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Geopolitica

Cosa sta succedendo nel caveau artico della fine del mondo?

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Cosa sta succedendo nel caveau artico della fine del mondo?

 

Sullo sfondo della crescente paura per la pandemia globale del Coronavirus, un evento è passato inosservato, in un punto così isolato dal resto del mondo che la maggior parte non conosce nemmeno la sua esistenza.

 

Il caveau di semi situato a Svalbard, sull’isola di Spitsbergen, a nord del circolo polare artico, ha appena ricevuto un’importante carico di semi di diverse varietà vegetali per il suo deposito speciale. Ciò che rende quanto meno sospetta questa banca di semi è l’elenco degli sponsor finanziari dietro il progetto globale.

 

Il 25 febbraio oltre 60.000 nuove varietà di semi sono state collocate nel caveau di Svalbard. Questo porta il totale dei tipi di semi a oltre un milione da quando il caveau ha iniziato a essere utilizzato per i depositi all’inizio del 2008

Il 25 febbraio oltre 60.000 nuove varietà di semi sono state collocate nel caveau di Svalbard, il più grande carico mai arrivato dalla sua apertura. Questo porta il totale dei tipi di semi a oltre un milione da quando il caveau ha iniziato a essere utilizzato per i depositi all’inizio del 2008.

 

Gli ultimi depositi di semi includono cipolle dal Brasile, semi di guar dall’Asia centrale, semi di mais sacri per il popolo Cherokee e fiori selvatici da un prato nella casa del Principe Carlo nel Regno Unito.

 

Il caveau di Svalbard si trova sull’isola che appartiene legalmente alla Norvegia da un trattato del 1925. Il governo norvegese ha raccolto gran parte del denaro per la costruzione della struttura, i cui sostenitori hanno dichiarato che era in grado di resistere all’esplosione di una bomba nucleare.

 

Il governo norvegese ha raccolto gran parte del denaro per la costruzione della struttura, i cui sostenitori hanno dichiarato che era in grado di resistere all’esplosione di una bomba nucleare

L’unico problema è stato che i progettisti non hanno reso la struttura, costruita sul fianco di una montagna, impermeabile e l’ingresso si è allagato nel 2016 a causa di forti piogge, richiedendo importanti riparazioni e migliorie, per un ammontare di 20 milioni di euro, che sono state appena completate, dopo circa quattro anni.

 

In particolare, come ha sottolineato il primo ministro norvegese Erna Solberg durante la recente cerimonia di ricevimento dei semi, l’anno 2020 è destinato ad essere l’anno in cui i paesi devono salvaguardare la diversità genetica delle colture per raggiungere l’obiettivo delle Nazioni Unite di «eliminare la fame nel mondo entro il 2030». Il 2030 è l’anno in cui l’IPCC delle Nazioni Unite prevede un cambiamento climatico disastroso a meno che non si agisca in modo radicale, nonché l’anno chiave di riferimento per il progetto delle Nazioni Unite, la maltusiana Agenda 2030.

 

Lo scopo dichiarato pubblicamente per il grande progetto della banca dei semi è di essere un luogo sicuro in cui stivare le collezioni delle banche nazionali di semi per evitare che vengano distrutte da guerre come in Siria o Iraq, da disastri naturali o altre calamità. Il caveau di Svalbard è stato ribattezzato «l’arca di Noè dei semi» che, in caso di «catastrofe globale», consentirebbe un riavvio dell’agricoltura mondiale. Bene. Interessante. Chi deciderà come distribuire quei semi in caso di catastrofe non viene indicato.

Il caveau di Svalbard è stato ribattezzato «l’arca di Noè dei semi» che, in caso di «catastrofe globale», consentirebbe un riavvio dell’agricoltura mondiale. Ma chi deciderà come distribuire quei semi in caso di catastrofe non viene indicato

 

Degno di nota è l’elenco dei sostenitori di questa insolita partnership tra pubblico e privato.

 

Crop Trust?

La banca dei semi e l’acquisizione delle sementi è gestita da un’entità chiamata Crop Trust, ufficialmente nota come Global Crop Diversity Trust, con sede a Bonn, in Germania. Sul suo sito web, Crop Trust afferma con modestia che la loro «unica missione è garantire che l’umanità preservi e renda disponibile la diversità delle colture del mondo per la futura sicurezza alimentare».

 

Ha un impressionante elenco di sponsor finanziari chiamato Consiglio dei Donatori.

 

Il Cropt Trust ha impressionante elenco di sponsor finanziari chiamato Consiglio dei Donatori. Tra questi spiccano Bayer Crop Science (Monsanto); DuPont Pioneer Hi-Bred; Syngenta AG (ChemChina). I maggiori fornitori al mondo di semi brevettati OGM e prodotti agrochimici come il Roundup con glifosato

Tra questi spiccano Bayer Crop Science, che ora comprende la Monsanto; DuPont Pioneer Hi-Bred; Syngenta AG, ora di proprietà di ChemChina. Questi sono i maggiori fornitori al mondo di semi brevettati OGM e prodotti agrochimici come il Roundup con glifosato. Syngenta, ora di proprietà statale cinese, è il più grande fornitore al mondo di prodotti chimici per colture.

 

Inoltre, i donatori di Crop Trust includono la Bill and Melinda Gates Foundation, il principale donatore che ha avviato il Trust nel 2004 insieme alla FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, e il CGIAR, agendo tramite Bioversity International.

 

La Gates Foundation è affiliata al Crop Trust tramite la Rockefeller Foundation, che per prima ha finanziato la creazione della biotecnologia OGM a partire dagli anni Settanta presso il loro International Rice Research Institute, per il quale hanno speso milioni nel tentativo di sviluppare il colossale fallimento chiamato Golden Rice, riso arricchito con vitamina A.

I donatori di Crop Trust includono la Bill and Melinda Gates Foundation, il principale donatore che ha avviato il Trust nel 2004 insieme alla FAO

 

Il CGIAR, istituito nel 1972 dalla Rockefeller Foundation e dalla Ford Foundation per diffondere il loro modello agroalimentare della Green Revolution, controlla la maggior parte delle banche di semi private, dalle Filippine alla Siria al Kenya.

 

Complessivamente, queste banche di semi contengono oltre sei milioni e mezzo di varietà di sementi, quasi due milioni delle quali sono «diverse». Il caveau di Svalbad ha la capacità di ospitare quattro milioni e mezzo di semi diversi.

 

La Gates Foundation è affiliata al Crop Trust tramite la Rockefeller Foundation, che per prima ha finanziato la creazione della biotecnologia OGM a partire dagli anni Settanta

All’epoca dell’apertura del caveau nel 2008, il presidente del Crop Trust era la canadese Margaret Catley-Carlson.

 

Catley-Carlson fu anche presidente fino al 1999 del Population Council con sede a New York, l’organizzazione per la riduzione della popolazione di John D. Rockefeller III, istituita nel 1952 per far avanzare il programma eugenetico della famiglia Rockefeller mascherato come promozione della «pianificazione familiare», dispositivi di controllo delle nascite, sterilizzazione e «controllo della popolazione» nei paesi in via di sviluppo.

 

Il presidente del Crop Trust  Margaret Catley-Carlson, già presidente presidente Population Council  l’organizzazione per la riduzione della popolazione di J.D. Rockefeller III per promuovere «pianificazione familiare», dispositivi di controllo delle nascite, sterilizzazione e «controllo della popolazione»

Catley-Carlson era anche membro del consiglio di amministrazione della Syngenta Foundation.

 

 

Concilio della de-popolazione

Essere presidente del Population Council fondato da Rockefeller non è un aspetto secondario.

 

Negli anni Novanta l’Organizzazione Mondiale della Sanità delle Nazioni Unite ha lanciato una campagna per vaccinare milioni di donne tra i 15 e i 45 anni in Nicaragua, in Messico e nelle Filippine, apparentemente contro il tetano, una malattia derivante, ad esempio, dal contatto con un oggetto arrugginito.

 

Il vaccino non è stato somministrato a uomini o ragazzi, nonostante siano altrettanto soggetti a entrare in contatto con oggetti arrugginiti come le donne.

Negli anni Novanta l’Organizzazione Mondiale della Sanità delle Nazioni Unite ha lanciato una campagna per vaccinare milioni di donne tra i 15 e i 45 anni in Nicaragua, in Messico e nelle Filippine, apparentemente contro il tetano

 

A causa di quella curiosa anomalia, il Comitato Pro Vida de Mexico, organizzazione laica cattolica romana, si insospettì e fece testare i campioni di vaccino.

 

I test hanno rivelato che il vaccino contro il tetano diffuso dall’OMS – solo per le donne in età fertile – conteneva gonadotropina corionica umana o hCG, un ormone naturale che, combinato con un vettore di tossoidi tetanici, stimolava gli anticorpi rendendo una donna incapace di portare a termine una gravidanza. Nessuna delle donne vaccinate era stata informata.

 

In seguito è emerso che la Rockefeller Foundation insieme al Population Council dei Rockefeller, la World Bank (sede del CGIAR) e i National Institutes of Health degli Stati Uniti erano stati coinvolti in un progetto ventennale per conto dell’OMS iniziato nel 1972 per sviluppare il vaccino per aborti e sterilità mascherandolo con un vettore del tetano.

 

I test hanno rivelato che il vaccino contro il tetano diffuso dall’OMS – solo per le donne in età fertile – conteneva gonadotropina corionica umana o hCG, un ormone naturale che, combinato con un vettore di tossoidi tetanici, stimolava gli anticorpi rendendo una donna incapace di portare a termine una gravidanza. Nessuna delle donne vaccinate era stata informata

Inoltre, il governo norvegese, che ospita il caveau di Svalbard, ha donato 41 milioni di dollari per lo sviluppo dello speciale vaccino abortivo contro il tetano.

 

È solo una coincidenza che la stessa Fondazione Gates stia sostenendo l’organizzazione responsabile del mantenimento del caveau di semi di Svalbard mentre Gates emerge come una delle maggiori autorità sul pericolo dell’epidemia di coronavirus di Wuhan?

 

In un articolo scritto per il New England Journal of Medicine, Gates ha affermato che il COVID19 “ha iniziato a comportarsi in modo molto simile a un patogeno che si vede una volta in un secolo per cui siamo preoccupati.

 

Un caveau di semi praticamente inaccessibile, sotto il controllo di alcuni dei principali sostenitori del mondo dell’eugenetica e della riduzione della popolazione è sicuramente singolare.

 

Con oltre un milione di insostituibili varietà di sementi del mondo rinchiusi nel caveau di Svalbard, potrebbe essere un modo per i giganti dell’agroalimentare OGM come Bayer-Monsanto o Syngenta di ottenere illegalmente l’accesso a quei semi in un momento di crisi globale?

La Rockefeller Foundation insieme al Rockefeller’s Population Council, la World Bank  e i National Institutes of Health degli Stati Uniti erano stati coinvolti in un progetto ventennale per conto dell’OMS iniziato nel 1972 per sviluppare il vaccino per aborti e sterilità mascherandolo con un trasportatore di tetano

 

Sembra molto inverosimile, eppure ci sono eventi inverosimili nel nostro mondo. Potremmo dire: «chi controlla i semi delle colture del mondo, controlla il mondo».

 

 

William F. Engdahl

 

Traduzione di Alessandra Boni

 

F. William Engdahl è consulente e docente di rischio strategico, ha conseguito una laurea in politica presso la Princeton University ed è un autore di best seller sulle tematiche del petrolio e della geopolitica. È autore, fra gli altri titoli, di Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation («Semi della distruzione, l’agenda nascosta della manipolazione genetica»), consultabile anche sul sito globalresearch.ca.

 

«Chi controlla i semi delle colture del mondo, controlla il mondo»

Questo articolo, tradotto e pubblicato da Renovatio 21 con il consenso dell’autore, è stato pubblicato in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook e ripubblicato secondo le specifiche richieste.

 

Renovatio 21 offre la traduzione di questo articolo per dare una informazione a 360º.  Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

Immagine di Subiet via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International 

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Geopolitica

Israele colpisce Gaza poche ore dopo l’annuncio da parte di Trump del piano di disarmo di Hamas

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Gli attacchi israeliani sono proseguiti su Gaza ore dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato uno «storico accordo» in base al quale Hamas sarebbe stato disarmato e le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si sarebbero ritirate completamente dall’enclave.

 

Secondo quanto riportato dalla stampa, almeno un palestinese è rimasto ucciso e diversi altri feriti negli attacchi di venerdì.

 

L’accordo è stato raggiunto giovedì sera, a seguito di colloqui mediati da Egitto, Qatar, Turchia e Stati Uniti sotto l’egida del Board of Peace guidato da Washington. Trump lo ha salutato come un «passo monumentale verso una pace e una sicurezza durature» e una tappa fondamentale del suo piano in 20 punti per l’enclave. Tuttavia, sia Hamas che funzionari israeliani hanno in seguito sollevato dubbi su disposizioni chiave dell’accordo.

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Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha definito la bozza di accordo «inaccettabile per Israele». Scrivendo su Telegram, ha affermato che le «uccisioni mirate» di «terroristi di Hamas» a Gaza devono continuare, insieme all’«incoraggiamento» dell’«emigrazione» palestinese dall’enclave.

 

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ribadito che le forze israeliane «rimarranno nelle zone di sicurezza finché sarà necessario».

 

Hamas ha ribadito che non ci sarà alcun disarmo finché le forze israeliane rimarranno a Gaza. In una dichiarazione, il gruppo ha affermato che qualsiasi discussione sulla consegna di armi pesanti è subordinata alla cessazione completa delle ostilità, al ritiro totale di Israele, alla ricostruzione, alle garanzie internazionali e ai progressi verso la creazione di uno Stato palestinese.

 

Secondo l’agenzia AFP, fonti di Hamas hanno affermato che il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza (NCAG), un organismo tecnocratico palestinese istituito dal Consiglio per la pace, sarebbe diventato l’unica autorità responsabile della gestione e dello stoccaggio delle armi di Hamas. Reuters ha riferito separatamente che Hamas ha ribadito che qualsiasi trasferimento rimane subordinato al ritiro israeliano e a un aumento degli aiuti umanitari in arrivo nell’enclave.

 

Secondo la tabella di marcia pubblicata, Israele deve completare «senza indugio» gli impegni rimanenti previsti dall’accordo di cessate il fuoco di ottobre, «in particolare la cessazione delle operazioni militari». Hamas e le altre fazioni palestinesi trasferirebbero le funzioni di governo civile e di sicurezza al NCAG. Le armi pesanti e le infrastrutture militari verrebbero successivamente dismesse sotto l’amministrazione del comitato, mentre le forze israeliane si ritirerebbero gradualmente.

Il Consiglio per la Pace è stato istituito nell’ambito del piano di Trump per Gaza, a seguito del cessate il fuoco dello scorso ottobre, con il compito di sovrintendere alla transizione e alla ricostruzione postbellica dell’enclave. Ha il compito di supervisionare la ricostruzione, supportare il trasferimento del governo civile al NCAG (National Command and Action Group) e coordinare il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione.

Secondo le autorità sanitarie di Gaza, almeno 73.340 palestinesi sono stati uccisi e oltre 174.000 feriti da quando Israele ha lanciato la sua campagna militare in risposta al sanguinoso raid di Hamas dell’ottobre 2023.

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Geopolitica

Hamas accetterebbe il piano di disarmo di Gaza di Trump

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Secondo un alto funzionario, il gruppo militante palestinese Hamas ha accettato di disarmare completamente la Striscia di Gaza nell’ambito del piano «Board of Peace» del presidente statunitense Donald Trump, sebbene anche Israele debba soddisfare una serie di condizioni previste dall’accordo.   Ghazi Hamad, membro della delegazione negoziale di Hamas, ha confermato venerdì ad Al Jazeera che è stato raggiunto un accordo, aggiungendo che a breve verrà rilasciato un comunicato ufficiale.   «Questi negoziati sono stati difficili e impegnativi, e abbiamo cercato di raggiungere la migliore formula possibile», ha dichiarato Hamad, le cui affermazioni sono state riportate anche da Reuters e dalla BBC. Ha sottolineato, tuttavia, che Israele deve approvare il disarmo graduale, aggiungendo che Hamas non attuerà alcuna parte dell’accordo a meno che le forze israeliane non adempiano ai loro obblighi, in particolare ritirandosi da Gaza e promuovendo la ricostruzione nel territorio palestinese.   «Non intraprenderemo alcuna azione in merito al disarmo prima del ritiro di Israele dalla Striscia», ha dichiarato.

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Hamad ha inoltre dichiarato alla BBC che il gruppo insiste sulla formulazione «inventario e stoccaggio delle armi» sotto la supervisione palestinese, anziché sulla loro consegna a Israele.   La notizia è emersa per la prima volta giovedì, quando Trump ha annunciato su Truth Social che il suo Consiglio per la Pace ha raggiunto uno «storico accordo» sul disarmo completo di Hamas e di ogni altro gruppo armato a Gaza, definendolo un «passo monumentale verso una pace e una sicurezza durature» e una tappa fondamentale del suo piano in 20 punti per l’enclave.   «L’accordo sarà attuato in fasi attentamente strutturate», ha scritto il presidente degli Stati Uniti. «Una volta completato il disarmo, le forze israeliane si ritireranno e la Forza Internazionale di Stabilizzazione collaborerà con una nuova forza di polizia palestinese per assumersi la responsabilità di garantire la sicurezza di Gaza per i suoi abitanti e per i paesi limitrofi».   Trump ha affermato che Gaza sarebbe stata infine governata da un «nuovo governo palestinese» che avrebbe lavorato a stretto contatto con il Board of Peace. Ha ringraziato Egitto, Qat   Il direttore generale del Board of Peace e alto rappresentante per Gaza, Nickolay Mladenov, ha confermato la svolta in un post su X.   «Oggi è stato raggiunto un accordo sul disarmo e sulla transizione civile a Gaza. Ci sono voluti mesi di negoziati molto difficili per arrivare a questo punto», ha scritto, aggiungendo che ci sono stati diversi momenti in cui «non credeva che ce l’avremmo fatta» e insistendo sul fatto che il ritiro israeliano «deve procedere di pari passo» con il disarmo di Hamas.   Tuttavia, alcune indiscrezioni pubblicate poco prima dell’annuncio di Trump suggerivano che rimanessero ancora da definire dettagli significativi. Secondo quanto riportato, Hamas vorrebbe conservare le armi leggere «personali», mentre le armi pesanti verrebbero custodite sotto la supervisione di un organismo palestinese anziché essere distrutte. Chiede inoltre l’amnistia per i membri delle formazioni armate sciolte e desidera che il processo sia sincronizzato con il ritiro israeliano, anziché consegnare tutte le armi in cambio della promessa di un successivo ritiro delle truppe israeliane.   In precedenza, fonti anonime avevano riferito all’agenzia Reuters che i colloqui al Cairo tra i mediatori e i leader di Hamas sull’attuazione del piano di pace per Gaza avevano compiuto rari progressi, sebbene un funzionario israeliano avesse affermato che i termini proposti non erano soddisfacenti. Dopo l’annuncio di Trump, il Times of Israel ha riportato, citando una fonte anonima, che l’accordo era stato firmato dai negoziatori di Hamas, dal consiglio e dai paesi mediatori, ma che «l’ufficio israeliano» aveva rilasciato una dichiarazione in cui affermava che la proposta di disarmo non soddisfaceva le richieste di Israele.   L’annuncio è giunto mentre gli attacchi israeliani continuavano in tutta Gaza, nonostante il cessate il fuoco introdotto lo scorso ottobre. Il Ministero della Salute di Gaza ha dichiarato che giovedì gli ospedali hanno ricevuto i corpi di sei persone, insieme a 34 feriti. Tra le vittime, un bambino di otto anni ucciso in un attacco a un campo profughi a Khan Younis e un neonato di 18 mesi ucciso dal bombardamento di un’abitazione nel campo profughi di Bureij. Secondo le autorità sanitarie di Gaza, almeno 73.341 palestinesi sono stati uccisi e oltre 174.000 feriti da quando Israele ha lanciato la sua campagna militare in rappresaglia per il sanguinoso raid di Hamas dell’ottobre 2023.

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Il Board of Peace di Trump è stato inizialmente presentato come un organismo temporaneo incaricato di sovrintendere alla ricostruzione di Gaza e alla transizione verso un’amministrazione tecnocratica palestinese non eletta. Il suo statuto fondativo, tuttavia, lo autorizza a perseguire iniziative di «costruzione della pace» in altre regioni colpite da conflitti e conferisce a Trump ampi poteri personali.   Trump detiene il potere di veto su tutte le decisioni, può impartire direttive per conto dell’organizzazione e non ha un mandato a tempo determinato. Può essere sostituito solo se si dimette o se viene dichiarato unanimemente incapace dal consiglio esecutivo, e in tal caso è lui stesso a designare il suo successore. I membri invitati hanno normalmente un mandato di tre anni, ma tale limite non si applica a coloro che contribuiscono con più di un miliardo di dollari.   I palestinesi non sono rappresentati negli organi direttivi superiori del consiglio e sono inclusi solo nel comitato tecnico incaricato di gestire i servizi pubblici quotidiani di Gaza sotto la sua supervisione.

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Geopolitica

Trump: gli Stati Uniti possono prendere «tutto ciò che vogliono» dall’Ucraina

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Gli Stati Uniti possono prelevare «praticamente tutto ciò che vogliono» dai giacimenti di terre rare dell’Ucraina in base a un accordo sui minerali firmato lo scorso anno, ha affermato il presidente Donald Trump, aggiungendo che i profitti derivanti dall’accordo potrebbero in definitiva superare il totale degli aiuti americani a Kiev dal 2022.

 

Trump ha rilasciato queste dichiarazioni in un’intervista a Real America’s Voice (RAV) andata in onda venerdì, criticando il suo predecessore Joe Biden per aver «regalato» presumibilmente 300 miliardi di dollari in aiuti militari all’Ucraina senza garantirne il rimborso.

 

«Avrebbe potuto far pagare l’Europa. Bastava chiedere», ha detto Trump, aggiungendo che sotto la sua amministrazione le nazioni europee ora coprono una parte maggiore dei costi.

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Trump ha affermato che l’Ucraina ha «un terreno molto ricco e fertile in termini di terre rare». Con l’Ucraina «abbiamo un contratto firmato che riguarda le terre rare. Possiamo entrare quando vogliamo e prendere praticamente tutto ciò che vogliamo. È stato un ottimo affare», ha detto.

 

Il presidente statunitense si riferiva a un accordo sulle terre rare firmato a Washington nell’aprile del 2025, che ha istituito il Fondo di investimento per la ricostruzione USA-Ucraina. L’accordo garantisce a Washington un accesso preferenziale ai nuovi progetti ucraini nel settore minerario, petrolifero e del gas, con particolare attenzione a elementi come litio, titanio, grafite e uranio. L’Ucraina mantiene la proprietà formale delle proprie risorse e riceve il 50% dei profitti derivanti dai nuovi progetti di estrazione.

 

Trump ha descritto l’accordo come un modo per finanziare gli aiuti militari statunitensi a Kiev. Sebbene abbia affermato che ammontassero a oltre 300 miliardi di dollari, la cifra è ampiamente contestata: l’ispettore generale speciale statunitense per l’Operazione Atlantic Resolve stima infatti un totale di stanziamenti pari a 195 miliardi di dollari.

 

Sebbene l’accordo sui minerali sia legalmente attivo e operativo, con oltre una dozzina di progetti attualmente in fase di valutazione, rimane ostacolato dai rischi legati al conflitto, dalla nota corruzione in Ucraina, da dati geologici inadeguati e dal rischio di interruzioni di corrente, oltre che da altre carenze infrastrutturali.

 

L’accordo stesso è stato firmato dopo mesi di negoziati tesi, tra cui uno scontro nello Studio Ovale nel febbraio 2025 tra Trump e Volodymyr Zelens’kyj, durante il quale il presidente degli Stati Uniti ha accusato il leader ucraino di ingratitudine e di «scommettere sulla Terza Guerra Mondiale».

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Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato Trump aveva sviluppato una serie di intese commerciali e di investimento incentrate sui minerali di terre rare con i leader degli Stati dell’Asia centrale. Poco prima Trump aveva raggiunto accordi sulle terre rare con l’Australia.

 

Il ministero del Commercio cinese ha annunciato il 9 ottobre che imporrà controlli sulle esportazioni di tecnologie legate alle terre rare per proteggere la sicurezza e gli interessi nazionali.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel 2024 i dati mostravano che i profitti sulla vendita delle terre rare cinesi erano calati. È noto che Pechino sostiene l’estrazione anche illegale delle sostanze anche in Birmania. Secondo alcune testate, tre anni fa vi erano sospetti sul fatto che il Partito Comunista Cinese stesse utilizzando attacchi informatici contro società di terre rare per mantenere la sua influenza nel settore.

 

Le terre rare sono considerabili come sempre più necessarie nella corsa all’Intelligenza Artificiale.

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