Sorveglianza
Assange si dichiara «colpevole di giornalismo»
Il fondatore di WikiLeaks Julian Assange ha esortato i legislatori europei ad agire contro la crescente «repressione transnazionale» del giornalismo da parte delle grandi potenze durante un discorso all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) martedì. È stata la sua prima apparizione pubblica da quando è stato rilasciato dalla prigione a fine giugno.
Assange ha trascorso anni rinchiuso in una prigione di massima sicurezza in Gran Bretagna mentre combatteva l’estradizione negli Stati Uniti, che lo avevano accusato di aver ottenuto e divulgato illegalmente informazioni riservate relative alla difesa nazionale.
A giugno, ha patteggiato con il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, riconoscendo formalmente una certa colpevolezza e rinunciando al diritto di ricorso legale attraverso, ad esempio, la Corte europea dei diritti dell’uomo, in cambio della libertà.
🇪🇺JULIAN ASSANGE: EXPRESSING THE TRUTH HAS BEEN UNDERMINED, ATTACKED, AND WEAKENED
“I am free today after years of incarceration because I pled guilty to journalism.
I pled guilty to seeking information from a source.
I pled guilty to obtaining information from a source, and… https://t.co/Rhtp2smGmJ pic.twitter.com/g80TvtsEOZ
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 1, 2024
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«Voglio essere totalmente chiaro. Non sono libero oggi perché il sistema ha funzionato. Sono libero oggi, dopo anni di carcere, perché mi sono dichiarato colpevole di giornalismo», ha detto ai membri del Comitato per gli Affari Legali del PACE a Strasburgo.
Nella sua testimonianza, Assange ha raccontato la sua situazione legale e quella che ha definito una «campagna di ritorsione» da parte della CIA sotto il direttore Mike Pompeo durante la presidenza di Donald Trump. Secondo i resoconti dei media e altri materiali, l’agenzia ha condotto un’ampia campagna di sorveglianza contro l’editore, la sua famiglia e i suoi soci, e si sarebbe contemplato il rapimento o l’uccisione di Assange mentre era protetto dall’asilo politico presso l’ambasciata ecuadoriana a Londra.
Assange ha detto che, mentre la sua storia personale era straziante, altri nella stessa situazione non hanno goduto dello stesso livello di pubblicità e supporto internazionale. Nel frattempo, il mondo è cambiato drasticamente in peggio da quando ha fondato WikiLeaks, ha aggiunto.
«Vedo più impunità, più segretezza, più ritorsioni per aver detto la verità e più autocensura», ha detto. «È difficile non tracciare una linea tra l’azione penale del governo degli Stati Uniti nei miei confronti, il suo attraversamento del Rubicone criminalizzando a livello internazionale il giornalismo, e il clima freddo per la libertà di espressione che esiste ora».
Gli Stati Uniti hanno abusato con successo delle procedure legali europee per vendicarsi di un editore e si sono sentiti incoraggiati a usare di nuovo la stessa strategia, come hanno fatto altri Paesi, ha affermato Assange.
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«Quando nazioni potenti si sentono autorizzate a colpire individui oltre i loro confini, quegli individui non hanno alcuna possibilità a meno che non ci siano forti salvaguardie in atto e uno stato disposto a farle rispettare. Senza di esse, nessun individuo ha la speranza di difendersi dalle vaste risorse che uno stato aggressore può impiegare», ha avvertito.
Spetta ai governi europei garantire che «la libertà di parola e la libertà di pubblicare la verità non siano privilegi riservati a pochi, ma diritti garantiti a tutti», ha concluso.
Come riportato da Renovatio 21, un tribunale spagnuolo aveva convocato Pompeo due anni fa per il complotto di assassinio nei confronti dell’Assangio.
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Immagine screenshot da YouTube
Sorveglianza
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Sorveglianza
Chat control, il Parlamento Europeo ha esteso fino al 2028 il programma di sorveglianza sui nostri telefoni
Il Parlamento Europeo ha prorogato fino all’aprile 2028 la legislazione «Chat Control», un programma di sorveglianza della messaggistica privata presentato come strumento contro il materiale pedopornografico, dopo che una manovra procedurale ha permesso l’approvazione del provvedimento nonostante la maggioranza dei parlamentari avesse votato contro.
Il 9 luglio, il Parlamento europeo ha adottato una proroga di Chat Control 1.0, un’esenzione temporanea e volontaria dalle norme sulla privacy nell’UE, apparentemente volta a individuare materiale pedopornografico online. Il regolamento rimarrà ora in vigore fino al 3 aprile 2028, dando alle istituzioni europee più tempo per negoziare un nuovo quadro normativo. Comunemente noto come Chat Control 2.0, il nuovo regolamento renderebbe obbligatorio il controllo dei messaggi e delle foto private, anche sui servizi crittografati come WhatsApp e Signal.
L’estensione Chat Control 1.0 è stata approvata dopo un iter procedurale che ha impedito una votazione diretta sul merito della legge stessa.
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«È una vergogna che lo strumento Chat Control sia stato approvato dal Parlamento europeo», ha dichiarato Svenja Hahn, presidente del partito ALDE e europarlamentare tedesca, in un commento a EUTechLoop. «Apre le porte alla sorveglianza di massa di tutte le comunicazioni private dei nostri cittadini europei, invece di concentrarsi sulla lotta mirata contro gli abusi sessuali sui minori, come proposto dal Parlamento. La sorveglianza delle chat private, promossa dagli Stati membri dell’UE, rappresenta una minaccia per la nostra libertà e la nostra democrazia. Dobbiamo continuare a lottare contro Chat Control».
Alla base di Chat Control 1.0 c’è il Regolamento (UE) 2021/1232, che consente una deroga temporanea alle leggi europee sulla privacy per permettere ai fornitori di utilizzare sistemi automatizzati per rilevare materiale pedopornografico. Tale deroga è scaduta il 3 aprile di quest’anno, ma le discussioni per prorogarla si sono bloccate a causa dell’opposizione di diverse organizzazioni che hanno espresso preoccupazione per le implicazioni umanitarie del regolamento proposto.
Come riportato da EuroNews, a marzo i membri del Parlamento europeo hanno respinto una proposta per prorogare Chat Control 1.0, dopo che i negoziati non hanno portato a un accordo. È stato approvato un emendamento che impone di limitare il monitoraggio ai singoli utenti o ai gruppi già sospettati per ordine di un’autorità giudiziaria, impedendo così l’accesso indiscriminato alla corrispondenza delle comunicazioni private con sede nell’UE.
Successivamente, a giugno, la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola ha riaperto il fascicolo legislativo al Consiglio europeo, chiedendo all’UE di «trovare un accordo su una seconda lettura di questo fascicolo».
Il 2 luglio, il Consiglio ha quindi presentato, come propria «iniziativa», la proposta emendata che era stata appena respinta dal Parlamento, imponendo una seconda lettura, ovvero un nuovo ciclo di dibattito e votazione. Poiché la proposta è diventata la «posizione ufficiale» del Consiglio europeo, il regolamento del Parlamento europeo richiede la maggioranza assoluta – non dei presenti, ma di tutti gli eurodeputati – per emendarla. Ciò ha reso considerevolmente più difficile per gli oppositori ribaltare il disegno di legge.
Il 9 luglio, durante il dibattito, una prima votazione ha mostrato una maggioranza semplice a favore del rigetto della posizione del consiglio. Si è quindi tenuta una seconda votazione, che tuttavia non ha raggiunto la maggioranza assoluta necessaria per ribaltare il testo modificato. Di conseguenza, la proposta non è stata respinta. La legge è stata quindi approvata e Chat Control 1.0 è stata prorogata fino al 3 aprile 2028.
Tuttavia, la versione modificata di Chat Control 1.0 ha introdotto una clausola che esclude le comunicazioni crittografate end-to-end (ad esempio, su WhatsApp e Signal) dall’ambito di applicazione del regolamento, indipendentemente dal fatto che siano crittografate ora, lo siano state in passato o lo saranno in futuro.
I servizi di posta elettronica come Gmail e iCloud, l’archiviazione cloud protetta da crittografia lato server e la messaggistica diretta non crittografata su Instagram e Facebook rimangono esposti e fortemente incentivati a effettuare scansioni volontarie. Prima della sospensione dell’aprile 2026, la sola raccolta di piattaforme Meta rappresentava quasi la totalità delle segnalazioni inviate alle autorità di contrasto europee.
Come riportato da Renovatio 21, cinque anni fa Apple aveva dichiarato l’introduzione di modifiche agli iPhone progettate per scovare casi di abusi sessuali su minori. Già un lustro fa, dietro al nobile intento di combattere la pedofilia, non è difficile vedere che si tratta di un nuovo limite eroso dal capitalismo di sorveglianza.
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Dall’autunno del 2026 inizieranno i lavori per la versione definitiva 2.0, che introdurrà il monitoraggio «obbligatorio e preventivo» direttamente sui dispositivi utilizzati da tutti i cittadini dell’UE. Il nuovo quadro normativo dovrebbe essere approvato entro luglio 2028 e includere la cosiddetta scansione lato client. A tal fine, un algoritmo viene installato direttamente sul telefono o sul computer dell’utente e analizza il contenuto mentre viene digitato, prima che venga crittografato e inviato.
Si tratta di un ipertotalitarismo bioelettronico de facto, che sta venendo lanciato sotto i nostri occhi. E la pandemia con i suoi green pass, come ripetiamo su Renovatio 21, ne è stata solo la prova generale.
Come sempre, la lotta all’orrore della pedopornografia viene brandita dal sistema come motivazione per aumentare la sorveglianza dell’individuo, imponendo metodi di controllo sempre più capillari. È un bel paradosso: Bruxelles, che ricordiamo è città nota per le voci sulla terrificante pedofilia delle sue élite, per proteggerci dai pedofili accresce il suo potere.
La nuova manovra, che segue l’attacco alle grandi piattaforme pornografiche internet, nasconde quindi un’orrore più grande: quello della nuova piattaforma del totalitarismo europeo, una tecnocrazia basata su sorveglianza e controllo come mai abbiamo veduto nella storia umana.
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Sorveglianza
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