Geopolitica
Trump: Israele ha accettato la «linea di ritiro» a Gaza
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che Israele ha accettato di ritirare le sue forze militari sulla linea occupata prima dell’ampia offensiva lanciata su Gaza City il mese scorso.
Se confermata, questa concessione rientrerebbe in un accordo proposto con Hamas, che prevederebbe la liberazione di tutti gli ostaggi israeliani ancora detenuti.
«Quando Hamas darà la sua conferma, il cessate il fuoco avrà effetto IMMEDIATAMENTE, inizierà lo scambio di ostaggi e prigionieri e si creeranno le condizioni per la successiva fase di ritiro, che ci avvicinerà alla fine di questa CATASTROFE MILLENARIA. Grazie per l’attenzione a questa questione e, RIMANETE SINTONIZZATI!» ha scritto Trump sabato sulla sua piattaforma Truth Social.
La mappa condivisa da Trump mostra la linea di ritiro iniziale, che coincide approssimativamente con la linea di controllo dell’esercito israeliano prima dell’offensiva su Gaza City. Secondo il Times of Israel, all’epoca le Forze di Difesa Israeliane (IDF) controllavano circa il 70% dell’enclave.
L’IDF avevano precedentemente dichiarato che avrebbero limitato le loro operazioni a «manovre difensive», dato che sia Israele sia Hamas avevano provvisoriamente accettato il piano di Trump per uno scambio di prigionieri.
In un discorso televisivo sabato sera, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso la speranza che gli ostaggi possano essere rilasciati nei prossimi giorni, mentre le IDF rimangono a Gaza.
Gaza si estende su 365 chilometri quadrati, circa le dimensioni di Detroit, nel Michigan, e prima del conflitto ospitava oltre 2 milioni di persone.
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Immagine di IDF Spokesperson’s Unit via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Bizzarria
L’Iran dice di voler allearsi con l’Italia, ma rivendica la scoperta del gelato
Dear Italy, Your PM just defended Pope and lost an ally in Washington — the Commander in Grief, yet the most ‘powerfool’man on earth.
We’d like to apply for the vacancy. Our qualifications: 7,000 years of civilization, a shared love of poetry, architecture, and food that… — Iran in Ghana (@IRAN_GHANA) April 15, 2026
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Why would we hurt Italy? We love Italian people, soccer, and food and we love Rome, Rimini, Pisa, Milan, Venice, Sardegna, Florence, Naples, Genova, Turin Sicily, and everything in between. 🇮🇹
— Iran Embassy in Thailand ☫ (@IranInThailand) April 14, 2026
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— Iran Embassy in Tajikistan (@IRANinTJ) April 14, 2026È incontrovertibile: dai video Lego in giù, la guerra di comunicazione sta venendo stravinta dall’Iran con fantasia e tecnologia e, fondamentale, tanto humor – alla faccia dei video della Casa Bianca che trattano la guerra come un vero videogame, facendo indignare non solo i vescovi statunitensi.
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Geopolitica
Il Belgio sequestra materiale militare destinato a Israele
Le autorità belghe hanno sequestrato due spedizioni di componenti per equipaggiamento militare destinate a Israele, secondo quanto riportato dal sito di notizie Declassified UK.
Le spedizioni provenienti dallla Gran Bretagna sono arrivate all’aeroporto di Liegi, in Belgio, il 24 marzo e avrebbero dovuto essere trasportate a Tel Aviv due giorni dopo a bordo di un volo cargo della Challenge Airlines, compagnia con sede in Israele. Adrien Dolimont, responsabile della regione belga della Vallonia, ha dichiarato che le autorità sono state allertate dall’ONG Vredesactie e sono intervenute tempestivamente per ispezionare il carico.
«Sulle questioni relative a Israele, la nostra posizione è chiara: non concediamo licenze per attrezzature che rafforzerebbero le capacità militari delle parti coinvolte», ha affermato Dolimont.
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Sebbene il Belgio non abbia rivelato le aziende responsabili, Declassified, citando documenti di spedizione, ha riferito martedì che i codici di esportazione militari del Regno Unito corrispondevano ad attrezzature relative ad aerei militari e sistemi di controllo del tiro. La testata, citando registri doganali, ha affermato che precedenti spedizioni dal Regno Unito a Israele via Liegi erano state inviate da Moog, un’azienda aerospaziale statunitense con stabilimenti in Gran Bretagna.
Diversi Paesi europei hanno annullato accordi per la fornitura di armi a Israele a causa delle sue operazioni militari a Gaza e in Libano, mentre gruppi per i diritti umani e le Nazioni Unite hanno accusato Israele di uccidere indiscriminatamente civili.
Nel 2025, il Belgio si è unito al procedimento per genocidio intentato dal Sudafrica contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia (CIG). Lo Stato degli Ebrei ha respinto le accuse definendole infondate e un tentativo di «pervertire il significato del termine “genocidio”».
Come riportato da Renovatio 21, di recente il Belgio ha avuto accese tensioni con l’ambasciatore USA a causa della pratica, cara ai giudei, della circoncisione.
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Immagine di Windmemories via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
L’Arabia Saudita promette 3 miliardi di dollari in aiuti al Pakistan
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