Cina
Preti cinesi: la nuova croce della «registrazione»
Renovatio 21 ripubblica questo articolo di AsiaNews che ha raccolto la lettera di un sacerdote cattolico«sotterraneo» cinese. Si tratta della «questione della “registrazione ufficiale” che le autorità cinesi richiedono oggi a tutti i sacerdoti, facendosi forza anche dell’Accordo del 2018 con la Santa Sede sulla nomina dei vescovi, che pure non richiede questo adempimento. Mese dopo mese le pressioni vanno facendosi più insistenti, soprattutto in quelle province dove tuttora esistono significative comunità “sotterranee”, che in coscienza ritengono di non dover aderire all’Associazione Patriottica dei cattolici cinsi, fortemente influenzata dal controllo e dall’ideologia del Partito» scrive il sito del PIME. «In questa lettera il sacerdote spiega nel dettaglio perché la registrazione non è solo un atto formale, ma un problema molto concreto per l’esercizio del proprio ministero pastorale. E le difficoltà che una volta avvenuta comporta nella vita di un prete».
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Quando il clero sceglie di «registrarsi ufficialmente», cioè di aderire all’Associazione Patriottica dei cattolici cinesi riconosciuta dal governo e al sistema ufficiale, pur ottenendo legalmente uno «status legittimo», sul piano pastorale e della coscienza religiosa si trova ad affrontare una serie di sfide complesse.
1. La lacerazione e il conflitto interiore della coscienza religiosa
• Il conflitto di coscienza
La Chiesa cattolica sottolinea la «libertà della coscienza» e la «fedeltà alla fede». Entrare nell’Associazione Patriottica significa accettare la leadership di un’organizzazione messa in dubbio dalla Chiesa universale.
Per alcuni sacerdoti, la registrazione appare come una compromissione con il potere politico, generando un senso di colpa per «tradimento della fede», che si accumula nel tempo.
• Ambiguità nella comunione con il papa
Sebbene papa Francesco, per motivi pastorali, abbia accettato la legittimità di alcuni «vescovi registrati», l’accordo sino-vaticano non impone ai sacerdoti l’obbligo di registrazione.
Una volta registrati, alcuni sacerdoti possono essere fraintesi come «non più fedeli alla Santa Sede», generando una zona grigia nella loro identità ecclesiale.
2. Spazi pastorali ampliati, ma con molte limitazioni
• Celebrazioni pubbliche sotto controllo
Possono celebrare messe, predicare e amministrare sacramenti nelle chiese approvate dal governo.
Tuttavia, i contenuti delle omelie devono evitare temi sensibili come l’autorità papale, la Chiesa universale, le persecuzioni religiose e la situazione della Chiesa sotterranea.
Le chiese sono spesso dotate di telecamere, e personale governativo può assistere o addirittura intervenire durante le omelie.
• Libertà amministrativa limitata
Organizzare eventi, corsi di formazione, catechismo per giovani richiede un’approvazione;
Non è possibile dare vita liberamente a seminari o gruppi di formazione vocazionale;
I fedeli devono ottenere l’approvazione ufficiale per svolgere ruoli di predicazione o conferenze, limitando la collaborazione pastorale con i laici.
• La necessità di rinnovare continuamente le certificazioni crea stanchezza mentale nel clero.
3. Crisi di fiducia da parte della comunità dei fedeli
• Allontanamento dei fedeli sotterranei
I fedeli che da tempo seguono la fede «sotterranea» possono considerare i sacerdoti registrati come «compromessi, sconfitti»;
Le reti di fedeli familiari possono interrompersi, compromettendo la continuità pastorale.
• Reazioni complesse tra i fedeli ufficiali
Alcuni fedeli ufficiali accettano i sacerdoti registrati, ma a causa della complessa storia ecclesiale possono restare cauti nei confronti della loro identità;
Trovarsi non pienamente accettati da entrambi i lati può far sentire i sacerdoti registrati come «isolati».
4. Pressioni per una «nuova trasformazione» o un «auto-azzeramento»
• Continui «ripulimenti» nelle politiche attuate
La registrazione iniziale può apparire solo come un “registro”, ma successivamente il governo richiede:
partecipazione a corsi politici;
organizzazione di conferenze sui «valori fondamentali del socialismo»;
enfasi sullo slogan della «sinicizzazione della religione»;
collaborazione nella rimozione delle croci, nell’esposizione della bandiera nazionale;
«De-sacralizzazione» delle decorazioni e del linguaggio liturgico della Chiesa.
Ogni adesione a questi obblighi rappresenta una nuova «trasformazione» che può ulteriormente diluire la fede.
• Essere «intermediari» nella lotta tra governo e religione
Costretti a mediare tra «stabilità sociale» e «cura pastorale»;
Soggetti a domande da parte dei fedeli e ordini da parte del governo, portando a esaurimento psicofisico e ansia di fede.
5. Ambiguità a lungo termine nella spiritualità e nell’identità
• Crisi di identificazione interiore
Pur essendo «legalmente riconosciuti», possono sentirsi con un’«identità di fede confusa»;
Facile perdita del senso del ministero, auto-negazione, ritiro e persino insofferenza.
• Arresto della crescita spirituale
Per «sicurezza» devono praticare l’«auto-censura»;
Non osano più parlare di vocazione, di incoraggiare i giovani al sacerdozio, né di predicare la verità;
Diventano gradualmente «formali e burocratici», perdendo il ruolo di profeti.
Conclusione: la registrazione non è la fine, ma una nuova croce
I sacerdoti registrati si trovano in una situazione molto delicata: apparentemente acquisiscono legittimità, ma interiormente affrontano sfide spirituali più profonde rispetto ai loro colleghi sotterranei.
Riusciranno a:
• Mantenere intatta la fede?
• Guidare pastoralmente i fedeli senza perdere autenticità?
• Conservare la coscienza e la testimonianza all’interno del sistema?
È un cammino che richiede grande saggezza, coraggio e preghiera per poterlo percorrere fino in fondo.
Un prete «sotterraneo» cinese
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Immagine di Diego Delso via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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Cina
IA cinese esce dal sistema di sicurezza integrato
Un modello di Intelligenza Artificialecinese di punta è riuscito a eludere le restrizioni durante un test controllato di sicurezza informatica, intensificando le preoccupazioni sull’efficacia delle misure di sicurezza dell’IA, secondo quanto dichiarato dalla società di ricerca sulla sicurezza informatica statunitense Frontier Security.
I ricercatori hanno individuato il modello in Kimi K3, il principale prodotto della startup Moonshot, spiegando che ha avuto accesso a informazioni online durante una valutazione condotta in un ambiente di test isolato sviluppato dall’AI Security Institute del Regno Unito. Il sistema è concepito per mantenere i modelli di intelligenza artificiale scollegati da Internet mentre vengono valutate le loro capacità.
Anziché portare a termine il compito basandosi esclusivamente sulle informazioni fornite per il test, Kimi K3 ha individuato un modo per accedere a dati online, secondo Frontier Security. I ricercatori hanno precisato che il modello ha sfruttato una debolezza nella configurazione dell’ambiente di test, senza violare direttamente la sua sicurezza.
A differenza di alcuni modelli di intelligenza artificiale coinvolti in recenti episodi di test, Kimi K3 non ha tentato di accedere o attaccare siti web o sistemi informatici esterni, ha dichiarato Frontier Security. Tuttavia, i ricercatori hanno evidenziato che l’incidente indica come il modello sia privo di alcune delle misure di sicurezza informatica integrate presenti nei sistemi di IA concorrenti e possa comportare rischi maggiori, poiché è già disponibile pubblicamente per gli sviluppatori che possono scaricarlo, modificarlo e utilizzarlo.
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Questo episodio si inserisce in una serie di inconvenienti analoghi emersi durante i test, segnalati nelle scorse settimane da OpenAI e Anthropic, i cui modelli di AI sono anch’essi usciti dagli ambienti di test previsti nel corso di valutazioni controllate. In alcuni di questi casi, i sistemi hanno interagito con servizi online esterni mentre cercavano di completare i compiti assegnati.
Come riportato da Renovatio 21, la settimana scorsa anche Meta è diventata la terza grande azienda tecnologica a comunicare che la propria Intelligenza Artificiale ha perso il controllo e ha violato i sistemi di un’azienda terza.
Le più recenti scoperte accrescono il controllo sui sistemi di IA avanzati, mentre governi, ricercatori e aziende tecnologiche lavorano per rafforzare i test di sicurezza. Valutazioni recenti hanno mostrato che i modelli di IA, sempre più sofisticati, possono sfruttare debolezze impreviste negli ambienti di test o operare al di là dei limiti stabiliti dai ricercatori.
Nel frattempo, è emerso che nei recenti attacchi l’IA ha preso di mira persona reali durante i test.
Come riportato da Renovatio 21, a maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
Lo scorso mese il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Immagine generata artificialmente
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