Geopolitica
Impressionante video del sequestro della nave nel Mar Rosso
Gli Houthi, la forza armata che controllo parte dello Yemen, ha pubblicato filmati drammatici che mostrano uomini armati che prendono il controllo della nave mercantile ritenuta collegata a Israele dopo essere atterrati sulla nave in elicottero al largo del Mar Rosso.
Il raid sembra essere il primo del suo genere da parte del gruppo, che ha effettivamente dichiarato di voler combattere Israele per l’assedio di Gaza.
Il video di due minuti inizia con un elicottero leggermente armato, apparentemente una versione di un mezzo da trasporto Mil Mi-17Sh, decorato con le bandiere della Palestina e del movimento Houthi. Si avvicina alla nave, il Galaxy Leader, e resta sospeso su di essa prima di atterrare per diversi secondi.
Gli uomini armati saltano giù e prendono una formazione sul ponte, prima di muoversi rapidamente per mettere in sicurezza il ponte. Il filmato poi si interrompe su un combattente sui ponti inferiori che brandisce una pistola e gridando il classico «Allahu Akbar».
Le immagini girate in prima persona, probabilmente con una telecamera GoPro, hanno fatto pensare a molti ad un videogame di combattimento militare stile Battlefield o Call of Duty. Invece, è la realtà.
Unbelievable footage from the Houthi seizure of the Israeli-owned ship "Galaxy Leader" in the Red Sea yesterday.
A helicopter, emblazoned with the flags of Yemen and Palestine, drops a Houthi squad onto the ship, wearing Palestinian flag headbands and photos of Hamas' spokesman. pic.twitter.com/4DAHKA88r9
— Séamus Malekafzali (@Seamus_Malek) November 20, 2023
Il dirottamento è avvenuto al largo della costa yemenita, vicino al porto di Hodeida, mentre la Galaxy Leader stava salpando per l’India. Secondo l’operatore NYK Line, la nave batte bandiera delle Bahamas, operata dal Giappone e aveva a bordo 25 membri dell’equipaggio al momento dell’incidente.
I militanti hanno preso di mira la nave a causa dei suoi presunti legami con Israele, sebbene l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu abbia negato qualsiasi collegamento condannando il dirottamento. I documenti pubblici citati dall’Associated Press dicono che il proprietario britannico della nave, Ray Car Carriers, è stata fondata dal magnate marittimo Abraham «Rami» Ungar, uno degli uomini più ricchi di Israele e sostenitore delle cause della destra israeliana.
Lo Yemen non ha un governo centrale pienamente funzionante, ma il movimento Ansar Allah – nome con cui è formalmente conosciuto l’ente sostenuto dagli Houthi – controlla la capitale Sanaa e ha accesso alla tecnologia militare a livello statale. Tra il 2015 e il 2022, il gruppo ribelle sciita ha combattuto una guerra contro una coalizione di nazioni arabe guidata dall’Arabia Saudita che cercava di reinstallare Abdrabbuh Mansur Hadi come presidente yemenita.
L’Iran avrebbe avuto un ruolo determinante nel rafforzare le capacità militari degli Houthi, che sono di fede sciita, durante il conflitto. Le ostilità sarebbero almeno in parte cessate dopo l’accordo Riyadh-Teheran mediato dalla Cina a inizio 2023.
Ad aprile, Teheran ha pubblicato il filmato del suo raid contro una petroliera diretta negli Stati Uniti, che aveva arrestato per un presunto incidente di collisione.
Alla fine di ottobre, un portavoce degli Houthi ha annunciato che erano stati lanciati missili contro obiettivi israeliani a sostegno della causa palestinese e ha accusato i governi arabi di «collusione» con lo Stato Ebraico. La Marina americana ha utilizzato armi di difesa aerea per intercettare gli attacchi provenienti dallo Yemen in un’azione diretta per difendere Israele.
Un drone militare statunitense MQ-9 Reaper è stato abbattuto al largo della costa dello Yemen all’inizio di questo mese, con i funzionari che incolpavano gli Houthi. Il gruppo ha successivamente rilasciato il presunto filmato dell’intercettazione.
Geopolitica
Trump: l’Iran è una «piccola guerra» rispetto alla spesa USA per l’Ucraina
La guerra con l’Iran è «relativamente piccola» per gli Stati Uniti rispetto all’enorme quantità di armamenti che Washington ha fornito all’Ucraina sotto la presidenza di Joe Biden, ha dichiarato il presidente Donald Trump. Ha sostenuto che il suo predecessore ha consegnato a Kiev armi per un valore di 300 miliardi di dollari gratuitamente.
Trump ha espresso queste valutazioni rispondendo alle domande dei giornalisti durante un evento nello Studio Ovale lunedì, mentre i combattimenti in Medio Oriente sono ripresi dopo settimane di relativa calma. Domenica le forze statunitensi hanno colpito due lanciarazzi iraniani sull’isola di Larak nello Stretto di Ormuzzo, provocando la reazione di Teheran con attacchi missilistici contro le forze americane in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti.
Interrogato sul fatto che la prolungata operazione contro l’Iran stesse prosciugando le risorse militari statunitensi necessarie altrove, Trump ha sminuito la preoccupazione. «Questa è una guerra relativamente piccola per noi. Non è una guerra di grandi proporzioni», ha affermato, aggiungendo che gli Stati Uniti hanno «così tante munizioni e rifornimenti» dislocati in tutto il mondo da poter attingere a ulteriori risorse in caso di necessità.
«Sapete dove sono finiti i soldi? In Ucraina», ha proseguito Trump, sostenendo che, in confronto, Washington ha usato «pochissime» armi contro l’Iran.
Sostieni Renovatio 21
Il presidente statunitense poi messo a confronto le spese americane per l’Iran con il sostegno di Washington all’Ucraina sotto il suo predecessore. «Joe Biden ha dato all’Ucraina beni per un valore di oltre 300 miliardi di dollari, gratis», ha detto Trump, aggiungendo che sotto la sua amministrazione l’Ucraina «deve pagarli» attraverso i membri europei della NATO.
La cifra di 300 miliardi di dollari è ampiamente contestata. Un rapporto di maggio dell’Ispettore Generale Speciale per l’Operazione Atlantic Resolve ha stimato gli stanziamenti totali degli Stati Uniti per l’Ucraina e la più ampia risposta al conflitto a circa 195 miliardi di dollari da febbraio 2022, di cui 67,8 miliardi di dollari sono stati destinati ad articoli e servizi di difesa per Kiev.
La definizione di «piccola guerra» data da Trump al conflitto con l’Iran arriva nel suo settimo mese, nonostante le sue ripetute dichiarazioni di vittoria. All’inizio di aprile aveva proclamato una «vittoria totale e completa» e da allora ha ripetutamente affermato che Washington aveva vinto o era vicina a porre fine al conflitto.
La guerra ha assorbito armamenti statunitensi per miliardi di dollari, con il segretario alla Guerra Pete Hegseth che ha stimato il costo complessivo a 37,5 miliardi di dollari entro luglio. Washington ha lanciato oltre 850 missili da crociera Tomahawk solo nelle prime quattro settimane, nonostante ne produca solo poche centinaia all’anno, insieme a più di 1.000 intercettori Patriot e THAAD.
La pressione ha inciso anche sulle scorte di armi statunitensi in Europa, dove le forniture di intercettori Patriot e altre munizioni chiave sono scese a livelli «oltre la soglia critica», poiché le armi vengono dirottate verso il Medio Oriente, secondo quanto riportato la scorsa settimana dai media, che citano funzionari statunitensi e della NATO.
Nel frattempo, Washington ha intensificato la pressione economica su Teheran. Il segretario del Tesoro Scott Bessent ha avvertito domenica che gli Stati Uniti potrebbero scatenare una «violenza finanziaria» contro l’Iran, minacciando di imporre nuove sanzioni secondarie ogni settimana per punire Teheran e coloro che intrattengono rapporti commerciali con essa.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Trump pubblica video AI che mostrano l’isola di Kharg «ridotta in macerie»
🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information. But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag — Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
I servizi israeliani evacuano il figlio di Netanyahu da Miami: «grave minaccia»
L’agenzia di sicurezza israeliana Shin Bet ha reso noto che Yair, primogenito del premier Benjamin Netanyahu, è stato trasferito in segreto dagli Stati Uniti a causa di una «grave minaccia» alla sua vita.
La notizia arriva a pochi giorni dalle parole dello stesso Netanyahu, espresse in un’intervista telefonica al Canale 14 israeliano, secondo cui l’Iran avrebbe «tentato di assassinare» uno dei suoi figli, senza indicare quale né fornire particolari sul presunto piano.
Lo Shin Bet ha dichiarato sabato in un comunicato: «C’era una minaccia significativa contro Yair Netanyahu e, alla luce di ciò e dopo un’attenta valutazione, è stata presa la decisione di prelevarlo d’urgenza insieme alla sua scorta e di riportarlo in Israele», omettendo però la natura della minaccia e il momento esatto dell’operazione.
Mercoledì una fonte anonima delle forze dell’ordine statunitensi ha riferito al canale TV americano Newsmax che i servizi segreti israeliani avrebbero individuato un piano ai danni di Yair nel dicembre dell’anno precedente. Canale 12 ha aggiunto che, per portare a termine l’operazione, lo Shin Bet ha riassegnato gli agenti che all’epoca proteggevano il presidente Isaac Herzog a New York.
Secondo le accuse, agenti iraniani avrebbero sorvegliato la sua residenza e i suoi spostamenti. Yair, che da anni viveva negli Stati Uniti con uno controverso stile di vita fatto di agio, ha ricevuto l’ordine di partire subito ed è rientrato in Israele, a quanto pare senza nemmeno ritirare i propri effetti personali.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
La sua lunga permanenza all’estero ha suscitato perplessità in patria, soprattutto dopo l’attacco di Hamas dell’ottobre 2023, perché molti si chiedevano perché restasse oltreoceano mentre centinaia di migliaia di riservisti venivano richiamati per un’operazione militare di rappresaglia a Gaza.
A luglio la moglie di Netanyahu, Sara, e i loro due figli hanno ottenuto una protezione estesa a carico dei contribuenti, alimentando ulteriori polemiche pubbliche e politiche.
La vicenda emerge mentre la coalizione di Netanyahu affronta una campagna elettorale difficile per la rielezione, dopo la guerra in stallo con l’Iran. Il conflitto è iniziato alla fine di febbraio con gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele su Teheran, che hanno ucciso la Guida Suprema Ali Khamenei e quattro membri della sua famiglia, tra cui la figlia Boshra e la nipotina Zahra di 14 mesi.
Mojtaba, figlio di Khamenei e nominato nuova guida suprema una settimana dopo, ha promesso di «vendicare il sangue» del padre. Teheran, tuttavia, non ha commentato né rivendicato la responsabilità del presunto complotto per assassinare il figlio di Netanyahu.
Yair Netanyahu è noto per una serie di polemiche. Il documentario sulla presunta corruzione del premier israeliano The Bibi Files (2024) lo descrive come un estremista che porta il padre verso posizioni ultrasioniste. Durante le manifestazioni massive antigovernative nelle piazze israeliane prima del 7 ottobre 2023, lo Yair ha affermato che il Dipartimento di Stato americano era «dietro le proteste in Israele, con l’obiettivo di rovesciare Netanyahu, apparentemente per concludere un accordo con gli iraniani».
Come noto, il ragazzo qualche anno fa pubblicò un meme, incredibilmente definito come «antisemita» pure dalla stampa italiana, che ritraeva Giorgio Soros come puparo del mondo. Nelle ultime settimane è emerso che anni fa aveva di fatto ipotizzato su Twitter come ritorsione contro la Spagna un’invasione marocchina del suo territorio, cosa poi puntualmente realizzatasi a Ceuta.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di U.S. Embassy Jerusalem via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
-



Occulto2 settimane faMons. Viganò contro il rito della Pachamama in Perù prima dell’arrivo del papa
-



Bioetica1 settimana faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Intelligenza Artificiale2 settimane faI Data Center faranno costare tutto di più. Le macchine hanno già vinto?
-



Catastrofi2 settimane faTerremoto di «intensità insolita» colpisce la città dove si è praticata l’idolatria di Pachamama
-



Spirito2 settimane faRisposta del vescovo de Castro-Mayer all’inchiesta segreta della Santa Sede sulla Messa
-



Morte cerebrale1 settimana faMorte cerebrale: donatore o no, decidono loro quando sei morto
-



Pensiero1 settimana faDall’aborto alla strage figlicida, il ritorno della strega Medea
-



Salute2 settimane faI malori della 34ª settimana 2026














