Spirito
La Casa Generalizia FSSPX annuncia i nomi dei futuri vescovi
COMUNICATO DELLA CASA GENERALIZIA
In questa ottava di Pentecoste, don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ha la gioia di annunciare i nomi dei sacerdoti della Fraternità scelti per ricevere la consacrazione episcopale il prossimo 1º luglio a Écône.
In uno spirito di rispetto verso l’autorità suprema della Chiesa universale, i dossier di questi sacerdoti sono stati presentati al Santo Padre, accompagnati da alcune spiegazioni necessarie per una corretta comprensione di questa iniziativa, nel contesto molto particolare ed eccezionale di queste consacrazioni episcopali.
I quattro sacerdoti sono:
- Reverendo don Pascal Schreiber, di nazionalità svizzera;
- Reverendo don Michael Goldade, di nazionalità statunitense;
- Reverendo don Michel Poinsinet de Sivry, di nazionalità francese;
- Reverendo don Marc Hanappier, di nazionalità francese.
Il Superiore Generale ribadisce che la scelta e la consacrazione di questi eletti non procedono da alcuna volontà di rivendicare un potere di giurisdizione o di stabilire un’autorità parallela nella Chiesa. Esse non costituiscono in alcun modo una negazione, un rifiuto o una sfida al potere di giurisdizione supremo, pieno e immediato del Vicario di Cristo sulla Chiesa universale.
La cerimonia del 1º luglio non avrà altro scopo se non quello di assicurare la continuità nell’amministrazione dei sacramenti dell’Ordine e della Confermazione, così come dei sacramentali riservati ai vescovi, secondo il rito tradizionale della santa Chiesa romana e la fede di sempre.
L’episcopato che questi sacerdoti riceveranno è dunque concepito unicamente come un servizio reso alle anime e alla Chiesa nel mezzo di questa crisi della fede senza precedenti.
La nostra volontà di servire la santa Chiesa cattolica rimane incrollabile, nella coscienza del dovere imperioso di trasmettere fedelmente e integralmente ciò che abbiamo ricevuto, vale a dire ciò che la Chiesa ha sempre creduto, insegnato e praticato.
Menzingen, 26 maggio 2026
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Rev. Don Pascal Schreiber
Don Pascal Schreiber, 53 anni, è nato in una famiglia cattolica di cinque figli originaria del cantone di Argovia, in Svizzera. Nel 1992 è entrato nel seminario Herz Jesu di Zaitzkofen, in Germania, prima di proseguire gli studi a Écône, in Svizzera, dove ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nell’estate del 1998.
Dopo cinque anni di ministero in Germania e nella Svizzera francese, nel 2003 gli è stata affidata la direzione di un collegio maschile a Mels, nella Svizzera tedesca.
Due anni più tardi ha assunto la responsabilità della scuola elementare e superiore femminile di Wil, ministero che ha esercitato per nove anni.
Chiamato nel 2014 a Rickenbach, sede del distretto della Svizzera, vi ha ricoperto per due anni l’incarico di economo, prima di essere nominato superiore di distretto.
Dal 15 agosto 2020 è rettore del seminario Herz Jesu di Zaitzkofen, in Germania, dove si dedica alla formazione di oltre cinquanta futuri sacerdoti e fratelli provenienti da sedici Paesi distinti. Parla correntemente tedesco e francese, e conosce anche l’inglese.
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Rev. Don Michael Goldade
Originario del North Dakota e cresciuto a St. Marys, Kansas, negli Stati Uniti, don Michael Goldade proviene da una famiglia cattolica di dieci figli che conta tre Suore della Fraternità Sacerdotale San Pio X. All’età di diciotto anni è entrato nel seminario di Winona, dove è stato ordinato sacerdote nel 2004.
Ha esercitato il suo ministero ad Armada, nel Michigan, per cinque anni, prima di essere chiamato a dirigere la casa di ritiri di Ridgefield.
Nel 2014 è stato nominato priore a Kansas City, dove si è occupato contemporaneamente del priorato, di un’importante parrocchia, di una scuola e di una comunità religiosa femminile. A queste responsabilità si è aggiunta, nel 2021, la funzione di assistente del superiore di distretto.
Nominato nell’estate del 2023 rettore del seminario Saint Thomas Aquinas, in Virginia, segue oggi la formazione di quasi cento seminaristi. Ha 45 anni, parla inglese, ha studiato il francese e possiede anche alcune conoscenze di spagnolo.
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Rev. Don Michel Poinsinet de Sivry
Di nazionalità francese e proveniente da una famiglia cattolica di sette figli, don Michel Poinsinet de Sivry ha 42 anni. Ha compiuto la sua formazione sacerdotale presso il seminario di Flavigny, in Francia, poi a Écône, dove ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 2008.
Ha iniziato il ministero presso la scuola Saint-Joseph-des-Carmes, nel sud della Francia; nel 2011 gli è stata affidata la direzione della scuola elementare Saint-Louis di Parigi. Ha esercitato questo incarico per cinque anni, occupandosi contemporaneamente di una cappella nella Seine-Saint-Denis e partecipando all’apostolato della chiesa Saint-Nicolas-du-Chardonnet di Parigi.
Ha poi diretto per sei anni il collegio Saint-Jean-Baptiste-de-La-Salle di Camblain-l’Abbé, nei pressi di Arras, prima di essere nominato superiore del distretto del Benelux nel 2022, incarico che ricopre tuttora. Oltre al francese, parla anche inglese e prosegue lo studio del tedesco e dell’olandese.
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Rev. Don Marc Hanappier
Don Marc Hanappier, di nazionalità francese, è nato nel 1990 in una famiglia cattolica di dieci figli, nella quale sono fiorite numerose vocazioni: uno dei suoi fratelli è sacerdote della Fraternità, un altro è sacerdote presso i Cappuccini di Morgon, e una delle sue sorelle è Domenicana insegnante di Saint-Pré.
Formatosi nei seminari di Flavigny e di Écône, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 2013. Ha iniziato il ministero nell’insegnamento in Francia, dapprima presso la scuola dell’Étoile-du-Matin, vicino a Bitche, poi presso la scuola Saint-Michel, a Châteauroux.
Nel 2020, nominato professore al seminario di Dillwyn, in Virginia, ha dapprima perfezionato per un anno la sua conoscenza dell’inglese in Scozia, collaborando al tempo stesso al ministero parrocchiale.
Nel seminario insegna principalmente metafisica e teologia dogmatica, assicurando inoltre ogni domenica il ministero pastorale in diverse cappelle. Parla correntemente francese e inglese, ha studiato il tedesco e si è anche iniziato allo spagnolo.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Mons. Schneider: «Dobbiamo essere cattolici al 100%, non al 50% o all’80%»
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Spirito
Cardinale Fernandez, penna di Francesco e portapenna di Leone XIV
È stato il cardinale Victor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, a firmare, il 2 luglio 2026, il decreto di «scomunica» che colpisce i vescovi consacranti e consacrati della Fraternità Sacerdotale San Pio X, e che minaccia la stessa sanzione ai sacerdoti e ai fedeli che aderiscono allo «scisma».
Questo uso del Diritto Canonico non è arbitrario; rientra nel quadro del magistero «liquido» della Chiesa «sinodale». In effetti, questa «scomunica» è stata decretata da un prelato che è stato la penna di papa Francesco, che per lui ha redatto Amoris Laetitia (2016), che autorizzava i cattolici divorziati e risposati a ricevere la comunione, e Fiducia Supplicans (2023), che consentiva la benedizione delle coppie omosessuali.
Per inciso, vale la pena notare che Victor Manuel Fernandez, prima di diventare la figura eminente che è oggi grazie a Francesco, è stato autore di due libri: Sáname con tu boca: El arte de besar («Guariscimi con la tua bocca: L’arte del bacio», 1995) e La pasión mística: espiritualidad y sensualidad («Passione mistica: Spiritualità e sensualità», 1998). Gli eloquenti titoli di questi libri – mai ritrattati – dichiarano la temperanza una virtù cardinale… fatta eccezione per il cardinale Fernandez.
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Oggi, questo prelato è colui che firma per conto di Leone XIV un decreto di «scomunica». Sorge spontanea una domanda: quale prefetto firmerà il decreto che autorizza la comunione ai cattolici divorziati e risposati e benedice le coppie omosessuali? Perché né il cardinale Fernandez né i papi che obbedientemente serve sono al di sopra della legge divina sul matrimonio e della legge naturale sulla distinzione tra i sessi.
Queste leggi sono forse ormai obsolete, con il pretesto di adattarsi ai costumi attuali? La Chiesa non è più tenuta a seguire integralmente il Decalogo o la legge sul matrimonio cristiano? Che gli piaccia o no, Sua Eminenza non è esente dall’obbedienza. Il suo ruolo cardinalizio non deve dargli alla testa. Nella Chiesa, l’autorità è al servizio della Verità rivelata, non di ideologie passeggere.
Questa concezione flessibile della dottrina e della morale espone il recente decreto di «scomunica» a una certa discredito. Essere «scomunicati» dai seguaci di Amoris Laetitia e Fiducia Suplicans è segno che la Chiesa «sinodale» rifiuta vescovi, sacerdoti e fedeli che non aderiscono alle sue dottrine eterodosse. Qual è, dunque, il valore di questo rifiuto, opportunamente etichettato come «scomunica»?
Essere condannati oggi da coloro che la Tradizione costante della Chiesa condanna è una prova, ma anche una prova di ortodossia.
Padre Alain Lorans
Articolo previamente apparso su FSSPX
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Spirito
Rubate le reliquie di San Martino di Tours da una chiesa
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