Spirito
Vaccino, esenzioni religiose per i cattolici tradizionali spiegate ai datori di lavoro
Renovatio 21 pubblica questo testo apparso sul sito del distretto canadese della Fraternità Sacerdotale San Pio X.
Il Distretto del Canada della Fraternità San Pio X, seguendo il magistero della Chiesa cattolica, sostiene i fedeli che chiedono l’esenzione religiosa dai vaccini COVID-19.
Sono due le questioni morali, che portano a rifiutare molti cattolici, che aderiscono al perenne magistero della Chiesa: la collaborazione al reato di aborto e il principio della «proporzionalità terapeutica».
La Chiesa cattolica insegna che una persona può essere obbligata a rifiutare un intervento medico, compresa la vaccinazione, se la sua coscienza informata giunge a questo giudizio
Questo articolo spiega come l’insegnamento della Chiesa cattolica abbia portato molti cattolici a rifiutare certi interventi medici con convinzione religiosa.
La Chiesa cattolica insegna che una persona può essere obbligata a rifiutare un intervento medico, compresa la vaccinazione, se la sua coscienza informata giunge a questo giudizio. I seguenti principi riflettono il magistero autentico:
- Esiste un dovere morale generale di rifiutare l’uso di prodotti medici, compresi alcuni vaccini prodotti utilizzando linee cellulari umane derivate da aborti diretti. È consentito utilizzare tali vaccini solo in determinate condizioni specifiche del caso, sulla base di un giudizio di coscienza. (1)
- I giudizi informati di una persona sulla proporzionalità terapeutica degli interventi medici devono essere rispettati a meno che non contraddicano gli autorevoli insegnamenti morali cattolici. (2)
- Una persona è moralmente tenuta a obbedire alla propria coscienza sicura. (3)
Collaborazione al reato di aborto
I cattolici tradizionali sono ben noti per la forte opposizione all’aborto. I vaccini COVID hanno utilizzato linee cellulari fetali abortite nel loro sviluppo e test. (4)
La credenza cattolica tradizionale, così come molte altre tradizioni religiose, sostenute dalla scienza di base, credono che la vita inizi al momento del concepimento, e quindi, per questi gruppi, lo sviluppo di questi particolari vaccini rappresenta un grave abuso della vita umana.
I cattolici tradizionali sono ben noti per la forte opposizione all’aborto. I vaccini COVID hanno utilizzato linee cellulari fetali abortite nel loro sviluppo e test
La Congregazione della Fede il 21 dicembre 2020, ha affermato al paragrafo 5 della «Nota sulla moralità dell’uso di alcuni vaccini anti-COVID-19»:
«…. la ragione pratica rende evidente che la vaccinazione non è, di regola, un obbligo morale e che, quindi, deve essere volontaria. In ogni caso, dal punto di vista etico, la moralità della vaccinazione dipende non solo dal dovere di tutelare la propria salute, ma anche dal dovere di perseguire il bene comune. In assenza di altri mezzi per fermare o anche solo prevenire l’epidemia, il bene comune può consigliare la vaccinazione, soprattutto per tutelare i più deboli ed esposti. Chi, invece, per motivi di coscienza, rifiuta i vaccini prodotti con linee cellulari provenienti da feti abortiti, deve adoperarsi per evitare, con altri mezzi profilattici e comportamenti adeguati, di divenire veicolo di trasmissione dell’agente infettivo…» (5)
Proporzionalità terapeutica
Per quanto riguarda la «proporzionalità terapeutica», si tratta di valutare se i benefici di un intervento medico superano gli effetti collaterali e gli oneri indesiderati alla luce del bene interno della persona, compresi i beni spirituali, psicologici e corporei. (6)
Il giudizio di proporzionalità terapeutica deve essere espresso dalla persona che è il potenziale destinatario dell’intervento mediconelle circostanze concrete, non dalle autorità sanitarie pubbliche o da altri soggetti che potrebbero giudicare diversamente nelle proprie situazioni
Il giudizio di proporzionalità terapeutica deve essere espresso dalla persona che è il potenziale destinatario dell’intervento medico (7) nelle circostanze concrete, non dalle autorità sanitarie pubbliche o da altri soggetti che potrebbero giudicare diversamente nelle proprie situazioni.
Tre particolari preoccupazioni mediche sono: uso sperimentale, mancanza di dati a lungo termine sugli effetti sulla salute e reazioni avverse inclusa la morte.
Tutti i trattamenti commercializzati come vaccini COVID-19 sono ancora in sperimentazione clinica di Fase III fino al 2023 e, quindi, si qualificano come esperimento medico.
Le persone che accettano questi trattamenti sono essenzialmente cavie. Non conosciamo le conseguenze sulla salute a medio e lungo termine di questi vaccini
Le persone che accettano questi trattamenti sono essenzialmente cavie. Non conosciamo le conseguenze sulla salute a medio e lungo termine di questi vaccini.
Sappiamo, anche ora, dalle etichette di avvertimento e dalle ammissioni delle aziende farmaceutiche e di Health Canada che i rischi del vaccino includono miocardite, pericardite e paralisi di Bell.
I normali test sui vaccini richiedono 5-10 anni o più. Ci sono state molte segnalazioni serie di effetti collaterali, le cui statistiche sono sufficienti a destare gravi preoccupazioni. Ciascuno dovrebbe fare liberamente un’analisi del rischio di beneficio. Se il rischio supera il beneficio, si è moralmente obbligati a seguire la propria coscienza. (8)
Obbedendo alla propria coscienza
Sebbene alcuni leader religiosi in tutto il Canada e nel mondo siano noti per promuovere i vari vaccini/iniezioni contro il COVID-19, ogni persona è tenuta a seguire il proprio dettame di coscienza per rifiutare un trattamento medico che ritiene offensivo per Dio e contrario non solo per il bene della società, ma anche per il suo benessere spirituale, morale e fisico.
Ogni persona è tenuta a seguire il proprio dettame di coscienza per rifiutare un trattamento medico che ritiene offensivo per Dio e contrario non solo per il bene della società, ma anche per il suo benessere spirituale, morale e fisico
Ciascuno, inoltre, riconosce di dover rispondere delle proprie azioni nel giorno del giudizio.
Il diritto positivo supporta tali esenzioni:
Codice di Norimberga – I vaccini contro il COVID-19 sono sperimentali. Costringere i cittadini canadesi ad accettare un’iniezione contraddice il Codice di Norimberga che richiede il consenso volontario e informato a qualsiasi trattamento medico: … prima dell’accettazione di una decisione affermativa da parte del soggetto sperimentale, dovrebbero essergli resi noti la natura, la durata e lo scopo del sperimentare; il metodo e i mezzi con cui deve essere condotto; tutti gli inconvenienti e i rischi ragionevolmente prevedibili; e gli effetti sulla sua salute o persona che possono eventualmente derivare dalla sua partecipazione all’esperimento. (Codice di Norimberga, 1)
I vaccini contro il COVID-19 sono sperimentali. Costringere i cittadini canadesi ad accettare un’iniezione contraddice il Codice di Norimberga che richiede il consenso volontario e informato a qualsiasi trattamento medico
Esistono altri accordi internazionali che contravvengono ai programmi di vaccinazione coercitivi, tra cui la Dichiarazione universale sulla bioetica ei diritti umani (2005) e la Dichiarazione di Helsinki (1964).
Carta dei diritti e delle libertà – Costringere le persone ad accettare un’iniezione contraddice la Carta canadese dei diritti e delle libertà che garantisce a tutti i canadesi la libertà di coscienza e di religione (Articolo 2) e il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona e del diritto a non esserne privato se non in conformità con i principi di giustizia fondamentale (articolo 7).
Giurisprudenza canadese – In Canada, il consenso informato agli interventi medici, compresi i vaccini, è la legge. (Vedi Cuthbertson vs Rasouli 2013-10-18; 2013 SCC 53).
Legge sulla discriminazione non genetica (2017) – Questa legislazione federale canadese proibisce esplicitamente a qualsiasi persona di sottoporsi a qualsiasi test genetico come condizione per l’impiego e altri contratti. Il test PCR sarebbe considerato un test genetico come definito dalla legge
Legge sulla discriminazione non genetica (2017) – Questa legislazione federale proibisce esplicitamente a qualsiasi persona di sottoporsi a qualsiasi test genetico come condizione per l’impiego e altri contratti. Il test PCR sarebbe considerato un test genetico come definito dalla legge.
Al centro della questione c’è che la vaccinazione non è un obbligo universale e una persona deve obbedire al giudizio della propria coscienza informata e certa.
Pertanto, se una persona arriva alla decisione, come molti hanno fatto, che deve rifiutare di ricevere un vaccino per motivi religiosi, è moralmente obbligata a farlo.
Costringere una persona a una diretta violazione della sua coscienza non può mai essere tollerato da una società libera e giusta.
Costringere una persona a una diretta violazione della sua coscienza non può mai essere tollerato da una società libera e giusta.
NOTE
1) Cfr. Pontificia Accademia per la Vita, «Riflessioni morali sui vaccini preparati da cellule derivate da feti umani abortiti», 9 giugno 2005; Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione Dignitas personae, 2008, nn. 34-35; Congregazione per la Dottrina della Fede, «Nota sulla moralità dell’uso di alcuni vaccini anti-COVID-19», nn. 1-3. Quando c’è una ragione sufficientemente seria per usare il prodotto e non c’è un’alternativa ragionevole disponibile, la Chiesa cattolica insegna che può essere permesso usare il prodotto di provenienza immorale sotto protesta. In ogni caso, che il prodotto venga utilizzato o meno, la Chiesa cattolica insegna che tutti devono manifestare il proprio dissenso e chiedere lo sviluppo di prodotti uguali o migliori utilizzando materiale biologico che non provenga da aborti.2) Cfr. United States Conference of Catholic Bishops (USCCB), Ethical and Religious Directives for Catholic Health Care Services, 6a ed. (Washington, DC: USCCB Publishing, 2018), n. 28. Di seguito «ERD».
3) «L’essere umano deve sempre obbedire al giudizio certo della sua coscienza. Se dovesse agire deliberatamente contro di essa, si condannerebbe. Eppure può accadere che la coscienza morale rimanga nell’ignoranza e dia giudizi errati su atti da compiere o già commessi». Catechismo della Chiesa Cattolica (Città del Vaticano: Libreria Editrice Vaticana, 1993), www.vatican.va, n. 1790 e Prummer Tomus I p. 203 Sola conscientia certa (sive directe sive indirettamente est recta regula morum.
4) https://www.lifesitenews.com/news/vaccine-specialist-details-which-shots…
5) https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con…
6) Cfr. ERD, nn. 32-33; nn. 56-57; Parte terza, Introduzione, par. 2; Parte quinta, introduzione, par. 3.
7) Cfr. ERD, nn. 56-57. Entrambe queste direttive affermano che la proporzionalità degli interventi medici è stabilita «a giudizio del paziente».
8) Negli Stati Uniti al 13 agosto 2021, ci sono stati 13.627 decessi attribuiti ai vaccini COVIDe oltre 623.341 reazioni avverse. Di queste reazioni, 84.466 sono state gravi. Più di 2 milioni di eventi avversi e 21.000 decessi sono stati segnalati a un database delle reazioni ai farmaci dell’Unione europea. Fonte: https://openvaers.com/covid-data/mortality
Spirito
Mons. Viganò, avvertimento ai musulmani d’Italia dopo le parole del cardinale Zuppi
Renovatio 21 pubblica questo testo dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò apparso su X. Monsignore si riferisce alla questione della CEI Conferenza Episcopale Italiana (CEI) in merito alla presenza e alla conoscenza dell’islam nelle scuole italiane con la redazione e la presentazione delle «Schede per conoscere l’islam». Si tratta di in pacchetto di 11 schede tematiche che affrontano la storia, la teologia, il Corano, la comunità (Umma), la spiritualità e la presenza islamica in Italia. Il progetto è rivolto principalmente ai docenti (in particolare di religione cattolica) e alle scuole, per contrastare, viene detto, l’«analfabetismo religioso». Il materiale è stato presentato formalmente a Roma, presso Palazzo Borromeo (sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede), registrando la partecipazione di esponenti vaticani, istituzionali e delle comunità ebraiche e islamiche. Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, ha difeso con forza l’iniziativa, dichiarando che «conoscere l’islam è decisivo per imparare a vivere insieme». Secondo la linea della presidenza, lo studio e l’approfondimento della fede musulmana servono ad abbattere i «muri del pregiudizio» e a favorire la coesione sociale e la pace educativa. Varie voci hanno definito l’iniziativa come una «resa» o una «sottomissione» dei vescovi italiani all’islam. Di fatto, la Chiesa italiana si fa carico di spiegare una fede terza nelle scuole, giocoforza inserendo nei sussidi anche riflessioni su temi considerati politici, come la gestione dei flussi migratori (tema a cui vari enti cattolici sono legati economicamente) o la carenza di moschee sul territorio nazionale, tema che interessa da vicino i cittadini contribuenti che vedono trasformati i loro quartieri una volta che vi arriva il «centro islamico». Sul tema del velo mussulmano dentro e fuori dalla scuola, vero simbolo non solo religioso, ma di programmatica disintegrazione sociale, Renovatio 21 ha scritto un articolo pochi giorni fa.
Ai musulmani d’Italia: un avvertimento fraterno.
Il cardinale Zuppi, presidente della CEI, ha deciso di aiutarvi a «far conoscere l’islam». Come ha spiegato lui stesso all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, voi, insieme a noi Cattolici, avete bisogno di schede, di «percorsi«, di «processi».
Permettete a un arcivescovo Cattolico di mettervi in guardia, con la franchezza che si deve agli ospiti: guardate con attenzione i precedenti. Zuppi ha già prestato la propria opera alla Chiesa Cattolica in Italia, e il risultato è sotto gli occhi di tutti: chiese svuotate, catechismi diluiti, Sacramenti disertati, una liturgia ridotta a convegno e una dottrina trasformata a «cammino».
Tutto, naturalmente, nel segno dell’ascolto, del dialogo e dell’accoglienza. Un cursus honorum che ogni comunità religiosa dovrebbe invidiare, se desiderasse la propria estinzione.
AI MUSULMANI D’ITALIA: UN AVVERTIMENTO FRATERNO.
Il Cardinale Zuppi, presidente della CEI, ha deciso di aiutarvi a “far conoscere l’islam”. Come ha spiegato lui stesso all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, voi, insieme a noi Cattolici, avete bisogno di schede, di “percorsi”, di “processi”.
Permettete a un Arcivescovo Cattolico di mettervi in guardia, con la franchezza che si deve agli ospiti: guardate con attenzione i precedenti. Zuppi ha già prestato la propria opera alla Chiesa Cattolica in Italia, e il risultato è sotto gli occhi di tutti: chiese svuotate, catechismi diluiti, Sacramenti disertati, una liturgia ridotta a convegno e una dottrina trasformata a “cammino”. Tutto, naturalmente, nel segno dell’ascolto, del dialogo e dell’accoglienza. Un cursus honorum che ogni comunità religiosa dovrebbe invidiare, se desiderasse la propria estinzione.
Se dunque volete che anche la vostra religione conosca la medesima fioritura, la strada è semplice: invitatelo, ascoltatelo, lasciategli scrivere i vostri sussidi e correggere le vostre formule, e accogliete con gratitudine la sua certezza che ogni critica sia “pregiudizio”. Se invece avete a cuore la vostra fede, vi suggerisco una prudenza che i Vescovi della Chiesa Cattolica hanno smarrito da un pezzo: non affidate la custodia della vostra casa a chi non ha saputo custodire la propria.
Vi lascio un’ultima considerazione. Noi non abbiamo bisogno di un Presidente che ci faccia vergognare di essere Cattolici, e voi non avete bisogno di un Cardinale che vi spieghi che cosa siete. La conoscenza reciproca nasce dalla verità professata, non dalla fusione di due sussidi redatti a quattro mani da eunuchi e cortigiani. Il giorno in cui qualcuno, tra noi, tornerà a dire con chiarezza CHI È CRISTO, voi saprete finalmente con chi state parlando.
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) October 23, 2026
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Se dunque volete che anche la vostra religione conosca la medesima fioritura, la strada è semplice: invitatelo, ascoltatelo, lasciategli scrivere i vostri sussidi e correggere le vostre formule, e accogliete con gratitudine la sua certezza che ogni critica sia «pregiudizio».
Se invece avete a cuore la vostra fede, vi suggerisco una prudenza che i vescovi della Chiesa Cattolica hanno smarrito da un pezzo: non affidate la custodia della vostra casa a chi non ha saputo custodire la propria.
Vi lascio un’ultima considerazione. Noi non abbiamo bisogno di un presidente che ci faccia vergognare di essere Cattolici, e voi non avete bisogno di un cardinale che vi spieghi che cosa siete. La conoscenza reciproca nasce dalla verità professata, non dalla fusione di due sussidi redatti a quattro mani da eunuchi e cortigiani.
Il giorno in cui qualcuno, tra noi, tornerà a dire con chiarezza CHI È CRISTO, voi saprete finalmente con chi state parlando.
+ Carlo Maria Viganò
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Il vescovo FSSPX Goldade definisce l’evento di Assisi «un grande scandalo e un’offesa a Dio»
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Spirito
Una nuova mappa mondiale dei centri per la Santa Messa FSSPX
Trovare una Messa, le coordinate di una cappella o gli orari di un priorato ora è più facile. La Fraternità Sacerdotale di San Pio X sta lanciando online un nuovo servizio globale, pensato per raccogliere in un unico luogo informazioni utili per i fedeli.
Accessibile all’indirizzo map.fsspx.org, questa mappa interattiva è destinata a sostituire quella attualmente offerta sul sito internazionale.
La ricerca può essere effettuata direttamente per città o per località, ma anche navigando sul planisfero. Le località possono essere consultate anche per paese o distretto.
Orari e informazioni pratiche
Ogni località ha una propria scheda, con, a seconda dei dati disponibili, gli orari delle messe domenicali e feriali, l’indirizzo, i recapiti, il sito web o il priorato di appartenenza.
L’accesso diretto al percorso facilita anche gli spostamenti. L’origine degli orari e le date del loro ultimo aggiornamento sono indicate affinché i fedeli possano conoscere la provenienza delle informazioni pubblicate.
Sono inoltre visibili i diversi legami tra le case: dal fascicolo di un priorato, è quindi possibile individuare le cappelle e i luoghi di culto che dipendono da esso.
In caso di errore o modifica, un sistema di reporting aiuta a mantenere aggiornate queste informazioni.
Anche le scuole sono elencate
Il servizio non riguarda solo chiese, cappelle, priorati e missioni. Una sezione è dedicata alle scuole legate alla Fraternità Sacerdotale San Pio X o alle comunità amiche della Società.
Diversi filtri facilitano la ricerca in base al paese, al livello di istruzione, al tipo di istituto o alla presenza di un convitto.
Disponibile in francese, inglese, tedesco, spagnolo e italiano, map.fsspx.org riunisce in un’unica interfaccia informazioni finora distribuite su siti diversi.
Sia che siate vicino a casa, durante le vacanze o in occasione di un viaggio, trovare un luogo per la Messa e consultare immediatamente informazioni pratiche diventa più semplice.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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