Militaria
Il capo della NATO Rutte: l’UE non può difendersi senza gli Stati Uniti
L’UE non sarebbe in grado di difendersi senza gli Stati Uniti, ha affermato il Segretario Generale della NATO Mark Rutte. I membri dell’Unione dovrebbero spendere fino al 10% del loro PIL per le forze armate, cifra che potrebbe comunque essere insufficiente, ha dichiarato lunedì al Parlamento europeo.
Le sue dichiarazioni sono arrivate in un momento in cui alcuni funzionari dell’UE hanno continuato a chiedere di rendere l’Unione meno dipendente dagli Stati Uniti per la sicurezza. A metà gennaio, il Commissario alla Difesa Andrius Kubilius ha affermato che l’UE aveva bisogno di un esercito permanente di 100.000 uomini per poter agire in modo indipendente.
Secondo Rutte, tali piani sarebbero irrealistici. «Se qualcuno pensa ancora una volta che l’Unione Europea o l’Europa nel suo complesso possano difendersi senza gli Stati Uniti, continui a sognare. Non è possibile», ha affermato.
Il Segretario generale ha avvertito che coloro che «vogliono davvero fare da soli» dovrebbero «dimenticare che è possibile arrivarci con il 5%» del PIL speso per la difesa. L’Unione dovrebbe almeno raddoppiare quella somma, oltre a investire in una propria capacità nucleare, che «costa miliardi, miliardi e miliardi di euro», ha sostenuto, aggiungendo che agire da soli significherebbe «perdere».
NOW – NATO Chief Rutte: “If anyone thinks here, again, that the European Union or Europe as a whole can defend itself without the U.S., keep on dreaming.” pic.twitter.com/HlJU2mZuVE
— Disclose.tv (@disclosetv) January 26, 2026
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La NATO ha approvato la soglia di spesa del 5% durante un vertice all’Aia lo scorso anno. La richiesta era stata avanzata originariamente dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che da allora ha ricevuto infiniti elogi da Rutte. Lunedì, ha nuovamente elogiato il presidente per aver fatto sì che nazioni come «Spagna, Italia, Belgio e Canada» rispettassero i loro attuali impegni di spesa del 2%, oltre ad aver accettato la nuova soglia.
Washington ha ripetutamente dichiarato che avrebbe ridotto gli impegni nei confronti dei suoi alleati europei e li avrebbe esortati ad assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza. La scorsa settimana, il Pentagono ha dichiarato che avrebbe dato priorità alla «difesa della patria statunitense e alla deterrenza nei confronti della Cina».
L’UE si è sentita inoltre messa da parte nei colloqui di pace sull’Ucraina mediati dagli Stati Uniti e si è scontrata con Washington in merito alla spinta di Trump ad acquisire la Groenlandia, che secondo alcuni politici europei potrebbe porre fine a «un’era di 80 anni di atlantismo».
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Militaria
L’India ricomincia a produrre i caccia russi Sukhoi
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Militaria
Epidemia di suicidi colpisce gli hacker militari USA
Il Comando cibernetico degli Stati Uniti sta analizzando un numero anomalo di suicidi tra i propri membri, concentrati in un arco di circa un mese durante l’estate.
La testata, citando messaggi interni delle forze armate, documenti ufficiali e colloqui con persone informate, ha riferito giovedì che almeno cinque individui impiegati nel comando o in stretto contatto con esso si sono tolti la vita tra l’inizio di giugno e i primi di luglio.
Questa sequenza di decessi ha spinto il Cyber Command a qualificare gli eventi come un cosiddetto «cluster di suicidi», espressione utilizzata dal Pentagono per indicare una serie di suicidi verificatisi a intervalli più stretti del consueto e tali da richiedere misure specifiche.
Gli operatori del comando hanno il compito di difendere le reti informatiche militari americane e, al tempo stesso, di penetrare nei sistemi digitali delle forze armate straniere per compromettere comunicazioni, difese aeree e altre capacità operative. Gran parte di queste attività si svolge all’interno di strutture ad altissima sicurezza e resta classificata.
Il costo psicologico di questo lavoro rappresenta da tempo una fonte di preoccupazione per i responsabili militari. Uno studio finanziato dall’esercito e richiamato da Bloomberg ha evidenziato che gli specialisti informatici soffrono spesso di insonnia, deficit di memoria, ruminazioni ossessive e patologie fisiche.
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Le criticità relative alla salute mentale degli hacker delle forze armate erano già emerse in sede congressuale. Una norma della legge sulla difesa del 2025 ha imposto al Cyber Command di mettere a disposizione esperti di salute mentale dedicati, compresi consulenti autorizzati a operare con personale che tratta materiali secretati.
I recenti decessi hanno riportato il tema all’attenzione del Congresso. Secondo Bloomberg, la Commissione per le Forze Armate del Senato sta valutando con il comando la possibilità di destinare risorse aggiuntive al supporto psicologico, mentre l’omologa commissione della Camera ha definito l’aumento dei suicidi una «questione critica».
Fonti di Bloomberg riferiscono che il carico di lavoro degli operatori è cresciuto in modo drastico a causa dei conflitti in corso all’estero, in particolare della guerra in Iran. I suicidi sono coincisi con una delle fasi più intense dello scontro.
È noto come il suicidio sia contagioso, tanto più che si può parlare di vere epidemie, che si propagano per imitazione o trasmissione sociale dei comportamenti suicidari (noto come effetto Werther o contagio suicidario).
L’effetto Werther è il fenomeno per cui la notizia del suicidio di una persona, diffusa dai media, provoca un aumento di suicidi emulativi nella popolazione.Il termine è stato coniato dal sociologo David Phillips nel 1974. Prende il nome dal romanzo di Giovanni Wolfgango Goethe del 1774, I dolori del giovane Werther, dopo la cui pubblicazione si registrò una catena di suicidi tra i giovani lettori che usavano lo stesso metodo del protagonista.
I giornalisti vengono quindi formati alla delicatezza totale nel parlare del tema del suicidio, perché un articolo pubblicato potrebbe di fatto far scattare a catena altri suicidi.
Tuttavia, la stampa sembra infischiarsene ampiamente, magari glorificando pure il suicida, in ispecie nel caso che questo scelga la morte eutanatica.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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La «gamification» ucraina dell’uccisione di russi è «macabra»: parla il più alto militare britannico
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