Economia
Colpo gobbo in Renania: svaligiata banca per 35 milioni di euro
Secondo le autorità, nel corso delle festività natalizie dei malviventi hanno portato a termine una rapina accuratamente organizzata, portando via contanti e beni personali per un valore stimato di circa 35 milioni di dollari (pari a circa 30 milioni di euro) da una cassaforte di una banca a Gelsenkirchen, nel land della Renania Settentrionale-Vestfalia. Si parla ora della più grande rapina nella storia del Paese.
L’effrazione ai danni di una filiale della cassa di risparmio Sparkasse è avvenuta tra la sera di sabato e la mattina di lunedì. I ladroni hanno eluso i sistemi di sicurezza praticando un foro in un spesso muro di cemento per raggiungere il caveau, quindi hanno forzato oltre 3.000 cassette di sicurezza, colpendo circa 2.700 clienti.
La polizia ha scoperto il disastro solo dopo che, poco prima delle 4:00 di lunedì mattina, è scattato l’allarme antincendio dell’istituto.
Gli inquirenti ritengono che per l’operazione sia stato impiegato un trapano industriale di tipo professionale. Un portavoce della polizia ha definito la rapina «eseguita in modo professionale».
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Alcuni testimoni hanno segnalato di aver visto diverse persone con grandi borsoni in un parcheggio vicino durante il weekend, mentre le telecamere di sorveglianza hanno ripreso un’Audi RS 6 nera che si allontanava a forte velocità nelle prime ore di lunedì mattina, con a bordo occupanti mascherati. È stato accertato che l’auto era stata rubata ad Hannover, a circa 200 chilometri di distanza.
Martedì i clienti si sono recati in banca trovandola chiusa e sigillata dalle forze dell’ordine. Centinaia di persone si sono radunate davanti alla filiale, chiedendo chiarimenti dopo che la Sparkasse aveva confermato che il 95% delle cassette di sicurezza era stato violato.
❗️🏦🇩🇪 – In a sophisticated heist over the Christmas holidays, unidentified thieves drilled a large hole from an adjacent underground parking garage into the vault of a Sparkasse savings bank branch in Gelsenkirchen, western Germany.
The burglars accessed the underground vault… pic.twitter.com/BAf87rAycr
— 🔥🗞The Informant (@theinformant_x) December 30, 2025
In un comunicato diffuso martedì, la polizia ha stimato i danni «nell’ordine dei milioni a due cifre». Ogni cassetta di sicurezza è coperta da un’assicurazione fino a 10.300 euro, il che lascia supporre una perdita complessiva di almeno 30 milioni di euro, secondo i media locali. Molti clienti, tuttavia, temono che tale importo non basti a risarcire interamente le loro perdite e stanno valutando la possibilità di stipulare polizze integrative.
La filiale rimane chiusa per consentire il proseguimento delle indagini. Al momento non sono stati effettuati arresti e i responsabili sono ancora latitanti.
Gelsenkirchen è nota per per essere stata sede di un campo di concentramento succursale di quello di Buchenwaldo e per la locale squadra calcistica dello Schalke 04 , sette volte campione della Bundesliga e presenza non sporadica nelle coppe europee.
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Immagine di Thomas Robbin via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Economia
Trump: riserve di petrolio raddoppiate grazie al Venezuela
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Economia
Il Canada minaccia di interrompere l’elettricità agli USA. Il premier dell’Ontario a Trump: «baciami il sedere!»
Il premier dell’Ontario, Doug Ford, ha minacciato di sospendere le forniture di elettricità e di minerali strategici agli Stati Uniti qualora il presidente Donald Trump prosegua nell’inasprimento della guerra commerciale con il Canada, suscitando una replica accesa da parte di Trump.
Lo scontro è scoppiato poche ore dopo l’annuncio di Trump che i dazi su auto, camion, componenti auto e acciaio canadesi saliranno al 50% dal 1° gennaio 2027. La mossa è arrivata dopo il fallimento dei negoziati della scorsa settimana e dopo un ulteriore dazio del 50% scattato sabato su importazioni canadesi per circa 20 miliardi di dollari.
«Tutto è sul tavolo. Farò tutto il necessario», ha dichiarato Ford all’Associated Press lunedì, precisando che l’Ontario potrebbe alzare i prezzi dell’elettricità o interromperne del tutto l’esportazione.
«Forniamo energia a 1,5 milioni di case e aziende», ha aggiunto, avvertendo che se Trump insisterà nel tentativo di smantellare l’industria manifatturiera canadese, «farebbe meglio ad avere una scorta di batterie».
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Trump ha risposto su Truth Social, definendo «spacconate» le parole di Ford e attaccando personalmente il premier, prima di intimare ai leader canadesi di «mettersi in riga».
«Qualcuno dovrebbe far rigare dritto questi pagliacci, altrimenti le conseguenze per il Canada saranno molto PEGGIORI!», ha scritto Trump, definendo ancora il primo ministro Mark Carney «Governatore Carney», sostenendo che gli Stati Uniti sono «molto più grandi, più ricchi e più forti» e che il Canada «non potrebbe sopravvivere» senza il vicino meridionale.
«Ho un sacco di spazio sul sedere, quindi ha un sacco di spazio per baciarmi il sedere», ha replicato Ford in una conferenza stampa lunedì.
Ford ha sostenuto che Ottawa dovrebbe valutare ritorsioni sempre più dure, comprese restrizioni su petrolio, potassio e minerali strategici. La premier del Quebec, Christine Frechette, la cui provincia è un grande fornitore di energia idroelettrica, ha detto di non seguire al momento la linea di Ford, pur non escludendola in vista di una «nuova fase» della controversia in Canada.
Il Ford, va ricordato, ha sostenuto l’invocazione da parte del governo Trudeau della legge sulle emergenze in risposta alla protesta dei camionisti antivaccinisti che scuoteva il Canada in lockdown, repressa con la violenza della polizia e persino il nuovo fenomeno della debancarizzazione dei manifestanti.
Il Canada resta di gran lunga il primo fornitore estero di elettricità per gli Stati Uniti, anche se a livello nazionale la dipendenza è contenuta. I dati dell’EIA indicano che nel 2025 gli USA hanno importato circa 24,5 terawattora dal Canada ed esportato circa 16 terawattora, con una dipendenza netta pari allo 0,2% del consumo totale americano.
L’esposizione è però molto più marcata negli Stati di confine come New York, Michigan e Minnesota, dove l’energia canadese può risultare cruciale nei picchi di domanda.
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Nel frattempo il boom dell’Intelligenza Artificiale sta mettendo sotto pressione le reti regionali, mentre le big tech accelerano la costruzione di enormi data center iperscalabili ad alto consumo. Nel luglio 2026 lo Stato di Nuova York ha imposto una moratoria di un anno sui permessi ambientali discrezionali per le nuove infrastrutture iperscalabili, in attesa di norme volte, tra l’altro, a tutelare la stabilità della rete e i consumatori.
L’Ontario ha già usato in passato la minaccia del dazio sull’elettricità. Nel marzo 2025 Ford aveva imposto una sovrattassa del 25% sulle esportazioni verso i tre Stati, poi sospesa dopo che Trump aveva minacciato di raddoppiare i dazi su acciaio e alluminio canadesi.
Lunedì anche Carney ha risposto all’ultima minaccia tariffaria di Trump, accusando Washington di voler smantellare l’industria automobilistica canadese imponendo condizioni ritenute inaccettabili da Ottawa. Dopo che il Canada ha abbandonato i colloqui venerdì sera, Carney ha detto che gli Stati Uniti «hanno chiesto troppo e offerto troppo poco» e ha annunciato dazi di ritorsione equivalenti a partire dall’8 settembre.
Come riportato da Renovatio 21, due giorni fa Trump, in seguito al fallimento dei colloqui commerciali tra i due Paesi, ha affermato che il Canada vuole «i vantaggi di essere uno Stato, senza esserlo». «Il Canada vuole i vantaggi di essere uno Stato, senza esserlo!!! Inoltre, per molti anni ha imposto dazi doganali esorbitanti ai nostri bravi agricoltori. Basta!!!» ha scritto nel suo post su Truth social.
Trump in passato aveva ripetutamente affermato che gli Stati Uniti stavano sovvenzionando l’economia canadese per un importo di 200 miliardi di dollari all’anno, ipotizzando che sarebbe stato più fattibile assorbire il Paese come «tanto amato» 51° stato. L’ex premier canadese Giustino Trudeau aveva detto che la minaccia di anschluess da parte di Trump era «reale».
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa Trump aveva dichiarato di voler espandere il Paese aggiungendo Canada, Groenlandia e Venezuela come nuovi Stati USA, definendo poi le sue dichiarazioni come uno scherzo.
A gennaio nel corso del suo intervento al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, Carney ha sostenuto che l’ordine globale basato su regole è ormai al tramonto e ha invitato le «potenze medie» a unirsi, affermando che «se non sei al tavolo, sei nel menu».
Trump ha replicato durante il proprio discorso a Davos dichiarando che il Canada «vive grazie agli Stati Uniti», un’affermazione prontamente respinta da Carney. In seguito, Trump ha revocato l’invito rivolto a Carney per partecipare al suo proposto «Board of Peace», l’organismo da lui ideato – secondo le sue parole – per affrontare e risolvere i conflitti internazionali.
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Come riportato da Renovatio 21, Trump ha aggiunto che il Canada verrà «divorato» dalla Repubblica Popolare.
Il presidente aveva canzonato il Canada con filmati AI dopo la vittoria olimpica nella finale a Milano della squadra nazionale di Hockey americana contro quella canadese.
Come riportato da Renovatio 21, l’esercito canadese ha sviluppato un modello di risposta in stile mujaheddin afghani a un’ipotetica invasione statunitense.
Ad aprile The Donald aveva ammesso che l’anschluess del Canada era improbabile. Tuttavia, come ognuno sa, sapere cosa farà l’attuale presidente USA risulta talvolta molto difficile.
L’annessione del Canada rimane ad ogni modo conforme alla dottrina geopolitica «emisferica» esposta e perseguita nel primo anno del secondo mandato Trump, la cosiddetta «dottrina Donroe» (cioè Donald più Monroe) che vede, secondo un plurisecolare pensiero geostrategico, l’ampliamento del dominio USA nel continente come il «destino manifesto» di Washington.
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Immagine di Eurasia Group via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Economia
Washington lancia un’offensiva economica contro l’Iran
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