Vaccini
«A che punto siamo?» Intervista a tutto campo con Stefano Montanari
D: Dottor Montanari, partiamo dal decreto Lorenzin: a che punto siamo? Abbiamo visto tutto o c’è del peggio?
R: Per rispondere ci vorrebbe uno psichiatra con facoltà divinatorie. Quel decreto è decisamente demenziale da ogni punto di vista, a partire da quello strettamente medico per continuare con quello sociale, proseguire con quello legale e finire con quello economico. Certo, domattina ci potrebbe essere di peggio. Nel momento in cui una ditta farmaceutica deciderà che deve vendere qualche decina di milioni di esemplari di un vaccino qualunque, magari per vedere che effetto fa la cosa senza incorrere in problemi di alcun genere e semplicemente passando alla cassa a ritirare i quattrini, noi italiani saremo pronti a soddisfare la richiesta. Ora, come avrà visto, viene a galla la malaria, malattia da noi d’importazione e di una rarità assoluta, e, guarda caso, contemporaneamente la Glaxo fa uscire il Mosquirix, cioè il vaccino ad hoc. Le faccio notare che si tratterebbe di un vaccino un po’ strano, visto che il patogeno della malaria non è né un virus né un batterio ma un parassita. E, a proposito del peggio, si potrebbe arrivare ad imporre vaccinazioni obbligatorie, per esempio, sull’influenza, vale a dire una vaccinazione al di là dell’assurdo per la sua inefficacia. Pensi che lo si sta proponendo con enorme insistenza ai vecchi quando nessun vaccino potrà mai immunizzare chi ha superato certi limiti d’età. Ma i vaccini non servono certo ad immunizzare.
D: Prendersela solo con la signora Lorenzin non le pare però troppo riduttivo?
R: Beh, di solito è chi sta al vertice a prendersi meriti e demeriti. Se la signora Lorenzin, parlamentare e ministro mai eletta da nessuno, non avesse voluto e potuto vendere l’Italia, non saremmo in questa condizione di cavie. Certo, i medici avrebbero dovuto opporsi ad una demenza simile, non fosse altro che per dignità. Ma non l’hanno fatto e, anzi, si prestano a fare da strumenti di regime infischiandosi della deontologia che li dovrebbe guidare e che impone di somministrare un farmaco solo se e quando questo è necessario e valutandone preventivamente i pro e i contro. La magistratura, poi, si sta comportando in un modo a dir poco incredibile a fronte di un decreto palesemente illegale uscito da un governo che può solo legiferare sull’ordinaria amministrazione perché insediato in disprezzo della Costituzione. Se somministrare farmaci a tappeto a chiunque è ordinaria amministrazione…
D: E gli italiani, come reagiscono a tutto questo?
R: Decine di milioni di italiani dormono sonni beati. Milioni sono addirittura entusiasti del decreto. Qualcuno si oppone ma tra loro ci sono i soliti furbetti che fingono un’opposizione mentre, di fatto, si augurano che la situazione di follia continui per lucrarci sopra. Se noi vivessimo in uno stato di diritto e potessimo contare su governanti diversi da quelli che abbiamo, non solo di vaccinazione obbligatoria non si parlerebbe neppure ma i vaccini sarebbero controllati come si deve, a partire dal loro contenuto per finire agli effetti reali che conseguono dal loro impiego. Ma noi siamo considerati, e oggettivamente a ragione, come clienti da televendita.
D: Il filosofo Marcel de Corte, più di mezzo secolo fa, parlava di “crisi del buon senso”. Previsione azzeccata a quanto pare…
R: “O tempora, o mores” strepitava Cicerone condannando la follia morale dei suoi tempi quando ce l’aveva con Verre e pure, in un altro caso, con Catilina. Io non credo che ci siano stati periodi della storia in cui l’Homo sapiens non si sia dato da fare per dimostrare la sua inferiorità nei confronti di tutti gli altri abitanti del Pianeta. Riprendendo l’etologo Danilo Mainardi, l’Uomo è l’unico animale che si estingue volontariamente e di questo erano già consci i Greci almeno otto secoli prima di Cristo quando, in un loro mito, raccontavano che Giove aveva pensato di distruggere l’umanità che, evidentemente, era un prodotto della creazione riuscito male. Poi il dio decise che non era il caso di prendersi il disturbo perché gli uomini si sarebbero distrutti da soli. Noi siamo solo i testimoni occasionali dell’ennesimo esempio dell’idiozia umana e non sarà certo l’ultimo.
“viene a galla la malaria, malattia da noi d’importazione e di una rarità assoluta, e, guarda caso, contemporaneamente la Glaxo fa uscire il Mosquirix, cioè il vaccino ad hoc. Le faccio notare che si tratterebbe di un vaccino un po’ strano, visto che il patogeno della malaria non è né un virus né un batterio ma un parassita”
D: Presto (andiamo piano a dirlo) dovrebbero esserci le elezioni. Con il principio del “votiamo il meno peggio” siamo arrivati a non avere altro che “il peggio”, non crede?
R: Storicamente le rivoluzioni sfociano in regimi molto spesso peggiori di quelli che avevano combattuto. Nel 1968 ci fu una sorta di rivoluzione culturale mondiale attraverso cui si pensava di liberarsi delle scorie di secoli di follia nel campo della cultura. Il risultato fu un netto peggioramento. Quella rivoluzione, se vogliamo chiamarla così, iniziò dalle università in opposizione ai cosiddetti baroni. Ciò che ne uscì fu una classe di docenti infinitamente peggiori di chi li aveva preceduti, e questo non solo per moralità ma a anche per cultura. Il “meno peggio”, ahimè, non esiste. È solo una forma diversa di qualcosa di deleterio con l’aggravante di essere meno conosciuta del cattivo precedente e, dunque, qualcosa verso cui le difese sono meno efficaci perché ci si prende di sorpresa.
D: Parliamo un attimo dei 5 Stelle, che lei quantomeno per un brutto riflesso conosce bene. Sul tema delle vaccinazioni sembrano spaccati: abbiamo una Raffella Sensoli, capogruppo per l’Emilia-Romagna, che pare opporsi alla legge 119/2017; agli altri vertici abbiamo invece un Di Battista che sventola a tutti, quasi a scagionare il proprio movimento da qualsivoglia responsabilità critica – , di aver fatto orgogliosamente vaccinare il figlioletto di pochi mesi. Confusione involontaria o volontaria confusione?
R: Premetto che non vorrei essere il figlio di Di Battista. Il Movimento 5 Stelle non è altro che la prova provata del successo ricavato dal disorientamento e dalla disperazione. Grazie ad un bravissimo imbonitore da fiera privo di preparazione e di cultura ma dotato di una grande abilità da venditore capace di rivolgersi alla pancia della gente sono arrivati in parlamento, peraltro in modo totalmente illegale perché in disprezzo della Costituzione, e si legga gli articoli 56 e 58 in proposito, personaggi totalmente impreparati che non sarebbero capaci di governare un condominio. Il capo che stava alle spalle di questa pletorica armata Brancaleone io l’ho conosciuto e le posso assicurare che lo trovavo allarmante da molti punti di vista. Ora, morto lui, quell’accozzaglia di umanità mista non ha punti di riferimento e non sa dove sbattere la testa. Dalla sua l’accozzaglia ha la pochezza e, direi, la tendenza suicida degli altri partiti, ed è per quella pochezza mortificante che i grillini continueranno a ricevere tanti voti. Per quanto riguarda i vaccini, è evidente che questi personaggi non hanno idea dell’argomento. Pensi che sono andati a raccattare in America un tale Guido Silvestri che spara sciocchezze a tutto spiano sui vaccini e che è arrivato a fare un calcolo su un dato di ricerca nostro sbagliando della bellezza di 13 ordini di grandezza, il che significa 10.000 miliardi di volte. E pensi che questo personaggio si è scomodato a telefonare due volte da Atlanta negli Stati Uniti per cercare d’impedire una mia conferenza a Piticchio, un paese di 20 abitanti sull’Appennino marchigiano, in questo spalleggiato da un tale Di Benedetto, funzionario del Movimento 5 Stelle di stanza a Roma. Naturalmente di questo ho tutte le prove del caso. Insomma, la tecnica dell’imbavagliamento è quella prediletta dai grillini al pari di quella classica di qualunque dittatura. Quanto alla confusione, chi ha confusione nel cervello non può produrre altro che confusione.
D: Possibile che ci siano ancora dei genitori “free-vax” o “no-vax” intenzionati a votare alle prossime elezioni il Movimento di Beppe Grillo?
R: È il “meno peggio” di cui mi chiedeva poco fa. La cosa che trovo personalmente irritante è che chi vota per Grillo poi venga da me a lamentarsi delle imprese di quella gente. Mettere un paese di 60 milioni di persone in mano a questi che non di rado sconfinano nella macchietta equivale ad un suicidio sociale. Naturalmente, in mancanza di reazioni e, anzi, al cospetto di consensi, non ci sono obiezioni possibili. In fondo, chi è causa del proprio male…
D: Facendo un tuffo nel passato, pensa che Casaleggio abbia influenzato Grillo nell’operazione microscopio?
R: Grillo lo conosco meglio di quanto lui non conosca se stesso e penso che non si sia mai reso conto di ciò che stava facendo. Impossibile che non avesse qualcuno alle spalle. Casaleggio è senz’altro stato perfettamente a conoscenza di tutto il piano, un piano partito quando io, ingenuamente, accettai le condizioni di Grillo, lasciando che l’apparecchio fosse intestato non a me ma ad una onlus che poi si comportò come chiunque può constatare. Se oggi mai mi dovesse arrivare un microscopio, mai e poi mai accetterei che fosse intestato ad altri all’infuori di me. Dovrà essere mio senza condizioni e, se qualcuno ha da ridire, lo faccia tranquillamente: a me non interessa un fico secco.
D: La Casaleggio e Associati gestiva, e tutt’oggi gestisce, tante strategie di marketing – specie quello di rete. Pensa ci fosse un certo grado di interesse a salvaguardare i bisogni di alcune aziende, magari farmaceutiche?
R: Non ci sono dubbi: quando Grillo e soci fecero sparire il microscopio mettendo in atto un giochetto preparato con grande anticipo l’interesse principale era quello di lasciare spalancato in Italia il mercato dell’incenerimento dei rifiuti. Ora a questo si è aggiunto il giro multimiliardario del farmaceutico. Quando ciò che interessa sono i quattrini, si sta dalla parte di chi i quattrini ce li ha.
D: Non vorrei rischiare di sembrare un dietrologo a tutti i costi. Ne abbiamo già abbastanza di Gianni Lannes. Vuole dirci cosa è successo con il “giornalista d’inchiesta”?
R: Ognuno può autodefinirsi come più gli aggrada. Lannes è un personaggio singolare che vive al centro di avvenimenti reali solo nella sua fantasia. Per motivi che ignoro, nel suo cervello io sono diventato, pensi un po’, un agente della NATO e su questo assunto l’autodefinito giornalista d’inchiesta allerta il mondo: attenti a Montanari! Vedi mai che io dichiari guerra a San Marino o deporti gli abitanti di qualche comune italico in Alaska. Se le sue condizioni si aggraveranno, io diventerò una spia degli assiri, un terrorista marziano, un bombarolo di Atlantide e chissà che altro. Il limite è la sua fantasia.
“Non ci sono dubbi: quando Grillo e soci fecero sparire il microscopio mettendo in atto un giochetto preparato con grande anticipo l’interesse principale era quello di lasciare spalancato in Italia il mercato dell’incenerimento dei rifiuti. Ora a questo si è aggiunto il giro multimiliardario del farmaceutico. Quando ciò che interessa sono i quattrini, si sta dalla parte di chi i quattrini ce li ha”
D: Un grande aiuto alla causa avere simili alleati…
R: Il personaggio va preso per quello che è, dandogli il peso che merita: cioè nessuno. Io non credo che ciò che racconta possa influenzare più di qualche soggetto con una mente un po’ particolare. A ben guardare Lannes, come altri personaggio più o meno assimilabili a lui, è molto utile perché fa selezione. Avere con me certe tipologie di cervelli provocherebbe più di un problema e Lannes, portandoli via, mi fa un favore. Oltre a creare imbarazzo, difendersi dagli amici è molto più difficile di quanto non sia difendersi da un nemico. Questo è il motivo per cui rifiuto di tenere conferenze affiancato da qualche sedicente scienziato che, magari in buona fede, mi spalleggi. Spesso questi cadono in qualche fesseria e la gente, dopo un po’ di tempo dalla conferenza, è convinta che la fesseria l’abbia detta io o, almeno, la sottoscriva. Così, Lannes mi toglie di torno un po’ di feccia amica che mi darebbe problemi. Per quelli va benissimo che io sia un uomo dei servizi segreti della NATO, un massone o qualunque altra cosa passi loro per il cervellino.
D: Mi permetta di scendere su un cavillo – come forse lo definirebbe la Pontificia Accademia per la Vita – che mi sta abbastanza a cuore: in una recente manifestazione a Roma lei ha pubblicamente dichiarato che i credenti dovrebbero porsi qualche problema di tipo morale prima di vaccinare i propri figli. Per quale motivo scusi?
R: Perché per la produzione di alcuni vaccini si usano tessuti di feti abortiti volontariamente.
D: Perché proprio delle cellule umane di feto abortito?
R: Perché i vaccini hanno bisogno di un terreno particolare per essere prodotti e alcuni vengono benissimo se si tratta di tessuti fetali umani.
D: Quindi se il feto utilizzato è sano tanto meglio?
R: Il feto deve forzatamente essere in ottime condizioni. Credo sia ovvio che, se il tessuto è in qualche modo malato, la bontà del prodotto sia a dir poco dubbia.
D: Le autorità ecclesiastiche hanno dichiarato che gli aborti sono degli anni 60′-70′, quindi ora non ci sarebbe alcun problema visto che le linee cellulari sono ormai molto datate… Da un punto di vista scientifico questo corrisponde a verità?
R: I fatti sono un po’ differenti ed esulano dalla scientificità. I feti sono abortiti volontariamente a scopo di vendita. Esistono le fatture di acquisto recentissime di questi feti divisi in parti anatomiche e i documenti sono nelle mani di FBI e Congresso USA. La risposta delle autorità ecclesiastiche è stupefacente. Se anche fosse vero, e vero non è, che i tessuti hanno mezzo secolo, parrebbe che in campo morale i reati si estinguano dopo qualche tempo. Insomma, nella visione di questi signori, se io uccido un po’ di persone oggi e muoio fra cinquant’anni, chi giudicherà la mia anima non terrà conto del peccato perché ormai prescritto o, vedi mai, perché nel frattempo c’è stata un’amnistia. Sentirsi presi in giro è davvero il minimo.
“I feti sono abortiti volontariamente a scopo di vendita. Esistono le fatture di acquisto recentissime di questi feti divisi in parti anatomiche e i documenti sono nelle mani di FBI e Congresso USA. La risposta delle autorità ecclesiastiche è stupefacente. Se anche fosse vero, e vero non è, che i tessuti hanno mezzo secolo, parrebbe che in campo morale i reati si estinguano dopo qualche tempo. Insomma, nella visione di questi signori, se io uccido un po’ di persone oggi e muoio fra cinquant’anni, chi giudicherà la mia anima non terrà conto del peccato perché ormai prescritto o, vedi mai, perché nel frattempo c’è stata un’amnistia. Sentirsi presi in giro è davvero il minimo”
D: Veniamo al microscopio: il 28 febbraio si avvicina.
R: La cosa era attesa da anni e la data precisa mi è stata comunicata da alcune settimane. Il 28 febbraio 2018 l’ARPAM di Pesaro detentrice del microscopio non rinnoverà con l’Università di Urbino, diventata padrona dell’apparecchio, la convenzione di comodato d’uso del microscopio che Grillo ci fece sottrarre quasi 8 anni fa e, di fatto, quel microscopio resterà inutilizzato come, del resto, fu per due anni. La conseguenza è semplice: noi chiuderemo tutte le ricerche, dalle leucemie ai vaccini, dagli alimenti a tante questioni ambientali, e non risponderemo più alle centinaia di richieste quotidiane d’aiuto che ci arrivano.
D: Gli aiuti stanno arrivando maggiormente dopo questo decreto?
R: Qualcosa nell’immediato e poi il tutto si va spegnendo.
D: Sembra quasi che ora interessi solo una battaglia dal punto di vista legale. D’altronde l’utilitarismo sfacciato è proprio questo, sistemare la situazione personale fregandosene di tutto il resto. Ma senza una vera ricerca e dimostrazione scientifica saremo sempre da capo, no?
R: Sì, è così. È buffo vedere come si pensi che il problema sia essenzialmente legale e se ne trascuri la scientificità. Sembra ancora una volta che la gente pensi che la Natura si comporti non secondo le leggi sue ma secondo quanto stabilito da un parlamento, da un tribunale o da un sindaco. Quando parlavo della stupidità umana pensavo anche a questo.
D: Si fermeranno alla vaccinazione di massa dei bambini o pensa che andranno oltre, mietendo altre vittime?
R: L’ingordigia non ha mai limiti.
D: Oltre al suo blog, c’è qualche Associazione che vi sta aiutando a raccogliere i fondi? E in quale modo eventualmente?
R: Qualcuno ci ha provato. Vaccini Puliti si è data da fare ma i risultati sono stati modesti. La sola associazione che davvero ci sta dando una mano come, del resto, fa da molti anni è Vitalmicroscopio di Roma. Ora sto facendo conferenze in giro per l’Italia con cui illustro a chi interviene i risultati delle nostre ricerche e ogni volta qualcosa raccolgo.
D: Questa è una buona notizia! Come diffondere e fare rete affinché l’iniziativa di questa importantissima raccolta fondi sia espansa il più possibile?
R: Ci sono due raccolte parallele. Una è per il mantenimento del laboratorio e le donazioni vanno inviate a Stefano Montanari – IBAN: IT34D0760112900000007231168 per i bonifici bancari o al conto corrente postale numero 7231168. Per le donazioni Postepay il numero è 4023600926424674. In ogni caso la causale è DONAZIONE. L’altra raccolta è dedicata esclusivamente all’acquisto del microscopio elettronico necessario alla continuazione delle ricerche. In questo caso i versamenti si fanno via bonifico bancario intestato a Stefano Montanari Microscopio, c/o Banca Popolare di San Felice 1893 – filiale Modena B – IBAN: IT 67 E 05652 12901 CC0120104034.
D: Un messaggio da lasciare e lanciare ai genitori, troppo spesso vittime di una pressione incapace di rendere liberi di pensare autonomamente e secondo razionalità…
R: I genitori sono il bersaglio di scelta del regime. Non si approfitta solo della loro ovvia ignoranza sull’argomento dei vaccini raccontando loro fake news molto spesso ridicole e del tutto prive di qualunque fondamento anche vago, ma li si terrorizza e li si ricatta moralmente: se non vaccinate i vostri figli, questi moriranno e i colpevoli sarete voi. Il tutto, va da sé, nascondendo loro dati essenziali. Si tratta evidentemente di un comportamento squallido, ma questo è quello che passa il convento, un convento che ha accettato pigramente di essere calpestato nei diritti e nella dignità, arrivando a regalare i propri figli ad un regime che non ha uguali nella storia. La sola cosa che posso dire ai genitori è d’informarsi in maniera corretta, di fare domande pretendendo risposte razionali e documentate e di non fare mai atti di fede fuori dalle chiese.
Grazie Professore, per il tempo dedicatoci e per la chiarezza sempre impeccabile.
Vaccini
Padre australiano ha ricevuto un risarcimento di 4,5 milioni di dollari per danni causati dal vaccino anti-COVID
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Chris Nemeth, padre di due figli di Melbourne, avrebbe ricevuto, secondo quanto riportato da diversi media, il più grande risarcimento individuale per danni da vaccino anti-COVID-19 mai erogato in Australia: 4,5 milioni di dollari. Nemeth ha sviluppato una polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica, una rara malattia neurologica autoimmune, in seguito alla sua prima dose del vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca, somministrata nel luglio 2021.
Chris Nemeth, padre di due figli di Melbourne, avrebbe ricevuto quello che diversi media descrivono come il più grande risarcimento individuale per danni da vaccino anti-COVID-19 mai concesso in Australia, evidenziando sia la rarità di gravi lesioni correlate al vaccino, sia le continue preoccupazioni relative al processo di risarcimento nel Paese.
Nemeth ha sviluppato una polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP), una rara malattia neurologica autoimmune che colpisce i nervi periferici, in seguito alla sua prima somministrazione del vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca nel luglio 2021.
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Secondo quanto riportato dai media australiani, la sua condizione è stata riconosciuta nell’ambito del programma federale di risarcimento per i vaccini anti-COVID-19, che prevede anni di valutazioni mediche e un’ampia documentazione prima che venga offerto un indennizzo.
Nemeth ha raccontato di aver dovuto reimparare a camminare dopo la malattia e ora necessita di continue infusioni di immunoglobuline.
La giornalista Aisling O’Loughlin ha recentemente riferito che l’accordo raggiunto da Nemeth ammontava a circa 6,5 milioni di dollari australiani (4,5 milioni di dollari statunitensi), descrivendolo come il più grande risarcimento individuale noto nell’ambito del programma australiano di risarcimento per i vaccini contro il COVID-19.
Tuttavia, né Services Australia né il Dipartimento della Salute, della Disabilità e dell’Invecchiamento hanno confermato pubblicamente l’importo del risarcimento riportato.
L’Australia ha istituito il suo sistema di risarcimento senza colpa per i vaccini COVID-19 nel 2021 per compensare le persone che hanno subito gravi eventi avversi ritenuti probabilmente collegati alla vaccinazione contro il COVID-19.
Il programma ha chiuso le nuove domande a settembre 2024, ma continua a elaborare le richieste già presentate. Secondo l’Australian Broadcasting Corporation (ABC), sono state presentate quasi 5.000 richieste, di cui circa 560 hanno portato a un risarcimento totale di oltre 40 milioni di dollari australiani (28 milioni di dollari statunitensi), mentre centinaia di richieste rimangono ancora irrisolte.
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Il caso di Nemeth è diventato emblematico delle più ampie critiche che circondano il programma di risarcimento. Le indagini dell’ABC hanno documentato le testimonianze dei richiedenti riguardo ai lunghi ritardi, alle complesse procedure amministrative e alle notevoli difficoltà finanziarie ed emotive affrontate in attesa di una decisione.
Le autorità australiane hanno riconosciuto la necessità di valutare gli insegnamenti tratti dal programma attuato durante la pandemia di COVID-19, nell’ottica di un quadro normativo permanente più ampio per il risarcimento dei danni da vaccino senza colpa.
Sebbene le autorità sanitarie pubbliche continuino a concludere che gli eventi avversi gravi successivi alla vaccinazione contro il COVID-19 rimangono rari e che la vaccinazione ha apportato notevoli benefici alla salute pubblica durante la pandemia, il caso di Nemeth sottolinea l’importanza di mantenere sistemi di risarcimento trasparenti, efficienti e credibili per il piccolo numero di individui i cui danni vengono riconosciuti come correlati al vaccino.
Originariamente pubblicato da TrialSite News.
© 22luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Vaccini
La campagna di vaccinazione contro l’HPV del governo indiano è oggetto di contestazione legale.
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Precedentemente classificato come «abuso su minori» da un’indagine governativa
A partire dal 2006, PATH ha violato le leggi indiane per testare segretamente Gardasil e il vaccino contro l’HPV Cervarix di GlaxoSmithKline su 24.000 ragazze indiane di età compresa tra i 10 e i 14 anni. Il progetto è stato finanziato anche da Merck e GlaxoSmithKline ed è stato condotto in collaborazione con l’Indian Council of Medical Research (ICMR) e i governi statali in cui il farmaco è stato testato. Il governo ha sospeso il progetto nel 2010 in seguito alle proteste per la morte di sette ragazze che avevano ricevuto il vaccino. La Commissione parlamentare permanente per la salute e il benessere familiare ha avviato un’inchiesta e ne ha pubblicato i risultati nel 2013. Il comitato ha riscontrato negligenza da parte di molte delle istituzioni coinvolte, tra cui PATH e l’ICMR. Sebbene gli sponsor avessero definito la campagna di vaccinazione un «progetto dimostrativo», il comitato ha stabilito che si trattava in realtà di una sperimentazione clinica. È emerso che il progetto «ha violato tutte le leggi e i regolamenti stabiliti dal governo per le sperimentazioni cliniche. Nel farlo, il suo unico scopo è stato quello di promuovere gli interessi commerciali dei produttori di vaccini contro l’HPV, che avrebbero tratto enormi profitti se PATH fosse riuscita a far includere il vaccino contro l’HPV nel Programma di Immunizzazione Universale (UIP) del Paese». Secondo il rapporto, non vi è stato alcun consenso informato né per le ragazze né per i loro genitori, e non sono stati effettuati né controlli di follow-up né segnalazioni adeguate degli eventi avversi e degli eventi avversi gravi associati al vaccino. La commissione ha concluso che il processo costituiva un «caso accertato di abuso su minori» e ha raccomandato al governo di intraprendere azioni contro PATH. PATH contestò le conclusioni della commissione. Non furono mai presentate accuse penali.Aiuta Renovatio 21
La storia si ripete: stesso vaccino, stesse domande senza risposta
La nuova campagna rappresenta un ulteriore passo avanti verso l’inclusione del vaccino contro l’HPV nel Programma di Immunizzazione Universale. Secondo il Business Standard, una versione indiana del vaccino, denominata Cervavac, è attualmente in fase di sperimentazione clinica e si prevede che verrà presa in considerazione per l’inclusione nel programma dopo il 2027. Quando la campagna è stata lanciata a febbraio, Donthi Narasimha Reddy, Ph.D., visiting senior fellow presso l’Impact and Policy Research Institute, ha richiesto una revisione scientifica indipendente dell’ultima campagna di vaccinazione contro l’HPV in una lettera del 1° marzo indirizzata al Ministro della Salute indiano JP Nadda. Reddy ha sollevato alcune delle stesse preoccupazioni delineate nella causa di interesse pubblico, sostenendo che in India esistono gravi e persistenti problemi relativi al vaccino contro l’HPV. Ha affermato che nella nuova campagna manca la trasparenza e non esiste un meccanismo chiaro per la segnalazione degli eventi avversi. Non sono state indicate misure a livello distrettuale per la segnalazione degli eventi avversi, né metodi di segnalazione cartacei per le aree non coperte dal servizio sanitario nazionale, né la divulgazione pubblica obbligatoria dei dati aggregati sugli eventi avversi. «L’assenza di segnalazioni non è sinonimo di sicurezza», ha scritto nella sua lettera al ministro della Salute. Il vaccino Gardasil è stato collegato a una miriade di eventi avversi. Alcuni dei danni più comuni includono patologie autoimmuni e neurologiche invalidanti in modo permanente, come la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), la fibromialgia e l’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica. Sono state segnalate migliaia di reazioni avverse in tutto il mondo. La letteratura scientifica peer-reviewed proveniente da Stati Uniti, Australia, Danimarca, Svezia, Francia e Giappone, nonché le statistiche pubblicate dalle agenzie di sanità pubblica di ciascuno di questi paesi, dimostrano plausibili associazioni tra la vaccinazione contro l’HPV e le malattie autoimmuni. Di recente, la Merck ha raggiunto un accordo extragiudiziale negli Stati Uniti in centinaia di cause intentate contro di lei per gravi effetti collaterali causati dal vaccino. Le vendite di Gardasil sono in caduta libera : -40% a livello globale tra il 2024 e il 2025, in parte a causa del crollo della domanda in Cina, poi un ulteriore calo del 22% nel primo trimestre del 2026, con cali notevoli in Giappone e negli Stati Uniti. Contemporaneamente, è in corso una campagna internazionale, finanziata in gran parte dalla Fondazione Gates, per vaccinare 86 milioni di ragazze nei paesi a basso e medio reddito contro l’HPV. Brenda Baletti Ph.D. © 23 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Cancro
Moderna avvia la sperimentazione del vaccino antitumorale a mRNA mentre gli esperti mettono in guardia sui rischi
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Moderna sta sviluppando un vaccino a mRNA per pazienti affetti da tumori solidi in stadio avanzato o metastatico, ha annunciato la scorsa settimana l’azienda. Il prodotto è ancora nelle prime fasi della sperimentazione clinica di Fase 1, ma alcuni esperti avvertono già che l’iniezione potrebbe comportare dei rischi, tra cui quello di provocare la formazione di nuovi tumori.
Moderna sta sviluppando un vaccino a mRNA per pazienti affetti da tumori solidi in stadio avanzato o metastatico, ha annunciato la scorsa settimana l’azienda. Il prodotto è ancora nelle prime fasi della sperimentazione clinica di Fase 1, ma alcuni esperti avvertono già che l’iniezione potrebbe comportare dei rischi, tra cui quello di provocare la formazione di nuovi tumori.
In un comunicato stampa, Moderna ha affermato che l’mRNA-4200 si differenzia dagli altri vaccini contro il cancro in fase di sviluppo in quanto è concepito come una «terapia antigenica pronta all’uso» che può essere utilizzata su molti pazienti.
Secondo la casa farmaceutica, l’mRNA-4200 fornisce istruzioni alle cellule del corpo per produrre sette proteine comunemente presenti nei tumori. L’obiettivo è aiutare il sistema immunitario a imparare cosa attaccare.
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La sperimentazione clinica valuterà l’mRNA-4200 da solo o in combinazione con Keytruda (pembrolizumab), un anticorpo monoclonale approvato per i pazienti oncologici, in un gruppo di partecipanti. L’altro gruppo riceverà una dose di mRNA-4106, un altro vaccino antitumorale a mRNA sviluppato da Moderna.
Complessivamente, 42 pazienti affetti da diversi tipi di tumori solidi, tra cui melanoma, tumore alla vescica, tumore alla cervice uterina, tumore al colon-retto, tumore allo stomaco e tumore alle ovaie, parteciperanno alla sperimentazione clinica.
David Berman, MD, Ph.D., responsabile dello sviluppo di Moderna, ha dichiarato in un comunicato che la sperimentazione clinica di mRNA-4200 riflette «l’impegno costante dell’azienda nell’ampliare il potenziale dell’immunoterapia oncologica al di là degli approcci a bersaglio singolo».
Tuttavia, diversi esperti medici e scientifici avvertono che l’mRNA-4200 potrebbe comportare rischi significativi per la salute pubblica, rischi che Moderna non ha ancora rivelato completamente perché non ha specificato quali siano le sette proteine tumorali che il vaccino mRNA-4200 produrrà.
Secondo l’immunologa e biochimica Jessica Rose, Ph.D., «antigeni specifici non divulgati ostacolano una valutazione indipendente e completa» della sicurezza del prodotto. Ha definito «una cattiva idea» lo sviluppo di un vaccino antitumorale che potrebbe di per sé provocare la crescita di tumori.
Diversi altri esperti avvertono che il processo di sviluppo temporaneo di proteine o frammenti proteici, comuni anche a molti tumori, potrebbe a sua volta provocare lo sviluppo di tumori, altre forme di cancro o altri rischi per la salute.
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La piattaforma mRNA è considerata «non sicura e inefficace»
Nel vaccino mRNA-4200, l’mRNA ha lo scopo di istruire alcune cellule a produrre temporaneamente proteine comunemente associate ai tumori. Il sistema immunitario riconoscerebbe quindi e attaccherebbe le cellule associate a tali proteine.
Ma Brian Hooker, Ph.D., responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD), ha avvertito che questo processo può a sua volta portare al cancro. Ha affermato:
«Sembra – ed è – controintuitivo promuovere una terapia contro il cancro che a sua volta causa il cancro. Esistono diversi modi in cui la tecnologia a mRNA può favorire lo sviluppo del cancro, e si è osservato un aumento senza precedenti di tumori aggressivi in tutto il mondo dall’introduzione del vaccino a mRNA contro il COVID-19».
«L’immunosoppressione innata, gli acidi nucleici esogeni e i contaminanti specifici in grado di replicarsi nei mammiferi presenti nelle fiale del vaccino anti-COVID sono già stati collegati al cancro, e presumibilmente nessuno di questi elementi cambierebbe in una nuova formulazione».
Altri scienziati hanno affermato che la crescita cellulare innescata dal vaccino mRNA-4200 di Moderna potrebbe non rimanere confinata in una sola parte del corpo o non mantenersi a livelli tali da consentire al sistema immunitario di contrastarla. Per questo motivo, l’analista Jon Fleetwood ha dichiarato che lo studio clinico di Moderna solleva «evidenti interrogativi sulla sicurezza e sul consenso informato».
Fleetwood ha citato due studi recenti: uno pubblicato nel 2021 sul Journal of Extracellular Vesicles e una revisione del 2023 sulla rivista Pharmaceutics. Gli studi indicano che le cellule che producono una proteina bersaglio possono rilasciare vescicole extracellulari – particelle delimitate da membrana – che potrebbero trasportare tale proteina al di fuori delle cellule e oltre la sede di destinazione nell’organismo.
La farmacologa e biologa Hélène Banoun, Ph.D., ha affermato che tutte le terapie antitumorali che prevedono l’immunizzazione del paziente contro gli antigeni presenti sulle cellule tumorali comportano dei rischi. Ha dichiarato:
«Le cellule mutanti resistenti agli anticorpi diretti contro specifiche proteine tumorali acquisiranno un vantaggio competitivo e prolifereranno. Dopo un certo periodo di tempo, il tumore sfuggirà agli effetti della terapia mirata».
«Questo è ciò che generalmente accade con questo tipo di terapia: si osserva una riduzione del tumore per alcune settimane o mesi, dopodiché la crescita del tumore riprende se il paziente non è riuscito a eliminarlo completamente».
Per gli enti regolatori, tuttavia, la differenza relativa nei tassi di sopravvivenza è in genere «sufficiente perché le autorità sanitarie approvino questo tipo di terapia», ha affermato Banoun.
Secondo Banoun, mRNA-4200 è un esempio di prodotto di terapia genica, e tali prodotti sono stati collegati all’insorgenza del cancro.
«Uno degli effetti collaterali attesi, da monitorare con particolare attenzione con le GTP, è l’induzione di tumori, il che è paradossale per un trattamento destinato a curare il cancro», ha affermato Banoun.
Per i prodotti di terapia genica, è importante «studiare nello specifico la loro biodistribuzione all’interno del corpo del soggetto trattato e la loro escrezione nell’ambiente», ha affermato Banoun. Tuttavia, la sperimentazione clinica di Moderna «non include queste indagini», almeno stando alle informazioni disponibili al pubblico.
Rose si è detta d’accordo. Ha affermato che prodotti come mRNA-4200 «rappresentano strategie “pan-tumorali”» intese a colpire il cancro in modo ampio, e che questo tipo di terapie comporta un rischio perché «la stessa piattaforma di nanoparticelle lipidiche e mRNA si è dimostrata pericolosa e inefficace» nei vaccini contro il COVID-19.
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La riprogrammazione del sistema immunitario comporta il rischio di indurre malattie autoimmuni.
Nei vaccini a mRNA contro il COVID-19, le nanoparticelle lipidiche (LNP) veicolano l’mRNA alle cellule umane. Tuttavia, è stato riscontrato che le LNP trasferiscono quantità eccessive di mRNA, proteina spike e contaminanti del DNA ad altre cellule e in tutto il corpo, anche al di fuori dell’area di trattamento prevista.
Rose ha affermato che tra i potenziali eventi avversi figurano le malattie autoimmuni e il rilascio di citochine, una condizione in cui il corpo rilascia troppe proteine di segnalazione immunitaria troppo rapidamente, causando una risposta immunitaria eccessiva che può danneggiare tessuti e organi sani.
Secondo Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD, «Riprogrammare il sistema immunitario comporta sempre il rischio di indurre malattie autoimmuni».
«Esiste un gruppo di proteine che sono spesso presenti sulle cellule cancerose. Le chiamiamo antigeni tumorali. Se si riesce a istruire il sistema immunitario a distruggere le cellule che esprimono queste proteine, il cancro potrebbe essere sconfitto dalle difese naturali» ha aggiunto.
Tuttavia, «una persona affetta da cancro avrà un rapporto rischio-beneficio drasticamente diverso»ì rispetto a una persona sana», ha affermato Jablonowski. «Moderna non ha mai ammesso un’eccessiva contaminazione da DNA nei vaccini contro il COVID-19, né una contaminazione da DNA all’interno delle nanoparticelle lipidiche (LNP), né il fallimento della DNasi [che degrada il DNA extracellulare] nel degradare tale contaminazione».
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Fleetwood ha scritto che ci sono anche dubbi sul fatto che il vaccino mRNA-4200 «o i suoi prodotti possano essere rilasciati dal ricevente originale ad altri attraverso esosomi o vescicole extracellulari nei fluidi corporei escreti».
Banoun ha concordato. Gli esosomi «possono passare nei fluidi corporei ed essere espulsi», ha affermato, un processo che è stato osservato con i vaccini a mRNA contro il COVID-19.
«Questo è ciò che accade con gli mRNA anti-COVID, che passano nel latte materno e probabilmente anche in altri fluidi corporei. È quindi teoricamente possibile che questi prodotti possano essere trasmessi ad altri individui attraverso il rilascio di sostanze», ha affermato Banoun.
Hooker ha affermato di dubitare che Moderna terrà conto dei noti problemi di sicurezza relativi alla tecnologia mRNA nelle sue sperimentazioni cliniche per i vaccini antitumorali a mRNA.
«Dubito che qualsiasi studio clinico sui vaccini antitumorali a mRNA tenga conto di tali problematiche, soprattutto per quanto riguarda le conseguenze a lungo termine di queste iniezioni».
«Purtroppo, abbiamo un intero settore che nega e/o mente sui pericoli della tecnologia mRNA, e l’inevitabile sviluppo di nuovi tipi di terapie e profilassi porterà con sé gli effetti collaterali delle iniezioni originali e potrebbe persino causare danni maggiori».
Il vaccino mRNA-4200 è uno dei diversi vaccini antitumorali a mRNA che Moderna sta sperimentando.
All’inizio di quest’anno, un vaccino antinfluenzale a mRNA della Moderna ha ricevuto l’approvazione unanime da un comitato della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per la potenziale approvazione per gli adulti di età pari o superiore a 50 anni, nonostante le preoccupazioni sulla sicurezza e la bassa efficacia.
Le preoccupazioni relative alla sicurezza della tecnologia mRNA hanno indotto un gruppo di scienziati a presentare lo scorso anno una petizione alla FDA per la sospensione o il ritiro dal mercato dei prodotti a base di mRNA.
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 20 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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