Immigrazione
C’è Soros dietro alla sinistra pro-invasione in Texas
Il miliardario speculatore finanziario George Soros è dietro almeno cinque gruppi liberali che cercano di ribaltare la roccaforte repubblicana del Texas in favore dei democratici nelle elezioni presidenziali americane del 2024, ha riferito domenica Fox News, citando i documenti finanziari della campagna elettorale.
Il filantropo liberale ha contribuito con oltre 3 milioni di dollari alla rete di comitati di azione politica. Uno di questi, il Texas Majority PAC, è stato finanziato esclusivamente da Soros e dal suo Democracy PAC II lo scorso anno, per un totale di 2,25 milioni di dollari.
Sebbene quel gruppo non avesse avuto un profilo pubblico l’anno scorso, è stato descritto dai media locali all’inizio di questo mese come un veicolo avviato da ex membri dello staff della fallita campagna governativa del democratico Beto O’Rourke, l’ex membro del Congresso i cui sforzi elettorali per spodestare il senatore repubblicano Ted Cruz nel 2018 e poi per sostituire il governatore repubblicano in carica Greg Abbott nel 2022, sono falliti nonostante abbiano stabilito record di raccolta fondi per lo Stato.
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Un rappresentante del PAC a maggioranza del Texas ha detto al Texas Tribune che le donazioni avevano lo scopo di aiutare l’organizzazione a registrarsi, contattare e ottenere il voto «su una scala mai vista prima, anno dopo anno nelle regioni chiave del nostro stato». Per quanto riguarda le finanze, il gruppo era appena agli inizi, ha detto in una nota la vicedirettrice esecutiva Katherine Fischer, insistendo che «abbiamo bisogno di milioni di dollari in più e centinaia di personale in più a tempo pieno per farlo».
Soros ha anche donato almeno 300.000 dollari nella seconda metà del 2023 a CTX Votes, apparentemente un riferimento alla Concordia Texas University, 200.000 dollari al PAC democratico della contea di Dallas e 100.000 dollari a un gruppo chiamato First Tuesday che non sembrava avere un’impronta della sua esistenza online.
Il miliardario ha anche donato 250.000 dollari al Texas Organizing Project, che lui e le sue organizzazioni hanno sostenuto per diversi milioni di dollari negli ultimi anni e che ha visto uno dei beneficiari del pagamento della cauzione uccidere i suoi genitori.
Sebbene il Texas sia stato storicamente considerato uno stato solidamente repubblicano, il candidato democratico Joe Biden ha perso contro l’allora in carica Donald Trump solo di sei punti nel 2020.
Negli ultimi anni, lo stato ha visto un afflusso di centinaia di migliaia di americani in fuga dalle roccaforti liberali come California, dove l’aumento vertiginoso della criminalità e gli alti costi immobiliari hanno innescato un esodo continuo.
Data la sua posizione al confine con il Messico, il Texas ha visto anche un significativo aumento della popolazione dovuto all’immigrazione clandestina.
Sebbene i clandestini non possano votare in Texas, i critici delle politiche di frontiere aperte come quelle favorite da Soros e dai suoi compagni di viaggio li hanno accusati di invitare orde di migranti per ingrassare le loro liste elettorali attraverso una varietà di mezzi subdoli.
Open Society, il sistema di fondazioni «filantropiche» di Soros ora passato nelle mani del figlio Alex (già ricevuto da Bergoglio), sotto la nuova gestione ha annunciato licenziamenti di massa per almeno il 40% del personale chiudendo la maggior parte dei progetti in UE, mentre continuano i finanziamenti all’Ucraina, di cui lo speculatore prevede la «vittoria finale». La Russia intanto mette al bando le ONG da lui finanziate.
Come riportato da Renovatio 21, a settembre, davanti alla catastrofe migratoria di Lampedusa, Musk ha accusato George Soros di volere «la distruzione della civiltà occidentale». In seguito nel popolare podcast di Joe Rogan aveva ribadito che Soros con le sue politiche stava cercando attivamente di distruggere il «tessuto della Civiltà».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Immigrazione
Uomo accoltellato in pieno giorno a Dublino: è stato un immigrato?
🚨 Ataque con cuchillo en plena calle O’Connell, una de las zonas más concurridas de #Dublín. Un hombre resultó herido y tuvo que ser trasladado a un hospital.
La policía irlandesa detuvo al presunto agresor en el lugar. La víctima se reporta fuera de peligro.… — Michelle Rivera (@michelleriveraa) September 6, 2026
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Immigrazione
Trump: la migrazione di massa porterà la Spagna alla rovina
La Spagna finirà per diventare un «Paese in rovina» se non riuscirà a tenere sotto controllo l’immigrazione: lo ha dichiarato questa settimana il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista all’emittente britannica GB News.
A fine luglio il mondo ha guardato con orrore video che mostravano migranti provenienti dal Marocco che si riversavano sulle spiagge del piccolo territorio spagnolo di Ceuta. Il presidente del governo regionale, Juan Jesus Vivas, ha detto che i centri di accoglienza locali erano al collasso, con «centinaia» di persone che dormivano per strada, e ha chiesto al governo spagnolo di proclamare lo stato di emergenza nazionale e di inviare forze per «garantire l’inviolabilità della frontiera e la sicurezza dei cittadini».
Il primo ministro socialista Pedro Sanchez ha affermato di star «mobilitando tutte le risorse necessarie», ma il ministero dell’Interno ha spiegato di non poter dichiarare lo stato di emergenza perché i flussi migratori non sono considerati, per legge, un rischio per la sicurezza nazionale. Decine di migliaia di persone sono entrate in città e gli abitanti, esasperati, sono scesi in piazza. Il governo Sanchezzo pochi mesi prima aveva effettuato un grande procedimento di amnistia nei confronti degli immigrati, come almeno un milione di migranti irregolari che ha presentato domanda. L’amnistia è stata fortemente contestata, in seguito, anche da altri Paesi UE, come la Svezia.
«La Spagna sarà un paese in rovina, e io stesso ho avuto problemi con la Spagna perché non si comporta molto bene nei confronti della NATO. Non pagano quanto dovrebbero. È molto triste», ha detto Trump a GB News.
«Spero che altri Paesi come il Regno Unito, dove avete i vostri problemi, ma non sono così evidenti…», ha proseguito. «Sapete, non ci sono migliaia di persone che prendono d’assalto il vostro Paese. Non ho mai visto niente del genere».
‘What’s happened with Spain is an outrage.’
Donald Trump says migrant invasions in Spain, like that of Ceuta, will be the ‘ruin’ of Europe.@beverleyturner pic.twitter.com/Dj6BnFaEAq
— GB News (@GBNEWS) September 3, 2026
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All’inizio di questa settimana Euronews ha scritto che «circa 5.000 delle circa 72.000 persone entrate illegalmente rimangono a Ceuta, mentre proseguono gli sforzi per aprire nuove strutture di accoglienza e accelerare le procedure di rimpatrio», e che il governo intende destinare 165 milioni di euro a spese di emergenza per la ripresa. GB News ha inoltre riferito che le presenze restano tali da aver «registrato 23 aggressioni sessuali nell’enclave dalla fine di luglio, di cui nove ai danni di minori», ovvero circa un caso al giorno.
Oltre alla situazione spagnola, all’inizio dell’estate sono scoppiate proteste violente a Belfast, Glasgow, Edimburgo e Ayr dopo la tentata decapitazione di un cittadino britannico da parte di un sudanese.
Trump, che ha fatto del controllo dell’immigrazione il perno del proprio messaggio politico, «ha a lungo avvertito l’Europa di cosa sarebbe successo se avesse continuato ad attuare politiche di estrema sinistra e globaliste, tra cui la promozione della migrazione di massa», ha dichiarato a luglio Anna Kelly, vice portavoce principale della Casa Bianca. «La Spagna e gli altri Paesi che hanno adottato questa filosofia distruttiva dovrebbero immediatamente invertire la rotta o rischiare la propria rovina».
Nel frattempo nel caos di Ceuta sarebbero stati denunziati almeno 15 stupri da parte di immigrati, con pure delle bambine violentate. Varie epidemia avrebbero colpito la località spagnuola ora rivendicata apertis verbis anche dai vertici del Regno del Marocco, che si sospetta possa essere stato fiancheggiato, nell’uso di queste «armi di migrazione di massa», da Israele e dagli USA.
Tuttavia, l’immagine forse più forte della catastrofe di Ceuta, e per estensione dell’Europa intera e di tutta la Civiltà, è stata quella, emersa poco fa, dei migranti che sghignazzano innalzando un cucciolo di delfino morto. Secondo le accuse, il piccolo cetaceo sarebbe stato ucciso a colpi di bastone dagli immigrati e poi portato in giro festosamente.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Animali
I migranti di Ceuta picchiano a morte un cucciolo di delfino: la mente progressista in cortocircuito
🇪🇸 Spanish men intervened to rescue a baby dolphin from Moroccan migrants in Ceuta.
Follow: @europa pic.twitter.com/ovaBcKqCEz — Europa.com (@europa) September 3, 2026
The illegal migrants in Ceuta pulled a baby dolphin out of the sea today and clubbed it to death for fear fun.
Get them out of Europe immediately pic.twitter.com/4ERzMgH8kC — Visegrád 24 (@visegrad24) September 3, 2026
🇪🇸 Migrants in Ceuta filmed dragging a baby dolphin from the sea
A disturbing video recorded at El Trampolín beach in Ceuta shows a group of migrants taking a baby dolphin out of the water and carrying it along the beach.pic.twitter.com/v7zhuUxv09 — NewsForce (@Newsforce) September 3, 2026
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