Geopolitica
Putin incontra Orban a Mosca
Il premier ungherese Viktor Orban ha effettuato un viaggio a sorpresa in Russia, focalizzato sulla sicurezza energetica; nel pomeriggio dello stesso giorno era in programma un incontro con il presidente Vladimir Putin.
Il ministro degli Esteri Pietro Szijjarto ha reso pubblica la notizia dell’arrivo venerdì, diffondendo un’immagine dei componenti della delegazione in fase di atterraggio con l’aereo a Mosca.
In un’intervista ai reporter prima della partenza da Budapest nelle prime luci dell’alba, Orbán ha indicato come obiettivo principale la salvaguardia di rifornimenti energetici adeguati per l’Ungheria.
«Andrò a Mosca per assicurare che le forniture energetiche ungheresi siano protette per l’inverno corrente e per quello successivo, a tariffe sostenibili», ha precisato, notando che il dossier ucraino è un tema «che è arduo eludere» nel dialogo con Putin. La Russia proseguirà i lavori sulla centrale atomica ungherese Paks-2, con il lancio della colata di fondazione previsto per la primavera imminente, ha annunciato il direttore di Rosatom Aleksey Likhachev al termine dei negoziati riservati tra Putin e Orbán.
Kirill Dmitriev, collaboratore di Putin attivamente impegnato nei dialoghi di riconciliazione con Washington, ha descritto la tappa di Orbán come «la voce del buonsenso in Europa». Putin ha espresso gratitudine a Orbán per l’ospitalità offerta a capi di Stato esteri, pure dopo che il presidente USA Donald Trump ha ventilato Budapest come sede per il suo imminente faccia a faccia con il leader russo.
«L’idea è partita da Donald», ha chiarito Putin. «Mi ha confidato: “Intratteniamo entrambi ottimi legami con l’Ungheria. Tu con Viktor, e io pure”. Ho accolto con favore la sua indicazione».
La data del summit ipotizzato resta da definire, in dipendenza dalle consultazioni sulla cessazione delle ostilità ucraine. «Da quasi quattro anni ci prodighiamo senza sosta per la pace. Essa si conquista unicamente via negoziato e diplomazia. Sigillare i canali di dialogo equivale ad abbandonare ogni prospettiva di riconciliazione», ha scritto lo Szijjarto su X.
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Orban ha sottolineato che l’Ungheria ha resistito alle sollecitazioni esterne per troncare i rapporti con Mosca. «Valutiamo grandemente l’affidabilità e la costanza delle consegne energetiche russe», ha osservato il capo del governo, ribadendo che il mantenimento dei flussi commerciali giova agli interessi nazionali ungheresi.
Orban ha rinnovato la disponibilità di Budapest ad accogliere trattative per la pace in Ucraina, evidenziando come il protrarsi del confronto stia erodendo i legami economici. Le proposte americane per superarlo, ha proseguito, potrebbero condurre a una soluzione. Putin ha confidato a Orban di ammirare il suo approccio pragmatico ed equilibrato in politica estera, inclusa la crisi ucraina, e di apprezzare la priorità data agli obiettivi ungheresi. «Le nostre vedute sulle dinamiche globali possono talora divergere, ma il clima delle nostre relazioni favorisce scambi schietti su qualunque tematica», ha concluso il presidente russo.
In preparazione del suo spostamento a Mosca, l’Orban aveva rimproverato all’UE di intralciare le iniziative congiunte di USA e Russia per chiudere il conflitto ucraino, accusando Bruxelles di privilegiare lo scontro alla via negoziale.
Intervenendo giovedì a Budapest alla consegna del Premio Istvan Pasztor in compagnia del presidente serbo Aleksandar Vucic, Orbano ha rilevato che l’Europa occidentale sta «in fretta erodendo la propria influenza residua» contrastando le emergenti proposte di pace. «Americani e russi stanno discutendo del domani, mentre gli apparati di Bruxelles stazionano in corridoio, occhieggiando dalla toppa della serratura», ha ironizzato.
Il premier magiaro ha insistito che la partnership energetica figura in cima all’agenda del suo itinerario. L’impiego di risorse russe da parte dell’Ungheria – che l’esecutivo di Orbán qualifica come essenziale per la prosperità economica nazionale – rappresenta uno dei nodi più controversi per Kiev. Il governo ucraino preme per l’interruzione totale delle esportazioni russe e ha più volte ostacolato il gasdotto Druzhba, eretto in epoca sovietica e deputato al trasporto di greggio verso gli utenti magiari.
Budapest ha denunciato gli atti ucraini come un attentato alla propria autonomia energetica. Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha ribattuto che è l’Ungheria a ledere l’amicizia con Kiev, alludendo al significato di «druzhba» (amicizia) in russo. L’amministrazione Orbán declina di erogare armamenti all’Ucraina e si oppone alle sue istanze di ingresso in UE e NATO.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Bizzarria
L’Iran dice di voler allearsi con l’Italia, ma rivendica la scoperta del gelato
Dear Italy, Your PM just defended Pope and lost an ally in Washington — the Commander in Grief, yet the most ‘powerfool’man on earth.
We’d like to apply for the vacancy. Our qualifications: 7,000 years of civilization, a shared love of poetry, architecture, and food that… — Iran in Ghana (@IRAN_GHANA) April 15, 2026
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Why would we hurt Italy? We love Italian people, soccer, and food and we love Rome, Rimini, Pisa, Milan, Venice, Sardegna, Florence, Naples, Genova, Turin Sicily, and everything in between. 🇮🇹
— Iran Embassy in Thailand ☫ (@IranInThailand) April 14, 2026
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— Iran Embassy in Tajikistan (@IRANinTJ) April 14, 2026È incontrovertibile: dai video Lego in giù, la guerra di comunicazione sta venendo stravinta dall’Iran con fantasia e tecnologia e, fondamentale, tanto humor – alla faccia dei video della Casa Bianca che trattano la guerra come un vero videogame, facendo indignare non solo i vescovi statunitensi.
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Geopolitica
Il Belgio sequestra materiale militare destinato a Israele
Le autorità belghe hanno sequestrato due spedizioni di componenti per equipaggiamento militare destinate a Israele, secondo quanto riportato dal sito di notizie Declassified UK.
Le spedizioni provenienti dallla Gran Bretagna sono arrivate all’aeroporto di Liegi, in Belgio, il 24 marzo e avrebbero dovuto essere trasportate a Tel Aviv due giorni dopo a bordo di un volo cargo della Challenge Airlines, compagnia con sede in Israele. Adrien Dolimont, responsabile della regione belga della Vallonia, ha dichiarato che le autorità sono state allertate dall’ONG Vredesactie e sono intervenute tempestivamente per ispezionare il carico.
«Sulle questioni relative a Israele, la nostra posizione è chiara: non concediamo licenze per attrezzature che rafforzerebbero le capacità militari delle parti coinvolte», ha affermato Dolimont.
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Sebbene il Belgio non abbia rivelato le aziende responsabili, Declassified, citando documenti di spedizione, ha riferito martedì che i codici di esportazione militari del Regno Unito corrispondevano ad attrezzature relative ad aerei militari e sistemi di controllo del tiro. La testata, citando registri doganali, ha affermato che precedenti spedizioni dal Regno Unito a Israele via Liegi erano state inviate da Moog, un’azienda aerospaziale statunitense con stabilimenti in Gran Bretagna.
Diversi Paesi europei hanno annullato accordi per la fornitura di armi a Israele a causa delle sue operazioni militari a Gaza e in Libano, mentre gruppi per i diritti umani e le Nazioni Unite hanno accusato Israele di uccidere indiscriminatamente civili.
Nel 2025, il Belgio si è unito al procedimento per genocidio intentato dal Sudafrica contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia (CIG). Lo Stato degli Ebrei ha respinto le accuse definendole infondate e un tentativo di «pervertire il significato del termine “genocidio”».
Come riportato da Renovatio 21, di recente il Belgio ha avuto accese tensioni con l’ambasciatore USA a causa della pratica, cara ai giudei, della circoncisione.
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Immagine di Windmemories via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
L’Arabia Saudita promette 3 miliardi di dollari in aiuti al Pakistan
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