Immigrazione
La poligamia islamica sta diventando legale in Italia?
Gli atti matrimoniali ufficiali possono finire per assorbire la shari’a – la legge islamica – rendendo accettata dall’ordinamento italiano la poligamia. Lo riporta il quotidiano milanese La Verità, che riprende un’inchiesta del programma TV Fuori dal coro.
La trasmissione di Rete 4 ha intervistato Anna Cisint, sindaco di Monfalcone (provincia di Udine), che ha mostrato al pubblico un contratto registrato in Italia, segnato da vari omissis. Secondo la Cisint qui si celerebbe un’accettazione istituzionale della poligamia.
Tali carte «dovrebbero dettagliare le norme previste nei documenti originali, che regolano le nozze dei matrimoni musulmani, tradotti e vidimati» scrive La Verità. «Sono scartoffie che spesso giacciono impolverate negli archivi. E celano una sbalorditiva seria di misteriose mancanze».
«Tra le righe cassate, viene negato perfino il divorzio dalle donne islamiche. O meglio: è possibile se lo consentono i generosi sposi. “Se il marito ha conferito alla moglie di chiedere il divorzio” recita una delle imposizioni omesse. Oppure se “impotente, violento o in prigione”. Fino ad arrivare alla più magnanima delle concessioni: “la tortura”. Anche in questo caso, bontà loro, la sposa potrà sentirsi libera dal sacro vincolo».
Sottomessi all’Islam: la poligamia?
È accettata dai comuniServizio di @AndreaRuberto7 a #Fuoridalcoro pic.twitter.com/xnAUljiC5J
— Fuori dal coro (@fuoridalcorotv) May 22, 2024
Sottomessi all’Islam: la poligamia è già realtà
Servizio di @EugeniaFioreBen a #Fuoridalcoro pic.twitter.com/jU4iaAWLFs
— Fuori dal coro (@fuoridalcorotv) May 29, 2024
La poligamia degli islamici “accettata” dai nostri comuni#Fuoridalcoro pic.twitter.com/ZWHVar3NT2
— Fuori dal coro (@fuoridalcorotv) May 29, 2024
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Non è chiaro come le femministe, che hanno crocifisso la scrittrice cattolica Costanza Miriano per il libro Sposati e sii sottomessa (titolo che viene dalle Sacre Scritture: «Ora come la chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa», Efesini 5, 24) abbiano reagito ad una notizia come questa, e se stiano preparando una qualche forma di reazione – certo il momento, con le università e le piazze che ribollono di goscisti filo-palestinesi (e talvolta, forse sbadatamente, filo-Hamas, cioè filo-islamisti), è delicato assai.
«Questi contratti di matrimonio vengono quindi tradotti e registrati da Comuni e ambasciate, quando uno straniero diventa cittadino italiano e chiede la trascrizione dell’atto di nascita e di matrimonio» spiega il quotidiano milanese. «Quindi, dall’anagrafe passano allo stato civile. Per protocollare e validare i documenti non è possibile però trascrivere le parti in contrasto con la legge italiana».
«Così, al posto delle clausole sulla poligamia e sul divorzio, spuntano quegli omissis». Secondo il sindaco Cisint la procedura sarebbe nata da un’interpretazione dalla sentenza della Cassazione 1739/1999.
«Insomma, la sharia viene accolta nei documenti inviati poi allo Stato civile. È l’inconfessabile ammissione della poligamia, con tanto di timbro della nostra ambasciata che certifica quei certificati firmati all’estero».
«È quello che accade di regola», esclama la Cisint, che ora è candidata alle elezioni europee per la Lega.
«In Italia vivono famiglie che basano il loro rapporto su simili accordi. È la sottomissione della donna garantita dalla legge» si spinge a dire il sindaco di Monfalcone. «Le regole dell’islam contrarie alla nostra Costituzione sono accettate nei registri ufficiali della Repubblica».
Tutto questo avverrebbe all’ombra di una Repubblica che si definisce sempre più strutturalmente come «femminista», ma che al contempo, ipotizziamo, deve tenere conto del dogma migratorio.
E quindi: tra femminismo e immigrazione di massa, cosa può scegliere lo Stato moderno?
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Immigrazione
La polizia britannica manganella chi manifesta contro uno stupratore immigrato
48 hour ban for posting this video of Sudanese Illegal Jebril Abdelrahman who has been charged with raping a Scottish girl in Glasgow city centre being removed from accommodation in Royston Glasgow under heavy police protection 🤦🏼♀️😡 so here’s the video again 😊 pic.twitter.com/VAWyF2EbUE
— Elaine-M Save our Kids (@ElaineCeltic96) July 5, 2026
The people of cranhill,Glasgow have came together and got rid of these disgusting convicted rapists well done for standing up for your community and shame on police Scotland for protecting these scumbags 👏🙏🏻💪🏴 @ScottishCA @SnoopDegB @DRestoreGlasgow @ACSPARTAN1 @cr pic.twitter.com/BA1lFVTAeu
— P Maguire (@p_maguire10) July 7, 2026
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Immigrazione
Riemerge il ricordo dell’immigrato clandestino incontrato da Bergoglio che uccide un sacerdote e incendia una cattedrale
L’incontro di Papa Francesco con un immigrato clandestino che in seguito ha incendiato una cattedrale francese e assassinato un prete cattolico sta ricevendo nuova attenzione, mentre il Vaticano continua a incoraggiare l’immigrazione di massa.
I commentatori hanno notato il collegamento tra Francesco e l’assassino, il richiedente asilo ruandese Emmanuel Abayisenga, in risposta a un video diventato virale che mostrava Papa Leone XIV dare il benvenuto a un gruppo di migranti appena arrivati in Sicilia via mare.
Come noto, lo scorso 4 luglio, Leone ha declinato l’invito di partecipare ai festeggiamenti per il quarto di millennio del suo Paese, gli USA, per fare mostrarsi tra gli immigrati nell’isola di Lampedusa, e posare pure con un’opera d’arte contemporanea discutibile, la «Porta d’Europa» di Mimmo Paladino.
Pope Leo shook the hands of each of these 20 migrants who just arrived to Europe during his visit to Lampedusa on July 4th, reminding everyone that all human life carries immeasurable worth. A powerful moment of compassion at Europe’s doorstep. pic.twitter.com/Tk36O7HBS7
— EWTN News (@EWTNews) July 4, 2026
The Trump Administration wanted Pope Leo XIV to visit the United States for our 250th anniversary.
Instead, he visited the Italian migrant island of Lampedusa and lifted up the plight of those who undertake a dangerous journey to new lands in search of a better future for their… pic.twitter.com/J51DOUhAWW
— Christopher Hale (@ChristopherHale) July 4, 2026
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Alcuni ora si chiedono se alcuni di questi personaggi africani che stringono la mano al papa potrà diventare un persecutore materiale del cristianesimo in terra europea.
Francesco aveva salutato Abayisenga nel 2016 durante un’udienza per «persone socialmente escluse». L’evento in Vaticano si era svolto nell’ambito del «Festival europeo della gioia e della misericordia» durante il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco.
Il quotidiano francese La Croix ha riportato l’incontro nel 2021, dopo l’arresto di Abayisenga per il brutale omicidio di padre Olivier Maire. Quel giorno di agosto, il migrante picchiò a morte padre Maire, il superiore provinciale francese dei Missionari di Montfort.
Abayisenga aveva trascorso diversi mesi in prigione per aver appiccato il fuoco alla cattedrale di Nantes, risalente al XV secolo, l’anno precedente. L’incendio, per domare il quale ci vollero circa 100 vigili del fuoco, distrusse l’organo principale della chiesa e mandò in frantumi le vetrate.
Secondo La Croix, «arrivato in città nel 2012, il ruandese si è posto sotto la protezione della comunità cristiana locale».
Abayisenga è stato rilasciato nel maggio 2021 a condizione che risiedesse nella comunità montfortiana di padre Maire a Saint-Laurent-sur-Sèvre. Ha ucciso il sacerdote poco dopo essere tornato nella comunità in seguito a un ricovero psichiatrico. Il processo ad Abayisenga si è concluso lo scorso gennaio. Un tribunale francese lo ha condannato a 30 anni di carcere e all’espulsione dal Paese al termine della pena.
Secondo quanto riportato da La Croix, la famiglia del migrante aveva partecipato al genocidio ruandese contro il popolo dei Vatussi.
Nel 2016, in occasione del «Giubileo per le persone socialmente escluse», Francesco aveva affermato che i poveri sono «più inclini a essere artefici di pace». Aveva inoltre rilasciato numerose altre dichiarazioni discutibili e provocatorie, come ad esempio che «tutte le religioni devono crescere nella pace» e che «tutte le religioni sono messaggere di pace». «Aiutateli, ciascuno secondo la propria religione», aveva detto il pontefice detto ai partecipanti.
Bergoglio era noto per il suo approccio radicale all’immigrazione, insistendo sul fatto che i migranti dovessero essere «accolti, accompagnati, sostenuti e integrati». In particolare, paragonò «la situazione dei migranti» all’uccisione di centinaia di milioni di bambini non ancora nati a causa dell’aborto.
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Papa Leone ha continuato la forte enfasi di Francesco sull’immigrazione e, come Francesco, ha criticato aspramente le politiche di frontiera dell’amministrazione Trump, pur mantenendo un atteggiamento conciliante nei confronti dei politici di sinistra che promuovono l’aborto, l’ideologia LGBT e altri gravi mali.
L’immigrazione di massa verso l’Europa negli ultimi anni, in particolare dai paesi a maggioranza musulmana, ha portato a un aumento della violenza islamica anticristiana, anche in Francia, dove i jihadisti hanno assassinato e picchiato sacerdoti e altri cattolici e attaccato numerose chiese.
In una scena pregna di significato della visita lampedusana del pontefice, finita in TV, si vede il vento portare via la papalina a Leone.
Pope Leo visited Lampedusa today to highlight the humanitarian crisis for the migrants arriving there.
He prayed for the migrants who have died at sea, called for compassion, safe harbors and legal pathways for migrants.
He laid a wreath at a migrant cemetery, visited the… pic.twitter.com/HHmQ18b3Pv
— Visegrád 24 (@visegrad24) July 4, 2026
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Immagine da Twitter @ArnaudBedat
Immigrazione
Card. Müller: la migrazione di massa dei musulmani verso l’Europa «non può che portare a uno scontro»
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