Occulto
Chiesa cattolica ospiterà un concerto basato sulla «spiritualità pagana»
La cantante francese Julie Zenatti si esibirà in una chiesa cattolica mentre persistono le preoccupazioni tra alcuni fedeli in merito alla violazione del diritto canonico per l’utilizzo delle chiese per eventi non liturgici. Lo riporta LifeSite.
Il 13 giugno, la cantante francese Julie Zenatti terrà un concerto presso la chiesa di Sainte Bernadette a Digione, un edificio religioso dall’aspetto drammaticamente moderno, nell’ambito del tour di promozione del suo album Le Chemin («Il sentiero»). L’evento si svolge a pochi giorni dalle polemiche suscitate dalle mostre di ispirazione occulta tenutesi a Parigi durante la «Nuit Blanche» e nel contesto del dibattito ancora aperto sull’utilizzo delle chiese cattoliche per attività non legate al culto.
In un’intervista rilasciata il 16 maggio 2025 all’emittente radiofonica lionenese M Radio, la Zenatti ha affermato di essersi esibita per diversi mesi in chiese e cattedrali in tutta la Francia, descrivendo questi edifici come luoghi dall’atmosfera particolare.
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«In fondo, tra culto e cultura c’è solo una sillaba a separarci», ha detto la Zenatti. «Sento il desiderio di condividere le mie emozioni, la mia storia, e anche di incontrare questo luogo che mi accoglie perché… sono stato invitato. È bellissimo che, dopo 25 anni di carriera, le porte di un luogo che non ho mai conosciuto prima si aprano per me».
L’artista ha spiegato di essere stata invitata a sviluppare un progetto specifico per potersi esibire in contesti religiosi. Pur non menzionando esplicitamente persone o istituzioni, la Zenatti ha sottolineato il valore simbolico dell’invito, affermando di essere gratificata dall’aver visto aprirsi le porte di un luogo a lei «sconosciuto».
La Zenatti ha ammesso nell’intervista di non essere una cristiana praticante e che il suo album sulla spiritualità che verrà presentato in tournée nelle chiese francesi, esprime una forma di «spiritualità pagana».
Il 9 giugno, il giornale Tribune Chrétienne ha riportato che alcuni fedeli hanno espresso preoccupazione per quella che descrivono come una graduale perdita del carattere sacro tradizionalmente associato ai luoghi di culto consacrati. Il quotidiano cattolico francese ha messo in discussione la decisione delle autorità ecclesiastiche e dei responsabili parrocchiali di consentire concerti di vario genere ed eventi simili all’interno delle chiese. Secondo l’articolo, i sostenitori di tali iniziative spesso citano la promozione culturale, la conservazione del patrimonio religioso o considerazioni economiche come ragioni per aprire gli edifici ecclesiastici a una più ampia gamma di attività.
«Ancora più preoccupante è che dietro queste iniziative si cela spesso un movente ricorrente: il denaro», scrive Tribune Chrétienne. «Questa logica è pericolosa. Perché quando le esigenze finanziarie prevalgono sulla vocazione spirituale di un luogo consacrato, la casa di Dio diventa gradualmente uno spazio per eventi da riempire, animare e rendere redditizio. Il santuario cessa allora di essere considerato un luogo dedicato a Dio e diventa semplicemente un’altra struttura culturale».
La testata francese sottolinea inoltre che l’uso improprio dei luoghi consacrati costituisce un reato canonico. A tal proposito, il Canone 1210 afferma: «Nel luogo sacro sia consentito solo quanto serve all’esercizio e alla promozione del culto, della pietà, della religione, e vietata qualunque cosa sia aliena dalla santità del luogo. L’Ordinario, però, per modo d’atto può permettere altri usi, purché non contrari alla santità del luogo».
«I luoghi sacri sono profanati se in essi si compiono con scandalo azioni gravemente oltraggiose, che a giudizio dell’Ordinario del luogo, sono tanto gravi e contrarie alla santità del luogo da non essere lecito esercitare in essi il culto finché l’oltraggio non venga riparato con il rito penitenziale, a norma dei libri liturgici» continua il diritto canonico al Canone 1211.
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Il dibattito sull’uso profano degli spazi sacri ha riacquistato rilevanza in seguito agli eventi legati alla Nuit Blanche del 2026 a Parigi. Storiche chiese cattoliche parigine sono state utilizzate per ospitare mostre con oggetti ispirati al voodoo e paesaggi sonori «inquietanti», il tutto con l’approvazione dell’arcidiocesi di Parigi.
Gli eventi, diretti dall’attivista LGBT Barbara Butch, hanno suscitato indignazione tra i cattolici, che si erano radunati fuori dalla chiesa di San Lorenzo per pregare e protestare pacificamente prima di essere dispersi con la forza dalla polizia, tra cui donne di tutte le età.
Una menzione speciale andrebbe fatta per la bruttezza della chiesa di San Bernadetta di Digione, costruita nel 1960 secolo in pieno stile moderno: non sappiamo dire se assomigli più ad un cinema o ad un centro culturale di quelli sui quali la Francia ama gettare i soldi del contribuente, per poi vederli desolati o persino diroccati a pochi anni dall’inaugurazione – il triste destino di tante grandi opere presidenziali parigine, come il quartiere della Villette a Parigi, o la Défense, il Centro Pompidou, etc.
Per qualche ragione, la chiesa di San Bernardetta è stata dichiarata dallo Stato francese monumento storico nel 2011 ed è classificato come patrimonio del XX secolo. Nel frattempo il Paese demolisce chiese vere e, addirittura, arresta i sacerdoti tradizionalisti che osano benedirle prima che vengano distrutte per sempre.
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Immagine di Erkethan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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L’Associazione Internazionale degli Esorcisti mette in guardia contro Halloween «demoniaco» e «neopagano»
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Occulto
Il clero cattolico partecipa a un rituale pagano nella cattedrale di Ottawa
La basilica di Notre-Dame a Ottawa ha segnato la scorsa settimana la Giornata nazionale canadese per la verità e la riconciliazione con una messa particolare, in cui sono state inserite una cerimonia di purificazione indigena e altre pratiche di matrice pagana. Lo riporta LifeSite.
Dopo la processione e l’inno di apertura della messa del 30 settembre, celebrata da padre Daryold Winkler, una donna ha pronunciato un «riconoscimento della terra», seguito da un rito di purificazione: il fumo è stato fatto circolare tra i presenti mentre veniva cantato un inno indigeno, prima della preghiera delle quattro direzioni. Quest’ultima, rivolta verso i quattro punti cardinali della cattedrale ottocentesca — nord, est, sud e ovest — ha impiegato «piante sacre», tra cui erba dolce, cedro, salvia e tabacco, per «purificare» lo spazio. Membri del clero cattolico hanno preso parte a questi riti pagani prima dell’inizio ufficiale della Messa.
La Chiesa cattolica ha sempre cercato di riunire persone di culture diverse, ma ha altrettanto costantemente condannato il sincretismo, cioè la mescolanza di rituali pagani e di pratiche di altre religioni non cattoliche — come le cerimonie di purificazione indigene — con il culto cattolico.
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«Mentre diamo inizio alla celebrazione di questa sera, prendiamoci un momento per riconoscere la terra sacra su cui ci riuniamo. Riconosciamo e onoriamo il territorio tradizionale e non ceduto degli Algonquin… la cui cura di questa terra continua a ispirare il nostro cammino verso la verità e la riconciliazione», ha dichiarato la laica non identificata nel «riconoscimento della terra» di impostazione progressista.
Negli ultimi anni la Chiesa canadese ha introdotto rituali pagani indigeni nelle messe cattoliche e ha accolto le narrazioni di sinistra sui collegi residenziali del Paese. L’episodio forse più rilevante risale alla visita di papa Francesco in Canada nel 2022, quando il 266° pontefice assistette a Maskwacis, in Alberta, a una «danza di guarigione» che appariva come un omaggio a «Madre Terra».
Prima del rito il maestro di cerimonie aveva annunciato che stava per svolgersi una «danza di guarigione», precisando che il tamburo rappresentava «il battito del cuore di Madre Terra, il tamburo è vita». Durante il rituale pagano i popoli indigeni si sono disposti in cerchio attorno a un grande ramo d’albero, intonando canti e suonando il tamburo, mentre altri, con piume e abiti tradizionali, hanno iniziato a danzare. Francesco, insieme a quattro capi indigeni con copricapi e vesti tradizionali, sedeva su un palco leggermente rialzato rispetto allo spazio della danza, da cui poteva osservare quanto accadeva.
Come riportato da Renovatio 21, pochi mesi fa anche il vescovo di Raleigh, nella Carolina del Nord, ha presieduto una cerimonia sciamanica di «purificazione» organizzata per celebrare santa Caterina «Kateri» Tekakwitha, la quale aveva invece rinnegato la propria religione nativa mohawk.
Come riportato da Renovatio 21, con l’introduzione di un incredibile «rito maya», ufficializzato tre anni fa, la chiesa conciliare mostra in chiarezza la sua attrazione verso i culti pagani del Nuovo Mondo (nordamericani, come quelli dei pellerossa; mesoamericani, come i maya e gli aztechi; sudamericani, come la Pachamama): tutti questi, come abbiamo ripetuto su Renovatio 21, sono legati al sacrificio umano, per il cui ritorno anche la chiesa moderna sembra voler lavorare.
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Immagine di Robert Linsdell via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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