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ATACMS a Taiwan, Pechino parla di «annientamento»
Pechino ha lanciato un severo avvertimento: tutte le forze di Taiwan che tenteranno di impiegare sistemi missilistici forniti dagli Stati Uniti per condurre attacchi preventivi contro la Cina continentale saranno completamente annientate.
La minaccia arriva in seguito a notizie riportate dai media secondo cui le autorità dell’isola autonoma starebbero considerando l’ipotesi di posizionare lanciatori HIMARS equipaggiati con missili balistici tattici ATACMS su alcuni isolotti più prossimi alla terraferma rispetto alla stessa Taiwan.
Martedì, il portavoce militare cinese Jiang Bin ha condannato l’idea di un tale dispiegamento avanzato, definendo le speculazioni sull’uso di questi sistemi per colpire la Cina «sempre più assurde e arroganti». Ha attribuito tali ipotesi a elementi favorevoli all’indipendenza formale di Formosa, mettendo in guardia sul fatto che simili mosse rischiano di scatenare una guerra e che, in caso di conflitto, «subirebbero un inevitabile annientamento».
Taipei ha ordinato 82 sistemi M142 HIMARS e 420 munizioni ATACMS nell’ambito di un pacchetto di vendita di armi da 11,1 miliardi di dollari approvato dal governo statunitense lo scorso dicembre. I missili balistici in questione hanno una gittata di 300 km, per cui il loro posizionamento sulle isole Penghu e Dongyin permetterebbe di colpire vaste aree della costa continentale.
La potenziale minaccia posta dai sistemi HIMARS è stata messa in evidenza dalla copertura mediatica cinese di un’esercitazione navale svolta nelle vicinanze di Taiwan a fine dicembre. L’autonomia de facto di Taiwano deriva dal suo ruolo di ultimo baluardo delle forze nazionaliste sconfitte nella guerra civile cinese degli anni ’40. Pechino persegue l’obiettivo di una riunificazione pacifica, ma avverte che qualsiasi tentativo di Taipei di proclamare formalmente l’indipendenza sarà contrastato con la forza militare.
I funzionari cinesi considerano le forniture di armi statunitensi a Taiwano un fattore di destabilizzazione nelle relazioni tra le due sponde dello Stretto, sostenendo che esse incoraggiano le forze indipendentiste a intraprendere condotte sempre più pericolose.
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Immagine di Taiwan Presidential Office via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Lavrov: il caso Epstein rivela il «satanismo» delle élite occidentali
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Rapina in un aeroporto sudafricano: ingente bottino
La polizia della provincia sudafricana di Limpopo ha lanciato una vasta caccia all’uomo per rintracciare sei sospettati armati, dopo una rapina avvenuta all’aeroporto di Tarentaal, nel distretto di Mopani, durante la quale sono stati rubati metalli preziosi.
L’aeroporto di Tarentaal è una pista privata situata vicino a Letsitele, utilizzata principalmente per voli charter, operazioni agricole e il trasporto di merci di elevato valore, incluse spedizioni legate al settore minerario.
Secondo la polizia sudafricana (SAPS), il colpo è stato messo a segno venerdì intorno alle 9:30, quando un uomo di 26 anni proveniente dal Gauteng si trovava in servizio per ritirare pacchi contenenti oro e rame da agenti di una società di sicurezza.
L’uomo è stato avvicinato da sei individui con passamontagna mentre si dirigeva verso un camion e derubato di pacchi di oro e rame per un peso complessivo di circa 21,276 kg.
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Nel corso della rapina, due agenti di sicurezza sono stati disarmati delle loro pistole di ordinanza, che sono state successivamente recuperate dopo essere state abbandonate dai sospettati durante la fuga. La polizia ha inoltre sequestrato munizioni cariche per fucile, ritenute collegate ai malviventi.
I sospettati si sono allontanati dalla scena a bordo di un furgone Ford Bantam grigio e di una Hyundai Getz bianca; la loro identità resta al momento sconosciuta.
Sul posto sono intervenuti alti dirigenti della SAPS, tra cui il commissario distrettuale ad interim, il generale di brigata Mary Mashila, il comandante dei detective distrettuali e il comandante della stazione locale, supportati da un team multidisciplinare composto da unità provinciali e distrettuali, nonché dal Centro locale di registrazione dei reati (LCRC).
Il portavoce della polizia provinciale, il colonnello Malesela Ledwaba, ha annunciato l’avvio di un’intensa caccia all’uomo e ha sottolineato che i sospettati sono considerati armati e pericolosi, invitando i cittadini a fornire qualsiasi informazione utile alle indagini, contattando Crime Stop al numero 08600 10111, recandosi alla stazione di polizia più vicina o utilizzando l’app My SAPS. Le segnalazioni possono essere anonime.
È stato aperto un fascicolo per rapina in un’attività commerciale, che sarà gestito dalla Direzione per le indagini sui crimini prioritari, nota come Hawks («i falchi»).
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