Politica
Rivolta del Campidoglio di Washington, erano tutte bugie
L’intera vulgata di quanto accaduta al Campidoglio di Washington il 6 gennaio 2021, quando un’immane quantità di americani protestava per elezioni che riteneva rubate, è falsa, basata su manipolazioni, censure e occultamento di video di sorveglianza – che sono stati tenuti secretati fino a ieri, e non concessi nemmeno agli avvocati delle centinaia di persone che oggi ancora languono in galera per aver partecipato alla protesta nel Campidoglio.
Il giornalista TV Tucker Carlson ha ottenuto dal nuovo speaker della Camera Kevin McCarthy decine di migliaia di ore di video di sorveglianza di quel giorno. Ora Carlson, dopo circa un mese di studio, sta cominciando a mostrare i filmati – mai visti prima, se non tagliati, manipolati, etc. – nel suo programma televisivo, che è il più seguito della TV via cavo statunitense.
«I nastri mostrano che la polizia del Campidoglio non ha mai fermato Jacob Chansley», ha detto Carlson, riferendosi a Jake Angeli, noto al mondo come «QAnon Shaman», il tizio che è entrato nel Palazzo a petto nudo, il volto dipinto e un copricapo peloso con le corna, divenuto immagine della protesta. «L’hanno aiutato. Hanno agito come le sue guide turistiche».
Tucker just started dropping Jan 6 footage…
It shows Capitol Police escorting the Shaman through the Capitol on Jan 6
Our corrupt DOJ threw him in prison for 5 YEARS over this
He should be immediately released pic.twitter.com/ulFQr5OXuj
— Hodgetwins (@hodgetwins) March 7, 2023
Chansley, un veterano della Marina USA, è stato condannato a 41 mesi di prigione federale per «aver ostacolato un procedimento ufficiale». Il video di Chansley è sorprendentemente incoerente con la caratterizzazione di sinistra del 6 gennaio come «insurrezione». Lungi dal contrastare l’ambizione di Chansley di raggiungere la camera del Senato, due agenti di polizia del Campidoglio lo hanno scortato lì. Nel filmato si vede il trio che supera un folto gruppo di agenti di polizia del Campidoglio, i quali sembrano disinteressati a Chansley, nonostante la sua mise impossibile da non notare.
Nel video mostrato in TV Chansley-QAnon Shaman e la sua scorta di polizia si avvicinano a varie porte della camera, con un agente di polizia che le spinge e le tira per vedere se sono aperte.
Nel novembre 2021, un comunicato del Dipartimento di Giustizia USA che celebrava la condanna alla galera di QAnon Shaman scriveva che «Chansley è entrato nell’edificio attraverso una porta rotta verso le 14:14. Ha continuato a muoversi, raggiungendo la Galleria del Senato e poi l’aula del Senato». Tale comunicato può apparire ora come disinformazione di Stato.
«Abbiamo contato almeno nove agenti che si trovavano a breve distanza da Jacob Chansley disarmato», ha dichiarato lunedì Carlson. «Nessuno di loro ha nemmeno provato a rallentarlo».
Il 33enne Chansley, messo alla gogna, lo aveva poi capito: «l’unico rimpianto molto serio che ho è stato credere che quando siamo stati accolti dagli agenti di polizia fosse accettabile», ha detto il QAnon Shaman in un’intervista trasmessa da Carlson.
Carlson ha quindi rivelato che l’agitatore non indagato Ray Epps – l’uomo filmato a sobillare le folle per farle entrare nel Campidoglio già la sera prima (ottenendo in risposta il coro «sei dell’FBI») – ha mentito durante la sua testimonianza giurata dinanzi alla Commissione sul 6 gennaio, condotta da democratici e repubblicani simpatizzanti (i cosiddetti RINO, «repubblicani solo di nome»).
«Epps ha testimoniato che quando ha inviato i messaggi di testo a suo nipote, aveva già lasciato i terreni del Campidoglio per tornare nella sua camera d’albergo. Non è vero», ha detto Carlson, mostrando un video dove lo si vede tra la folla almeno mezzora dopo il momento in cui ha testimoniato di essere rientrato nella sua camera d’albergo.
Watching the Jan6 footage and all I keep thinking is
Will their release change anything at all…?pic.twitter.com/3aIZGkvup2
— The Baboon Scrolls (@BaboonScrolls) March 7, 2023
Come noto, nonostante il suo ruolo nella rivolta, Epps non è stato accusato di nulla, è stato portato davanti alla Commissione solo dopo enormi pressioni, e la Commissione stessa – che oramai appare svergognata come una enorme, impudica farsa – non ha avuto nulla da rimproverargli. Epps, una volta che il suo nome ha preso a circolare, ha goduto del massimo sostegno della stampa: un lungo articolo sul New York Times lo descriveva come vittima di teorie del complotto.
Un’altra menzogna saltata fuori è quella riguardo al senatore trumpiano Josh Hawley, che era stato accusato di essere un «codardo» dopo che era stato mostrato un filmato di sorveglianza dove lo si vedeva brevemente correre all’interno del Campidoglio.
«Il vero filmato mostra che Hawley era uno dei tanti legislatori che venivano fatti uscire dall’edificio dagli agenti di polizia di Capitol Hill, e in effetti, Josh Hawley era in fondo al gruppo. Il video del codardo era una bugia – una delle tante dal Comitato 6 gennaio». In pratica, il filmato mostrato fino a ieri era stato ritagliato e montato per obbiettivi politici, mentre la versione integrale non era consultabile.
The Josh Hawley Coward Tape Proves to Be a Lie After Further Review from the @TuckerCarlson Team
"The surveillance footage we reviewed shows that famous clip was a sham, edited deceptively by the January 6th Committee. The clip was propaganda, not evidence. The actual videotape… https://t.co/vbrGyz9hi3 pic.twitter.com/DDf4j1rEwx
— The Vigilant Fox ???? (@VigilantFox) March 7, 2023
Un’altra rivelazione riguarda la morte dell’agente Brian Sicknick, poliziotto ritenuto a lungo un «martire» trucidato dai rivoltosi. Invece, il video mostra Sicknick camminare tranquillamente dentro l’edificio dopo il momento in cui la vulgata ufficiale sostiene fosse stato ucciso.
????BREAKING: Never before seen January 6 footage shows Capitol Police Officer Brian Sicknick walking around the building after the time media outlets claimed he was killed by protesters.
The J6 Committee had access to this tape but refused to release it. pic.twitter.com/817TIQvV0Z
— Greg Price (@greg_price11) March 7, 2023
«La Commissione del 6 gennaio sapeva perfettamente che Brian Sicknick stava camminando normalmente attraverso il Campidoglio dopo essere stato presumibilmente assassinato dai sostenitori di Trump. E lo sanno perché hanno visto questo nastro. Possiamo esserne sicuri perché il filmato contiene un indicatore temporale elettronico che è ancora archiviato nel sistema informatico del Campidoglio», ha detto Carlson.
BREAKING – TAPE 2: @TuckerCarlson Tonight begins releasing Capitol surveillance footage from the Jan. 6 protests showing that most protesters were very peaceful, were even helped by the police. Here is the lie about the death of Officer Brian Sicknick. WATCH pic.twitter.com/a2GQlh70vv
— Simon Ateba (@simonateba) March 7, 2023
Nella serata di ieri Carlson ha continuato a mostrare video e casi inerenti al 6 gennaio, aprendo con un collage delle reazioni dei media mainstream e soprattutto dei politici di ambo i partiti.
Tucker Carlson laughs at a montage of the media panicking about his Jan. 6 coverage:
"The leaders of the democratic party and their allies in the media had a complete monopoly on what you were allowed to know on what actually happened in the capitol on Jan 6th… So the moment… https://t.co/6ByZEXP1R3 pic.twitter.com/gdRhEOJEuo
— kanekoa.substack.com (@KanekoaTheGreat) March 8, 2023
Il democratico Chuck Schumer, leader della maggioranza, ha preso parola in Campidoglio per chiedere la censura immediata del programma di Carlson. Il leader della minoranza, il repubblicano Mitch McConnell, sarebbe d’accordo.
You completely lied on the Senate floor this morning about how Brian Sicknick died and then called for journalists to be censored for telling the truth. pic.twitter.com/58MR8S8xwW
— Greg Price (@greg_price11) March 8, 2023
Una risposta netta, e di segno opposto, è venuta invece dall’ex presidente Donald Trump, che ha chiesto l’immediata liberazione dei prigionieri politici del 6 gennaio.
«Liberate i prigionieri del 6 gennaio» ha scritto Trump su Truth Social. «Sono stati condannati, o sono in attesa di giudizio, sulla base di una grande truffa della sinistra radicale (…) i nuovi filmati sono irrefutabili».
In un altro messaggio, il Trump parla di un «quadro nuovo, e completamente opposto, di quello che era indelebilmente dipinto. La Commissione non selezionata, ha mentito, e dovrebbe essere perseguita per le sue azioni».
Sulla questione della Commissione è entrato diretto pure Elon Musk: «oltre a fuorviare il pubblico, hanno nascosto le prove per motivi politici di parte che hanno mandato le persone in prigione per crimini molto più gravi di quelli che hanno commesso. Questo è profondamente sbagliato, legalmente e moralmente».
Besides misleading the public, they withheld evidence for partisan political reasons that sent people to prison for far more serious crimes than they committed.
That is deeply wrong, legally and morally.
— Elon Musk (@elonmusk) March 7, 2023
Come riportato da Renovatio 21, la rivolta del 6 gennaio potrebbe essere parte di un’operazione di ampio respiro che aveva come obiettivo, più che il popolo in rivolta per la bizzarra elezioni di Biden ai danni di Trump, l’esercito USA, che andava testato ed eventualmente «purgato» di elementi che potevano rimanere fedeli al potere precedente, magari seguendo figure come quelle del generale Flynn.
Secondo sempre il Carlson, che fece una serie di tre documentari due anni fa, si sarebbe quindi trattata di una «purga dei patrioti». Viene ipotizzato che il fine più immediato dell’operazione 6 gennaio fosse un subitaneo riallineamento dell’esercito: i soldati che supportavano i golpisti (e quindi, il «loro» presidente) potevano essere così individuati, filtrati, allontanati – o peggio.
In pratica, sarebbe stata un’operazione preordinata, con un fine preciso, creare «un nuovo 11 settembre» (espressione ripetuta mille volte dai media dell’establishment) con l’ulteriore obiettivo di determinare un nuovo nemico da abbattere: non più il terrorista islamico delle Due Torri, ma il «terrorista domestico», cioè il razzista bianco, cioè – per la folle proprietà transitiva ripetuta goebbelsianamente dai media mainstream – l’elettore trumpiano
Il 6 gennaio, quindi, è il casus belli di una nuova «guerra al terrore», come lo fu il mega-attentato al World Trade Center per l’Islam. Solo che stavolta l’obbiettivo non è fuori dal Paese, è dentro al Paese.
Immagine screenshot da YouTube
Politica
Guerriglia anarco-tirannica a Bologna, Torino, Firenze, Roma. Immagini e analisi
Immagini di guerra urbana nelle città italiane.
Tutti avevano gli occhi su Milano, dopo le immagini, inaccettabili e rivoltanti, di domenica scorsa, con le fiamme che si alzavano dinanzi alle forme gotiche del Duomo. La città, però, è stata militarizzata, con presidi di blindati lince e parà della Folgore per le strade cittadine, con i negozi corazzati da strati di compensato sopra le vetrine, come se ci fosse un’alluvione in arrivo…
Nel capoluogo lombardo, nonostante i contatti con le Forze dell’Ordine, non è accaduto nulla di significativo. Il grosso, sia livello di violenza e vandalismo, che a livello simbolico, è avvenuto nelle altre città d’Italia.
Italy. Milan now. Italian Army Folgore paratroopers patrol the city. Trained for war, now protect citizens, shops and our streets. pic.twitter.com/r3N1RzUArx
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
A Bologna si sono viste le barricate, con cassonetti a fuoco e un distributore automatico distrutto (nel gergo anarchico, «aperto»). Idranti in azione, un ferito soccorso in ambulanza.
Bologna under attack. Italy is in a real battle right now. Rome, Milan, Florence, Turin. Everywhere. pic.twitter.com/BaPhSBFuap
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
There is a war in Italy, Bologna. See for yourself—don’t listen to Meloni. https://t.co/6o6Di2LZyj pic.twitter.com/RB6wKo0XEx
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Italy, Bologna now. Total chaos. pic.twitter.com/bFwbIdLbDl
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Total chaos in Italy. Bologna. Police clash with protesters in the street. Gas everywhere. https://t.co/IJtcPsze7o pic.twitter.com/w6WyQ8GpYu
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Sostieni Renovatio 21
A Firenze il corteo ha deviato per le strade dello shopping, con lanci di oggetti e conseguenti cariche di alleggerimento.
❗️Firenze, ieri sera tensioni e scontri nell’area della stazione di Santa Maria Novella e sul ponte Santa Trinita.
Bloccata via Tornabuoni. Ieri bloccata piazza Santa Trinita in mezzo agli scontri tra manifestanti e polizia anti sommossa. Video di Controradio Firenze. pic.twitter.com/kI7YwRHh4X
— Italia 24H Live 🔴 – Notizie dall’Italia (@Italia24HLive) October 25, 2026
A Torino, pure, scontri e devastazioni varie.
🇮🇹 Turin protesters FIGHT police in the city center today
The march against rearmament and rising prices turned into a running fight in under an hour.
Writer: Lucaspic.twitter.com/VD89yU79Jy
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 24, 2026
Il colpo simbolico, pari a quello di Piazza Duomo in fiamme, i rivoltosi lo hanno ottenuto a Roma, dove sono entrati nel Colosseo. Hanno, cioè, conquistato il simbolo più conosciuto di Roma, con tanto di turisti che se la danno a gambe. Il segno della Civiltà millenaria romana, preso d’assalto dalla banda con bandiere palestinesi e, a dimostrare la confusione mentale dei manifestanti, pure tricolori italiani.
Chaos in Rome. Masked rioters storm the Colosseum, forcing the entrance barriers. “Peaceful protest” they say. Unbelievable. pic.twitter.com/9KROPmUWTe
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Chaos in Rome. Rioters storm the Colosseum, tourists caught in the middle flee in panic. The symbol of Italy under assault. Unbelievable. https://t.co/eWz5jwzFPR pic.twitter.com/vogALoumuk
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Va tenuto presente che la zona antistante al Colosseo è descritta da anni, con tanti video girati dai vlogger della sicurezza cittadina, come infestata da maranza violenti.
Scontri si sono avuti anche vicino al Quirinale: anche qui lanci di bottiglie.
Insomma, si è ripetuto, anzi si è amplificato, quanto visto la settimana scorsa, nella chiara, forse programmatica impotenza dello Stato di reprimere le masse fatte dai classici facinorosi a caso (sempre belli attivi nel mese di ottobre: né troppo caldo, né troppo freddo, perfetto per le passeggiate devastatrici) più le masse di giovani immigrati, pronte a saccheggiare e a mandare in rovina le stesse città che li hanno accolti e cresciuti.
I numeri parlano di 5mila identificati (che significa: lasciati liberi), 371 fermati (che significa: probabilmente lasciati liberi subito dopo), di cui 110 sono minorenni. In pratica, hanno arrestato i bambini.
Gli arresti veri e propri sono stati solo 9. Di fronte alla guerriglia, questa è la risposta dello Stato.
Aggiungiamo solo il dato interessante. I giornali mainstream dicono che si sarebbe trovato l’origine dell’innesco di tutta la protesta, che fanno risalire alla pagina Instagram «Movimento 17 ottobre», la quale, scrivono, diffondeva le coordinate della protesta.
La Polizia Postale, assieme all’Antiterrorismo e con il supporto della collaborazione giudiziaria con Meta e i provider di rete, avrebbe tracciato l’IP del profilo, risalendo al gestore della pagina.
Qui la sorpresa diventa grande: si tratta di un trentenne immigrato nordafricano di seconda generazione, che però sulla carta è perfettamente integrato. Residente nel bresciano, «cittadino italiano», ci fanno sapere i giornali, il nostro è un ricercatore di studi di geopolitica, con collaborazione freelance con le grandi testate. Nelle foto ha occhiali, giacca, cravatta, capelli ben rasati.
Lo hanno arrestato a Corvetto – zona della guerriglia etnica di qualche tempo fa, dopo la morte del ragazzino maghrebino inseguito dalla polizia – a casa di un altro attivista.
L’AISI, i servizi segreti interni repubblicani, ritengono che abbia fatto propaganda da anni. «Secondo i riscontri dell’Intelligence, avrebbe creato l’organizzazione “Alba nascente” per veicolare messaggi riconducibili ad Hamas e al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, gestendo al contempo collegamenti con l’area antagonista e la logistica di mobilitazioni pro-Pal» scrive RaiNews, che rilancia un’ombra seria su tutta la faccenda: «dalle prime verifiche non emergono regie riconducibili a governi esteri, mentre gli investigatori vagliano presunti legami con la rete dei Fratelli Musulmani».
Sostieni Renovatio 21
La questione si fa bizzarra quando si scopre che l’uomo – che viene descritto dalla stampa imbeccata dalle forze statali come un meticoloso organizzatore della protesta – è collaboratore non solo de Il Fatto Quotidiano, ma ha un profilo pure sulla pagina dell’ISPI, l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, storico e noto think tank riemerso con forza negli ultimi anni di guerra ucraina.
Gli interessi di ricerca dell’uomo, scrive il sito dell’ISPI «si concentrano sull’Islam politico, sui movimenti politici islamici e sul rapporto tra Islam e nazionalismo arabo. (…) Durante i suoi studi ha analizzato i legami tra le ideologie politiche islamiche del XX secolo e le prime esperienze politiche dell’Islam e, nella sua tesi magistrale, ha svolto uno studio approfondito sui movimenti islamici in Marocco e i loro rapporti con il potere monarchico».
È bene ricordare che dall’ISPI provengono personaggi televisivi come Nathalie Tocci, vista ovunque a difendere le ragioni della NATO nei conflitti dell’ora presente.
Nel frattempo, le città restano devastate, mentre il cittadino sincero-democratico (guardatevi le interviste ai negozianti per comprenderlo) si rassegna a pensare che si tratti di un fenomeno organico, climatico, appunto come un’alluvione, che ciclicamente arriva, e non c’è modo di salvarsi.
La realtà è che questi ragazzi altro non sono che strumenti, dispositivi ambulanti dell’anarco-tirannia. Lasciati liberi di produrre quel tanto di violenza che serve a terrorizzare il contribuente, per accelerare dall’altra parte la trasformazione dello Stato moderno in piattaforma di controllo totale.
No, non è un fenomeno naturale, metereologico, inevitabile. È un programma.
E non dobbiamo accettarlo. Dobbiamo combatterlo.
Roberto Dal Bosco
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
Il sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
Total chaos in Italy: Milan. pic.twitter.com/3NDaVPpwuV
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
🇮🇹 NOW MILAN IS ERUPTING TOO
The wave of unrest across Europe is spreading. More than 5,000 protesters took to the streets of Milan over soaring fuel prices and low wages. And things turned violent. Rocks, firecrackers and fireworks were hurled at police. Bus shelters and… — Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 17, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Protesters clash with police in Milan, Italy, near the historic cathedral, against the high cost of living. pic.twitter.com/FvCu2JLqe3
— Globe Eye News (@GlobeEyeNews) October 18, 2026
Total chaos outside the symbol of Christianity in Milan, the Cathedral. Paper bombs, firecrackers, cars destroyed, attacks on police, insults and shouting right in front of the Duomo. No Italian, not even the worst, would dare to light fires and shoot fireworks against the Duomo.… https://t.co/lh80b1iC5O pic.twitter.com/Oh3XYvqVhY
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 17, 2026
BREAKING:
Massive riots have now also broken out in Milan, Italy. An alliance of migrant gangs and Antifa extremists is attacking police officers and setting fires in front of the Milan Cathedral (Duomo) pic.twitter.com/yh8sbPWmsS — Visegrád 24 (@visegrad24) October 17, 2026
Italy like France. Outside Milan Cathedral. A symbol of Christianity under siege. Fires, clashes, and devastation beneath its spires. This is no celebration — it is a collapse. They are burning the heart of Milan while everyone watches and records it. This is a war on our… pic.twitter.com/fcGWSDF8z0
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 17, 2026
Many shouts in this video are in Arabic. This is Milan’s Duomo, the symbol of Christianity in Italy and Europe. Yesterday’s clashes were not random – they have a clear motive. pic.twitter.com/gpsMckkVcw
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
🔥🇮🇹 Construction on the Duomo di Milano began in 1386, and it wasn’t finished until 1965.
Now it’s under threat of destruction by citizens complaining about the “cost of living”?! Naw fam… Something, or someone bigger, is instigating this! Writer: Jamie… https://t.co/WRE6WSp4d8 — Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 17, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
🚨Milan is a battlefield & tourists are hiding.
Smoke bombs are being thrown at rooftop bars. Shops are locked down. A cost of living protest just became a riot in the heart of the city. Police are firing tear gas. Dozens have already been arrested. British tourists say… pic.twitter.com/7QKXTYgP22 — Gauci Reports (@GauciReports) October 17, 2026
Certamente non si tratta solo dei luoghi storici, le grandi piazze, le gallerie (dove sono rimasti, a permettersele, solo le multinazionali), i palazzi millenari. È la vita stessa dei milanesi che ora è minacciata. Guardate via Torino: un tempo luogo di baretti e negozietti, dove passeggiava, e comprava, la gente comune: c’era il negozio di scarpe, l’ottico bravo, la ricevitoria del lotto, la videoteca fornita, il pronto-moda a portata, la pizza al trancio, etc. Ora dopo essere stata gentrificata – i negozi sono praticamente solo di grandi catene internazionali – via Torino viene razziata. Ecco che arrivano le immagini del looting di articoli sportivi, a quanto sembra amati dai baluba fino al punto di sfidare la legge per portarseli via aggratis. Non che sia un fenomeno nuovo. Ricordiamo di averlo visto durante la rivolta di Los Angeles per il pestaggio di Rodney King nel 1992. Distintamente ricordiamo anche Londra nel 2011, quando vi furono disordini pre-olimpici nei quartieri immigrati che si riversarono poi ovunque vi fosse un negozio di scarpe da ginnastica da razziare. Per la Francia di questi anni, gli episodi non si contano. Anche a Milano ora abbiamo la barbarie firmata, pronta a tutto pur di avere la felpa col loghetto figo. È un segnale chiarissimo: questa gente è disposta a tutto, per niente. Gli lancia una maglietta, e questi sono pronti a fare qualsiasi cosa. È il programma del conte Calergi: il meticcio, teorizzato in Praktischer Idealismus, è più «sentimentale», quindi più manovrabile, quindi ideale per la costruzione della «nuova Europa». La «nuova Europa» sta nascendo tramite le razzie dei Footlocker. È la conclusione che dobbiamo trarne.Milan, Italy pic.twitter.com/KYsc9X7f4V
— Russian Market (@runews) October 17, 2026
Notiamo anche: i negozi di libri possono essere distrutti senza portare via niente, come visibile alla Feltrinelli di Torino. I razziatori sono selettivi, lo sappiamo: lo scrittore William Gibson notava che nei saccheggi losangelini del 1992 venivano spaccati e depredati i negozi di TV Color, mentre quelli con in vetrina computer Apple da migliaia di dollari venivano lasciati intonsi (ora non è più così: ma abbiamo reso l’idea). A colpire è soprattutto l’idea che l’incursione sia fatta in una libreria Feltrinelli, tempio della cultura goscista, cioè immigrazionista e permissivista, che ha consentito alla società di degenerare fino al punto di far vivere sul suo territorio individui simili. Il cane morde il padrone: o forse, il padrone non è mai stato padrone, era uno che dava da mangiare senza nemmeno sapere quello che faceva, ma credendosi, per questo, buono. La sinistra, e tutta la sua filiera economica, altro non è che una patologia narcisoide di una società che ha perduto la morale naturale.Milan like Paris. Many of them are not Italian and must be kicked out now, put on a raft and sent back to North Africa. pic.twitter.com/bgLJ0Ex2YI
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
Scontri tra manifestanti e polizia con il lancio di sassi e bottiglie durante la protesta contro il carovita in corso a Torino. Un folto gruppo di giovani incappucciati ha fatto irruzione nella libreria Feltrinelli in Porta Nuova.
L’articolo di Federico Gottardo su Repubblica… pic.twitter.com/0C06w85pkg — Repubblica (@repubblica) October 17, 2026
Sostieni Renovatio 21
Torniamo a Milano. L’assalto alla città, con la polizia praticamente inerme – fa il giro dei siti di informazione il dirigente di polizia in borghese con il sangue in testa perché colpito da un sanpietrino – segna non solo una vittoria per i rivoltosi, ma una direzione precisa delle forze dell’ordine: esse non sono in grado, o non vogliono, risolvere una cosa del genere. Eppure noi di piazza Duomo avevamo altri, tristi, ricordi. Rammentate le proteste pandemiche? Noi sì. Milano era diventata, ogni sabato, teatro delle più massicce marce contro lockdown, vaccini greenpass. Roba che neanche Melbourne. Per quanto ci è possibile testimoniare, possiamo dire si trattava di manifestazioni completamente organiche, e quelli che volevano metterci il cappello (tra cui qualche vecchio arnese confuso) duravano poco. La repressione fu pazzesca. Manifestanti bloccati in periferia dalla polizia, che chiudeva vie ed accessi, di fatto mettendoli in trappola. In piazza Duomo, che oggi viene lasciata tranquillamente bruciare, cominciarono ad arrestare chiunque, dalla signora di mezza età al pensionato con la bici colorata, a quelli che sembravano passanti che semplicemente reagivano agli agenti in borghese che affiancavano e prendevano gli sparuti personaggi che protestavano, pensate un po’, con la loro presenza. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese aveva emanato il 10 novembre 2021 una direttiva per «limitare», cioè cancellare, le proteste contro le misure sanitarie COVID. Alla facciazza di qualche articolo della «Costituzione più bella del mondo». Ricordo la malinconia totale che mi procuravano quelle immagini. Non solo perché vedevo quella stupenda protesta ridotta ad un cumulo di rauchi tizzoni che venivano spenti senza pietà. Ma perché quella era piazza del Duomo, il luogo più bello, più importante, più spirituale. San Carlo Borromeo è custodito proprio lì, nello Scurolo di San Carlo, ed è il santo che non aveva paura di andare dagli ammalati durante la peste, chiamata proprio Peste di San Carlo. Milano aveva tradito se stessa. Lo Stato moderno aveva vinto contro il suo spirito antico. Ora rivediamo in trasparenza lo stesso fenomeno, o meglio, ne vediamo la faccia ulteriore. L’anarco-tirannia vuole da una parte tiranneggiare il cittadino, schiacciargli la faccia sotto lo stivale dell’autorità (come visto col COVID), ma al contempo desidera lasciar libero l’elemento barbaro immigrato, così da creare quel caos sociale che permette alle élite di prosperare libere dalla responsabilità di nutrire e proteggere il popolo, divenuto troppo impegnato a proteggersi e nutrirsi da sé.Riots in Bologna and Milan were equal to what was seen in France.
These are not just exclusively migrant riots either or the ‘far-left’. Many others participated due to the cost of living and overall despair at the current situation across Europe. pic.twitter.com/Takzg9HPjv — UNN (@UnityNewsNet) October 18, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()

Immagine di Vassia Atanassova via Wikimedia CC BY-SA 4.0
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Politica
Il municipio di Limoges dato alle fiamme dalle proteste immigrate
Il campanile del municipio di Limoges, risalente a 143 anni fa, è crollato sabato sera dopo che l’edificio era stato dato alle fiamme nel contesto delle rivolte etniche immigrate camuffate da proteste a livello nazional contro l’aumento del costo della vita
L’incidente è avvenuto mentre gli scontri tra polizia e le orde immigrate si intensificavano in tutta la Francia, con gli agenti che hanno sparso gas lacrimogeni.
A Limoges, città della Francia centro-occidentale, casseurs mascherati hanno dato fuoco al municipio ottocentesco, secondo quanto riportato dall’agenzia AFP, che cita un funzionario regionale. Video diffusi sui social media mostrano il campanile dell’edificio cedere e crollare mentre le fiamme ne avvolgono le strutture di sostegno.
La mairie de Limoges s’effondre… 🥹
Classé monument historique, le bâtiment existait depuis 150 ans (1876) pic.twitter.com/UW3Ej8UNm3— Destination Télé (@DestinationTele) October 17, 2026
Sostieni Renovatio 21
L’incendio ha causato danni ingenti, con il crollo del tetto sui piani inferiori e la distruzione di gran parte della facciata. Le autorità locali hanno descritto l’edificio storico come in gran parte distrutto. Non sono stati segnalati feriti tra le persone che si trovavano all’interno.
«Il tetto è crollato sui piani inferiori, ad eccezione dell’ala ovest, e due terzi della facciata esterna sono già scomparsi», ha dichiarato il prefetto locale Maurice Barate, citato dall’AFP.
🇫🇷🔥 Limoges city hall set on fire by rioters at the end of the Oct. 17 protest; the bell tower collapsed and the prefect says the building is “largely lost”
Rioters attacked Limoges’ hôtel de ville late Saturday afternoon after the Oct. 17 cost-of-living march, breaking windows… pic.twitter.com/SCIqe5EhRx
— 🔥🗞The Informant (@theinformant_x) October 17, 2026
FRANCE: Rioters have set fire to the historic City Hall in Limoges, France, causing its roof to burn and its clock tower to collapse.
Built in 1883, the 143 year old landmark survived 2 world wars and was designated a protected historical monument in 1975.
It’s gone now.…
— Open Source Intel (@Osint613) October 17, 2026
AIUTA
Scontri violenti sono stati segnalati a Parigi, Marsiglia, Rennes, Tolosa e Angers.
🔴 🇫🇷 FRANCE
Scènes de chaos à Marseille. La situation est hors de contrôle. La police est débordée. À suivre.⁰#Marseille #17octobre pic.twitter.com/zTInewabU1
— Geocrises FR (@geocrises) October 17, 2026
Sostieni Renovatio 21
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha dichiarato che 1.200 persone sono state arrestate in tutto il paese, mentre il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha riferito che 150 agenti di polizia sono rimasti feriti.
Filmati provenienti da Parigi mostravano la polizia che si scontrava con le torme sabotattrici, mentre questi ultimi, con il volto coperto, lanciavano oggetti e fuochi d’artificio.
A Marsiglia, i «manifestanti» hanno fatto irruzione nel municipio, sfondando la porta e imbrattando i muri con vernice spray, secondo quanto riportato dal quotidiano locale La Provence. Sono stati segnalati incendi anche in diverse città, tra cui un ufficio turistico a Lione.
Con la distruzione di un municipio antico l’anarco-tirannia segna un punto simbolico notevole: la distruzione del potere precedente, il trasferimento del comando all’orda barbara.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
-



Immigrazione1 settimana faIl sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
-



Necrocultura2 settimane faLa guerra occulta oltre l’aborto
-



Predazione degli organi2 settimane faTrapianto di organi, prima la persuasione e poi l’obbligo?
-



Pensiero1 settimana faL’antico incidente dietro la Tesla volante
-



Spirito2 settimane fa«Orrendi documenti vaticani scardinano la vocazione religiosa»: omelia di mons. Viganò
-



Vaccini1 settimana faVaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»
-



Epidemie2 settimane fa«Perché Fauci deve marcire in galera»
-



Spirito1 settimana faLe nuove promozioni scandalose di papa Leone









