Pubblicato originariamente da TrialSite News.
I punti di vista e le opinioni espressi in questo articolo sono quelli degli autori e non riflettono necessariamente le opinioni di Children’s Health Defense.
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D: Dottor Montanari, partiamo dal decreto Lorenzin: a che punto siamo? Abbiamo visto tutto o c’è del peggio?
R: Per rispondere ci vorrebbe uno psichiatra con facoltà divinatorie. Quel decreto è decisamente demenziale da ogni punto di vista, a partire da quello strettamente medico per continuare con quello sociale, proseguire con quello legale e finire con quello economico. Certo, domattina ci potrebbe essere di peggio. Nel momento in cui una ditta farmaceutica deciderà che deve vendere qualche decina di milioni di esemplari di un vaccino qualunque, magari per vedere che effetto fa la cosa senza incorrere in problemi di alcun genere e semplicemente passando alla cassa a ritirare i quattrini, noi italiani saremo pronti a soddisfare la richiesta. Ora, come avrà visto, viene a galla la malaria, malattia da noi d’importazione e di una rarità assoluta, e, guarda caso, contemporaneamente la Glaxo fa uscire il Mosquirix, cioè il vaccino ad hoc. Le faccio notare che si tratterebbe di un vaccino un po’ strano, visto che il patogeno della malaria non è né un virus né un batterio ma un parassita. E, a proposito del peggio, si potrebbe arrivare ad imporre vaccinazioni obbligatorie, per esempio, sull’influenza, vale a dire una vaccinazione al di là dell’assurdo per la sua inefficacia. Pensi che lo si sta proponendo con enorme insistenza ai vecchi quando nessun vaccino potrà mai immunizzare chi ha superato certi limiti d’età. Ma i vaccini non servono certo ad immunizzare.
D: Prendersela solo con la signora Lorenzin non le pare però troppo riduttivo?
R: Beh, di solito è chi sta al vertice a prendersi meriti e demeriti. Se la signora Lorenzin, parlamentare e ministro mai eletta da nessuno, non avesse voluto e potuto vendere l’Italia, non saremmo in questa condizione di cavie. Certo, i medici avrebbero dovuto opporsi ad una demenza simile, non fosse altro che per dignità. Ma non l’hanno fatto e, anzi, si prestano a fare da strumenti di regime infischiandosi della deontologia che li dovrebbe guidare e che impone di somministrare un farmaco solo se e quando questo è necessario e valutandone preventivamente i pro e i contro. La magistratura, poi, si sta comportando in un modo a dir poco incredibile a fronte di un decreto palesemente illegale uscito da un governo che può solo legiferare sull’ordinaria amministrazione perché insediato in disprezzo della Costituzione. Se somministrare farmaci a tappeto a chiunque è ordinaria amministrazione…
D: E gli italiani, come reagiscono a tutto questo?
R: Decine di milioni di italiani dormono sonni beati. Milioni sono addirittura entusiasti del decreto. Qualcuno si oppone ma tra loro ci sono i soliti furbetti che fingono un’opposizione mentre, di fatto, si augurano che la situazione di follia continui per lucrarci sopra. Se noi vivessimo in uno stato di diritto e potessimo contare su governanti diversi da quelli che abbiamo, non solo di vaccinazione obbligatoria non si parlerebbe neppure ma i vaccini sarebbero controllati come si deve, a partire dal loro contenuto per finire agli effetti reali che conseguono dal loro impiego. Ma noi siamo considerati, e oggettivamente a ragione, come clienti da televendita.
D: Il filosofo Marcel de Corte, più di mezzo secolo fa, parlava di “crisi del buon senso”. Previsione azzeccata a quanto pare…
R: “O tempora, o mores” strepitava Cicerone condannando la follia morale dei suoi tempi quando ce l’aveva con Verre e pure, in un altro caso, con Catilina. Io non credo che ci siano stati periodi della storia in cui l’Homo sapiens non si sia dato da fare per dimostrare la sua inferiorità nei confronti di tutti gli altri abitanti del Pianeta. Riprendendo l’etologo Danilo Mainardi, l’Uomo è l’unico animale che si estingue volontariamente e di questo erano già consci i Greci almeno otto secoli prima di Cristo quando, in un loro mito, raccontavano che Giove aveva pensato di distruggere l’umanità che, evidentemente, era un prodotto della creazione riuscito male. Poi il dio decise che non era il caso di prendersi il disturbo perché gli uomini si sarebbero distrutti da soli. Noi siamo solo i testimoni occasionali dell’ennesimo esempio dell’idiozia umana e non sarà certo l’ultimo.
“viene a galla la malaria, malattia da noi d’importazione e di una rarità assoluta, e, guarda caso, contemporaneamente la Glaxo fa uscire il Mosquirix, cioè il vaccino ad hoc. Le faccio notare che si tratterebbe di un vaccino un po’ strano, visto che il patogeno della malaria non è né un virus né un batterio ma un parassita”
D: Presto (andiamo piano a dirlo) dovrebbero esserci le elezioni. Con il principio del “votiamo il meno peggio” siamo arrivati a non avere altro che “il peggio”, non crede?
R: Storicamente le rivoluzioni sfociano in regimi molto spesso peggiori di quelli che avevano combattuto. Nel 1968 ci fu una sorta di rivoluzione culturale mondiale attraverso cui si pensava di liberarsi delle scorie di secoli di follia nel campo della cultura. Il risultato fu un netto peggioramento. Quella rivoluzione, se vogliamo chiamarla così, iniziò dalle università in opposizione ai cosiddetti baroni. Ciò che ne uscì fu una classe di docenti infinitamente peggiori di chi li aveva preceduti, e questo non solo per moralità ma a anche per cultura. Il “meno peggio”, ahimè, non esiste. È solo una forma diversa di qualcosa di deleterio con l’aggravante di essere meno conosciuta del cattivo precedente e, dunque, qualcosa verso cui le difese sono meno efficaci perché ci si prende di sorpresa.
D: Parliamo un attimo dei 5 Stelle, che lei quantomeno per un brutto riflesso conosce bene. Sul tema delle vaccinazioni sembrano spaccati: abbiamo una Raffella Sensoli, capogruppo per l’Emilia-Romagna, che pare opporsi alla legge 119/2017; agli altri vertici abbiamo invece un Di Battista che sventola a tutti, quasi a scagionare il proprio movimento da qualsivoglia responsabilità critica – , di aver fatto orgogliosamente vaccinare il figlioletto di pochi mesi. Confusione involontaria o volontaria confusione?
R: Premetto che non vorrei essere il figlio di Di Battista. Il Movimento 5 Stelle non è altro che la prova provata del successo ricavato dal disorientamento e dalla disperazione. Grazie ad un bravissimo imbonitore da fiera privo di preparazione e di cultura ma dotato di una grande abilità da venditore capace di rivolgersi alla pancia della gente sono arrivati in parlamento, peraltro in modo totalmente illegale perché in disprezzo della Costituzione, e si legga gli articoli 56 e 58 in proposito, personaggi totalmente impreparati che non sarebbero capaci di governare un condominio. Il capo che stava alle spalle di questa pletorica armata Brancaleone io l’ho conosciuto e le posso assicurare che lo trovavo allarmante da molti punti di vista. Ora, morto lui, quell’accozzaglia di umanità mista non ha punti di riferimento e non sa dove sbattere la testa. Dalla sua l’accozzaglia ha la pochezza e, direi, la tendenza suicida degli altri partiti, ed è per quella pochezza mortificante che i grillini continueranno a ricevere tanti voti. Per quanto riguarda i vaccini, è evidente che questi personaggi non hanno idea dell’argomento. Pensi che sono andati a raccattare in America un tale Guido Silvestri che spara sciocchezze a tutto spiano sui vaccini e che è arrivato a fare un calcolo su un dato di ricerca nostro sbagliando della bellezza di 13 ordini di grandezza, il che significa 10.000 miliardi di volte. E pensi che questo personaggio si è scomodato a telefonare due volte da Atlanta negli Stati Uniti per cercare d’impedire una mia conferenza a Piticchio, un paese di 20 abitanti sull’Appennino marchigiano, in questo spalleggiato da un tale Di Benedetto, funzionario del Movimento 5 Stelle di stanza a Roma. Naturalmente di questo ho tutte le prove del caso. Insomma, la tecnica dell’imbavagliamento è quella prediletta dai grillini al pari di quella classica di qualunque dittatura. Quanto alla confusione, chi ha confusione nel cervello non può produrre altro che confusione.
D: Possibile che ci siano ancora dei genitori “free-vax” o “no-vax” intenzionati a votare alle prossime elezioni il Movimento di Beppe Grillo?
R: È il “meno peggio” di cui mi chiedeva poco fa. La cosa che trovo personalmente irritante è che chi vota per Grillo poi venga da me a lamentarsi delle imprese di quella gente. Mettere un paese di 60 milioni di persone in mano a questi che non di rado sconfinano nella macchietta equivale ad un suicidio sociale. Naturalmente, in mancanza di reazioni e, anzi, al cospetto di consensi, non ci sono obiezioni possibili. In fondo, chi è causa del proprio male…
D: Facendo un tuffo nel passato, pensa che Casaleggio abbia influenzato Grillo nell’operazione microscopio?
R: Grillo lo conosco meglio di quanto lui non conosca se stesso e penso che non si sia mai reso conto di ciò che stava facendo. Impossibile che non avesse qualcuno alle spalle. Casaleggio è senz’altro stato perfettamente a conoscenza di tutto il piano, un piano partito quando io, ingenuamente, accettai le condizioni di Grillo, lasciando che l’apparecchio fosse intestato non a me ma ad una onlus che poi si comportò come chiunque può constatare. Se oggi mai mi dovesse arrivare un microscopio, mai e poi mai accetterei che fosse intestato ad altri all’infuori di me. Dovrà essere mio senza condizioni e, se qualcuno ha da ridire, lo faccia tranquillamente: a me non interessa un fico secco.
D: La Casaleggio e Associati gestiva, e tutt’oggi gestisce, tante strategie di marketing – specie quello di rete. Pensa ci fosse un certo grado di interesse a salvaguardare i bisogni di alcune aziende, magari farmaceutiche?
R: Non ci sono dubbi: quando Grillo e soci fecero sparire il microscopio mettendo in atto un giochetto preparato con grande anticipo l’interesse principale era quello di lasciare spalancato in Italia il mercato dell’incenerimento dei rifiuti. Ora a questo si è aggiunto il giro multimiliardario del farmaceutico. Quando ciò che interessa sono i quattrini, si sta dalla parte di chi i quattrini ce li ha.
D: Non vorrei rischiare di sembrare un dietrologo a tutti i costi. Ne abbiamo già abbastanza di Gianni Lannes. Vuole dirci cosa è successo con il “giornalista d’inchiesta”?
R: Ognuno può autodefinirsi come più gli aggrada. Lannes è un personaggio singolare che vive al centro di avvenimenti reali solo nella sua fantasia. Per motivi che ignoro, nel suo cervello io sono diventato, pensi un po’, un agente della NATO e su questo assunto l’autodefinito giornalista d’inchiesta allerta il mondo: attenti a Montanari! Vedi mai che io dichiari guerra a San Marino o deporti gli abitanti di qualche comune italico in Alaska. Se le sue condizioni si aggraveranno, io diventerò una spia degli assiri, un terrorista marziano, un bombarolo di Atlantide e chissà che altro. Il limite è la sua fantasia.
“Non ci sono dubbi: quando Grillo e soci fecero sparire il microscopio mettendo in atto un giochetto preparato con grande anticipo l’interesse principale era quello di lasciare spalancato in Italia il mercato dell’incenerimento dei rifiuti. Ora a questo si è aggiunto il giro multimiliardario del farmaceutico. Quando ciò che interessa sono i quattrini, si sta dalla parte di chi i quattrini ce li ha”
D: Un grande aiuto alla causa avere simili alleati…
R: Il personaggio va preso per quello che è, dandogli il peso che merita: cioè nessuno. Io non credo che ciò che racconta possa influenzare più di qualche soggetto con una mente un po’ particolare. A ben guardare Lannes, come altri personaggio più o meno assimilabili a lui, è molto utile perché fa selezione. Avere con me certe tipologie di cervelli provocherebbe più di un problema e Lannes, portandoli via, mi fa un favore. Oltre a creare imbarazzo, difendersi dagli amici è molto più difficile di quanto non sia difendersi da un nemico. Questo è il motivo per cui rifiuto di tenere conferenze affiancato da qualche sedicente scienziato che, magari in buona fede, mi spalleggi. Spesso questi cadono in qualche fesseria e la gente, dopo un po’ di tempo dalla conferenza, è convinta che la fesseria l’abbia detta io o, almeno, la sottoscriva. Così, Lannes mi toglie di torno un po’ di feccia amica che mi darebbe problemi. Per quelli va benissimo che io sia un uomo dei servizi segreti della NATO, un massone o qualunque altra cosa passi loro per il cervellino.
D: Mi permetta di scendere su un cavillo – come forse lo definirebbe la Pontificia Accademia per la Vita – che mi sta abbastanza a cuore: in una recente manifestazione a Roma lei ha pubblicamente dichiarato che i credenti dovrebbero porsi qualche problema di tipo morale prima di vaccinare i propri figli. Per quale motivo scusi?
R: Perché per la produzione di alcuni vaccini si usano tessuti di feti abortiti volontariamente.
D: Perché proprio delle cellule umane di feto abortito?
R: Perché i vaccini hanno bisogno di un terreno particolare per essere prodotti e alcuni vengono benissimo se si tratta di tessuti fetali umani.
D: Quindi se il feto utilizzato è sano tanto meglio?
R: Il feto deve forzatamente essere in ottime condizioni. Credo sia ovvio che, se il tessuto è in qualche modo malato, la bontà del prodotto sia a dir poco dubbia.
D: Le autorità ecclesiastiche hanno dichiarato che gli aborti sono degli anni 60′-70′, quindi ora non ci sarebbe alcun problema visto che le linee cellulari sono ormai molto datate… Da un punto di vista scientifico questo corrisponde a verità?
R: I fatti sono un po’ differenti ed esulano dalla scientificità. I feti sono abortiti volontariamente a scopo di vendita. Esistono le fatture di acquisto recentissime di questi feti divisi in parti anatomiche e i documenti sono nelle mani di FBI e Congresso USA. La risposta delle autorità ecclesiastiche è stupefacente. Se anche fosse vero, e vero non è, che i tessuti hanno mezzo secolo, parrebbe che in campo morale i reati si estinguano dopo qualche tempo. Insomma, nella visione di questi signori, se io uccido un po’ di persone oggi e muoio fra cinquant’anni, chi giudicherà la mia anima non terrà conto del peccato perché ormai prescritto o, vedi mai, perché nel frattempo c’è stata un’amnistia. Sentirsi presi in giro è davvero il minimo.
“I feti sono abortiti volontariamente a scopo di vendita. Esistono le fatture di acquisto recentissime di questi feti divisi in parti anatomiche e i documenti sono nelle mani di FBI e Congresso USA. La risposta delle autorità ecclesiastiche è stupefacente. Se anche fosse vero, e vero non è, che i tessuti hanno mezzo secolo, parrebbe che in campo morale i reati si estinguano dopo qualche tempo. Insomma, nella visione di questi signori, se io uccido un po’ di persone oggi e muoio fra cinquant’anni, chi giudicherà la mia anima non terrà conto del peccato perché ormai prescritto o, vedi mai, perché nel frattempo c’è stata un’amnistia. Sentirsi presi in giro è davvero il minimo”
D: Veniamo al microscopio: il 28 febbraio si avvicina.
R: La cosa era attesa da anni e la data precisa mi è stata comunicata da alcune settimane. Il 28 febbraio 2018 l’ARPAM di Pesaro detentrice del microscopio non rinnoverà con l’Università di Urbino, diventata padrona dell’apparecchio, la convenzione di comodato d’uso del microscopio che Grillo ci fece sottrarre quasi 8 anni fa e, di fatto, quel microscopio resterà inutilizzato come, del resto, fu per due anni. La conseguenza è semplice: noi chiuderemo tutte le ricerche, dalle leucemie ai vaccini, dagli alimenti a tante questioni ambientali, e non risponderemo più alle centinaia di richieste quotidiane d’aiuto che ci arrivano.
D: Gli aiuti stanno arrivando maggiormente dopo questo decreto?
R: Qualcosa nell’immediato e poi il tutto si va spegnendo.
D: Sembra quasi che ora interessi solo una battaglia dal punto di vista legale. D’altronde l’utilitarismo sfacciato è proprio questo, sistemare la situazione personale fregandosene di tutto il resto. Ma senza una vera ricerca e dimostrazione scientifica saremo sempre da capo, no?
R: Sì, è così. È buffo vedere come si pensi che il problema sia essenzialmente legale e se ne trascuri la scientificità. Sembra ancora una volta che la gente pensi che la Natura si comporti non secondo le leggi sue ma secondo quanto stabilito da un parlamento, da un tribunale o da un sindaco. Quando parlavo della stupidità umana pensavo anche a questo.
D: Si fermeranno alla vaccinazione di massa dei bambini o pensa che andranno oltre, mietendo altre vittime?
R: L’ingordigia non ha mai limiti.
D: Oltre al suo blog, c’è qualche Associazione che vi sta aiutando a raccogliere i fondi? E in quale modo eventualmente?
R: Qualcuno ci ha provato. Vaccini Puliti si è data da fare ma i risultati sono stati modesti. La sola associazione che davvero ci sta dando una mano come, del resto, fa da molti anni è Vitalmicroscopio di Roma. Ora sto facendo conferenze in giro per l’Italia con cui illustro a chi interviene i risultati delle nostre ricerche e ogni volta qualcosa raccolgo.
D: Questa è una buona notizia! Come diffondere e fare rete affinché l’iniziativa di questa importantissima raccolta fondi sia espansa il più possibile?
R: Ci sono due raccolte parallele. Una è per il mantenimento del laboratorio e le donazioni vanno inviate a Stefano Montanari – IBAN: IT34D0760112900000007231168 per i bonifici bancari o al conto corrente postale numero 7231168. Per le donazioni Postepay il numero è 4023600926424674. In ogni caso la causale è DONAZIONE. L’altra raccolta è dedicata esclusivamente all’acquisto del microscopio elettronico necessario alla continuazione delle ricerche. In questo caso i versamenti si fanno via bonifico bancario intestato a Stefano Montanari Microscopio, c/o Banca Popolare di San Felice 1893 – filiale Modena B – IBAN: IT 67 E 05652 12901 CC0120104034.
D: Un messaggio da lasciare e lanciare ai genitori, troppo spesso vittime di una pressione incapace di rendere liberi di pensare autonomamente e secondo razionalità…
R: I genitori sono il bersaglio di scelta del regime. Non si approfitta solo della loro ovvia ignoranza sull’argomento dei vaccini raccontando loro fake news molto spesso ridicole e del tutto prive di qualunque fondamento anche vago, ma li si terrorizza e li si ricatta moralmente: se non vaccinate i vostri figli, questi moriranno e i colpevoli sarete voi. Il tutto, va da sé, nascondendo loro dati essenziali. Si tratta evidentemente di un comportamento squallido, ma questo è quello che passa il convento, un convento che ha accettato pigramente di essere calpestato nei diritti e nella dignità, arrivando a regalare i propri figli ad un regime che non ha uguali nella storia. La sola cosa che posso dire ai genitori è d’informarsi in maniera corretta, di fare domande pretendendo risposte razionali e documentate e di non fare mai atti di fede fuori dalle chiese.
Grazie Professore, per il tempo dedicatoci e per la chiarezza sempre impeccabile.
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Un documento della CIA del 23 aprile 1952, recentemente scoperto, intitolato «Ricerca speciale per Artichoke», descrive una serie di idee su come sviluppare sostanze chimiche progettate per alterare il comportamento e il pensiero umano. Le proposte contenute nel documento facevano parte del Progetto Artichoke, un progetto top secret della CIA che durò dal 1951 al 1956, secondo il Daily Mail.
Negli anni ’50, la CIA studiò metodi per esercitare segretamente il controllo mentale sugli esseri umani, tra cui l’occultamento di farmaci nei vaccini e in prodotti alimentari di largo consumo, come rivelato da un documento della CIA recentemente scoperto. Il Daily Mail ne ha dato notizia per primo lunedì.
Il documento di sette pagine, «Ricerca speciale per Artichoke», è datato 23 aprile 1952. Descrive una serie di idee su come sviluppare sostanze chimiche progettate per alterare il comportamento e il pensiero umano.
Secondo il Daily Mail, le proposte contenute nel documento facevano parte del Progetto Artichoke, un progetto top secret della CIA che durò dal 1951 al 1956.
Il documento, declassificato nel 1983, è circolato di recente sui social media. Tuttavia, è stato pubblicato nella sala di lettura online della CIA solo l’anno scorso.
«Alcune delle proposte sono controverse», si legge nel documento. Tra queste, la somministrazione segreta di farmaci come parte di un «approccio a lungo termine ai soggetti».
Secondo il documento:
«Questo studio dovrebbe includere sostanze chimiche o farmaci che possono essere efficacemente nascosti in oggetti di uso comune come cibo, acqua, coca cola, birra, liquori, sigarette, etc. Questo tipo di farmaco dovrebbe poter essere utilizzato anche nei trattamenti medici standard, come vaccinazioni, iniezioni, etc.»
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Il documento includeva anche un campo speciale di ricerca per «batteri, colture vegetali, funghi, veleni di vario tipo, etc.» che sono «in grado di produrre malattie che a loro volta causerebbero febbre alta, delirio, etc.»
Tra queste rientravano «specie di funghi» che «producono un certo tipo di intossicazione e squilibrio mentale».
Tra le proposte c’era anche quella di effettuare ricerche sulla «dieta» o sulle «carenze alimentari» dei prigionieri e delle persone sottoposte a interrogatorio, incluso l’uso di «cibi in scatola appositamente preparati da cui sono stati rimossi alcuni elementi».
Il documento includeva proposte per l’uso umano sia a breve che a lungo termine. I farmaci ritenuti più adatti all’uso a lungo termine sarebbero stati progettati per produrre un «effetto agitante (che produce ansia, nervosismo, tensione, etc.) o un effetto deprimente (che crea una sensazione di sconforto, disperazione, letargia, etc.)».
Secondo il Daily Mail, la CIA ha condotto esperimenti sugli esseri umani nell’ambito del Progetto Artichoke. Gli esperimenti hanno spesso coinvolto «soggetti vulnerabili, tra cui prigionieri, personale militare e pazienti psichiatrici». Gli esperimenti sono stati solitamente condotti «senza consenso informato».
Secondo Ben Tapper, un chiropratico del Nebraska che è stato incluso nella lista «Disinformation Dozen» nel 2021 per aver messo in dubbio la sicurezza dei vaccini, il documento espone «una realtà inquietante: le agenzie governative hanno storicamente esplorato modi per manipolare il comportamento umano attraverso mezzi chimici e biologici, compresi concetti che coinvolgono cibo e interventi medici».
«Non si tratta di speculazioni o di cospirazioni, e dovrebbe preoccupare profondamente ogni americano che apprezza l’autonomia corporea e il consenso informato», ha affermato Tapper.
Il Daily Mail ha citato documenti della CIA che suggerivano che le agenzie di intelligence statunitensi temevano che le nazioni nemiche avessero sviluppato proprie tecniche di controllo mentale e comportamentale. Ciò ha portato l’agenzia a dare priorità allo sviluppo di metodi propri.
Il progetto Artichoke «servì da precursore» al programma MK-Ultra, lanciato dalla CIA nel 1953. Quel programma «ampliò gli esperimenti di alterazione della mente su una scala più ampia», ha riportato il Daily Mail.
Molti documenti relativi a questo tipo di sperimentazione furono distrutti nel 1973, «lasciando ignota la reale portata della ricerca e i suoi progressi».
Naomi Wolf, Ph.D., CEO di Daily Clout e autrice di The Pfizer Papers: Pfizer’s Crimes Against Humanity, ha dichiarato a The Defender che i documenti confermano ulteriormente una lunga storia di ricerche delle agenzie di intelligence mirate al pensiero e al comportamento umano.
«Purtroppo, è da tempo accertato che le nostre agenzie di intelligence, e quelle dei nostri nemici, hanno cercato di alterare la coscienza e il comportamento umano, spesso senza il consenso dei soggetti. L’esistenza di MK-Ultra, il progetto clandestino in cui si è evoluto il Progetto Artichoke, è ben documentata», ha affermato Wolf.
John Leake, vicepresidente della McCullough Foundation e autore del libro di prossima uscita Mind Viruses: America’s Irrational Obsessions, ha affermato: «I ricercatori sospettano da tempo che la rivelazione da parte del Comitato Church dei famigerati esperimenti di controllo mentale MK-Ultra della CIA, per lo più basati sull’uso dell’LSD, abbia avuto l’effetto di oscurare il ben più ampio Progetto Artichoke dell’agenzia».
Leake ha citato prove che suggeriscono che un avvelenamento di massa avvenuto nel 1951 a Pont-Saint-Esprit, in Francia, in cui 250 residenti hanno avuto gravi allucinazioni e sette persone sono morte, fosse un esperimento del Progetto Artichoke. L’epidemia è stata ufficialmente attribuita al pane contaminato di un panificio locale.
Leake ha affermato che il documento del 1952 è «coerente con il sospetto che la CIA stesse cercando di scoprire metodi di controllo mentale anche per popolazioni molto ampie».
Nel 2024, un’indagine della Reuters rivelò che la CIA aveva condotto una campagna di propaganda segreta sui vaccini nelle Filippine. La campagna attaccava quella che l’agenzia percepiva come la «crescente influenza» della Cina nel Paese, prendendo di mira il vaccino cinese Sinovac contro il COVID-19 attraverso l’uso di falsi account online che diffondevano messaggi «anti-vax».
Michael Rectenwald, Ph.D., autore di The Great Reset and the Struggle for Liberty: Unraveling the Global Agenda, ha affermato che le rivelazioni del Progetto Artichoke «chiariscono che la CIA ha rappresentato un’enorme minaccia per i cittadini statunitensi, oltre agli orrori che scatena sui governi e sulle popolazioni non statunitensi».
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Il documento del Progetto Artichoke del 1952 includeva anche una raccomandazione di coinvolgere l’US Army Chemical Warfare Service negli sforzi del progetto, citando la sua esperienza con «studi esaustivi in questa direzione».
Questa proposta è simile alle recenti ipotesi secondo cui il COVID-19 e la risposta alla pandemia sarebbero stati coordinati ai massimi livelli del governo, dell’esercito e delle agenzie di Intelligence.
L’anno scorso, l’ex dirigente della ricerca e sviluppo farmaceutica Sasha Latypova e la scrittrice scientifica in pensione Debbie Lerman hanno pubblicato il «Dossier COVID», presentando prove del «coordinamento militare/di intelligence della risposta di biodifesa al Covid negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia, Canada, nei Paesi Bassi, in Germania e in Italia».
Secondo Latypova e Lerman, «il COVID non è stato un evento di sanità pubblica», ma «un’operazione globale, coordinata attraverso alleanze militari e di intelligence pubblico-private e invocando leggi concepite per attacchi con armi CBRN (chimiche, biologiche, radiologiche, nucleari)».
Leake ha affermato che «è tutt’altro che chiaro» che le udienze del Comitato Church del 1975 «abbiano posto fine ai programmi segreti della CIA». Ha citato come esempio il possibile sviluppo in laboratorio del virus SARS-CoV-2.
«La creazione in laboratorio del SARS-CoV-2 con tecniche di guadagno di funzione sviluppate presso l’ Università della Carolina del Nord a Chapel Hill e il coinvolgimento dell’esercito statunitense nello sviluppo e nella distribuzione dei vaccini mRNA contro il COVID-19 dovrebbero… essere considerati possibili sviluppi o addirittura continuazioni del Progetto Artichoke», ha affermato Leake.
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In un post su Substack, l’epidemiologo Nicolas Hulscher ha tracciato un potenziale collegamento tra il Progetto Artichoke e lo sviluppo dei vaccini contro il COVID-19. Hulscher ha citato recenti studi sottoposti a revisione paritaria che hanno identificato l’impatto negativo dei vaccini sulla salute neurologica e «l’aumento dei tassi di declino cognitivo».
Hulscher ha scritto:
«È inquietante che, dal 2021, oltre il 70% dell’umanità abbia ricevuto un agente neurotossico mascherato da ‘vaccino’. Gli stessi obiettivi delineati nel documento della CIA (vaccini/farmaci in grado di indurre segretamente ansia, depressione e letargia) vengono ora osservati nelle popolazioni vaccinate contro il COVID-19».
«Se negli anni ’50 la CIA discuteva segretamente di metodi segreti per alterare il comportamento umano, non ci sarebbe da sorprendersi se nei decenni successivi emergessero progetti classificati simili».
Uno studio del 2024 pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry ha indagato gli eventi avversi psichiatrici in oltre 2 milioni di persone in Corea del Sud. Lo studio ha rilevato che «la vaccinazione contro il COVID-19 ha aumentato il rischio di depressione, ansia, disturbi dissociativi, disturbi da stress e somatoformi, nonché disturbi del sonno, riducendo al contempo il rischio di schizofrenia e disturbo bipolare».
Uno studio del 2025 pubblicato sull’International Journal of Innovative Research in Medical Science ha rilevato «segnali di sicurezza allarmanti per quanto riguarda le condizioni neuropsichiatriche a seguito della vaccinazione contro il COVID-19, rispetto alle vaccinazioni antinfluenzali e a tutte le altre vaccinazioni combinate».
Tra questi si segnalano aumenti di schizofrenia, depressione, declino cognitivo, deliri, comportamenti violenti, pensieri suicidi e ideazioni omicide.
«Il fatto che i vaccini a mRNA siano stati progettati per attraversare la barriera emato-encefalica e infiammare il cervello, o almeno, era noto che lo facessero durante la loro produzione e distribuzione, dovrebbe farci riflettere alla luce di questa notizia», ha affermato Wolf.
Wolf ha affermato che le ultime rivelazioni, «pur essendo scioccanti, forniscono un motivo in più per essere critici nei confronti di programmi di vaccinazione opachi, coercitivi o non testati, di additivi negli alimenti e nell’acqua e di programmi di geoingegneria tossici o opachi».
Tapper ha affermato che le rivelazioni rafforzano «l’urgente necessità di proteggere la libertà individuale, la libertà medica e i confini etici nella scienza e nella salute pubblica».
«La lezione da trarre è semplice: è necessaria la vigilanza quando i governi rivendicano l’autorità sul corpo e sulla mente umana», ha affermato Tapper.
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 1824 febbraio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Email appena pubblicate mostrano che Jeffrey Epstein era coinvolto nelle discussioni sul finanziamento della sanità globale e sulla preparazione alle pandemie anni prima del COVID-19. I documenti non dimostrano che abbia influenzato le politiche, ma confermano che ha avuto accesso alle discussioni sul rischio pandemico come strategia finanziaria.
E se la parte più inquietante dei fascicoli su Epstein non fosse ciò che dimostrano, ma ciò che rivelano sulla prossimità?
Per anni, Jeffrey Epstein è stato descritto come un finanziere, un predatore, un manipolatore di reti d’élite. Ma sepolto in migliaia di pagine di corrispondenza appena pubblicata, grazie alla legge approvata dal Congresso, c’è qualcosa di meno sensazionale e probabilmente più inquietante: Epstein si è posizionato al crocevia tra filantropia sanitaria globale, ingegneria finanziaria e preparazione alla pandemia anni prima del COVID-19.
Si stava semplicemente inserendo in conversazioni importanti? O stava orbitando attorno a qualcosa di molto più ampio: una trasformazione strutturale nel modo in cui le crisi di sanità pubblica sarebbero state finanziate, assicurate e gestite?
I documenti non ci forniscono la prova schiacciante. Ma ci forniscono una mappa.
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Uno degli allegati più diffusi è un’e-mail del 24 maggio 2017 di Boris Nikolic, consulente scientifico legato a Bill Gates, indirizzata sia a Epstein che a Gates. In essa, Nikolic scrive che una strategia di finanziamento basata sulla consulenza dei donatori «potrebbe rappresentare un’ottima strada da percorrere per alcune aree chiave come l’energia, la pandemia, etc.»
Quella singola parola, pandemia, ha scatenato speculazioni.
L’email conferma qualcosa di limitato ma reale: Epstein è stato coinvolto in conversazioni riguardanti la filantropia legata a Gates, in cui il rischio pandemico è stato esplicitamente discusso come ambito di finanziamento.
Non descrive la pianificazione della malattia. Non delinea una risposta operativa. Sembra una strategia di portafoglio filantropica. Ma dimostra che Epstein non era solo un conoscente: era presente nelle conversazioni in cui le priorità sanitarie globali venivano strutturate finanziariamente.
Questa vicinanza da sola solleva interrogativi.
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Ancora più rivelatrice è la bozza di proposta della JPMorgan del 2011 intitolata «Progetto Molecola».
Il documento delinea una proposta di piattaforma di donazioni benefiche Gates-JPMorgan: una struttura di fondi consigliata dai donatori, progettata per aggregare capitali globali, offrire l’anonimato ai donatori e creare quello che il documento definisce un «ponte istituzionale» per un impiego filantropico su larga scala.
Nella presentazione sono inclusi esempi di salute globale: acquisto di vaccini, infrastrutture di sorveglianza delle malattie e iniziative sanitarie transfrontaliere.
La struttura comprendeva:
Per i critici, questo sembra un esempio di finanziarizzazione della sanità pubblica: un mondo in cui filantropia, mercati dei capitali e risposta alle malattie sono intrecciati in quadri istituzionali.
E naturalmente, TrialSite News ha riferito durante la pandemia che Gates a un certo punto stava ottenendo un ritorno pari a 10 volte sul suo investimento in BioNTech (l’azienda tedesca che ha collaborato con Pfizer per sviluppare uno dei vaccini a mRNA contro il COVID-19).
Per i suoi sostenitori, si tratta di un’iniziativa filantropica su larga scala.
In ogni caso, l’architettura è chiara: le infrastrutture finanziarie d’élite erano state progettate per convogliare ingenti capitali nella sanità globale ben prima dell’emergere del COVID-19.
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Poi c’è la catena di email del marzo 2015 che fa riferimento a un incontro sulla «preparazione alle pandemie».
Il messaggio parla del coinvolgimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e del Comitato Internazionale della Croce Rossa per il «co-branding» e si conclude con: «spero che riusciremo a farcela!»
Il linguaggio è ambiguo. Suggerisce coordinamento, posizionamento e allineamento istituzionale. Non descrive l’ingegneria patogena o la pianificazione di un’epidemia.
Ma conferma che la preparazione alla pandemia circolava nella rete di Epstein già anni prima del COVID-19.
Per essere chiari: la preparazione alle pandemie era già all’epoca oggetto di dibattito politico. I quadri normativi globali, comprese le iniziative di preparazione legate all’OMS e alla Banca Mondiale, erano attivi ben prima del 2020.
Nel 2018 è stato convocato il Global Preparedness Monitoring Board. Nel 2019, il suo rapporto «Un mondo a rischio» ha messo in guardia dalla catastrofica vulnerabilità pandemica.
Le discussioni sulla preparazione non erano segrete.
Ma la comparsa di Epstein in quelle catene di e-mail aggiunge un ulteriore strato di disagio a una figura già di per sé controversa.
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Un thread separato di iMessage del 2017 fa riferimento all’esperienza in materia di «simulazione pandemica» e discute la progettazione di prodotti legati alla pandemia con Swiss Re utilizzando «trigger parametrici».
I trigger parametrici sono comuni nelle obbligazioni catastrofali e nelle riassicurazioni: pagamenti legati a eventi misurabili, come la magnitudo di un terremoto o la velocità del vento di un uragano.
In altre parole, il rischio pandemico veniva trattato come una variabile finanziaria quantificabile.
Questo è forse il tema più provocatorio del materiale pubblicato: il rischio pandemico non era solo una questione umanitaria. Era sempre più qualcosa che poteva essere modellato, assicurato e strutturato in prodotti finanziari.
Ciò non implica un’orchestrazione. Ma dimostra che a metà degli anni 2010, gli eventi pandemici erano già parte integrante delle discussioni sull’innovazione finanziaria.
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È qui che le speculazioni si intensificano e le prove si assottigliano.
Non vi è alcun documento nei materiali di Epstein esaminati che:
I registri pubblici mostrano che il lavoro di Arcturus sull’H5N1 e i programmi sostenuti dal BARDA stanno avanzando attraverso i canali normativi e di finanziamento convenzionali, in gran parte dopo il COVID-19.
Il collegamento documentario tra Epstein e l’ingegneria del vaccino contro il COVID-19 semplicemente non esiste, almeno non in questa ricerca iniziale.
Ma l’assenza di prove non equivale all’assenza di influenza, e proprio in questo spazio grigio prospera il sospetto.
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Togliendo i titoli virali, restano tre conclusioni:
Questa convergenza – finanza, filantropia, governance e malattie – è reale.
Ciò che non è supportato dai documenti è una cospirazione coordinata per «fare lucro durante una pandemia».
L’architettura esiste. L’orchestrazione no.
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Forse la domanda più scomoda non è se Epstein abbia progettato il COVID-19.
La questione è se la moderna risposta alla sanità pubblica sia diventata inseparabile dall’architettura finanziaria (fondi gestiti da donatori, veicoli di aggregazione di capitale, meccanismi di riassicurazione e quadri di governance globale) e se Epstein si sia semplicemente posizionato vicino a quel centralino.
Dai documenti emerge che lui voleva essere lì.
Non dimostrano che ne avesse il controllo.
Ma rivelano qualcosa che non può essere ignorato: prima che il COVID-19 rimodellasse il mondo, il rischio pandemico era già stato strutturato, modellato, marchiato e finanziato ai massimi livelli di potere.
Epstein era nella stanza.
Ciò che lui aveva veramente capito, o che intendeva, resta senza risposta.
© 19 febbraio 2025, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Pubblicato originariamente da TrialSite News.
I punti di vista e le opinioni espressi in questo articolo sono quelli degli autori e non riflettono necessariamente le opinioni di Children’s Health Defense.
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