Geopolitica
Burkina Faso, Mali e Niger si preparano a lanciare una federazione
I ministri degli Esteri di Burkina Faso, Mali e Niger hanno approvato i piani per creare una federazione che unisca le tre nazioni dell’Africa occidentale, tutte attualmente governate dai rispettivi eserciti, con l’obiettivo di affrontare sfide comuni. Lo riporta il sito governativo russo RT.
La decisione è stata annunciata in una dichiarazione congiunta pubblicata domenica su Twitter, a seguito di un incontro di due giorni nella capitale del Mali, Bamako, incentrato sui piani per lo sviluppo della nuova Alleanza degli Stati del Sahel (AES).
I governanti militari delle tre ex colonie francesi hanno firmato a settembre la Carta AES, impegnandosi ad aiutarsi a vicenda in caso di aggressione esterna o di minaccia interna alla loro sovranità. Gli stati erano precedentemente membri dell’accordo G5 Sahel sostenuto da Parigi, insieme a Ciad e Mauritania. Da allora l’accordo del G5 è andato in pezzi, a seguito di una serie di colpi di stato militari nella regione.
I ministri degli Esteri dei tre Paesi del Sahel si sono riuniti per la prima volta da giovedì a venerdì e hanno concordato «misure appropriate», compresi i protocolli per l’attuazione del patto AES.
#AESinfo ????????????????????????
???? En images, la déclaration issue de la première réunion des Ministres des Affaires étrangères de l’Alliance des Etats du Sahel, tenue les 30 novembre et 1er décembre 2023 à Bamako.
???? @MaliMaeci pic.twitter.com/4wPzZas90H— Alliance des Etats du Sahel (AES) Info (@AESinfos) December 1, 2023
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«I ministri hanno raccomandato di incoraggiare la partecipazione dei rappresentanti eletti, delle donne, dei giovani e della società civile alle iniziative dell’AES», si legge nella dichiarazione congiunta.
Hanno inoltre sottolineato l’importanza della diplomazia e della difesa nell’espansione della loro integrazione politica ed economica.
In precedenza, i ministri delle finanze dei paesi avevano proposto di istituire un fondo di stabilizzazione e una banca di investimento per l’AES, nonché un «comitato incaricato di promuovere le discussioni sulle questioni dell’unione economica e monetaria».
Il ministro degli Esteri maliano Abdoulaye Diop, che ha ospitato la sua controparte burkinabese Olivia Rouamba e il nigeriano Bakary Yaou Sangare, ha affermato che le raccomandazioni saranno sottoposte ai governanti militari, che dovrebbero incontrarsi a Bamako in una data non specificata.
Il mese scorso, il leader del colpo di stato nigeriano, il generale Abdourahamane Tchiani, si è recato in Mali e Burkina Faso, i suoi primi viaggi all’estero dopo la cacciata del presidente del Niger Mohammed Bazoum a luglio. Il generale Tchiani ha ringraziato i suoi omologhi a Bamako e Ouagadougou per l’assistenza fornita a Niamey, che secondo lui ha permesso al Niger di resistere alle minacce del blocco regionale dell’Africa occidentale ECOWAS.
L’alleanza dei 15 stati ha minacciato di schierare forze militari contro le nuove autorità di Niamey e ha congelato i conti del paese nelle banche centrali regionali in risposta al rovesciamento di Bazoum.
Durante la sua visita, il nuovo sovrano nigeriano ha elogiato la creazione dell’AES, che secondo lui avrebbe trasformato la regione del Sahel, tormentata dai gruppi jihadisti, da una «zona di insicurezza» a una «zona di prosperità».
Mali e Burkina Faso hanno espresso solidarietà alla leadership golpista del Niger, mettendo in guardia contro gli interventi militari a Niamey volti a restaurare il presidente filo-occidentale Bazoum.
I tre stati dell’Africa occidentale hanno interrotto i legami militari con la Francia, le cui truppe erano precedentemente coinvolte nella lotta alle insurrezioni legate ad Al-Qaeda e allo Stato islamico.
Nel frattempo, una delegazione russa guidata dal viceministro della Difesa, colonnello generale Yunus-Bek Yevkurov, ha incontrato nel fine settimana il presidente ad interim del Mali Assimi Goita, con colloqui incentrati sulla cooperazione energetica e dei trasporti. Si dice che l’incontro di Bamako sabato faccia parte degli sforzi di Mosca per rafforzare i legami con gli stati membri dell’AES.
#AESinfo | #Niger ????????
Niger-Russie : une rencontre pour renforcer la coopération militaireUne délégation russe conduite par le vice-ministre de la Défense Lounous-Bek Evkourov, est en visite au Niger depuis hier. Ce jour, 4 décembre 2023, cette délégation a eu une rencontre… pic.twitter.com/JSpfBXRhdJ
— Alliance des Etats du Sahel (AES) Info (@AESinfos) December 4, 2023
Il ministro delle Finanze del Mali Alousseni Sanou ha detto che durante l’incontro con i funzionari russi è stato discusso anche il lancio di una compagnia aerea che opererebbe rotte tra Mali, Burkina Faso e Niger.
In rete la mossa è salutata come la fine del franco CFA, il cosiddetto franco coloniale.
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Immagine da Twitter
Geopolitica
Drone iraniano colpisce il consolato USA a Dubai: le immagini
NOW – Iranian drone strikes U.S. consulate in Dubai.pic.twitter.com/GHYTOtXkrr
— Disclose.tv (@disclosetv) March 3, 2026
🚨 BREAKING — IT’S CONFIRMED: A LARGE FIRE is engulfing the US Consulate in Dubai
Local reports state the building was hit with an Iranian drone, but I haven’t been able to corroborate that claim yet. Pray for the US Marines who guard this consulate 🙏🏻 https://t.co/6dWngTn0RV pic.twitter.com/369T2AhDuA — Nick Sortor (@nicksortor) March 3, 2026
🚨 BREAKING: EXPLOSIONS heard in the vicinity of the US Consulate in Dubai
Reports from the ground seem to show the building ON FIRE after being targeted It’s unknown if our consulate was manned at the time. Developing… pic.twitter.com/KG2bnXqRqz — Nick Sortor (@nicksortor) March 3, 2026
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Geopolitica
Putin e Orban discutono di Iran, Ucraina e prigionieri di guerra ungheresi
Ieri il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro ungherese Viktor Orban, durante la quale ha discusso del forte deterioramento della situazione in Iran, del conflitto in Ucraina e della sorte dei cittadini ungheresi catturati durante i combattimenti per Kiev.
Secondo quanto riportato dal Cremlino, i due leader hanno esaminato le questioni attuali relative alla cooperazione bilaterale e all’attuazione degli accordi raggiunti durante la visita di Orban a Mosca a novembre, incentrata sulla sicurezza energetica e sugli sforzi per la pace.
Putin e Orban hanno anche discusso del «forte deterioramento della situazione attorno all’Iran e in tutta la regione del Medio Oriente, anche in termini di possibili conseguenze per lo stato del mercato energetico globale».
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La discussione arriva mentre gli attacchi USA-Israele contro l’Iran sono entrati nel loro quarto giorno, uccidendo la Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei e innescando attacchi di rappresaglia iraniani contro le basi statunitensi nel Golfo, interrompendo le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz e facendo impennare i prezzi del petrolio e del gas.
Riguardo all’Ucraina, Putin ha sottolineato la «posizione di principio dell’Ungheria a sostegno di una soluzione politico-diplomatica del conflitto, nonché il suo desiderio generale di perseguire una linea equilibrata e sovrana negli affari internazionali».
Budapest è da tempo in disaccordo con l’UE a causa del rifiuto dell’Ungheria di inviare armi a Kiev e della sua opposizione alle sanzioni contro Mosca.
I leader hanno anche affrontato la questione dei cittadini ungheresi mobilitati nelle forze armate ucraine e catturati dalla Russia. L’Ungheria aveva già espresso preoccupazione per il fatto che gli ungheresi di etnia ucraina della Transcarpazia fossero stati arruolati e uccisi nel conflitto.
Putin e Orban hanno concordato di proseguire i contatti a vari livelli, ha affermato il Cremlino.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Putin condanna il «cinico omicidio» del suo amico aiatollà Khamenei
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