Geopolitica
Trump: un raid in Colombia «sembra una buona idea»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato la Colombia di intraprendere un’azione militare simile a quella compiuta la settimana scorsa in Venezuela.
Parlando domenica ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, Trump ha affermato che la Colombia è «governata da un uomo malato», riferendosi al presidente Gustavo Petro, che ha definito un «capo del narcotraffico». Il presidente degli Stati Uniti ha suggerito che anche Petro, da lui sanzionato l’anno scorso, potrebbe essere rimosso dal potere.
«La Colombia è molto malata… governata da un uomo malato a cui piace produrre cocaina e venderla agli Stati Uniti. E non lo farà a lungo, lasciatemelo dire», ha dichiarato Trump. Alla domanda diretta se gli Stati Uniti avrebbero lanciato un’operazione militare contro il Paese, ha risposto: «Mi sembra una buona idea».
Petro ha risposto duramente in una serie di post su X, esortando Trump a «smettere di diffamare» e invitando le nazioni latinoamericane a unirsi o a rischiare di essere «trattate come servi e schiavi».
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Lo scambio segue la crescente indignazione per l’operazione militare senza precedenti condotta da Washington per catturare Nicolas Maduro in Venezuela, che l’amministrazione Trump ritiene necessaria per processare il presidente venezuelano con l’accusa di traffico di droga. Caracas respinge questa spiegazione come pretesto per un cambio di regime. I media riportano che almeno 80 persone, tra militari e civili, sono state uccise nel raid. Maduro, che ha negato tutte le accuse, è stato rapito e portato con la forza negli Stati Uniti insieme alla moglie.
Il raid ha suscitato la condanna del Sud del mondo, mentre la Cina ha condannato il rapimento come una violazione del diritto internazionale. Brasile, Cile, Colombia, Messico, Uruguay e Spagna hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui avvertono che l’azione americana ha creato «un precedente estremamente pericoloso» per la sicurezza regionale.
Come riportato da Renovatio 21, Trump ha comunque lanciato un avvertimento a Colombia, Cuba e Messico.
Trump ha giustificato il raid invocando la Dottrina Monroe del XIX secolo, che designa l’America Latina come sfera d’influenza di Washington, affermando al contempo che gli Stati Uniti sono ora «al comando» del Venezuela, dichiarando ai giornalisti che l’intervento militare di sabato non riguardava un cambio di regime o la ricerca di risorse, ma la garanzia della «pace sulla Terra», in particolare nell’emisfero occidentale.
Il vertice di Washingtone poi avvertito che gli Stati Uniti potrebbero colpire di nuovo se Caracas «non si comporta bene».
Come riportato da Renovatio 21, Petro due mesi fa aveva definito Trump «barbaro» per gli attacchi alle imbarcazioni della droga nei Caraibi. Due settimane fa in conferenza stampa il presidente statunitense aveva detto che Petro doveva «fare attenzione al suo culo».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Trump: cessate il fuoco concordato tra Israele e Libano
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Geopolitica
L’Iran dichiara Ormuzzo «completamente aperto» a tutte le navi commerciali
Il passaggio attraverso lo Stretto di Ormuzzo per tutte le navi commerciali è ora completamente aperto, ha dichiarato venerdì il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi. Ha aggiunto che la via navigabile rimarrà aperta per tutta la durata del cessate il fuoco in Libano.
L’annuncio di Araghchi è giunto poco dopo l’entrata in vigore di una tregua di 10 giorni tra le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e il gruppo militante Hezbollah in Libano, che ha rappresentato uno dei principali ostacoli a un accordo di pace tra Iran e Stati Uniti.
Scrivendo su X, il ministro iraniano ha dichiarato che «in linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto ormusino è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco».
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Ha tuttavia precisato che alle navi sarebbe stato consentito di navigare lungo la «rotta coordinata già annunciata dall’Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell’Iran», lasciando intendere che lo stretto rimarrà sotto il controllo di Teheran.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto all’annuncio di Araghchi sul suo account Truth Social, ringraziando apparentemente Teheran per la completa riapertura dello «Stretto dell’Iran».
Lo Stretto ermisino è chiuso da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco non provocato contro l’Iran alla fine di febbraio. La chiusura ha fatto impennare i prezzi dell’energia e scosso l’economia globale, interrompendo una delle arterie commerciali più importanti del mondo, che gestisce circa il 20% delle esportazioni globali di petrolio greggio.
Nei minuti successivi all’annuncio di Araghchi, i prezzi del petrolio sono crollati di oltre il 10%, con il greggio che ha toccato poco più di 83 dollari al barile e il Brent che si è attestato intorno agli 88 dollari.
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Bizzarria
L’Iran dice di voler allearsi con l’Italia, ma rivendica la scoperta del gelato
Dear Italy, Your PM just defended Pope and lost an ally in Washington — the Commander in Grief, yet the most ‘powerfool’man on earth.
We’d like to apply for the vacancy. Our qualifications: 7,000 years of civilization, a shared love of poetry, architecture, and food that… — Iran in Ghana (@IRAN_GHANA) April 15, 2026
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Why would we hurt Italy? We love Italian people, soccer, and food and we love Rome, Rimini, Pisa, Milan, Venice, Sardegna, Florence, Naples, Genova, Turin Sicily, and everything in between. 🇮🇹
— Iran Embassy in Thailand ☫ (@IranInThailand) April 14, 2026
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— Iran Embassy in Tajikistan (@IRANinTJ) April 14, 2026È incontrovertibile: dai video Lego in giù, la guerra di comunicazione sta venendo stravinta dall’Iran con fantasia e tecnologia e, fondamentale, tanto humor – alla faccia dei video della Casa Bianca che trattano la guerra come un vero videogame, facendo indignare non solo i vescovi statunitensi.
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