 21, ha origine negli ambienti che proponevano e propongono il controllo della popolazione), mica poteva mancare.

 

I pensieri mostruosi non si fermano qui. «Al signor Knight non piace spingere le sue convinzioni sulle persone, tuttavia gli piace pensare che ci siano alcuni esseri umani che non esistono perché dei suoi sforzi».

 

Se ci si fa un giro sul sito del Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria (VHEMT), si resta basiti. Innanzitutto, per la forma: se diciamo che pare un sito internet del 1995 non scherziamo, anzi, può fungere tranquillamente come macchina del tempo per chi per ragioni anagrafiche non può ricordare come era fatto il web una volta.

 

Il sito è una grande serie di FAQ, di domande con risposte. Alcuni esempi interessanti.

 

Domanda: «È possibile l’estinzione umana volontaria?» Risposta: «La nostra estinzione non è solo possibile, è inevitabile: miliardi di specie sono già andate e venute».

 

Domanda: «Cosa c’è che non va nei bambini? Non vi piacciono i bambini?» Risposta: «La scelta di astenersi dal produrre un’altra persona dimostra un profondo amore per tutta la vita»

 

Domanda: «Staremmo meglio se non fossimo mai nati?» Risposta: «La filosofia dell’antinatalismo è una delle vie principali verso l’estinzione umana volontaria. L’idea è che non abbiamo il diritto di far esistere qualcuno dove sicuramente soffrirà. Non stanno soffrendo nella non esistenza».

Domanda: «Essere genitori fa male all’ecologia della Terra?» Risposta: «La scelta di astenersi dall’aggiungere un altro di noi riduce notevolmente le nostre potenziali emissioni di gas serra»

 

E via così. Menzione speciale ai discorsi su nuovi virus, guerre, fame e rifiuti tossici che potrebbero aiutare l’estinzione umana: in realtà nemmeno questi sono sufficienti, anzi potrebbero in alcuni casi addirittura fortificare la specie.

 

Da notare come la morte, chiamata Grim Reaper («il tristo mietitore») e  rappresentata nelle vignette  del sito come il classico scheletro con mantello, cappuccio e falce, è qui considerata come un «supereroe».

 

Quella del Knight non è l’unica spaventosa iniziativa di terminazione della specie: anzi, è la più borghese, presentabile – e per questo finisce sui giornali. Maggiormente preoccupante è la Chiesa dell’Eutanasia fondata negli anni Novanta a Boston, una sedicente «fondazione educativa senza scopo di lucro dedicata al ripristino dell’equilibrio tra gli esseri umani e le restanti specie sulla Terra». Ciò sarebbe possibile, dicono i membri del culto, solo tramite una riduzione massiva volontaria della popolazione terrestre

 

Si tratterebbe, secondo il suo fondatore Chris Korda (musicista e sviluppatore di software nato in una famiglia di importanti scrittori e registi), forse dell’unica religione completamente e programmaticamente antiumana del mondo.

 

Uno degli slogan per cui il gruppo è noto è «Save the Planet, Kill Yourself», cioè «Salva il pianeta, ucciditi». Ma c’è anche «Eat a Queer Fetus for Jesus», «Mangia un feto strano per Gesù».

 

Il gruppo si è inevitabilmente scontrato con i gruppi antiabortisti cristiani d’America, per poi generare scandalo quando, dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, la Chiesa dell’Eutanasia ha pubblicato sul suo sito web un video musicale di quattro minuti intitolato Mi piace guardare, che combinava pornografia hardcore con filmati del crollo del World Trade Center, inclusa musica elettronica in sottofondo mentre erano scandite le parole «La gente si tuffa in strada / mentre io gioco con la mia carne». Il riferimento era con probabilità alle povere persone imprigionate nell’incendio delle Torri Gemelle che tragicamente si buttarono dai piani alti del palazzo. La clip mostrava anche un uomo che si masturbava e poi si puliva con una bandiera americana.

 

Secondo Wikipedia, le istruzioni della Chiesa dell’Eutanasia su «come uccidersi» per asfissia con l’elio sono state rimosse dal suo sito web nel 2003 dopo che una donna di 52 anni le aveva usate per suicidarsi in Missouri, con conseguenti minacce legali contro l’organizzazione.

 

C’è da considerare che, sia i moderati del VHEMT che gli estremisti della Chiesa dell’Eutanasia, sono sinceri nel portare avanti (solo in modo «teatrale», certo: perché quelli seri là fuori fanno ben altro) il programma della Cultura della Morte, che è il sistema operativo del mondo moderno. Un mondo dove l’essere umano è visto come nemico, e quindi la sua riproduzione va impedite, e i numeri della popolazione vanno ridotti.

 

Tuttavia, costoro non capiscono che il programma è un altro. È leggermente diverso, più complesso, più sottile.

 

Il vero manovratore della Necrocultura non vuole solo l’assassinio della massa umana. No. Vuole che sia l’uomo stesso a implementarla: vuole cioè, la perversione. Non vuole eliminare del tutto gli uomini: deve conservarne una parte, per offenderli ed umiliarli, perché essi sono a immagine del vero avversario del manovratore della morte.

 

Una parte degli uomini, secondo questo disegno, sarà poi necessaria affinché si adori il manovratore nei tempi ultimi. Come sa il lettore di Renovatio 21, non è improbabile che quantomeno una parte di tali adoratori possano essere creature prodotte in laboratorio, figli della provetta, cioè coloro, dice l’Apocalisse di San Giovanni, « il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo» (Ap 13, 8)

 

Quindi: la riduzione della popolazione terrestre è realtà. Tuttavia, la sua completa estinzione, non è nei piani del Male.

 

Nei piani del Male c’è molto di peggio.

 

 

 

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Contraccezione

L’Australia pronta a punire con l’ergastolo gli uomini che si sfilano il preservativo

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Altri due Stati australiani hanno già approvato le proprie leggi contro il cosiddetto «stealthing», cioè l’atto di sfilarsi di nascosto un preservativo durante il rapporto sessuale.

 

Gli uomini che si sfilano di nascosto il profilattico durante il rapporto sessuale potrebbero essere incarcerati a vita nello stato dell’Australia Meridionale in base a una nuova legge che sta passando in Parlamento.

 

La legislazione per criminalizzare il fenomeno dello stealthing è stata approvata dal Consiglio legislativo dell’Australia meridionale, la Camera Alta dello Stato che siede ad Adelaide lo scorso mercoledì. Ora deve passare un voto alla Camera Bassa dell’Assemblea prima di essere aggiunta ai libri di statuto.

 

Connie Bonaros, membro del Consiglio legislativo per il partito SA Best, ha affermato che «l’atto di tradimento ripugnante e disgustoso», come ha definito lo stealthing, avrebbe dovuto essere bandito anni fa. «Secondo la nuova legislazione, la rimozione di un preservativo durante il rapporto sessuale senza il consenso dell’altra persona sarà ora un reato punibile fino al carcere a vita», ha affermato la Bonaros.

 

L’emendamento al Testo unico penale definisce lo stealthing come la situazione in cui una «persona accetta di svolgere l’attività a causa di una falsa dichiarazione (espressa o implicita) sull’uso del preservativo durante l’attività», «attività» che presumibilmente sarebbe il sesso .

 

Il procuratore generale dell’Australia meridionale Kyam Maher ha affermato che il disegno di legge porterebbe la «pratica insidiosa» sotto la giurisdizione legale.

 

«Ci sono state molte richieste per renderlo reato per lo Stato con una la legge statale per assicurarsi che lo stiamo dichiarando esplicitamente come un crimine», ha detto Maher, sottolineando che la Tasmania e il piccolo territorio della capitale australiana intorno alla capitale Canberra avevano già approvato leggi simili .

 

La Bonaros ha precedentemente accusato altri due politici, Sam Duluk e Tammy Franks, di aggressione sessuale per presunti schiaffi sulla schiena. Per tale accusa il Duluk è stato processato venendo poi assolto.

 

Come ricorda Sputnik, il famoso giornalista australiano e fondatore di Wikileaks Julian Assange ha trascorso anni agli arresti domiciliari – e poi all’asilo politico presso l’ambasciata ecuadoriana a Londra – mentre la Svezia ha chiesto la sua estradizione per aver presumibilmente iniziato un secondo giro di rapporti sessuali con una donna con cui andava a letto senza prima indossare il preservativo.

 

Assange è ora incarcerato in condizioni non buone (starebbe pensando al suicidio) nella prigione di massima sicurezza di Belmarsh, nel sud di Londra, per aver infranto i termini della sua cauzione dopo che il nuovo presidente ecuadoriano lo aveva sfrattato nel 2019. Ora rischia oltre 100 anni di carcere negli Stati Uniti con l’accusa di spionaggio dopo che un tribunale londinese ha approvato la sua estradizione mentre stava scontando la pena. Nel frattempo sono emerse voci di un piano CIA per rapirlo ed assassinarlo.

 

Anche nella sua nativa Australia, per lo stesso crimine che lo ha inguaiato tra Svezia e Regno Unito, l’Assange potrebbe a breve essere condannato all’ergastolo.

 

 

 

 

 

 

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Contraccezione

Contraccezione, riproduzione artificiale: la Pontificia Accademia per la Vita fa ancora parlare di sé

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Le recenti rivalutazioni sulla portata dottrinale dell’enciclica Humanae vitae (1968) all’interno della Chiesa, tendono a far pensare che una riforma dell’insegnamento sulla procreazione medicalmente assistita o sulla contraccezione sarebbe all’ordine del giorno. Questo basta per ravvivare la polemica sui «punti non negoziabili» della dottrina cristiana.

 

 

Sono finiti i giorni in cui la cronaca religiosa del Vaticano segnava una pausa estiva, mentre il successore di Pietro abbandonava i palazzi apostolici al loro cocente torpore, per unirsi alla sorridente e pacifica campagna di Castel Gandolfo.

 

Nel luglio 2022 la Pontificia Accademia per la Vita ha riacceso la polemica nel mondo cattolico su diverse questioni bioetiche – che vanno dalla contraccezione alla fecondazione in vitro – che sembravano sufficientemente commentate e risolte da diversi decenni.

 

Tutto inizia con la pubblicazione del libro Etica teologica della vita. Scrittura, tradizione e sfide pratiche, all’inizio dell’estate. Un libro che racchiude diversi contributi presentati in un convegno promosso dall’Accademia nel 2021.

 

Questi difendevano la distinzione tra un presunto ideale morale presentato dalla Chiesa – come il rifiuto della contraccezione – e l’applicazione concreta e pastorale di questo ideale, che giustificherebbe deviazioni dall’insegnamento tradizionale.

 

Sotto il fuoco delle critiche di chi lo accusa di aver dato autorità a teologi ritenuti eterodossi, il presidente dell’Accademia si è giustificato al microfono di Radio Vaticana: «Volevamo piuttosto mettere insieme opinioni diverse su temi anche controversi, offrendo tanti spunti di discussione», ha spiegato monsignor Vincenzo Paglia.

 

Il dibattito è poi divampato all’inizio di agosto, a seguito di un tweet pubblicato sull’account ufficiale dell’Accademia per la Vita in cui si affermava che il contenuto dell’enciclica Humanae Vitae, promulgata da papa Paolo VI nel 1968 e che vietava, tra l’altro, il controllo artificiale delle nascite, non portava il sigillo dell’infallibilità, e quindi è riformabile.

 

L’argomento lascia perplessi, perché equivale a dire che tutto ciò che esce dal dominio dell’infallibilità sarebbe soggetto ad evoluzione: in buona logica formale, si fa meglio…

 

Inoltre, un elemento di dottrina non ha bisogno di essere formalmente dichiarato infallibile per esserlo efficacemente: nessun papa ha mai proclamato «infallibili» gli insegnamenti morali della Chiesa sulla menzogna, il furto o l’omicidio, il che non significa che sia un giorno sarà possibile sgozzare il prossimo in tutta tranquillità.

 

Ma l’Accademia per la Vita sembra ignorare argomenti di logica e di buon senso: uno dei suoi membri illustri, Rodrigo Guerra – che è anche segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina, e membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali – ha detto che era «necessario andare oltre l’Humanae Vitae».

 

Allo stesso modo, la Civiltà Cattolica, gestita dai Gesuiti, ha annunciato il 2 luglio che il Santo Padre potrebbe presto promulgare «una nuova Enciclica o Esortazione apostolica sulla bioetica, che potrebbe forse intitolarsi Gaudium vitae (La gioia della vita)».

 

Sarebbe pertinente «andare oltre l’Humanae Vitae»? Quello che sappiamo è che quanto più critica e negativa è la ricezione dell’enciclica da parte degli episcopati conquistati dalle idee liberali e dallo spirito del 1968, tanto più il declino della teologia morale si trova accentuato nelle regioni interessate.

 

Non si tratta qui di risolvere la questione dello statuto dottrinale dell’enciclica Humanae vitae: almeno possiamo considerarla investita di un alto grado di autorità, perché rientra nel magistero ordinario del Papa e che ripete una insegnamento costante.

 

Certo, il magistero pontificio ordinario resta fallibile – e gli sviluppi della crisi che attraversa la Chiesa da diversi decenni vanno in questa direzione – ma se ne può tanto più presumere l’inerranza quanto più è costante: è questo il caso dell’insegnamento dato in Humanae Vitae?

 

I teologi daranno il loro parere e il Magistero deciderà a tempo debito.

 

 

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.news

 

 

 

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