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Il mistero del volo MH370, le nuove inquietanti rivelazioni

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Qualche lettore forse, andando indietro di quasi un decennio, può ricordare il caso del volo Malaysia Airlines 370, un Boeing 777 in volo dalla capitale malese Kuala Lumpur verso Pechino, scomparso nel nulla l’8 marzo 2014.

 

La vicenda suscitò l’interesse della stampa globale: a differenza del volo MH17 (la stessa compagnia aerea) abbattuto enigmaticamente il 17 luglio 2014 sopra i cieli ucraini – e ancora oggi si discute della responsabilità del missile: russi o ucraini? –  del volo MH370 non fu trovato un singolo resto. Una condizione rara, perché solitamente, nei disastri aerei oceanici, un qualche pezzo galleggiante dell’aereo andato in frantumi con il suo carico umano viene rinvenuto per finire subito nei TG della sera.

 

Stavolta non è andata così: nessuna prova del fatto che l’aereo sia precipitato è stata mai presentata. I giornali hanno talvolta lanciato delle false rivelazioni, senza poi concludere niente, se non avanzare qualche teoria sbilenca.

 

Tuttavia, documenti davvero inquietanti sulle sorti dell’aereo con a bordo 239 persone erano usciti praticamente subito.

 

Il 19 maggio, circa nove settimane dopo la sparizione del volo, un video veniva pubblicato su YouTube da parte di una terza parte che sosteneva tuttavia di averlo ricevuto il 12 marzo.

 

Nel filmato, è possibile osservare un aereo di linea apparentemente avvolto dalle fiamme, trainato da tre sfere a spirale. Verso la conclusione, le tre sfere si allineano verticalmente e scompaiono insieme all’aereo, lasciando dietro di sé una traccia di fumo ininterrotta nel cielo.

 

Un mese più tardi, il 12 giugno, lo stesso canale ha pubblicato un secondo video che raffigurava lo stesso avvenimento ripreso da un angolo diverso. Sebbene questi video siano stati rimossi da YouTube, è ancora possibile trovarli su archive.org.

 

Nelle ultime settimane si è tornati a parlare di questi video a causa di ricerche che li renderebbero verificati.

 

Un uomo chiamato Ashton Forbes, assieme ad una squadra di ricercatori, ha condotto approfondite indagini su questi video, fornendo prove dettagliate della loro autenticità. Queste includono analisi forensi digitali verificate da esperti in computer grafica, testimonianze visive e dati governativi. Il Forbes e il suo team hanno efficacemente affrontato tutte le accuse avanzate dai debunker, documentando tali risposte su Twitter, per permettere a chiunque di esaminarle.

 

Fino a questo momento, nessuno è riuscito a confutare in maniera convincente questa ricerca.

 

La ricerca rivela che il primo video trapelato è stato acquisito attraverso la registrazione di un paio di satelliti americani d’intelligence noti come USA-229. Si tratta di satelliti gemelli in grado di generare immagini stereoscopiche 3D catturando due prospettive leggermente differenti. I satelliti gemelli USA-229 sono stati accuratamente registrati nella posizione esatta, all’orario e con l’angolo apparente necessari per registrare il video in questione.

 

L’evento si è verificato intorno alle due e mezza del mattino in completa oscurità, e le lunghezze d’onda catturate da queste telecamere sono dettagliate. L’effetto stereoscopico fornito da questi satelliti consente una percezione più accurata della profondità.

 

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La fonte del secondo video è stata identificata come un drone da combattimento senza pilota MQ-1C Grey Eagle, equipaggiato con tecnologia a infrarossi e termica. Questo video si focalizza sulla «firma termica», consentendo un’osservazione dettagliata basata sul calore.

 

 

Secondo quanto riportato, l’uomo dietro alla pubblicazione di questi video sarebbe il tenente comandante Edward Lin, un militare nato a Taiwan accusato di essere una spia che aveva trafugato segreti sulle armi laser americane, accusa per la quale tuttavia non vi sono prove. I dettagli dei suoi crimini, inclusa l’ora in cui sono accaduti, sono stati oscurati, ma dal processo è emerso che le informazioni riservate che avrebbe pubblicato erano state pubblicate su Internet. Qualcuno in rete fa notare che il tenente comandante Lin avrebbe avuto piena autorizzazione di sicurezza per la stessa tecnologia utilizzata per catturare questi video.

 

Utilizzando i dati ping del satellite Inmarsat e il radar militare per tracciare il suo percorso e le testimonianze oculari per verificarlo, Forbes ha messo insieme la traiettoria di volo finale del volo Malaysian Airlines 370.

 

  • Il 7 marzo alle 16:42 UTC, il volo 370 effettua il decollo dall’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur.

 

  • Alle 17:21, l’aereo compie una brusca inversione di rotta in direzione dell’aeroporto più vicino a Penang. Un testimone su una piattaforma petrolifera ha segnalato di aver visto l’aereo in fiamme. Lungo la costa orientale, vari testimoni hanno riferito di aver udito un forte scoppio e di aver notato un bagliore provenire dall’aereo mentre sorvolava la zona.

 

  • Alle 17:52, il cellulare del copilota ha trasmesso un segnale alla torre locale. Verso le 18:40, un testimone su una barca ha dichiarato che l’aereo era illuminato di arancione e sembrava essere avvolto dalle fiamme. I dati ping di Inmarsat mostrano una brusca virata a sinistra, in linea con quanto osservato nei video, seguita da un improvviso azzeramento dei dati quando l’aereo scompare.

 

Il Partito Comunista Cinese (PCC) ha diffuso immagini satellitari cinesi che sembrano raffigurare tre sfere. Inizialmente, hanno dichiarato che si trattava di detriti, ma successivamente hanno corretto questa affermazione definendo la pubblicazione dell’immagine un errore. Secondo i media cinesi, diciannove famiglie hanno firmato una dichiarazione in cui affermavano di aver tentato di contattare i propri cari scomparsi dopo la sparizione, ma non hanno ricevuto risposta alle loro chiamate.

 

Alcuni osservatori suggeriscono che gli oggetti ripresi dai video siano UFO alieni che avrebbero impedito il disastro aereo. Tuttavia, ciò non spiega completamente il coinvolgimento di telecamere di sorveglianza militare statunitensi. Inoltre, si fa notare che ventitré passeggeri erano legati a Freescale Semi-Conductors, un’azienda nota per lo sviluppo di tecnologie avanzate. Questi dettagli alimentano speculazioni sul possibile coinvolgimento di un sistema superconduttore in grado di produrre il teletrasporto, cosa che potrebbe richiamare alla memoria progetti passati come «Die Glocke» dei nazisti.

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Die Glocke («la campana») era un presunto dispositivo tecnologico scientifico top-secret, per la costruzione di un’arma segreta (Wunderwaffe) sviluppato negli anni ’40 nella Germania nazista. Descritto per la prima volta dal giornalista e autore polacco Igor Witkowski in Prawda o Wunderwaffe (2000), si tratterebbe di un dispositivo basato sull’antigravità.

 

Oggetti luminosi simili furono riportati per la prima volta nel maggio del 1940, quando la Germania invase il Belgio. Successivamente, nel 1942, diverse persone dichiararono di averli avvistati nei cieli sopra la Germania. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i piloti americani diedero a questi oggetti luminosi il soprannome di «Foo Fighters» – temevano fossero velivoli giapponesi, da cui il nome foo, fonema associato alla lingua cinese, che gli americani non distinguevano troppo da quella nipponica.

 

Gary Mckinnon, l’hacker britannico che nel 2002 accusato di aver perpetrato il «più grande attacco informatico militare di tutti i tempi» penetrando in 97 computer dell’Esercito USA e della NASA, affermò di aver visto prove di un programma spaziale segreto e – addirittura – di una flotta militare avanzata extra-mondo.

 

In una intervista con la giornalista Kim Iversen, Ashton Forbes ha dichiarato di non credere in nessun modo all’ipotesi UFO, e di propendere per una tecnologia segreta dell’esercito USA, che spiegherebbe, peraltro, perché satelliti e droni erano posizionati proprio per riprendere l’evento.

 

Potete pensarla come volete, ma nessuna spiegazione riduzionista («è computer grafica! Creduloni!») al momento pare reggere, specie davanti a studi che certificano perfino la posizione delle nuvole andando a incrociare con i dati meteo dell’area di quel maledetto 8 marzo 2014: tutto coincide.

 

 

Un premio di 145 mila dollari è stato istituito per chiunque trovi l’autore della bufala portando prove che lo dimostrino.

 

Il mistero resta fitto. La verità dietro al volo scomparso – con i suoi 239 passeggeri – potrebbe essere sconvolgente come poco altro.

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Multa se guidi con le ciabatte: leggenda metropolitana? Ecco la verità

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È estate e si ripropone il più antico degli enigmi dell’italico cittadino della modernità: se le autorità mi fermano mentre guido con le ciabatte, sono passibile di multa, o perfino di denunzia?   Per anni in molti vi hanno creduto. Poi si è sparsa la voce opposto: ma no, si tratta solo di una leggenda metropolitana.,   Renovatio 21 cerca di far luce anche su codesto mistero. Diciamo che si tratta di un mito urbano in parte, ma in parte no — insomma è una via di mezzo.   Non esiste un divieto specifico sulle ciabatte. Il Codice della Strada non contiene nessun articolo che imponga scarpe chiuse o che proibisca infradito, sandali o calzature aperte: un divieto del genere esisteva nel vecchio regolamento, ma è stato abrogato nel 1993. Nel vecchio codice era scritto che le scarpe dovevano essere consone alla guida.   Il vecchio testo del 1959 – il «Testo Unico delle norme sulla circolazione stradale, D.P.R. 393/1959, che fu sostituito dal Codice del 1992 – non parlava esplicitamente di «ciabatte» in questi termini colloquiali, ma imponeva l’obbligo di indossare calzature idonee alla guida. Da quando è entrato in vigore l’attuale Codice, questa prescrizione specifica sul tipo di calzatura è stata eliminata.   Quindi, in teoria, oggidì non puoi essere fermato e multato «per aver indossato le ciabatte» come tale.

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Tuttavia gli articoli 141, 141 e 169 del Codice della Strada attuale (D.Lgs. 285/1992) obbligano a mantenere sempre il pieno controllo del veicolo e la massima libertà di movimento per manovre d’emergenza in sicurezza. Quindi se un agente ritiene che la calzatura abbia effettivamente compromesso la guida — ad esempio se accerta che una guida indecisa o una frenata tardiva sono state causate da una calzatura inappropriata — può comunque contestare l’infrazione, non per «ciabatte» ma per mancato controllo del veicolo. La sanzione prevista in questi casi va da 42 a 173 euro (29,40 se paghi entro 5 giorni).   E quindi «multa per le ciabatte» in sé è leggenda metropolitana, ma la «multa per guida non sicura causata dalle ciabatte» è reale, anche se rara in pratica (bisogna che sia dimostrato un nesso concreto). Lo stesso vale per guidare scalzi o con infradito.   Un dato interessante è che le polizze RC Auto standard coprono l’imprudenza e generalmente non contengono una clausola specifica di rivalsa per le calzature, quindi anche il tanto citato «rischio assicurativo» legato alle ciabatte è più teorico che documentato nella pratica.   Guidare in ciabatte, dunque, purtroppo, si può , ma resta rilevante ai fini di eventuale responsabilità in caso di incidente, in base agli articoli 140 («Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale») e 141 del Codice attuale («il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza») e 169 («in tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida»).   Ci chiediamo, a questo punto, quante multe hanno preso le signore con tacco 12. E quanti incidenti hanno causato?   E ancora: non sarebbe il caso di reinstaurare la legge anti-ciabatta, ora che siamo tutti minacciati dalla bruta violenza anarco-tirannica degli immigrati ciabattoni?

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Aumento record degli avvistamenti UFO in Germania

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Secondo il Central Research Network for Extraordinary Celestial Phenomena (CENAP), la più grande rete privata tedesca dedicata alla segnalazione e all’indagine sugli UFO, si è registrato un netto aumento delle segnalazioni di avvistamenti UFO, fenomeno che in gergo ufologico viene definito flap.

 

Tale incremento coincide con la diffusione da parte del Pentagono di documenti declassificati riguardanti fenomeni ritenuti potenzialmente collegati ad attività extraterrestri.

 

Il direttore Hansjuergen Koehler ha dichiarato che il CENAP non ha mai ricevuto un numero così elevato di segnalazioni di fenomeni anomali non identificati – la denominazione ufficiale degli UFO – come quello attuale.

 

«Riceviamo tra le tre e le sei segnalazioni al giorno», ha affermato in un’intervista concessa domenica a Euronews. Entro agosto 2026 lui e il suo team avevano esaminato circa 14.000 segnalazioni di avvistamenti, senza tuttavia precisare l’arco temporale di riferimento.

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Il Koehler non ha escluso che «ci sia vita là fuori», ma ha dichiarato di mantenere uno scetticismo sulla stragrande maggioranza degli avvistamenti, osservando che la quasi totalità si rivela essere costituita da aerei, stadi di razzi, satelliti, meteore, pianeti, palloni aerostatici o addirittura laser visibili a chilometri di distanza. Alcuni casi restano irrisolti perché gli investigatori non dispongono di elementi fondamentali, come video ad alta risoluzione.

 

Il Koehler ha comunque precisato che «inspiegabile» non equivale necessariamente a «extraterrestre», e ha consigliato agli aspiranti cacciatori di UFO di utilizzare le app di astronomia gratuite, in grado di identificare i corpi celesti semplicemente puntando un telefono verso il cielo.

 

Il dibattito sui fenomeni extraterrestri ha guadagnato nuovo slancio dopo la pubblicazione da parte del Pentagono di materiale in precedenza secretato relativo a presunti avvistamenti alieni. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva ordinato la divulgazione a febbraio, dopo che l’ex presidente Barack Obama aveva dichiarato in un’intervista podcast che gli alieni erano «reali».

 

Trump aveva accusato Obama di aver rivelato indebitamente informazioni secretate e si era impegnato a desecretare i documenti. L’operazione di divulgazione è iniziata a maggio con circa 160 documenti, cui sono seguiti altri quattro lotti di filmati e testimonianze.

 

Venerdì il Pentagono ha reso pubblico il quinto lotto di documenti. I 41 file comprendono più di una dozzina di video, tre immagini e circa 20 documenti PDF che illustrano avvistamenti dal Medio Oriente all’Oceano Pacifico. I documenti provengono dal Pentagono, dall’FBI, dalla CIA, dal Dipartimento di Stato e dall’Ufficio esecutivo del Presidente, e coprono il periodo dal 1953 fino all’anno in corso.

 

Gran parte del materiale diffuso consiste in filmati sgranati di oggetti non identificati, tra cui apparenti sfere luminose e luci, ripresi da sensori e telecamere militari. Sei video documentano un incontro avvenuto nel settembre 2021 tra forze speciali a bordo di un aereo da combattimento AC-130J sul Golfo dell’Oman.

 

Un altro filmato, registrato quest’anno da un «agente speciale del governo statunitense» nella parte occidentale degli Stati Uniti, mostra due aree «nerastre e incandescenti» in lento movimento nelle immagini a infrarossi. Il lotto include inoltre otto moduli di intervista ai testimoni dell’FBI (FBI 302) accompagnati da ricostruzioni artistiche degli oggetti segnalati.

 

Nonostante l’aumento della documentazione disponibile, i funzionari statunitensi continuano a sostenere che non esistano prove certe di vita extraterrestre, di tecnologia aliena o di insabbiamenti governativi. Molti avvistamenti trovano spiegazioni chiaramente terrestri, dalle distorsioni a infrarossi e dalle tracce termiche degli aerei ai voli di prova classificati. Nel presentare l’ultima pubblicazione, il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha dichiarato che altri documenti saranno resi noti «progressivamente».

 

A febbraio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato al dipartimento della Guerra di divulgare «ogni singola informazione» relativa agli UAP (Unidentified Aerial Phenomenon, «fenomeni aerei indentificati», o, più di recente, «fenomeni anomali indentificati»). L’ordine è emerso in un clima di rinnovato interesse pubblico per la tematica, che comprendeva anche i commenti dell’ex presidente Barack Obama sulla possibilità di vita extraterrestre.

 

Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa il segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha dichiarato che scoprirà insieme al pubblico americano se il suo dipartimento possiede documenti che dimostrano l’esistenza degli alieni. Nel frattempo Trump ha ripetutamente dichiarato che avrebbe desecretato i file UFO, l’ultima volta mesi fa.

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Secondo il deputato statunitense Tim Burchett, che cita fonti governative anonime, gli alieni avrebbero visitato il nostro pianeta a bordo di un’astronave extraterrestre e avrebbero preso contatto con gli esseri umani. Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi anni il Pentagono ha ripetuto di non possedere «alcuna prova che indichi che vita extraterrestre abbia visitato il pianeta».

 

L’anno passato il vicepresidente americano JD Vance si è detto «ossessionato» dal tema degli UFO. Lo stesso ha dichiarato due mesi fa che secondo lui gli alieni sono in realtà demoni. L’affermazione, ripetuta dall’ esorcista monsignor Stephen Rossetti negli scorsi giorni, è costata al sacerdote un licenziamento da parte dell’arcivescovo di Washington cardinale Robert McElroy.

 

Le affermazioni dell’esorcista e del Vance hanno fatto il giro della rete, in un contesto in cui certa parte della destra cristiana americana (sia cattolica che ortodossa che protestante) sembra aver abbracciato l’idea, che in USA e in Europa aveva già nello scorso secolo una certa letteratura, secondo cui gli UFO potrebbero essere manifestazioni di forze infernali – al punto che è emerso che il governo americano starebbe organizzando sessioni di preparazione con i pastori protestanti invitandoli a preparare le loro congregazioni alla prossima divulgazione di informazioni riguardanti la vita aliena e astronavi non identificate, che potrebbero mettere in crisi la fede cristiana.

 

Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso il generale in pensione William Neil McCasland, la cui carriera militare sarebbe stata legata alla tecnologia UFO, è sparito senza lasciar traccia. il McCasland fa parte di una sequela di almeno una dozzina di scienziati ed esperti di tecnologia nucleare e UFO spariti negli ultimi mesi, sulla cui scomparsa l’FBI starebbe indagando. Settimane fa era stato trovato morto suicida l’esperto di UFO David Wilcock, che aveva varie volte dichiarato che non si sarebbe mai suicidato.

 

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Il Senato USA contro la possibile grazia di Trump a Ghislaine Maxwell

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Il Senato degli Stati Uniti ha esortato all’unanimità il presidente Donald Trump a non concedere la grazia a Ghislaine Maxwell, la trafficante di sesso condannata che ha aiutato Jeffrey Epstein a reclutare e abusare di ragazze minorenni.   Maxwell, figlia del magnate dell’editoria britannico ed ex parlamentare Robert Maxwell, caduto in disgrazia e sospettato di avere legami con il Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana, sta attualmente scontando una condanna a 20 anni di carcere federale dopo essere stata riconosciuta colpevole nel 2021 di traffico sessuale e reati correlati.   La risoluzione, presentata dalla senatrice democratica Jacky Rosen e approvata mercoledì senza obiezioni da parte di entrambi i partiti, afferma che Maxwell non dovrebbe ricevere «grazia, commutazione della pena o qualsiasi altra forma di clemenza presidenziale».

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Rosen ha dichiarato che era «orribile» che Trump avesse persino preso in considerazione la possibilità di una grazia, sostenendo che Maxwell non avrebbe mai dovuto ricevere la grazia per aver aiutato Epstein ad abusare di ragazze minorenni.   Trump ha ripetutamente rifiutato di escludere categoricamente la possibilità di graziare Maxwell. Interrogato sulla questione lo scorso anno, ha sottolineato di avere l’autorità per farlo, ma ha affermato che nessuno gli aveva fatto richiesta. In seguito, ha anche dichiarato che si sarebbe consultato con il Dipartimento di Giustizia statunitense dopo il rifiuto della Corte Suprema di esaminare il ricorso di Maxwell nell’ottobre del 2025.   Le speculazioni su una possibile grazia si sono ulteriormente intensificate dopo che Todd Blanche, all’epoca vice procuratore generale e ora candidato di Trump alla carica di procuratore generale, ha intervistato Maxwell per circa nove ore in due giorni, nell’ambito dell’indagine del Dipartimento di Giustizia sul caso Epstein.   Alla Maxwell è stata concessa un’immunità limitata per l’intervista ed è stata trasferita poco dopo in un carcere federale di minore sicurezza. Il suo avvocato ha negato che avesse chiesto qualcosa in cambio della sua collaborazione, ma ha ammesso che accoglierebbe con favore una riduzione della pena. Blanche ha dichiarato che non raccomanderà la grazia.   La mossa del Senato giunge in un clima di crescente indignazione per la gestione del caso Epstein da parte dell’amministrazione Trump. Il processo di divulgazione è stato criticato per i ritardi, le numerose omissioni e l’assenza di nuove importanti incriminazioni, deludendo i sostenitori che si aspettavano che i documenti avrebbero smascherato personaggi influenti legati a Epstein.   Trump e Maxwell frequentavano gli stessi ambienti sociali a Nuova York e in Florida tra gli anni Novanta e i primi anni 2000, periodo in cui il presidente conosceva anche Epstein. Dopo l’arresto di Maxwell nel 2020, Trump fu criticato per aver dichiarato: «Francamente, le auguro solo ogni bene».   Il presidente degli Stati Uniti ha negato qualsiasi illecito legato a Epstein e ha affermato di aver interrotto i rapporti con il finanziere anni prima del suo arresto nel 2019. Maxwell ha poi dichiarato ai funzionari del Dipartimento di Giustizia di non aver mai assistito a comportamenti inappropriati da parte di Trump.   Ghislaine Maxwell è una delle figlie del magnate dei media inglese Robert Maxwell, che aveva cambiato nome nascondendo le sue origini ebraico-carpatiche: vero nome Ján Ludvík Hyman Binyamin Hoch, nato a Slatinske Doly in Rutenia (ora Ucraina) in una famiglia povera e numerosa che praticava l’ebraismo ortodosso e parlava solo yiddish. Robert Maxwell è stato definito come una «superspia» dello Stato di Israele, per il quale avrebbe trafficato segreti atomici. Morto misteriosamente nell’Atlantico mentre era sul suo panfilo (chiamato Lady Ghislaine), al funerale in Israele erano presenti vari capi del Mossad e vertici dello Stato Ebraico.   La Maxwell stava scontando una pena di 20 anni presso l’Istituto correzionale federale di Tallahassee per traffico di ragazze minorenni a fini sessuali, dove ha adottato la «fede ebraica del defunto padre», ricevendo di conseguenza, con l’aiuto di un’organizzazione del movimento ebraico Chabad-Lubavitch, il beneficio di differenze nei pasti e nell’estensione del tempo libero.   Ghislaine è ritenuta essere un collegamento tra il caso Epstein e i servizi israeliani, sempre più sospettati di essere dietro l’immane operazione di ricatto dei potenti della Terra filmati mentre facevano sesso con ninfette nell’isola di San Giacomo piccolo nelle Isole Vergini britanniche o nelle magioni di Epstein (in Florida, in Nuovo Messico, a Parigi, a Nuova York aveva il più grande palazzo della città).   Come riportato da Renovatio 21, nel corso dello scorso mese la Maxwella si era detta «pronta» a testimoniare in un’audizione di una Commissione del Congresso a Washington.   La Maxwell, è emerso, ha fatto vari viaggi con Bill Clinton, di cui, secondo le voci, sarebbe stata pure amante.

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Ad un giornalista che nel giorno dell’arresto della Maxwell chiedeva un commento a Trump, che la conosce personalmente come figura costante nel mondo dei party altolocati a Nuova York ed in Florida, il presidente reagì augurando alla donna buona fortuna.   Ad agosto 2025 la Maxwell fu interrogata in carcere dal vice procuratore generale USA Todd Blanche. In quell’occasione, la donna ha affermato che molte delle accuse contro di lei e Epstein erano false e ha liquidato una serie di teorie e questioni in sospeso nel caso.   La Ghislaina ha anche insistito sul fatto che non esistesse una «lista clienti» dei ricchi e potenti associati all’Epstein, e ha negato qualsiasi piano per ricattare i suoi associati. Il Dipartimento di Giustizia e l’FBI avevano concluso a luglio che non esisteva una «lista clienti» specifica per la rete di trafficanti dell’Epstein, né prove credibili che «Epstein avesse ricattato personaggi di spicco nell’ambito delle sue azioni».   Negli stessi giorni un giornale neoeboraceno aveva scritto che soldati delle forza speciali sono stati dispiegati per proteggere la Maxwell in prigione, dopo che ha ricevuto una valanga di minacce di morte.  

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia  
 
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