Geopolitica
Ancora raid aerei USA contro gruppi filoiraniani in Siria
Continuano gli attacchi aerei americani in territorio siriano.
Secondo una dichiarazione del segretario alla Difesa USA Lloyd Austin «le forze militari hanno condotto oggi attacchi di precisione su strutture nella Siria orientale utilizzate dal Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane (IRGC) e da gruppi affiliati all’Iran in risposta ai continui attacchi contro il personale statunitense in Iraq e Siria. Gli attacchi sono stati condotti rispettivamente contro una struttura di addestramento e un rifugio vicino alle città di Abu Kamal e Mayadin».
La dichiarazione aggiunge che «il Presidente non ha priorità più alta della sicurezza del personale statunitense, e ha diretto l’azione di oggi per chiarire che gli Stati Uniti difenderanno se stessi, il proprio personale e i propri interessi».
Si è trattato del terzo attacco aereo statunitense contro tali obiettivi in tre settimane.
La testata politica di Washington The Hill ha riferito sui commenti su questi argomenti di Mark Cancian, consigliere senior del Programma di sicurezza internazionale presso il Centro per gli studi strategici e internazionali (CSIS), affermando che mentre gli Stati Uniti «chiaramente non vogliono aggravare» la situazione, i rischi di un simile esito permangono.
«Se c’è un grave attacco in Iraq o in Siria, dove si ha un invaso di una base, ci sono un paio di dozzine di vittime gravi, se lanciano un missile e questo colpisce una nave americana, allora penso che gli Stati Uniti ne verranno coinvolti perché sentiranno il bisogno di vendicarsi», ha detto Cancian a The Hill.
«Molto dipende dall’Iran, da quanto duramente spingerà» scrive la testata. «È in gran parte sconosciuto, tuttavia, come Washington reagirebbe a un grave attacco contro le truppe statunitensi, con gli alti funzionari statunitensi finora che hanno esitato quando gli è stato chiesto come avrebbe risposto il Paese».
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa un gruppo di resistenza irachena ha rivendicato la responsabilità di un attacco di droni contro la guarnigione di al-Tanf nella parte controllata dagli Stati Uniti della Siria sud-orientale. La base è accusata dal presidente siriano Assad di essere uno dei luoghi dove gli USA addestrano i terroristi islamici.
La settimana scorsa Biden aveva ordinato un attacco aereo contro un deposito di armi in Siria presumibilmente utilizzato dal Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane (IRGC) e da gruppi affiliati.
Le forze statunitensi anche tre settimane fa avevano colpito quelli che chiamano «proxy iraniani» in Siria.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Hamas afferma di essere pronto a cedere il governo di Gaza
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Al-Jolani visita Mosca per la seconda volta in meno di quattro mesi
Mercoledì il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato il suo omologo siriano Ahmed al-Sharaa – già noto come il terrorista ricercato Muhammad al-Jolani – per discutere della ricostruzione della Siria, della cooperazione bilaterale e del ruolo di Mosca nel Paese. Si è trattato della seconda visita di Al-Sharaa nella capitale russa in meno di quattro mesi.
Al-Sharaa, un tempo a capo del gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), è salito al potere alla fine del 2024 in seguito alla caduta del governo di Bashar Assad. Il deposto leader siriano è fuggito in Russia, dove gli è stato concesso asilo, e da allora vive a Mosca con la sua famiglia.
Mosca ha proseguito la collaborazione con la nuova leadership siriana e ha mantenuto la sua presenza militare presso la base aerea di Khmeimim e la base navale di Tartus in Siria.
Durante l’incontro, Putin ha dichiarato che i rapporti diplomatici tra Russia e Siria sono sempre stati amichevoli e ha ringraziato al-Sharaa per aver contribuito a svilupparli ulteriormente. Il presidente russo ha inoltre rilevato che il volume degli scambi commerciali tra i due paesi è aumentato del 4% rispetto all’ultimo incontro tra i due leader, avvenuto a ottobre.
Aiuta Renovatio 21
«Sebbene forse non sia un obiettivo così ambizioso come avremmo voluto, è comunque un passo avanti, e una tendenza che dovremmo proseguire. Continuiamo a lavorare attivamente per sviluppare la nostra partnership in tutti i settori», ha affermato.
Mosca e Damasco intendono collaborare in un’ampia gamma di settori, tra cui sanità, edilizia, industria e sport, secondo quanto dichiarato dal presidente russo. Le aziende e le imprese edili russe sono pronte a collaborare con i loro partner siriani per la ricostruzione della nazione mediorientale, ha aggiunto Putin.
Il presidente russo ha inoltre espresso apprezzamento per gli sforzi di Damasco volti a ripristinare l’integrità territoriale della Siria e si è congratulato col Jolani/Sharaa per aver riportato sotto il controllo governativo i territori a est del fiume Eufrate.
Il Jolani/Sharaa ha ringraziato Putin per gli sforzi compiuti dalla Russia per stabilizzare la situazione in Siria e in Medio Oriente, sottolineando che Mosca svolge un ruolo fondamentale nella regione. Ha inoltre affermato che Mosca e Damasco hanno molte questioni all’ordine del giorno e ha espresso la speranza che i colloqui siano fruttuosi.
A dicembre, Al-Sharaa si è recato a Washington per colloqui con il presidente Donald Trump, il quale si è dichiarato «molto soddisfatto» della nuova leadership siriana.
Il già jihadista terrorista, su cui pendeva una taglia da 10 milioni di dollari emessa dal dipartimento di Stato USA, è stato anche a Nuova York a settembre per la plenaria ONU, ricevuto con tutti gli onori dal segretario di Stato Marco Rubio e pure dall’ex direttore della CIA David Petraeus.
L’arrivo dell’ex membro di al-Qaeda in Siria coincideva con l’anniversario della strage delle Torri Gemelle.
Come riportato da Renovatio 21, al-Jolani ha incontrato alti funzionari israeliani in un «silenzioso» sforzo di normalizzazione dei rapporti tra Damasco e lo Stato degli ebrei in stile accordi di Abramo.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
«Basta con gli ordini di Washington»: parla il presidente ad interim del Venezuela
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Nucleare2 settimane faSappiamo che l’Europa potrebbe essere presto oggetto di lanci nucleari?
-



Spirito2 settimane faMons. Viganò: «l’Unione Europea va rasa al suolo»
-



Autismo1 settimana faEcco la Barbie autistica: il mondo verso la catastrofe sanitaria (e il Regno Sociale di Satana)
-



Immigrazione2 settimane faEva Vlaardingerbroek bandita dalla Gran Bretagna
-



Immigrazione1 settimana faLe nostre città ridisegnate dagli immigrati
-



Spirito1 settimana fa«Sinodalità e vigile attesa»: mons. Viganò sul mito del Concilio Vaticano II «sicuro ed efficace»
-



Salute2 settimane faI malori della 2ª settimana 2026
-



Gender1 settimana faIl giornale dei vescovi italiani difende la transessualità nei bambini













