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«A che punto siamo?» Intervista a tutto campo con Stefano Montanari

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D: Dottor Montanari, partiamo dal decreto Lorenzin: a che punto siamo? Abbiamo visto tutto o c’è del peggio?

R: Per rispondere ci vorrebbe uno psichiatra con facoltà divinatorie. Quel decreto è decisamente demenziale da ogni punto di vista, a partire da quello strettamente medico per continuare con quello sociale, proseguire con quello legale e finire con quello economico. Certo, domattina ci potrebbe essere di peggio. Nel momento in cui una ditta farmaceutica deciderà che deve vendere qualche decina di milioni di esemplari di un vaccino qualunque, magari per vedere che effetto fa la cosa senza incorrere in problemi di alcun genere e semplicemente passando alla cassa a ritirare i quattrini, noi italiani saremo pronti a soddisfare la richiesta. Ora, come avrà visto, viene a galla la malaria, malattia da noi d’importazione e di una rarità assoluta, e, guarda caso, contemporaneamente la Glaxo fa uscire il Mosquirix, cioè il vaccino ad hoc. Le faccio notare che si tratterebbe di un vaccino un po’ strano, visto che il patogeno della malaria non è né un virus né un batterio ma un parassita. E, a proposito del peggio, si potrebbe arrivare ad imporre vaccinazioni obbligatorie, per esempio, sull’influenza, vale a dire una vaccinazione al di là dell’assurdo per la sua inefficacia. Pensi che lo si sta proponendo con enorme insistenza ai vecchi quando nessun vaccino potrà mai immunizzare chi ha superato certi limiti d’età. Ma i vaccini non servono certo ad immunizzare.

 

D: Prendersela solo con la signora Lorenzin non le pare però troppo riduttivo? 

R: Beh, di solito è chi sta al vertice a prendersi meriti e demeriti. Se la signora Lorenzin, parlamentare e ministro mai eletta da nessuno, non avesse voluto e potuto vendere l’Italia, non saremmo in questa condizione di cavie. Certo, i medici avrebbero dovuto opporsi ad una demenza simile, non fosse altro che per dignità. Ma non l’hanno fatto e, anzi, si prestano a fare da strumenti di regime infischiandosi della deontologia che li dovrebbe guidare e che impone di somministrare un farmaco solo se e quando questo è necessario e valutandone preventivamente i pro e i contro. La magistratura, poi, si sta comportando in un modo a dir poco incredibile a fronte di un decreto palesemente illegale uscito da un governo che può solo legiferare sull’ordinaria amministrazione perché insediato in disprezzo della Costituzione. Se somministrare farmaci a tappeto a chiunque è ordinaria amministrazione…

 

D: E gli italiani, come reagiscono a tutto questo?

R: Decine di milioni di italiani dormono sonni beati. Milioni sono addirittura entusiasti del decreto. Qualcuno si oppone ma tra loro ci sono i soliti furbetti che fingono un’opposizione mentre, di fatto, si augurano che la situazione di follia continui per lucrarci sopra. Se noi vivessimo in uno stato di diritto e potessimo contare su governanti diversi da quelli che abbiamo, non solo di vaccinazione obbligatoria non si parlerebbe neppure ma i vaccini sarebbero controllati come si deve, a partire dal loro contenuto per finire agli effetti reali che conseguono dal loro impiego. Ma noi siamo considerati, e oggettivamente a ragione, come clienti da televendita.

 

D: Il filosofo Marcel de Corte, più di mezzo secolo fa, parlava di “crisi del buon senso”. Previsione azzeccata a quanto pare… 

R: “O tempora, o mores” strepitava Cicerone condannando la follia morale dei suoi tempi quando ce l’aveva con Verre e pure, in un altro caso, con Catilina. Io non credo che ci siano stati periodi della storia in cui l’Homo sapiens non si sia dato da fare per dimostrare la sua inferiorità nei confronti di tutti gli altri abitanti del Pianeta. Riprendendo l’etologo Danilo Mainardi, l’Uomo è l’unico animale che si estingue volontariamente e di questo erano già consci i Greci almeno otto secoli prima di Cristo quando, in un loro mito, raccontavano che Giove aveva pensato di distruggere l’umanità che, evidentemente, era un prodotto della creazione riuscito male. Poi il dio decise che non era il caso di prendersi il disturbo perché gli uomini si sarebbero distrutti da soli. Noi siamo solo i testimoni occasionali dell’ennesimo esempio dell’idiozia umana e non sarà certo l’ultimo.

 

“viene a galla la malaria, malattia da noi d’importazione e di una rarità assoluta, e, guarda caso, contemporaneamente la Glaxo fa uscire il Mosquirix, cioè il vaccino ad hoc. Le faccio notare che si tratterebbe di un vaccino un po’ strano, visto che il patogeno della malaria non è né un virus né un batterio ma un parassita”

 

D: Presto (andiamo piano a dirlo) dovrebbero esserci le elezioni. Con il principio del “votiamo il meno peggio” siamo arrivati a non avere altro che “il peggio”,  non crede?

R: Storicamente le rivoluzioni sfociano in regimi molto spesso peggiori di quelli che avevano combattuto. Nel 1968 ci fu una sorta di rivoluzione culturale mondiale attraverso cui si pensava di liberarsi delle scorie di secoli di follia nel campo della cultura. Il risultato fu un netto peggioramento. Quella rivoluzione, se vogliamo chiamarla così, iniziò dalle università in opposizione ai cosiddetti baroni. Ciò che ne uscì fu una classe di docenti infinitamente peggiori di chi li aveva preceduti, e questo non solo per moralità ma a anche per cultura. Il “meno peggio”, ahimè, non esiste. È solo una forma diversa di qualcosa di deleterio con l’aggravante di essere meno conosciuta del cattivo precedente e, dunque, qualcosa verso cui le difese sono meno efficaci perché ci si prende di sorpresa.

 

D: Parliamo un attimo dei 5 Stelle, che lei quantomeno per un brutto riflesso conosce bene. Sul tema delle vaccinazioni sembrano spaccati: abbiamo una Raffella Sensoli, capogruppo per l’Emilia-Romagna, che pare opporsi alla legge 119/2017; agli altri vertici abbiamo invece un Di Battista che sventola a tutti, quasi a scagionare il proprio movimento da qualsivoglia responsabilità critica – , di aver fatto orgogliosamente vaccinare il figlioletto di pochi mesi. Confusione involontaria o volontaria confusione?

R: Premetto che non vorrei essere il figlio di Di Battista. Il Movimento 5 Stelle non è altro che la prova provata del successo ricavato dal disorientamento e dalla disperazione. Grazie ad un bravissimo imbonitore da fiera privo di preparazione e di cultura ma dotato di una grande abilità da venditore capace di rivolgersi alla pancia della gente sono arrivati in parlamento, peraltro in modo totalmente illegale perché in disprezzo della Costituzione, e si legga gli articoli 56 e 58 in proposito,  personaggi totalmente impreparati che non sarebbero capaci di governare un condominio. Il capo che stava alle spalle di questa pletorica armata Brancaleone io l’ho conosciuto e le posso assicurare che lo trovavo allarmante da molti punti di vista. Ora, morto lui, quell’accozzaglia di umanità mista non ha punti di riferimento e non sa dove sbattere la testa. Dalla sua l’accozzaglia ha la pochezza e, direi, la tendenza suicida degli altri partiti, ed è per quella pochezza mortificante che i grillini continueranno a ricevere tanti voti. Per quanto riguarda i vaccini, è evidente che questi personaggi non hanno idea dell’argomento. Pensi che sono andati a raccattare in America un tale Guido Silvestri che spara sciocchezze a tutto spiano sui vaccini e che è arrivato a fare un calcolo su un dato di ricerca nostro sbagliando della bellezza di 13 ordini di grandezza, il che significa 10.000 miliardi di volte. E pensi che questo personaggio si è scomodato a telefonare due volte da Atlanta negli Stati Uniti per cercare d’impedire una mia conferenza a Piticchio, un paese di 20 abitanti sull’Appennino marchigiano, in questo spalleggiato da un tale Di Benedetto, funzionario del Movimento 5 Stelle di stanza a Roma. Naturalmente di questo ho tutte le prove del caso. Insomma, la tecnica dell’imbavagliamento è quella prediletta dai grillini al pari di quella classica di qualunque dittatura. Quanto alla confusione, chi ha confusione nel cervello non può produrre altro che confusione.

 

D: Possibile che ci siano ancora dei genitori “free-vax” o “no-vax” intenzionati a votare alle prossime elezioni il Movimento di Beppe Grillo?

R: È il “meno peggio” di cui mi chiedeva poco fa. La cosa che trovo personalmente irritante è che chi vota per Grillo poi venga da me a lamentarsi delle imprese di quella gente. Mettere un paese di 60 milioni di persone in mano a questi che non di rado sconfinano nella macchietta equivale ad un suicidio sociale. Naturalmente, in mancanza di reazioni e, anzi, al cospetto di consensi, non ci sono obiezioni possibili. In fondo, chi è causa del proprio male…

 

D: Facendo un tuffo nel passato, pensa che Casaleggio abbia influenzato Grillo nell’operazione microscopio?

R: Grillo lo conosco meglio di quanto lui non conosca se stesso e penso che non si sia mai reso conto di ciò che stava facendo. Impossibile che non avesse qualcuno alle spalle. Casaleggio è senz’altro stato perfettamente a conoscenza di tutto il piano, un piano partito quando io, ingenuamente, accettai le condizioni di Grillo, lasciando che l’apparecchio fosse intestato non a me ma ad una onlus che poi si comportò come chiunque può constatare. Se oggi mai mi dovesse arrivare un microscopio, mai e poi mai accetterei che fosse intestato ad altri all’infuori di me. Dovrà essere mio senza condizioni e, se qualcuno ha da ridire, lo faccia tranquillamente: a me non interessa un fico secco.

 

D: La Casaleggio e Associati gestiva, e tutt’oggi gestisce, tante strategie di marketing – specie quello di rete. Pensa ci fosse un certo grado di interesse a salvaguardare i bisogni di alcune aziende, magari farmaceutiche?

R: Non ci sono dubbi: quando Grillo e soci fecero sparire il microscopio mettendo in atto un giochetto preparato con grande anticipo l’interesse principale era quello di lasciare spalancato in Italia il mercato dell’incenerimento dei rifiuti. Ora a questo si è aggiunto il giro multimiliardario del farmaceutico. Quando ciò che interessa sono i quattrini, si sta dalla parte di chi i quattrini ce li ha.

 

D: Non vorrei rischiare di sembrare un dietrologo a tutti i costi. Ne abbiamo già abbastanza di Gianni Lannes. Vuole dirci cosa è successo con il “giornalista d’inchiesta”?

R: Ognuno può autodefinirsi come più gli aggrada. Lannes è un personaggio singolare che vive al centro di avvenimenti reali solo nella sua fantasia. Per motivi che ignoro, nel suo cervello io sono diventato, pensi un po’, un agente della NATO e su questo assunto l’autodefinito giornalista d’inchiesta allerta il mondo: attenti a Montanari! Vedi mai che io dichiari guerra a San Marino o deporti gli abitanti di qualche comune italico in Alaska. Se le sue condizioni si aggraveranno, io diventerò una spia degli assiri, un terrorista marziano, un bombarolo di Atlantide e chissà che altro. Il limite è la sua fantasia.

 

“Non ci sono dubbi: quando Grillo e soci fecero sparire il microscopio mettendo in atto un giochetto preparato con grande anticipo l’interesse principale era quello di lasciare spalancato in Italia il mercato dell’incenerimento dei rifiuti. Ora a questo si è aggiunto il giro multimiliardario del farmaceutico. Quando ciò che interessa sono i quattrini, si sta dalla parte di chi i quattrini ce li ha”

 

D: Un grande aiuto alla causa avere simili alleati…

R: Il personaggio va preso per quello che è, dandogli il peso che merita: cioè nessuno. Io non credo che ciò che racconta possa influenzare più di qualche soggetto con una mente un po’ particolare. A ben guardare Lannes, come altri personaggio più o meno assimilabili a lui, è molto utile perché fa selezione. Avere con me certe tipologie di cervelli provocherebbe più di un problema e Lannes, portandoli via, mi fa un favore. Oltre a creare imbarazzo, difendersi dagli amici è molto più difficile di quanto non sia difendersi da un nemico. Questo è il motivo per cui rifiuto di tenere conferenze affiancato da qualche sedicente scienziato che, magari in buona fede, mi spalleggi. Spesso questi cadono in qualche fesseria e la gente, dopo un po’ di tempo dalla conferenza, è convinta che la fesseria l’abbia detta io o, almeno, la sottoscriva. Così, Lannes mi toglie di torno un po’ di feccia amica che mi darebbe problemi. Per quelli va benissimo che io sia un uomo dei servizi segreti della NATO, un massone o qualunque altra cosa passi loro per il cervellino.

 

D: Mi permetta di scendere su un cavillo – come forse lo definirebbe la Pontificia Accademia per la Vita – che mi sta abbastanza a cuore: in una recente manifestazione a Roma lei ha pubblicamente dichiarato che i credenti dovrebbero porsi qualche problema di tipo morale prima di vaccinare i propri figli. Per quale motivo scusi?

R: Perché per la produzione di alcuni vaccini si usano tessuti di feti abortiti volontariamente.

 

D: Perché proprio delle cellule umane di feto abortito?

R: Perché i vaccini hanno bisogno di un terreno particolare per essere prodotti e alcuni vengono benissimo se si tratta di tessuti fetali umani.

D: Quindi se il feto utilizzato è sano tanto meglio?

R: Il feto deve forzatamente essere in ottime condizioni. Credo sia ovvio che, se il tessuto è in qualche modo malato, la bontà del prodotto sia a dir poco dubbia.

 

D: Le autorità ecclesiastiche hanno dichiarato che gli aborti sono degli anni 60′-70′, quindi ora non ci sarebbe alcun problema visto che le linee cellulari sono ormai molto datate… Da un punto di vista scientifico questo corrisponde a verità?

R: I fatti sono un po’ differenti ed esulano dalla scientificità. I feti sono abortiti volontariamente a scopo di vendita. Esistono le fatture di acquisto recentissime di questi feti divisi in parti anatomiche e i documenti sono nelle mani di FBI e Congresso USA. La risposta delle autorità ecclesiastiche è stupefacente. Se anche fosse vero, e vero non è, che i tessuti hanno mezzo secolo, parrebbe che in campo morale i reati si estinguano dopo qualche tempo. Insomma, nella visione di questi signori, se io uccido un po’ di persone oggi e muoio fra cinquant’anni, chi giudicherà la mia anima non terrà conto del peccato perché ormai prescritto o, vedi mai, perché nel frattempo c’è stata un’amnistia. Sentirsi presi in giro è davvero il minimo.

“I feti sono abortiti volontariamente a scopo di vendita. Esistono le fatture di acquisto recentissime di questi feti divisi in parti anatomiche e i documenti sono nelle mani di FBI e Congresso USA. La risposta delle autorità ecclesiastiche è stupefacente. Se anche fosse vero, e vero non è, che i tessuti hanno mezzo secolo, parrebbe che in campo morale i reati si estinguano dopo qualche tempo. Insomma, nella visione di questi signori, se io uccido un po’ di persone oggi e muoio fra cinquant’anni, chi giudicherà la mia anima non terrà conto del peccato perché ormai prescritto o, vedi mai, perché nel frattempo c’è stata un’amnistia. Sentirsi presi in giro è davvero il minimo”

 

D: Veniamo al microscopio: il 28 febbraio si avvicina.

R: La cosa era attesa da anni e la data precisa mi è stata comunicata da alcune settimane. Il 28 febbraio 2018 l’ARPAM di Pesaro detentrice del microscopio non rinnoverà con l’Università di Urbino, diventata padrona dell’apparecchio, la convenzione di comodato d’uso del microscopio che Grillo ci fece sottrarre quasi 8 anni fa e, di fatto, quel microscopio resterà inutilizzato come, del resto, fu per due anni. La conseguenza è semplice: noi chiuderemo tutte le ricerche, dalle leucemie ai vaccini, dagli alimenti a tante questioni ambientali, e non risponderemo più alle centinaia di richieste quotidiane d’aiuto che ci arrivano.

 

D: Gli aiuti stanno arrivando maggiormente dopo questo decreto?

R: Qualcosa nell’immediato e poi il tutto si va spegnendo.

 

D: Sembra quasi che ora interessi solo una battaglia dal punto di vista legale. D’altronde l’utilitarismo sfacciato è proprio questo, sistemare la situazione personale fregandosene di tutto il resto. Ma senza una vera ricerca e dimostrazione scientifica saremo sempre da capo, no?

R: Sì, è così. È buffo vedere come si pensi che il problema sia essenzialmente legale e se ne trascuri la scientificità. Sembra ancora una volta che la gente pensi che la Natura si comporti non secondo le leggi sue ma secondo quanto stabilito da un parlamento, da un tribunale o da un sindaco.  Quando parlavo della stupidità umana pensavo anche a questo.

 

D: Si fermeranno alla vaccinazione di massa dei bambini o pensa che andranno oltre, mietendo altre vittime?

R: L’ingordigia non ha mai limiti.

 

D: Oltre al suo blog, c’è qualche Associazione che vi sta aiutando a raccogliere i fondi? E in quale modo eventualmente?

R: Qualcuno ci ha provato. Vaccini Puliti si è data da fare ma i risultati sono stati modesti. La sola associazione che davvero ci sta dando una mano come, del resto, fa da molti anni è Vitalmicroscopio di Roma. Ora sto facendo conferenze in giro per l’Italia con cui illustro a chi interviene i risultati delle nostre ricerche e ogni volta qualcosa raccolgo.

 

D: Questa è una buona notizia! Come diffondere e fare rete affinché l’iniziativa di questa importantissima raccolta fondi sia espansa il più possibile?

R: Ci sono due raccolte parallele. Una è per il mantenimento del laboratorio e le donazioni vanno inviate a Stefano Montanari – IBAN: IT34D0760112900000007231168 per i bonifici bancari o al conto corrente postale numero 7231168. Per le donazioni Postepay il numero è 4023600926424674. In ogni caso la causale è DONAZIONE. L’altra raccolta è dedicata esclusivamente all’acquisto del microscopio elettronico necessario alla continuazione delle ricerche. In questo caso i versamenti si fanno via bonifico bancario intestato a Stefano Montanari Microscopio, c/o Banca Popolare di San Felice 1893 – filiale Modena B – IBAN:  IT 67 E 05652 12901 CC0120104034.

 

D: Un messaggio da lasciare e lanciare ai genitori, troppo spesso vittime di una pressione incapace di rendere liberi di pensare autonomamente e secondo razionalità…

R: I genitori sono il bersaglio di scelta del regime. Non si approfitta solo della loro ovvia ignoranza sull’argomento dei vaccini raccontando loro fake news molto spesso ridicole e del tutto prive di qualunque fondamento anche vago, ma li si terrorizza e li si ricatta moralmente: se non vaccinate i vostri figli, questi moriranno e i colpevoli sarete voi. Il tutto, va da sé, nascondendo loro dati essenziali. Si tratta evidentemente di un comportamento squallido, ma questo è quello che passa il convento, un convento che ha accettato pigramente di essere calpestato nei diritti e nella dignità, arrivando a regalare i propri figli ad un regime che non ha uguali nella storia. La sola cosa che posso dire ai genitori è d’informarsi in maniera corretta, di fare domande pretendendo risposte razionali e documentate e di non fare mai atti di fede fuori dalle chiese.

Grazie Professore, per il tempo dedicatoci e per la chiarezza sempre impeccabile.

 

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Un membro del CdA di Pfizer ha respinto gli studi sul vaccino anti-COVID durante un briefing della CIA del 2020

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Durante un briefing con la CIA nel maggio 2020, il dottor Scott Gottlieb, membro del consiglio di amministrazione di Pfizer ed ex commissario della FDA, ha respinto due studi che suggerivano che le infezioni da COVID-19 fossero molto più diffuse e potenzialmente meno letali di quanto indicato dai dati ufficiali, secondo quanto emerge da un memorandum dell’agenzia recentemente pubblicato. Gottlieb, che ha tratto profitto dalla sua posizione nel consiglio di amministrazione, ha ricoperto la carica di commissario della FDA dall’11 maggio 2017 al 5 aprile 2019. È entrato a far parte del consiglio di amministrazione di Pfizer nel giugno del 2019.

 

Durante un briefing con la CIA nel maggio 2020, il dottor Scott Gottlieb, membro del consiglio di amministrazione di Pfizer ed ex commissario della Food and Drug Administration (FDA) statunitense, ha respinto due studi che suggerivano che le infezioni da COVID-19 fossero molto più diffuse e potenzialmente meno letali di quanto indicato dai dati ufficiali sui casi, secondo quanto emerge da un memorandum dell’agenzia recentemente pubblicato.

 

Gottlie , che ha tratto profitto dalla sua posizione nel consiglio di amministrazione, ha ricoperto la carica di commissario della FDA dall’11 maggio 2017 al 5 aprile 2019. È entrato a far parte del consiglio di amministrazione di Pfizer nel giugno del 2019.

 

Il briefing della CIA del 7 maggio 2020 si è svolto appena due giorni dopo che Pfizer aveva annunciato l’avvio di una sperimentazione clinica negli Stati Uniti per quattro potenziali vaccini contro il COVID-19.

 

Secondo il riassunto esecutivo della CIA, Gottlieb ha ignorato gli studi di sieroprevalenza che hanno analizzato campioni di sangue per determinare quale percentuale di persone residenti in due contee della California, Santa Clara e Los Angeles , avesse già anticorpi contro il COVID-19. Entrambi gli studi hanno riscontrato un numero di infezioni sostanzialmente superiore a quello indicato dai dati ufficiali dei test.

 

«Riguardo all’immunità di gregge, il dottor Gottlieb sminuisce i due principali studi condotti nelle contee di Los Angeles e Santa Clara, che mostrano un’elevata sieroprevalenza», afferma il riassunto della CIA.

 

Il senatore Rand Paul (repubblicano del Kentucky) ha richiesto il documento tramite mandato di comparizione nell’ambito della sua indagine sul COVID-19 e sull’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), Anthony Fauci.

 

Gottlieb ha ammesso di aver partecipato al briefing, ma ha dichiarato al Daily Caller che i funzionari della CIA erano a conoscenza del suo incarico presso Pfizer.

 

«Durante il mio primo mandato, alcuni funzionari politici mi chiesero di partecipare a un briefing», ha dichiarato Gottlieb. «Erano i primi giorni della pandemia di COVID, quando si stavano raccogliendo diverse prospettive».

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Alcuni studi hanno messo in discussione le prime ipotesi sul COVID

Gli studi condotti in California sono stati tra i primi tentativi di determinare quante persone fossero state effettivamente infettate dal SARS-CoV-2, anziché basarsi esclusivamente sui casi confermati.

 

Lo studio di Santa Clara, a cui hanno partecipato anche ricercatori di Stanford come Jay Bhattacharya, MD, Ph.D. , ha stimato che circa 53.000 persone fossero state infettate nella contea entro la fine di marzo 2020, rispetto ai circa 1.200 casi confermati in quel momento. I ricercatori hanno stimato un tasso di mortalità per infezione dello 0,17%.

 

Uno studio separato condotto nella contea di Los Angeles ha stimato che il 4,65% degli adulti presentava anticorpi contro il SARS-CoV-2 tra il 10 e l’11 aprile 2020, indicando che le infezioni erano sostanzialmente più diffuse di quanto suggerissero i numeri dei casi confermati.

 

Se il virus avesse infettato molte più persone di quanto indicato dai dati ufficiali sui casi, il tasso di mortalità per infezione sarebbe inferiore ai tassi di mortalità per caso che hanno dominato il dibattito pubblico durante i primi mesi della pandemia.

 

Il promemoria della CIA afferma che Gottlieb concordava sul fatto che i contagi fossero sottostimati, ma respingeva l’entità del problema suggerita dagli studi californiani.

 

Secondo il promemoria, egli stimava la sieroprevalenza nazionale tra il 20% e il 25%. Affermava che tale livello era insufficiente per stabilire l’immunità di gregge.

 

Il promemoria è un riassunto dell’agenzia del briefing di Gottlieb, piuttosto che una trascrizione parola per parola, il che significa che potrebbe non riportare con precisione le sue parole.

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«L’immagine» che ha fatto apparire i vaccini necessari

I critici della gestione della pandemia ritengono che l’incontro abbia rappresentato il modo in cui i leader hanno cercato di «vendere» i vaccini contro il COVID-19 al pubblico.

 

La giornalista investigativa Sonia Elijah , che ha esaminato il materiale della CIA, ha affermato che l’importanza del briefing risiede nella combinazione dei partecipanti, della tempistica e dell’argomento trattato.

 

Elijah ha dichiarato a The Defender che il briefing della CIA «rientrava nello schema» da lei documentato, ovvero «considerare il pubblico ancora pienamente vulnerabile, usare i casi confermati come misura del rischio e lasciare campo libero per un nuovo prodotto».

 

Non è stato l’incontro in sé a incrementare la capacità produttiva di Pfizer o a produrre direttamente un particolare risultato politico , ha affermato Elijah. Tuttavia, le implicazioni dell’incontro hanno suggerito un modo per promuovere la necessità dei vaccini.

 

«Non direi che questo incontro abbia costruito le fabbriche», ha affermato. «Direi piuttosto che l’immagine che ha difeso ha fatto apparire assolutamente necessaria un prodotto destinato all’intera popolazione».

 

Le prove non dimostrano che i commenti di Gottlieb abbiano indotto gli Stati Uniti a intraprendere una campagna di vaccinazione di massa.

 

Tuttavia, rivela che un dirigente con legami finanziari con Pfizer stava fornendo consulenza alla CIA sulla pandemia, sulle tecnologie vaccinali e sulle nuove evidenze relative all’immunità di popolazione proprio nel momento in cui Pfizer stava avviando le sperimentazioni sui vaccini negli Stati Uniti.

 

L’avvocato Robert Barnes ha affermato che le conseguenze di questa e di altre decisioni simili hanno plasmato la risposta al COVID-19 e le sue fasi successive.

 

«L’alleanza tra la comunità dell’Intelligence e le grandi aziende farmaceutiche ha portato ai lockdown e alle menzogne ​​sul COVID che hanno terrorizzato il mondo», ha dichiarato Barnes a The Defender.

 

Il dottor Helmut Sterz, ex tossicologo della Pfizer e autore di The Vaccine Mafia, ha affermato che la strategia di nascondere le informazioni sul COVID-19 era guidata dal desiderio di seminare il panico tra il pubblico americano.

 

«La paura era il fondamento della loro strategia», ha dichiarato Sterz a The Defender. «Una malattia simile all’influenza non avrebbe permesso loro di costruire un modello di business solido».

 

La CIA, la FDA, la Pfizer e la Gottlieb non hanno risposto alle richieste di commento.

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«Questa sarà sicuramente una mossa redditizia per te»

Il rapporto finanziario di Gottlieb con Pfizer risale a prima della pandemia di COVID-19. Pfizer ha eletto l’ex commissario della FDA nel suo consiglio di amministrazione il 27 giugno 2019. I documenti depositati dalla società presso la SEC nel 2020 mostrano che Gottlieb ha ricevuto 72.438 dollari in contanti e 159.183 dollari in azioni Pfizer durante il suo primo anno parziale nel consiglio di amministrazione. All’inizio del 2020, possedeva 3.737 azioni Pfizer.

 

All’epoca, la nomina di Gottlieb al consiglio di amministrazione di Pfizer suscitò polemiche. La senatrice Elizabeth Warren (democratica del Massachusetts) criticò la nomina, chiedendo le dimissioni di Gottlieb e sottolineando la necessità di vietare alle aziende farmaceutiche come Pfizer di assumere o retribuire alti funzionari governativi per almeno quattro anni, al fine di prevenire «indebite influenze».

 

In una dichiarazione del 2 luglio 2019, Warren ha sostenuto che la posizione di Gottlieb presso Pfizer avrebbe potuto creare conflitti di interesse in seguito al suo mandato come commissario della FDA.

 

Warren ha fatto riferimento alla remunerazione dei membri del consiglio di amministrazione di Pfizer, sottolineando che i consiglieri ricevono compensi in denaro e azioni Pfizer. Ha descritto l’ingresso di Gottlieb nel consiglio di amministrazione come un passo avanti che solleva questioni etiche relative al «passaparola di influenze».

 

«Questa sarà sicuramente una mossa redditizia per te», scrisse Warren in una lettera a Gottlieb, esortandolo a dimettersi dal consiglio di amministrazione di Pfizer.

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«Il governo ha nascosto i rischi noti per sostenere la narrativa sul COVID»

Il promemoria della riunione della CIA era solo uno dei tanti che collegavano le aziende farmaceutiche ai funzionari governativi che avevano il potere di influenzare gli annunci pubblici relativi al COVID-19.

 

Il dottor Chris Flowers ha dichiarato a The Defender che la «discrepanza nella comunicazione era ancora più profonda» rispetto alla FDA, e gli ultimi documenti non hanno fatto altro che «confermare ciò che molti sospettavano: il governo ha nascosto rischi noti per sostenere la narrativa del COVID».

 

«Le dichiarazioni private del dottor Anthony Fauci su mascherine, distanziamento sociale e origini del virus contraddicevano le sue affermazioni pubbliche», ha detto Flowers.

 

Documenti ottenuti dal Daily Caller mostrano che il NIAID di Fauci ha firmato un accordo con il Centro di Tecnologia Biologica della CIA per condurre ricerche di «microbiologia forense» relative al bioterrorismo, con la CIA che finanzia e aiuta a ottenere campioni, mantenendo al contempo il controllo sulla condivisione dei dati.

 

Flowers ha affermato che Fauci e la FDA hanno anche nascosto informazioni sui rischi di aborto spontaneo e complicazioni in gravidanza, nonché sui rischi di miocardite causati dai vaccini contro il COVID-19. Ciò ha comportato una mancanza di test di sicurezza per la terapia genica a mRNA e la dipendenza della FDA dalle analisi farmaceutiche, che non indicavano «alcun nuovo segnale di sicurezza grave».

 

«La piena trasparenza non è negoziabile», ha affermato Flowers. «La luce del sole deve raggiungere ogni angolo prima che quest’epoca venga dimenticata. Fate le vostre ricerche. Mettete in discussione le dichiarazioni ufficiali. La fiducia, se mai tornerà, impiegherà anni a essere ricostruita».

 

Henrick Karoliszyn, DSW

 

© 9 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

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Salute

«Non è la solita storia di coaguli»: gli scienziati chiedono di indagare sugli strani coaguli di sangue bianchi

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   Nel 2021, gli imbalsamatori hanno iniziato a segnalare strutture insolite nei vasi sanguigni, spingendo un piccolo gruppo di scienziati a indagare. Il dottor John Campbell ha recentemente intervistato due di questi scienziati. Entrambi hanno affermato che sono necessarie ulteriori ricerche per determinare la natura di queste strutture e il motivo per cui così pochi patologi le studiano. «Non vorrei che, col tempo, questo venisse considerato qualcosa di normale», ha dichiarato il dottor Daniel Santiago, farmacologo della Florida.   Nel 2021, gli imbalsamatori hanno iniziato a segnalare qualcosa che, a loro dire, non avevano mai visto prima: lunghe strutture bianche ed elastiche all’interno dei vasi sanguigni.   Le segnalazioni sono emerse poco dopo l’inizio della campagna di vaccinazione contro il COVID-19. Da allora, sono stati segnalati coaguli simili in pazienti viventi e nei tubi di drenaggio di pazienti in cure palliative, il che ha spinto un piccolo gruppo di scienziati a indagare sulla loro natura, sulla loro formazione e sulla loro frequenza.   Il commentatore medico Dr. John Campbell ha recentemente intervistato due di questi scienziati: il Dr. Daniel Santiago, farmacologo della Florida, e Greg Harrison, chimico organico australiano.   «Questa non è la solita storia di un coagulo di sangue», ha detto Santiago.   Ecco i punti salienti emersi dalle loro interviste.

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In che modo questi coaguli si differenziano dai normali coaguli di sangue?

Le strutture bianche sono lunghe, pallide ed elastiche.   Sono stati definiti «calchi fibrosi» perché sono difficili da rompere e alcuni conservano la forma dei vasi sanguigni nel punto in cui si sono formati.   Harrison ha affermato che i coaguli possono essere allungati e persino sostenere il peso delle pinze. Li ha descritti come più simili a plastiche o gomme prodotte artificialmente «dal corpo stesso» che a normali coaguli di sangue.   Queste strutture resistono anche ai normali meccanismi dell’organismo per la disgregazione dei coaguli di sangue.   «Non ha nulla a che vedere con i normali coaguli di sangue, né prima né dopo la morte», ha affermato Campbell. «È una cosa completamente diversa».

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Di cosa sono fatti i coaguli?

Gli scienziati hanno trovato centinaia di proteine ​​diverse nelle strutture, tra cui grandi quantità di fibrinogeno, una proteina coinvolta nella normale coagulazione del sangue.   Hanno inoltre trovato prove del fatto che alcune delle proteine ​​presentano una forma insolita e ripiegata in modo errato, che hanno descritto come «simile all’amiloide».   L’amiloide è un tipo di accumulo anomalo di proteine ​​associato a diverse malattie, tra cui l’Alzheimer. Tuttavia, Harrison ha sottolineato che i ricercatori non affermano di aver dimostrato in modo definitivo che le strutture contengano amiloide.   «Stiamo procedendo con molta cautela. E il referto afferma esplicitamente che si tratta di una sostanza simile all’amiloide», ha detto.   I ricercatori hanno affermato che questa distinzione è cruciale perché descrivono l’aspetto delle proteine, non stabiliscono esattamente cosa siano o quale ruolo svolgano.   Santiago ha affermato che le alterazioni anomale delle proteine ​​possono avere importanti conseguenze, poiché le proteine ​​svolgono molte delle funzioni essenziali dell’organismo.   «Queste proteine ​​sono i pilastri del corpo e, se qualcosa va storto, ecco che si manifesta una patologia», ha affermato.   I ricercatori hanno anche affermato che queste strutture sembrano formarsi molto più rapidamente rispetto all’accumulo di amiloide tipicamente associato a malattie come l’Alzheimer. Harrison ha definito questo uno degli aspetti più preoccupanti dei risultati.   «Questa è la parte spaventosa… ci vogliono anni perché si accumuli nel cervello una quantità di placca tale da manifestarsi come Alzheimer», ha affermato. Ma i coaguli bianchi «si presentano in quantità».

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Quanto possono diventare grandi?

Alcune di queste strutture sono straordinariamente grandi. Campbell ha descritto dei calchi che, a suo dire, erano abbastanza grandi da ostruire completamente l’aorta, l’arteria più grande del corpo.   «E se si blocca completamente l’aorta, le gambe diventano nere piuttosto in fretta. Quindi ho pensato che si formassero dopo la morte», ha detto.   Harrison ha offerto una spiegazione diversa. Ha affermato che le strutture potrebbero iniziare come coaguli o depositi molto più piccoli che si attaccano alle aree danneggiate dei vasi sanguigni e crescere gradualmente. «Alla fine, una volta raggiunte certe dimensioni, ostruiranno completamente il vaso sanguigno, ma potrebbero volerci anni prima che ciò accada», ha affermato.   I ricercatori non sanno ancora con quale rapidità crescano queste strutture, perché alcune crescano e altre no, o cosa determini il luogo in cui si formano. Campbell ha inoltre sollevato un’altra possibilità: che molte persone possano sviluppare microcoaguli più piccoli che non si sono ingranditi fino a formare le grandi strutture osservate dagli imbalsamatori.   «Questa è la parte spaventosa, ed è per questo che la questione deve essere indagata», ha detto Harrison.  

Sono nuovi?

I ricercatori hanno trovato almeno un precedente storico per insoliti coaguli bianchi ed elastici.   Harrison ha individuato, tra il 1988 e il 1992, segnalazioni che descrivevano la «sindrome del coagulo bianco» associata all’eparina ad alto peso molecolare, un farmaco utilizzato per prevenire o trattare i coaguli di sangue.   Gli ospedali sono quindi passati all’eparina a basso peso molecolare. I ricercatori affermano di non aver trovato da allora altra documentazione comparabile di queste strutture fibrose bianche. Santiago ha affermato che i risultati potrebbero rappresentare «una nuova patologia che stiamo esaminando».   Campbell ha aggiunto: «alcuni sostengono che questi fenomeni siano stati osservati per decenni, ma non è vero. Si tratta di una novità».   Le prime segnalazioni rendono inesatto affermare che strutture simili non siano mai state viste prima. Tuttavia, i ricercatori sostengono che le strutture ora segnalate siano sufficientemente insolite, e potenzialmente diffuse, da giustificare ulteriori indagini.   «Anche se sparisse domani… ce l’abbiamo da ormai cinque anni, giusto? Bisogna comunque dare una spiegazione», ha detto Campbell.

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Quanto sono comuni?

Una delle maggiori lacune nella ricerca riguarda le informazioni di base sulla frequenza di queste strutture.   Campbell ha citato quattro sondaggi annuali auto-compilati condotti tra il 2022 e il 2025 tra gli imbalsamatori. I sondaggi hanno raccolto 808 risposte provenienti da cinque Paesi.   Tra il 66% e l’83% degli imbalsamatori intervistati ha riferito di aver trovato questi strani coaguli almeno occasionalmente. La percentuale di corpi in cui gli imbalsamatori hanno dichiarato di averli visti variava dal 19% al 27%.   Tali indagini non stabiliscono quanto siano comuni queste strutture nella popolazione generale, e i ricercatori riconoscono che i risultati variano considerevolmente.   Harrison ha affermato che alcuni imbalsamatori hanno recentemente riferito di aver riscontrato queste strutture nell’80% dei corpi, mentre altri stimano che siano presenti nel 30-40%.   «Purtroppo, che sia in calo o meno, la sua concentrazione è comunque tale da richiedere ulteriori studi», ha affermato Harrison.

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Quali potrebbero essere le cause?

La tempistica del fenomeno ha sollevato interrogativi sui vaccini contro il COVID-19 e sul virus stesso.   I ricercatori non affermano di aver stabilito un collegamento tra i vaccini contro il COVID-19 e i coaguli di sangue. Harrison ha specificamente messo in guardia dal dare la colpa ai vaccini o alla proteina spike.   «Non stiamo puntando il dito contro i vaccini, e certamente non stiamo puntando il dito contro la proteina spike in sé. Ma quello che stiamo dicendo è che sembra essere correlato al virus stesso», ha affermato. «Dobbiamo essere molto cauti su questo punto perché vogliamo rimanere entro i limiti delle conoscenze scientifiche di cui disponiamo».   Harrison ha affermato che le prove suggeriscono che l’infezione da COVID-19 stessa potrebbe contribuire alla formazione di microcoaguli simili all’amiloide. Ha citato i risultati che mostrano come questi microcoaguli anomali e appiccicosi siano stati trovati all’interno di una persona vivente che era stata precedentemente infettata dal COVID-19 ma non aveva ricevuto il vaccino contro il COVID-19.   Campbell ha sollevato la possibilità che vaccinazione e infezione possano avere un effetto combinato.   «Se dovessi pensarci ad alta voce, direi che potrebbe trattarsi di un doppio effetto negativo. Potrebbe essere la combinazione di vaccino e infezione naturale», ha affermato.   «Ci sono ancora dei pezzi del puzzle che ci mancano», ha detto Santiago.

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Perché i coaguli non vengono studiati più a fondo?

Sia Santiago che Harrison hanno affermato di aver incontrato difficoltà nell’ottenere finanziamenti e supporto scientifico per il loro lavoro. Hanno finanziato gran parte della ricerca di tasca propria e, finora, le riviste scientifiche si sono rifiutate di esaminare o pubblicare i loro risultati.   «Abbiamo provato a sottoporre il lavoro a una rivista di patologia, ma non abbiamo ricevuto risposta», ha detto Santiago.   Harrison ha affermato che i ricercatori hanno dovuto rivolgersi a quella che ha definito «una rivista, osiamo dire, di livello leggermente inferiore, per riuscire a pubblicare l’articolo». Ha inoltre descritto un incontro con un imbalsamatore che si era offerto di fornire dei campioni, ma che ha smesso di rispondere quando i ricercatori hanno cercato di organizzare un incontro.   Campbell ha affermato di aver sentito parlare di esperienze simili, suggerendo che «ad alcune persone sembra sia stato detto di tacere». «Sembra esserci una certa opposizione concertata» allo studio di questo argomento, ha affermato.   Campbell ha inoltre sollevato dubbi sul perché non ci siano più medici legali che esaminano queste strutture. «Perché i patologi non sono in festa in tutto il mondo?» ha chiesto. «Il silenzio nella comunità patologica è semplicemente assordante».   Gli scienziati chiedono a patologi, università e agenzie governative di raccogliere e studiare i coaguli in modo indipendente.   «È molto semplice iniziare ad approfondire la natura compositiva di questo materiale», ha detto Harrison. «Se lo si segue logicamente… si arriva alla stessa conclusione a cui siamo arrivati ​​noi. È inevitabile».   Campbell ha affermato che le agenzie governative, tra cui i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), la Food and Drug Administration (FDA) statunitense e la Therapeutic Goods Administration australiana, dovrebbero indagare su queste strutture.   «È una vera e propria vergogna internazionale che ciò non venga fatto», ha affermato.

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Perché è importante?

Santiago ha affermato che la sua indagine sui coaguli è iniziata poco dopo la distribuzione del vaccino contro il COVID-19, quando pazienti e altre persone hanno iniziato a segnalare problemi di salute insoliti che non aveva mai riscontrato prima.   Ha affermato che i ricercatori non dovrebbero ignorare le esperienze delle persone a causa di dibattiti politici sui vaccini.   «Non possiamo ignorare ciò che le persone stanno vivendo», ha detto Santiago. «Avete sentito queste storie… su X, le avete viste su Facebook… Sta succedendo davvero».   Ha inoltre messo in guardia dal permettere che il fenomeno venga accettato semplicemente perché si è manifestato nel tempo. «Non voglio che, col tempo, questo venga considerato qualcosa di normale», ha detto.   La conclusione dei ricercatori è semplice: ci sono abbastanza segnalazioni di queste strutture insolite da giustificare la necessità di scoprire esattamente cosa siano e perché si manifestino. «È un problema che deve essere affrontato», ha affermato Santiago.   Jill Erzen   © 11 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.  

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Vaccini

I vaccinati possono trasmettere il morbillo: analisi

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Secondo una nuova revisione sistematica e metanalisi, le persone vaccinate contro il morbillo possono comunque contrarre il virus e trasmetterlo ad altri, e in alcuni casi possono innescare catene di trasmissione significative. Lo studio, pubblicato il 14 agosto su Expert Review of Vaccines, ha esaminato decenni di dati sulla trasmissione del morbillo da persone che avevano ricevuto almeno una dose di un vaccino contenente il virus del morbillo.

 

Secondo una nuova revisione sistematica e metanalisi, le persone vaccinate contro il morbillo possono comunque contrarre il virus e trasmetterlo ad altri, e in alcuni casi possono dare origine a catene di trasmissione di notevole entità.

 

Lo studio, pubblicato il 14 agosto sulla rivista scientifica Expert Review of Vaccines, ha esaminato decenni di dati sulla trasmissione del morbillo da persone che avevano ricevuto almeno una dose di un vaccino contenente il virus del morbillo.

 

I ricercatori del Public Health Ontario hanno identificato 70 persone vaccinate che hanno trasmesso il morbillo, con conseguenti 237 casi secondari direttamente collegati. Includendo le generazioni successive di infezione, i ricercatori hanno ricondotto 812 casi di morbillo alla trasmissione da individui vaccinati.

 

«Le trasmissioni del morbillo da casi vaccinati, sebbene relativamente rare, devono essere prese in considerazione nelle indagini di sanità pubblica, poiché tali trasmissioni possono contribuire a focolai epidemici», hanno scritto gli autori.

 

I principali media statunitensi attribuiscono regolarmente le epidemie di morbillo alle persone non vaccinate e ai gruppi di coloro che rifiutano i vaccini, spesso citando dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) che dimostrano come la stragrande maggioranza dei casi si verifichi in persone che non hanno mai ricevuto il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MMR).

 

Ad esempio, Reuters ha attribuito il numero relativamente più elevato di casi di morbillo nel 2026 al movimento per la libertà medica e al calo dei tassi di vaccinazione. Nel trattare le epidemie in Texas lo scorso anno, il New York Times ha riferito che il morbillo si era «diffuso a macchia d’olio nelle comunità non vaccinate».

 

Le recenti notizie sui decessi «associati al morbillo» in Pennsylvania hanno costantemente sottolineato il fatto che le vittime erano Amish, una comunità che in genere non si vaccina.

 

Tuttavia, si sono verificati focolai anche tra persone vaccinate. Nel 2011, una persona completamente vaccinata a New York ha contagiato anche altre persone. Negli focolai di morbillo in Italia, tra il 2017 e il 2021, molte persone vaccinate sono state infettate.

 

Lo stesso accadde per un’epidemia scoppiata nel 2025 in Colorado, quando molte delle persone che contrassero il morbillo erano completamente vaccinate.

 

Le epidemie verificatesi nelle scuole e nelle università tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 hanno indotto il CDC ad aumentare la dose raccomandata di vaccino a due dosi.

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Solo uno dei quasi 12.000 studi ha stimato l’efficacia del vaccino.

Gli autori della meta-analisi hanno consultato cinque importanti database scientifici, oltre alla letteratura grigia e alle risorse dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Hanno identificato 11.911 articoli sottoposti a revisione paritaria e 22 articoli di letteratura grigia.

 

Di questi, solo 33 studi soddisfacevano i loro criteri, hanno affermato. La maggior parte di questi erano indagini su focolai epidemici. Dodici dei focolai si sono verificati negli Stati Uniti.

 

Tra le 890 persone vaccinate con morbillo identificate negli studi inclusi, 70 – ovvero il 7,9% – hanno trasmesso l’infezione a qualcun altro.

 

Quei 70 casi hanno generato 237 infezioni secondarie dirette, con una media di due trasmissioni per caso vaccinato. I singoli casi hanno trasmesso il morbillo a un numero di persone compreso tra una e 69.

 

Trenta dei 33 studi contenevano informazioni sulle generazioni successive di infezione. Attraverso questi studi, i ricercatori hanno identificato 812 casi di morbillo riconducibili alla trasmissione da una persona vaccinata.

 

Non è stata riscontrata alcuna differenza statisticamente significativa nella trasmissione tra le persone che avevano ricevuto una dose di vaccino e quelle che ne avevano ricevute due.

 

Solo pochi studi hanno riportato se coloro che avevano trasmesso il virus si fossero ammalati a loro volta. Tra i 19 soggetti noti per aver contratto il morbillo, più della metà avrebbe manifestato sintomi lievi.

 

«L’articolo è una critica feroce alla narrazione popolare, scritta proprio da coloro a cui viene attribuito il merito di averla elaborata», ha affermato Karl Jablonowski, ricercatore senior presso Children’s Health Defense.

 

«Degli 11.911 articoli e 22 rapporti di letteratura grigia, solo uno ha tentato di stimare l’efficacia del vaccino nel prevenire la trasmissione», ha affermato. «La stima non era statisticamente diversa da quella dei non vaccinati».

 

Ciò significa che gli autori non sapevano se una persona parzialmente o completamente vaccinata avesse una maggiore o minore probabilità di trasmettere la malattia rispetto a una persona non vaccinata.

 

Jablonowski ha affermato che i promotori del vaccino contro il morbillo non sono in grado di quantificare l’effettiva efficacia del vaccino nel proteggere dalla trasmissione del morbillo, perché gli scienziati non lo studiano. «Non possiamo sapere ciò che non studiamo».

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Perché a volte i vaccini non funzionano?

I ricercatori hanno affermato che i vaccini possono fallire per due motivi: fallimento «primario», quando la vaccinazione non riesce a produrre una risposta immunitaria adeguata, o fallimento «secondario», quando l’immunità diminuisce nel tempo.

 

Tuttavia, solo pochi degli studi esaminati dagli autori hanno fornito al laboratorio le informazioni necessarie per indagare sul perché il vaccino non sia riuscito a proteggere gli individui che hanno contratto il morbillo nonostante la vaccinazione.

 

La giornalista specializzata in salute Sayer Ji ha suggerito che è probabile, come ipotizzato dagli autori, che le persone vaccinate infette abbiano contratto infezioni da virus del morbillo selvaggio. Tuttavia, è anche possibile che abbiano contratto un ceppo vaccinale, ovvero una versione del virus mutata in risposta ai vaccini.

 

Sono stati segnalati alcuni casi di persone vaccinate che si sono ammalate a causa di un ceppo di morbillo contenuto nel vaccino.

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Gli autori affermano che i casi di persone non vaccinate sono ancora alla base delle epidemie.

Gli autori hanno affermato che il fallimento del vaccino rimane un evento raro e che solo una piccola percentuale delle persone vaccinate esposte al morbillo sviluppa la malattia, mentre una percentuale ancora minore la trasmette.

 

Di conseguenza, hanno affermato che le epidemie di morbillo continuano a essere «determinate in modo cruciale dai casi di persone non vaccinate».

 

Tuttavia, hanno affermato che i loro risultati non fornivano «alcuna prova a contraddire» l’opinione prevalente secondo cui le persone vaccinate che contraggono il morbillo nonostante la vaccinazione hanno molte meno probabilità di trasmettere il virus rispetto alle persone non vaccinate.

 

Ji ha osservato che gli autori provengono da un gruppo di ricercatori, funzionari della sanità pubblica e consulenti dell’industria vaccinale profondamente impegnati nella promozione dei vaccini. Non si tratta di «estranei che sollevano dubbi», ha scritto. Sono «le persone che hanno dedicato la loro carriera alla costruzione del quadro di riferimento per l’eliminazione del morbillo».

 

La dichiarazione sui conflitti di interesse mostra che uno dei coautori, il dottor Walter A. Orenstein, è consulente per Merck, Sanofi e Moderna. È anche l’ex direttore del Programma di Immunizzazione degli Stati Uniti presso i CDC, l’ex assistente del chirurgo generale e il co-editore di “Plotkin’s Vaccines”, un importante manuale sui vaccini.

 

Altri autori lavorano per l’OMS o per importanti organizzazioni mediche canadesi.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 9 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Immagine di Dr. Yale Rosen Atlas of Pulmonary Pathology via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0

 

 

 

 

 

 

 

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