Militaria
L’Iran sostiene di aver colpito un F-35 americano
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (i padaran) ha dichiarato di aver colpito con successo un caccia F-35 statunitense con sistemi contraerei e ha diffuso un video che mostrerebbe l’aereo danneggiato.
Le affermazioni sono state confermate dalla CNN, che ha riportato che l’aereo ha subito danni ma è riuscito a effettuare un atterraggio di emergenza in una base aerea americana nella regione.
«Il destino del caccia non è chiaro ed è oggetto di indagine, e la probabilità che si sia schiantato è molto alta», ha affermato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche in un comunicato, precisando inoltre che più di 125 droni a lungo raggio statunitensi e israeliani sono stati intercettati durante la guerra.
🇺🇸🇮🇷 Just saw Iran’s IRGC drop footage claiming they tagged a U.S. F-35 over their airspace.
There were reports today of a U.S. F-35 making an emergency landing in the Middle East after a direct hit from Iranian anti-air.
Pilot’s fine, plane down safe.pic.twitter.com/62Q1lPwpfw https://t.co/XrshWYr3cH
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) March 19, 2026
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Le immagini termiche rilasciate dai pasdarani mostrano la sagoma di un aereo, che appare corrispondere a quella di un F-35, colpita da un proiettile non identificato. Il filmato si interrompe bruscamente subito dopo l’impatto.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha riconosciuto l’incidente, dichiarando che l’aereo è stato costretto a un atterraggio di emergenza mentre «svolgeva una missione di combattimento sull’Iran». Il comando non ha né confermato né smentito che il velivolo sia stato colpito da fuoco da terra.
«L’aereo è atterrato in sicurezza e il pilota è in condizioni stabili. L’incidente è oggetto di indagine», ha dichiarato il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti.
Due fonti a conoscenza dell’incidente hanno tuttavia riferito alla CNN che l’aereo è stato colpito da quello che si ritiene essere fuoco iraniano.
Il proiettile utilizzato per colpire l’aereo statunitense sembra essere il cosiddetto «missile 358», noto anche come SA-67, un missile terra-aria di produzione iraniana introdotto alla fine degli anni 2010. Si ritiene che combini le caratteristiche dei proiettili antiaerei convenzionali e dei droni a lungo raggio, e che sia in grado di rimanere in volo per lunghi periodi, agendo come una munizione a guida autonoma in attesa di un bersaglio da colpire.
L’incidente rappresenta la prima intercettazione confermata di un F-35 durante la guerra in corso. Questi velivoli, il cui costo medio si aggira sui 100 milioni di dollari ciascuno, sono stati ampiamente impiegati sia dagli Stati Uniti che da Israele per attacchi contro l’Iran.
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Immagine screenshot da Twitter
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Trump si prepara a bombardare l’Iran dopo le elezioni di metà mandato
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Militaria
Il Canada ha studiato uno scenario militare statunitense «estremo»
Il primo ministro canadese Mark Carney ha rivelato che il suo governo ha valutato con attenzione l’ipotesi di un’azione militare guidata dagli Stati Uniti contro il proprio Paese, nonostante il presidente Donald Trump abbia escluso l’uso della forza contro il vicino settentrionale.
In un’intervista al New York Times pubblicata mercoledì, Carney ha definito tale scenario un «rischio estremo di coda»: un evento considerato altamente improbabile ma abbastanza grave da giustificare una pianificazione di emergenza.
«Si tratta semplicemente di gestione del rischio», ha detto, aggiungendo che «sarebbe irresponsabile non [prepararsi]». Carney ha rifiutato di precisare in che cosa consistesse quella preparazione.
Trump ha più volte ventilato l’idea di rendere il Canada il 51° Stato degli Stati Uniti, ma ha escluso esplicitamente l’uso della forza militare per arrivarci, affermando nel gennaio 2025 che avrebbe invece fatto ricorso alla «forza economica».
Il presidente americano accusa da tempo Ottawa di pratiche commerciali sleali, in particolare su prodotti lattiero-caseari e automobili, e ha imposto una serie di dazi sui prodotti canadesi dall’inizio del 2025. Washington ha inasprito la disputa nell’agosto 2026 con ulteriori dazi del 50% su una serie di prodotti canadesi.
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La rivelazione di Carney arriva pochi giorni dopo il suo viaggio nell’UE per rafforzare i legami con il blocco.
Parlando al Parlamento europeo la scorsa settimana, Carney ha sostenuto che l’integrazione economica viene sempre più «strumentalizzata», con i dazi usati come leva e le dipendenze dalle catene di approvvigionamento sfruttate come punti deboli: osservazioni interpretate in larga parte come un riferimento implicito alle pressioni economiche di Washington su Ottawa.
Anche la difesa è stata al centro dei colloqui di Carney a Strasburgo, dove con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen si è discusso dell’ampliamento della cooperazione militare tra Canada e UE e degli appalti congiunti per rafforzare quella che Carney ha definito la loro «autonomia strategica».
Tale cooperazione sta già prendendo forma attraverso il programma di appalti per la difesa SAFE dell’UE, del valore di 150 miliardi di euro, al quale il Canada è diventato il primo Paese extraeuropeo a partecipare. L’iniziativa rientra nel più ampio piano di militarizzazione di Bruxelles previsto dalla strategia Readiness 2030, volta a contrastare una presunta minaccia proveniente dalla Russia, che Mosca ha ripetutamente negato.
Ottawa sta inoltre cercando legami più stretti con le strutture militari europee al di fuori dell’UE. La scorsa settimana ha presentato formalmente domanda di adesione alla Joint Expeditionary Force (JEF), un raggruppamento militare di risposta rapida composto da dieci nazioni e guidato dalla Gran Bretagna, che affianca la NATO e opera principalmente nelle regioni artica, nordatlantica e baltica, aree chiave del fianco settentrionale del blocco, che si estende fino ai confini con la Russia.
Come riportato da Renovatio 21, a inizio anno era emerso che il Canada stava sviluppando un modello di risposta a un’ipotetica invasione statunitense, con una strategia ipotizzata si basa su una guerra non convenzionale di tipo insurrezionale, ispirata alle tattiche impiegate dai mujaheddini afghani contro le forze sovietiche.
Come riportato da Renovatio 21, tre mesi fa Carney, intervenendo prima dell’avvio del vertice del G7, ha dichiarato che nessun Paese o istituzione potrebbe essere escluso o opporsi a un «nuovo ordine mondiale» che partirà dall’Europa.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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La Cina si è impossessata dei componenti degli F-35 USA con tecnologia sensibile
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