Intelligenza Artificiale
Microsoft fa riaprire la centrale nucleare dell’incidente di Three Miles Island: è per far funzionare la sua AI?
Il produttore di energia nucleare americano Constellation Energy ha dichiarato venerdì che intende riaprire la centrale nucleare chiusa di Three Mile Island in Pennsylvania, il luogo del peggior incidente ad un reattore nella storia degli Stati Uniti. Dietro alla riapertura della centrale, che sembrava chiusa definitivamente nel 2019, ci sarebbe Microsoft, il colosso informatico di Bill Gates. Lo riporta il New York Times.
La centrale Three Mile Island è diventate in questi decenni l’icona stessa dei rischi posti dall’energia nucleare dopo che uno dei due reattori della centrale si è parzialmente fuso nel 1979. L’altro reattore ha continuato a funzionare in sicurezza per decenni fino alla chiusura finale, per ragioni economiche, cinque anni fa.
«Ora un risveglio è a portata di mano. Microsoft, che ha bisogno di enormi quantità di elettricità per la sua crescente flotta di data center, ha accettato di acquistare quanta più energia possibile dall’impianto per 20 anni» scrive il NYT. «Constellation prevede di spendere 1,6 miliardi di dollari per ristrutturare il reattore recentemente chiuso e riavviarlo entro il 2028, in attesa dell’approvazione normativa».
«Il simbolismo è enorme», ha affermato Joseph Dominguez, amministratore delegato di Constellation, il più grande operatore nucleare della nazione. «Questo è stato il luogo del più grande fallimento del settore, e ora può essere un luogo di rinascita». Fino a poco tempo fa, l’industria nucleare americana sembrava essere in declino permanente. Le società elettriche hanno chiuso 13 reattori tra il 2012 e il 2022 di fronte alla concorrenza del gas naturale a basso costo e alla crescente energia eolica e solare.
Dominguez ha detto che Constellation pagherà per rinnovare l’impianto interamente di tasca propria, e Microsoft sarà gravata dall’acquisto di elettricità dall’impianto per 20 anni. «Non chiediamo un centesimo allo Stato o ai clienti dei servizi pubblici», ha detto.
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Non è chiaro, quindi, se si tratterà in pratica di un reattore di fatto privato di Microsoft, e non si capisce nemmeno perché Microsoft ne abbia bisogno – a meno che non si ipotizzi una escalation nell’uso di elettricità dovuto a nuovo super-impianti informatici di Intelligenza Artificiale, che sono in genere estremamente energivori.
Come riportato da Renovatio 21, Microsoft con OpenAI starebbe preparando segretamente un supercomputer che prevede un investimento di 100 miliardi di dollari per addestrare l’AI avanzata.
Il giornale neoeboraceno dà tuttavia una versione più soft della questione. «Aziende tecnologiche come Microsoft e Amazon hanno mostrato un crescente interesse per l’energia nucleare mentre lottano per soddisfare la crescente domanda energetica dell’Intelligenza artificiale. I data center hanno bisogno di energia 24 ore al giorno, qualcosa che l’energia eolica e solare da sole non possono fornire. Ma molte aziende tecnologiche hanno anche obiettivi ambiziosi per combattere il cambiamento climatico e preferiscono non utilizzare l’elettricità prodotta bruciando carbone o gas».
In pratica, Microsoft si volge all’atomo per amore dell’ambiente.
Come riportato da Renovatio 21, nella sua folle corse ad assomigliare sempre più al cattivo de I Simpsons Montgomery Burns, il Gates – che sostiene l’AI al punto da dire che salverà la democrazia – aveva investito tre anni fa nella costruzione di una centrale nucleare sperimentale in una cittadina del Wyoming.
Gates ha invocato l’AI anche questa settimana per chiedere la sua implementazione per censurare in tempo reale la «disinformazione» sui vaccini.
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Immagine di Constellation Energy via Wikimedia pubblicata su licenza e Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International l
Intelligenza Artificiale
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Genetica
Scienziati iniettano ad un essere umano un virus creato dall’IA
Per la prima volta in assoluto, gli scienziati hanno iniettato in un essere umano un virus progettato dall’Intelligenza Artificiale. L’esperimento rientrebbe in un tentativo di trovare modi per combattere i microbi resistenti agli antibiotici, che non rispondono alle forme di trattamento tradizionali. Lo riporta il quotidiano britannico Indipendent.
Una startup californiana chiamata Radical Numerics ha iniettato a un paziente dei virus creati dal suo modello di IA, Omnii-1. Il paziente soffriva di una grave infezione batterica.
Il modello di AI progetta i batteriofagi, un tipo speciale di virus che infetta e uccide i batteri senza attaccare le cellule umane. I batteriofagi sono già utilizzati come trattamento sperimentale per gravi infezioni batteriche, ma questa è la prima volta che viene utilizzato un batteriofago progettato interamente dall’intelligenza artificiale.
Anziché cercare un batteriofago in grado di colpire i batteri responsabili dell’infezione del paziente, Omnii-1 ne ha progettato uno da zero. L’azienda afferma che l’intero processo di progettazione e trattamento potrebbe richiedere solo pochi giorni.
Il trattamento è stato somministrato tramite un programma speciale che consente di tentare terapie sperimentali quando le altre opzioni sono limitate.
Radical Numerics ha affermato che si tratta della prima volta che dei fagi progettati con l’intelligenza artificiale vengono utilizzati per trattare un paziente umano. L’annuncio è stato pubblicato sul sito web dell’azienda, ma non è stato confermato da uno studio sottoposto a revisione paritaria e l’azienda non ha specificato se il trattamento abbia effettivamente aiutato il paziente.»
Finora, l’azienda non ha rilasciato alcun dettaglio sulla diagnosi del paziente o sull’esito del trattamento.
L’utilizzo dell’AI per sviluppare nuove terapie mediche è stato accolto con entusiasmo e al contempo con apprensione.
Come riportato da Renovatio 21, ad agosto era emerso che i team dell’Università di Stanford e del Broad Institute del MIT e di Harvard hanno utilizzato l’IA per ideare migliaia di genomi virali completi per la creazione di batteriofagi, generati a partire da un fago naturale denominato ΦX174. Alcune delle varianti create dall’IA si sono rivelate più efficaci di quelle presenti in natura nell’eliminare ceppi di E. coli diventati resistenti.
Quasi 300 di questi progetti sono stati poi sintetizzati in laboratorio e sottoposti a test, riuscendo a ottenere 16 virus vitali.
L’IA era già stata ampiamente applicata alla progettazione di singoli geni e proteine, ma i ricercatori hanno dichiarato che questa rappresenta la prima prova concreta della capacità dei modelli generativi di concepire un intero genoma virale operativo.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa i dirigenti delle principali aziende di Intelligenza Artificiale si sono uniti agli esperti di biotecnologie in un appello urgente per rendere obbligatori i controlli di sicurezza per l’acquisto di DNA sintetico.
Il timore per le armi biologiche create dell’AI era presente anche in una lettera che 60 figure del movimento MAGA avevano indirizzato al presidente Trump chiedendo controlli sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. «I sistemi aeronautici sono sottoposti a una rigorosa certificazione. I sistemi di Intelligenza Artificiale più potenti, che ora possono, o presto potranno, contribuire alla progettazione di armi biologiche, all’infiltrazione in infrastrutture critiche o alla manipolazione dei mercati finanziari, dovrebbero essere trattati con la stessa serietà e attenzione» hanno scritto i firmatari, tra i quali spiccava il nome di Steve Bannon.
Come riportato da Renovatio 21, un ricercatore esperto di sicurezza di Anthropic che aveva lavorato sul fronte delle armi biologiche si licenziò lasciando un monito preciso. «Il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora», ha scritto Mrinank Sharma rivolgendosi ai colleghi.
Come riportato da Renovatio 21, a settembre Anthropic ha sostenuto di aver individuato scienziati che impiegavano i suoi modelli di AI per ricerche potenzialmente utili allo sviluppo di armi biologiche.
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Immagine generata artifizialmente
Intelligenza Artificiale
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