Geopolitica
Cipro punta ad aprire un corridoio di aiuti umanitari direttamente a Gaza
Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha annunciato ieri che Cipro e Israele sono vicini a raggiungere un accordo per aprire un corridoio di aiuti umanitari dall’isola del Mediterraneo direttamente a Gaza.
Secondo il piano presentato da Nicosia, gli aiuti verrebbero raccolti, ispezionati e immagazzinati a Cipro, e poi inviati nella Striscia di Gaza su navi controllate quotidianamente da un comitato congiunto che include Israele, ha riferito l’agenzia AFP.
Le navi verrebbero accompagnate da navi da guerra in un luogo designato individuato sulla costa di Gaza, da dove gli aiuti verrebbero inviati in un’area sicura e neutrale.
L’AFP aggiunge che la proposta cipriota mira a rafforzare gli aiuti umanitari forniti alla Striscia di Gaza importando grandi volumi su navi piuttosto che consegne limitate di camion attraverso il valico di Rafah con l’Egitto nel contesto del rifiuto israeliano di aprire il valico di Rafah in modo sicuro e senza condizioni.
«L’iniziativa invia il messaggio che vogliamo fatti, non solo parole, per dimostrare che siamo un pilastro di sicurezza e stabilità nella regione», ha affermato Christodoulides. Tuttavia il presidente cipriota non ha fornito alcuna tempistica entro la quale il corridoio potrà essere operativo.
Come riportato da Renovatio 21, inizio anno, nonostante la visita dell’allora ministro della Difesa ucraino Reznikov, Cipro aveva respinto categoricamente la richiesta di armi da parte di Kiev.
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Immagine di Mark Neyman / Government Press Office of Israel via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Geopolitica
«L’ordine basato sulle regole» non era reale: ora siamo nell’era della fantasia geopolitica imperiale. Cosa accadrà al mondo e all’Italia?
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Geopolitica
Putin mette un prezzo alla Groenlandia
Il presidente della Federazione Russa Vladimiro Putin ha parlato della questione della Groenlandia, entrata definitivamente nelle mire espansionistiche di Washington.
«Questo non ci riguarda di certo», ha dichiarato mercoledì il presidente russo Vladimir Putin, in un momento in cui l’attenzione dell’Occidente sembra essere tutta concentrata sui progetti del presidente Trump sulla Groenlandia. «Penso che risolveranno la questione tra loro».
Putin ha riconosciuto che alla fine saranno gli Stati Uniti e la Danimarca a dover risolvere la questione, ma ha accennato in modo interessante che le sue simpatie potrebbero essere per la posizione statunitense, dato che ha proposto come modello per la risoluzione della controversia la storica acquisizione dell’Alaska da parte degli Stati Uniti . Putin ha quindi prodotto un rapido calcolo, invero assia convincente.
Dopo aver preso le distanze dalla disputa e dallo stallo all’interno della NATO, il presidente russo ha alcuni consigli di mediazione durante una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale a Mosca, da lui presieduta, spiegando che la Russia ha esperienza nella vendita di territori artici agli Stati Uniti, ricordando che l’Impero russo vendette la vasta e ricca penisola dell’Alaska per 7,2 milioni di dollari nel 1863 .
Putin does math:
Regarding Greenland… well, this doesn’t concern us at all—what happens with Greenland.
But we do have experience in resolving similar issues with the United States in the 19th century, I believe in 1867. As we know, Russia sold Alaska, and the United States… pic.twitter.com/BF8sHjYmwg
— Clash Report (@clashreport) January 21, 2026
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«Ai prezzi attuali, tenendo conto dell’inflazione degli ultimi decenni, questa somma equivale a circa 158 milioni di dollari» ha dichiarato Putin, aggiungendo che, dato che la Groenlandia è un po’ più grande dell’Alaska, un accordo simile avrebbe comportato un prezzo di vendita della Groenlandia compreso tra i 200 e i 250 milioni di dollari.
Considerando il valore relativo dell’oro all’epoca, ha affermato che la valutazione effettiva potrebbe essere aumentata fino a «probabilmente circa 1 miliardo di dollari». «Beh, penso che gli Stati Uniti possano permettersi una tale somma» ha chiosato Putin.
Riguardo agli aspetti politici, pur sottolineando che Mosca non ha alcun interesse a entrare in questa disputa puramente occidentale, ha affermato : «Tra l’altro, la Danimarca ha sempre trattato la Groenlandia come una colonia ed è stata piuttosto dura, se non crudele, nei suoi confronti . Ma questa è una questione completamente diversa, e quasi nessuno è interessato ora».
Questo attacco tempestivo alla Danimarca è arrivato in un contesto in cui Mosca era da tempo irritata nei confronti del piccolo Paese nordico per il suo ruolo sproporzionato nel sostenere l’Ucraina, ospitando addirittura un programma pilota e inviando jet da combattimento.
Il presidente russo ha anche fatto un breve e molto interessante riferimento all’acquisizione delle Isole Vergini americane: di fatto la Danimarca aveva venduto le Isole Vergini americane a Washington nel 1917 in cambio del riconoscimento della proprietà della Groenlandia.
È più probabile che la Russia apprezzi questa dimostrazione di disunione all’interno dell’alleanza atlantica. «Mosca ha assistito con gioia all’ampliamento della frattura tra Washington e l’Europa, dovuta alla spinta del presidente americano Donald Trump ad acquisire la Groenlandia, anche se le sue mosse potrebbero avere ripercussioni sulla Russia, che ha già una forte presenza nell’Artico» scrive l’agenzia Reuters.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
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