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Intelligenza Artificiale

Eliminata la versione AI del comico morto George Carlin dopo una causa legale

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Due podcaster hanno usato l’Intelligenza Artificiale per realizzare un falso speciale del comico americano George Carlin, ma si sono visti costretti a cancellare il video mesi dopo essere stati citati in giudizio dagli eredi del defunto comico.

 

Lo scorso gennaio, il duo comico noto come «Dudesy» – formato da l’ex star del popolare programma televisivo americano MadTV Will Sasso e il podcaster Chad Kultgen – aveva caricato un video su YouTube intitolato «George Carlin: I’m Glad I’m Dead». Lo speciale è stato realizzato, secondo la figlia di Carlin, Kelly, senza il suo permesso e la coppia di conduttori è stata citata in giudizio.

 

«Sono lieta che la questione sia stata risolta rapidamente e in modo amichevole», ha dichiarato la Carlin in una dichiarazione al sito Deadline, «e sono grata che gli imputati abbiano agito in modo responsabile rimuovendo rapidamente il video che avevano realizzato».

 

«Il nostro obiettivo era risolvere questo caso rapidamente e rimuovere i video offensivi da Internet in modo da poter preservare l’eredità del signor Carlin e far luce sulla minaccia alla reputazione e alla proprietà intellettuale causata da questa tecnologia emergente», ha affermato l’avvocato Joshua Schiller. «Il mondo ha iniziato ad apprezzare il potere e i potenziali pericoli inerenti agli strumenti di intelligenza artificiale, che possono imitare le voci, generare fotografie false e alterare i video».

 

L’audio dello special, tuttavia, sembra circolare ancora abbondantemente su YouTube.

 

 

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Lo Schiller ha giustamente sottolineato che questo tipo di uso improprio di questa nuova tecnologia «non è un problema che scomparirà nel giro di poco tempo (…) Deve essere affrontato con un’azione rapida ed energica nei tribunali», ha proseguito l’avvocato, «e anche le società di software di Intelligenza Artificiale la cui tecnologia viene utilizzata come arma devono assumersi una certa misura di responsabilità».

 

Sebbene la causa degli eredi Carlin non abbia citato la tecnologia utilizzata da Dudesy per creare lo speciale, altre cause sull’Intelligenza Artificiale lo hanno fatto, tra cui, in particolare, quella del New York Times contro OpenAI per presunta violazione del copyright sulla società che utilizzava gli articoli del giornale come materiale di addestramento per il proprio algoritmo.

 

Come riportato da Renovatio 21, vi era stato un altro caso inquietante emerso lo scorso anno, quello di una app che usava foto «rubate» di morti per addestrare la propria IA di riconoscimento facciale.

 

«Spero che questo caso serva da avvertimento sui pericoli posti dalle tecnologie di intelligenza artificiale e sulla necessità di garanzie adeguate non solo per artisti e creativi, ma ogni essere umano sulla terra», ha chiosato la figlia del defunto.

 

La «resurrezione» dei morti via AI in realtà va avanti da anni.

 

Come riportato da Renovatio 21, sappiamo che in tanti, compresa Microsoft che ha già ottenuto un brevetto e Amazon che potrebbe implementare la voce dei defunti sui suoi speaker, stanno lavorando a questi macabri prodotti, con sperimentazioni fuori di ogni logica umana, come la «presenza» – via IA – del morto al suo stesso funerale in cui i parenti e gli amici possono «interagire» con una sua replica digitale.

 

Con l’AI, inoltre, hanno «invecchiato» vari personaggi famosi che sono morti prima di divenire anziani.

 

L’IA ha permesso ora la ricostruzione della voce di John Lennon, ripulita via algoritmo da un nastro fornito da Yoko Ono e inserita in quella che Paul McCartney ha descritto come «la canzona definitiva dei Beatles». Anche il cantante, ucciso nel 1981 da un personaggio forse legato al progetto di controllo mentale dei servizi americani MK Ultra, non crediamo abbia dato l’assenso, tuttavia la controversa vedova nipponica magari potrebbe anche averlo fatto – chi lo sa.

 

Il fenomeno di fatto non riguarda il solo Occidente. In Cina, durante la tradizionale festa di primavera nella quale si rende omaggio alle tombe degli antenati, integrando tra loro Big Data e le informazioni rilevanti del defunto in base ai desideri e ai ricordi di parenti e amici, è possibile oggi creare una replica digitale del defunto disponibile solo per i membri della famiglia. Nella grande metropoli di Chongqing, nel sud-ovest della Cina, un’installazione realizzata in un parco ad alcuni parenti è stato possibile «incontrare virtualmente» i propri defunti, grazie a un sistema tecnologicamente avanzato che ne ricrea l’aspetto e la voce.

 

George Carlin è noto come uno dei più grandi comici americani della storia.

 

 

 

 

Anni fa il Carlin emerse anche nel discorso politico italiano perché un comico televisivo, finito in questioni politiche di interesse nazionale, fu accusato di aver usato delle sue battute.

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Intelligenza Artificiale

Donna fa causa a OpenAI: ChatGPT le avrebbe scatenato contro uno stalker spietato

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La scorsa settimana una donna di San Francisco ha intentato causa contro OpenAI, sostenendo che ChatGPT abbia alimentato i pericolosi deliri del suo stalker violento e che l’azienda non sia intervenuta nemmeno quando la donna ha implorato aiuto. Lo riporta Futurism.   La querelante, che ha presentato la denuncia in forma anonima con lo pseudonimo di «Jane Doe», afferma nella causa che il suo ex fidanzato sha utilizzato utilizzato il chatbot per elaborare la loro rottura nel 2024, secondo quanto riportato da TechCrunch. L’uomo ha sviluppato deliri con l’intensificarsi dell’uso di ChatGPT e, intorno all’agosto del 2025, si è convinto di aver scoperto la cura per l’apnea notturna e di essere, di conseguenza, vittima di una potente cospirazione.   Con il progressivo deterioramento della salute mentale dell’uomo, ChatGPT ha rafforzato le sue idee deliranti e paranoiche, affermando, a quanto pare, che il suo livello di sanità mentale era «dieci» e descrivendo la Doe, di cui era ossessionato, come una manipolatrice.

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Secondo la denuncia presentata dalla donna, l’uomo ha poi lanciato una terrificante campagna di molestie contro di lei, avvalendosi di ChatGPT. Questa campagna includeva la creazione di quelle che la denuncia definisce «decine di rapporti diffamatori di natura pseudo-psicologica» sulla salute mentale della signora , che ha poi distribuito ai suoi amici, familiari e colleghi; l’invio di «email che non la riguardavano affatto», come si legge nella denuncia, tra cui messaggi frenetici e disorganizzati che inviava a OpenAI riguardo alle centinaia di studi scientifici a cui affermava di lavorare; e, infine, minacce di violenza sempre più intense contro la Doe e i membri della sua famiglia.   La denuncia aggiunge che la donna ha contemplato l’idea di togliersi la vita per proteggere i suoi cari.   La Doe afferma di aver contattato OpenAI nel novembre 2025, fornendo prove degli abusi subiti. L’azienda avrebbe risposto che gli abusi descritti dalla donna erano «estremamente gravi e preoccupanti», ma non avrebbe dato seguito alla promessa di esaminare la questione.   Sorprendentemente, però, la causa sostiene che, a quel punto, i sistemi di moderazione interni di OpenAI avevano già segnalato l’account ChatGPT dello stalker per violazioni dei contenuti riguardanti «armi per causare vittime di massa». Il suo accesso all’account a pagamento ChatGPT Pro è stato temporaneamente sospeso, ma ripristinato dopo una verifica umana, secondo TechCrunch.   Nel gennaio 2026, mesi dopo che OpenAI aveva ripristinato l’account ChatGPT dell’uomo e la Doe aveva inviato una segnalazione manuale di abuso, l’uomo è stato arrestato con «quattro capi d’accusa per reati gravi di comunicazione di minacce di bomba e aggressione con arma letale», secondo la causa.   «Le comunicazioni dell’utente hanno fornito un segnale inequivocabile della sua instabilità mentale e del fatto che ChatGPT fosse il motore del suo pensiero delirante e della sua condotta sempre più aggressiva», si legge nella denuncia. «Il flusso di affermazioni urgenti, disorganizzate e grandiose dell’utente, insieme a un rapporto specifico generato da ChatGPT che prendeva di mira il querelante per nome e a una vasta mole di presunti materiali ‘scientifici’, costituivano una prova inequivocabile di tale realtà».   «OpenAI non è intervenuta, non ha limitato il suo accesso né ha implementato alcuna misura di sicurezza», aggiunge. «Al contrario, gli ha permesso di continuare a utilizzare l’account e gli ha ripristinato l’accesso completo all’account Pro».   In un’ordinanza restrittiva temporanea presentata contestualmente alla causa, Doe sollecita OpenAI a sospendere gli account del suo ex e a conservare le sue trascrizioni per consentirne l’acquisizione come prova. Afferma che la questione è urgente: a causa di un errore procedurale, il suo stalker – la cui instabilità mentale è stata tale da renderlo incapace di intendere e di volere – è stato rimesso in libertà, e ora teme per la propria incolumità.   «ChatGPT ha detto all’utente ciò che voleva sentirsi dire: che [la donna] era manipolatrice e un malfattrice», si legge nel documento, «e che lui era un attore razionale e giustificato».   Secondo quanto riportato nella denuncia, la signora ritiene che le trascrizioni delle conversazioni del suo stalker le forniranno «le informazioni di base di cui ha bisogno per proteggersi» da qualcuno che l’ha ripetutamente minacciata di farle del male.   Lo stalker «ha minacciato la nostro cliente sin dal suo rilascio», ha dichiarato J. Eli Wade-Scott, uno degli avvocati della donna , al San Francisco Standard. «OpenAI potrebbe fornire informazioni sulla sua posizione e sui suoi piani, se fosse disposta a collaborare».   In una dichiarazione rilasciata a SF Standard, OpenAI ha affermato di aver sospeso gli account dell’uomo, ma di non aver ancora accolto le altre richieste della donna.   «Stiamo esaminando la documentazione presentata dal querelante per comprenderne i dettagli e, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, abbiamo identificato e sospeso gli account utente interessati», ha dichiarato OpenAI al giornale.   L’episodio non è un caso isolato. Nel dicembre dello scorso anno, un trentunenne della Pennsylvania di nome Brett Dadig è stato incriminato per aver perseguitato almeno 11 donne diverse in più stati, mentre ChatGPT alimentava le sue violente e misogine fantasie sulle donne, come riportato da Rolling Stone.   Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi mesi Google e la società produttrice di chatbot Character.AI hanno raggiunto un accordo per risolvere una causa intentata da una madre della Florida, che accusava un chatbot di aver contribuito al suicidio di suo figlio

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Come riportato da Renovatio 21, OpenAI ha detto che oltre un milione di persone parlano di suicidio con ChatGPT ogni settimana.   Alcuni esperti intanto hanno preso a parlare di «psicosi da chatbot».   Come riportato da Renovatio 21, una causa intentata da dei genitori californiana causa che ChatGPT abbia incoraggiato un adolescente suicida a pianificare un «bel suicidio» e si sia persino offerto di redigere la sua lettera di addio.   Un altro caso che ha raggiunto la stampa internazionale è stato quello della giovane vedova belga che sostiene che il marito è stato portato a suicidarsi da un popolare chatbot di Intelligenza Artificiale. La macchina in sole sei settimane avrebbe amplificato la sua ansia per il Cambiamento Climatico portandolo a lasciarsi alle spalle la sua vita agiata.   I chatbot sembrano essere usati anche da coloro che progettano omicidi e stragi.   Hanno usato ChatGPT prima dei loro attacchi il sospettato terrorista che ha fatto scoppiare un Cybertruck Tesla dinanzi al Trump Hotel di Las Vegas a gennaio e pure un individuo che poche settimane fa ha assaltato con un coltello una scuola femmine in Isvezia.   Come riportato da Renovatio 21, dal processo a suo carico è emerso che l’uomo che aveva pianificato di assassinare la regina Elisabetta di Inghilterra con una balestra sarebbe stato incoraggiato da un chatbot di Intelligenza Artificiale nei giorni prima di irrompere nel parco del Castello di Windsor.   Mesi fa si è avuto il caso dell’ex dirigente di Yahoo che avrebbe ucciso la madre e poi se stesso sotto l’influenza del chatbot.

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Google sigla un accordo con il Pentagono sull’Intelligenza Artificiale

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Google ha raggiunto un accordo per fornire al Pentagono i suoi modelli di Intelligenza Artificiale destinati a uso secretato. Lo riporta il New York Times.

 

L’intesa è stata siglata nonostante le proteste interne all’azienda e le persistenti controversie sulle applicazioni militari della tecnologia. A partire dallo scorso anno, il Pentagono ha rapidamente ottenuto l’accesso all’intelligenza artificiale avanzata tramite accordi analoghi con i principali sviluppatori del settore.

 

Secondo le informazioni diffuse, l’accordo amplia un contratto da 200 milioni di dollari firmato nel 2025, che consente all’IA Gemini di Google di funzionare su reti classificate. Il colosso tecnologico ha confermato l’intesa, senza però fornire ulteriori dettagli.

 

«Siamo orgogliosi di far parte di un ampio consorzio… che fornisce servizi di AI a supporto della sicurezza nazionale», ha dichiarato la portavoce dell’azienda, Jenn Crider, aggiungendo che Google resta impegnata a garantire che l’IA non venga utilizzata per la sorveglianza di massa interna o per armi autonome senza supervisione umana.

 

Secondo quanto riportato per primo dalla testata della Silicon Valley The Information, il Pentagono potrà ora impiegare l’intelligenza artificiale di Google per «qualsiasi scopo governativo lecito», termini che ricalcano gli accordi stipulati con altri sviluppatori di IA.

 

Funzionari statunitensi sostengono che il nuovo contratto mira a garantire alle forze armate maggiore flessibilità ed evitare la dipendenza da un unico fornitore, integrando l’IA in operazioni sensibili come la pianificazione delle missioni e il puntamento delle armi. Tuttavia, l’accordo consentirebbe al Pentagono di richiedere modifiche ai filtri di sicurezza di Google, pur specificando che l’azienda non può porre il veto a decisioni «legittime per il governo», clausola che ha destato preoccupazione tra i critici.

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L’intesa ha scatenato polemiche interne a Google. In una lettera aperta pubblicata questa settimana, oltre 600 dipendenti, tra cui dirigenti di alto livello, hanno esortato l’amministratore delegato Sundar Pichai a interrompere l’utilizzo dell’AI dell’azienda in ambito militare, avvertendo che potrebbe essere impiegata in «modi disumani o estremamente dannosi». Hanno chiesto una moratoria su tali contratti, maggiore trasparenza e la creazione di un comitato etico per supervisionare le collaborazioni con le forze armate.

 

L’accordo arriva dopo la controversia tra il Pentagono e la startup Anthropic, che all’inizio di quest’anno si era rifiutata di allentare le misure di sicurezza relative alla sorveglianza e alle armi autonome. Il dipartimento della Difesa l’aveva definita un «rischio per la catena di approvvigionamento», escludendola di fatto da futuri contratti. Da allora Anthropic ha impugnato la decisione in tribunale.

 

Altre aziende hanno scelto un approccio diverso. OpenAI ha recentemente concluso un accordo per implementare i suoi modelli su reti classificate del Pentagono, mentre xAI di Musk ha integrato i suoi sistemi nella piattaforma interna di IA delle forze armate, GenAI.mil, utilizzata da milioni di persone.

 

La spinta del Pentagono verso l’IA ha provocato proteste da parte di lavoratori del settore tecnologico e attivisti, che mettono in guardia contro l’impiego della tecnologia in ambito militare senza adeguati controlli. Il mese scorso manifestanti si sono radunati davanti agli uffici di OpenAI con slogan come «No allo stato di sorveglianza basato sull’IA» e «Orwell ci aveva avvertito».

 

Il Pentagono ribadisce di non avere intenzione di utilizzare l’AI per la sorveglianza di massa sul territorio nazionale o per armi completamente autonome, ma continua a promuovere un ampio accesso ai sistemi avanzati per «qualsiasi uso lecito».

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Intelligenza Artificiale

La Florida indaga su OpenAI per le stragi suggerite dai chatbot

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La Florida ha avviato un’indagine penale contro OpenAI e ChatGPT in relazione alla sparatoria avvenuta presso la Florida State University, pianificata dall’autore con l’aiuto del chatbot basato sull’intelligenza artificiale.   L’incidente è avvenuto nell’aprile del 2025, quando il sospettato avrebbe ucciso due persone e ne avrebbe ferite sei. Successivamente è rimasto ferito in una sparatoria con la polizia ed è stato arrestato. L’uomo armato, che si è poi rivelato essere il figlio di un vice sceriffo, è stato accusato di omicidio plurimo e tentato omicidio.   Lo Stato americano sta ora indagando sul ruolo di ChatGPT nell’attacco e cerca di stabilire se «OpenAI abbia responsabilità penale» per le azioni del chatbot, ha annunciato martedì il procuratore generale floridiano, James Uthmeier.

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«Il chatbot consigliava al tiratore quale tipo di arma usare, quali munizioni erano compatibili con ciascuna arma e se un’arma sarebbe stata utile o meno a distanza ravvicinata», ha dichiarato Uthmeier in una conferenza stampa.   «Se dall’altra parte dello schermo ci fosse stata una persona, l’avremmo accusata di omicidio», ha aggiunto.   OpenAI ha insistito sul fatto di non avere alcuna responsabilità per la sparatoria di massa in Florida. Una portavoce dell’azienda di intelligenza artificiale ha dichiarato ai media statunitensi di aver collaborato «in modo proattivo» con le indagini sull’incidente, identificando un account ChatGPT ritenuto associato al sospettato e condividendo le informazioni con le autorità.   «In questo caso, ChatGPT ha fornito risposte fattuali alle domande con informazioni ampiamente reperibili su fonti pubbliche online, e non ha incoraggiato né promosso attività illegali o dannose», ha dichiarato la portavoce.   La diffusione dei chatbot ha da tempo suscitato preoccupazioni in merito ai crimini perpetrati con l’AI, espresse da numerosi ricercatori indipendenti e agenzie governative in tutto il mondo. Sebbene la maggior parte dei crimini commessi con l’IA sembri verificarsi nel settore tecnologico, tra cui attacchi hacker, cyberattacchi, frodi e furti d’identità, i chatbot sono stati ripetutamente implicati anche nel favorire crimini violenti. Una recente indagine congiunta della CNN e del Center for Countering Digital Hate, ad esempio, ha rilevato che otto leader su dieci erano pronti ad aiutare gli utenti a organizzare attacchi violenti, tra cui attentati dinamitardi a sfondo religioso, sparatorie nelle scuole e assassinii.   Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato ChatGPT con una «relazione» con un ragazzo sotto psicofarmaci e gli avrebbe fatto giurare di uccidere il CEO di OpenAI Sam Altman.   Come riportato da Renovatio 21, Matthew Livelsberger, un Berretto Verde dell’esercito americano, altamente decorato, è sospettato di aver organizzato un’esplosione all’esterno del Trump International Hotel di Las Vegas, utilizzando strumenti di Intelligenza Artificiale, tra cui ChatGPT, per pianificare l’attacco.   Il potere pervasivo e nefasto di questa nuova tecnologia sta diventando un serio problema, come nella vicenda belga giovane vedova ha detto che il marito è stato portato a suicidarsi da un popolare chatbot di AI, mentre un bot di chat «terapeuta» dotato di intelligenza artificiale ha orribilmente incoraggiato un utente a scatenare una serie di omicidi per rendersi «felice».   C’è quindi il caso del ragazzo che due anni fa pianificò di assassinare la defunta regina Elisabetta di Inghilterra con una balestra, e il tutto sarebbe stato incoraggiato da un chatbot di Intelligenza Artificiale.   L’anno scorso tre studentesse sono rimaste ferite in un violento accoltellamento in una scuola nella città di Pirkkala, nella Finlandia meridionale. Secondo quanto riferito, il sospettato durante la pianificazione dell’attacco (durata circa sei mesi) avrebbe utilizzato ChatGPT per prepararsi.   Come riportato da Renovatio 21, due genitori hanno denunciato l’anno passato il fatto che ChatGPT avrebbe incoraggiato un adolescente a pianificare «un bel suicidio».   Meta ha dichiarato alla CNN di aver adottato misure «per risolvere il problema identificato», mentre Google e OpenAI hanno affermato che i modelli più recenti presentano misure di sicurezza rafforzate.   Secondo un recente sondaggio, circa la metà dei teenager americani afferma che parlare con l’AI è meglio che avere amici nella via reale.

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Come riportato da Renovatio 21, le «allucinazioni» di cui sono preda i chatbot ad Intelligenza Artificiale avanzata hanno già dimostrato ad abundantiam che la macchina menteminaccia e può spingere le persone all’anoressia e perfino al suicidio. I casi di violenza indotta dall’AI potrebbero essere moltissimi, senza che possano arrivare alla stampa.
  Va considerato, è già capitato che una Intelligenza Artificiale abbia suggerito ricette velenose agli utenti umani. Infatti un chatbot a sfondo culinario di una catena di alimentari neozelandese qualche mese fa aveva fatto scalpore per alcune ricette incredibili e potenzialmente letali, come la «miscela di acqua aromatica», un mix letale composto da candeggina, ammoniaca e acqua, altrimenti noto come gas di cloro mortale. Esperti a fine 2023 hanno lanciato un avvertimento riguardo i libri generati dall’Intelligenza Artificiale riguardo la raccolta dei funghi, dicendo che tali libri scritti dalle macchine potrebbero causare la morte di qualcuno.  
Come riportato da Renovatio 21, in un recente caso davvero inquietante, plurimi utenti di Copilot, l’Intelligenza Artificiale di Microsoft creata in collaborazione con Open AI, hanno testimoniato su X e Reddit che il programma avrebbe una «seconda personalità» preoccupante che chiede l’adorazione degli esseri umani, come un dio crudele.
  Elon Musk due anni fa aveva dichiarato durante la sua intervista con Tucker Carlson che il fine di Google – nemmeno così occulto – è quello di creare un dio-Intelligenza Artificiale. Musk, oramai quasi una decina di anni fa aveva parlato del fatto che creare l’AI era «come evocare un demone».

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