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«A che punto siamo?» Intervista a tutto campo con Stefano Montanari

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D: Dottor Montanari, partiamo dal decreto Lorenzin: a che punto siamo? Abbiamo visto tutto o c’è del peggio?

R: Per rispondere ci vorrebbe uno psichiatra con facoltà divinatorie. Quel decreto è decisamente demenziale da ogni punto di vista, a partire da quello strettamente medico per continuare con quello sociale, proseguire con quello legale e finire con quello economico. Certo, domattina ci potrebbe essere di peggio. Nel momento in cui una ditta farmaceutica deciderà che deve vendere qualche decina di milioni di esemplari di un vaccino qualunque, magari per vedere che effetto fa la cosa senza incorrere in problemi di alcun genere e semplicemente passando alla cassa a ritirare i quattrini, noi italiani saremo pronti a soddisfare la richiesta. Ora, come avrà visto, viene a galla la malaria, malattia da noi d’importazione e di una rarità assoluta, e, guarda caso, contemporaneamente la Glaxo fa uscire il Mosquirix, cioè il vaccino ad hoc. Le faccio notare che si tratterebbe di un vaccino un po’ strano, visto che il patogeno della malaria non è né un virus né un batterio ma un parassita. E, a proposito del peggio, si potrebbe arrivare ad imporre vaccinazioni obbligatorie, per esempio, sull’influenza, vale a dire una vaccinazione al di là dell’assurdo per la sua inefficacia. Pensi che lo si sta proponendo con enorme insistenza ai vecchi quando nessun vaccino potrà mai immunizzare chi ha superato certi limiti d’età. Ma i vaccini non servono certo ad immunizzare.

 

D: Prendersela solo con la signora Lorenzin non le pare però troppo riduttivo? 

R: Beh, di solito è chi sta al vertice a prendersi meriti e demeriti. Se la signora Lorenzin, parlamentare e ministro mai eletta da nessuno, non avesse voluto e potuto vendere l’Italia, non saremmo in questa condizione di cavie. Certo, i medici avrebbero dovuto opporsi ad una demenza simile, non fosse altro che per dignità. Ma non l’hanno fatto e, anzi, si prestano a fare da strumenti di regime infischiandosi della deontologia che li dovrebbe guidare e che impone di somministrare un farmaco solo se e quando questo è necessario e valutandone preventivamente i pro e i contro. La magistratura, poi, si sta comportando in un modo a dir poco incredibile a fronte di un decreto palesemente illegale uscito da un governo che può solo legiferare sull’ordinaria amministrazione perché insediato in disprezzo della Costituzione. Se somministrare farmaci a tappeto a chiunque è ordinaria amministrazione…

 

D: E gli italiani, come reagiscono a tutto questo?

R: Decine di milioni di italiani dormono sonni beati. Milioni sono addirittura entusiasti del decreto. Qualcuno si oppone ma tra loro ci sono i soliti furbetti che fingono un’opposizione mentre, di fatto, si augurano che la situazione di follia continui per lucrarci sopra. Se noi vivessimo in uno stato di diritto e potessimo contare su governanti diversi da quelli che abbiamo, non solo di vaccinazione obbligatoria non si parlerebbe neppure ma i vaccini sarebbero controllati come si deve, a partire dal loro contenuto per finire agli effetti reali che conseguono dal loro impiego. Ma noi siamo considerati, e oggettivamente a ragione, come clienti da televendita.

 

D: Il filosofo Marcel de Corte, più di mezzo secolo fa, parlava di “crisi del buon senso”. Previsione azzeccata a quanto pare… 

R: “O tempora, o mores” strepitava Cicerone condannando la follia morale dei suoi tempi quando ce l’aveva con Verre e pure, in un altro caso, con Catilina. Io non credo che ci siano stati periodi della storia in cui l’Homo sapiens non si sia dato da fare per dimostrare la sua inferiorità nei confronti di tutti gli altri abitanti del Pianeta. Riprendendo l’etologo Danilo Mainardi, l’Uomo è l’unico animale che si estingue volontariamente e di questo erano già consci i Greci almeno otto secoli prima di Cristo quando, in un loro mito, raccontavano che Giove aveva pensato di distruggere l’umanità che, evidentemente, era un prodotto della creazione riuscito male. Poi il dio decise che non era il caso di prendersi il disturbo perché gli uomini si sarebbero distrutti da soli. Noi siamo solo i testimoni occasionali dell’ennesimo esempio dell’idiozia umana e non sarà certo l’ultimo.

 

“viene a galla la malaria, malattia da noi d’importazione e di una rarità assoluta, e, guarda caso, contemporaneamente la Glaxo fa uscire il Mosquirix, cioè il vaccino ad hoc. Le faccio notare che si tratterebbe di un vaccino un po’ strano, visto che il patogeno della malaria non è né un virus né un batterio ma un parassita”

 

D: Presto (andiamo piano a dirlo) dovrebbero esserci le elezioni. Con il principio del “votiamo il meno peggio” siamo arrivati a non avere altro che “il peggio”,  non crede?

R: Storicamente le rivoluzioni sfociano in regimi molto spesso peggiori di quelli che avevano combattuto. Nel 1968 ci fu una sorta di rivoluzione culturale mondiale attraverso cui si pensava di liberarsi delle scorie di secoli di follia nel campo della cultura. Il risultato fu un netto peggioramento. Quella rivoluzione, se vogliamo chiamarla così, iniziò dalle università in opposizione ai cosiddetti baroni. Ciò che ne uscì fu una classe di docenti infinitamente peggiori di chi li aveva preceduti, e questo non solo per moralità ma a anche per cultura. Il “meno peggio”, ahimè, non esiste. È solo una forma diversa di qualcosa di deleterio con l’aggravante di essere meno conosciuta del cattivo precedente e, dunque, qualcosa verso cui le difese sono meno efficaci perché ci si prende di sorpresa.

 

D: Parliamo un attimo dei 5 Stelle, che lei quantomeno per un brutto riflesso conosce bene. Sul tema delle vaccinazioni sembrano spaccati: abbiamo una Raffella Sensoli, capogruppo per l’Emilia-Romagna, che pare opporsi alla legge 119/2017; agli altri vertici abbiamo invece un Di Battista che sventola a tutti, quasi a scagionare il proprio movimento da qualsivoglia responsabilità critica – , di aver fatto orgogliosamente vaccinare il figlioletto di pochi mesi. Confusione involontaria o volontaria confusione?

R: Premetto che non vorrei essere il figlio di Di Battista. Il Movimento 5 Stelle non è altro che la prova provata del successo ricavato dal disorientamento e dalla disperazione. Grazie ad un bravissimo imbonitore da fiera privo di preparazione e di cultura ma dotato di una grande abilità da venditore capace di rivolgersi alla pancia della gente sono arrivati in parlamento, peraltro in modo totalmente illegale perché in disprezzo della Costituzione, e si legga gli articoli 56 e 58 in proposito,  personaggi totalmente impreparati che non sarebbero capaci di governare un condominio. Il capo che stava alle spalle di questa pletorica armata Brancaleone io l’ho conosciuto e le posso assicurare che lo trovavo allarmante da molti punti di vista. Ora, morto lui, quell’accozzaglia di umanità mista non ha punti di riferimento e non sa dove sbattere la testa. Dalla sua l’accozzaglia ha la pochezza e, direi, la tendenza suicida degli altri partiti, ed è per quella pochezza mortificante che i grillini continueranno a ricevere tanti voti. Per quanto riguarda i vaccini, è evidente che questi personaggi non hanno idea dell’argomento. Pensi che sono andati a raccattare in America un tale Guido Silvestri che spara sciocchezze a tutto spiano sui vaccini e che è arrivato a fare un calcolo su un dato di ricerca nostro sbagliando della bellezza di 13 ordini di grandezza, il che significa 10.000 miliardi di volte. E pensi che questo personaggio si è scomodato a telefonare due volte da Atlanta negli Stati Uniti per cercare d’impedire una mia conferenza a Piticchio, un paese di 20 abitanti sull’Appennino marchigiano, in questo spalleggiato da un tale Di Benedetto, funzionario del Movimento 5 Stelle di stanza a Roma. Naturalmente di questo ho tutte le prove del caso. Insomma, la tecnica dell’imbavagliamento è quella prediletta dai grillini al pari di quella classica di qualunque dittatura. Quanto alla confusione, chi ha confusione nel cervello non può produrre altro che confusione.

 

D: Possibile che ci siano ancora dei genitori “free-vax” o “no-vax” intenzionati a votare alle prossime elezioni il Movimento di Beppe Grillo?

R: È il “meno peggio” di cui mi chiedeva poco fa. La cosa che trovo personalmente irritante è che chi vota per Grillo poi venga da me a lamentarsi delle imprese di quella gente. Mettere un paese di 60 milioni di persone in mano a questi che non di rado sconfinano nella macchietta equivale ad un suicidio sociale. Naturalmente, in mancanza di reazioni e, anzi, al cospetto di consensi, non ci sono obiezioni possibili. In fondo, chi è causa del proprio male…

 

D: Facendo un tuffo nel passato, pensa che Casaleggio abbia influenzato Grillo nell’operazione microscopio?

R: Grillo lo conosco meglio di quanto lui non conosca se stesso e penso che non si sia mai reso conto di ciò che stava facendo. Impossibile che non avesse qualcuno alle spalle. Casaleggio è senz’altro stato perfettamente a conoscenza di tutto il piano, un piano partito quando io, ingenuamente, accettai le condizioni di Grillo, lasciando che l’apparecchio fosse intestato non a me ma ad una onlus che poi si comportò come chiunque può constatare. Se oggi mai mi dovesse arrivare un microscopio, mai e poi mai accetterei che fosse intestato ad altri all’infuori di me. Dovrà essere mio senza condizioni e, se qualcuno ha da ridire, lo faccia tranquillamente: a me non interessa un fico secco.

 

D: La Casaleggio e Associati gestiva, e tutt’oggi gestisce, tante strategie di marketing – specie quello di rete. Pensa ci fosse un certo grado di interesse a salvaguardare i bisogni di alcune aziende, magari farmaceutiche?

R: Non ci sono dubbi: quando Grillo e soci fecero sparire il microscopio mettendo in atto un giochetto preparato con grande anticipo l’interesse principale era quello di lasciare spalancato in Italia il mercato dell’incenerimento dei rifiuti. Ora a questo si è aggiunto il giro multimiliardario del farmaceutico. Quando ciò che interessa sono i quattrini, si sta dalla parte di chi i quattrini ce li ha.

 

D: Non vorrei rischiare di sembrare un dietrologo a tutti i costi. Ne abbiamo già abbastanza di Gianni Lannes. Vuole dirci cosa è successo con il “giornalista d’inchiesta”?

R: Ognuno può autodefinirsi come più gli aggrada. Lannes è un personaggio singolare che vive al centro di avvenimenti reali solo nella sua fantasia. Per motivi che ignoro, nel suo cervello io sono diventato, pensi un po’, un agente della NATO e su questo assunto l’autodefinito giornalista d’inchiesta allerta il mondo: attenti a Montanari! Vedi mai che io dichiari guerra a San Marino o deporti gli abitanti di qualche comune italico in Alaska. Se le sue condizioni si aggraveranno, io diventerò una spia degli assiri, un terrorista marziano, un bombarolo di Atlantide e chissà che altro. Il limite è la sua fantasia.

 

“Non ci sono dubbi: quando Grillo e soci fecero sparire il microscopio mettendo in atto un giochetto preparato con grande anticipo l’interesse principale era quello di lasciare spalancato in Italia il mercato dell’incenerimento dei rifiuti. Ora a questo si è aggiunto il giro multimiliardario del farmaceutico. Quando ciò che interessa sono i quattrini, si sta dalla parte di chi i quattrini ce li ha”

 

D: Un grande aiuto alla causa avere simili alleati…

R: Il personaggio va preso per quello che è, dandogli il peso che merita: cioè nessuno. Io non credo che ciò che racconta possa influenzare più di qualche soggetto con una mente un po’ particolare. A ben guardare Lannes, come altri personaggio più o meno assimilabili a lui, è molto utile perché fa selezione. Avere con me certe tipologie di cervelli provocherebbe più di un problema e Lannes, portandoli via, mi fa un favore. Oltre a creare imbarazzo, difendersi dagli amici è molto più difficile di quanto non sia difendersi da un nemico. Questo è il motivo per cui rifiuto di tenere conferenze affiancato da qualche sedicente scienziato che, magari in buona fede, mi spalleggi. Spesso questi cadono in qualche fesseria e la gente, dopo un po’ di tempo dalla conferenza, è convinta che la fesseria l’abbia detta io o, almeno, la sottoscriva. Così, Lannes mi toglie di torno un po’ di feccia amica che mi darebbe problemi. Per quelli va benissimo che io sia un uomo dei servizi segreti della NATO, un massone o qualunque altra cosa passi loro per il cervellino.

 

D: Mi permetta di scendere su un cavillo – come forse lo definirebbe la Pontificia Accademia per la Vita – che mi sta abbastanza a cuore: in una recente manifestazione a Roma lei ha pubblicamente dichiarato che i credenti dovrebbero porsi qualche problema di tipo morale prima di vaccinare i propri figli. Per quale motivo scusi?

R: Perché per la produzione di alcuni vaccini si usano tessuti di feti abortiti volontariamente.

 

D: Perché proprio delle cellule umane di feto abortito?

R: Perché i vaccini hanno bisogno di un terreno particolare per essere prodotti e alcuni vengono benissimo se si tratta di tessuti fetali umani.

D: Quindi se il feto utilizzato è sano tanto meglio?

R: Il feto deve forzatamente essere in ottime condizioni. Credo sia ovvio che, se il tessuto è in qualche modo malato, la bontà del prodotto sia a dir poco dubbia.

 

D: Le autorità ecclesiastiche hanno dichiarato che gli aborti sono degli anni 60′-70′, quindi ora non ci sarebbe alcun problema visto che le linee cellulari sono ormai molto datate… Da un punto di vista scientifico questo corrisponde a verità?

R: I fatti sono un po’ differenti ed esulano dalla scientificità. I feti sono abortiti volontariamente a scopo di vendita. Esistono le fatture di acquisto recentissime di questi feti divisi in parti anatomiche e i documenti sono nelle mani di FBI e Congresso USA. La risposta delle autorità ecclesiastiche è stupefacente. Se anche fosse vero, e vero non è, che i tessuti hanno mezzo secolo, parrebbe che in campo morale i reati si estinguano dopo qualche tempo. Insomma, nella visione di questi signori, se io uccido un po’ di persone oggi e muoio fra cinquant’anni, chi giudicherà la mia anima non terrà conto del peccato perché ormai prescritto o, vedi mai, perché nel frattempo c’è stata un’amnistia. Sentirsi presi in giro è davvero il minimo.

“I feti sono abortiti volontariamente a scopo di vendita. Esistono le fatture di acquisto recentissime di questi feti divisi in parti anatomiche e i documenti sono nelle mani di FBI e Congresso USA. La risposta delle autorità ecclesiastiche è stupefacente. Se anche fosse vero, e vero non è, che i tessuti hanno mezzo secolo, parrebbe che in campo morale i reati si estinguano dopo qualche tempo. Insomma, nella visione di questi signori, se io uccido un po’ di persone oggi e muoio fra cinquant’anni, chi giudicherà la mia anima non terrà conto del peccato perché ormai prescritto o, vedi mai, perché nel frattempo c’è stata un’amnistia. Sentirsi presi in giro è davvero il minimo”

 

D: Veniamo al microscopio: il 28 febbraio si avvicina.

R: La cosa era attesa da anni e la data precisa mi è stata comunicata da alcune settimane. Il 28 febbraio 2018 l’ARPAM di Pesaro detentrice del microscopio non rinnoverà con l’Università di Urbino, diventata padrona dell’apparecchio, la convenzione di comodato d’uso del microscopio che Grillo ci fece sottrarre quasi 8 anni fa e, di fatto, quel microscopio resterà inutilizzato come, del resto, fu per due anni. La conseguenza è semplice: noi chiuderemo tutte le ricerche, dalle leucemie ai vaccini, dagli alimenti a tante questioni ambientali, e non risponderemo più alle centinaia di richieste quotidiane d’aiuto che ci arrivano.

 

D: Gli aiuti stanno arrivando maggiormente dopo questo decreto?

R: Qualcosa nell’immediato e poi il tutto si va spegnendo.

 

D: Sembra quasi che ora interessi solo una battaglia dal punto di vista legale. D’altronde l’utilitarismo sfacciato è proprio questo, sistemare la situazione personale fregandosene di tutto il resto. Ma senza una vera ricerca e dimostrazione scientifica saremo sempre da capo, no?

R: Sì, è così. È buffo vedere come si pensi che il problema sia essenzialmente legale e se ne trascuri la scientificità. Sembra ancora una volta che la gente pensi che la Natura si comporti non secondo le leggi sue ma secondo quanto stabilito da un parlamento, da un tribunale o da un sindaco.  Quando parlavo della stupidità umana pensavo anche a questo.

 

D: Si fermeranno alla vaccinazione di massa dei bambini o pensa che andranno oltre, mietendo altre vittime?

R: L’ingordigia non ha mai limiti.

 

D: Oltre al suo blog, c’è qualche Associazione che vi sta aiutando a raccogliere i fondi? E in quale modo eventualmente?

R: Qualcuno ci ha provato. Vaccini Puliti si è data da fare ma i risultati sono stati modesti. La sola associazione che davvero ci sta dando una mano come, del resto, fa da molti anni è Vitalmicroscopio di Roma. Ora sto facendo conferenze in giro per l’Italia con cui illustro a chi interviene i risultati delle nostre ricerche e ogni volta qualcosa raccolgo.

 

D: Questa è una buona notizia! Come diffondere e fare rete affinché l’iniziativa di questa importantissima raccolta fondi sia espansa il più possibile?

R: Ci sono due raccolte parallele. Una è per il mantenimento del laboratorio e le donazioni vanno inviate a Stefano Montanari – IBAN: IT34D0760112900000007231168 per i bonifici bancari o al conto corrente postale numero 7231168. Per le donazioni Postepay il numero è 4023600926424674. In ogni caso la causale è DONAZIONE. L’altra raccolta è dedicata esclusivamente all’acquisto del microscopio elettronico necessario alla continuazione delle ricerche. In questo caso i versamenti si fanno via bonifico bancario intestato a Stefano Montanari Microscopio, c/o Banca Popolare di San Felice 1893 – filiale Modena B – IBAN:  IT 67 E 05652 12901 CC0120104034.

 

D: Un messaggio da lasciare e lanciare ai genitori, troppo spesso vittime di una pressione incapace di rendere liberi di pensare autonomamente e secondo razionalità…

R: I genitori sono il bersaglio di scelta del regime. Non si approfitta solo della loro ovvia ignoranza sull’argomento dei vaccini raccontando loro fake news molto spesso ridicole e del tutto prive di qualunque fondamento anche vago, ma li si terrorizza e li si ricatta moralmente: se non vaccinate i vostri figli, questi moriranno e i colpevoli sarete voi. Il tutto, va da sé, nascondendo loro dati essenziali. Si tratta evidentemente di un comportamento squallido, ma questo è quello che passa il convento, un convento che ha accettato pigramente di essere calpestato nei diritti e nella dignità, arrivando a regalare i propri figli ad un regime che non ha uguali nella storia. La sola cosa che posso dire ai genitori è d’informarsi in maniera corretta, di fare domande pretendendo risposte razionali e documentate e di non fare mai atti di fede fuori dalle chiese.

Grazie Professore, per il tempo dedicatoci e per la chiarezza sempre impeccabile.

 

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L’ONU rinnova l’appello per i vaccini in 100 giorni

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https://childrenshealthdefense.org/defender/globalists-really-want-it-un-renews-push-for-vaccines-in-100-days/

 

Le Nazioni Unite affermano che, durante una pandemia globale, il mondo deve aiutare i paesi a basso reddito ad accedere ai vaccini con la stessa rapidità dei paesi più ricchi. Tuttavia, Brian Hooker, responsabile scientifico di Children’s Health Defense, ha dichiarato che dare priorità alla velocità rispetto alla sicurezza non lascia tempo sufficiente per valutare l’efficacia o i potenziali rischi dei vaccini. Hooker ha definito la «Missione dei 100 giorni» delle Nazioni Unite «un vero e proprio incubo annunciato».

 

Le Nazioni Unite stanno rilanciando l’iniziativa per costruire le infrastrutture necessarie a sviluppare un vaccino entro 100 giorni dalla prossima pandemia, uno sforzo sostenuto da Bill Gates e dalla Fondazione Gates.

 

In un documento programmatico pubblicato all’inizio di questo mese, l’Istituto per l’acqua, l’ambiente e la salute dell’Università delle Nazioni Unite ha affermato che l’obiettivo è guidato dall’equità: aiutare i paesi a basso reddito ad accedere ai vaccini con la stessa rapidità dei paesi più ricchi durante un’emergenza sanitaria globale.

 

Secondo il documento, i modelli suggeriscono che la somministrazione del vaccino contro il COVID-19 entro 100 giorni dal sequenziamento del virus avrebbe salvato circa 8 milioni di vite entro la fine del 2021 e avrebbe evitato costi sanitari e perdite di produttività fino a 14 trilioni di dollari.

 

In base a queste proiezioni, migliorare l’equità nell’accesso ai vaccini nelle future pandemie richiederà alla comunità sanitaria globale di dare priorità alla capacità produttiva regionale, unitamente a «quadri di preparazione resilienti e preesistenti».

 

Secondo il rapporto, uno di questi modelli è «The 100 Days Mission», un’iniziativa della Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) che mira a «contenere potenzialmente le epidemie prima che sfuggano al controllo».

Un vero e proprio incubo annunciato

Secondo il documento delle Nazioni Unite, la Missione dei 100 giorni può contribuire a «un sistema globale in grado di rispondere rapidamente alle future emergenze sanitarie, indirizzando al contempo la protezione verso le popolazioni che ne hanno più bisogno».

 

Per Brian Hooker, Ph.D., responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD), dare priorità alla velocità rispetto alla sicurezza non lascia tempo sufficiente per valutare l’efficacia o i potenziali rischi dei vaccini. Hooker ha definito il piano «un vero e proprio incubo annunciato».

 

«Nessun intervento non testato dovrebbe essere implementato entro 100 giorni da una “minaccia pandemica”… Anche se la piattaforma per la somministrazione di un vaccino fosse adeguatamente testata, non ci sarebbero indizi su come l’antigene del vaccino… reagirebbe a livello fisiologico, non ci sarebbe tempo per studi sugli animali e nessuna valutazione di eventuali sequele a lungo termine della vaccinazione».

 

«Questo non solo produrrebbe un vaccino inefficace, ma potrebbe anche causare danni ben maggiori rispetto all’infezione che ha ispirato l’intervento».

 

Jeffrey Tucker, presidente e fondatore del Brownstone Institute, ha dichiarato a The Defender che il piano delle Nazioni Unite elenca i lockdown come componente chiave per contenere una futura epidemia.

 

«Questo piano prevede 100 giorni di lockdown prima del rilascio del vaccino, ammesso che sia possibile. L’adesione a queste misure sarà molto bassa», ha affermato Tucker.

 

Secondo Tucker, non esiste alcuna prova che una pandemia sia stata fermata dai vaccini, perché questi «non riescono a stare al passo con le mutazioni». Ha affermato che le iniezioni «stimoleranno le mutazioni e, di conseguenza, renderanno obsoleta la formula del vaccino».

 

«Questo piano esiste solo sulla carta e non ha nulla a che vedere con la realtà. Se venisse messo in atto, potrebbe potenzialmente causare danni maggiori rispetto al precedente tentativo durante il COVID», ha affermato Tucker.

CEPI è collegato alla Fondazione Gates e al Forum economico mondiale.

La missione «100 Days Mission» del CEPI , lanciata nel 2021, è sostenuta dai governi del G7 e del G20, che rappresentano le maggiori economie mondiali, e dalla Fondazione Gates e dal Wellcome Trust , che hanno co-lanciato la missione.

 

Nel 2017, la Fondazione Gates ha lanciato CEPI insieme al Wellcome Trust, ai governi di Germania, India, Giappone e Norvegia e al Forum economico mondiale (WEF). CEPI è stato presentato ufficialmente in occasione del vertice WEF di quell’anno a Davos, in Svizzera, con il sostegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

 

Nel 2022, la Fondazione Gates e il Wellcome Trust hanno stanziato 300 milioni di dollari al CEPI per «combattere il COVID-19», sviluppare vaccini di «nuova generazione» contro il COVID-19 e «contrastare» la «minaccia di future pandemie».

 

I membri della Fondazione Gates siedono nel consiglio di amministrazione del CEPI e nel suo comitato consultivo scientifico.

 

A sua volta, Gavi, l’Alleanza per i Vaccini, fa parte del Gruppo di Coordinamento Congiunto del CEPI . La Fondazione Gates è il maggiore donatore privato di Gavi. Ha finanziato il lancio di Gavi e detiene un seggio permanente nel suo consiglio di amministrazione.

 

Lo scorso anno, la Fondazione Gates ha promesso 1,6 miliardi di dollari in cinque anni a GAVI. La Fondazione Gates e Gavi sono due dei maggiori donatori dell’OMS.

 

Il ricercatore James Roguski ha dichiarato a The Defender che il documento programmatico delle Nazioni Unite e la Missione dei 100 giorni sono pensati per generare enormi profitti per le grandi aziende farmaceutiche. L’OMS e altre agenzie sanitarie governative sono «da tempo asserviti» a quello che lui ha definito «il complesso industriale farmaceutico-ospedaliero-sanitario».

 

«Il loro inganno è quello di parlare di prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie, mentre il loro vero obiettivo è aumentare la produzione, la promozione, l’approvvigionamento e i profitti derivanti dai loro prodotti farmaceutici legati alla pandemia», ha affermato Roguski.

 

Il dottor David Bell, medico di sanità pubblica, consulente biotecnologico e ricercatore senior presso il Brownstone Institute, ha affermato che tale stratagemma consiste nel mascherare documenti come il documento programmatico e la Missione dei 100 giorni con un linguaggio che richiama l’«equità».

 

«Questo documento è tipico della letteratura che sta emergendo e che spinge per una deviazione neocoloniale delle risorse sanitarie globali, dalle cause delle malattie curabili ad alto impatto nelle popolazioni a basso reddito verso beni altamente redditizi prodotti dalle grandi aziende farmaceutiche», ha affermato Bell.

 

Bell ha affermato che il documento programmatico «ignora le prove contrarie e si basa pesantemente su modelli incoerenti». Ha aggiunto che l’affermazione secondo cui si sarebbero potute salvare 8 milioni di vite se un vaccino contro il COVID-19 fosse stato disponibile entro 100 giorni dal sequenziamento del virus è superiore al numero ufficiale di decessi per COVID-19 registrati dall’OMS.

 

Hooker ha affermato che, anziché affrettarsi a rilasciare vaccini potenzialmente rischiosi, in caso di una futura epidemia si dovrebbe utilizzare «una serie di farmaci già noti per la loro efficacia anti-infettiva o antivirale». Hooker ha spiegato che questi farmaci, la cui efficacia è stata dimostrata, sono progettati per «combattere l’infezione piuttosto che prevenirla».

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«I globalisti vogliono davvero» un accordo sulla pandemia

In un’intervista rilasciata a The Defender all’inizio di questo mese, Bell ha affermato che la spinta a puntare sui paesi a basso reddito con «beni vendibili per rare ma molto redditizie epidemie internazionali» implica anche gli sforzi per finalizzare l’ Accordo sulla pandemia dell’OMS e il relativo accesso agli agenti patogeni e la condivisione dei benefici (PABS).

 

Se aderissero al PABS, i Paesi condividerebbero campioni biologici e dati genetici in cambio di «eventuali vaccini, trattamenti e strumenti diagnostici derivanti da tali studi». L’Accordo sulla pandemia, approvato dall’Assemblea mondiale della sanità dell’OMS lo scorso anno, non può essere formalmente «aperto alla firma» finché non saranno conclusi i negoziati sul PABS.

 

Roguski ha affermato che diversi articoli dell’Accordo sulla pandemia riflettono queste priorità.

 

Le clausole invitano i paesi a incoraggiare i produttori di vaccini e di altri prodotti per la pandemia a ottenere l’approvazione normativa e l’approvazione dell’OMS per l’uso, a migliorare le procedure dell’OMS per la valutazione di questi prodotti e a monitorare le fonti di finanziamento e i fondi assegnati ai paesi per l’attuazione dell’Accordo sulla pandemia.

 

Kaveh Madani, Ph.D., uno dei coautori del documento, ha sottolineato queste priorità. Madani ha affermato che le nazioni «devono rafforzare le basi per l’equità attraverso meccanismi di cooperazione globale in grado di migliorare efficacemente il finanziamento, la produzione e la distribuzione».

 

All’inizio di questo mese, l’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una «Dichiarazione politica sulla prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie», chiedendo una maggiore cooperazione medica e scientifica a livello globale per affrontare la minaccia di future pandemie e per la finalizzazione dell’Accordo sulle pandemie.

 

La dichiarazione, giuridicamente non vincolante, è stata approvata con 153 voti favorevoli e 3 contrari. Gli Stati Uniti si sono opposti.

 

Bell ha citato il progetto REPPARE (Re-Evaluating the Pandemic Preparedness And REsponse agenda), una serie di 13 pubblicazioni che sostengono che l’urgenza e la portata dell’agenda internazionale per la preparazione alle pandemie non siano supportate da prove sufficientemente solide, trasparenti e indipendenti.

 

Il progetto REPPARE, di cui Bell è stato co-responsabile scientifico, ha inoltre evidenziato incertezze nelle previsioni sul rischio di future pandemie, modelli statistici basati su presupposti discutibili, una serie di prove prive di conferma indipendente e un’analisi costi-benefici insufficiente di iniziative come la «Missione dei 100 giorni».

 

Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD, ha citato il modello alla base del documento programmatico, che stimava che 8,3 milioni di vite avrebbero potuto essere salvate se i vaccini contro il COVID-19 fossero stati disponibili entro 100 giorni.

 

Jablonowski ha affermato che la cifra di 8,3 milioni è «basata su un articolo del 2024 pubblicato su Lancet Global Health, che a sua volta si basa su un articolo del 2022 pubblicato su Lancet Infectious Disease dagli stessi autori».

 

Questo modello è stato oggetto di critiche . Un articolo afferma che il modello non «tiene adeguatamente conto della complessità delle dimensioni biologiche, sociali e culturali della salute pubblica». Pertanto, il modello «non dovrebbe essere utilizzato per orientare le politiche di salute pubblica».

 

Bell ha affermato che gli autori del documento programmatico «potrebbero non comprendere appieno la scarsa qualità dei dati e dei modelli che citano».

 

Roguski ha dichiarato che i negoziati sul PABS riprenderanno il 2 novembre. Ha aggiunto che, se questi negoziati avranno successo, «allora tali questioni potranno essere formalmente incorporate in un accordo internazionale giuridicamente vincolante».

 

Scrivendo su Substack, la dottoressa Meryl Nass, fondatrice di Door to Freedom, ha suggerito che i principali attori globali continueranno a promuovere la Missione dei 100 giorni.

 

«I globalisti lo vogliono davvero», ha scritto Nass. «Sta arrivando».

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 29 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Un documento recentemente pubblicato rivela che, nel 2021, durante una sperimentazione clinica nel Regno Unito, bambini anche di soli 6 anni hanno continuato a ricevere il vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca, nonostante i consulenti del governo britannico fossero a conoscenza del rischio potenzialmente letale di trombosi. Il dottor Angus Dalgleish, professore di oncologia presso la City St George’s, Università di Londra, ha affermato che il rischio di trombosi avrebbe dovuto rappresentare «un campanello d’allarme immediato per interrompere subito tutte le vaccinazioni infantili».   Un documento recentemente pubblicato rivela che bambini di appena 6 anni hanno continuato a ricevere il vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca durante una sperimentazione clinica nel Regno Unito nel 2021, nonostante i consulenti del governo britannico fossero a conoscenza del rischio potenzialmente letale di coaguli di sangue. La notizia è stata riportata per la prima volta lunedì da GB News.   Le rivelazioni emergono dai verbali di una riunione del 21 maggio 2021 della Commissione sui medicinali per uso umano, che fornisce consulenza al governo del Regno Unito in materia di sicurezza, efficacia e qualità dei medicinali. La riunione ha affrontato un «rischio molto basso ma potenzialmente molto grave» di trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (VITT).   La VITT è una sindrome potenzialmente letale che causa la formazione di coaguli di sangue (trombosi) e una bassa conta piastrinica (trombocitopenia). È stata associata sia ai vaccini anti-COVID-19 a mRNA che a quelli non a mRNA , incluso il vaccino di AstraZeneca.   Il documento parzialmente censurato, contrassegnato come «Ufficiale – Riservato – Informazioni commerciali» e «Non destinato alla pubblicazione», mostra che almeno un membro presente alla riunione ha sostenuto che la sperimentazione «dovrebbe essere autorizzata a procedere» anche se spesso non esiste «alcun intervento efficace» disponibile per la VITT. Dai verbali è emerso che il Gruppo consultivo di esperti sui medicinali pediatrici del Regno Unito ha concordato che la sperimentazione clinica, che ha coinvolto 262 bambini di età compresa tra i 6 e i 17 anni, di cui 112 di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, dovesse proseguire, nonostante la sperimentazione fosse stata temporaneamente sospesa nell’aprile 2021 per indagare su segnalazioni di coaguli di sangue «estremamente rari».   I partecipanti all’incontro, tra cui diversi consulenti con legami con AstraZeneca o l’Università di Oxford, co-sviluppatrice del vaccino, sono giunti a questa conclusione pur riconoscendo che il «beneficio diretto» del vaccino per i bambini era «piuttosto remoto» e che il beneficio della vaccinazione, «se bilanciato con il rischio», è basso.   GB News ha citato uno studio pubblicato su The Lancet nel giugno 2022, secondo il quale i bambini partecipanti alla sperimentazione clinica avrebbero ricevuto la seconda dose del vaccino AstraZeneca 112 giorni dopo la prima. Secondo GB News, ciò significa che i bambini avrebbero ricevuto la seconda dose «circa due mesi» dopo l’incontro del maggio 2021.   Lo studio pubblicato su Lancet afferma che l’Unità per le sperimentazioni cliniche dell’Agenzia britannica per la regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (MHRA) ha approvato la seconda dose dopo una «revisione».   Alison Cave, Ph.D., responsabile della sicurezza presso la MHRA, ha dichiarato a The Defender che «le informazioni emergenti sulla sicurezza, comprese le preoccupazioni relative alla trombosi con trombocitopenia e al rapporto rischio-beneficio di un’ulteriore vaccinazione nei partecipanti alla sperimentazione, sono state soggette al controllo normativo e a una valutazione da parte di esperti indipendenti», dopo la sospensione della sperimentazione.   Cave ha affermato che le decisioni normative vengono prese «sulla base delle prove disponibili al momento e sono soggette a revisione man mano che emergono nuove prove, con la sicurezza e gli interessi dei partecipanti alla sperimentazione al centro di tali decisioni».   Il dottor Angus Dalgleish, professore di oncologia al City St George’s, Università di Londra, si è detto «sbalordito dal fatto che il comitato, composto da così tanti esperti, sia rimasto in silenzio». Ha definito il comitato «negligente», affermando che il grave rischio di coaguli di sangue avrebbe dovuto rappresentare «un campanello d’allarme immediato per interrompere subito tutte le vaccinazioni infantili».

Il processo è proseguito nonostante le crescenti prove del rischio di coaguli di sangue

La sperimentazione clinica è stata avviata nel febbraio 2021, quando «le prove dimostravano già che i bambini sani correvano un rischio estremamente basso di malattia grave o morte a causa del COVID», ha riportato GB News. La sperimentazione si è concentrata sul profilo di sicurezza del vaccino, piuttosto che sulla sua efficacia nella prevenzione dell’infezione.   La sperimentazione è proseguita tra crescenti segnalazioni di gravi eventi avversi legati al vaccino AstraZeneca nella popolazione generale. GB News ha riportato:   «Quando gli esperti si sono riuniti il ​​21 maggio 2021, l’ente regolatore britannico per i farmaci aveva già ricevuto 332 segnalazioni della rara condizione di coagulazione del sangue collegata al vaccino AstraZeneca, tra cui 58 decessi».   «Entro novembre 2022, dopo la conclusione del processo, il numero dei casi sospetti era salito a 445 e quello dei decessi a 81».   Brian Hooker, Ph.D., responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD), ha affermato che i dati sulla sicurezza nel mondo reale erano sufficienti per interrompere qualsiasi sperimentazione che coinvolgesse bambini.   «Considerato l’altissimo tasso di eventi avversi riscontrati in queste sperimentazioni, il vaccino AstraZeneca non avrebbe mai dovuto essere somministrato a nessun bambino, punto e basta», ha affermato Hooker. «Se questi funzionari avessero davvero seguito le indicazioni scientifiche, il vaccino non sarebbe mai entrato nella fase di sperimentazione e non sarebbe nemmeno stato immesso sul mercato, soprattutto per i bambini».   I risultati della sperimentazione clinica sono stati pubblicati lo scorso anno sulla rivista Vaccine, identificando cinque eventi avversi gravi e quattro eventi avversi di particolare interesse, sebbene i ricercatori abbiano concluso che nessuno di questi danni fosse collegato al vaccino. Alcuni degli autori dello studio avevano legami con AstraZeneca o Oxford.   Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD, ha affermato che diversi articoli pubblicati entro la riunione di maggio 2021, tra cui uno sul New England Journal of Medicine, avevano già evidenziato il rischio di quella che lui ha definito una «catastrofe cardiovascolare» legata ai vaccini contro il COVID-19.   Dati successivi hanno confermato questi primi segnali di sicurezza. I dati ottenuti tramite una richiesta di accesso agli atti mostrano che solo nel 2021 l’MHRA ha ricevuto 48.472 segnalazioni di eventi avversi che collegano il vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca a problemi cardiaci.   Il Regno Unito e alcuni paesi europei avevano già iniziato a rivedere le precedenti raccomandazioni sul vaccino AstraZeneca in seguito a segnalazioni di potenziali e pericolosi coaguli di sangue.   Nell’aprile del 2021, un mese prima che la Commissione sui medicinali per uso umano si riunisse per discutere del rischio di coagulazione del sangue associato al vaccino AstraZeneca, il Comitato congiunto britannico per la vaccinazione e l’immunizzazione ha consigliato alle persone di età inferiore ai 30 anni di optare per un vaccino diverso qualora non avessero ancora ricevuto la dose iniziale.   La raccomandazione è stata estesa agli adulti sani di età inferiore ai 40 anni il 7 maggio 2021, due settimane prima della riunione della Commissione sui medicinali per uso umano.   Alcuni Paesi europei hanno inoltre sospeso l’uso dei vaccini AstraZeneca per la popolazione generale o per specifici gruppi di popolazione durante questo periodo.   Danimarca, Norvegia e Islanda hanno sospeso la sperimentazione del vaccino AstraZeneca nel marzo 2021, seguite poi da Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Svezia. Secondo quanto riportato da GB News, quando tutti i bambini partecipanti alla sperimentazione di AstraZeneca hanno ricevuto la seconda dose, molti di questi avvisi o sospensioni erano in vigore da «quasi quattro mesi».

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Le discussioni «franche» sulla sicurezza dei vaccini si sono svolte solo a porte chiuse

Il dottor Bob Gill, medico di base del Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito, ha affermato che la decisione di non interrompere la sperimentazione di AstraZeneca sui bambini, nonostante i rischi noti dei vaccini, «dimostra la cattura del potere regolatorio» da parte di una «rete di potere» che coinvolge le grandi aziende farmaceutiche e il governo.   «Assistiamo a questo fenomeno ripetutamente: gli enti regolatori, per qualsiasi motivo, non fanno ciò che sembrerebbe ovvio per tutelare la sicurezza dei pazienti», ha affermato Gill. Ha aggiunto che la stessa rete di potere incentiva un «sistema basato su obiettivi» che spinge i medici a vaccinare una certa percentuale dei loro pazienti.   Secondo Gill, la censura nei media tradizionali e sulle piattaforme dei social media ha contribuito a questa situazione, poiché «le voci dissenzienti venivano diffamate o messe a tacere» se mettevano in discussione la sicurezza dei vaccini contro il COVID-19.   Jablonowski ha affermato che i verbali della riunione del maggio 2021 mostrano che si sono svolte «discussioni franche» sulla sicurezza e sui potenziali rischi del vaccino AstraZeneca, ma solo a porte chiuse. «Al di fuori di quelle porte, non c’è stata alcuna discussione franca, in mezzo alla censura rigida», ha detto Jablonowski.

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Il Regno Unito ha accelerato la campagna di vaccinazione contro il COVID, contro il parere degli esperti medici

Uno studio del 2022 pubblicato sulla rivista Drug Safety ha rilevato che, entro maggio 2022, erano stati segnalati 443 casi di trombocitopenia concomitante in seguito alla vaccinazione con AstraZeneca, inclusi 81 decessi.   Nel Regno Unito sono state intentate oltre 80 cause legali per presunti danni causati dal vaccino AstraZeneca.   Nel 2024, AstraZeneca ha ritirato dal mercato il suo vaccino contro il COVID-19 , ma ha affermato che il ritiro era dovuto al calo della domanda globale, non a problemi di sicurezza o a controversie legali nel Regno Unito.   Alcuni messaggi privati ​​di WhatsApp, condivisi con il Telegraph nel 2023, hanno rivelato che i politici e i funzionari della sanità pubblica del Regno Unito hanno preso decisioni politiche relative al COVID-19 basandosi su convenienze politiche piuttosto che su criteri scientifici, contraddicendo le loro dichiarazioni pubbliche.   Questi documenti, noti come Lockdown Files, hanno dimostrato che i funzionari hanno scelto di accelerare la distribuzione dei vaccini contro il COVID-19, contro il parere di alcuni esperti medici.   Michael Nevradakis Ph.D.   © 27 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.  

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Politica

Caos per l’emendamento sul reintegro dei medici definiti «no-vax». Intervista al dottor Dario Giacomini

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La Camera dei Deputati ha approvato il Ddl di riforma delle professioni sanitarie. Al suo interno c’è un emendamento che prevede l’archiviazione dei procedimenti disciplinari a carico dei sanitari che, durante il periodo COVID, contestarono le politiche sanitarie di allora. Sul provvedimento, sulle reazioni politiche e sui prossimi passi abbiamo sentito l’associazione ContiamoCi!, che si è battuta per migliorare il testo dell’emendamento ed è impegnata in una raccolta firme per modificare un altro articolo dello stesso Ddl.

 

ContiamoCi! è stata ringraziata dall’onorevole Buonguerrieri (FDI), prima firmataria: «oggi, grazie a un emendamento di Fratelli d’Italia a mia prima firma alla riforma delle professioni sanitarie, poniamo fine a un’ingiustizia che si protraeva da troppi anni. I medici e gli operatori sanitari radiati durante la pandemia di COVID, per la sola ‘colpa’ di curare i pazienti in scienza e coscienza rifiutando protocolli che si sono spesso rivelati scientificamente infondati, potranno tornare a esercitare il loro lavoro. Contestualmente, un mio ordine del giorno impegna il governo a reintegrare i professionisti sospesi prevedendo l’archiviazione, da parte degli Ordini o degli organi disciplinari competenti, dei procedimenti ancora aperti a loro carico. Ringrazio per il supporto tutte le associazioni che hanno partecipato alla redazione dei testi presentati, in particolare l’associazione ContiamoCi!, che si batte per la libertà di cura e di scelta».

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L’introduzione dell’emendamento ha suscitato polemiche di vastità imprevista. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, senza dire esattamente di cosa parlasse, ha dichiarato che va contrastato chi «avvelena le opinioni sui vaccini», definendo tali posizioni come «distruttive e sconcertanti».

 

Gli ha fatto eco Stefania Craxi, figlia dello statista morto esule in Tunisia, che ha promesso «modifiche al Senato» per la legge che reintegrerebbe i medici etichettati come «no-vax», ma che magari, semplicemente, consideravano contrario ai loro studi (e magari al giuramento di Ippocrate) il vaccinare con un siero sperimentale un immunodepresso, una donna incinta o un malato di cancro.

 

Abbiamo intervistato il dottor Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi!, fondatore del sindacato DI.CO.SI, medico già primario di radiologia.

 

Dottor Giacomini, cosa è successo ieri alla Camera?

Ieri pomeriggio è stato approvato il Ddl, e al suo interno c’era l’emendamento che aveva fatto tanto rumore già a luglio, a firma Buonguerrieri. In commissione era già stato approvato, ieri è stato portato in Aula e votato. Come ContiamoCi! ci eravamo spesi per migliorarne ulteriormente il testo, in modo che tutti i sanitari che sono, o sono stati, oggetto di provvedimenti disciplinari per aver contestato le politiche sanitarie del periodo COVID vedessero archiviate le loro posizioni.

 

In concreto, cosa significa?

Significa che se in quel periodo eri un sanitario, un medico o altro, e avevi contestato in scienza e coscienza terapie promosse con circolari del ministero della Salute ma che non ritenevi idonee all’iter diagnostico e terapeutico di quello specifico paziente, oppure avevi contestato l’obbligo vaccinale o il green pass, e per questo eri sotto procedimento disciplinare da parte dell’Ordine, quelle posizioni vengono archiviate. È un grandissimo successo e sta creando un gran putiferio, già da ieri sera e da stamattina.

Cosa ha detto il presidente della Repubblica?

Non è entrato direttamente nella questione, ma guarda caso proprio questa mattina, in occasione di un evento al Quirinale ha affermato, come riportato da Repubblica e dai telegiornali nazionali, che anche la vaccinazione è un presidio fondamentale e che ci sono canali di informazione che stanno inquinando la percezione di queste terapie nella popolazione. In sostanza ha detto che chi fa questo non rende un servizio alla scienza, ma compie un’operazione pericolosa.

 

Voi come rispondete?

Lo contestiamo, e oggi ho fatto un video proprio su questo. Non stiamo discutendo la validità di un farmaco o di una terapia in sé, ma l’applicazione pratica che ne è stata fatta in quegli anni. Sono state tolte ai cittadini la libertà di scelta, sancita dalla Costituzione che il presidente dovrebbe conoscere molto bene, e al medico la libertà di operare secondo scienza e coscienza e secondo il giuramento di Ippocrate. Erano violati dei capisaldi per noi sacri, e continuiamo a contestare anche queste affermazioni.

 

Come legge tutto questo?

La narrazione sul COVID, nonostante la commissione parlamentare d’inchiesta, deve restare monolitica e non può essere messa in discussione. Allora sorgono delle domande: si vuole davvero difendere la salute dei cittadini, o si vogliono difendere apparati e poteri che su quell’impalcatura hanno costruito la loro realtà e la loro storia?

 

C’è un legame con quanto accaduto in commissione COVID?

Sì, c’è una continuità con quello che è successo in commissione due giorni fa, quando è stato audito Speranza. È stata una lunga audizione, che mi sono ascoltato. Speranza ha aperto la sua relazione rivendicando che tutta la gestione COVID è stata, lo ha detto lui, una gestione politica di due governi, il Conte 2 e il Draghi, con maggioranze anche diverse. Per me questo fa tutta la differenza del mondo, perché è quello che dicevamo da sempre: non era una questione sanitaria, ma una scelta di indirizzo politico, a nostro parere di un totalitarismo sanitario. Sentirlo dall’ex ministro della Salute è una certificazione.

 

Con quali conseguenze?

Se erano scelte politiche, a fronte delle quali si è deciso di chiudere le scuole, fare i lockdown, danneggiare l’economia dei cittadini, imporre obblighi vaccinali, espellere dal lavoro prima i sanitari e poi altre professioni, espellere gli over 50, introdurre un lasciapassare basato sulla vaccinazione, allora cambia l’ambito. Chi ha subito quelle imposizioni è stato perseguitato politicamente – è divenuto un perseguitato politico. In quel caso non basta una commissione d’inchiesta parlamentare: forse serviranno altri tribunali, altre sedi. Se in una democrazia c’è una persecuzione politica, c’è qualcosa di diverso: siamo in uno Stato, se non dittatoriale, quantomeno totalitario.

 

Come si stanno muovendo le forze politiche?

Di sicuro c’è stata una levata di scudi di tutto il centrosinistra: da Calenda al PD, molti hanno subito stigmatizzato il centrodestra.

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Vi accusano di essere «no-vax» e di cercarne i voti.

Ribadiamo che questa etichetta ci va stretta e non è corretta. Qui non si parla di «sì-vax» o «no-vax», ma di libertà di scelta e di giuramento di Ippocrate, se restiamo nella cornice della professione medica. E se parliamo di cittadini, parliamo di persone che hanno voluto difendere l’articolo 32 della Costituzione, il diritto a decidere sul proprio corpo, voluto da Aldo Moro, un democristiano che non era né «sì-vax» né «no-vax». Le stesse parole di Speranza confermano che non eravamo perseguitati in nome della scienza, ma per un’ideologia di fondo. Cosa ci fosse dietro, si potrebbe fare molta dietrologia, ma la realtà dei fatti è questa.

 

E gli ordini dei medici?

Si sono subito allarmati, mostrandosi dispiaciuti e costernati per quanto sta avvenendo alla Camera. Ho letto anche una dichiarazione della senatrice Craxi, che avrebbe detto che al Senato si cercherà di affossare questo articolo. Si stanno muovendo perché, seppur piccolo, è un primo schiaffo a una narrazione: per la prima volta in un Parlamento italiano si ottiene un passo avanti, e a mio avviso molto più significativo della cancellazione delle multe agli over 50.

 

Perché è così importante?

Perché la campagna vaccinale e il DL 44 che ne è seguito servivano innanzitutto a piegare la volontà dei sanitari e dei medici e ad asservirli alle necessità dei governi allora in carica. Per convincere i cittadini a sottostare all’obbligo vaccinale e al green pass bisognava prima spezzare ogni resistenza della classe medica, perché i cittadini si fidavano ancora dei medici. Se molti medici si fossero mostrati scettici, l’operazione non sarebbe mai partita come volevano. Ancora oggi si cerca di mantenere quel perimetro e di impedire che si formi una crepa.

 

E adesso cosa succederà?

Lo vedremo nei prossimi giorni. Da quello che percepisco dai messaggi che ricevo, ci sono pressioni fortissime, come ce n’erano state perché la commissione d’inchiesta non si avviasse o per modificarne parametri e perimetri, perché certi argomenti non dovevano essere trattati. Figuriamoci ora che non si tratta più di audizioni e testimonianze, ma che si comincia a parlare di leggi dello Stato. È un salto di qualità importante e le risposte saranno altrettanto forti: ci sarà un bel braccio di ferro, e la differenza possiamo farla noi.

 

Cosa chiede ai cittadini?

Dalle pagine di Renovatio 21 sollecito tutti i cittadini sensibili a questi temi, che in un modo o nell’altro hanno subito i ricatti di quegli anni, a fare da cassa di risonanza. Al di là di ciò che raccontano i telegiornali e certi siti, il popolo italiano vuole superare quella fase e ristabilire la verità su quel periodo storico. Una forza parlamentare, per quanto rappresentativa di una parte della popolazione, può essere schiacciata dalla potenza mediatica della controparte: il centrosinistra, lo sappiamo, controlla i grandi gruppi editoriali italiani. La risposta deve partire dal basso.

 

Per quanto riguarda il sindacato DI.CO.SI., cosa avete in programma?

Nel nome dei diritti costituzionali continueremo a batterci perché ai lavoratori siano riconosciuti i danni subiti in quegli anni. I danni morali, psicologici, le pressioni, le persecuzioni non potranno mai essere ripagati. Però il riconoscimento degli emolumenti non percepiti e dei contributi previdenziali non versati è una battaglia che portiamo avanti, e speriamo che questa piccola crepa si allarghi fino a comprenderla.

 

State raccogliendo firme per modificare un altro articolo dello stesso Ddl.

Sì, quello che consente a sanitari stranieri di lavorare in Italia in deroga, con titoli di studio non equiparati a quelli italiani e senza un’adeguata conoscenza della lingua. Con la scusa, ancora una volta, di un’emergenza, in questo caso la carenza di personale, rischiamo di aprire le porte a moltissimi operatori di cui non conosciamo la preparazione né le competenze sanitarie e linguistiche. Si parla di migliaia di infermieri provenienti dall’India e, da notizie che arrivano, pare ci sia un giro importante di lauree infermieristiche vendute in quel Paese.

 

Rischiamo di ritrovarci con persone che formalmente hanno un titolo, ma le cui competenze non sono verificate, e le verificheremmo sulla pelle dei cittadini. Abbiamo chiesto che le competenze linguistiche siano accertate in modo puntuale, non solo per il dialogo normale ma anche per quello professionale, cioè sulla materia sanitaria.

 

Quindi l’emergenza COVID ha generato altri casi di questo tipo?

Sì, ancora una volta. L’assetto emergenziale creato con il COVID si ripete ora con i sanitari stranieri e si ripeterà in altri casi. È diventato un modus operandi: la democrazia delle emergenze. Ma in emergenza la democrazia non c’è più, perché bisogna decidere in fretta. Ai tempi dei Romani si sospendeva la democrazia, si nominava un console e ci si affidava completamente a lui, l’unico che poteva portarci fuori dalle secche. Oggi lo stiamo facendo sulla pelle e sulla salute dei cittadini italiani, e chissà quante altre emergenze si potranno sviluppare. Per questo siamo nelle piazze di tutta Italia, e anche online, a raccogliere firme per spingere governo e forze parlamentari a modificare questo articolo.

Nello stesso Ddl si parla anche di approccio «One Health».

Sì, si ribadisce l’importanza di quell’approccio: cambiano i ministri, ma il concetto resta. Speranza è in commissione d’inchiesta per essere audito e gli si punta il dito contro, ma intanto le manine nei ministeri continuano a portare avanti i concetti che lui ha introdotto. È l’apoteosi delle emergenze che diventano paradigma di gestione della cosa pubblica e della vita dei cittadini.

 

Quali rischi vede?

Quando si dice che la salute umana è strettamente collegata a quella ambientale e animale, significa che qualsiasi emergenza può essere proclamata in qualsiasi momento per la salvezza dell’ambiente. Allora ci puoi mettere tutto il green, le guerre, qualsiasi cosa: ogni abitudine umana può essere potenzialmente dannosa per l’ambiente, e in nome della nuova sacralità dell’ambiente, di questo ambientalismo ideologico, in realtà fortemente finanziato e gestito dal capitalismo globalista, potremmo ritrovarci in galera. Ed è gravissimo.

 

È un percorso nuovo?

No, ci sono gli antefatti: la modifica dell’articolo costituzionale sul paesaggio e sulla tutela dell’ambiente per le generazioni future. Ormai c’è un aspetto costituzionale in tutto questo, il che dimostra che la cosa è stata apparecchiata negli anni precedenti al COVID. Queste questioni sono solo il punto di arrivo di un percorso lungo.

 

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Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata

 

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