Militaria
Che cos’è il missile ipersonico Oreshnik?
Il nuovo missile ipersonico svelato negli scorsi giorni da Mosca– chiamato Oreshnik, cioè, in lingua russa, «nocciola» – è rapidamente diventato il centro dell’attenzione internazionale.
Annunciato dal presidente Vladimir Putin con un discorso televisivo alla nazione, questa arma ipersonica a medio raggio è vista come un significativo progresso nelle capacità missilistiche del Paese. Uno che potrebbe avere conseguenze di vasta portata sia per il conflitto in Ucraina che per la più ampia sicurezza internazionale.
Grazie alla sua velocità e precisione apparentemente ineguagliabili e alla prospettiva di una produzione di massa imminente, questo missile potrebbe rappresentare un punto di svolta per le operazioni militari di Mosca.
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Vari commentatori e analisti hanno sottolineato che, a giudicare da quanto si è visto, gli USA più che sottovalutare la portata della nuova arma, non ne hanno proprio capito il ruolo di trasformatore del paradigma bellico.
Come riportato da Renovatio 21, il presidente Putin ha paragonato l’azione dell’Oreshnik a quella di un meteorite, che colpisce con violenza estrema dal cielo senza possibilità di prevederlo.
PUTIN: The force of the Oreshnik blow is colossal. Fortified structures at a depth of three or four floors underground are affected. It produces temperatures comparable to the surface of the sun… it’s like a meteorite falling. pic.twitter.com/9Jgp5jy8QM
— COMBATE |🇵🇷 (@upholdreality) November 28, 2024
La stampa russa riassume i punti salienti del nuovo sistema offensivo ipersonico, che è detto non aver al momento eguali sul pianeta.
Si tratta, innanzitutto, di una nuova arma, non un potenziamento di una arma precedente.
Contrariamente ad alcune affermazioni, l’Oreshnik non è un aggiornamento dei sistemi missilistici dell’era sovietica, secondo Putin. Invece, è uno sviluppo completamente nuovo basato sulla moderna tecnologia russa. Il presidente ha sottolineato che il missile rappresenta il culmine degli sforzi all’interno della «Nuova Russia», riferendosi agli sviluppi successivi al crollo dell’Unione Sovietica nel 1991. «È stato creato sulla base di sviluppi moderni e più recenti», ha affermato il presidente russo.
Secondariamente, il nuovo missile ha capacità e precisione ipersoniche avanzate.
Espectacular el Oreshnik. pic.twitter.com/jSXeHMgVRN
— El Fantasma (@AlTopeyPunto198) November 25, 2024
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Il missile Oreshnik è descritto come un’arma ad alta precisione e medio raggio, con velocità ipersonica. Putin ha chiarito che, sebbene non sia considerata un’arma «strategica», le sue capacità sono comunque formidabili. «Grazie alla sua potenza d’impatto, specialmente con un uso massiccio e collettivo, e persino in combinazione con altri sistemi ad alta precisione e lungo raggio, l’uso di Oreshnik sarà paragonabile in potenza alle armi strategiche», ha affermato il presidente russo.
Questo missile è progettato per volare a velocità fino a Mach 10 (circa12.200 km all’ora), che è circa dieci volte la velocità del suono. L’elevata velocità rende estremamente difficile l’intercettazione utilizzando gli attuali sistemi di difesa missilistica. «Non ci sono mezzi per contrastare i sistemi di tipo Oreshnik nel mondo», ha affermato Putin, spiegando che i sistemi di difesa missilistica occidentali, compresi quelli dispiegati nell’Europa occidentale, non possono intercettare proiettili così rapidi.
The launch of Russia’s latest medium-range Oreshnik missile is an “alarm signal” for the West, but the US continues to make mistakes and provoke Moscow, said famous American economist, Columbia University professor Jeffrey Sachs.
The American authorities themselves withdrew from… pic.twitter.com/EXTu8bM11L— S p r i n t e r (@SprinterFamily) November 26, 2024
Un terzo punto da rilevare, è che il nuovo sistema d’arma ha già ricevuto il suo battesimo del fuoco, con un primo utilizzo in combattimento e risposta all’Ucraina.
L’Oreshnik è stato utilizzato per la prima volta in combattimento il 21 novembre 2024, quando ha colpito una struttura di difesa ucraina nella città di Dnepropetrovsk (Dnipro per gli ucraini).
L’obiettivo era il complesso industriale Yuzhmash, un importante sito di difesa ucraino ereditato dall’URSS che produce equipaggiamento missilistico. Putin ha giustificato l’attacco come una risposta all’uso da parte di Kiev di missili a lungo raggio, come i sistemi ATACMS americani e Storm Shadow britannici, contro il territorio russo. «Il conflitto regionale in Ucraina ha acquisito elementi di carattere globale», ha affermato Putin, evidenziando le implicazioni più ampie del coinvolgimento occidentale.
This is likely to be the day with the most drastic change in warfare since the Trinity test on July 16, 1945. That is, the strike of Russia into factory in Dnipro with a “hypervelocity weapon” on Nov. 21, 2024.
The world of warfare will never return to what it was before. pic.twitter.com/axqaJ0Uo0w
— Tuomas Malinen (@mtmalinen) November 30, 2024
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In quarto luogo, Putin ha già reso pubblico che sono state avviate produzione e distribuzione di massa.
Dopo il test di successo e il primo utilizzo della nuova arma, la Russia si è impegnata a produrre in serie il sistema. «La produzione in serie di Oreshnik è praticamente organizzata», ha confermato Putin, con i missili destinati a essere inclusi nelle Forze missilistiche strategiche della Russia (RSVS). Ciò suggerisce che diventeranno una parte fondamentale della strategia militare a lungo termine della Russia, con il potenziale per un dispiegamento diffuso nei prossimi mesi.
Putin ha osservato che il processo di sviluppo del missile è stato rapido ed efficiente, con tecnologie nazionali che hanno garantito che Mosca abbia «risolto i problemi di sostituzione delle importazioni». Ciò suggerisce che la Russia è riuscita a sviluppare l’Oreshnik interamente con le proprie risorse, riducendo al minimo la dipendenza da componenti straniere.
Va notato che l”Oreshnik è destinato a spiegare tutto il suo impatto a livello di significato strategico globale.
Il missile Oreshnik ha il potenziale per cambiare le dinamiche del conflitto ucraino. Secondo il generale Sergej Karakaev, capo delle Forze missilistiche strategiche russe, l’Oreshnik «può colpire obiettivi in tutta Europa». Ciò rende il missile non solo un’arma potente nel contesto dell’Ucraina, ma anche una che potrebbe avere implicazioni geopolitiche più ampie se le tensioni dovessero aumentare ulteriormente.
Oreshnik missile: How fast can it reach major European cities? pic.twitter.com/clX2LN0683
— Ignorance, the root and stem of all evil (@ivan_8848) November 28, 2024
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Sebbene la Russia non abbia descritto esplicitamente il missile come un’arma di distruzione di massa, la sua precisione e il suo potere distruttivo implicano che potrebbe essere utilizzato per colpire infrastrutture critiche in stati nemici. Secondo Putin, fornisce alla Russia un vantaggio tecnologico che al momento non può essere eguagliato da nessun altro paese.
Il missile Oreshnik ha suscitato allarme in Occidente. L’uso di questa nuova arma, unito al conflitto in Ucraina, ha spinto a chiedere di rafforzare le difese aeree. I funzionari ucraini si sono già rivolti agli Stati Uniti per discutere di ricevere sistemi avanzati, che potrebbero includere Patriot modernizzati o persino piattaforme di difesa missilistica Aegis. Tuttavia, non ci sono prove che suggeriscano che sarebbero efficaci contro l’Oreshnik.
Come riportato da Renovatio 21, le dichiarazioni ucraine ed americane secondo cui un missile ipersonico Kinzhal sarebbe stato intercettato dall’antiaerea di Kiev (cioè, da armi occidentali) sono state oggetto di polemiche e controversie, con i russi a spiegare come ciò non è possibile, e successivamente ad attaccare batterie di Patriot presenti sul territorio ucraino.
Secondo alcuni il significato del disvelamento dell’Oreshnik risiede nella volontà, da parte di Mosca, di evitare il conflitto atomico: i Paesi NATO ora possono comprendere che la Russia più distruggere qualsiasi punto in Europa con armi in grado di colpire in anche meno di 15 minuti di volo dal pulsante premuto. Non essendo intercettabile, si tratta di fatto di un coltello al collo – un avvertimento a non andare oltre.
Tuttavia, non è detto che i centri di comando USA, britannici e NATO recepiscano la minaccia, perché accecati nel loro odio paranoico contro Mosca. A discapito dell’interessa – o meglio, della vita – degli stessi popoli che dovrebbero difendere, che potrebbero essere annichiliti dal fuoco atomico qualora la guerra dovesse escalare ancor di più.
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Immagine screenshot da Twitter; modificata
Militaria
L’esercito tedesco gestisce un’unità segreta per fornire armi a Kiev
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Militaria
Caccia NATO fatti decollare contro uno stormo di uccelli
Un caccia NATO è decollato dopo che uno stormo di uccelli era stato scambiato per droni. Lo hanno riportato le autorità lituane.
Negli ultimi mesi si sono ripetuti episodi in cui droni hanno attraversato lo spazio aereo di Lituania, Lettonia ed Estonia o vi sono precipitati, in concomitanza con l’intensificarsi degli attacchi a lungo raggio di Kiev contro le infrastrutture energetiche dell’oblast’ di Leningrado, nella Russia nord-occidentale.
Domenica un presunto avvistamento di drone ha portato alla chiusura dell’aeroporto internazionale di Vilnius, come comunicato dal Centro nazionale per la gestione delle crisi.
Lo spazio aereo è stato riaperto entro 40 minuti dopo che un velivolo NATO, partito dalla base di Siauliai nel nord del Paese, ha verificato che l’allarme non era dovuto a un drone ma a uno stormo di uccelli.
«Dalle prime rilevazioni radar, le tracce lasciate da uccelli e droni possono risultare simili», si legge nella dichiarazione. La base di Siauliai ospita Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica militare italiana, schierati in Lituania nell’ambito della missione NATO di pattugliamento aereo del Baltico.
Si stima che un’ora di volo su un Eurofighter Typhoon costi circa 56.000 euro.
Il mese scorso la NATO ha dichiarato di aver abbattuto un drone sopra la Lettonia, sostenendo che fosse entrato nello spazio aereo baltico «a seguito di attività di guerra elettronica russe».
La Russia ha accusato Lituania, Lettonia ed Estonia di giocare con il fuoco consentendo l’uso del proprio territorio per attività ostili. Funzionari russi hanno avvertito che, se i Paesi baltici agevolassero consapevolmente gli attacchi dei droni ucraini, Mosca li riterrebbe complici e si riserverebbe il diritto all’autodifesa ai sensi della Carta delle Nazioni Unite.
Il falso allarme lituano si inserisce in un clima di crescenti speculazioni su presunti incidenti con droni russi in Europa. A luglio l’Istituto Internazionale di Studi Strategici (IISS) ha riferito 144 avvistamenti di droni di sorveglianza vicino a infrastrutture critiche, aeroporti e basi aeree nel Regno Unito, in Francia, Belgio, Paesi Bassi e altrove. Nessun velivolo è però mai stato catturato e Mosca ha smentito ogni coinvolgimento.
All’inizio di questo mese il governo tedesco ha detto di avere motivi per ritenere la Russia responsabile dell’episodio in cui un drone carico di esplosivo è stato trovato tra aerei cargo Antonov ucraini all’aeroporto di Lipsia-Halle il 4 agosto. Berlino non ha prodotto prove che colleghino il drone a Mosca.
Il presidente Vladimir Putin ha respinto le accuse, sostenendo che servono a distogliere l’attenzione dai problemi economici interni.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che la reazione tedesca alla bufala del drone «l’inizio di una vera guerra».
Immagine di WanderingTrad via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Droni
L’Iran distrugge un drone-spia marino americano a Ormuzzo
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (i pasdaran ) ha dichiarato di aver distrutto un sommergibile da ricognizione statunitense Saildrone Explorer all’imboccatura dello Stretto di Hormuz, diffondendo un filmato che mostra il velivolo senza equipaggio in fiamme in mare.
La Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha detto giovedì che l’imbarcazione, identificata con il numero di scafo 5838, è stata colpita mentre operava vicino alla via navigabile strategica. I media statali iraniani l’hanno presentata come un drone di sorveglianza americano, ma l’esercito statunitense non ha confermato la perdita.
«L’esercito americano, terrorista e aggressore, negli ultimi giorni, per timore di avvicinarsi e affrontare i combattenti dell’Islam, ha inviato i suoi droni nello Stretto di Hormuz», ha dichiarato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
La via navigabile strategica resta sotto il controllo e la «sorveglianza dei servizi segreti» di Teheran, hanno aggiunto i pasdaran, avvertendo che «qualsiasi presenza ostile in questo stretto strategico sarà presa di mira».
Il Saildrone Explorer, lungo circa sette metri, è un’imbarcazione di superficie senza equipaggio dotata di telecamere, sensori e sistemi di comunicazione per la sorveglianza e la ricognizione marittima. La Marina degli Stati Uniti ha già usato questa piattaforma con la Task Force 59 della Quinta Flotta, con base in Bahrein, che integra sistemi senza equipaggio e intelligenza artificiale nelle operazioni regionali.
The Iranian Navy: We have struck a US unmanned vessel, with hull number 5838, at the entrance to the Strait of Hormuz. pic.twitter.com/WyesLWXI47
— IRIB (Islamic Republic of Iran Broadcasting) (@iribnews_irib) September 10, 2026
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L’ultimo incidente arriva appena due giorni dopo che i pasdarani hanno catturato un drone sottomarino statunitense all’imboccatura dello Stretto di Ormuzzo. Il filmato diffuso da Teheran mostra quello che sembra un veicolo sottomarino autonomo Dive-LD, costruito da Anduril e entrato in servizio nel 2025. Il Pentagono ha ammesso di aver perso il sommergibile, ma ha detto che era vecchio e guasto e che non trasportava dati sensibili o apparecchiature classificate.
Gli incidenti si inseriscono in un quadro di crescente tensione marittima tra Stati Uniti e Iran.
Gli Stati Uniti hanno distrutto diverse petroliere iraniane dopo aver accusato le Guardie Rivoluzionarie di aver lanciato missili balistici contro navi da guerra statunitensi. L’Iran, a sua volta, ha attaccato navi e petroliere commerciali americane accusate di violare le restrizioni sullo Stretto ormusino.
Lo scontro ha interrotto in modo grave il traffico su uno dei corridoi energetici più importanti del mondo e ha spinto il petrolio Brent oltre i 107 dollari al barile, mentre più a ovest le forze Houthi, allineate con l’Iran, stanno rafforzando la presa su Bab al-Mandeb, un altro snodo strategico che collega il Mar Rosso e l’Oceano Indiano.
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Immagine screenshot da Twitter
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