Connettiti con Renovato 21

Immigrazione

La poligamia islamica sta diventando legale in Italia?

Pubblicato

il

Gli atti matrimoniali ufficiali possono finire per assorbire la shari’a – la legge islamica – rendendo accettata dall’ordinamento italiano la poligamia. Lo riporta il quotidiano milanese La Verità, che riprende un’inchiesta del programma TV Fuori dal coro.

 

La trasmissione di Rete 4 ha intervistato Anna Cisint, sindaco di Monfalcone (provincia di Udine), che ha mostrato al pubblico un contratto registrato in Italia, segnato da vari omissis. Secondo la Cisint qui si celerebbe un’accettazione istituzionale della poligamia.

 

Tali carte «dovrebbero dettagliare le norme previste nei documenti originali, che regolano le nozze dei matrimoni musulmani, tradotti e vidimati» scrive La Verità. «Sono scartoffie che spesso giacciono impolverate negli archivi. E celano una sbalorditiva seria di misteriose mancanze».

 

«Tra le righe cassate, viene negato perfino il divorzio dalle donne islamiche. O meglio: è possibile se lo consentono i generosi sposi. “Se il marito ha conferito alla moglie di chiedere il divorzio” recita una delle imposizioni omesse. Oppure se “impotente, violento o in prigione”. Fino ad arrivare alla più magnanima delle concessioni: “la tortura”. Anche in questo caso, bontà loro, la sposa potrà sentirsi libera dal sacro vincolo».

 


Sostieni Renovatio 21

Non è chiaro come le femministe, che hanno crocifisso la scrittrice cattolica Costanza Miriano per il libro Sposati e sii sottomessa (titolo che viene dalle Sacre Scritture: «Ora come la chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa», Efesini 5, 24) abbiano reagito ad una notizia come questa, e se stiano preparando una qualche forma di reazione – certo il momento, con le università e le piazze che ribollono di goscisti filo-palestinesi (e talvolta, forse sbadatamente, filo-Hamas, cioè filo-islamisti), è delicato assai.

 

«Questi contratti di matrimonio vengono quindi tradotti e registrati da Comuni e ambasciate, quando uno straniero diventa cittadino italiano e chiede la trascrizione dell’atto di nascita e di matrimonio» spiega il quotidiano milanese. «Quindi, dall’anagrafe passano allo stato civile. Per protocollare e validare i documenti non è possibile però trascrivere le parti in contrasto con la legge italiana».

 

«Così, al posto delle clausole sulla poligamia e sul divorzio, spuntano quegli omissis». Secondo il sindaco Cisint la procedura sarebbe nata da un’interpretazione dalla sentenza della Cassazione 1739/1999.

 

«Insomma, la sharia viene accolta nei documenti inviati poi allo Stato civile. È l’inconfessabile ammissione della poligamia, con tanto di timbro della nostra ambasciata che certifica quei certificati firmati all’estero».

 

«È quello che accade di regola», esclama la Cisint, che ora è candidata alle elezioni europee per la Lega.

 

«In Italia vivono famiglie che basano il loro rapporto su simili accordi. È la sottomissione della donna garantita dalla legge» si spinge a dire il sindaco di Monfalcone. «Le regole dell’islam contrarie alla nostra Costituzione sono accettate nei registri ufficiali della Repubblica».

 

Tutto questo avverrebbe all’ombra di una Repubblica che si definisce sempre più strutturalmente come «femminista», ma che al contempo, ipotizziamo, deve tenere conto del dogma migratorio.

 

E quindi: tra femminismo e immigrazione di massa, cosa può scegliere lo Stato moderno?

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

 

 

Continua a leggere

Immigrazione

La polizia britannica manganella chi manifesta contro uno stupratore immigrato

Pubblicato

il

Da

Martedì a Glasgow, in Iscozia, la polizia britannica ha estratto i manganelli durante uno scontro con alcuni residenti inferociti nel corso di una protesta, mentre gli agenti allontanavano dalla folla due uomini accusati di stupro.   Secondo il Glasgow Times, i manifestanti si sono radunati davanti a un condominio nella zona est della città, preoccupati che una persona residente nell’edificio rappresentasse un pericolo per la collettività.   I video della protesta mostrano la polizia che spinge via decine di residenti inferociti mentre scorta due giovani fuori dall’edificio e li fa salire su un furgone della polizia, mentre i due cercano di coprirsi il volto.  

Sostieni Renovatio 21

Si sente la folla gridare «Bestia! Bestia! Bestia!». Nel gergo scozzese, la parola si riferisce a uno stupratore o a un pedofilo. Quando un manifestante si è scagliato contro uno degli uomini e lo ha colpito, la polizia ha estratto i manganelli e ha gridato «indietro» alla folla.   Un uomo di 50 anni è stato incriminato in relazione a un’aggressione a un agente di polizia dopo l’incidente, ha dichiarato un portavoce della polizia in un comunicato citato dai media.   La protesta è scoppiata settimane dopo che due uomini erano stati incriminati in relazione allo stupro di una donna in un vicolo del centro città.   Jebril Abdelrahman, 19 anni, è stato accusato di stupro e Denison Charles, 20 anni, di aggressione presso il tribunale dello sceriffo di Glasgow, secondo quanto riportato mercoledì dal quotidiano Scottish Sun.   Abdelrahman, che secondo il Sun è originario di Glasgow, sarebbe stato posto in custodia cautelare. Tuttavia, alcuni account sui social media locali, tra cui quello dell’attivista britannico anti-immigrazione Tommy Robinson, lo hanno definito un migrante.   «Da ragazzo di Cranhill, posso dire che quello a cui abbiamo assistito ieri è l’ennesimo segnale di frustrazione della comunità nei confronti di un’istituzione che ha voltato loro le spalle», ha dichiarato Thomas Kerr, vice leader di Reform UK Scotland, a X. «Gli abitanti del posto dicono basta, spero che chi è al potere stia ascoltando.»   Il partito anti-immigrazione Reform di Nigel Farage ha compiuto progressi significativi negli ultimi mesi, conquistando oltre 1.452 seggi alle elezioni locali in tutta l’Inghilterra a maggio, in un contesto di calo di popolarità per il Partito Laburista.   La crescente rabbia nei confronti dell’immigrazione ha alimentato proteste e disordini in tutto il Regno negli ultimi anni, esacerbati da una serie di crimini violenti e casi di aggressione sessuale di alto profilo che hanno coinvolto migranti e richiedenti asilo, come nel caso, non ancora finito, delle cosiddette grooming gang.   Come riportato da Renovatio 21, scontri a Glasgow si erano avuti tra sedicenti antirazzisti e la popolazione contraria all’invasione migrante anche tre settimane fa.   La popolazione britannica pare sempre più convinta di vivere in un sistema two-tier, cioè a due livelli, in cui gli immigrati sono privilegiati e i cittadini autoctoni puniti e perseguitati anche solo per l’espressione di una loro idea.   Il fenomeno della società two-tier è perfettamente spiegato dal concetto, sottolineato sempre da Renovatio 21, di anarco-tirannia, la fase sociopolitica di disgregazione che sembrano voler implementare in Occidente con l’immigrazione massiva.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da Twitter
Continua a leggere

Immigrazione

Riemerge il ricordo dell’immigrato clandestino incontrato da Bergoglio che uccide un sacerdote e incendia una cattedrale

Pubblicato

il

Da

L’incontro di Papa Francesco con un immigrato clandestino che in seguito ha incendiato una cattedrale francese e assassinato un prete cattolico sta ricevendo nuova attenzione, mentre il Vaticano continua a incoraggiare l’immigrazione di massa.

 

I commentatori hanno notato il collegamento tra Francesco e l’assassino, il richiedente asilo ruandese Emmanuel Abayisenga, in risposta a un video diventato virale che mostrava Papa Leone XIV dare il benvenuto a un gruppo di migranti appena arrivati in Sicilia via mare.

 

Come noto, lo scorso 4 luglio, Leone ha declinato l’invito di partecipare ai festeggiamenti per il quarto di millennio del suo Paese, gli USA, per fare mostrarsi tra gli immigrati nell’isola di Lampedusa, e posare pure con un’opera d’arte contemporanea discutibile, la «Porta d’Europa» di Mimmo Paladino.

 

 


Sostieni Renovatio 21

Alcuni ora si chiedono se alcuni di questi personaggi africani che stringono la mano al papa potrà diventare un persecutore materiale del cristianesimo in terra europea.

 

Francesco aveva salutato Abayisenga nel 2016 durante un’udienza per «persone socialmente escluse». L’evento in Vaticano si era svolto nell’ambito del «Festival europeo della gioia e della misericordia» durante il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco.

 

Il quotidiano francese La Croix ha riportato l’incontro nel 2021, dopo l’arresto di Abayisenga per il brutale omicidio di padre Olivier Maire. Quel giorno di agosto, il migrante picchiò a morte padre Maire, il superiore provinciale francese dei Missionari di Montfort.

 

Abayisenga aveva trascorso diversi mesi in prigione per aver appiccato il fuoco alla cattedrale di Nantes, risalente al XV secolo, l’anno precedente. L’incendio, per domare il quale ci vollero circa 100 vigili del fuoco, distrusse l’organo principale della chiesa e mandò in frantumi le vetrate.

 

Secondo La Croix, «arrivato in città nel 2012, il ruandese si è posto sotto la protezione della comunità cristiana locale».

 

Abayisenga è stato rilasciato nel maggio 2021 a condizione che risiedesse nella comunità montfortiana di padre Maire a Saint-Laurent-sur-Sèvre. Ha ucciso il sacerdote poco dopo essere tornato nella comunità in seguito a un ricovero psichiatrico. Il processo ad Abayisenga si è concluso lo scorso gennaio. Un tribunale francese lo ha condannato a 30 anni di carcere e all’espulsione dal Paese al termine della pena.

 

Secondo quanto riportato da La Croix, la famiglia del migrante aveva partecipato al genocidio ruandese contro il popolo dei Vatussi.

 

Nel 2016, in occasione del «Giubileo per le persone socialmente escluse», Francesco aveva affermato che i poveri sono «più inclini a essere artefici di pace». Aveva inoltre rilasciato numerose altre dichiarazioni discutibili e provocatorie, come ad esempio che «tutte le religioni devono crescere nella pace» e che «tutte le religioni sono messaggere di pace». «Aiutateli, ciascuno secondo la propria religione», aveva detto il pontefice detto ai partecipanti.

 

Bergoglio era noto per il suo approccio radicale all’immigrazione, insistendo sul fatto che i migranti dovessero essere «accolti, accompagnati, sostenuti e integrati». In particolare, paragonò «la situazione dei migranti» all’uccisione di centinaia di milioni di bambini non ancora nati a causa dell’aborto.

Aiuta Renovatio 21

Papa Leone ha continuato la forte enfasi di Francesco sull’immigrazione e, come Francesco, ha criticato aspramente le politiche di frontiera dell’amministrazione Trump, pur mantenendo un atteggiamento conciliante nei confronti dei politici di sinistra che promuovono l’aborto, l’ideologia LGBT e altri gravi mali.

 

L’immigrazione di massa verso l’Europa negli ultimi anni, in particolare dai paesi a maggioranza musulmana, ha portato a un aumento della violenza islamica anticristiana, anche in Francia, dove i jihadisti hanno assassinato e picchiato sacerdoti e altri cattolici e attaccato numerose chiese.

 

In una scena pregna di significato della visita lampedusana del pontefice, finita in TV, si vede il vento portare via la papalina a Leone.

 

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine da Twitter @ArnaudBedat

Continua a leggere

Immigrazione

Card. Müller: la migrazione di massa dei musulmani verso l’Europa «non può che portare a uno scontro»

Pubblicato

il

Da

Il cardinale Gerhard Müller ha avvertito che l’Europa è minacciata dalle migrazioni di massa e dalla crescente influenza dell’Islam. Lo riporta LifeSite.   In un’intervista in lingua tedesca sul canale YouTube Kontrapunkt, il cardinale Müller ha affrontato i temi delle migrazioni di massa, dell’Islam e dei bassi tassi di natalità che stanno portando a un cambiamento demografico epocale in Europa.   Pur riconoscendo che i musulmani che si trasferiscono nei paesi europei hanno il diritto di praticare la propria religione, ha affermato che «con questa immigrazione di massa di concittadini musulmani provenienti da culture estranee a tutta l’Europa, il problema è proprio che l’Islam non è solo una religione… ma che rivendica sempre anche il potere politico e non solo influenza la cultura, ma ne diventa dominante».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

«E questo non può che portare a uno scontro con la nostra cultura cristiana, con la nostra visione dell’umanità, che si basa sulla convinzione che ogni persona sia creata da Dio, che tutti gli esseri umani siano uguali davanti a Dio e che ciò debba riflettersi anche nell’uguaglianza di fronte alla legge», ha continuato Müller.   «Ed è proprio lì che vedo i problemi, problemi che non sono solo all’orizzonte, ma che sono già presenti, ovvero che parti della sfera pubblica vengono occupate, o che nelle scuole e negli asili nido, persino i bambini cristiani sono tenuti a osservare i costumi musulmani durante il Ramadan, o che i bambini, gli adolescenti o gli adulti cristiani sono limitati nella loro normale vita civile, nella loro vita cristiana», ha affermato.   «E lo vediamo, del resto, in alcune città europee a maggioranza musulmana: mentre i singoli individui possono essere pacifici, può anche esserci un gruppo, una minoranza, aggressiva che prende il potere e cerca di controllare e manipolare tutti gli altri secondo le proprie idee.»   L’ex prefetto della Congregazione (ora Dicastero) per la Dottrina della Fede ha osservato che nella maggior parte dei paesi islamici i cristiani vivono sotto oppressione e sono spesso «limitati o trattati come cittadini di seconda classe».   «Dopotutto, ci sono molti Paesi a maggioranza musulmana dove i cristiani sono perseguitati, in alcuni casi persino dalle autorità statali, ma anche da certe bande di stampo mafioso che ricorrono alla violenza», ha affermato Müller. «E sappiamo che il cristianesimo è attualmente la religione più perseguitata al mondo, sia attraverso sanguinose persecuzioni che attraverso discriminazioni strutturali».   Il proportato ha affermato che l’idea alla base dell’immigrazione di massa odierna è che «noi in Europa risolveremo i problemi del mondo», dichiarando che l’idea che «milioni o miliardi di persone stiano arrivando in Europa dall’Asia e dall’Africa» «non è nemmeno tecnicamente possibile, per quanto riguarda il sistema sanitario, il sistema scolastico e il sistema educativo».   «Non credo ci sia una direzione precisa qui», ha continuato. «Stiamo semplicemente lasciando che le cose seguano il loro corso, pensando: “In qualche modo si sistemeranno” (…) Ma sentiamo continuamente lamentele – lamentele giustificate – da parte dei politici locali, secondo i quali stiamo raggiungendo i limiti di ciò che è fattibile qui, che l’integrazione non è più possibile, che stanno emergendo società parallele. Non solo poche enclavi linguistiche, ma comunità con culture, comportamenti e concetti di giustizia completamente diversi».

Aiuta Renovatio 21

Il cardinale germanico ha commentato anche il caso di Henry Nowak, uno studente diciottenne assassinato da un sikh nel dicembre 2025 a Southampton, in Inghilterra. L’assassino di Nowak, Vickrum Singh Digwa, ha falsamente dichiarato all’agente di polizia intervenuto sul posto che Nowak lo aveva insultato con epiteti razzisti e che non era stato accoltellato. La polizia gli ha creduto e ha ammanettato Nowak, già gravemente ferito, invece di prestargli soccorso. Il giovane è morto poco dopo in manette; il suo caso ha suscitato enormi polemiche nel Regno Unito e nel mondo occidentale.   «Non si tratta di un fallimento isolato; al contrario, rappresenta un esempio lampante di come la mentalità, il modo di pensare e l’approccio alle questioni dell’immigrazione di massa e di questo “scontro di culture” vengano gestiti in modo errato», ha affermato il Mullerro.   «E che il governo e il Parlamento britannici, così come i legislatori europei, debbano intraprendere un profondo processo di conversione per rendersi conto che questa opinione, basata unicamente su questa ideologia, non può creare una nuova e armoniosa coesistenza in Europa.»   Riguardo al basso tasso di natalità in Europa, Müller ha affermato di aver assistito, da bambino negli anni Cinquanta e Sessanta, a campagne di propaganda antinatalista.   «Non era semplicemente una conseguenza naturale che una coppia sposata avesse uno, due o tre figli, ma piuttosto c’era una deliberata campagna di propaganda contro le famiglie numerose, e questi genitori venivano intimiditi e poi emarginati», ha affermato. «Non si tratta di un giudizio generico, ma di una conclusione che scaturisce da queste esperienze personali».   Il principe della Chiesa aha osservato che il Club di Roma, un think tank globalista fondato nel 1968, stava diffondendo il panico riguardo all’idea che il mondo fosse sovrappopolato e che «bisognasse adottare misure drastiche per salvare il mondo da queste masse di persone»: «per loro tutto è lecito, persino l’uccisione di bambini non ancora nati, e qualsiasi altro mezzo, anche immorale, è stato impiegato a tale scopo. Il fine giustifica i mezzi».   Il cardinale Müller ha sottolineato la necessità di rafforzare le famiglie tradizionali e che padri e madri possano adempiere ai .loro ruoli distinti e ugualmente importanti.   «La vita familiare è strutturata in modo tale che i membri della famiglia non si disturbino a vicenda, ma si sostengano reciprocamente. In quanto donna, una madre è insaziabile quando si tratta dei suoi figli, per sua natura femminile. E anche il padre è molto importante per lo sviluppo della personalità di un bambino», ha affermato.   Nella maggior parte dei Paesi europei il tasso di natalità è inferiore a 1,5 figli per donna, e nessuno supera il tasso di 2,1 necessario per il ricambio generazionale. Allo stesso tempo, le donne provenienti da paesi africani e mediorientali residenti in Europa presentano tassi di natalità significativamente più elevati. In Norvegia, ad esempio, le donne immigrate siriane avevano un tasso di fertilità medio di 3,51 figli nel 2018, secondo i dati governativi.   Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa il cardinale Müller aveva affermato che «autoproclamati» globalisti stanno utilizzando l’immigrazione di massa per distruggere l’identità nazionale dei Paesi.   Il cardinale si era inoltre scagliato contro l’Agenda ONU 2030, che estenderebbe la sua influenza sin nel Sinodo.
 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da YouTube
Continua a leggere

Più popolari